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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondato da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE ! Dopo per ragioni di spazio il sito e' diventato www.marcobava.it

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12; 29.03.13;

 

 

Archivio personale online di Marco BAVA

OPINIONI ai sensi art.21 Costituzione

 per un nuovo modello di sviluppo

 

UDIENZE PUBBLICHE 

IN CORSO

1) PROCESSO IPI-COPPOLA: IL 23.06.11 TRIBUNALE TORINO 1^SEZ.PENALE HA SANCITO LA SUA INCOMPETENZA TERRITORIALE SPOSTANDO LA COMPETENZA SU MILANO  IN CUI SI CELEBRERA' IL PROCESSO QUANDO SARA' RESO NOTO.

IPI 25.02.13

Ipi: verso la dichiarazione di prescrizione aggiotaggio Coppola
Borsa Italiana
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 feb - Si avvia a una dichiarazione di prescrizione il processo al tribunale di Milano a carico di Danilo Coppola e ...

2)il 28.03.14  CONTINUA a ROMA il processo Coppola-SEGRE+ALTRI MI SONO COSTITUITO parte civile come azionista di minoranza BIM.

3) Processo Fondiaria SAI - S.LIGRESTI- TORINO - 01.12.15

4) Processo MPS SIENA MI 27.11.15.

5) Processo Premafin MI 10.02.15

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

Sopravvaluta sempre il tuo avversario , per poterlo vincere.Mb  15.05.13

Torino 08.04.13

 

Il mio paese l'Italia non crede nella mia teoria economica del valore che definisce

1) ogni prodotto come composto da energia e lavoro:

Il costo dell'energia può tendere a 0 attraverso il fotovoltaico sui tetti. Per dare avvio la volano economico del fotovoltaico basta detassare per almeno 20 anni l'investimento, la produzione ed il consumo di energia fotovoltaica sui tetti.

2) liberalizzazione dei taxi collettivi al costo di 1 euro per corsa in modo tale da dare un lavoro a tutti quelli che hanno un 'auto da mantenere e non lo possono piu fare per mancanza di un lavoro; ed inoltre dare un servizio a tutti i cittadini.

3) tre sono gli obiettivi principali della politica : istruzione, sanita', cultura.

4) per la sanità occorre un centro acquisti nazionale  ed abolizione giorni pre-ricovero.

vedi PRESA DIRETTA 24.03.13

chi e' interessato mi scriva .

Suo. MARCO BAVA

 

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

TEMI STORICI :

 

MESSA IN COMMEMORAZIONE DELLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI il 19.11.16 ORE 18 CHIESA S.MARIA GORETTI TORINO V.PCOSSA ANG V.ACTIS

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI    per aprire il sito   mio.discoremoto.virgilio.it/edoardoagnelli     clicca qui

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO

 DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore

 (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo 

su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice

 fiscale ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

LA DICEMBRE società semplice e' il timone di comando del gruppo Elkan.

Come scrive Moncalvo nel suo libro AGNELLI SEGRETI da pag.313 in poi, attraverso la Dicembre Grande Stevens controlla di fatto Jaky e la figlia di Grande Stevens Cristina ne prenderà il controllo quando Jaky morirà mentre ai suoi figli verrebbe liquidata solo la quota patrimoniale nominale.

La proposta di società ad Edoardo nel 1984-86 non si sa come sia cambiata statutariamente in quanto il documento del mio link

http://www.marcobava.it/DICEMBRE/DICEMBRE%201984.pdf

e' l' unico che sia stato dato ad Edoardo sino al 2000 quando fu ucciso proprio perche' non voleva ne' accettare l' esclusione dalla Dicembre ne' di condividerla con Grande Stevens padre e figlia , Gabetti, e Ferrero perché estranei, ne' di darne il controllo a Jaky perché inadatto , come aveva dichiarato al Manifesto con Griseri nel 1998.

Tutto ciò l' ho detto già anni fa alla giornalista Borromeo cognata di JAKY al fine che ne parlasse con la sorella, o non ha capito, o ha creduto alle bugie che le hanno detto per tranqullizzarla.

Io credo che sia nell 'interesse di tutti che vengano chiariti al più` presto sia il contenuto dello statuto della dicembre e le conseguenze che ne derivano.

 

 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

  1. Edoardo Agnelli , martire dell' Islam - p. 1 - YouTube

    www.youtube.com/watch?v=bs3bTPhHRUw
    21/feb/2010 - Caricato da IslamShiaItalia

    Video della televisione iraniana sulla tragica fine di Edoardo Agnelli - I° parte. http://www.islamshia.org ...

  1. Edoardo Agnelli: documentario sulla sua vita prodotto da I.R.I.B. ...

    www.youtube.com/watch?v=SE83XD2ykFo
    20/nov/2011 - Caricato da Maggini-Malenkov

    Iran/ Italia; si celebra l'anniversario del martirio di Edoardo Agnelli Teheran - Oggi 16 ... You need Adobe Flash Player to watch this video.

 

http://www.youtube.com/watch?v=aASbXZKsSzE

 

 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRI SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

Thanks again,

Jennifer

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

il 15.11.15 si terrà la messa di commemorazione della morte di EDOARDO AGNELLI nella Parrocchia di S.MARIA GORETTI IN TORINO V.PIETRO COSSA ang.V.PACCHIOTTI.

 

 

 

 

DINASTIA DELLE QUATTRORUOTE

A “Dicembre” i segreti degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo


Pubblicato Giovedì 11 Ottobre 2012, ore 7,50

È in cima alla catena di comando che controlla Fiat, ma per 17 anni è stata “fuorilegge”. E non è l’unica stranezza. Viaggio in tre puntate di Gigi Moncalvo nel sancta sanctorum della Famiglia

E pensare che parlano, ogni due per tre, di trasparenza, limpidezza, casa di vetro, etica, valori morali. In quale categoria può essere catalogato ciò che stiamo per raccontare, e che solo su queste pagine web potete leggere? E’ una storia che riguarda la “cassaforte di famiglia”, cioè la “Dicembre società semplice”, che detiene – tanto per fare un esempio - il 33%, dell’“Accomandita Giovanni Agnelli & C. Sapaz”, cioè controlla quella gallina dalle uova d’oro che quest’anno ha consentito agli “eredi” - senza distinzioni tra bravi e sfaccendati – di spartirsi 24,1 milioni di euro (rispetto ai 18 milioni del 2011) su un utile di 52,4. “Dicembre” di fatto è la scatola di controllo dell'impero di famiglia, ed è dunque – proprio attraverso l’Accomandita - l'azionista di riferimento di Exor, la superholding del gruppo Fiat-Chrysler.

 

Non ci crederete ma la “Dicembre”, nonostante questo pedigree, fino al luglio scorso non risultava nemmeno nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino, nonostante la legge ne imponesse l’iscrizione. La “Dicembre” è una delle società più importanti del paese, dato che, controllando dall’alto la piramide dell’intero Gruppo Fiat, ha ricevuto dallo Stato centinaia di miliardi di euro di fondi pubblici. Ebbene per i registri ufficiali dell’ente presieduto da Alessandro Barberis, un uomo-Fiat, non... esisteva. Quindi lo Stato erogava miliardi a una società la cui “madre” non risultava nemmeno dai registri e che ha violato per anni la legge.

 

“Dicembre” è stata costituita il 15 dicembre 1984 con sede in via del Carmine 2 a Torino (presso la Fiduciaria FIDAM di Franzo Grande Stevens), un capitale di 99,9 milioni di lire e cinque soci: Giovanni Agnelli (col 99,9% di quote), sua moglie Marella Agnelli (10 azioni per un totale di 10 mila lire) e infine Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Cesare Romiti, con una azione ciascuno da mille lire. Come si vede fin dall’inizio Gianni Agnelli considerava la “Dicembre” appannaggio del proprio ramo famigliare. Poco più di quattro anni dopo, il 13 giugno 1989, c’è un primo colpo di scena: escono Umberto e Romiti e vengono sostituiti da Franzo Grande Stevens e da sua figlia Cristina. Gianni Agnelli “dimentica” di avere due figli, Edoardo e Margherita, e privilegia invece Stevens e la sua figliola, a scapito perfino di suo fratello Umberto Agnelli. Se si prova – come ho fatto io - a chiedere al notaio Ettore Morone notizie e copie di questo “strano” atto, risponde che “non li ha conservati e li ha consegnati al cliente”. Non vi fornisce nemmeno il numero di repertorio. Forse a rogare sarà stata sua sorella Giuseppina?

 

La “Dicembre” torna a lasciare tracce qualche anno più tardi, il 10 aprile 1996: c’è un aumento di capitale (da 99,9 milioni a 20 miliardi di lire), entrano tre nuovi soci (Margherita Agnelli, John Elkann, e il commercialista Cesare Ferrero), le quote azionarie maggiori risultano suddivise tra Gianni Agnelli, Marella, Margherita e John (di professione “studente” è scritto nell’atto) col 25% ciascuno, con l’Avvocato che ha l’usufrutto sulle azioni di moglie, figlia e nipote. Tutti gli altri restano con la loro singola azione che conferisce un potere enorme. Siamo nel 1996, come s’è visto, e nel frattempo è entrata in vigore una legge (il D.P.R. 581 del 1995) che impone l’iscrizione di tutte le società nel registro delle imprese. A Torino se ne fregano. Anche se la “Dicembre” ha un codice fiscale (96624490015) è come se non esistesse… Gabetti, Grande Stevens e Ferrero, così attenti alla legge e alle forme, dimenticano di compiere questo semplicissimo atto. Né si può pretendere che fossero l’Avvocato o sua moglie o sua figlia o il suo nipote ventenne, a occuparsi di simili incombenze.

 

La Camera di Commercio si “accorge” di questa illegalità solo quattordici anni dopo, il 23 novembre 2009. La Responsabile dell’Anagrafe delle Imprese, Maria Loreta Raso, allora scrive agli amministratori della “Dicembre” e li invita a mettersi in regola. Non ottiene nessun riscontro. Ma la signora, anziché rivolgersi al Tribunale e chiedere l’iscrizione d’ufficio, non fa nulla. Fino a che nei mesi scorsi un giornalista, cioè il sottoscritto, alle prese con una ricerca di dati per un suo imminente libro (Agnelli segreti, Vallecchi Editore) cerca di fare luce su questa misteriosa “Dicembre” e si accorge dell’irregolarità. Si rivolge alla Camera di Commercio, la dirigente in questione fa finta di non sapere ciò che sa dal 2009 e comincia a chiedere documenti e dati che già ben conosce. Il giornalista fornisce copia dell’atto di aumento di capitale del 1996 e indica il numero di codice fiscale, ma la Camera di Commercio pone ostacoli a ripetizione: vogliono l’atto costitutivo, quello inviato è una fotocopia, ci vuole quello autenticato dal notaio Morone. Passano i mesi, vengono fornite tutte le informazioni, il giornalista comincia a diventare fastidioso. La signora Raso non può più fare a meno di rivolgersi, con tre anni di ritardo, al Tribunale. Il giornalista va, fa protocollare le domande, sollecita e scrive. E finalmente il 25 giugno di quest’anno la dottoressa Anna Castellino, giudice delle Imprese del Tribunale di Torino, ordina l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre”, in quanto socia della “Giovanni Agnelli & C. Sapaz”. L’ordinanza del giudice viene depositata due giorni dopo. La Camera di Commercio ottemperato all’ordinanza del Giudice in data 19 luglio 2012. Possibile che ci voglia un giornalista per far mettere in regola la più importante società italiana “fuorilegge” da ben 17 anni e che oggi ha come soci di maggioranza John Elkann e  sua nonna Marella, con il solito quartetto Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia? Ma perché tanta segretezza su questa società-cassaforte? E’ il tema della nostra prossima puntata.    

 

 

RETROSCENA DI CASA REALE

Quei lupi a guardia degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Venerdì 12 Ottobre 2012, ore 8,32

Chi ha in mano le chiavi della cassaforte di “Dicembre”, società semplice con la quale si comanda la Fiat-Chrysler? Nell’ombra si stagliano le figure di Gabetti e Grande Stevens. Seconda puntata

GRANDI VECCHI Grande Stevens e Gabetti

Dunque, la “Dicembre” dal 19 luglio è finalmente iscritta al registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino – dopo che in via Carlo Alberto hanno dormito per 14-16 anni. Ma una domanda è d’obbligo: perché tanta segretezza? Chi sono coloro che vogliono restare nell’ombra al punto che nel novembre 2009 non avevano nemmeno risposto a una richiesta di regolarizzazione., ai sensi di legge, se n’erano sonoramente “sbattuti” ed erano talmente sicuri di sé e potenti al punto che la Camera di Commercio, al cui vertice siede un loro uomo, non fece nulla dopo che la propria richiesta era stata snobbata e ignorata? Prima di arrivarci, precisiamo che la sanzione che poteva essere loro comminata per l’irregolarità, era del tutto simbolica e irrisoria: appena 516 euro.

La domanda diventa dunque questa: che cosa c’era e c’è di così segreto da nascondere – è l’unica spiegazione possibile – al punto da indurre i soci della “Dicembre”, che riteniamo essere sicuramente in possesso di 516 euro per pagare la sanzione, a evitare di rendere pubblici gli atti della società, come prescrive la legge?

 

Qui viene il bello. Questi signori, infatti, così come se ne sono “sbattuti” allora, ugualmente se ne “sbattono” oggi. E, fino ad ora, stanno godendo - ma speriamo di sbagliarci - ancora una volta della tacita “complicità” della Camera di Commercio. Infatti, l’iscrizione che noi siamo riusciti ad ottenere si basa solo su un documento: l’atto costitutivo del 15 dicembre 1984. Da esso risultano cinque soci: Giovanni Agnelli (che nell’atto viene definito “industriale”), sua moglie Marella Caracciolo (professione indicata: “designer”), Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti, Cesare Romiti. La società in quel 1984 aveva sede a Torino in via del Carmine 2, presso la FIDAM, una fiduciaria che fa capo all’avv. Franzo Grande Stevens, il cui studio ha lo stesso indirizzo. Il capitale sociale ammontava a 99 milioni e 980 mila lire ed era così suddiviso: Giovanni Agnelli aveva la maggioranza assoluta con un pacco di azioni pari a 99,967 milioni di lire, la consorte possedeva 10 azioni per un totale di diecimila lire, gli altri tre soci avevano una sola azione da mille lire ciascuna. Una curiosità: donna Marella a proposito di quella misera somma di diecimila lire dichiarò in quell’atto che “è di provenienza estera ed è pervenuta nel rispetto delle norme valutarie” arrivando in Italia il giorno prima tramite Banca Commerciale Italiana.

 

 

Questo, dunque, è l’unico documento che al momento da pochi mesi compare nel Registro delle Imprese. Possibile che la Camera di Commercio – presieduta dall’ex dirigente Fiat, Alessandro Barberis - non si sia ancora accorta che quell’atto, essendo vecchio di ben ventotto anni, è stato superato da alcuni eventi non secondari e che lo rendono, così come l’iscrizione, inattuale e anacronistico? Ad esempio, nel frattempo c’è stata l’introduzione dell’euro e la morte di due dei cinque soci (Gianni e Umberto Agnelli, deceduti rispettivamente nel gennaio 2003 e nel maggio 2004)? Possibile che Barberis e i suoi funzionari non si siano accorti di questo, così come del fatto che Romiti ha lasciato il Gruppo da quasi vent’anni, e non chiedano agli amministratori della “Dicembre” un aggiornamento, ordinando l’invio dei relativi atti? Tanto più - e qui vogliamo dare un aiuto disinteressato alla ricerca della verità onde evitare inutili fatiche altrui - che qualche “mutamento”, e non di poco conto, in questi anni è avvenuto nella “Dicembre” e l’ha trasformata da cassaforte del ramo-Gianni Agnelli a qualcosa di ben diverso e non più controllabile dalla Famiglia “vera” dell’Avvocato. Vediamo alcuni passaggi, dato che ciò aiuterà a capire quali sono, forse, i motivi all’origine di tanta ancor oggi inspiegabile segretezza.

 

Appena quattro anni dopo la costituzione, e cioè il 13 giugno 1989 (repertorio notaio Morone n. 53820), escono dalla società due grossi calibri come Umberto Agnelli e Cesare Romiti. Al loro posto entrano l’avv. Grande Stevens e, colpo di scena, sua figlia Cristina, 29 anni. Non è un po’ strano che vengano “fatti fuori” nientemeno che Romiti, che in quel periodo contava parecchio, e nientemeno che il fratello dell’Avvocato, e vengano sostituiti non tanto da un nome “di peso” come quello di Grande Stevens, ma addirittura anche dalla giovane rampolla di quest’ultimo, addirittura a scapito dei due figli di Gianni, e cioè Edoardo e Margherita?

Alla luce anche di questo, non ritiene la Camera di Commercio che sia bene cominciare a farsi consegnare dalla società da pochi mesi registrata d’imperio da un giudice, anche tutti gli atti relativi al periodo tra il 1984 e il 1989 che portarono a quel misterioso “tourbillon” che vede Gianni togliere di mezzo il fratello e il potente amministratore delegato Fiat, e tagliar fuori anche i propri figli per far entrare invece un avvocato e sua figlia, mettendoli a fianco del già sempiterno Gabetti?

 

 

Andiamo avanti. Della “Dicembre” non ci sono tracce - a parte un misterioso episodio avvenuto tra la Svizzera e il Liechtenstein -, fino al 10 aprile 1996. Quel giorno, sempre nello studio notarile Morone, avvengono quattro fatti importantissimi: l’ingresso di tre nuovi soci, l’aumento di capitale, il trasferimento della sede (dal numero 2 al numero 10 sempre di via del Carmine, questa volta presso “Simon Fiduciaria”, sempre di Grande Stevens), ma soprattutto la modifica dei patti sociali. Accanto a Gianni Agnelli e a sua moglie, a Gabetti, a Grande Stevens e figlia, entrano nella “Dicembre”: Margherita Agnelli (figlia di Gianni), John Philip Elkann (nipote di Gianni e figlio di Margherita, professione indicata: “studente”), e il commercialista torinese Cesare Ferrero. Il capitale viene aumentato di venti miliardi di lire, che vanno ad aggiungersi a quegli iniziali 99,980 milioni di lire. Gianni Agnelli mantiene il controllo col 25% di azioni proprie, e con l’usufrutto a vita di un altro 74,96% riguardante le azioni intestate a moglie, figlia e nipote. Ancora una volta è platealmente escluso Edoardo, il figlio di Gianni. Gli viene preferito il cuginetto che ha da poco compiuto vent’anni. Gli altri quattro azionisti hanno un’azione da mille lire ciascuno. Ma assumono (e si auto-assegnano col misterioso e autolesionistico assenso dell’Avvocato) una serie di poteri enormi, sia a loro favore sia contro i soci-famigliari di Gianni.

 

 

Prima di tutto viene previsto che se un socio dovesse morire (l’Avvocato allora aveva 75 anni ed era da tempo molto malato), la sua quota non passa agli eredi ma viene consolidata automaticamente in capo alla società con conseguente riduzione del capitale. Agli eredi del defunto spetterà solo una somma di denaro pari al capitale conferito. Vale a dire: appena 5 miliardi di lire per il 25% di quota dell’Avvocato, una somma spropositatamente inferiore al valore reale. Senza pensare alla violazione del diritto successorio italiano. L’altra clausola “folle” sottoscritta dall’Avvocato riguarda il trasferimento di quote a terzi. Infatti, se uno degli azionisti principali, alla sua morte o prima, dovesse decidere di cedere la propria quota, o una parte di essa, a terzi esterni alla “Dicembre”, ci sono due sbarramenti. E’ necessario il consenso della maggioranza del capitale. E, oltre a questo, deve esserci il voto a favore di quattro amministratori: due dei quali fra Marella, Margherita e John, e due fra il “quartetto” Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia. Insomma Gianni Agnelli ha consegnato ai quattro il controllo assoluto della situazione a scapito di se stesso e dei propri famigliari. Il quartetto degli “estranei” (Margherita li chiama “usurpatori”) ha aperto la strada, oltreché alla loro presa di potere, a scenari di vario tipo. Primo. Se l’Avvocato muore, suo figlio Edoardo non eredita quote della “Dicembre” ma viene tacitato con pochi miliardi. Dovrebbe fare un’azione legale contro la violazione della legge successoria italiana e rivendicare la legittima, anche per la quota di sua spettanza della “Dicembre”.

 

Secondo scenario. Se Edoardo morisse prima di suo padre - come poi avverrà, facendo pensare ad autentiche “capacità divinatorie” da parte di qualcuno -, il problema non si verrebbe a porre. E se invece – terzo scenario -, come poi è avvenuto (prova evidente che nella “Dicembre” c’è qualche chiaroveggente in grado di prevedere o condizionare il futuro), l’Avvocato morisse e il suo 25% passasse a moglie e figlia, basterà impedire un’alleanza tra le due, farle litigare, dividerle, oppure convincere la “vecchia” ad allearsi col giovane nipotino, ed ecco che figlia e vedova dell’Avvocato perderanno il controllo della “Dicembre”.

 

Chi sono i vincitori? Chi ha scelto il giovane rampollo, che deve tutto a due tragedie famigliari (la morte del cugino Giovannino per tumore e la strana morte dello zio Edoardo trovato cadavere sotto un cavalcavia) per poterlo meglio “burattinare” e comandare? Chi ha impedito in tal modo che Marella, Margherita e John invece si potessero alleare per comandare insieme o scegliere qualcuno della famiglia, o non qualche estraneo, per la sala di comando? Chi ha scelto di “lavorarsi” John e Marella, certo più malleabili e meno determinati di Margherita?

 

Un mese dopo la morte dell’Avvocato viene approvato un atto (24 febbraio 2003) che sancisce il nuovo assetto azionario della “Dicembre”. Al capitale di 10.380.778 euro, per effetto della clausola di consolidamento viene sottratta la quota corrispondente alle azioni di Gianni (cioè 2.633.914 euro). In tal modo il capitale diventa di 7.746.868 euro e risulta suddiviso in tre quote uguali per Marella, Margherita e John, pari a 2,582 milioni di euro ciascuno (quattro azioni da un euro continuano a restare nelle salde mani del “Quartetto di Torino”). Il “golpe” viene completato lo stesso giorno con la sorprendente donazione fatta dalla nonna al nipote del pacco di azioni che gli permettono al giovanotto di avere la maggioranza assoluta, una donazione fatta da Marella in sfregio ai diritti (attuali ed ereditari) della figlia e degli altri sette nipoti: John arriva in tal modo a controllare una quota della “Dicembre” pari a 4.547.896 euro, sua nonna mantiene una quota pari a 2.582.285 euro, la “ribelle” Margherita - l’unica che aveva osato muovere rilievi e chiedere chiarezza e trasparenza - viene messa nell’angolo con una quota pari a 616.679 euro. Tutto questo fino al 2003. Poi, con l’accordo di Ginevra del febbraio 2004 tra madre e figlia, Margherita uscirà definitivamente dalla “Dicembre”, quasi un anno dopo aver partecipato a un gravoso aumento di capitale.

 

Ma oggi la situazione, specie per quanto riguarda i patti sociali, qual è? John comanda davvero o no? Nel caso in cui, lo ripetiamo come nel precedente articolo, dovesse decidere di ritirarsi in un monastero o gli dovesse accadere qualcosa (come allo zio Edoardo?) chi potrebbe diventare il padrone della cassaforte al vertice dell’Impero Fiat? I bookmakers danno favorito Gabetti, ma non fanno i conti con Grande Stevens, il vero azionista “di maggioranza”, anche se con due sole azioni, grazie proprio a quella mossa del 1989 con cui fece entrare anche sua figlia….

 

Qualcuno potrebbe obiettare che oggi tra i soci della “Dicembre” ce ne potrebbero essere alcuni  nuovi, potrebbero essere i fratelli di John, cioè Lapo o Ginevra. Ma, grazie alla clausola di sbarramento approvata nel 1996, il “Quartetto” ha votato a favore dell’ingresso (eventuale) di uno o due nuovi soci o li ha bocciati? Ecco perché forse esiste tanta segretezza. Non sarebbe bene che dai registri della Camera di Commercio risultasse qualcosa di attuale e di aggiornato? Che cosa aspetta la Camera di Commercio a chiedere e pretendere ai sensi di legge che gli amministratori, così limpidi e trasparenti, della “Dicembre”, forniscano al più presto tutti i documenti? Dobbiamo di nuovo attivare le nostre misere forze e chiedere l’intervento del Tribunale di Torino e confidare nell’intervento della dottoressa Anna Castellino o di qualche suo collega? Oppure bisogna aspettare altri 15 anni?

 GLI AGNELLI SEGRETI

Dicembre dei “morti viventi”

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 13 Ottobre 2012, ore 8,21

Agli atti la società-cassaforte della famiglia, grazie alla quale controllano la Fiat-Chrysler, risulta ancora composta da Gianni e Umberto Agnelli. Compare persino Romiti. E tutti tacciono

La Stampa no, o almeno, non ancora. Invece anche (o perfino?) il Corriere della Sera si è accorto della “stranezza” - diciamo così – riguardante il fatto che la Dicembre, la società-cassaforte che un tempo era della famigliaAgnelli, anzi più esattamente del ramo del solo Gianni, e che si trova alla sommità dell’ImperoFiat (ora Exor), ha impiegato ben diciassette anni, dal 1995, per mettersi in regola con la legge in vigore da allora. La Dicembre - la cui data di nascita risale al 1984 -, finalmente è “entrata nella legalità”, e – come prevede una legge del 1995 – finalmente risulta iscritta nel Registro delle Imprese. Pur trattandosi di una società non da poco, dato che la si può considerare la più importante, finanziariamente e industrialmente del nostro Paese, la Camera di Commercio di Torino ha impiegato parecchi anni prima di accorgersi dell’anomalia, di quel vuoto che figurava nei propri registri (nonostante quella società avesse il proprio codice fiscale). Possibile che il presidente della CCIAA Alessandro Barberis, che ha sempre lavorato in Fiat, ignorasse l’esistenza della “Dicembre”? Come mai l’arzillo settantacinquenne entrato in azienda a 27 anni, rimasto in corso Marconi per trentadue anni, e poi diventato per un breve periodo, che non passerà certo alla storia, direttore generale di Fiat Holding nel 2002, e infine amministratore delegato e vicepresidente nel 2003, non ha mai fatto nulla per sanare questa irregolarità? Possibile che ci sia voluto un giornalista rompiscatole e che fa il proprio dovere, per convincere, con un bel pacchetto di corrispondenza, l’austero organismo camerale sabaudo a rivolgersi al Tribunale affinché ordinasse l’iscrizione d’ufficio. Finalmente, il 19 luglio scorso, ciò è avvenuto e l’ordine del Giudice Anna Castellino (che porta la data del 25 giugno) è stato eseguito.

 

Grandi applausi si sono levati dalle colonne del Corriere ad opera di Mario Gerevini che, in un articolo del 23 agosto, non ha avuto parole di sdegno per gli autori di questa illegalità ma ha parlato, generosamente e con immane senso di comprensione, di una semplice e banale “inerzia dettata dalla riservatezza”. Poi ha ricostruito tutta la vicenda, a modo suo e con parecchie omissioni importanti, e ha avuto di nuovo tanta comprensione, anche per la Camera di Commercio: si era accorta dell’anomalia, anzi del comportamento fuorilegge, fin dal 23 novembre 2009, aveva “già inviato una raccomandata alla Dicembre invitandola a iscriversi al registro imprese, come prevede la legge. Senza risultato. Da lì è partita la segnalazione al giudice”. Il che dimostra come in due righe si possano infilare parecchie menzogne e non si accendano legittimi interrogativi. Dunque, quella raccomandata di tre anni fa non sortì alcuna risposta. E la Camera di Commercio di fronte a questo offensivo silenzio, anziché rivolgersi subito al Tribunale, non ha fatto nulla, se non una grave omissione di atti d’ufficio. Non è dunque vero che “da lì è partita la segnalazione al giudice” dato che al Tribunale di Torino non impiegano ben tre anni per emettere un’ordinanza in un campo del genere. E’ stato invece necessaria, questa la verità, una ennesima raccomandata di un giornalista che intimava ai sensi di legge alla signora Maria Loreta Raso, responsabile dell’Area Anagrafe Economica, di segnalare tutto quanto al giudice. Visto che non lo aveva fatto a suo tempo come imponeva il suo dovere d’ufficio e, soprattutto, la legge.

 

Gerevini aggiunge che “fino a qualche tempo fa chi chiedeva il fascicolo della Dicembre allo sportello della Camera di commercio si sentiva rispondere: «Non esiste». All'obiezione che è il più importante socio dell'accomandita Agnelli, che è stata la cassaforte dell'Avvocato (ora del nipote), che è più volte citata sulla stampa italiana e internazionale, la risposta non cambiava. Tant'è che dal 1996 a oggi non risulta sia mai stata comminata alcuna ammenda per la mancata iscrizione”. Giusto, è proprio così. Ma Gerevini, rispetto al sottoscritto, per quale ragione non ha mai pubblicato un rigo su questa scandalosa vicenda, non ha informato i lettori, non ha denunciato pubblicamente questa anomalia e illegalità che ammette di aver toccato con mano? Non pensa, il Gerevini, che sarebbe bastato un piccolo articolo sul suo autorevole giornale per smuovere le acque? No, ha continuato a tacere, e a sentirsi ripetere “non esiste” ogni volta in cui bussava allo sportello della Camera di Commercio chiedendo il fascicolo della “Dicembre”. Come mai certi giornalisti delle pagine economiche, e non solo, spesso – come dicono i colleghi americani - “scrivono quello che non sanno e non scrivono quello che sanno? Forse ha ragione Dagospia che, riprendendo la notizia, la definisce “grave atto di insubordinazione e vilipendio del Corriere al suo azionista Kaky Elkann (così impara a smaniare con Nagel di far fuori De Bortoli)”? Questo retroscena conferma che il direttore del Corriere, per ora, non ha osato andare oltre tenendo in serbo qualche cartuccia, in caso di bisogno?

 

Gerevini dice che “la latitanza” della Dicembre ora è finita. Non è vero. La Camera di Commercio, infatti, nonostante sapesse tutto fin dal 2009, ha “preteso” che il giornalista che rompeva le scatole con le sue raccomandate inviasse ai loro uffici l’atto costitutivo della “Dicembre”. Fatto. Ma, a questo punto, non si è accontentata del primo esaustivo documento inviato sollecitamente, bensì ha preteso, forse per guadagnare qualche mese e nella speranza che il notaio Ettore Morone non la rilasciasse, una copia autenticata. Si è mai vista una Camera di Commercio, che nel 2009 ha già fatto – immaginiamo – un’istruttoria su una società non in regola, ed è rimasta immobile dopo che si sono fatti beffe della sua richiesta di regolarizzare la società, chiedere a un giornalista, e non agli amministratori di quella società, i documenti necessari, visto che i diretti interessati non si sono nemmeno curati a suo tempo di rispondere? Invece è andata proprio così.

 

A Torino tutto è possibile. Anche che la “Dicembre” figuri (finalmente) nel Registro delle Imprese ma solo sulla base dei dati contenuti nell’atto costitutivo del 1984 e cioè con due morti come soci, Giovanni e UmbertoAgnelli, e con un terzo socio, Cesare Romiti, che da anni ha lasciato la Fiat e che venne fatto fuori dalla “Dicembre” nel 1989, cioè ventitré anni fa. Non solo ma il capitale della società risulta ancora di 99 milioni e 980 mila lire, allineando come azionisti Giovanni Agnelli (99 milioni e 967 mila lire), Marella Caracciolo (10.000 lire, e dieci azioni), e infine Umberto Agnelli, Cesare Romiti e Gianluigi Gabetti (ciascuno con una azione da mille lire). Non pensano alla Camera di Commercio che sia opportuno, adesso che l’iscrizione è avvenuta, aggiornare questi dati fermi al 15 dicembre 1984, scrivendo alla “Dicembre” e intimandole di consegnare tutti i documenti e gli atti che la riguardano dal 1984 a oggi? Che cosa aspettano a richiederli? Forse temono che il loro sollecito rimanga di nuovo senza riscontro? Dall’altra parte, che cosa aspettano quei Gran Signori di Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, che danno lezioni di etica e moralità ogni cinque minuti, a mettersi in regola? E il grande commercialista torinese Cesare Ferrero, anch’egli socio della “Dicembre”, non sente il dovere professionale di sanare questa anomalia, anche se i suoi “superiori” magari non sono del tutto d’accordo? Ora nessuno di loro può continuare a nascondersi. E quindi diventa molto facile dire: ora che vi hanno scovato, ora che sta venendo a galla la verità, non vi pare corretto e opportuno mettervi pienamente in regola? Ora che perfino il vostro giornale ad agosto vi ha mandato questo “messaggio cifrato” non ritenete di fare le cose, una volta tanto, in modo trasparente, chiaro, limpido, evitando la consueta “segretezza” che voi amate chiamare riserbo, anche se la legge in casi come questi non lo prevede? Oppure volete che sia di nuovo un giudice a ordinarvi di farlo? E Jaky Elkann non ha capito quanto sia importante, per sé e per il proprio personale presente e futuro, che le cose siano chiare e trasparenti, nel suo stesso interesse? 

 

Il Corriere non va diretto al bersaglio come noi e non fa i nomi e cognomi: inarcando il sopracciglio, forse per mettere in luce l’indignazione del suo direttore Ferruccio De Bortoli, l’articolo di Gerevini fa capire che è ora di correre ai ripari: “L'interesse pubblico di conoscere gli atti di una società semplice che ha sotto un grande gruppo industriale è decisamente superiore rispetto a una società semplice di coltivatori diretti (la forma giuridica più diffusa) che sotto ha un campo di granoturco”. Dopo di che, trattandosi del primo giornale italiano, ci si sarebbe aspettati qualche intervento di uno dei coraggiosi trecento e passa collaboratori “grandi firme”, qualche indignata sollecitazione tramite lettera aperta al proprio consigliere di amministrazione Jaky Elkann (lo stesso che oggi controlla la Dicembre), un editoriale o anche un piccolo corsivo nelle pagine economiche o nell’inserto del lunedì, dando vita a un nutrito dibattito seguito dalle cronache sull’evolversi, o meno, della situazione e da una sorta di implacabile countdown per vedere quanto avrebbe impiegato la società a mettersi completamente in regola, con i dati aggiornati, e la Camera di Commercio a fare finalmente il suo mestiere.

 

Niente di tutto questo. E adesso? Non solo noi nutriamo qualche dubbio sul fatto che la società si metta al passo con i documenti. E, qualcuno ben più esperto di noi e che lavora al Corriere,  dubita perfino che la “Dicembre” accetti supinamente un’altra ordinanza del giudice. Ma a questo punto, svelati i giochi, la partita è iniziata e se la società di Jaky Elkann si rifiuta di adempiere alle regole di trasparenza è di per sé una notizia. Che però dubitiamo il Corriereavrà il coraggio di dare. Anche perché la posta in palio è altissima: che cosa potrebbe succedere se, ad esempio, Jaki – che è il primo azionista con quasi l’80%, mentre sua nonna Marella (85 anni) detiene il 20% - decidesse di farsi monaco o gli dovesse malauguratamente accadere qualcosa? Chi diventerebbe il primo azionista del gruppo? Non certo una anziana signora, con problemi di salute, che vive tra Marrakech e Sankt Moritz? A quel punto, ad avere – come già di fatto hanno – prima di tutti la realegovernance attuale della cassaforte sarebbero Gabetti e Grande Stevens, con Cristina, la figlia di quest’ultimo, e Cesare Ferrero a votare insieme a loro per raggiungere i quattro voti necessari come da statuto (anche se rappresentano solo 4 azioni da un euro ciascuna) per sancire il passaggio delle altre quote e la presa ufficiale del potere. Ecco, al di là di quella che sembra un’inezia – l’iscrizione al registro delle imprese e l’aggiornamento degli atti della società – che cosa significa tutta questa storia. Ci permettiamo di chiedere: ingegner John Elkann, a queste cose lei ha mai pensato? E perché le tollera?

ALMENO SUA COGNATA BEATRICE BORROMEO GIORNALISTA DEL FATTO NON L’HA MAI INFORMATA DI UNA MIA TELEFONATA DI BEN 2 ANNI FA ? Mb

 

 

Agnelli segreti
Ju29ro.com
Con Vallecchi ha pubblicato nel 2009 “I lupi & gli Agnelli”. Il 24 gennaio del 2003, a 82 anni di età, moriva
Gianni Agnelli. Nei prossimi mesi, c'è da ...

 

 

Agnelli: «Bisogna cambiare il calcio italiano»

Al Centro Congressi del Lingotto partita l'assemblea dei soci della Juve seguila con noi. Il presidente bianconero: «Bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno»

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VIDEO Agnelli: Sogno Champions

 

 

TORINO - Stanno via via arrivando i piccoli azionisti della Juventus al Centro Congressi del Lingotto dove, alle 10.30, avrà inizio l'assemblea dei soci del club bianconero. In attesa che Andrea Agnelli apra i lavori con la sua lettera agli azionisti, la relazione finanziaria annuale unisce ai numeri la passione. Nelle pagine iniziali sono contenute le immagini salienti dell'ultimo anno, iniziato con il ritiro di Bardonecchia, proseguito con l'inaugurazione dello Juventus Stadium, la conquista del titolo di campione d'inverno e del Viareggio da parte della Primavera, e culminato con la vittoria dello scudetto e della Supercoppa. Due dei cinque nuovi volti del Consiglio di Amministrazione della Juventus non sono presenti nella sala 500 del Lingotto. L'avvocato Giulia Bongiorno è impegnata in una causa mentre il presidente del J Musuem, Paolo Garimberti, è fuori Italia per il Cda di EuroNews, ma comunque in collegamento in videoconferenza. Maurizio Arrivabene, Assia Grazioli-Venier ed Enrico Vellano sono invece in platea, come gli ad Beppe Marotta e Aldo Mazzia e il consigliere Pavel Nedved.«Da troppi anni aspettavamo una vittoria sul campo - scrive Agnelli - ma il 30° scudetto e la Supercoppa sono ormai alle nostre spalle ed è più opportuno guardare al futuro, con la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per la nostra società». La sfida all'Europa è lanciata.

AGNELLI SU CONTE -  «Conte? Noi siamo felici di Conte perché è il miglior tecnico che ci sia in circolazione e ce lo teniamo stretto». 

AGNELLI SU DEL PIERO -  "Alessandro Del Piero è nel mio cuore, nei nostri cuori come uno dei più grandi giocatori di sempre della Juve": lo ha detto Andrea Agnelli rispondendo a una domanda sull'ex capitano bianconero. "L'anno scorso - ha aggiunto Agnelli - ciò che è successo qui in assemblea è stato un tributo, perché avevamo firmato l'ultimo contratto ed era stato lui stesso a dire che sarebbe stato l'ultimo. Ora lui ha scelto una nuova esperienza, ricca di fascino: porterà sempre con sè la Juventus"."Per il futuro - ha detto Agnelli su un eventuale impiego di Del Piero nella società bianconera - non chiudo le porte a nessuno. Oggi la squadra è completa, lavora quotidianamente per ottenere gli obiettivi di vincere sul campo e di ottenere un equilibrio economico finanziario. Sono soddisfatto di tutte le persone, quindi - ha concluso - come si dice, squadra che vince non si cambia". 

«BISOGNA CAMBIARE, E SUBITO, IL CALCIO ITALIANO» - Ecco il discorso con cui Andrea Agnelli ha aperto i lavori dell'assemblea degli azionisti: «Signori azionisti, la Juventus è campione d’Italia, per troppo tempo i presidenti hanno dovuto affrontare questa assemblea senza avere nel cuore il calore che una vittoria porta con sé. Nella stagione che ci porterà a celebrare il 90° anno del coinvolgimento della mia famiglia nella Juventus,credo sia opportuno riflettere insieme sul fatto che la Juventus ha sempre promosso i cambiamenti. E' una missione alla quale questa gestione non intende sottrarsi. Quando ho ricevuto l'incarico di presidente avevo in testa chiarissimi alcuni passaggi. Il primo è cambiare la società e la squadra, un percorso in continua evoluzione, ma in 30 mesi abbiamo bruciato le tappe. Churchill diceva: i problemi della vittoria sono più piacevoli della sconfitta ma non meno ardui, lo scudetto non ci deve far dimenticare il nostro mandato, vincere mantenendo l'equilibrio finanziario. Il bilancio presenta numeri su cui riflettere, la perdita è dimezzata, e contiamo di proseguire nel percorso di risanamento».Poi il finale, con il presidente bianconero ad affrontare un tema assai caro come quello delle riforme.«Dopo 17 anni di attesa lo Juventus stadium è una realtà davanti agli occhi di tutti e sta dando i suoi frutti sia nei risultati sportivi sia in quelli economici. Dal Museum al College, sono tanti i fronti di attività come la riqualificazione dell’area della Continassa che ospiterà sede e centro di allenamento. Il cammino procede nella giusta direzione, 'la vita è come andare in bicicletta, occorre stare in equilibrio', diceva Einstein. E qui arriviamo al secondo punto: bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno. Riforma dei campionati, riforma Legge Melandri, riforma del numero di squadre professionistiche e del settore giovanile. Riforma dello status del professionista sportivo, tutela dei marchi, legge sugli impianti sportivi, riforma complessiva della giustizia sportiva, queste le tematiche su cui vorremmo confrontarci. Bob Dylan diceva: 'I tempi stanno cambiando' e non hanno smesso, la Juventus non intende affossare come una pietra». 

PAROLA AGLI AZIONISTI - Prima di passare al voto di approvazione del bilancio 2011-12, la parola è passata agli azionisti. Molti gli interventi: alcuni si sono complimentati con il presidente e i dirigenti per le vittorie, ma in tanti hanno sollevato dubbi sulla campagna acquisti. In particolare sono state fatte domande sul caso Berbatov, su Iaquinta e Giovinco. «Speriamo che immobile non faccia la fine di Giovinco, ceduto a 6 e pagato 11 milioni, spero che si compri Llorente» ha detto l'azionista Stancapiano. Gli ha fatto eco un altro socio bianconero: «Abbiamo comprato due punte spendendo parecchi milioni: Bendtner non l’abbiamo ancora visto, Giovinco ce l’avevamo in casa. Anziché prendere Giovinco, potevamno tenerci Boakye o Gabbiadini, che sono per metà nostri, almeno fino a gennaio per capire se sono da Juve». E c'è chi ha ricordato anche Alessandro Del Piero: «Auguri di buon lavoro al bravo e simpatico Del Piero che per tanti anni ha onorato la nostra squadra: Alex fatti onore anche in Australia». 

L'AZIONISTA BAVA - Dirompente l'intervento dell'azionista Bava che ha chiesto di conoscere gli stipendi netti dei giocatori, l'andamento dell'inchiesta sulla stabilità dello stadio, se ci sono giocatori coinvolti nel calcioscommesse, se la società ha prestato soldi ai giocatori, e in particolare a Buffon, per pagare debiti di gioco. Infine si è dichiarato contrario allo stipendio di 200 mila euro che la società elargisce a Pavel Nedved. Dopo che gli è stata tolta la parola perché ha sforato i minuti a disposizone, Marco Bava ha movimentato l'assemblea urlando e fermando i lavori. Nel suo discorso di apertura, Andrea Agnelli non ha parlato di Alessandro Del Piero. Ma nel libro che presenta il rendiconto di gestione, la Juventus ha dedicato una doppia pagina all'ex capitano bianconero, nella quale si ricordano tutti i suoi successi. Alla fine campeggia anche un "Grazie Alex" a caratteri cubitali. E alcuni azionisti si soffermati su Alex chiedendo perché non gli è stato trovato un posto in società.

APPROVA IL BILANCIO E LA BATTUTA DI AGNELLI - È stato approvato il Bilancio dell'esercizio 2011/12. Agnelli prende la parola alla fine della discussione del primo punto all'ordine del giorno: "In Italia, noi juventini siamo la maggioranza, ma ci sono anche tanti, tantissimi anti-juventini, perché la Juventus è tanto amata, ma anche tanto odiata. E' c'è molto odio nei nostri confronti ultimamente". Applausi dell'assemblea. 

LE RISPOSTE DI MAZZIA - L'ad della Juventus Aldo Mazzia ha risposto alle domande di carattere economico rivolte dagli azionisti bianconeri. In particolare, ha spiegato l'operazione Continassa.«Abbiamo acquisito il diritto di superficie per 99 anni, rinnovabile, su un'area di 180 mila metri adiacente allo Juventus Stadiun, per il costo di 10 milioni e mezzo. Questa cifra comprende anche il diritto di costruire lottizzando l’area a nostra disposizione. L'investimento complessivo ammonterà a 35-40 milioni: oltre ai 10,5 e a un milione per le opere di urbanizzazione, il residuo servirà per costruire la sede e il centro sportivo. La copertura finanziaria sarà in parte coperta dal Credito Sportivo che, il giorno dopo la presentazione del progetto, ci ha contattato manifestando interesse a finanziare l'opera. L'obiettivo è quello di arrivare al minimo esborso possibile, dotando il club di due asst importanti». Per quanto riguarda il titolo in Borsa, Mazzia ha sottolineato che «il prezzo lo fa il mercato: rispetto al valore di 0,14 euro al momento dell'aumento del capitale, oggi vale circa il 43% in più. Questo apprezzamento deriva dai miglioramenti sportivi ma soprattutto economici».

PAROLA A COZZOLINO - Azionista Cozzolino: "I consiglieri per me devono essere tutti di provata fede juventina. La Juventus è una trincea mediatica. E il Cda della Juve è più visibile di quello di Fiat. Mi rivolgo a Bongiorno, non sarà più l'avvocato che ha difeso Andreotti, ma quella che siede nel Cda juventino. Non mi convince la sua vicinanza a quegli ambienti romani e antijuventini, che hanno appoggiato il mancato revisionismo su Calciopoli. La dottoressa Grazioli-Venier la conosco poco, certo, il doppio cognome alla Juventus non porta bene... Paolo Garimberti si è sempre professato juventino ed è presidente del nostro museo, nel suo curriculum abbondano incarichi importanti nei media. Eppure non ricordo neppure un articolo a difesa della Juventus nel periodo calciopoli quando era a Repubblica e quando era presidente della Rai perché non ha arginato la deriva antijuventina della tv di Stato? Mazzia, si sa, era granata, ma in fondo lo era anche Giraudo. Le ricordo comunque che Giraudo esultava allo stadio quando segnava la Juventus, si dia da fare anche lei".

GIULIA BONGIORNO NEL CDA JUVE - Si passa al secondo punto all'ordine del giorno: nomina degli organi sociali. Si vota per rinnovare il Cda e si parla dei compensi ai consiglieri (25mila euro all'anno ad ognuno dei consiglieri). Il Consiglio proposto è: Camillo Venesi, Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene, Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Assia Grazioli-Venier, Giuseppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved, Enrico Vellano. Agnelli ringrazia i consiglieri uscenti, fra cui c'è l'avvocato Briamonte. 

DIECI CONSIGLIERI - L'assemblea degli azionisti Juventus ha votato la nomina dei 10 componenti del Cda bianconero. Il Consiglio avrà un mandato di tre anni e ogni consigliere percepirà 25 mila euro l'anno. Del Cda fanno parte Andrea Agnelli, Beppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved e Camillo Venesio, tutti confermati, e le new entry Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Enrico Vellano, Assia Grazioli-Venier e Maurizio Arrivabene.

 

Marina Salvetti
Guido Vaciago

 

 

 

 

 

- TROPPA GENTE VUOLE FARSI PUBBLICITÀ SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI 

 

 

Lettera 2
caro D'Agostino, trovo il tuo sito veramente informato ,serio,ed equilibrato,fosse tutta così la comunicazione in Italia !!!!! Dopo questa piccola premessa volevo dirti alcune cose su Edoardo agnelli.Tutto quello detto scritto da vari personaggi ,giornalisti,scrittori presunti amici lo trovo molto superficiale ma solo per il fatto di farsi un Po di pubblicità o altro, ma li conosceva davvero questa gente ? Dubito molto non avendoli mai visti accanto ad edo .In questi anni ho sentito tutto ed il contrario di tutto e volevo intervenire prima ,ma solo sul tuo sito, perché ti riconosco una sicura onesta intellettuale.

 

Negli ultimi 20 anni di vita di Edoardo sono stato il suo vero amico accompagnandolo in tutte le parti del mondo,e assistendolo nel suo lavoro,c erano con noi a volte anche altri amici sempre sinceri e che stavano al loro posto non pronti,come ora a farsi pubblicità ogni volta che esce il nome dello sfortunato amico.Finisco dicendoti che,la mattina del 15 novembre 2000 giorno del fatale incidente ,edoardo fece ,prima ,solo 4 telefonate ed una era al sottoscritto come tutte le mattine 
.Ti ringrazio per la tua cortese attenzione e buon lavoro con sincera stima 
Fabio massimo cestelli

CARO MASSIMO CESTELLI , DETTO DA EDOARDO CESTELLINO, io parlo con le sentenze tu forse lo fai usando il linguaggio delle note dell'avv Anfora ? Mb

 

 


Giuseppe Puppo

3 h · 

Ringraziando Marco Bava per l'avviso che mi ha fatto utile per l'ascolto in diretta, segnalo - a tutti voi, ma, mi sia concesso, a Marco Solfanelli in particolare, in quanto editore del mio nuovo libro dedicato agli ultimi sviluppi, "Un giallo troppo complicato", in fase di stampa - che questa mattina il programma "Mix 24" su Radio24 del Sole 24 ore - emittente nazionale - condotto da Giovanni Minoli si è lungamente occupato del caso della tragica morte di Edoardo Agnelli, mistero italiano ancora irrisolto, dai tanti risvolti importanti quanto inquietanti, con ciò - ed è particolarmente degno di nota - rilanciandolo all'attenzione generale. 
In sostanza, egli ha riadattato per il mezzo radiofonico la puntata del suo programma televisivo "La storia siamo noi" andato in onda tre anni fa, pure però con un'aggiunta significativa, un'intervista a Jas Gawronski, amico dell' "avvocato" Gianni Agnelli, in cui ha fatto affermazioni molto forti sul controverso rapporto padre-figlio, che è una delle chiavi di lettura di dirompente efficacia per la comprensione dell'intero caso. 
Sia la puntata televisiva di tre anni fa, sia il programma odierno di Minoli sono facilmente rintracciabili e consultabili sul web. 
Per il resto, a fra pochi giorni per le mie ultime, sconvolgenti acquisizioni che, oltre al riesame per intero della complessa questione, sono dettagliate in "Un giallo troppo complicato"... Grazie a tutti.

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Giuseppe Puppo http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2

 

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Giuseppe Puppo http://ildocumento.it/mistero/edoardo-agnelli-dixit.html

 

Edoardo Agnelli - L`ultimo volo (La Storia Siamo Noi) | Il documentario in streaming

ildocumento.it

Edoardo Agnelli muore il 15 novembre del 2000. Ripercorriamo la vita del rampoll...Altro...

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Gianni Agnelli e Marella Caracciolo raccontati da Oscar De La Renta: vidi l'Avvocato piangere per ...

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ROMA – Con l'aneddotica su Gianni Agnelli si potrebbero riempire intere emeroteche. ... Lo so, c'è chi sostiene il contrario, ma è una stupidaggine.

 

 

Edoardo, l’Agnelli da dimenticare

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Lunedì 17 Novembre 2014, ore 17,12
 

Non un necrologio, una messa, un ricordo per i 14 anni dalla scomparsa del figlio dell'Avvocato. Se ne dimentica persino Lapo Elkann, troppo indaffarato a battibeccare a suon di agenzie con Della Valle. E la sua morte resta un mistero - di Gigi MONCALVO

 

Il 15 novembre di quattordici anni fa, Edoardo Agnelli – l’unico figlio maschio di Gianni eMarella – moriva tragicamente. Il suo corpo venne rinvenuto ai piedi di un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, nei pressi di Fossano. Settantasei metri più in alto era parcheggiata la Croma di Edoardo, l’unico bene materiale che egli possedeva e che aveva faticato non poco a farsi intestare convincendo il padre a cedergliela. L’unica cosa certa di quella vicenda è che Edoardo è morto. Non sarebbe corretto dire né che si sia suicidato, né che sia stato suicidato, né che sia volato, né che si sia lanciato, né che sia stato ucciso e il suo corpo sia stato buttato giù dal viadotto. Nel mio libro Agnelli Segreti sono pubblicati otto capitoli con gli atti della mancata “inchiesta” e delle misteriose e assurde dimenticanze del Procuratore della Repubblica diMondovì, degli inquirenti, della Digos di Torino. Tanto per fare alcuni esempi non è stata fatta l’autopsia, né prelevato un campione di sangue o di tessuto organico, né un capello, il medico legale ha sbagliato l’altezza e il peso (20 cm e 40 kg. In meno), non sono state sequestrate le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della sua villa a Torino, gli uomini della scorta non hanno saputo spiegare perché per quattro giorni non lo hanno protetto, seguito, controllato come avevano avuto l’ordine di fare dalla madre di Edoardo. Nessuno si è nemmeno insospettito di un particolare inquietante rivelato dalla Scientifica: all’interno dell’auto di Edoardo (equipaggiata con un motore Peugeot!) non sono state trovate impronte digitali né all’interno né all’esterno. Ecco perché oggi si può parlare con certezza solo di “morte” e non di suicidio o omicidio o altro. 

 

Dopo 14 anni l’inchiesta è ancora secretata – anche se io l’ho pubblicata lo stesso, anzi l’ho voluto fare proprio per questo -, e nessun necrologio ha ricordato la morte del figlio di Gianni Agnelli. Nella cosiddetta “Royal Family” i personaggi scomodi o “contro” vengono emarginati, dimenticati, cancellati. Basta guardare che cosa è successo alla figlia Margherita, “colpevole” di aver portato in tribunale i consiglieri e gli amministratori del patrimonio del padre: Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron (il capo del “family office” di Zurigo che amministrava il patrimonio personale di Gianni Agnelli nascosto all’estero). Margherita, quando ci sono dei lutti in famiglia, viene persino umiliata mettendo il suo necrologio in fondo a una lunga lista, anziché al secondo posto in alto, subito dopo sua madre, come imporrebbe la buona creanza. Per l’anniversario della morte di Edoardo nessun necrologio su laStampa né sul Corriere – i due giornali di proprietà di Jaky -, né poche righe di ricordo, nemmeno la notizia di una Messa celebrativa. Edoardo, dunque,  cancellato, come sua madre, comeGiorgio Agnelli, uno dei fratelli di Gianni, rimosso dalla memoria per il fatto di essere morto tragicamente in un ospedale svizzero. E cancellato perfino come Virginia Bourbon del Monte, la mamma di Gianni e dei suoi fratelli: Umberto, Clara, Cristiana, Maria Sole, Susanna, Giorgio. Gianni non andò nemmeno ai funerali di sua madre nel novembre 1945. Tornando a oggi Edoardo è stato ricordato da un paio di mazzi di fiori fatti arrivare all’esterno della tomba di famiglia di Villar Perosa (qualcuno ha forse negato l’autorizzazione che venissero collocati all’interno?) da Allaman, in Svizzera, da sua sorella Margherita e dai cinque nipoti nati dal secondo matrimonio della signora con il conte Serge de Pahlen (si chiamano Pietro, Sofia, Maria, Anna, Tatiana). Margherita ha fatto celebrare una Messa privata a Villar Perosa, così come a Torino ha fatto l’amico di sempre, Marco Bava.  

 

Tutto qui. I due nipoti di Edoardo, Jaky e Lapo, hanno dimenticato l’anniversario. Lapo ha trascorso la giornata a inondare agenzie e social network di stupidaggini puerili su Diego Della Valle. Invece di contestare in modo convincente e solido i rilievi del creatore di Hogan, Fay e Tod’s (“L'Italia cambierà quando capirà quanto male ha fatto questa famiglia al Paese"),  il fratello minore di Jaky, a corto di argomentazioni, ha detto tra l’altro: "Una macchina può far sognare più di un paio di scarpe”.  Evidentemente Sergio Marchionnenon gli ha ancora comunicato che la sua più strepitosa invenzione è stata quella della “fabbrica di auto che non fa le auto”. E al tempo stesso, evidentemente il fratello di Lapo non gli ha ancora spiegato che la FIAT (anzi la FCA) ha smesso da tempo di produrre auto in Italia, eccezion fatta per pochi modelli di “Ducato” in  Val di Sangro o qualche “Punto” a Pomigliano d’Arco con un terzo di occupati in meno, o poche “Maserati Ghibli” e “Maserati 4 porte” a Grugliasco (negli ex-stabilimenti Bertone ottenuti in regalo, anziché creare linee di montaggio per questi modelli negli stabilimenti Fiat chiusi da tempo: a Mirafiorilavorano un paio di giorni al mese 500 operai in cassa integrazione a rotazione su 2.770). Oggi FCA produce la Panda e piccoli SUV in Serbia, altri modelli in Messico, Brasile, Polonia (Tichy), Spagna (Valladolid e Madrid), Francia.

 

Eppure Lapo una volta davanti alle telecamere disse di suo zio Edoardo: «Era una persona bella dentro e bella fuori. Molto più intelligente di quanto molti l'hanno descritto, un insofferente che soffriva, che alternava momenti di riflessività e momenti istintivi: due cose che non collimano l'una con l'altra, ma in realtà era così». A Villar Perosa "ci sono state tante gioie ma anche tanti dolori". Dice Lapo: «Con tutto l'affetto e il rispetto che ho per lui e con le cose egregie che ha fatto nella vita, mio nonno era un padre non facile... Quel che si aspetta da un padre, dei gesti di tenerezza, non parlo di potere... i gesti normali di una famiglia normale, probabilmente mancavano». E poi riconosce quanto abbia pesato su Edoardo l'indicazione di far entrare Jaky nell'impero Fiat: «Credo che la parte difficile sia stata prima, la nomina di Giovanni Alberto. Poi, Jaky è stata come una seconda costola tolta. Ma Edoardo si rendeva conto che non era una posizione per lui».

 

Questo è vero solo in parte. Certo, Edoardo annoverava tra gli episodi che probabilmente vennero utilizzati per stopparlo e rintuzzare eventuali sue ambizioni, pretese dinastiche o velleità successori, anche la virtuale “investitura” – attraverso un settimanale francese – con cui venne mediaticamente, ma solo mediaticamente e senza alcun fondamento reale, concreto, sincero, candidato suo cugino Giovanni Alberto alla successione in Fiat. In realtà non c’era nessuna intenzione seria dell’Avvocato di addivenire a questa scelta, nessuno ci aveva nemmeno mai pensato davvero, se non Cesare Romiti per spostare l’attenzione dai guai giudiziari e dalle buie prospettive che lo riguardavano ai tempi dell’inchiesta “Mani Pulite”. Il nome del povero Giovannino venne strumentalizzato e dato in pasto ai giornali, una beffa atroce, mentre le vere intenzioni erano ben altre e quel nome così pulito e presentabile veniva strumentalizzato con la tacita approvazione di suo zio Gianni (lo rivela documentalmente  in un suo libro l’ex direttore generale Fiat, Giorgio Garuzzo).

 

Edoardo non conosceva in profondità questi retroscena, aveva anch’egli creduto davvero che la scelta del delfino fosse stata fatta alle sue spalle, si era un poco indispettito, non per la cooptazione del cugino, o perché ambisse essere al posto suo, ma perché riteneva che non ci fosse alcun bisogno di anticipare i tempi in quel modo, tanto più che a quell’epoca Giovannino era un ragazzo non ancora trentenne. C’era un altro punto che lo infastidiva: il fatto che Giovannino non lo avesse informato direttamente, i rapporti tra loro erano tali per cui Edoardo si aspettava che fosse proprio lui a dirglielo, prima che la notizia uscisse sui giornali. L’equivoco venne risolto in fretta. Giovannino non appena venne a conoscere l’irritazione di Edoardo per questo aspetto formale della vicenda, volle subito vederlo, si incontrarono, chiarirono tutto, il figlio di Umberto gli spiegò come stavano davvero le cose, e come stessero usando il suo nome senza che potesse farci nulla. Edoardo si indispettì ancora di più contro l’establishment della Fiat e si meravigliò che il padre di Giovannino non avesse reagito con maggiore durezza. Ma Umberto, francamente, che cosa avrebbe potuto fare? Stavano, per finta, designando suo figlio per il posto di comando e lui poteva permettersi di piantare grane?  

 

 

Poi Giovannino morì e al suo posto, pochi giorni dopo il funerale nel dicembre 1997, nel consiglio di amministrazione della Fiat venne nominato John Elkann, che di anni ne aveva appena ventidue e nemmeno era laureato. Edoardo, nella sua ultima illuminante intervista a Paolo Griseri de il Manifesto (15 gennaio 1998), dà una risposta netta sul suo, e di suo padre, “nipotino” Jaky: “Considero quella scelta uno sbaglio e una caduta di stile, decisa da una parte della mia famiglia, nonostante e contro le perplessità di mio padre, che infatti all’inizio non voleva dare il suo assenso. Non si nomina un ragazzo pochi giorni dopo la morte di Giovanni Alberto, per riempire un posto. Se quel posto fosse rimasto vacante per qualche mese, almeno il tempo del lutto, non sarebbe successo niente. Invece si è preferito farsi prendere dalla smania con un gesto che io considero offensivo anche per la memoria di mio cugino”. Edoardo, e questo è un passaggio fondamentale, afferma che suo padre nutriva perplessità per quella scelta su Jaky. Sostiene che l’Avvocato “in un primo tempo non voleva dare il suo assenso”. Forse era davvero questa la realtà. Forse Gabetti e Grande Stevens già stavano tramando per mettere sul trono, dopo la morte dell’Avvocato, una persona debole, giovane, inesperta, fragile e quindi facilmente manovrabile e condizionabile. Le trame si erano concretizzate tra la fine dell’inverno e la primavera del 1996 e la vittoria di Gabetti e Grande Stevens era stata sancita nello studio del notaio Morone di Torino il 10 aprile. Fu quello il momento in cui Edoardo venne, formalmente, messo alla porta, escludendo il suo nome dall’elenco dei soci della “Dicembre”. Anche se, in base al diritto successorio italiano, al momento della morte di suo padre Edoardo sarebbe entrato di diritto, come erede legittimo, nella “Dicembre”. La società-cassaforte che ancor oggi controlla FCA, EXOR, Accomandita Giovanni Agnelli e tutto l’impero. Una società in cui Gabetti e Grande Stevens (insieme a sua figlia Cristina) e al commercialista Cesare Ferrero posseggono una azione da un euro ciascuno che conferisce poteri enormi e decisivi.

 

Al di là di questo, c’era un’immagine che dava un enorme fastidio a Edoardo: che suo padre si circondasse in molte occasioni pubbliche, e private, di Luca di Montezemolo. In quanti hanno detto, almeno una volta: “Ma Montezemolo, per caso, è figlio di Gianni Agnelli?”. Comunque sia, un figlio, un vero figlio, che cosa può provare nel vedere suo padre che passa più tempo con un estraneo (perché è certo: Luca non è figlio dell’Avvocato, anche se ha giocato a farlo credere) piuttosto che con lui? Ad esempio in occasioni pubbliche come lo stadio, i box della formula 1 durante i Gran Premi, per le regate di Coppa America, in barca, sugli sci, in altre mille occasioni. Un giorno di novembre del 2000 un signore di Roma era nell’ufficio di Gianni Agnelli a Torino per parlare d’affari. All’improvviso si aprì la porta, entrò Edoardo come una furia ed esclamò: “Sei stato capace di farmi anche questo! Hai fatto una cosa per Luca che per me non hai mai fatto in tutta la mia vita. E non saresti nemmeno mai stato capace di fare”. Sbattè la porta e se ne andò. Una settimana dopo è morto.    

  

Comunque sia, ecco perché Jaky non ha voluto ricordare nemmeno quest’anno suo zio Edoardo. Ma Lapo, che ha vissuto una vicenda per qualche aspetto analoga a quella dello zio e che per fortuna si è conclusa senza tragiche conseguenze (l’overdose a casa di Donato Brocco in arte “Patrizia”, la scorta che anche in questo caso “dimentica” di seguirlo, proteggerlo, soccorrerlo, e infine dopo l’uscita dal coma Lapo “costretto” a vendere le sue azioni per 168 milioni di euro), non avrebbe dovuto, non deve e non può dimenticarsi di zio Edoardo. E’ proprio vero: questi giovanotti, autonominatisi “rappresentanti” della Famiglia Agnelli” mentre invece sono solo degli Usurpateurs, non sanno nemmeno in certi casi che cosa voglia dire rispetto, rimembranza, memoria, dolore, culto dei propri parenti scomparsi.

 

www.gigimoncalvo.com

 

 

Gabetti, premio fedeltà (agli Agnelli) neppure a loro ! Mb

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 12 Dicembre 2015, ore 7,30
 

"Torinese dell'anno" il manager che per oltre mezzo secolo ha tenuto le fila dell'impero finanziario della Famiglia e ancora oggi ne custodisce i segreti più reconditi. Il caso della "Dicembre" e gli slurp (incauti) di Ilotte - di GIGI MONCALVO

Nei giorni scorsi Vincenzo Ilotte, che da un anno ha ereditato dall’ex dipendente Fiat,Alessandro Barberis, la presidenza della Camera di Commercio di Torino, ha accantonato tutti gli impegni di lavoro e ha dedicato molto del suo tempo per la cosa cui teneva e tiene di più: correggere, rivedere, aggiustare, il “libretto” che riguarda il “Torinese dell’anno”, Gianluigi Gabetti, che verrà premiato domenica. I problemi maggiori per Vincenzo sono venuti, non solo dal proprio ufficio stampa, ma soprattutto dal premiato, il quale ha voluto controllare tutto, sistemare ogni virgola, verificare come era stato impaginato il libretto, quali caratteri di stampa e quale carta erano stati scelti, con quale e quanto spazio erano state pubblicate le foto che egli aveva graziosamente selezionato e fornito: lui alla scrivania molto giovane con una riproduzione alle spalle (un quadro di Ben del 1969 con la scritta: “N’importe qui peut avoir une idée”), una immagine di Gabetti con suo figlio e Ilotte in piena salivazione, GLG con Elserino Piol a New York, alle spalle (come sempre) di  Gianni Agnelli che non lo guarda, con Umberto Agnelli, con Lindon Johnson, con David Rockefeller, conPertini e il marchese Diana che gli conferiscono il cavalierato del lavoro, con Marchionne e infine con la sua creatura, con tanto di braccia sulle spalle, Jaki Elkann. A proposito del quale Gabetti ha preteso fosse scritta la sua nota teoria che non trova riscontro in alcun atto ufficiale o in alcuno scritto del defunto Gianni Agnelli: “successore designato” (da chi?).

 

Con l’aggiunta di alcune falsità storiche. Ad esempio su Marchionne: “…in perfetta sintonia Gabetti e John Elkann chiamano Sergio Marchionne ad assumere la carica di Amministratore Delegato della FIAT…”. A proposito dell’equity-swap, che non viene mai chiamato con tale nome - anche perché evoca una circostanza, cioè una condanna penale e amministrativa e una prescrizione che se uno è innocente non solo dovrebbe aver rifiutato ma che invece è stata ben accolta – l’ufficio stampa di Gabetti (pardon, di Ilotte) glissa e mente: “Tocca a Gabetti il compito di difendere l’integrità del controllo della FIAT dalle speculazioni, mediante un complesso di operazioni messe in opera con l’avvocato Franzo Grande Stevens, che si concludono con un buon esito, permettendo così lo straordinario rilancio del Gruppo”. Ilotte farebbe bene a consigliare ai suoi ghost-writer di informarsi meglio: non dico di chiedere la versione del dottor Giancarlo Avenati Bassi ché sarebbe pretendere troppo, ma almeno di evitare termini come “complesse operazioni”. In questo passaggio emerge la prova che Gabetti ha corretto di suo pugno, facendo aggiungere il nome di Grande Stevens cui evidentemente ancora non ha perdonato quei vecchi guai e nella sua mente ultranovantenne è sempre convinto che in quel periodo fu Franzo a eseguire e a seguire i suoi ordini mentre egli, come sempre, nascondeva la mano e mandava avanti l’altro.

 

Ciò che, soprattutto, non va perduta, è però la testimonianza firmata da Gabetti in persona, dal titolo “Le radici della mia Torinesità”. Con il che rinnega la sua amata Ginevra, dove ha fatto andata e ritorno più volte per quanto riguarda il passaporto e la residenza, specie fiscale, in rue Jean Calvin nella città vecchia, e soprattutto aMurazzano, il paesino in provincia di Cuneodove è cresciuto e ancora abita. Gabetti sulla sua “torinesità” la prende molto alla larga, ma cita e quindi subliminalmente ti induce a pensare di essere come loro, i benefattori dell’Ordine Mauriziano che crearono l’Ospedale, i Savoia che vollero la Palazzina di Caccia di Stupinigi, i benemeriti del Monte di Pietà, “da cui sorse l’Istituto San Paolo”, coloro che vollero l’Università, l’Accademia delle Scienze e l’Istituto Galileo Ferraris, per arrivare fino “a Don Giovanni Bosco, Padre Giuseppe Cottolengo e molte altre figure spirituali”. E lui, Gianluigi, arriva fa pensare proprio – almeno nelle sue intenzioni – a San Giovanni Bosco e al Padre Cottolengo. Quando si dice la modestia!

 

LEGGI QUI L'AGIOGRAFIA DI GABETTI

 

Comunque sia, dopo tanta fatica alla fine il difficoltoso “parto” del libretto è avvenuto, e il risultato è davvero sorprendente. Sia per quello che il premiato, Gianluigi Gabetti, ha scritto di sé che per le clamorose omissioni che lo stesso insignito, ma soprattutto Ilotte hanno fatto emergere, anche se questo verbo può sembrare una contraddizione trattandosi di omissioni, silenzi, vere e proprie “omertà”. Va bene che Ilotte è un esperto di chiusure-lampo e che l’azienda di famiglia (cui stranamente dedica poche righe nel suo curriculum in cui ha fatto cancellare, chissà perché, il suo luogo di nascita e ha perfino ignorato la fondamentale e illustre figura imprenditoriale paterna), ma questa volta la chiusura è stata davvero ermetica, proprio all’altezza dei prodotti della Divisione Fonderia della “2A” di Santena, quella in cui si producono le famose zip, oltreché parti dei propulsori di autocarri.

 

Che cosa è accaduto? Ilotte forse non sa o fa finta di non sapere che la persona che ha scelto di premiare ha commesso una serie di gravi irregolarità e mancanza di riguardi, oltreché autentiche violazioni di legge, proprio nei confronti della Camera di Commercio, cioè proprio l’ente che ha deciso di sceglierlo come “cittadino benemerito”. Invece di perdere tempo a correggere, impaginare, lusingare, lisciare il pelo al noto “lupo” (in contrapposizione con gli agnelli, sia con la a maiuscola che minuscola), il presidente Ilotte doveva, avrebbe dovuto fare una cosa semplicissima. Ed è ancora in tempo a farla, così si rende conto della sola che ha propinato al buon nome di Torino e della Camera di Commercio. Deve chiamare la sua dipendente, dottoressa Maria Loreta Raso, dirigente responsabile del “Registro delle Imprese”, e chiederle: “Dato che ho deciso di premiare Gabetti, vuole per cortesia verificare in archivio se è tutto in regola per quanto riguarda costui?”. La dott. Raso aveva di fronte due opzioni: rispondere subito (poiché ben conosce la situazione) oppure guadagnare tempo, fingere di consultare le carte in archivio e dopo un po’ dare al presidente Ilotte l’agognata (da lui) risposta. Che era ed è la seguente: “Beh, guardi, caro Presidente, farebbe meglio a cambiare la scelta del premiato perché nei nostri confronti non è stato molto corretto né serio”.

 

Ilotte si sarebbe probabilmente inalberato, visto che la macchina era ormai avviata e non si poteva revocare la designazione e mandare al macero le copie del libretto così ricco di peana e di ditirambi, e si sarebbe pentito – come è ancora in tempo a fare – per la sua scelta, dettata tra l’altro, pensate un po’ ma lo ha scritto egli stesso, dal fatto che “grazie all’amicizia fraterna con suo figlioAlessandro, ho potuto frequentarlo durante ormai quasi mezzo secolo e poter così ricevere numerosi stimoli…”. Il che significa che, avendo Ilotte quarantanove anni di età, ha cominciato a frequentare Gabetti senior fin da quando il futuro presidente della Camera di commercio era nella culla e lanciava i primi vagiti. E la frase che Gabetti gli ripeteva (“Non perdere l’abbrivio”) non si sa a quale fase della vita di Ilotte si riferisca. Alla prima infanzia, quando ha smesso di gattonare e ha mosso i primi passi? Oppure quando era impegnato sul vasino? O invece quando andava all’asilo o alle elementari? Chissà. Comunque Ilotte cresceva e Gianluigi Gabetti continuava a esortarlo instancabilmente: “Non perdere l’abbrivio”. Per questo Ilotte ha sempre preferito le discese, le spinte, coloro che gli tiravano la volata, l’appoggio, il rinculo su muro di gomma che fungeva da propulsore, sempre per prendere l’abbrivio e soprattutto non perderlo. Ilotte scrive di aver scelto Gabetti “in deroga allo stile di riservatezza che ci contraddistingue” (riferendosi alla Camera di Commercio). E conclude con un autentico osanna per il premiato, sottolineando che ha contribuito “con lungimirante visione alla continuità dell’azienda e alla creazione di occupazione e innovazione”. Ilotte dall’alto della sua carica istituzionale dovrebbe ben sapere, contrariamente alla Stampa che lo sa ma non lo scrive, quanti giorni al mese viene aperto lo stabilimento di Mirafiori e per quanti, a rotazione, dei migliaia di cassaintegrati. Per non parlare di quel che resta degli altri stabilimenti…. Dovrebbe spiegare che cosa ha fatto, come presidente, per salvare l’indotto FIAT vessato, costretto a spostarsi dove FCA produce (Serbia, Polonia, Spagna, Francia, Messico, Brasile, Stati Uniti) e ormai ridotto ai minimi termini (lui dovrebbe saperlo dato che la sua azienda fornisce pezzi all’IVECO).

 

Ma torniamo alla dottoressa Raso e alla Camera Commercio presa in giro, così come il Tribunale e i Giudici delle Imprese, dal dottor Gabetti. Il premiato, in qualità di socio e amministratore della “Dicembre società semplice” - un’invenzione di Grande Stevens che racchiude la ex cassaforte della ex famiglia Agnelli, in cui oggi non figura più nessuno che porti questo cognome - ha sempre rifiutato di fornire, come impone la legge, i dati, gli atti, gli statuti, la composizione societaria, la quantità di azioni detenute dai singoli soci, che la Camera di Commercio nel corso di ventitré anni ha chiesto a lui e agli altri componenti della “Dicembre”. Il dottor Gabetti, di cui è noto il rilevante e preminente ruolo nella “cassaforte”, non ha nemmeno mai risposto alle lettere raccomandate che la dottoressa Raso gli ha inviato chiedendo di mettersi in regola e di fornire al “registro delle Imprese” presso la Camera di Commercio i dati riguardanti quella importante società che controlla dall’alto tutto l’impero ex-Fiat. E quindi anche EXOR, FCA, Accomandita Giovanni Agnelli, Juventus, e via discorrendo. Per quale ragione il dottor Gabetti, torinese dell’anno, non ha mai risposto alle richieste della Camera di Commercio, le ha ignorate, ha violato la legge? Per quale ragione ci sono volute ben due ordinanze del Giudice delle Imprese (prima la dottoressa Anna Castellino, 25 giugno 2012, e poi il dottor Giovanni Liberati, 24 maggio 2013, ha avuto bisogno di un ordine del Tribunale) per riuscire a ottenere l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre” e soltanto nel 12 luglio 2012 ad opera, pensate un po’ del giornalista che qui scrive? Come mai, Gabetti non ha ottemperato alle fasi successive completando la documentazione mancante visto che il sottoscritto, a causa della “reticenza” del notaio Ettore Morone, ha potuto avere un solo documento rogato dallo stesso, nonostante richieste e interventi perfino del Notariato Nazionale? Chi ha “richiamato” e “tirato le orecchie” al notaio rimproverandogli di avermi mandato tale documento, e gli ha fatto scrivere una risposta successiva, di fronte alle richieste di altri documenti, che ha fatto ridere l’intero notariato italiano? E cioè (27 marzo 2012): “Gli atti da Lei richiesti non sono stati da me conservati, in quanto consegnati da me al cliente. Non ne ho quindi la materiale disponibilità e non mi è conseguentemente possibile rilasciarne copia”. E non rilascia nemmeno il numero di repertorio e nemmeno come lo ha archiviato. Il che fa sorgere una domanda: ma l’archivio dello studio Morone in quale stato è? Donna Giuseppina vuole parlare lei col suo adorato fratel Ettore?

 

Bene, a fronte di tutto questo, il presidente Vincenzo Ilotte se va a dare un’occhiata al registro delle Imprese di cui egli è, tra l’altro responsabile, troverà che la “Dicembre società semplice”, la più importante, ricca e illustre società che ricadono sotto la sua giurisdizione torinese, una società che ogni anno incassa milioni di euro di dividendi da EXOR e Accomandita Giovanni Agnelli, risulta registrata in questo singolare modo: “Codice Fiscale 96624490015. Sede legale: via del Carmine 2 (dove c’è lo studio Grande Stevens) -  Soci: CARACCIOLO Marella, anni 88; GABETTI Gianluigi, anni 91; ROMITI Cesare, anni 92”. La società risulta fondata nel 1984. Tutti sanno che Romiti non ha più nulla a che fare con la Fiat dal 1998, da ben diciassette anni. Ma non solo questo dimostra quanto sono aggiornati, e come li tiene aggiornati, il presidente Ilotte. Attenzione al colpo di scena. Il pacchetto azionario risulta così suddiviso (valori espressi ancora in lire): CARACCIOLO Marella, 10 azioni da mille lire ciascuna per un totale di 10.000 lire: GABETTI Gianluigi, una azione da mille lire; ROMITI Cesare, una azione da mille lire”. Totale: 12 azioni per un controvalore di euro 6,20. Questo vorrebbero farci credere Gabetti & C. E allora presidente Ilotte, quando sul palco premierà il torinese dell’anno, prenda l’abbrivio e in nome della limpidezza, della trasparenza, della legge, del suo dovere istituzionale gli chieda: «Senta, Gabetti, a parte questa “marchetta” che io e lei stiamo facendo su questo palco davanti a tutta questa bella gente, quand’è che finalmente si decide a mandare tutti gli atti riguardanti la “Dicembre”, la sua “Dicembre”, al mio ufficio, come prevede la legge?». Dai, Ilotte prenda l’abbrivio. E, soprattutto – come le ha detto Gabetti in questo mezzo secolo - non lo perda.

 

Post Scriptum: Se poi vuole, glieli forniamo noi i nomi e le quote societarie della “Dicembre”. In tal modo anche Jaki Elkann - tra una pausa e l’altra di quelle gare contro Lavinia, con la sua amata e inseparabile playstation, perfino quando sono allo stadio per vedere la Juve - verrà finalmente a sapere che cosa “rischia” ad avere nella “Dicembre” come soci, anche se con una sola azione, i signori  Gabetti, Grande Stevens Franzo, Grande Stevens Cristina, Ferrero Cesare. Stia sereno, neh!

 

 

 

 

 

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La ringraziamo sinceramente per il Suo  interesse nei confronti di una produzione duramente colpita dal recente terremoto, dalle stalle, ai caseifici fino ai magazzini di stagionatura. Il  sistema del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono stati fortemente danneggiati con circa un milione di forme crollate a terra a seguito delle ripetute scosse che impediscono a breve la ripresa dei lavori in condizioni di sicurezza. Questo determina di conseguenza difficoltà nella distribuzione del prodotto “salvato”, che va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Abbiamo perciò ritenuto opportuno mettere a disposizione nel sito http://emergenze.coldiretti.it tutte le informazioni aggiornate relative alla commercializzazione nelle diverse regioni italiane anche attraverso la rete di vendita degli agricoltori di Campagna Amica.

 

Cordiali saluti.

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28.04.13

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Proprio mentre sul web infiamma la polemica per la richiesta di risarcimento intrapresa dalla compagnia energetica nazionale a seguito dell'inchiesta Eni di Report (è anche partita la raccolta firme, Report: firma la petizione per il diritto di ...

 

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16.12.12

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A2A-REPORT

 

02.12.12

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Auto e Moto d’Epoca 2013

 

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http://oggiespatrio.it/

http://www.renaultavantime.com/

http://www.solodownload.it/

http://it.miniradioplayer.net/

www.wefightcensorship.org

http://offertesottocosto.blogspot.it/

http://www.dinoferrari.altervista.org/homepage.htm

http://www.pergliavvocati.it/

 

http://www.opzionezero.org/

 

http://www.frontisgovernance.com/index.php?lang=it

 

 

Niente multe se l'autovelox non è ben segnalato

Una sentenza del giudice di pace accetta il ricorso per apparecchi non adeguatamente segnalati in prossimità degli incroci.

http://www.motori.it/attualita/19152/niente-multe-se-lautovelox-non-e-ben-segnalato.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-20+Niente+multe+se+l'autovelox+non+%c3%a8+ben+segnalato

 

TomTom GO Mobile: navigazione gratis per Android

TomTom ha rilasciato l'app GO Mobile per Android in versione freemium, cioè gratuita per chi percorre fino a 75 km al mese.

http://www.motori.it/tecnica/19173/tomtom-go-mobile-navigazione-gratis-per-android.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-22+TomTom+GO+Mobile%3a+navigazione+gratis+per+Android

 

Carburanti: arriva OsservaPrezzi, l'app del MISE

Si chiama OsservaPrezzi ed è l'app gratuita voluta dal MISE per consentire agli automobilisti di conoscere in mobilità i prezzi dei carburanti.

http://www.motori.it/attualita/19174/carburanti-arriva-osservaprezzi-lapp-del-mise.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-23+Carburanti%3a+arriva+OsservaPrezzi%2c+l'app+del+MISE

 

03.06.14 

 

 

 

 

 

 

TECNOLOGIA 2016

 

 

SI SCRIVE CRISI, SI LEGGE TECNOLOGIA? IL COMPUTER HA CREATO 200 MILIONI DI DISOCCUPATI NEL MONDO? NO, NEGLI USA I SISTEMI ROBOTICI HANNO CREATO, NEL 2014, 3 MILIONI DI NUOVI POSTI

Anche Lord Byron era luddista. Il poeta difese gli inglesi che nell’Ottocento rompevano le macchine industriali: «Credevano che la tecnologia avrebbe creato disoccupazione — scrive Walter Isaacson, biografo del fondatore di Apple Steve Jobs, sul Financial Times —. Avevano torto»….

 

 

Batterie in polistirolo per gli smartphone

Telecom Italia

Un team di ricerca dell'Università di Perdue ha trasformato le sfere di polistirolo, in genere usate per proteggere le merci dagli urti durante il trasporto, ...

 

 

A Barcellona nasce il primo ponte che pulisce l'aria

Telecom Italia

Sono state rese note dallo studio BCQ Arquitectura Barcelona le prime immagini del progetto di rinnovamento dell'ormai datato ponte di Sarajevo che, ...

 

 

 

 

TECNOLOGIA 2016

 

 

LAVORO PER DRONI - FACEBOOK ASSUMERÀ 1200 PERSONE, DA IMPIEGARE PER REALTÀ VIRTUALE, DRONI E SATELLITI CHE “COPRIRANNO” LE AREE SENZA INTERNET - AL MOMENTO, IL SOCIAL NETWORK HA (SOLO) 8.348 IMPIEGATI

L’azienda di Zuckerberg mette in cantiere un’infornata di assunzioni, da concentrare nei settori più innovativi: gli occhiali per realtà virtuale Oculus Rift, comprata per 2 miliardi l’anno scorso, i droni e i satelliti - "I nostri utenti crescono e così il nostro business", dice la capa Sheryl Sandberg...

 

 

 

 

Tv giganti e tecnologie invisibili in scena a Las Vegas - Dagli smartwatch al nuovo walkman, i gadget del futuro

di Enrico Pagliarini, con un articolo di L.Tre.

A Las Vegas la più grande fiera del mondo dell’elettronica di consumo. Il televisore occupa grandi spazi ma i 4 maggiori trend sono: oggetti indossabili, internet delle cose, casa intelligente, automobili connesse e autonome...»

 

 

Energia dalle onde del mare, una nuova risorsa rinnovabile

 

Dall’Oregon State Univerity: l’energia dalle onde del mare è economica e si integra facilmente con le altre fonti.

 

 

TECNOLOGIA 01.11.14

 

The Future of Science 2014, Sun4Water: la valigia solare che purifica l'acqua per un euro a ...

L'Huffington Post

E' un valigione con le ruote che produce acqua potabile, ricarica un cellulare, accende alcune lampade da campeggio. Il motore di tutto è il pannello ...

Un rubinetto solare rende potabile l'acqua avvelenata - Quotidiano.net

Tutti gli articoli su questa notizia

 

Un pannello solare, una pompa, una batteria: così l'acqua diventa potabile ovunque

Il Sole 24 Ore

Un pannello solare, una pompa e una batteria in grado di filtrare batteri, virus e metalli: basta poco per produrre acqua potabile per cinquanta persone ...

 

APP SCACCIA APP – NON SOLO UBER, ORA ARRIVA UN’ALTRA BESTIA NERA PER I TASSISTI: SI CHIAMA LYFT E, A PREZZI STRACCIATI, STA DANDO PARECCHIO FASTIDIO ANCHE A UBER

18 SET 13:37

Lyft è nata a San Francisco e vale già 700 milioni di dollari. Sfrutta l’idea di Uber di trasportare persone grazie alla geolocalizzazione e agli smartphone, ma non attraverso autisti con berline di lusso, bensì con privati cittadini e le loro utilitar

 

 

 

TECNOLOGIA 30.04.14

 

Lo smartphone "Lego": Google pronta a sparigliare le carte
Il Gray Phone dovrebbe debuttare sul mercato nel 2015 a un prezzo di soli 50 dollari. Saranno gli utenti a scegliere le componenti hardware in base alle loro esigenze. Intanto vanno a ruba i Google Glass

 

Sempre meno Android nel futuro di Samsung
Gireranno su Tizen, piattaforma "home made", i nuovi smartphone dell'azienda sudcoreana in arrivo entro l'estate. Per il motore di ricerca un'operazione dal potenziale minaccioso

 

TECNOLOGIA 19.04.14

 

 APPLE BREVETTA L'SMS ANTI-URTO **

News - Sarà possibile inviare messaggi in sicurezza mentre

si passeggia.

http://www.zeusnews.it/zn/20792

 

 

** L'ALVEARE DA TENERE IN CASA **

Maipiusenza - Basta tirare una cordicella per raccogliere il

miele.

http://www.zeusnews.it/zn/20799

 

 

** L'ALVEARE DA TENERE IN CASA **

Maipiusenza - Basta tirare una cordicella per raccogliere il

miele.

http://www.zeusnews.it/zn/20799

 

 

 

 

 

 

 

TECNOLOGIA 15.02.14

 

DATAGATE FOREVER - PER DIFENDERSI DALLA NSA NON BASTA SPEGNERE IL PC: TI SPIA ANCHE SE IL COMPUTER È SPENTO!

Il programma “Quantum” funziona dal 2008 - Si basa sull’inserimento di sistemi di ascolto nei pc, usando anche le connessioni Usb, che permettono di inviare informazioni alle stazioni chiamate “Nightstand” - Queste possono spedire malware dentro i computer che intendono colpire anche se questi sono offline e spenti…

 

 

 

TECNOLOGIA 15.12.13

 

** ADOBE, RUBATI I DATI DI 3 MILIONI DI UTENTI **

Sicurezza - Sottratte informazioni personali e numeri di carte di

credito, insieme a 40 Gbyte di codice sorgente.

http://www.zeusnews.it/zn/19900

 

 

** GLI INSETTI-ROBOT CHE PULISCONO LA CASA **

News - Si alzano in volo dalla base e come uno sciame si aggirano

per l'abitazione, pulendola.

http://www.zeusnews.it/zn/19970

 

** AMAZON, UNO SMARTPHONE 3D E UNO LOW COST **

News - L'azienda è al lavoro su un modello con quattro fotocamere

in grado di seguire gli occhi dell'utente.

http://www.zeusnews.it/zn/19899

 

 

 

TECNOLOGIA 15.10.13

 

 

** GMAIL LEGGE TUTTE LE EMAIL **

News - Google conferma che la corrispondenza email viene

scansionata automaticamente.

http://www.zeusnews.it/zn/19665

 

 

** UN KIT PER DIFENDERE LA PROPRIA PRIVACY ONLINE **

Segnalazioni - Gli strumenti per imparare a cifrare la propria

posta, configurare una rete privata virtuale, bypassare filtri e

molto altro.

  >> di Pier Luigi Tolardo

http://www.zeusnews.it/zn/19620

 

 

** GPS E GALILEO, PROGETTO ITALIANO PREMIATO DA GOOGLE **

News - Grazie al software di Mara Branzanti, l'uso del sistema di

navigazione satellitare Galileo sarà più facile e veloce.

http://www.zeusnews.it/zn/19625

 

 

** WHATSAPP LANCIA LA CHAT VOCALE **

News - La popolare app si trasforma in un walkie-talkie che

permette di registrare e inviare messaggi audio con estrema

semplicità.

http://www.zeusnews.it/zn/19633

 

 

** WINDOWS, SEI APPLICAZIONI INDISPENSABILI **

Trucchi - Ecco i software che non possono mancare su ogni PC,

indipendentemente dalla versione di Windows prescelta.

http://www.zeusnews.it/zn/19609

 

 

** E LE BATTERIE DIVENTERANNO OBSOLETE! **

News - Ideato un dispositivo mobile che può comunicare in assenza

di fonti di energia: gli basta sfruttare le onde radio già

esistenti.

http://www.zeusnews.it/zn/19701

 

 

** PER IL GOVERNO TEDESCO  WINDOWS 8 E' INSICURO **

Sicurezza - Il Dipartimento federale tedesco per la sicurezza

informatica lancia l'allarme sulla vulnerabilità del nuovo

sistema operativo di Microsoft.

  >> di Pier Luigi Tolardo

http://www.zeusnews.it/zn/19697

 

 

** GLI ALTRI TRE SOFTWARE INDISPENSABILI **

Windows, sei applicazioni indispensabili.

http://www.zeusnews.it/zn/19612

 

** L'AUTO CHE SI ASSEMBLA DA SOLA GRAZIE ALLA STAMPA 3D **

Maipiusenza - È la fine delle concessionarie: con Genesis si

compra la stampante che crea l'auto secondo le indicazioni

dell'utente.

http://www.zeusnews.it/zn/19700

 

** LA BATTERIA DEL CELLULARE CHE DURA SETTIMANE **

News - Grazie alle memorie RRAM lo smartphone raggiunge

un'autonomia finora impensabile.

http://www.zeusnews.it/zn/19675

 

** TRE MODI PER LIBERARE SPAZIO SU ANDROID **

Trucchi - La memoria interna dello smartphone è più preziosa di

quanto si pensi: ecco alcuni consigli per tenerla libera.

http://www.zeusnews.it/zn/19656

 

 

** SCOPRE UN BUG IN FACEBOOK E VIOLA L'ACCOUNT DI ZUCKERBERG **

Sicurezza - Il team di sicurezza non gli dava retta, così ha

pensato a un'azione eclatante.

http://www.zeusnews.it/zn/19673

 

 

** LO SMARTWATCH DI SAMSUNG E' PRONTO AL DEBUTTO **

Maipiusenza - Il Galaxy Gear, con schermo LCD e sistema Android,

si mostrerà al mondo in occasione dell'IFA di settembre.

http://www.zeusnews.it/zn/19671

 

 

** DIECI ORE DI CARICA PER IL NOTEBOOK A BATTERIA SOLARE **

Maipiusenza - Basato su Intel Atom e Ubuntu, grazie ai pannelli

solari pieghevoli si ricarica in appena due ore.

http://www.zeusnews.it/zn/19672

 

** CREME SOLARI DAGLI ANTICHI BATTERI DEI FIORDI NORVEGESI **

News - Grazie a un minuscolo microorganismo che vive sott'acqua

non correremo più il rischio di sviluppare pericolosi melanomi a

causa della luce del sole.

http://www.zeusnews.it/zn/19669

 

 

** IL TUO SITO SU GOOGLE DRIVE CON UN CLIC **

Trucchi - Un piccolo trucco per pubblicare facilmente il proprio

sito sul servizio di hosting offerto da Google.

http://www.zeusnews.it/zn/19659

 

L'IPHONE ESPLODE, DONNA FERITA A UN OCCHIO **

News - La vittima stava telefonando quando lo smartphone ha

iniziato a surriscaldarsi, finché lo schermo è esploso.

http://www.zeusnews.it/zn/19653

 

 

** CONTRO OBAMA LA GERMANIA CRITTOGRAFA L'EMAIL **

News - Deutsche Telekom lancia un servizio di posta elettronica

cifrata per proteggere le comunicazioni dalle intrusioni dello

spionaggio americano.

  >> di Pier Luigi Tolardo

http://www.zeusnews.it/zn/19651

 

 

** CHIUDE LAVABIT, L'EMAIL USATA DA SNOWDEN **

News - Le pressioni della NSA costringono il fondatore del

servizio di posta elettronica sicura a sospendere il servizio.

http://www.zeusnews.it/zn/19647

 

** GLI USA CI FARANNO SPIARE DAI ROBOT PER EVITARE ALTRI SNOWDEN

News - La NSA, lo spionaggio militare americano, annuncia che

licenzierà il 90% degli amministratori di sistema per sostituirli

con automi.

  >> di Pier Luigi Tolardo

http://www.zeusnews.it/zn/19650

 

 

LA PAVIMENTAZIONE CHE FA FILTRARE L'ACQUA SENZA ROVINARSI **

Maipiusenza - Hydro-Flo permette alla pioggia di attraversarlo,

per una migliore sicurezza e con benefici per l'ambiente.

http://www.zeusnews.it/zn/19702

 

 

CERVELLI CONNESSI VIA INTERNET, UNO GUIDA I MOVIMENTI DELL'ALTRO

News - Grazie alla prima "fusione mentale" via Internet, un

ricercatore è riuscito a muovere la mano di un collega

semplicemente col pensiero.

http://www.zeusnews.it/zn/19714

 

** ENERGIA DALLE FECI IN SEI MODI DIFFERENTI **

Focus - Non sono rifiuti: ciò che finisce nel WC può essere

un'ottima fonte di energia, economica ed ecologica.

http://www.zeusnews.it/zn/19679

 

** IL MOUSEBOOK HA IL TRACKPAD CHE SI SGANCIA **

News - Basta un dito per staccare il trackpad e adoperarlo come

se fosse un vero mouse Bluetooth.

http://www.zeusnews.it/zn/19361

 

** UN TABLET 7 POLLICI ECONOMICO MA ANCHE VELOCE **

Maipiusenza - Per 50 euro offre un processore dual core, Android

Jelly Bean e tutto il necessario per l'uso quotidiano.

http://www.zeusnews.it/zn/19337

 

** L'HAMBURGER CREATO IN LABORATORIO E' PRONTO PER ESSERE SERVITO

News - La carne cresciuta in laboratorio si sottopone

all'assaggio dei consumatori.

http://www.zeusnews.it/zn/19308

 

** LA STAZIONE DI RICARICA SOLARE... PORTATILE **

Maipiusenza - Non richiede lavori né permessi per l'installazione

e consente di ricaricare l'auto parcheggiata mentre si fa la

spesa.

http://www.zeusnews.it/zn/19699

 

** IRISNOTES EXECUTIVE 2 **

Una penna in grado di digitalizzare il testo mentre si scrive su

un normale foglio di carta.

  >> di Raffaello De Masi

http://www.zeusnews.it/zn/19742

 

 

** LE TRADUZIONI AIUTANO **

Usare Google per accedere ai siti bloccati.

http://www.zeusnews.it/zn/19691

 

 

** LA BATTERIA RICARICABILE LOW COST DEL MIT **

News - Ideale per immagazzinare l'energia del sole e del vento, è

più efficiente ed economica di qualsiasi alternativa attuale.

http://www.zeusnews.it/zn/19741

 

 

** MICROSOFT COMPRA NOKIA PER 7 MILIARDI DI DOLLARI **

Flash - L'alleanza si trasforma in una vera e propria

acquisizione miliardaria.

  >> di Pier Luigi Tolardo

http://www.zeusnews.it/zn/19730

 

** SINGAPORE SPERIMENTA L'AUTO CHE SI GUIDA DA SOLA **

News - E' un progetto completamente diverso da quello di Google:

un minibus a 8 posti, completamente elettrico e autonomo, si

aggira per le strade della città asiatica.

http://www.zeusnews.it/zn/19719

 

** IL VIRUS CHE VIAGGIA SUL CLOUD **

Sicurezza - Un nuovo raffinato sistema di attacco online.

  >> di Raffaello De Masi

http://www.zeusnews.it/zn/19775

 

 

** IL FARMACO CONTRO TUTTE LE INFLUENZE **

News - Il diciassettenne vincitore della Google Science Fair 2013

è in grado di sconfiggere tutti i virus influenzali. Premiate

altre tre idee geniali.

http://www.zeusnews.it/zn/19846

 

** LA STAMPANTE 3D CHE NON SI LIMITA ALLA PLASTICA **

Maipiusenza - Può anche intagliare il legno, lavorare il metallo

e incidere circuiti stampati.

http://www.zeusnews.it/zn/19844

 

 

** BIOCARBURANTI DAGLI ESCREMENTI DI CAVALLO **

Energia dalle feci in sei modi differenti.

http://www.zeusnews.it/zn/19683

 

** LA MOTOWC **

Energia dalle feci in sei modi differenti.

http://www.zeusnews.it/zn/19684

 

** SAMSUNG ANNUNCIA IL CELLULARE COL DISPLAY CURVO **

Maipiusenza - L'azienda coreana è pronta a lanciare il primo

smartphone arrotolabile.

http://www.zeusnews.it/zn/19857

 

** DA INTEL IL PRIMO PROCESSORE ALIMENTATO A VINO ROSSO **

Maipiusenza - Consuma talmente poco che un bicchiere di vino è

sufficiente a farlo funzionare.

http://www.zeusnews.it/zn/19858

 

** APPLE PREPARA L'IPHONE 6 A ENERGIA SOLARE **

Maipiusenza - L'iPhone 6 integrerà celle solari trasparenti che

garantiranno una  lunga autonomia.

http://www.zeusnews.it/zn/19801

 

** DA MIELE LA PRIMA ASCIUGATRICE A ENERGIA SOLARE IN CLASSE A+++

Maipiusenza - Grazie al solare termico è molto più efficiente ed

economica di tutti i modelli concorrenti.

http://www.zeusnews.it/zn/19788

 

 

** LA NASA VUOLE I PANNELLI SOLARI NELLO SPAZIO **

News - Un impianto orbitale manderà energia pulita sulla Terra

sotto forma di microonde.

http://www.zeusnews.it/zn/19787

 

** IL BIOCARBURANTE OTTENUTO GRAZIE ALL'ESCHERICHIA COLI **

News - Batteri e funghi collaborano per produrre un sostituto

della benzina efficiente e non inquinante.

http://www.zeusnews.it/zn/19786

 

** BIODIESEL DAI LIQUAMI **

Energia dalle feci in sei modi differenti.

http://www.zeusnews.it/zn/19681

 

 

** ARIA CONDIZIONATA AD ENERGIA SOLARE SUI TRENI **

News - Una soluzione economica ed ecologica per far viaggiare i

passeggeri nel massimo comfort.

http://www.zeusnews.it/zn/19705

 

 

 

** APPLE, ANCORA LAVORATORI IN CONDIZIONI DISUMANE **

News - China Labor Watch lancia una nuova denuncia, mentre

un'indiscrezione conferma l'esistenza dell'iPhone 5C e

dell'iPhone 5S.

http://www.zeusnews.it/zn/19749

 

** LA NSA PUO' VIOLARE OGNI CRITTOGRAFIA **

Sicurezza - L'agenzia statunitense inseriva apposta delle

vulnerabilità nei software e negli standard per la sicurezza in

Rete.

http://www.zeusnews.it/zn/19748

 

** DA BILL GATES L'UOVO VEGETALE, RICCO DI PROTEINE **

News - Creato usando 12 tipi di piante, costa meno di un uovo

vero.

http://www.zeusnews.it/zn/19778

15.10.13

 

 15.06.13

Dossi artificiali? Ora producono energia

Nascono da un'idea tutta italiana i dossi che trasformano l'energia cinetica delle auto in energia elettrica.

http://www.motori.it/curiosita/16192/dossi-artificiali-ora-producono-energia.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2013-06-26+Dossi+artificiali%3f+Ora+producono+energia

 

 

 

TECNOLOGIA 16.06.13

 

** LG, IL DISPLAY FLESSIBILE E' REALTA' **

News - Misura cinque pollici, si piega ed è praticamente

indistruttibile.

http://www.zeusnews.it/zn/19275

 

** L'ACQUA CHE BOLLE SENZA FARE BOLLE **

News - Il responsabile è l'effetto Leidenfrost, che tra l'altro è

il motivo per cui si può camminare scalzi sui carboni ardenti

senza scottarsi.

http://www.zeusnews.it/zn/19262

 

** ACER C7: UN CHROMEBOOK A 199 DOLLARI, CON SSD DA 16 GBYTE **

Maipiusenza - Il Chromebook economico si rinnova abbandonando gli

hard disk tradizionali, mantenendo il prezzo basso e velocizzando

il boot.

http://www.zeusnews.it/zn/19294

 

** JOLLA, LO SMARTPHONE CAMALEONTE **

Maipiusenza - Nato dalle ceneri del MeeGo di Nokia, è compatibile

con le app Android e cambia completamente aspetto secondo la

cover.

 

http://www.zeusnews.it/zn/19280

 

 

** QUANDO L'ENERGIA E' SOTTO I TACCHI **

News - L'energia generata camminando può essere recuperata per

alimentare lo smartphone, il lettore MP3 e vari dispositivi.

http://www.zeusnews.it/zn/19285

 

 

** IL CUSCINO CHE TI RICARICA IL NOKIA **

Maipiusenza - Un morbido e colorato accessorio creato da

Fatboy USA per ricaricare i Lumia senza utilizzare cavi.

http://www.zeusnews.it/zn/19265

 

 

Project Zero, ecco l'elicottero da fantascienza disegnato da Bertone
Il Sole 24 Ore
Il costruttore di elicotteri AgustaWestland (Finmeccanica) ha affidato, a quanto risulta al Sole 24 Ore, alla centenaria maison torinese lo sviluppo del design di Project Zero, rivoluzionario velivolo con i motori elettrici e le eliche intubate nelle ...

 

TECNOLOGIA 30.05.13

 

** UN GRATTACIELO PER CATTURARE RUMORI E TRASFORMARLI IN ENERGIA

News - Posizionato vicino alle autostrade, il Soundscraper

trasforma il rumore in 150 MWatt.

http://www.zeusnews.it/zn/19111

 

** LA CASA CHE CAMMINA **

Maipiusenza - Completamente autosufficiente, si sposta su

qualsiasi terreno grazie a sei zampe indipendenti.

http://www.zeusnews.it/zn/19102

 

** L'ITV DI APPLE SI CONTROLLA CON L'ANELLO AL DITO **

Maipiusenza - Uno schermo da 60 pollici e nessun telecomando: si

gestisce con l'iRing.

http://www.zeusnews.it/zn/19054

 

* BAIDU EYE, I GOOGLE GLASS MADE IN CHINA **

News - Il motore di ricerca cinese sta lavorando su degli

occhiali interattivi a comando vocale, per scattare foto e fare

ricerche sul web.

http://www.zeusnews.it/zn/19056

 

** PANNELLI SOLARI, INCENTIVI STATALI PER IL 50% **

News - L'Agenzia delle Entrate conferma la detrazione per

l'installazione di pannelli fotovoltaici per uso domestico.

http://www.zeusnews.it/zn/19055

 

 

** NOKIA LUMIA 925, IN ALLUMINIO E CON FOTOCAMERA PUREVIEW **

Maipiusenza - Una fotocamera di fascia alta e una maggiore

robustezza e leggerezza caratterizzano l'ultimo Nokia, che va

così a competere con i top di gamma, a un prezzo più abbordabile.

http://www.zeusnews.it/zn/19230

 

 

 

 

 

TECNOLOGIA 20.05.13

 

** GRAPHENE AEROGEL, IL MATERIALE PIU' LEGGERO DEL MONDO **

News - È una "spugna" meno densa dell'elio e in grado di

assorbire rapidamente il petrolio.

http://www.zeusnews.it/zn/19125

 

** LE MICROBATTERIE CHE SI RICARICANO IN POCHI SECONDI **

News - Sviluppate nuove batterie che forniscono potenze elevate e

riducono i tempi di ricarica di 1.000 volte.

http://www.zeusnews.it/zn/19131

 

** HP ANNUNCIA I COMPUTER CHE SI COMANDANO A GESTI **

Maipiusenza - Grazie alla tecnologia di Leap Motion il mouse

diventa un accessorio obsoleto.

http://www.zeusnews.it/zn/19132

 

** DA PHILIPS LA LAMPADA LED PIU' EFFICIENTE **

Maipiusenza - Genera 200 lumen per Watt ed è due volte più

efficiente delle lampade a LED tradizionali.

http://www.zeusnews.it/zn/19090

 

 

 

TECNOLOGIE 17.05.13

 

** IL PIU' GRANDE PARCO EOLICO AL MONDO **

News - 339 turbine nel Mare del Nord forniranno energia a un

milione di abitazioni.

http://www.zeusnews.it/zn/19101

 

** VODAFONE LANCIA LA FIBRA A 100 MBIT/S **

News - È la prima offerta in fibra dell'operatore e comprende una

velocità di upload pari a 20 Mbit/s.

http://www.zeusnews.it/zn/19124

 

 

** UN BIOCARBURANTE PULITO DALLA CO2 **

News - Un processo ispirato alla fotosintesi permette di produrre

carburante a partire dall'anidride carbonica dell'atmosfera.

http://www.zeusnews.it/zn/19126

 

 

RINNOVABILI, 49 MILIARDI DI BENEFICI NONOSTANTE LA BUROCRAZIA

News - Secondo l'ultimo rapporto Irex affidarsi alle fonti

energetiche pulite conviene. A fare da freno ci sono però i costi

in crescita della procedure burocratiche.

http://www.zeusnews.it/zn/19128

 

 

 

 

TECNOLOGIA 16.05.13

 

Google Glass, svelati i "segreti" dei super-occhiali
Sul sito di BigG le specifiche del dispositivo: display Hd, fotocamera da 5 megapixel, 12 Gb di memoria e audio affidato a uno speciale sistema di trasmissione ossea. Già pronta la versione "Explorer" per gli sviluppatori

 

Da Ibm la parabola fotovoltaica con l'energia di 2mila soli - Sul Sole guida al risparmio energetico in casa

di Elena Comelli

Il sistema avrà un costo inferiore a 250 dollari al metro quadrato, tre volte in meno degli altri impianti solari a concentrazione...»

 

 

 

 

** DA IBM UNA PARABOLICA PER CONCENTRARE L'ENERGIA DI 2.000 SOLI

News - Costa tre volte meno dei sistemi analoghi e riesce a

sfruttare l'80% della luce che riceve.

http://www.zeusnews.it/zn/19157

15.05.13

 

TECNOLOGIA 15.04.13

 

ADSL: confronta i prezzi e risparmia!

Grande novità su 6sicuro: da oggi potete confrontare i prezzi delle migliori offerte ADSL! La tua linea ADSL non ti soddisfa? Bolletta internet troppo cara? Grazie alla comparazione delle migliori offerte ADSL, risparmiare sul traffico internet non è mai stato così semplice. Ti bastano pochi click per scoprire tutte le offerte più vantaggiose presenti sul mercato!

 

 

Nokia Lumia 820: recensione video

La nostra video recensione sul Nokia Lumia 820. Un'analisi approfondita per capire le principali caratteristiche, le dimensioni e il peso di uno smartphone decisamente reattivo e funzionale.

 

 

TECNOLOGIA 30.03.13

 

Samsung svela il Galaxy S4, segui la diretta - Video

Al Radio City Music Hall svelato, davanti a oltre mille giornalisti provenienti da tutto il mondo, il nuovo smartphone di punta del colosso coreano...»

 

ipad mini Galaxy Note 8.0 ecco i due tablet a confronto
Si preannuncia una nuova sfida tra Apple e Samsung anche per i nuovi tablet Ipad mini e Galaxy Note 8.0.

 

 

In Cina il 35% delle app Android “ruba” i dati degli utenti?
Tech Economy
Secondo il giornale le conclusioni dell' DCCI danno ancor più un segnale su quanto poco controllo abbia Google sul mercati cinese, nonostante le preoccupazioni del governo in merito alla presunta posizione dominante del colosso americano. Proprio la ...

 

 

** GOOGLE LICENZIA 1200 DIPENDENTI, TUTTI DI MOTOROLA **

News - I conti non vanno bene e la divisione deve affrontare una

nuova ristrutturazione.

 

http://www.zeusnews.it/zn/18976

 

 

** SAMSUNG RITIRA TABLET WINDOWS RT DA GERMANIA: NON SI VENDONO

News - Gli utenti non sono interessati alla versione "minore" di

Windows 8.

 

http://www.zeusnews.it/zn/18963

 

 

** TEST DI AFFIDABILITA' **

In prova: AVM Fritz!Fon M2

 >> di Raffaello De Masi

http://www.zeusnews.it/zn/18889

 

 

** LA VERNICE CHE RENDE IMPERMEABILE E REPELLENTE AI LIQUIDI **

Maipiusenza - Una volta stesa più nulla si attacca alla

superficie trattata.

http://www.zeusnews.it/zn/18965

 

 

** CINA, L'EOLICO SORPASSA IL NUCLEARE **

News - Ora la Cina punta a produrre 100.000 MWatt dall'eolico

entro il 2015.

http://www.zeusnews.it/zn/18964

 

 

** LA STRADA CHE SI RIPARA DA SE' **

News - Ogni crepa si sigilla all'istante, eliminando la necessità

di ripavimentare spesso le strade.

 

http://www.zeusnews.it/zn/18968

 

 

 

 

TECNOLOGIA 15.03.13

 

 

** UNA TAZZA DI CAFFE' TI RICARICA IL CELLULARE **

Maipiusenza - Il caffè caldo diventa un pratico caricabatterie:

una tazza garantisce una ricarica completa. Anche con bevande

fredde.

http://www.zeusnews.it/zn/18934

 

** GALAXY S IV, SAMSUNG INVITA TUTTI A TIMES SQUARE **

News - In occasione del lancio, l'azienda prepara una sorpresa

nella celebre piazza di New York.

http://www.zeusnews.it/zn/18936

 

** IL GARANTE PRIVACY INDAGA SU WHATSAPP **

News - L'Autorità è preoccupata per l'uso dei dati personali

dalla popolare applicazione di messaggistica istantanea.

http://www.zeusnews.it/zn/18931

 

** SEI DI DESTRA O DI SINISTRA? DIPENDE DA ARCHITETTURA CERVELLO

News - La diversa appartenenza politica fa sviluppare aree

diverse del cervello.

http://www.zeusnews.it/zn/18939

 

 

TELEFONINO 22.02.13

 

Gli occhiali di Google, l'orologio di Apple: internet ora si indossa - Foto/ Il pc da polso, il braccialetto 2.0...

di Luca Dello Iacovo

I titani delle tecnologie esplorano frontiere per ampliare i loro confini e accelerare il passo sui rivali. Mentre ccanto all'elettronica indossabile emerge una galassia di oggetti connessi...»

 

 

 

 

TECNOLOGIA 15.02.13

 

Sbarca in Italia Surface, il tablet di Microsoft -Un mercato potenziale da tre milioni di utenti

di Luca Figini, con un analisi di Gianni Rusconi

Microsoft ha scelto San Valentino per iniziare la distribuzione in Italia di Surface, il primo tablet prodotto direttamente dalla casa di Redmond. Il giorno dedicato a Cupido potrebbe essere di buon auspicio, dopo che...»

 

 

 

 

TELEFONIA 15.01.13

 

 

Nokia torna in utile grazie allo smartphone Lumia

di Gianni Rusconi

Il quarto trimestre fiscale si chiuderà per Nokia con risultati superiori alle attese, almeno sotto l'aspetto dei profitti. La casa finlandese, come scrive l'edizione online del Wall Street Journal, si appresta a...»

 

 

TELEFONIA 31.12.12

 

L'iPhone con schermo flessibile? Una possibilità concreta. Apple deposita un nuovo brevetto per piegare il vetro dei device mobili

di Gianni Rusconi

Di schermi curvi, per i successori dell'iPhone 5, si parla da mesi. Dallo scorso fine settembre per la precisione. Tre mesi fa, infatti, emerse la notizia circa inediti brevetti depositati da Apple per i suoi smartphone...»

 

 

 

 

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TELEFONI 02.10.12

 

Esclusivo/ iPhone 5, ecco la nostra prova. A mezzanotte arriva in Italia - Video - Quanto costa? In Italia di più

di Antonio Dini

Il primo contatto è quasi sotto tono: il nuovo iPhone 5 sembra identico al vecchio modello. Ma comparando i due si vedono e si "pesano" le differenze: 20% in meno di peso, 18% in meno di spessore, schermo più luminoso e con colori più saturi del 40% - Venduti più di 5 milioni di iPhone 5 in 3 giorni - Stasera il debutto italiano - i prezzi del nokia lumia 920...»

 

 

 

Galaxy Note II, debutta la seconda generazione del maxi smartphone Samsung - Foto

di Gianni Rusconi

BERLINO – L'eco della battaglia legale andata in scena in California e terminata con la vittoria di Apple e la richiesta di blocco di otto smartphone avanzata da Cupertino aleggia, come logico che fosse, su Ifa 2012. Ma...»

 

iPhone 5 primo contatto. Meglio i materiali, bene le mappe 3D. Sorpresa iPod touch - Samsung S3 e gli altri: sfida tra titani - Tabella/ Il confronto - Foto - Videoanalisi

di Antonio Dini - altro articolo di Luca Dello Iacovo

Ecco la prima "presa di contatto" avvenuta ieri sera a Londra. Alla prima ricognizione, a colpire di più è il nuovo iPod touch più che l'iPhone - Il Melafonino non è il più sottile, guarda un po' chi lo batte - sondaggio: è ancora il numero 1? - ecco il nuovo iPhone 5 - Esaurita la fase eroica - I nuovi iPod...»

 

Ecco l'iPhone 5, più grande, leggero e potente. Apple rinnova anche iPod e iTunes - Videoanalisi - La cronaca minuto per minuto - Le foto - I nuovi iPod

di Antonio Dini e con una videoanalisi di Luca Salvioli

Sondaggio: è ancora il numero uno? - Apple da San Francisco svela il nuovo iPhone. Schermo più grande, processore più potente, batteria più prestante e connettività super veloce. Appe lancia anche i nuovi iPod touch e iPod nano - foto/ rivoluzione iphone - Grafico/ l'evoluzione di Apple in Borsa annuncio per annuncio...»

 

 

 

 

 

Apple-Samsung, lo scontro continua sul mercato con Galaxy Note 2 e iPhone 5 - I retroscena del verdetto - Ecco perché tra Jobs e Gates, Bill forse non era il cattivo

di Luca Tremolada con articoli di Luca Dello Iacovo e Angela Manganaro

A Seoul top manager riuniti per decidere le prossime mosse. A settembre i giudici californiani decideranno sul blocco della commercializzazione dei prodotti coreani su suolo Usa. Ma Samsung tira dritto: tutto è pronto mercoledì per il lancio del Galaxy Note 2. A settembre la risposta di Apple con il lancio di iPhone 5...»

 

 

Nokia svela Lumia 920 e 820 con Windows Phone 8. Il titolo crolla in Borsa - Le foto - L'iPhone 5 arriva il 12 settembre. ecco tutte le mosse della sfida d'autunno

di Gianni Rusconi

Nokia ha tolto i veli a New York, a braccetto con Microsoft, ai suoi primi telefonini equipaggiati con Windows Phone 8. Dopo le tante indiscrezioni dei giorni scorsi, il Lumia 920 è stato finalmente svelato e i suoi punti di forza annunciati sono lo schermo touch a tecnologia PureMotion HD+...»

 

 

Amazon presenta il Kindle «bianco» e un tablet in Hd con display anti-riflesso: il Fire a ottobre in Italia. Per iPad un rivale low cost

di Luca Tremolada

Il nuovo prodotto di punta si chiama Kindle Fire Hd: sarà in treversioni, una da sette pollici dal costo di 199 dollari, una da 8,9pollici a 299 dollari, infine la versione 4G più potente che costerà 499 dollari. Per la prima volta il Kindle Fire sbarcherà qui da noi. Anche nella versione potenziata. A partire da ottobre. Nokia, la demo di PureView e il falso video. E il post delle scuse...»

 

 

 

TELEFONARE GRATIS ALLUNGA LA VITA - GOOGLE E FACEBOOK PARTONO ALL’ATTACCO DELLE COMPAGNIE TELEFONICHE, E SI OFFRONO CHIAMATE GRATIS VIA INTERNET (IL COSIDDETTO ‘VOIP’) - FRA 2 ANNI, IN AMERICA L’80% DELLE CONVERSAZIONI BUSINESS SARÀ VIA WEB - L’ITALIA È ANCORA INDIETRO, MA LA NOSTRA MANIA PER I CELLULARI COMPENSERÀ IL RITARDO SULLA BANDA LARGA - MAX PEZZALI: “PURE SKYPE È SUPERATO. DOPO L’MP3, LA NUOVA RIVOLUZIONE LA FARANNO APPLICAZIONI COME ‘VIBER’: CON IPHONE E ANDROID PARLI GRATIS”…

1 - CHIAMATE GRATIS PER TUTTI - L´ASSALTO AI TELEFONINI DEI GIGANTI DI INTERNET...
Jaime D´Alessandro per "la Repubblica"

 

Appena sei anni per cambiare il mondo della telefonia tradizionale, altri due o tre per iniziare a cancellarla definitivamente. Con buona pace delle varie telecom, soppiantate dai colossi della Rete come Google e Facebook. Scenario possibile, anzi probabile, frutto dell´ascesa del voip che dopo i computer ora mira a cellulari e social network.

Acronimo di "voice over internet protocol", è una tecnologia che permette di telefonare attraverso il Web abbattendo notevolmente i costi. Oppure, ed è quello che sta capitando sempre di più spesso, eliminandoli definitivamente. Insomma, le telefonate stanno diventando una delle tante voci incluse negli abbonamenti per l´accesso ad Internet. Peggio: uno di quei benefit che si ottengono sottoscrivendo un servizio di posta elettronica, aprendo una pagina su un social network o semplicemente scaricando un applicazione per smartphone.

Google ad esempio, la solita Google, pochi giorni fa ha annunciato che negli Usa è ora possibile trasferire il proprio numero di telefono fisso o mobile associandolo al servizio voip della multinazionale di Mountain View. Telefonate, videoconferenze e sms gratuiti in tutto il Paese (due centesimi di dollaro al minuto quelle internazionali), traduzione dei messaggi vocali in testo e viceversa, integrazione fra la rubrica telefonica e gli indirizzi mail. Anche Facebook sta testando un servizio simile per il suo mezzo miliardo di utenti: basterà cliccare sul pulsante "chiama" posto nel profilo dei nostri amici per chiamarli o videochiamarli direttamente.

 

Del resto il fenomeno voip è dal 2004 che non fa altro che crescere. Basti pensare che negli Stati Uniti entro due anni tutte le comunicazioni delle aziende, telefonate incluse, nel 79 per cento dei casi passeranno per il Web. In Italia la situazione è più complessa sia per la diffusione relativamente lenta della banda larga che per la penuria di hot spot wi fi gratuiti.

Eppure già oggi ci sono poco meno di 200 milioni di persone nel mondo che in un modo e nell´altro hanno abbandonato il vecchio telefono per passare a Internet. Ed entro il 2013 sembra diventeranno quasi 300 milioni. Il bello sta nel fatto nel fatto che 139 milioni di questi useranno il voip da cellulare. Anche perché, restando alle previsioni, nel 2013 le connessioni da telefonino supereranno quelle da pc. E in tanti parleranno gratuitamente attraverso l´applicazione per mobile come quella di Skype o dei suoi concorrenti stile Viber che, lanciato a dicembre per iPhone, è stato scaricato un milione di volte in tre giorni.

 

Permette di telefonare gratuitamente via smartphone, a patto che anche la persona chiamata abbia sul suo cellulare lo stesso software, sfruttando la connessione dati che ormai ha costi mensili bassi. Ma a differenza di Skype, Viber si integra con la nostra rubrica telefonica. Non sempre la comunicazione è chiara, e c´è già chi parla di boicottaggio da parte degli operatori telefonici, ma è il segno di una tendenza che difficilmente potrà essere fermata. La diffusione della banda larga e di tecnologie come il wi-max, non possono far altro che rendere di massa il voip. Insomma: non è più una questione di se, ma solo di quando.


2 - MAX PEZZALI: "USO IL CELLULARE MA SENZA PAGARE ECCO PERCHÉ VIBER È UNA RIVOLUZIONE"...
Silvia Fumarola per "la Repubblica"

 

Il cantante Max Pezzali, uno dei protagonisti più attesi del prossimo Festival di Sanremo, è un appassionato di tecnologia.
«Faccio parte di una generazione che vedeva l´innovazione tecnologica portatile come la Terra promessa. Siamo passati dal nulla, quando avevamo il duplex in casa, ai cellulari e ai primi palmari. Ma quella di Viber è la vera rivoluzione».

Pezzali, come vede il futuro?
«La mobilità è la chiave di tutto: le tecnologie non sono utili se sono legate a un luogo fisico, ma quello che conta è azzerare i costi, del vecchio telefono resterà solo il numero».

 

I ragazzi scelgono Skype, inviano sms.
«Skype l´ho usato per tanto tempo anche se oggi chi ha iPhone o Android lo trova superato. Il futuro è Viber: senza nessuna configurazione, utilizzando il tuo numero di telefono grazie a un codice di attivazione, ti permette di essere in contatto con chi ha lo stesso software. Chiami gratuitamente col wi-fi: le compagnie telefoniche dovranno inventarsi qualcosa, sarà devastante».

Ma lei riesce a seguire tutte le novità?
«La tecnologia mi affascina. Quella della telefonia sarà davvero la rivoluzione copernicana, un po´ com´è stato, per l´industria musicale, l´arrivo del lettore MP3. La comunicazione cambierà a favore dell´utente». [07-02-2011]

 

 

 GOOGLE SUPERA NOKIA NEI SISTEMI PER SMARTPHONE...
Da "Il Sole 24 Ore" - Google batte Nokia: il sistema operativo del colosso di Mountain View, Android, ha sconfitto il Symbian utilizzato dal concorrente finlandese, diventando la prima piattaforma smartphone al mondo. Lo ha riferito la società di ricerca Canalys. Nel quarto trimestre del 2010, sono stati venduti 32,9 milioni di cellulari con il sistema operativo Android, contro 31 milioni con piattaforma Symbian.01-02-2011]

 

TROPPI DUBBI, JOBS DEVE FARE UN PASSO INDIETRO PIÙ DECISO...
Robert Cyran per "La Stampa" - Apple deve delegare in modo più formale i poteri di Steve Jobs. L'amministratore delegato del colosso tecnologico sta trasferendo l'amministrazione ordinaria nelle mani del Coo Tim Cook a causa dei suoi problemi di salute, ma mantiene la carica di Ceo. È la terza volta che questo passaggio di consegne si ripete, e questa volta a tempo indeterminato. Per quanto doloroso, un trasferimento più formale a un Ceo con pieni poteri sarebbe stato una soluzione preferibile. Sia l'azienda che i suoi azionisti possono consolarsi pensando che gli ultimi due avvicendamenti - sempre con delega a Cook - si sono svolti senza traumi.

Le attività operative di Apple non hanno mostrato alcun segno di cedimento sotto la guida del curatore ad interim. Cook lavora in Apple da più di un decennio e riveste l'incarico di Coo da diversi anni. È indubbiamente una persona fidata. In più, Jobs ha promesso di mantenere il controllo sulle scelte strategiche importanti. Purtroppo lo stato di salute di Jobs appare sempre più preoccupante. La società non ha dichiarato la natura del problema, ma quest'ultimo congedo segue le cure per il tumore al pancreas e un trapianto. Inoltre, l'attuale periodo di riposo ha una durata indeterminata.

In queste circostanze, Apple avrebbe fatto meglio a nominare esplicitamente Cook come Ceo a pieno titolo. Jobs sarebbe rimasto presidente, un ruolo nel quale avrebbe mantenuto voce in capitolo sulla direzione strategica di Apple senza gli estenuanti impegni legati alla gestione quotidiana della società. E quella è in effetti l'attività in cui Jobs è più utile all'azienda. Una divisione come quella ipotizzata sarebbe un atto di chiarezza e conferirebbe a Cook un mandato chiaro, considerando che si tratta di dirigere un gruppo da 300 miliardi di dollari. Jobs riveste un ruolo sproporzionato in Apple. È probabilmente il miglior amministratore dell'intero settore tecnologico. Ma la sua reputazione dipende anche dalla capacità di mantenere l'azienda su fondamenta il più possibile solide - anche se questo significa allentare formalmente la presa.

19-01-2011]

 

 

COOK SALVA-APPLE - LA RICADUTA DI JOBS METTE IN ANSIA LE BORSE (IERI -7,5%) - IL GURU DI APPLE POTREBBE AVERE UNA RECRUDESCENZA DEL VECCHIO TUMORE, MA ANCHE UN PROBLEMA IMMUNITARIO DOVUTO AL TRAPIANTO - MA LA "MELA" è IN BUONE MANI: IL VICE TIM COOK HA TRASFORMATO UN’AZIENDA SULL’ORLO DELLA BANCAROTTA IN UNA CHE GENERA ENORMI QUANTITÀ DI CASH - NATO IN ALABAMA, FIGLIO DI UN OPERAIO, NEL SOLO 2010 HA GUADAGNATO CIRCA 59 MLN $ FRA SALARIO, BONUS E COMPENSI IN AZIONI

1 - JOBS STA MALE, SI FERMA ANCORA «DEVO PENSARE ALLA MIA SALUTE»
Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

 

Steve Jobs, il fondatore, grande capo e «mago» della Apple, è costretto dalla sua malattia a fermarsi di nuovo. L'uomo azienda che ha rivoluzionato la tecnologia e il design informatico inventando intere categorie di nuovi prodotti - l'iPod venduto in 250 milioni di esemplari, il telefonino con lo schermo «touch» , la «tavoletta» iPad imitata da tutti i grandi produttori di «hardware» che al recente salone dell'elettronica di Las Vegas hanno presentato i loro «cloni» - ha comunicato ai suoi dipendenti che ha deciso di prendersi un altro periodo di aspettativa per motivi di salute.

 

Jobs rimarrà amministratore delegato e continuerà a seguire la Apple da lontano, ma la gestione quotidiana del gruppo verrà delegata al direttore generale Tim Cook: un manager di 50 anni che gode della piena fiducia del capo, da lui già sostituito in occasione di una precedente «emergenza sanitaria».

Dal 2004, infatti, Jobs è afflitto da gravi problemi di salute. Prima un tumore al pancreas: sembrava spacciato ma, come raccontò lui stesso, i medici scoprirono che la malattia si era presentata in una rara forma curabile, sia pure con difficoltà. Operato tornò al lavoro.

 

Poi, però, ci fu una ricaduta. Un lungo periodo buio per l'uomo e di grande inquietudine per quelli che avevano investito nella sua società. Poi, all'improvviso, un anno e mezzo fa Jobs tornò in scena. Magrissimo ma con molta «verve» e pronto a ironizzare su quelli che l'avevano già dato per morto: venne reso noto che durante quel lungo periodo Jobs aveva subito un trapianto di fegato, affrontando poi una lunga convalescenza. Allora la sua uscita di scena, comunicata senza fornire alcuna indicazione sul suo stato di salute, fu aspramente criticata dagli operatori del mercato che non vogliono sentir parlare di «privacy» anche davanti all'umanissima battaglia di un uomo contro una malattia implacabile.

Soprattutto se quell'uomo è anche l'imprenditore il cui genio è alla base del valore attribuito dalla Borsa alla Apple. Un valore che nel corso del 2010 ha addirittura superato quello di Microsoft rendendo il gruppo di Cupertino la società delle tecnologie digitali di maggior valore al mondo. Ancora pochi giorni fa gli analisti si chiedevano per quanto ancora potesse durare il miracolo, visto che tutti i produttori del mondo stanno cercando di copiare le idee di Jobs, mettendo sul mercato macchine ancor più potenti e meno costose.

 

La risposta, fin qui, l'ha data lo stesso Jobs: una lepre impossibile da agguantare, capace ogni volta di schizzare in avanti, di sorprendere tutti con un nuovo prodotto. Con l'iPad, ad esempio, ha creato addirittura un nuovo modo di leggere i giornali, oltre ai libri, e ha reso possibile la creazione di nuovi quotidiani digitali concepiti espressamente per essere fruiti sul «tablet» .

Il primo, The Daily di Rupert Murdoch, doveva essere presentato proprio domani a San Francisco dal vecchio editore e dallo stesso Jobs. L'appuntamento era stato annullato giovedì scorso con motivazioni un po' fumose (il mancato completamento della messa a punto del sistema di pagamento online). Ora si capisce che c'era di mezzo dell'altro. La lepre tornerà a correre? Amici, azionisti e milioni di fan che collezionano i suoi prodotti «di culto» lo sperano ardentemente.

Ma lui, anche stavolta, non ha dato alcuna indicazione. Secondo gli esperti di medicina potrebbe trattarsi ancora delle conseguenze del vecchio tumore che, dopo il pancreas, avrebbe attaccato il fegato e, ora, qualche altro organo. Più probabilmente, però, si tratta di conseguenze del trapianto: un tipo di intervento che sconvolge il sistema immunitario e rende il paziente estremamente vulnerabile.

 

Diciotto mesi fa, al suo ritorno in azienda, Jobs aveva un aspetto emaciato ma anche rinvigorito. Nelle ultime occasioni pubbliche, invece, era apparso di nuovo debole. I suoi giorni di lavoro in azienda si erano progressivamente ridotti a due a settimana. Poi la decisione di fermarsi. Con una lettera ai dipendenti (data anche alla stampa) scritta col suo solito stile laconico: «Devo fermarmi per delle cure, ma amo talmente tanto la Apple che tornerò appena possibile. Ho grande fiducia in Tim e negli altri manager: sapranno attuare i piani già delineati per il 2011. La mia famiglia e io vi preghiamo di rispettare la nostra privacy» .

 

Con la Borsa di New York chiusa per una festività, la reazione del mercato è venuta dall'Europa: il titolo Apple ha perso il 7,5 per cento alla Borsa di Francoforte. Le cose andranno altrettanto male oggi a Wall Street se non arriverà qualche indicazione rassicurante: i finanzieri, si sa, hanno il cuore duro.

2 - IL NUMERO DUE: PAPÀ OPERAIO E VITA DA SINGLE...
Maria Teresa Cometto per il "Corriere della Sera"

Non perde la calma scoppiando in accessi di collera. Ama il basso profilo e lavorare dietro le quinte. Il suo carattere insomma è l'opposto di Steve Jobs, famoso per il suo protagonismo e le sue sfuriate. Ma Timothy Cook, il 50enne responsabile operativo in pectore di Apple, condivide al 100% la filosofia del fondatore della «Mela» e la sa mettere in pratica tanto bene da calmare le ansie degli investitori.

 

L'ha già fatto due volte, per due mesi nel 2004 e cinque mesi nel 2009: promosso a pieni voti, come mostra l'andamento delle azioni di Apple in Borsa durante il suo interregno (+60% nei cinque mesi del 2009 contro il +18% dell'indice Nasdaq) e come mostrano le offerte ricevute da due rivali dell'azienda di Cupertino, Motorola (telefonini) e Dell (computer), che lo volevano come loro ceo. Cook è rimasto fedele a Jobs, pur mantenendo la carica solo di chief operating officer (responsabile operativo), senza sedere nel consiglio di amministrazione.

La sua abilità di manager si era mostrata fin dal suo ingresso in azienda nel 1998: incaricato di risolvere i problemi del sistema della catena di fornitori, Cook fu decisivo nel riorganizzare l'intero modello di business della Apple, chiudendo fabbriche e magazzini ed esternalizzando la produzione con l'outsourcing. «Cook ha trasformato un'azienda che era sull'orlo della bancarotta in una che genera enormi quantità di cash», sostiene l'analista Charlie Wolf della finanziaria Needham &Co.

 

Prima del ' 98 Cook lavorava alla Compaq e prima ancora era stato 12 anni con Ibm. Ha umili origini: è nato in Alabama da un operaio dei cantieri navali e da una casalinga; si è laureato in Ingegneria nell' 82 alla Auburn University, l'università pubblica dell'Alabama e ha ottenuto l'Mba nell' 88 dalla Duke University, North Carolina. Negli anni ha accumulato milioni di dollari in azioni Apple: nel solo 2010 ha guadagnato circa 59 milioni di dollari fra salario, bonus e compensi in azioni.

Ma mantiene una vita semplice: scapolo, vive in affitto in un appartamento a Palo Alto; si mantiene in forma in palestra, bicicletta e sui sentieri del Yosemite Park; è «drogato» di lavoro, famoso per inviare email ai suoi collaboratori alle 4.30 del mattino e tenere riunioni telefoniche la domenica notte. 18-01-2011]

 

 

FACE-BOOM - IL SOCIAL NETWORK SBARCHERÀ IN BORSA NEL 2012, TRAGHETTATO DA GOLDMAN “CARONTE” SACHS, CHE HA PERMESSO AGLI AZIONISTI DI AGGIRARE LE REGOLE AMERICANE. INTANTO, ZUCKERBERG REGISTRA UN UTILE DI 355 MLN - ANCHE LINKEDIN, PIÙ PICCOLO E SOLO PER PROFESSIONISTI, SI QUOTA - BEPPE GRILLO DENUNCIA IL MONOPOLIO IMPICCIONE DI FACEBOOK: “POTRÒ SBAGLIARMI, MA PER SICUREZZA DI AZIONI FACEBOOK IO NON NE COMPRERÒ”…

- FACEBOOK IN BORSA NEL 2012 L´UTILE NETTO A 355 MILIONI...
Angelo Aquaro per "la Repubblica"

 

L´attesa è finita. Facebook andrà in Borsa e la corsa alle azioni del social network potrà coinvolgere tutti gli investitori e non soltanto i fortunatissimi pochi che stanno saltando sul "veicolo speciale" messo a punto da Goldman Sachs. La creatura di Mark Zuckerberg si quoterà nel 2012. E la notizia arriva proprio dalla lettura dei prospetti che la banca ha proposto ai suoi clienti.

 

La società avverte che ha intenzione di superare entro l´anno la fatidica quota di 500 azionisti. La legge assegna 120 giorni di deroga: così il Wall Street Journal fa la data dell´aprile 2012. La notizia arriva nel giorno in cui Goldman Sachs chiude la raccolta delle offerte (minimo 2 milioni di dollari) per salire sul "veicolo speciale": col quale, quindi, nessuno starebbe aggirando la legge - come sospettava la Sec che ha aperto un´inchiesta. Tantissime le richieste per il sito che pure avrebbe chiuso i primi nove mesi del 2010, sostiene la Reuters, con un utile netto di 355 milioni di dollari su ricavi per 1,2 miliardi - e non 2 come precedentemente ipotizzato.

 

Ma la febbre per i social network è così alta che anche LinkedIn ha pensato di approfittarne. Annunciando di aver selezionato tre advisers - Bank of America, JPMorgan Chase e Morgan Stanley - per un´offerta pubblica da presentare entro il primo trimestre di quest´anno. Il sito che connette 85milioni di professionisti non ha certo i numeri di Facebook. Sul mercato secondario, dove si scambiano le azioni delle compagnie non ancora quotate, è valutato 2.2 miliardi di dollari: lontanissimo dai 50 miliardi che Goldman Sachs attribuisce alla compagnia di Palo Alto.

 

2- GRILLO: LA BOLLA DI FACEBOOK...
Da "BeppeGrillo.it"

Goldman Sachs ha investito 375 miloni di dollari in Facebook valutandola 50 miliardi di dollari. Ad ognuno dei 500 milioni di utenti di Facebook è stato attribuito il valore di 100 dollari. Senza iscritti Facebook varrebbe zero. Se io e mio figlio, ad esempio, cancellassimo il profilo, il valore di Facebook diminuirebbe all'istante di 200 dollari. Il capitale sono gli utenti, i loro contenuti e le loro reti di relazione e non la piattaforma, ma Facebook è un mondo chiuso in sé stesso nell'universo di Internet, chi vi entra non vi può più uscire. "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate".

 

Se in futuro altre società fornissero una rete sociale con servizi migliori, l'utente di Facebook dovrebbe, in teoria, poter migrare i SUOI contenuti senza chiedere il permesso a Mark Zuckerberg. Nei fatti oggi non può farlo. Il valore economico di Facebook dipende dai miliardi di informazioni personali inserite. Chi è il proprietario di questi dati, dell'"identità digitale"? Facebook o l'utente? Dovrebbe essere l'utente, l'identità è sua, foto, film, testi sono frutto del suo lavoro, sono "lui", sono "lei".

 

Queste informazioni sono però utilizzabili solo all'interno di Facebook. Chi si registra su un'altra rete sociale deve reintrodurre tutti i dati. Ogni "identità digitale" è in sostanza proprietà di Facebook o della rete sociale in cui è stata inserita. Da tempo è allo studio uno standard per una "identità digitale universale" per accedere a ogni rete sociale dove contenuti e relazioni rimangono di proprietà dell'utente. La nostra "identità digitale" è sempre più importante per le nostre relazioni sociali, ma può essere cancellata in ogni momento da Facebook e noi con essa.

 

Facebook dovrebbe distribuire i soldi ricevuti dalla Goldman Sachs ai suoi utenti che lavorano a cottimo e gratis fornendo informazioni che possono essere usate per attività marketing. Con queste premesse, se il monopolio di fatto di Facebook finisse, i capitali di Goldman Sachs avrebbero creato l'ennesima bolla di Internet. E chi ci rimette i soldi nelle bolle? I piccoli azionisti o le grandi banche? Di certo non Goldman Sachs che potrebbe guidare la collocazione in borsa di Facebook nel 2012 con ritorni enormi. Potrò sbagliarmi, ma per sicurezza di azioni Facebook io non ne comprerò.07-01-2011]

 

 

CADO NELLA NUVOLA - IL FUTURO DELLA TECNOLOGIA? IL “CLOUD COMPUTING”: I NOSTRI DOCUMENTI, FILM, CANZONI, FOTO, NON SARANNO PIÙ SU PC, CHIAVETTE O DISCHI (CHE SI PERDONO, S’IMPALLANO, SI ROMPONO) - SARANNO SUI SERVER DI AMAZON, APPLE, GOOGLE, CHE LI CUSTODIRANNO PER NOI E CI PERMETTERANNO DI ACCEDERVI, VIA INTERNET, QUANDO VOGLIAMO - “QUANDO VOGLIAMO” UN PAR DI PALLE: SE POI TI CHIAMI ASSANGE E AD AMAZON NON PIACE COSA TIENI SUI SUOI SERVER, O SEI IN UN POSTO SENZA COPERTURA WEB, SEI FREGATO…

Angelo Aquaro per "la Repubblica"

 

Oh no. Avete dimenticato ancora una volta quegli appunti sul computer di casa. Ma non li avevate salvati sulla chiavetta Usb? Come no: solo che è finita nello zainetto di vostro figlio... A questo punto avete due possibilità: tornare a casa o precipitarvi a scuola. Ma con questo traffico non ce la farete mai. E allora? Un´altra soluzione per la verità ci sarebbe. Affidarsi al cielo. Anzi alla nuvola.

Ah, la nuvola, il cloud: il cloud computing di cui si parla sempre più. Per le aziende, un mercato che da qui a due anni sfonderà i 150 miliardi di dollari. Per i comuni mortali, il cielo da toccare finalmente con un dito. Gli appunti dimenticati a casa? Con la nuvola non sono più un problema. Il computer di casa rivive virtualmente su quello dell´ufficio: via Internet. Salite sulla nuvoletta attraverso il servizio Internet che avrete scelto. E navigate sulla scrivania del vostro pc lontano chilometri.

 

La rivoluzione è sotto gli occhi di tutti. Finora abbiamo considerato il web come un sistema in cui andare a pescare informazioni per poi scaricarle nei nostri pc. La parola d´ordine è stata proprio download, scaricare. Ma i cassetti dei nostri computer sono diventati sempre più piccoli. Così da una parte è partita la corsa ai drive, i dischi, i cassetti esterni, sempre più potenti. Dall´altra alle chiavette Usb sempre più piccole, per il trasporto.

 

La nuvola è l´evoluzione del concetto. Perché riempire gli armadi di casa quando possiamo parcheggiare tutto sui server, nei garage virtuali amministrati da computer (esterni) sempre più potenti? La nuvola libera lo spazio di casa e permette di restare sempre collegati, eternamente "in diretta", accedendo da Internet su qualsiasi apparecchio, dal pc al telefonino. E alle aziende la nuvola consente di abbattere i costi di acquisto e gestione di una rete informatica: calcolatori, programmi, personale.

Prima di essere cacciata, perfino WikiLeaks risiedeva sulla nuvola di uno dei più grandi operatori del mondo: Amazon. Jeff Bezos quest´anno ha guadagnato un po´ meno di un miliardo col cloud computing. È il 3 per cento dei ricavi. Ma l´uomo che dieci anni fa per primo scommise sul supermercato virtuale ora sostiene che presto anche la nuvola genererà lo stesso giro d´affari.

Il suo prodotto di punta, Amazon S3, è rivolto soprattutto alle aziende. Ma oltre a quelle di big come Windows e Google - e all´offerta piuttosto limitata di Apple con MobileMe - per i privati c´è una soluzione per ogni esigenza: da Ubuntu One a Zumo Drive passando per Box.net. Perché non è detto che vogliate portare sulla nuvola tutto il vostro archivio. Magari solo il materiale d´ufficio. O le vostre foto. O la vostra musica.

 

Proprio la musica è il settore che si muove di più. Ci sono già negozi virtuali come Rhapsody o Spotify che invece di farvi scaricare le canzoni ve le fanno ascoltare soltanto - previo abbonamento. Anche iTunes sta per lanciarsi nel mercato e Gene Munster, uno dei più apprezzati esperti di Apple, prevede al 90 per cento la nuvola di iTunes entro l´anno. Altri servizi come Mp3Tunes permettono, al contrario, di caricare la vostra musica sulla nuvola: e portarla in giro come volete.

Ma cloud è anche la parola magica di Google. Che già con Google Docs ha lanciato la sfida al Words di Windows. Non avete bisogno né di acquistare il programma di scrittura né di scaricare i documenti: entrate con la password della vostra Gmail e scrivete e salvate tutto online. Come tutta sulla nuvola è la libreria che Google ha appena lanciato, Google Books: il libro da leggere sul pc, sul telefonino, perfino sul televisore.

Gli esperti lo chiamano Invisible Computer. È il titolo del libro con cui ormai 12 anni fa Donald Norman predisse "la fine del computer" che va di scena questa settimana alla fiera Ces di Las Vegas. Lettori, iPad, tablet, telefonini: i "dispostivi informatici" stanno ormai sostituendo il vecchio pc, per quanto portatile. E che cosa rende un iPad più potente di un elaboratore dieci volte più grosso? Proprio la nuvola: che tiene in collegamento sempre e ovunque e offre un archivio illimitato.

È la rivincita di Talete. Il grande filosofo greco, dice la tradizione, morì per non aver visto una botola. Aveva sempre la testa tra le nuvole, è vero. Ma perché vedeva molto lontano.

04-01-2011]

 

 

. FACEBOOK: DA GOLDMAN E DIGITAL SKY 500 MLN DI DOLLARI...
(ANSA) - Goldman Sachs e la russa Digital Sky Technologies hanno investito complessivamente 500 milioni di dollari in Facebook, sulla base di una valorizzazione del social network pari a 50 miliardi di dollari, secondo quanto riferisce il New York Times. La cifra investita dalla banca di Wall Street ammonta a 450 milioni di dollari mentre quella di Digital è di 50 milioni, ma in precedenza i russi avevano già investito nel social network più famoso del mondo circa mezzo miliardo di dollari. 03-01-2011]

 

 

1- “ZUCKERBERG? UN LADRO! FACEBOOK È UNA NOSTRA IDEA. MARK LO CERCAMMO NOI” - 2- RISCHIERESTE 140 MILIONI DI DOLLARI PER UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO? D´ACCORDO: MAGARI IL PRINCIPIO È QUELLO CHE STABILISCE CHI HA INVENTATO DAVVERO FACEBOOK. CIOÈ UNA COMPAGNIA DA 50 MILIARDI DI DOLLARI. MA LA SCOMMESSA È COSÌ ALTA CHE I GEMELLI TYLER E CAMERON WINKLEVOSS HANNO RESPINTO IL COMPROMESSO DA 140 MILIONI DI DOLLARI RAGGIUNTO DUE ANNI FA COL PROPRIETARIO DEL SOCIAL NETWORK

Angelo Aquaro per La Repubblica

Rischiereste 140 milioni di dollari per una questione di principio? D´accordo: magari il principio è quello che stabilisce chi ha inventato davvero Facebook. Cioè una compagnia da 50 miliardi di dollari. Ma la scommessa che sta tormentando Tyler e Cameron Winklevoss è così alta che l´altra sera, mentre il mondo s´apprestava a stappare augurandosi un anno possibilmente migliore, i gemelli di Harvard che a 29 anni dalla vita hanno avuto già tutto - ricchi, aitanti, di buona famiglia, il massimo negli studi e perfino due Olimpiadi - avevano pensato di arrendersi.

 

In fondo l´accordo che hanno strappato due anni fa con Mark Zuckerberg non è poi così male: 20 milioni di dollari in contanti più 1,25 milioni di azioni del sito Internet che nel 2010 ha battuto persino Google.

 

E invece no. È deciso. L´11 gennaio Tyler e Cameron salteranno il giorno di allenamento nella baia della loro San Diego in vista delle Olimpiadi di Londra. E torneranno davanti al tribunale di San Francisco per chiedere di annullare tutto. Altro che Facebook: è Lascia o Raddoppia. «Mark è lì dov´è perché lo cercammo noi: per farlo partecipare alla nostra idea» dice Tyler. Sicuri che sareste riusciti ad avere lo stesso successo? E i gemelli - immancabilmente all´unisono - : «Assolutamente sì».

 

Il caso dei due fratelli che vogliono riscrivere la storia di Facebook è diventata anche il nocciolo del film «The social network». La vicenda raccontata al cinema differisce dalla realtà praticamente in un punto: che a interpretarli sul grande schermo, dove il nome è goffamente camuffato in Winklevii, è un attore solo, Armie Hammer.

Nel 2003 Mark Zuckerbeg è uno smanettone di vent´anni quando i gemelli compagni di studio ad Harvard gli chiedono di aiutarli a mettere su un´idea avuta dal loro amico Divya Narendra: un sito che metta in collegamento tutta la comunità universitaria. Mark accetta ma - dicono i gemelli - ritarda il lavoro dedicandosi nel frattempo a sviluppare la "sua" idea. Così quando nel 2004 nasce Facebook i Winkenvloss denunciano l´ex compagno. Che naturalmente controdenuncia.

 

Passano anni per trovare un accordo. Che alla fine però arriva. Nel 2008 i gemelli accettano una risoluzione da 65 milioni di dollari. Non vogliono però rinunciare a tenere ancora un piede nella creatura. E chiedono che una parte della cifra venga consegnata in azioni. E qui comincia il secondo tempo: non del film ma della guerra vera che il film non racconta.

Subito dopo l´accordo i due accusano Mark non più soltanto di furto: ma addirittura di frode. Il motivo? Facebook è una società che non è ancora quotata in borsa e quindi non ha l´obbligo di rendere pubblici numeri e carte. I gemelli si basano su un investimento da 250 milioni di dollari fatto da Microsoft: se ci crede Bill Gates... E deducono che Facebook valga almeno 15 miliardi. Così propongono una cifra di 35,90 dollari ad azione: riproponendosi di incassare 20 milioni cash e 45 milioni in shares.

 

Ma pochi giorni prima della firma dell´accordo - dicono - quel volpone di Zuckerberg fa approvare dal consiglio d´amministrazione una valutazione molto più bassa per motivi fiscali: meno di 5 miliardi di dollari. Le loro azioni sarebbero valse insomma soltanto 11 milioni di dollari.

 

A questo punto i gemelli fermano tutto. Licenziano perfino l´avvocato che li aveva aiutati nell´accordo: che li controdenuncia, anche lui, per la bellezza di altri 13 milioni di dollari. Non basta. I gemelli sostengono che la prova della frode di Zuckerberg starebbe nei messaggi che Mark aveva spedito ad alcuni amici già ai tempi dell´università. Uno per tutti vivacemente esplicito: «Li ho fottuti... «.

Tutto chiaro? Eppure i gemelli possono anche non essere le vittime che sembrano. Tanto per cominciare il loro accordo vale già più dei 65 milioni pattuiti. Loro sapevano che le azioni sarebbero cresciute in valore: altrimenti si sarebbero tenuto tutto il cash. E infatti il milioncino e passa delle loro varrebbe già 140 milioni. Come fanno a dire che Mark li voleva fregare? Le azioni fluttuano, si sa.

 

«Non è una questione di soldi» dicono loro al New York Times «ma di principio». Ma se il giudice accetta di annullare l´accordo come finirà? Sapranno rinegoziarne un altro più vantaggioso o davvero affronteranno una causa sulla «paternità» di Facebook praticamente impossibile da dimostrare?

Lui, il ventenne più ricco del mondo, Mark Zuckerberg, che sulla nascita di Facebook ha già superato diverse cause di paternità, per la verità non sembra preoccuparsi più di tanto. Il film, ha detto, racconta una storia che sembra più grande di quella che è. «E mi fa stare male il fatto che i gemelli continuino a starci così male». Beh, male. Gli esperti lo chiamano «il rimorso del venditore». Ma con mezzo miliardo di amici e 50 miliardi di dollari in gioco sarà mica strano che bruci così tanto. 02-01-2011]

 

 

 . MAXI-INVESTIMENTO DI SONY NEI SENSORI DI IMMAGINI...
Da "Il Sole 24 Ore" - Sony ha annunciato investimenti per 910 milioni di euro per raddoppiare la sua capacità di produzione di sensori di immagini Cmos destinati alle fotocamere digitali e ai telefoni cellulari. L'investimento dovrebbe coprire i mesi da aprile 2011 a marzo 2012 e i sensori verranno prodotti in uno stabilimento situato a Nagasaki del quale Sony - capitanata Sir Howard Stringer, 68enne americano di origine gallese di 68 anni che copre le cariche di Chairman e e ceo del gruppo - riprenderà il controllo dopo un trasferimento da parte di Toshiba. L'importo stanziato comprende il riscatto del sito di produzione e i lavori di ammodernamento dell'impianto.

. 28-12-2010]

 

 

USA: CONSUMATORI ALL'ATTACCO DI APPLE, IPHONE E IPAD VIOLANO PRIVACY...
Radiocor - Guai in vista per Apple dopo che un gruppo di consumatori ha intentato causa per frode via computer e violazione di privacy. Il procedimento, avviato il 23 dicembre al tribunale di San Jose, in California, potrebbe ottenere lo status di causa collettiva. Secondo l'accusa, le applicazioni per iPhone e iPad (per esempio Pandora, Paper Toss, ma anche Dictionary.com e Weather Channel) trasmetterebbero informazioni personali a societa' di ricerca e network pubblicitari senza il consenso degli utenti. In particolare, le applicazioni dei codici che identificano gli apparecchi (iPhone e iPad contengono un Unique Device Identifier, codice identificativo unico, che non puo' essere bloccato dall'utente) consentirebbero a societa' terze di monitorare quali software sono scaricati e quanto frequentemente e quanto a lungo sono utilizzati. 'Alcune applicazioni vendono anche informazioni ulteriori, per esempio eta', reddito, indirizzo, orientamento sessuale, visione politica e provenienza etnica', come si legge nella documentazione.28-12-2010]

 

ARRIVA IL NUOVO E-READER MADE IN ITALY LEGGO-IBS LANCIA LA SFIDA CON 5MILA TITOLI...
G. Lon. per "la Repubblica" - E´ la risposta italiana allo sbarco annunciato di Amazon nel Bel Paese con il suo robusto catalogo di ebook. Si chiama Leggo IBS ed è il primo eReader (lettore di libri elettronici) made in Italy. Fra le sue caratteristiche il costo contenuto (199 euro) e la connessione 3G gratuita. A lanciarlo è IBS, la più grande libreria online italiana controllata a mezzadria dal Gruppo Giunti e da Messaggerie. La tempistica del lancio che sarà annunciato ufficialmente oggi e la possibilità di prenotare in dicembre per acquistare il nuovo device già in gennaio lasciano capire che Leggo IBS ha proprio il compito di fronteggiare la temibile concorrenza del Kindle grazie a 5 mila titoli elettronici in lingua italiana.01-12-2010]

 

NFERNET! - TUTTO SULLA NUOVA E TITANICA E-MAIL DI FACEBOOK, CHE VA A SCONTRARSI CON GOOGLE (GMAIL) E MICROSOFT (HOTMAIL) - ZUCKERBERG MIRA AD accentrare i sistemi di comunicazione in un’unica cronologia, consultabile ovunque - TROVATA LA FALLA: TI CENSURA SE PROVI A INVIARE CONTENUTI CHE NON PIACCIONO ALLE CASE DI PRODUZIONE - NASCE “NEXT TV”, PORTALE DELLA TELEVISIONE SUL WEB CREATO DAI CORECOM...

Facebook ti censura i messaggi

1 - INTERNET: NEXT-TV, ON LINE IL PORTALE DELLA TV DEL FUTURO...
(ANSA) - Dopo alcune settimane di sperimentazione, e' on line il primo portale italiano sulla tv del futuro. Ad averci pensato sono i Corecom italiani, gli organi regionali di garanzia e controllo su tv e tlc, che scommettono su www.next-tv.it, un'iniziativa del Corecom Lazio, con informazione quotidiane sulle novita' made in Usa e non solo.

''L'offerta di un news-site ad aggiornamento quotidiano - spiega il presidente del Corecom Lazio e dei Corecom italiani, Francesco Soro - assume una duplice preziosa funzione: fornire uno strumento di lettura analitica di un mercato tanto in rapida evoluzione quanto ancora scarsamente codificato e, al tempo stesso, aggregare intorno a un punto di riferimento web stabile il flusso di dati utili per agire all'interno di questo stesso mercato''.

 

Su Next-tv ci sono una sezione dedicata alle fiction sul web, dove ormai si cimentano star del calibro di Meryl Streep, Tom Hanks, Keanu Reeves; approfondimenti su come la politica utilizza la nuova frontiera della comunicazione ma anche su come la web tv usa la politica. E ancora informazioni, dati, analisi per comprendere le potenzialita' del settore: notizie utili in primo luogo ai giovani video maker, montatori, doppiatori, aspiranti giornalisti.


2 - ZUCKERBERG IMITA GOOGLE - NASCE LA "FACEBOOK MAIL"...
Patrizia Feletig per "Affari e Finanza - La Repubblica"

Prontamente soprannominato Gmail-killer, in realtà Facebook Messages, il servizio annunciato da Mark Zuckerberg, è una messaggeria di generazione avanzata. Anche se nell'indirizzo appare la tradizionale chiocciola (tizio@facebook.com), l'applicazione si propone di integrare in un'unica piattaforma i livelli di comunicazione digitale: dall'instant messaging all'sms, dall'email alla messaggeria di Facebook, quest'ultima così imponente con 500 milioni di iscritti in tutto il mondo che già nell'attuale versione di chat testuale macina 4 miliardi di scambi al giorno.

 

Allora, spieghiamo bene di cosa si tratta. Si basa su tre pilastri:

1) Seamless Messaging: l'idea è riunire tutte le comunicazioni in una sola casella, @facebook.com, che raccoglie le informazioni che giungono all'utente indipendentemente da dove arrivino o con quale frequenza. È possibile inviare un messaggio senza preoccuparsi di dove questo possa essere letto dal destinatario, la piattaforma di Facebook pensa a tutto;

2) Conversation History: i messaggi scambiati con un amico in un'unica history consultabile in qualsiasi momento e illimitata per ogni singolo utente che decide di utilizzare Facebook;

 

3) Social Inbox: l'aspetto più vicino a una casella di mail dove gli utenti potranno filtrare i messaggi che provengono dai contatti di Facebook da quelli che provengono dall'esterno, una sorta di Priority email come quella creata da Gmail qualche mese fa.

Quest'evoluzione della comunicazione online consente all'utente di scrivere a una persona e inviargli il messaggio con lo strumento ritenuto più appropriato (sms, Im, email, messaggio Facebook) e ricevere la risposta da qualsiasi canale essa sia stata originata sul sistema in cui il mittente si trova in quel preciso momento.

Il concetto è di accentrare i sistemi di comunicazione in un'unica cronologia, consultabile ovunque che sceglie in automatico con quale canale contattare la persona a cui ci si sta rivolgendo per non ritrovare lo stesso messaggio su tutti i canali.

Il servizio Messages consente applicazioni inedite come quella di inoltrare una conversazione, e prossimamente quella di inviare allegati. Con l'integrazione con la suite Office di Microsoft si potrebbe spingere fino alla possibilità di aprire direttamente online documenti Word, Excel e PowerPoint. Come fa Google con Gmail da cui Messages mutua il concetto di posta prioritaria, la classificazione dei messaggi in base alla rilevanza: prima quelli provenienti dalle persone con cui siamo più spesso in contatto, poi gli altri.

 

Non essendo riuscito veramente a declinare la mail in versione social, Mark Zuckerberg tenta un'altra strada: l'unificazione della comunicazione multilivello, alla quale crede a tal punto da avere destinato al suo sviluppo una squadra di 15 ingegneri (è l'unica applicazione FB con una tale concentrazione di cervelli). Zuckerberg dice che da tempo rimuginava questa idea venutagli indagando sugli stili di comunicazione degli adolescenti per i quali ormai l'IM ha sostituito le mail, ritenute lente e formali.

Il servizio dovrebbe essere lanciato in gennaio. Il nome in codice per ora è Titan e Zuckerberg ha spiegato che l'email è solo una parte del progetto e solo uno degli strumenti: il giovane amministratore delegato ha parlato di un sistema che ha come obiettivo principale quello di rendere le comunicazioni semplici, immediate, personali.

Messages è un attacco a Gmail? Sebbene Zuckerberg ci tenga a sottolineare l'originalità del prodotto rispetto alla posta elettronica che è una delle componenti di Messages, è probabile che l'applicazione metta in discussione il futuro della stessa email.

 

Non è esclusa la rivalsa del social network sulla società di Mountain View considerata la ruggine che corre tra i due. In queste ultime settimane, Facebook e Google si sono fatti dispetti sulle modalità di condivisione dei dati che hanno portato al blocco dell'importazione dei contatti da Gmail all'interno di Facebook con conseguenti ritorsioni da parte del social network.

 

3 - MA, COME VI ABBIAMO SEGNALATO IERI NELLA RASSEGNA INTERNAZIONALE, "WIRED" HA GIÀ TROVATO LA MAGAGNA NELL'E-MAIL DI FACEBOOK...
http://bit.ly/dBgUwl

- La nuova e-mail di Facebook blocca i contenuti considerati "dubbiosi" all'interno dei messaggi (come i link per scaricare file potenzialmente coperti da copyright) e impedisce all'utente di spedirli, facendo apparire un messaggio: "Il messaggio ha un contenuto in precedenza ritenuto abusivo o che costituisce spam. Facci sapere se pensi che il nostro averlo bloccato sia un errore". Facebook ha sottolineato che non vuole rimuovere questo controllo preventivo.

- Quindi c'è poco da fare: finché uno non sarà libero di scrivere e mandare quello che gli pare a un amico (non stiamo parlando di spammare migliaia di persone), non si può trattare di un vero e proprio servizio e-mail che fa concorrenza a Hotmail e Gmail.

  [23-11-2010]

 

 

NEW ECONOMY, VECCHI VIZI - Dopo Google, anche Facebook e Twitter per svicolare le tasse mirano alla residenza fiscale in Irlanda - SUMMIT A PARIGI TRA COLAO, BERNABÈ E ALIERTA CONTRO L’IPHONE venduto su Internet direttamente dalla Apple con una sim card fantasma capace di collegarsi a più reti mobili e soprattutto embedded e senza loghi visibili. Come dire: la fine (per l’utente) del rapporto con Tim, Vodafone, Orange (France Telecom), Deutsche Telekom o Telefonica1- NEW ECONOMY. VECCHI VIZI
Massimo Sideri per Corriere Della Sera

New economy. Ma vecchi vizi e merletti, molto da old industry, per essere onesti. Dopo Google che, grazie alla residenza fiscale in Irlanda e a una complessa serie di holding e scatole riesce a fatturare tutta la pubblicità europea come se fosse venduta a Dublino (il cosiddetto Double Irish, con un risparmio che in tre anni è stato calcolato in 3,1 miliardi di dollari), anche Facebook e Twitter stanno pensando a delle strutture simili.

 

Il passaggio per girare i guadagni in Irlanda serve a beneficiare dell'aliquota del 12,5%. Una struttura con fini simili sarebbe allo studio per le isole Cayman. Intendiamoci: tutto «regolare» grazie ai buchi del sistema internazionale. Ma la generazione dei senza cravatta e senza giacca, i vari Mark Zuckerberg, Biz Stone, Sergei Brin e Larry Page, mostrano però di aver studiato bene i trucchi della finanza «in gessato» che sembrano disprezzare.

Per adesso Zuckerberg, in vista della quotazione a Wall Street, resta alla finestra: il progetto è stato improvvisamente reso «liquido» dalla crisi irlandese e dalla pressione degli altri Paesi europei per far finire, in cambio degli aiuti, il dumping fiscale di Dublino. E c'è da esserne certi: la lista delle multinazionali che attende il risultato è lunga.

2- SUMMIT A PARIGI TRA COLAO, BERNABÈ E ALIERTA. I TIMORI PER L'INTESA DI IPHONE CON IL COLOSSO AT&T
Massimo Sideri per Corriere Della Sera

Il quadro è allarmante per gli operatori mobili europei: un iPhone venduto su Internet direttamente dalla Apple «senza» sim card o, meglio, con una sim card fantasma capace di collegarsi a più reti mobili e soprattutto embedded e senza loghi visibili. Come dire: la fine (per l'utente) del rapporto con Tim, Vodafone, Orange (France Telecom), Deutsche Telekom o Telefonica.

 

La fine (per gli operatori) delle strategie di marketing, della fidelizzazione del cliente e della possibilità di veicolare piani tariffari. Troppo per non attirare l'attenzione dei big del settore che infatti ne hanno parlato a Parigi nella prima settimana di ottobre: presenti Vittorio Colao di Vodafone, Franco Bernabè di Telecom Italia, César Alierta di Telefonica e Stéphane Richard, ceo di France Telecom.

Non è chiaro se ci fosse anche il manager di Deutsche Telekom. Una fonte dice che l'argomento, in realtà, era rimasto solo nell'aria. Un'altra conferma invece che se ne era parlato a lungo. Nessuna decisione era stata presa, certo. L'argomento rischia di scivolare facilmente in questioni delicate per l'Antitrust. Un eventuale concerto «contro» la Apple sarebbe perseguibile e comunque non fair per il mercato. E infatti non ci sarebbe una strategia comune.

Ma il tema iPhone embedded era stato al centro dell'attenzione nel quadro più ampio delle tattiche da implementare per «difendere il Gsm», invenzione europea che ora rischia di venire scippata dai nuovi giganti del settore Internet. E nessuno aveva mostrato entusiasmo nei confronti di questo scenario. Secondo il Financial Times gli operatori «accusano Steve Jobs di tentare di prendere il controllo delle loro relazioni con i clienti».

Come sempre la Apple non commenta. E d'altra parte anche il piano iPhone con sim card fantasma, che sarebbe allo studio con l'olandese Gemalto, non è mai stato ufficializzato. Ma ieri ci sarebbe stato il passo indietro del gruppo di Cupertino con il rinvio al 2012. «Apple ha ceduto» ha sintetizzato l'analista Ashok Kumar di Rodman & Renshaw. «Ha fatto marcia indietro e ha sbagliato a pensare di poter lasciare fuori dall'equazione gli interessi delle società di telecomunicazioni».

 

Insomma, la «Santa alleanza anti-iPhone» per ora l'ha spuntata, forte anche del fatto che se gli operatori avessero deciso di non spingere più per l'iPhone, secondo l'analista di Bernstein, Robin Bienenstock, le vendite del «melafonino» sarebbero crollate del 12%. Per l'iPhone il momento è già delicato. Secondo Gartner le vendite del sistema operativo di Google, Android (che però, va detto, riunisce più costruttori come Samsung, Lg e la cinese Huawei), hanno già superato quelle del sistema iOS (iPhone, appunto).

La sintesi in ogni caso è brutale: G-Phone con 20,5 mili oni di pezzi venduti nel mondo nel terzo trimestre del 2010 ha battuto l'iPhone (13,48 milioni). Dunque, meglio rallentare vista la reazione.

I rapporti tra le due sponde dell'Atlantico sono tesi, anche perché gli operatori avevano già subìto in fase di contrattazione per la diffusione dell'iPhone in Europa la forza di Steve Jobs. Peraltro, tra i timori nell'aria, c'era anche quello che il melafonino embedded potesse essere usato come «cavallo di Troia» per far entrare AT&T, cioè un competitor Usa, in Europa. La battaglia, in ogni caso, è solo rinviata: dopo aver «perso» la sfida dei servizi a causa dei modelli chiusi come iTunes, gli operatori useranno tutte le forze per evitare la nascita di una «Apple Telecom».21-11-2010]

 

APPLE RIMANDA AL 2012 LA SUA CARTA SIM CHE BYPASSA GLI OPERATORI TELEFONICI PER IPHONE E IPAD
http://bit.ly/djIR5H

 

 19-11-2010]

 

 

IL VICE DI GOOGLE: SU INTERNET SONO FINITI I POSTI
http://bit.ly/aNybl5

- Vint Cerf, il "padrino della rete", annuncia: nel 2011 finiranno gli indirizzi internet, bisogna ripensare tutto il sistema. Creato nel 1996, lo standard per gli IP (protocolli internet) prevedeva 4 miliardi di indirizzi. Ora sono stati usati quasi tutti. Il nuovo sistema propugnato da Cerf ne prevede 340 trilioni di trilioni di trilioni

11.11.10

 

4 - WIRED

PRIMO CONTATTO CON ROCKMELT, IL NUOVO BROWSER COSTRUITO INTORNO A FACEBOOK
http://bit.ly/bUgmZb

- Si basa su Chromium (il file sorgente di Google Chrome), ma è disegnato per essere perfettamente integrato con le funzionalità di Facebook, ma anche di Twitter, degli RSS feeder, delle chat. Usa i dati Facebook degli utenti per personalizzare l'esperienza di navigazione, ma in realtà fa molto di più. Si occupa di tutto il social networking che un utente possa e voglia fare.

 

12.11.10

 

5 - GIZMODO

IL CELLULARE INDISTRUTTIBILE: SUBACQUEO, ANTISHOCK E CON MUSICA E FOTO
http://gizmo.do/cxqtod

QUANTO SONO VELOCI I NUOVI MACBOOK AIR: COMPARAZIONE CON GLI ALTRI MODELLI
http://gizmo.do/bHX9oo

 


6 - WIRED

IPAD E ANDROID VANNO ALLA GUERRA (IN MANO AI SOLDATI AMERICANI)
http://bit.ly/diKBP7

31.10.10

 

APPLE HA DOTATO I NUOVI MACBOOK DI PROCESSORI VECCHI E TROPPO LENTI
http://bit.ly/9UcgRx

- Gli Intel Core 2 Duo installati sono gli stessi del vecchio modello (anzi, per il piccolo Macbook Air da 11 pollici sono anche più lenti)

23-10-10

 

Ecco di chi sono (e dove vanno) i nostri dati personali dentro e fuori Facebook

Ha fatto il giro del mondo l'articolo del Wall Street Journal nel quale si legge che molte delle applicazioni utilizzabili su Facebook avrebbero raccolto gli ID identificativi degli utenti e li avrebbero trasmessi ad almeno 25 società di pubblicità e dedite al tracciamento delle attività degli utenti on line.

La questione, niente affatto nuova, ha fatto particolare scalpore in quanto tutto ciò è accaduto dopo che Facebook, sollecitato dalle proteste provenienti dalla stampa e dagli utenti, aveva recentemente rivisto la propria normativa privacy rendendola, o almeno così avrebbe dovuto essere, più garantista. Altre promesse per una maggiore tutela della privacy sono arrivate dopo l'inchiesta del Wall Street Journal.

In realtà Facebook, più che aumentare le difese al proprio sistema, sembra avere adottato una politica di trasparenza, pubblicando in internet la propria normativa privacy in cui avverte gli utenti della fine che potranno fare i loro dati e fornisce indicazioni su come potere mantenere nascoste certe informazioni intervenendo sul proprio pannello di controllo. Tutto questo può sembrare un grande traguardo ma non sarebbe da esserne così sicuri. Non a caso, dopo la nuova privacy, un portavoce di Facebook ha dichiarato al WSJ che «L'idea che la trasmissione di un user ID ad un'applicazione, come descritta nella privacy police di Facebook, costituisca una "falla" è quanto meno curioso», come dire dato che gli utenti sono stati avvisati c'è ben poco di cui lamentarsi.

A dire il vero gli utenti non soltanto sono stati avvisati, ma hanno anche accettato la normativa privacy di Facebook e sarebbero quindi tenuti a rispettarla.

Il termine "normativa" è quello scelto da Facebook, in sostituzione del termine "informativa" a cui siamo abituati, proprio per il fatto che si tratta, a ben vedere, di una sorta di regolamentazione contrattuale, dettata da Facebook e che gli utenti accettano iscrivendosi al social network.

La "normativa", che merita veramente di essere letta ed ogni utente di Facebook dovrebbe davvero prestarle la dovuta attenzione, elenca i tipi di trattamento che Facebook "potrebbe" fare su tutta una serie di dati di cui alcuni obbligatori (nome, e-mail, sesso e data di nascita) ed altri facoltativi (professione, gusti, amici, foto, video, immagini).

Questi dati, di proprietà degli utenti, vengono conservati da Facebook il quale "potrebbe" anche tenere traccia di alcune azioni compiute dagli utenti, quali l'aggiunta di connessioni, la partecipazione ad un gruppo, l'avere cliccato sul "mi piace" o attività del genere. "Ad esempio – si legge nella normativa privacy - se condividi un video, oltre a memorizzare l'effettivo contenuto che hai caricato, potremmo registrare il fatto che lo hai condiviso".
A queste operazioni se ne possono aggiungere molte altre, tra cui: raccogliere delle informazioni "sul browser che usi, su dove ti trovo e sull'indirizzo IP, nonché sulle pagine che visiti"; raccogliere "informazioni su di te da altri utenti"; mentre "se i tuoi amici si connettono a un'applicazione o sito web, questa entità sarà in grado di accedere al tuo nome, alla tua immagine del profilo, al sesso, all'ID utente e alle informazioni che hai condiviso con l'impostazione "tutti". Potrà anche accedere alle tue connessioni, ad eccezione della tua lista degli amici"; "fornire delle informazioni ai forniti di servizi grazie ai quali mettiamo a disposizione degli utenti i nostri servizi".

La lista delle attività possibili è lunga, ma quello che sinteticamente se ne ricava è che i nostri dati possono circolare liberamente non solo all'interno dei Facebook, ma anche al di fuori, attraverso nostre connessioni esterne, quali ad esempio l'accettazione di un servizio omaggio o la risposta ad un sondaggio di opinione, o, cosa ancora più grave, attraverso le connessioni dei nostri amici che si portano dietro tutti i nostri dati personali.

L'utente può difendersi sostanzialmente in due modi. Il primo, suggerito da Facebook, è quello di intervenire sul proprio pannello di controllo variando l'impostazione "tutti", che dovrebbe essere automatica, e limitando i soggetti a cui rendere accessibili i dati. Il secondo, disincentivato ovviamente da Facebook, consiste nel cancellarsi dal social network.
A ben vedere, però, nessuno dei due dà garanzie assolute. Nel primo caso, infatti, i dati non sono accessibili agli altri utenti di Facebook ma sono comunque conservati dal sito e non si comprende se possano essere in qualche modo trattati. Alcuni articoli dell'ultima ora ipotizzerebbero che, anche se resi invisibili ai terzi, certi dati potrebbero comunque venire trasmessi. Nel secondo caso, anche dopo che ci si è cancellati, Facebook conserva i nostri dati in un backup tanto che quando torniamo a iscriverci riappare tutto il nostro profilo, con tutte le foto e le altre indicazioni così come lo avevamo lasciato. La nuova normativa di Facebook prevede che questa conservazione non potrà essere superiore a 90 giorni dalla cancellazione e ci auguriamo che possa essere davvero così.

La questione della privacy è un problema di grande rilevanza e di difficile soluzione per Facebook che, da un lato, ha bisogno di potere in qualche modo trasformare i dati e le informazioni degli utenti in qualcosa di spendibile, dall'altro deve stare attento alla sensibilità dei propri iscritti.

Già agli inizi del 2009, quando Facebook contava 150 milioni di iscritti contro i 500 milioni di oggi, e veniva stimato intorno a £10bn, alcuni analisti ebbero a dire che questa somma risultava eccessiva in quanto il social network non aveva trovato un sistema per sfruttare commercialmente l'enorme numero di utenti. Sempre in quel periodo in un'intervista al The Sunday Telegraph Randi Zuckerberg, direttore marketing e sorella del celebre Mark Zuckerberg, dichiarava di avere "tonnellate di persone" che definivano Facebook come un'incredibile strumento di business ed evidentemente gli sforzi dell'azienda sono andati in quella direzione, dovendo fare i conti però con la privacy.

In Italia esiste da molti anni una normativa sulla privacy, da ultimo contenuta nel D. Lgsl. 196/2003, che impone a chi raccoglie, usa o conserva dati personali di terzi, una serie di obblighi, quali quello di fornire un'accurata informativa sul trattamento dei dati e quello di conservare i dati in modo appropriato, approntando tutta una serie di misure di sicurezza, fisiche ed informatiche, per evitare che questi dati possano andare persi o cadere inavvertitamente nelle mani di terzi. Oltre agli obblighi previsti per chi detiene i dati, vi sono i diritti dei soggetti che forniscono i dati, tra cui quelli previsti dall'art. 7 del D. Lgsl. 196/2006 e primo tra tutti il diritto dell'interessato di potere richiedere in ogni momento la cancellazione dei propri dati personali. Questa bipolarità è poi incentrata sul "consenso" che l'interessato, una volta ricevuta l'informativa, deve fornire affinché i propri dati siano trattati dal terzo nei limiti indicati nell'informativa stessa. Altro principio cardine è quello della "proporzionalità" del trattamento per cui non si possono chiedere dati personali in eccesso rispetto a quelli che sono necessari per rendere un determinato servizio.

Negli Stati Uniti non esiste una normativa sulla privacy rigorosa come quella dettata a livello europeo, ma perché possano essere trasmessi i dati dall'Europa agli Stati Uniti è necessario che il soggetto che riceve e tratta questi dati si impegni a rispettare la nostra normativa. Questo sistema è noto come "safe harbor" e Facebook dichiara espressamente di aderirvi, al di là del fatto che certe operazioni ci parrebbero eseguite In Italia.

Non è questa la sede di discutere sulla liceità della normativa privacy prevista da Facebook, ma certo alcune difformità rispetto alla legge italiana balzano agli occhi.
Non si comprende, ad esempio, quale necessità abbia Facebook di conoscere il sesso di chi si iscrive, dato obbligatorio per l'iscrizione stessa. Analogamente non è piacevole che tutta una serie di operazioni sui dati inseriti volontariamente debbano essere accettate in anticipo da chi si iscrive e non sia invece richiesto, come sarebbe dovuto e più ragionevole, un consenso espresso volta per volta, trattandosi sicuramente di un trattamento eccedente la finalità del servizio.

Inoltre non è dato comprendere quali siano le misure di sicurezza adottate da Facebook per il trattamento dei dati, dal momento che l'unica garanzia sarebbe data dalla frase "facciamo del nostro meglio per proteggere le tue informazioni".
Ciliegina sulla torta, è bene sapere che "usando Facebook accetti che i tuoi dati vengano trasferiti ed elaborati negli Stati Uniti".

Si discute molto in questi giorni se la trasmissione dei dati attraverso le applicazioni, di cui espressamente Facebook non risponde come previsto dalla sua normativa privacy, sia o meno involontaria. Non siamo certo noi a potere dare una risposta, ma ci sembra di potere dire che la normativa di Facebook è fortemente orientata ad una circolazione dei dati degli utenti molto ampia e snella, per non dire disinvolta.

 

 

MICROSOFT RIPROVA COI CELLULARI IL MERCATO LE DÀ L'ULTIMA CHANCE...
Da "La Stampa" - Microsoft merita un «ottimo» per i suoi ripetuti tentativi di arrivare ai primi posti nel mercato della telefonia mobile. Nonostante l'insuccesso, sta tentando di nuovo. I nuovi cellulari basati sull'ultimo software della società sembrano interessanti. Ma questo non è sufficiente, visto l'enorme vantaggio dei concorrenti Apple e Google.

 

I consumatori scelgono i cellulari in base a diverse variabili: la durata della batteria, la dimensione dello schermo, il prezzo e il sistema operativo sono tutti fattori che entrano in gioco. Microsoft dovrebbe avere almeno una probabilità di successo in base ad alcuni di questi fattori. Con i diversi cellulari offerti da molti produttori - e altri in arrivo - c'è una soluzione ideale per tutti. Windows Phone 7 è abbastanza intuitivo nel modo di gestire le funzioni, dallo scaricamento agli elenchi dei contatti.

Se si integrano extra come i giochi Xbox Live, il cellulare acquisisce un notevole fascino. Sfortunatamente per gli azionisti di Microsoft, la società guidata da Steve Ballmer dà ai consumatori motivi per cercare altrove. Il multitasking è difficoltoso. La funzione taglia e incolla dovrà aspettare un aggiornamento del software. Inoltre, l'8 novembre viene lanciato il nuovo telefono Samsung.

Proprio per il fatto che il sistema operativo Microsoft non ha ancora un'ampia diffusione, i consumatori potrebbero pensare che non è molto valido. Ritirare il suo cellulare Kin poco dopo il lancio all'inizio dell'anno non ha certo contribuito a dissipare questa impressione. E ciò che più conta, ci sono poche applicazioni attualmente disponibili per i cellulari, il che ostacola l'effetto-rete che ha sostenuto la popolarità crescente degli iPhone e Droid. I piccoli produttori spesso non possono permettersi di sviluppare versioni multiple di un programma per differenti sistemi operativi. Ciò dà a Google e Apple un notevole vantaggio. Microsoft ha ancora l'opportunità di recuperare. Ma le altre società, che vanno da Nokia a HP fino a Research In Motion, stanno tutte impegnandosi a fondo per imporre i propri standard di software.

20-10-10

 

DIGITAL WAR - APPLE LANCIA “PING”, IL SOCIAL NETWORK CHE FARÀ CONCORRENZA A FACEBOOK VIA ITUNES (E JOBS HA GIÀ IN MANO LE CARTE DI CREDITO DI MILIONI DI UTENTI ITUNES) - - FACEBOOK INVADE IL CAMPO DI GOOGLE (SUPERATO IN TERMINI DI PAGINE VISTE) E OFFRE RICERCHE IN BASE AI GUSTI DEGLI AMICI - NEL FRATTEMPO IL CREATORE DI “FACCIALIBRO” MARK ZUCKERBERG VIENE SPUTTANATO SUL GRANDE SCHERMO… 1 - APPLE COMPLETA LA RIVOLUZIONE TARGATA "I"...
Ernesto Assante per "Affari e Finanza" de "la Repubblica"

 

(...) Musica, cinema, televisione, videogiochi, foto, internet. Cosa manca? all'appello mancava solo un social network e la Apple ha pensato di scendere anche in questo campo con Ping, un "social network" legato ad iTunes, un passo avanti e un idea nuova nella concezione che Apple ha della rete e delle possibilità di evoluzione delle community. Che le community musicali siano un ambito promettente e interessante è evidente a tutti, ma allo stesso tempo sono evidenti i relativi successi ottenuti in questo campo, come dimostra MySpace, che nonostante la cura Murdoch non è mai decollato del tutto.

 

iTunes, però, a differenza dei concorrenti, compreso Facebook, ha un vantaggio enorme, i suoi account, milioni e milioni di persone fisiche, hanno una carta di credito collegata, e costituiscono, già oggi, il più grande negozio musicale del pianeta. L'aggiunta della socialità della condivisione, della communi, senza abbandonare il mercato, il negozio on line, un esperimento che se dovesse avere successo potrebbe arrivare lì dove Mark Zuckerberg o Rupert Murdoch non sono ancora riusciti ad arrivare.

2 - E ZUCKERBERG VUOLE SPAVENTARE GOOGLE...
Carlo Formenti per "CorrierEconomia"

Quando si tratta di tracciare scenari futuri, gli esperti di economia di rete sono spesso in disaccordo. Esistono tuttavia almeno due «leggi» su cui tutti sembrano essere d'accordo e che, almeno finora, hanno puntualmente trovato conferma nei fatti:

 

1) in rete i monopoli crescono in fretta e non vengono quasi mai scalzati da concorrenti che offrono lo stesso servizio, bensì da imprese che inventano nuove «killer application»;

 

2) quando le Internet company superano certe dimensioni critiche, sono fatalmente destinate a entrare in rotta di collisione, anche se operano in mercati diversi. L'esempio più recente e clamoroso di questa dinamica è la rivalità che oppone il re dei motori di ricerca, Google, al più diffuso dei social network, Facebook.

Secondo la società di ricerca comScore, nello scorso agosto, i navigatori americani hanno passato «solo» il 9,6% del loro tempo sui vari siti targati Google, a fronte del 9,9% trascorso su Facebook.

 

A prima vista, lo storico sorpasso non dovrebbe infastidire più di tanto i manager della società di Mountain View, visto che Facebook non si presenta come un competitor sul mercato della ricerca. Quest'ultima affermazione, tuttavia, potrebbe ben presto essere smentita. Non solo perché il social network si sta arricchendo di una serie di servizi che incoraggiano gli utenti a interrogare i propri amici su certi argomenti, ma anche perché Facebook ha da poco brevettato una tecnologia che consentirebbe di organizzare i risultati di una ricerca in relazione alla quantità e alla frequenza dei clic ricevuti dai membri di un social network.

Il successo di un motore come Google si fonda però sulla capacità di ordinare i risultati in base al loro valore «oggettivo», sancito dai voti (espressi in link) di centinaia di milioni di navigatori, per cui non dovrebbe temere la sfida di tecnologie che offrono risposte basate sulle opinioni soggettive di cerchie più o meno ristrette di amici, giusto?

Sbagliato! «Quello che pensano i vostri amici e le persone come voi - ha detto in una recente intervista l'analista di Forrester Research Augie Ray - è molto più importante di ciò che pensano tutti gli altri». Ecco perché Amazon consente ai clienti di connettersi ai propri account su Facebook, per verificare quali sono i libri preferiti dagli amici.

 

Ed ecco perché proliferano startup come TunerFisch, che invita gli utenti a condividere gerarchie di gradimento di film e tv show, o come Loopt, un social network dedicato esclusivamente alla «recensione» di ristoranti (il co-fondatore di Loopt, Sam Altman, sostiene che è venti volte più probabile che un cliente scelga un locale in base ai giudizi degli amici, piuttosto che alle risposte di un motore tradizionale).

Finora, nella storia del Web, le tecnologie che scommettono sull'intelligenza collettiva avevano sempre prevalso su quelle progettate per operare in ambienti chiusi. Le cose sembrano destinate a cambiare a mano a mano che alcuni «mondi chiusi» (come Facebook, iTunes, Amazon e altri) diventano talmente grandi da entrare in concorrenza con il «vecchio» web. Perché gli utenti di Facebook, ad esempio, non dovrebbero preferire un motore di ricerca «certificato» dalla comunità di appartenenza a un «generico» motore universale?

3 - QUANDO IL FONDATORE STUDIAVA AD HARVARD - IL FILM SULLE ORIGINI DI FACEBOOK
Da "CorrierEconomia"

 

Non trovi 500 milioni di amici senza farti nemici. Così recita la pubblicità del film Social network che debutterà nelle sale cinematografiche americane il primo ottobre e che racconta la nascita di Facebook creata da Mark Zuckerberg quando era uno studente ad Harvard.

 

È una grossa produzione hollywodiana di Columbia/Sony che preoccupa molto investitori e management di Facebook, per la cattiva immagine che getta sulla società. La trama è basata sul libro "The Accidental Billionaires" di Ben Mezrich, e contempla scene di sesso-droga-rock& roll, per rendere più eccitante una storia che riguarda computer e software.

 

Zuckerberg (interpretato da Jesse Eisenberg) ne emerge come un insicuro e odioso, insomma un «bad guy» intento a fregare i soci. Ne esce relativamente bene invece - anche perché impersonato dal cantante Justin Timberlake - Sean Parker, il fondatore di Napster (sito pioniere della musica online) e presidente di Facebook nella fase iniziale.

Avvocati e manager di Facebook non sembrano per ora intenzionati a querelare i produttori del film, che hanno definito «pura fiction».

 20-09-2010]

 

 

 SALTA LA TESTA DEL PAPÀ DELL'IPHONE
Il Giornale -
Saltano le teste alla Apple dopo le critiche sul design dell'antenna del nuovo iPhone. Mark Papermaster, il top manager responsabile dell'hardware degli iPhone e iPod, ha lasciato e sarà sostituito da Bob Manfield, finora responsabile dei pc Macintosh. A luglio l'amministratore delegato Steve Jobs si era dovuto scusare con i clienti e aveva promesso di risolvere l'«Antennagate», come è stato ribattezzato sui blog il problema dei nuovi telefonini che non hanno segnale quando vengono impugnati in alcune posizioni.

Nei giorni scorsi era anche emerso che l'iPhone e altri prodotti Apple sono vulnerabili agli attacchi degli hacker che, a causa di alcune falle nel sistema operativo, potrebbero appropriarsi dei dati degli utenti e intercettare le loro conversazioni. L'allarme è stato lanciato dal sito web della Certa, l'Authority francese per la sicurezza informatica.

18.08.10

 

ARRESTATO IL MEJO HACKER DEL MONDO - SLOVENO DI 23 ANNI, NOME D’ARTE: ISERDO – VENDEVA UN VIRUS CHE FORNIVA AI CRIMINALI MIGLIAIA DI CODICI E PASSWORD – OBIETTIVO: RUBARE ALLE AZIENDE RICCHE - PER ARRESTARLO L’FBI HA CREATO UNA TASK FORCE DI 100 ESPERTI – E AL PARI DEI PEGGIO TERRORISTI DI AL QUAEDA, L’IDENTITÀ E I CAPI D’ACCUSA SONO ANCORA TOP SECRET

 

Maurizio Molinari per "la Stampa"

Iserdo è caduto in trappola in una strada di Maribor, in Slovenia: era l'hacker più ricercato dall'Fbi e gli agenti federali sono riusciti ad ammanettarlo al termine di un'indagine durata cinque mesi, che ha coinvolto 190 nazioni e che, per dimensioni e mezzi impiegati, non ha nulla da invidiare alla caccia ai terroristi di Al Qaeda.

 

Ad appena 23 anni Iserdo, questo il soprannome del ragazzo da hacker, era riuscito a creare nel dicembre 2008 un «botnet» che ha colpito almeno la metà delle 1000 aziende che compaiono nella classifica di Fortune e circa 40 delle maggiori banche internazionali.

 

L'intenzione è stata sin dall'inizio quella di svaligiare le imprese più ricche del Pianeta adoperando i loro computer come se fossero dei Cavalli di Troia, per entrare nelle casseforti senza neanche farsi vedere. Il «botnet» è infatti un network di computer dirottati. Iserdo lo aveva creato vendendo - per cifre che andavano dai 500 ai 1300 dollari - un particolare virus informatico ad altri hacker, un virus che assicurava la possibilità di infiltrarsi nel computer della vittima designata a sua totale insaputa, impossessandosi dei dati bancari, dei codici delle carte di credito, delle password e delle identità personali in maniera tale da spostare illegalmente fondi per una cifra complessiva difficile da stimare, ma comunque da capogiro.

 

Come ha spiegato dopo l'arresto Jeffrey Troy, vice direttore della divisione cybernetica dell'Fbi, «Iserdo era l'equivalente di un boss del crimine organizzato che fornisce a delinquenti comuni chiavi di porte, informazioni dettagliate sugli orari dei proprietari e mappe delle case da svaligiare, facendo attenzione a non esporsi mai in prima persona». A tradire questa sorta di gangster del web sono stati tre pesci piccoli, ovvero tre hackers spagnoli che la polizia di Madrid ha arrestato cinque mesi fa, ottenendo da loro le informazioni che hanno messo l'Fbi sulla pista giusta.

 

Una volta individuato in Slovenia il rifugio dell'hacker, l'Fbi ha avvertito la polizia criminale di Lubiana ed è stato messo a segno il blitz che ha portato all'arresto. Per il «botnet» più aggressivo finora creato su Internet, Iserdo aveva scelto il nome spagnolo di «Mariposa» - farfalla - perché il virus riusciva a posarsi sul computer delle vittime senza che nessuno se ne accorgesse. In queste ore l'Fbi sta mettendo assieme tutti i tasselli, prevedendo «numerosi arresti nelle prossime settimane» in più Continenti.

Per l'esperto di sicurezza online Rik Ferguson, interpellato dalla tv Bbc, «il tallone d'Achille di Mariposa si è rivelato essere l'eccessivo successo avuto» ovvero «la facilità con cui si è diffuso esponendo il creatore al rischio di essere identificato». La debolezza dei «botnet» è infatti proprio nelle dimensioni: più si allargano più si espongono al rischio di essere scoperti e smantellati.

 

L'indagine resta tuttavia circondata dal più stretto riserbo al fine di non perdere l'effetto sorpresa: la vera identità di Iserdo non è stata resa nota, si sa solamente che l'arresto è avvenuto a Maribor dieci giorni fa e che l'hacker è stato rilasciato, probabilmente perché ha accettato di collaborare, e si trova adesso in una località top secret.

 

Neanche i reati per cui è incriminato sono stati resi pubblici, proprio come avviene nel caso dei terroristi di Al Qaeda detenuti in località segrete o imprigionati a Guantanamo. Di certo, la collaborazione del super hacker è più importante dell'arresto perché può consentire agli inquirenti di accelerare l'identificazione dell'esercito di piccoli criminali cybernetici che ha creato, inviando ad ognuno di loro una semplice email con allegato il pacchetto contenente il virus con cui aggredire banche e aziende finanziarie per un totale di almeno 12 milioni di computer.

 

Per arrivare a Iserdo l'Fbi ha creato una task force di cento alti funzionari, arruolando contractors civili, giovani ricercatori cybernetici e esperti di Internet che sono riusciti a ricostruire le diramazioni del «botnet» in 190 nazioni nonché una struttura informatica del virus molto sofisticata, come dimostra il fatto che era più impenetrabile del «botnet» che questa primavera ha aggredito Google in Cina rubando gli indirizzi email di molti dissidenti.

«Mariposa era senza dubbio uno dei più estesi botnet del mondo» ha aggiunto Troy, spiegando che adesso la task force si concentrerà sul prossimo obiettivo ovvero il «botnet» denominato «Conflicker» che spinge i computer a «creare danaro in maniera ordinaria, inviando migliaia di spam oppure diffondendo falsi software antivirus» attraverso Internet.

 

29-07-2010]

 

 

 APPLE: SCUSE AI CLIENTI, I-PHONE SOVRASTIMANO SEGNALE...
(AGI/REUTERS) - Apple ha comunicato che gli iPhone sovrastimano il segnale di rete, e ha promesso di risolvere il problema nelle prossime settimane. L'ammissione giunge dopo i reclami di alcuni utenti riguardo al design dell'antenna. Apple oggi si e' scusata in una lettera aperta e si e' detta "stupita di scoprire che la formula" usata per calcolare l'intensita' di campo "e' completamente sbagliata", e che l'errore esisteva gia' sul primo iPhone.

La compagnia di Cupertino, che ha lanciato il primo modello nel 2007, ha detto che nelle prossime settimane rilascera' un aggiornamento di software che comprendera' una formula consigliata da AT&T , provider esclusivo degli iPhone negli Usa.

Apple ha spiegato che quando sul display del telefono le tacche che indicano il segnale calano rapidamente, probabilmente l'utente si trova in una zona dove il campo e' debole. "Gli utenti che notano un calo di diverse tacche quando impugnano i loro iPhone in un certo modo, probabilmente si trovano in un'area dove il segnale e' debole, ma non lo sanno perche', sbagliando, gli indichiamo 4 o 5 tacche", si legge nella lettera.

10.07.10

 

 CALA IL SIPARIO SUL WEB-PIONIERE IOL ...
S. Fi. Per "il Sole 24 ore" - Scompare, anche formalmente, l'ultima vestigia della New Economy italiana: Italia On Line, il primo portale internet italiano. Nei giorni scorsi Wind ha varato un riassetto interno: Iol ed Enel.net sono state fuse nella capogruppo per sfoltire e snellire gli assetti societari. Nato nel 1994, agli albori del web, Iol è stato il precursore dei tempi (con Arianna il primo motore di ricerca italiano), il tutto sotto l'egida di Olivetti che in quegli anni lanciò Omnitel (poi divenuta Vodafone Italia).

Già da molto tempo la compagnia di tlc guidata da Luigi Gubitosi e di proprietà del magnate egiziano Naguib Sawiris aveva inglobato tutte le attività internet sotto il marchio Libero (a seguito dell'acquisizione di Infostrada). Ora anche la società viene incorporata nel gruppo, ma non verrà meno il legame col passato: Antonio Converti, il papà di Iol, è la mente dietro Libero.

10.06.10

 

 

MEDIA WARS – FINISCE L’ERA DI BILL GATES! IL NUOVO I-GOD È STEVE JOBS, IL PROFETA CHE HA FATTO RESUCITARE LA MORIBONDA APPLE - ANCHE SE 9 COMPUTER SU 10 HANNO WINDOWS, STEVE È ARRIVATO AL MOMENTO GIUSTO, SFORNANDO LE TRE “I” (“IPOD”, “IPHONE” E “IPAD”) – ORA L’AZIENDA DELL’I-GOD SI GODE IL PODIO A WALL ST. (E IL ’BUROCRATE’ GATES PERDE IL PRIMATO DELL’UOMO PIÙ RICCO DEL MONDO)…. 1 - APPLE-MICROSOFT, STORIA DI UN SORPASSO...
Francesco Semprini
per "La Stampa"

Stavolta a decretare la fine di un'era a Silicon Valley è stata Wall Street. Da mercoledì Apple è la più grande azienda hi-tech del mondo, anche più di Microsoft, che si è vista superare in termini di capitalizzazione di mercato grazie alla più forte resistenza del titolo della Mela ai tumulti economico-finanziari di questi anni.

Tanto che il sorpasso è avvenuto in retromarcia: è stato sufficiente per Apple contenere le perdite all'1,1% e fermare il flottante a 222,1 miliardi di dollari. Mentre il gruppo fondato da Bill Gates, complice una serie negativa di sette sedute (la più lunga dal 2007), ha archiviato le contrattazioni lasciando sul terreno il 4% a 219,2 miliardi di dollari.

Per gli amanti delle statistiche il cambio ai vertici è avvenuto alle 14 e 30 ora di Wall Street (le 20.30 in Italia), quando il ticker AAPL ha scavalcato quello MSFT, diventando secondo solo ad Exxon, il colosso petrolifero considerato il gruppo più grande al mondo con 282 miliardi di capitalizzazione.

E' chiaro tuttavia che non sono stati i trader a spingere il sorpasso. Solo 10 anni fa la società di Cupertino era data per morta, oggi invece è il simbolo dello strapotere dei consumatori. «La crescita in termini di valore sottintende un cambiamento culturale - spiega il "New York Times" -. Le richieste dei consumatori hanno surclassato i bisogni delle imprese quale forza plasmante degli orientamenti tecnologici».

Quanto accaduto a Wall Street non è semplicemente riflesso di un mutamento negli equilibri dicotomici tra Mac-Pc, o del duello delle icone di Silicon Valley, ovvero Steve Jobs e Bill Gates. La realtà è un'altra: Microsoft con Windows e Office ha dominato il rapporto uomo-computer per oltre due decenni nel mondo, tanto da divenire più volte oggetto di indagine dell'anti-trust.

Ma oggi i clic lasciano il posto allo scorrere del dito sul «touch-screen». Oggi il miglior amico tecnologico dell'uomo non si trova più sulla scrivania, ma nel palmo di una mano. Ed Apple è nel posto giusto al momento giusto, grazie alle tre «i», «iPod», «iPhone» e «iPad».

Nonostante il successo dei computer, il colosso della Mela incassa i due terzi dei ricavi da telefoni e lettori digitali. Nel 2009 sono stati venduti 172 milioni di smartphone e 306 milioni di pc, ma nel primo caso la vendita è cinque volte superiore al secondo. Microsoft ha venduto 15,9 milioni di smartphone, il 9% in più rispetto all'anno precedente, Apple ne ha venduti 24,9, il doppio del 2008. Redmond continua ad essere un colosso dai margini di profitto buoni e dai ricavi più elevati, nove computer su 10 hanno come sistema Windows e ogni giorno 500 milioni di persone usano Office. Ma Apple ha profitti più alti e margini di crescita più ampi.

Negli Anni 70 Microsoft si impone sul mercato, mentre Apple occupa le nicchie. Nell'85 Jobs viene allontanato e per molti Cupertino è destinata a chiudere. Così non è. La società naviga a vista sino al ‘96, quando il ritorno di Jobs e un investimento di 150 milioni di dollari consentono la risalita. «Gates è stato definito un grande uomo d'affari, ma voleva essere visto come profeta dell'hi-tech; Jobs è considerato un profeta, ma voleva essere visto come un businessman - dice Alan Deutschman, autore di "The Second Coming of Steve Jobs" -.

Con il sorpasso di mercoledì Jobs ha dimostrato di essere entrambi». Ora però il re di Cupertino non può adagiarsi. C'è l'insidia Google con Android e Hp ha investito 1,2 miliardi nell'acquisto di Palm, candidandosi a diventare il quarto polo degli smartphone. Le partita si combatterà a colpi di touch-screen.

2 - STEVE IL GURU CONTRO BILL IL BUROCRATE...
Anna Masera
per "La Stampa"

Così è arrivato il giorno del sorpasso, fra i due eterni rivali dei computer: su Internet i buontemponi si stanno divertendo con un montaggio fotografico e vignetta di un ipotetico incontro fra Bill Gates, co-fondatore di Microsoft, e Steve Jobs, co-fondatore di Apple. Seduti uno di fronte all'altro entrambi su simili sedie rosse, Gates con la sua solita camicia da ufficio azzurra, Jobs con l'eterna dolcevita nera, due look-simbolo di due modi di essere completamente diversi, nello sketch immaginario chiacchierano amabilmente: «Ti ricordi quando eravamo poveri?» chiede Jobs a Gates. «No» risponde Gates. «Nemmeno io!» risponde Jobs. E giù risate.

Già: il fatto che da ieri Apple batta per capitalizzazione Microsoft, nota per essere l'azienda del software n.1 al mondo, significa che Wall Street scommette che l'iPad - il computer tavoletta della Mela - macinerà soldi per Jobs. Eppure a credere per primo nel concetto di computer-tavoletta fu Bill Gates, che già nel Duemila lanciò il Pocket Pc e nel 2002 ci riprovò con il Tablet Pc: antesignani dell'iPad mai decollati. Il tempismo è tutto, nel veloce mondo dell'informatica, che sforna novità in continuazione: il fatto è che nel 2002 non c'era la tecnologia «touch screen» di oggi, che permette di sfogliare le pagine e scrivere con un tocco. E il pennino sullo schermo dei palmari non è mai stato popolare. Roba da computerari, non da far sognare.

E' proprio questa la differenza più eclatante fra i due personaggi, Jobs e Gates, e le due aziende, Apple e Microsoft. La Apple ci ha scherzato sopra nei suoi spot, con l'allegro ragazzo Mac che si confrontava con il grigio burocrate del personal computer: «Hi, I'm a Pc». La Apple ha puntato sulla creatività e la capacità di «think different», pensare «diverso». La Microsoft invece fin dall'esordio ha puntato sulle abilità di marketing del suo capo, quando sfornò il primo linguaggio informatico Ms-Dos, a rischio di essere tacciata di plagio.

Oggi il suo slogan cerca di guardare lontano dai computer da ufficio, per mostrarsi aperta al mondo creativo che preferisce Apple: «Your potential, our passion». E sebbene Gates si sia dimesso dall'azienda già da due anni per occuparsi di attività filantropiche con la moglie Melissa, lasciando le redini al manager Steve Ballmer, nell'immaginario collettivo resta l'occhialuto rivale di Jobs, fin da quando entrambi fondarono nel 1976 le loro aziende nei garage di casa.

Finché Apple produceva solo computer, era un'azienda di nicchia per grafici e artisti, mentre Microsoft macinava miliardi creando software versatili e stringendo alleanze con tutti i produttori, persino con Apple. Da due anni a questa parte Bill Gates non è più l'uomo più ricco del mondo secondo la classifica di Forbes e Microsoft, condannata per abuso di posizione dominante, scommette sul motore di ricerca Bing per far concorrenza a Google.

Da quando i nostri computer li vogliamo in tasca, sempre connessi a Internet, e soprattutto facili da usare, è vincente il carismatico Jobs, che con le sue interfacce «user friendly» offre al pubblico un mondo digitale semplificato. Su Internet c'è chi propone: mandiamo Steve Jobs alla Microsoft. E ne vedremo delle belle. [28-05-2010]

 

 

LA “MELA” DALLE MILLE CONTRADDIZIONI – A COSA SERVE UNA TAVOLETTA PRIVA DI TASTI, SENZA PORTE USB E VIDEOCAMERA? - PERCHÉ ACQUISTARE UN CELLULARE COSTOSO, CHE NON TELEFONA BENE, MA FA MILLE COSE INUTILI E DIVERTENTI? – PERCHÉ AVERE 40MILA CANZONI IN TASCA? - L’I-GOD STEVE JOBS NON RISPONDE, MA CREA BISOGNI SUPERFLUI E FA RIEMPIRE I NEGOZI – E GIÀ CRESCE L’ATTESA PER IL NUOVO IPHONE… Bruno Ruffilli per "La Stampa"

A chi e a cosa serve un computer-tavoletta privo di tasti, senza porte usb né videocamera? L'iPad arriva oggi nei negozi europei senza aver risposto alla domanda, ma con un milione di esemplari venduti negli Usa in appena quattro settimane. Di centomila prenotazioni in Italia e di un clamore mediatico senza precedenti.

O meglio, i precedenti esistono, e sono ancora Apple: l'iPod prima, l'iPhone poi. Nemmeno loro hanno risposto alle domande sollevate: perché passare l'intera giornata con le cuffiette bianche nelle orecchie e 40 mila canzoni nel taschino? Perché acquistare un cellulare costoso, che non è un granché per telefonare però sfiorandolo con un dito fa mille cose inutili e divertenti?

L'ultima crociata di Steve Jobs è contro i bottoni. Ma da quando è a capo di Apple (dal ‘76 a oggi, a parte un esilio di dodici anni), Steve Jobs crea bisogni, inventa necessità, stimola pulsioni di possesso insieme perfettamente logiche e profondamente irrazionali. Sa quello che i consumatori vogliono anche se loro stessi ancora lo ignorano. A un certo punto, ad esempio, decise che i computer non avevano più bisogno dei floppy disk. Era il 1998 e le chiavette Usb non si vendevano ancora, internet non era così diffusa (e molto lenta), ma l'iMac poteva scambiare file solo in allegato a una mail.

Per entrare nell'élite che usava il computer colorato come il mare di una città australiana serviva un lettore di floppy esterno: un disagio sopportato stoicamente dagli adepti. Progettato con maniacale cura da Jonathan Ive - che poi firmerà tutti i prodotti Apple - l'iMac cambiò l'aspetto dei computer; era tondeggiante, amichevole, facile da usare. Univa praticità e sentimento, informatica e design. Jobs lo ha ripetuto, lo scorso gennaio, presentando l'iPad: Apple è da sempre al crocevia tra scienza e arti liberali.

La musica, per dirne una: 250 milioni di iPod fa c'era solo il walkman, oggi l'azienda di Cupertino (che nel frattempo non si chiama Apple Computer, ma Apple e basta) è il primo negozio nel mondo di rock, pop, classica. Oltre dieci miliardi di canzoni vendute, una superiorità così schiacciante che gli Usa hanno avviato un'indagine per sospette pratiche monopoliste. Roba da Microsoft. Eppure anche con iTunes Store, Jobs ha saputo creare un bisogno: dopo Napster erano pochissimi quelli che sentivano la necessità di acquistare canzoni sul web, pieno di file Mp3 da scaricare gratis.

Sette anni dopo, non sono abbastanza da sconfiggere la pirateria, ma sufficienti per prospettare alle case discografiche una via d'uscita dalla crisi che le ha devastate negli ultimi anni. Jobs li ha convinti con la buona qualità dell'audio, la velocità del download, la facilità d'uso.

Ha condotto una battaglia personale contro le odiose limitazioni imposte dalle major: all'inizio i brani acquistati potevano essere ascoltati solo sull'iPod, oggi sono leggibili da tutti i lettori. E infine ha pensato anche ad abbinare agli anonimi file musicali i testi e le copertine, come nei dischi. Che si sfogliano, quasi fossero le vecchie collezioni di ellepì. Nostalgia e tecnologia.

Sconfitto il cancro, rinato grazie ad un trapianto di fegato (e diventato sostenitore della donazione di organi), per Jobs questo 2010 sarà un anno da ricordare. E anche per Apple: le novità in programma sono parecchie, a cominciare dalla Worldwide Developers' Conference che si apre il 7 giugno a San Francisco, dove con ogni probabilità sarà presentato il nuovo iPhone. Perché il segreto è sì pensare diversamente, ma anche saper riconoscere il valore degli avversari: l'ultimo si chiama Google.

 [28-05-2010]

 

 

STEVE JOBS HA QUATTRO CERVELLI (OLTRE AL SUO) – DIETRO AI SUCCESSI DEL GURU DELLA APPLE CI SONO 4 UOMINI GIOVANI E GENIALI – SCHILLER (RESPONSABILE MARKETING) E FORSTALL (SOFTWARE) SI GODONO I RIFLETTORI ALLE STORICHE PRESENTAZIONI-SHOW DELLA APPLE – DIETRO LE QUINTE CI SONO CUE (CREATORE DI ITUNES) E IVE (IL FAMOSO DESIGNER CHE SI STAVA PER LICENZIARE MA CHE VENNE RIABILITATO DA JOBS NEL ’92)….

Maria Teresa Cometto per "il Corriere Economia"

FORSTALL - CUE - SCHILLER - IVE

Dietro l'iPad - e gli altri successi di Apple, dall'iMac all' iPod e iPhone - non ci sono solo il genio e la visione di Steve Jobs. C'è il lavoro duro di quattro uomini, tutti più giovani del 55enne fondatore dell'azienda di Cupertino: il capo del design Jonathan Ive, 43 anni; il creatore dell'iTunes e degli altri servizi Internet Eddy Cue, 45 anni; il responsabile del marketing Phil Schiller, 50 anni; e quello del software dell'iPhone, il quarantenne Scott Forstall. Jobs li ha voluti al suo fianco quando è tornato a dirigere la Apple nel 1997 e la sua selezione è stata azzeccata.

di Apple con iphone

ALL'OMBRA DI STEVE
Due di loro sono facce note anche al largo pubblico dei fan della «Mela»: Schiller e Forstall sono protagonisti delle più importanti presentazioni pubbliche dei prodotti Apple. Ive e Cue invece lavorano dietro le quinte e sono gelosi della loro privacy.

Ive cerca di difenderla in tutti i modi: non rivela neppure il giorno preciso in cui è nato a Londra, in Inghilterra; non parla della moglie Heather, una studiosa di storia, né dei loro due figli gemelli; vive in una casa modesta vicino a San Francisco e il suo unico «lusso» apparente è guidare un'Aston Martin.

È notoriamente modesto, schivo, evita i riflettori e concede pochissime interviste, anche se ha ricevuto i più prestigiosi premi per il design - come il Royal Designer for Industry della britannica Royal Society of Arts - e le sue creazioni sono esposte nei musei di tutto il mondo compreso il MoMa di New York. Dopo aver studiato Industrial Design al Newcastle Polytechnic, si era trasferito dalla Gran Bretagna all'America nel 1992 per lavorare alla Apple, ma lì era finito per essere sottoutilizzato e annoiarsi.

 

Quando Jobs, al suo ritorno nel '97, lo chiamò per un colloquio, Ive si presentò con la lettera di dimissioni nella tasca dei jeans e invece ricevette il via libera per scatenare la sua creatività. Da li è nato il rivoluzionario iMac e il resto è storia: l'iPod, l'iPhone e ora l'iPad, tutti prodotti caratterizzati da uno stile sempre più minimalista e capace di far appello alle emozioni del consumatore.

 

Cue, laureato in Scienze del computer ed economia alla Duke University, era entrato nel settore IT di Apple come collaboratore al più basso livello e ci era rimasto duranti i bui Anni '90. Dopo il '97 Jobs l'ha riscoperto affidandogli un incarico cruciale: risolvere i problemi di MobileMe, il servizio Internet che Apple offriva all'epoca e che « semplicemente non era all'altezza dei nostri standard», secondo parole dello stesso Jobs.

NASCITA DI UN ALTRO MITO
Così Cue ha creato iTunes, il negozio online che ha cambiato per sempre il mondo della musica. Ha maniere molto amichevoli e alla mano, ma è stato capace di negoziare con le case discografiche e gli studios di Hollywood i contratti che hanno permesso ad Apple di diventare leader nelle vendite di canzoni e video via Internet. Ora si occupa anche dell'Apple Store, il «negozio» da cui gli utenti dell'iPhone e dell'iPad possono scaricare 150 mila applicazioni e che genera 2,5 miliardi di dollari di ricavi annui, un terzo dei quali va alla stessa Apple.

 

Chi ha sviluppato il software dell'iPhone e il suo interfaccia, spianando la strada ora all'iPad, è Forstall, che lavorava con Jobs già alla NeXT, la società di computer fondata da Jobs dopo essere stato estromesso dalla Apple: con lui è passato a Cupertino nel '97. Con laurea e master in Scienza dei Computer della Stanford University, Forster è uno degli architetti del sistema operativo Mac OS X: a lui Jobs passa la parola quando deve spiegare i dettagli di come funziona il « cervello » dei suoi prodotti agli sviluppatori indipendenti di software, durante eventi importanti come la Worldwide Developers Conference.

Schiller ha completamente sostituito Jobs nelle grandi presentazioni pubbliche quando il ceo di Apple era malato, il 6 gennaio e il 9 giugno dell'anno scorso. È il suo più «anziano» luogotenente in tutti i sensi: sia per età sia per i 17 anni di esperienza a Cupertino, che aveva lasciato nel '93 per tornarci nel '97 insieme allo stesso Jobs.

È lui lo stratega delle campagne capaci di creare spasmodica attesa per i nuovi prodotti Apple e secondo una fetta dei fan della «Mela » sarebbe il successore più adatto al trono di Jobs, anche se durante l'assenza del Ceo per malattia la gestione dell'azienda nel 2004 e nel 2009 era stata affidata al chief operating officer Timothy Cook.

 

 

[12-04-2010]

 

 

PROVA AD INTERCETTARMI (MINKIA CHE NOKIA!) – POLITICI, MAFIOSI, FACCENDIERI E AZIENDE POSSONO DORMIRE SONNI TRANQUILLI - UN NUOVO SOFTWARE PER NOKIA (IN ARRIVO SU BLACKBERRY E IPHONE) BLOCCA LA INTERCETTAZIONI – IL SERVIZIO COSTA SOLO 400€ L’ANNO - SE A DISPORRE L'ASCOLTO È UN PM, IL CLIENTE VIENE AVVISATO - TUTTO LEGALE? PER ORA SÌ…

Federico Ferrazza per "l'Espresso"

In un'epoca come la nostra, dove le tecnologie per comunicare la fanno da padrone, tutelare la privacy è sempre più complicato. Da tempo si trovano in vendita (o talvolta anche gratis) tantissimi strumenti che consentono di intercettare le telefonate (e in generale le comunicazioni) del nostro partner, del nostro concorrente sul lavoro e di qualunque altra persona vogliamo conoscere le conversazioni.

Si tratta di strumenti più o meno legali (spesso usati da pofessionisti, come investigatori privati) e sono sia software (che si installano sul dispositivo - pc o telefonino - da intercettare) sia hardware (microspie e simili) disponibili a basso costo (al massimo qualche centinaia di euro) e acquistabili in maniera completamente anonima, per esempio via Internet.

 

Il problema delle intercettazioni, insomma, non riguarda solo i politici: spesso a origliare quello che diciamo sono soggetti privati che hanno interesse a farlo per motivi diversi (segreti industriali, vertenze di lavoro, divorzi, eccetera). Si capisce così come mai le tecnologie anti-intercettazione siano sempre più ricercate sul mercato. Ecco perché addirittura uno spin-off del Politecnico di Milano (e dell'Università della Svizzera italiana) si è tuffato in questo settore.

L'azienda si chiama Khamsa, è completamente italiana e il suo staff è composto da circa 15 persone, per lo più sviluppatori, che hanno appena lanciato un software (chiamato PrivateGSM) che promette di rendere impossibile qualsiasi tipo di intercettazione telefonica sul cellulare. Per blindare le proprie telefonate in questo modo non c'è bisogno di alcun apparecchio particolare, ma solo di un programma. Per acquistarlo (al prezzo di 400 euro l'anno più Iva o di 45 euro al mese) bisogna andare sul sito della Privatewave e fornire il proprio numero di cellulare al quale arriva un sms con un link per scaricare e installare il software sul telefonino.

In pochi clic il programma è pronto all'uso. Ed è anche semplice: per effettuare una chiamata 'segreta' basta digitare prima del numero il prefisso 801. Ma attenzione, non è sufficiente che solo uno dei due telefoni sia munito del software: è necessario che ci sia su tutti e due i cellulari. Per questo è possibile invitare i contatti che si hanno in rubrica a scaricare gratis il programma.

 

"Una volta che anche il destinatario ha installato il software, la telefonata è al riparo da intercettazioni: ma attenzione, solo se la chiamata parte dal cellulare per il quale si è pagato il software e arriva a quello per cui invece il programma è stato scaricato gratis", spiega Carlo Marchini, amministratore delegato di Khamsa: "In altre parole, chi ha comprato il software può telefonare in modo sicuro a tutte le persone 'invitate'. Ma se queste vogliono a loro volta telefonare al riparo di intercettazioni, anche loro devono comprare il software".

 

Per ora il programma funziona solo sulla maggior parte dei Nokia ("Soprattutto di terza e quinta generazione", dice Marchini), una scelta strategica fatta anche dai concorrenti della Khamsa perché i telefonini del colosso finlandese sono i più diffusi al mondo: presto, però, il software anti-intercettazioni sarà disponibile anche per Blackberry e iPhone. "I clienti che si rivolgono a noi sono di quattro tipi", continua Marchini: "Governi o amministrazioni pubbliche, aziende che vogliono tutelare i loro segreti industriali (ce ne sono anche alcune italiane quotate in Borsa), professionisti (avvocati, commercialisti, consulenti) e non profit alle quali regaliamo fino a 50 licenze ciascuna".

Il programma - che è completamente open source - sfrutta il sistema di trasmissione Csd, quello che per esempio permette di inviare dei fax direttamente dal cellulare. In poche parole quando si effettua una telefonata si crea una chiave di criptazione, parte la connessione Csd (e non Gsm come avviene di solito) e alla fine della chiamata la chiave viene distrutta (e ne viene creata una nuova alla telefonata successiva).

 

Per la protezione dei dati viene usato il protocollo Zrtp, sviluppato da Phil Zimmermann, uno dei principali esperti di crittografia del mondo. Il sistema di trasmissione Csd, però, non è supportato ovunque e da tutti gli operatori: per questo c'è già una versione Voip (ora in fase di test) che fa passare la comunicazione su protocollo Internet (e non Csd), accessibile in tutto il mondo.

Il cellulare con PrivateGSM è anche a prova di pubblico ministero. E non perché impedisca all'utente di essere intercettato nel corso di un'indagine. Ma perché se un pm dispone un'intercettazione deve chiedere all'azienda di sospendere il servizio. Khamsa obbedisce ma, contemporaneamente, con un sms avverte il suo cliente che il servizio è stato sospeso.

In altre parole, in questo modo il cliente sa che da quel momento c'è un giudice che lo vuole intercettare. "Il nostro software è contro le intercettazioni illegali, ma se un cliente acquista un nostro prodotto deve essere informato anche quando ciò che ha comprato non funziona più", spiega Marchini. Tuttavia qualche dubbio di legalità e di opportunità affiora, perché di fatto il software rivela l'indagine di un magistrato, mettendo in guardia l'interessato: una manna per faccendieri e mafiosi.

 

Lo spin off del Politecnico di Milano non è comunque l'unica azienda che si occupa di anti-intercettazioni. All'estero, per esempio, ce ne sono diverse. Tra le più famose l'israeliana Gold Lock e la britannica Cellcrypt. Tutte queste società, Khamsa compresa, hanno un approccio simile: puntare sul software (a un prezzo variabile tra 360 e 1.300 euro) e non sul dispositivo il quale, dal punto di vista hardware, non ha nulla di diverso dagli apparecchi 'normali'.

Anche in Italia c'è qualche 'realtà software'. E che non è solo specializzata nel criptare le telefonate. Ma, per esempio, nello scovare programmi spia all'interno del nostro cellulare. è il caso della Ko Spy. Dal sito di questa azienda, infatti, si può scaricare un software (costa 99 euro) che controlla se un telefonino è stato manipolato per catturare tutte le conversazioni che passano attraverso quel terminale.

Se si fa un giro su Internet, poi, si scoprono diversi siti (più o meno credibili) che offrono il pacchetto completo (telefonino più software anti-intercettazioni già installato): un'offerta interessante anche se il prezzo - soprattutto per chi ha già un cellulare - non è molto conveniente, in media sopra i 1.000 euro. Sul sito Spycall.it, inoltre, c'è addirittura in vendita un telefono cordless per la casa dotato di sistema anti-intercettazioni.

Oltre che al lato software, le aziende del settore pensano anche all'hardware. Ci sono infatti alcune società che tutelano la privacy dei loro clienti con un cellulare dedicato. Ne sono un esempio la francese Thales che nei mesi scorsi ha annunciato un telefonino blindato (in commercio dal 2011) che sarà usato anche dal presidente Sarkozy o la torinese Caspertech che tra i suoi prodotti ha il Criptofonino che lavora su (quasi) tutte le reti di telecomunicazione.

C'è infine un ultimo modo (che non coinvolge né software né hardware) per tutelare la privacy delle proprie telefonate: acquistare delle Sim anonime che non indichino a chi appartiene l'utenza. Gli operatori italiani, quando sottoscrivono un nuovo contratto, sono obbligati a richiedere le generalità dell'utente.

Ma le telco straniere no. E proprio su questo meccanismo si basa parte dell'offerta della Mobile Security - società che opera in Italia ma con sede in Inghilterra, altrimenti da noi sarebbe fuori legge - che sul suo sito spiega che "il diritto all'anonimato nelle comunicazioni telefoniche è stato reso impossibile dalla legge Pisanu".

"Quello che facciamo, quindi, è comprare delle Sim sul mercato internazionale e darle ai nostri clienti", spiega a 'L'espresso' Luigi Camporesi, direttore tecnico della Mobile Privacy: "La Sim costa 20 euro e le tariffe delle chiamate (che sono di fatto internazionali) è di 25 centesimi al minuto".

L'offerta è valida per un mese (o fino a quando finiscono i cinque euro precaricati sulla card), dopodiché bisogna registrare la Sim e dare le proprie generalità all'operatore straniero (mantenendo comunque l'anonimato in Italia). I modi sono due: o si invia un proprio documento d'identità alla Mobile Security (che pensa a tutta la pratica, per poi rispedire il documento al proprietario) o - per garantire ancora di più l'anonimato - per 80 euro è la stessa azienda britannica che intesta l'utenza a una delle sue società.

[01-04-2010]

 

 

GOOGLE SOCIAL NETWORK – IL COLOSSO DI MOUNTAIN VIEW NON SI FERMA MAI! - BRIN LANCIA “BUZZ”, UN SOCIAL NETWORK CHE PONE IL MOTORE DI RICERCA IN DIRETTA COMPETIZIONE CON FACEBOOK E TWITTER – PARTONO ANCHE LE SPERIMENTAZIONI PER LA BANDA LARGA SUPERVELOCE – “VOGLIAMO COSTRUIRE UNA RETE ELETTRICA INTELLIGENTE – LA CINA? DOPO LE OLIMPIADI I PROGRESSI DEGLI ULTIMI ANNI SONO STATI AZZERATI…

Paolo Pontoniere per "la Repubblica"

La lunga marcia di Google per diventare l'azienda più rilevante degli Stati Uniti, e non solo in campo digitale, ha subito una ulteriore accelerazione con il lancio di Buzz, un sistema che trasforma Gmail in una sorta di social network e che la pone in diretta competizione con Facebook e Twitter.

 

Senza contare l'anticipazione che proprio ieri ha pubblicato il Wall Street Journal online: il colosso dell'informatica ha avviato una serie di test per collegare alcune città americane ad una nuova rete Internet da un gigabit al secondo, cioè 100 volte superiore alla banda larga attuale.

Ma le mire di Google non si limitano solo a Internet. Dalla Cina allo scontro con Apple, dalla privacy alle energie rinnovabili, il gigante di Mountain View sta diventando la pietra angolare con la quale si devono confrontare operatori economici e politici di tutto il mondo. Il co-fondatore Sergey Brin difende la sua azienda di essere poco trasparente e di scivolare più o meno deliberatamente verso posizioni autoritarie e monopolistiche. E spiega la filosofia di Google.

 

Mister Brin, con Buzz le attività Internet di un utente finiscono tutte in una sola pagina, un modo semplice per aggiornarsi ma anche per essere controllati. Che farete per garantire la privacy? «Google ha uno dei migliori sistemi anti spam che esistano e sin dall'inizio ha posto la privacy degli utenti al centro della sua attività. Per adesso, a nostro parere, i vantaggi offerti da Buzz sono di gran lunga superiori ai pericoli che si corrono. Detto questo bisogna anche sottolineare che la salvaguardia della propria privacy è una responsabilità individuale di tutti gli utenti. Sono loro che devono adottare tutte le misure necessarie per difendersi».

Parliamo di Cina e di censura. Prima avete ceduto alle pressioni di Pechino e poi vi siete opposti, siete veramente decisi a difendere la libertà del web in quel paese? «La nostra posizione è chiara e l'abbiamo esplicitata sul nostro blog, le cose non sono cambiate, non c'è stato nessun progresso.

Google è fermamente decisa a difendere la libera circolazione delle informazioni e delle idee e non solo in Cina ma in qualsiasi paese. La situazione cinese ci preoccupa particolarmente. Dopo le Olimpiadi la privacy e la censura sono peggiorate nettamente. Prodotti come Youtube e Google Docs sono ancora bloccati e la quantità di informazioni censurate cresce di giorno in giorno.

Negli ultimi due-tre anni in Cina su questo fronte s'erano registrati dei progressi, ma i recenti attacchi e le posizioni assunte dalle autorità cinesi li hanno azzerati creando una situazione nella quale è molto difficile operare».

Coordinate le vostre posizioni con quelle dell'amministrazione Obama? «Coordinare è un termine forte, ma a Washington molti esprimono simpatia nei nostri confronti. E non solo all'interno dell'amministrazione Obama ma anche in altre aziende, in altri paesi e in altri governi».

E parlando di solidarietà aziendale, come va la vostra guerra con Apple? «L'ho sentito anche io che saremmo in rotta di collisione ma se si dà credito a tutti i pettegolezzi della stampa, anche su di me,e alle indiscrezioni che emergono dagli incontri riservati devo concludere che non sono del tutto accurati. Ma su questo argomento lascio la parola ai dirigenti di Apple, che amano tantissimo parlare di questa cosa».

Quindi non c'è scontro? «C'è competizione. Abbiamo di sicuro prodotti che si accavallano e una concorrenza salutare in quegli ambiti è naturale ma allo stesso tempo, in molti campi, siamo anche complementari. Personalmente ammiro la Apple e i suoi prodotti, infatti uso un Mac Book».

Dall'avvento dell'amministrazione Obama fate un gran parlare di energie rinnovabili e di rete elettrica intelligente, che ambizioni avete? «Vogliamo diventare operatori del settore e operare a largo raggio, non solo cercando di costruire una rete elettrica che sia più intelligente e che sia in grado di distribuire elettricità in maniera più razionale e sicura, ma anche sul versante della produzione e della commercializzazione».

Veniamo alla crisi. Google sembra caversela meglio della altre aziende americane. Cosa prevede, continuerà o siamo già in ripresa? «Purtroppo Google è stata colpita dalla crisi alla pari di tutte le altre aziende, i nostri profitti sono diminuiti e abbiamo dovuto pure rallentare le assunzioni.

Google Buzz

Ce la siamo cavata meglio degli altri perché la nostra piattaforma pubblicitaria funziona da moltiplicatore delle economie, rivolgendosi a noi molte aziende sono in grado di allargare il loro mercato con una spesa molto bassa, e questa è la nostra forza. In quanto alla direzione della crisi confesso che non sono un economista e quindi non sono in grado di dare risposte di carattere generale, ma per quanto riguarda Google posso dire che in risposta agli stimoli che ci arrivano dal mercato abbiamo già ricominciato a spingere con le assunzioni».

[11-02-2010]

 

 

 

JOBS TOP SECRET – A CUPERTINO SI LAVORA DIETRO PORTE BLINDATE CON ACCESSI PROTETTI DA TASTIERE CON CODICE NUMERICO - OBAMA GLI INVIDIA LA CAPACITÀ DI VINCOLARE AL SEGRETO 35MILA DIPENDENTI –– E’ DA TEMPI BIBLICI CHE NON C’ERA TANTA ATTESA PER L’ARRIVO DI UNA “TAVOLETTA”, E VERRA’ PRESENTATA TRA POCHE ORE…

Marco Bardazzi per "la Stampa"

 

David Blaine, l'illusionista capace di tenere intere platee con il fiato sospeso, lo ritiene un maestro nell'arte di creare l'attesa e stupire il pubblico. Barack Obama, uno arrivato alla Casa Bianca con il team politico più disciplinato che si ricordi, gli invidia la capacità di vincolare al segreto 35.000 dipendenti come fossero agenti della Cia.

Quando si tratta di suscitare aspettative su un prodotto e svelarlo d'un tratto con clamore planetario, nessuno batte Steve Jobs. Una magia che si ripeterà di nuovo oggi a San Francisco, quando il fondatore della Apple farà cadere i veli - con qualche elegante gesto di teatro - sull'oggetto più discusso eppure più misterioso degli ultimi tempi: la «tavoletta» digitale che si candida a diventare da domani il gadget di cui non si può più fare a meno.

 

Ma non c'è illusionismo, non ci sono arti oscure dietro la capacità del guru di Cupertino (California) di mantenere il riserbo e alimentare un clima di suspense sui suoi prodotti. La «formula Apple» è invece un mix unico al mondo. Gli ingredienti sono una cultura aziendale all'insegna del controllo assoluto del messaggio, un'aura di invincibilità alimentata da successi come iPod e iPhone, una strategia di «soffiate» mirate.

E anche un pizzico di paranoia. È così che in questi mesi, mentre si inseguivano le illazioni, Apple è riuscita a non dire una sola parola su cosa Jobs presenta oggi, limitandosi a spedire inviti coloratissimi per entrare allo Yerba Buena Center, con la sola scritta: «Vieni a vedere la nostra ultima creazione».

Il momento della «rivelazione» sarà anche stavolta l'epilogo di un processo ben collaudato. La fase dello sviluppo tecnologico avviene in uno scenario da laboratorio nucleare. Chi lavora a progetti top secret a Cupertino deve passare porte blindate, strisciare pass magnetici in una serie di lettori, superare accessi protetti da tastiere con codice numerico. Telecamere di sicurezza riprendono tutto e su alcuni prodotti si lavora protetti da teli scuri. Una luce rossa, come quelle usate negli studi di registrazione, avverte quando è vietato l'accesso a chi non fa parte del progetto.

 

Il risultato, come ha raccontato Edward Eigerman, un ex ingegnere della Apple, è che quando Jobs fa una presentazione buona parte dei suoi dipendenti sono colti di sorpresa. «Ero presente al lancio dell'iPod - ricorda Eigerman - e nessuno di quelli con cui lavoravo si aspettava un prodotto del genere».

 

A Cupertino talvolta vengono convocati meeting interni in cui i dirigenti comunicano volutamente informazioni non corrette su prodotti in via di sviluppo: se escono su un giornale, parte la caccia a chi ha parlato. «Apple è organizzata con un tipo di cultura (qualcuno la definirebbe culto) di omertà aziendale», ha scritto David Carr, l'esperto di media del «New York Times». Che non intendeva fare una critica negativa: da giorni confessa di essere «eccitato come un bambino» in attesa della presentazione e ritiene Apple un modello da imitare per tutti.

 

Quando si tratta di mantenere il riserbo assoluto, come è accaduto sulle condizioni di salute di Jobs (sottoposto a trapianto di fegato), Cupertino è impenetrabile. Ma da navigati esperti dei media, gli uomini Apple non disdegnano di far trapelare informazioni mirate. «Il metodo - ha scritto su "The Mac Observer" John Martellaro, un ex addetto al marketing di Apple - consiste nel cercare il giornalista giusto, chiaccherare in modo in apparenza innocente e lasciare uscire quasi per caso un'informazione. Solo colloqui a voce, niente email».

L'effetto finale di questa vocazione alla segretezza è la creazione di aspettative smisurate, testimoniate dalle parole scelte dal «Los Angeles Times» per presentare l'evento di oggi: «È dai tempi biblici che non c'era tanta attesa per l'arrivo di una tavoletta».

[27-01-2010]

JOBS IS GOD! BENVENUTI NELLLA I-LIFE! (UN APPLE AL GIORNO TOGLIE IL PASSATO DI TORNO) - 2010, L'ANNO DELLA TAVOLETTA: L'IPAD È INSIEME UN TELEFONO, UN COMPUTER, UN LETTORE DI MUSICA, VIDEO, GIORNALI E LIBRI ELETTRONICI, E UNA CONSOLE PER VIDEOGIOCHI PORTATILE. TRE VERSIONI: 16, 32 E 64 GIGABYTE - TRA I 499 E GLI 829 DOLLARI - JOBS: "MAGICO E RIVOLUZIONARIO. È LA MIGLIORE WEB EXPERIENCE CHE ABBIATE MAI AVUTO. SPAVENTOSO PER VEDERE FILM E TV, I LAPTOP NON GLI SONO MIGLIORI IN NIENTE"

 

1 - APPLE SVELA IPAD, IL SUO TABLET- JOBS: "MAGICO E RIVOLUZIONARIO"
Repubblica.it

 

L'attesa è finita e la "creatura" è stata svelata. Certo, è solo un gadget hi-tech ma se si parla dell'iPad, il tablet della Apple che Steve Jobs ha presentato al Yerba Buena Center di San Francisco, le cose si si mettono diversamente. Perché l'azienda californiana - specializzare a dettare tendenze - scommette molto su questa via di mezzo tra un cellulare, un computer e un iPod.

 

Cos'è. Un "personal device" spesso 1,2 centimetri, che pesa 680 grammi e ha un display da 9,7 pollici multi-touch, l'accelerometro, la bussola, l'altoparlante, il microfono. Ovvero, il concetto di multifunzionalità secondo Apple, simile per dimensioni al Kindle DX, il lettore di e-book di Amazon.

Cosa fa. L'iPad è insieme un telefono, un computer, un lettore di musica, video, giornali e libri elettronici, e una console per videogiochi portatile. Mantiene la compatibilità con le migliaia di applicazioni di iPod Touch e iPhone, che anche se sviluppate per schermi più piccoli, possono essere espanse fino ad occupare tutta l'area visibile. Le versioni saranno tre: 16, 32 e 64 gigabyte.

Come funziona. L'unica interfaccia con l'utente è lo schermo a superficie multi-tattile, in grado cioè di intepretare i movimenti di uno o più dita simultaneamente. Semplicemente toccando lo schermo e spostando le icone e i comandi, l'iPad lancia applicazioni, riproduce contenuti multimediali, mostra testi e impaginati. Quando bisogna scrivere, il display mostra una tastiera standard, su cui è possibile digitare normalmente. Non esiste una tastiera fisica bluetooth per ora, forse se ne vedranno a breve nell'aftermarket.


Connettività. l'iPad può accedere a Internet attraverso il WiFi e scambiare dati con altri apparecchi tra cui ovviamente altri iPad, iPod e iPhone attraverso i bluetooth 2.1 - Nell'idea di Apple, l'Ipad è l'apparecchio l'ideale non solo per navigare ma per leggere i giornali in formato digitale. Apple farà concorrenza ai lettori di libri elettronici già in commercio con una sua appllicazione specifica - iBook- che prelude all'apertura di un iBook Store sulla falsariga dell'App Store. L'iPad dispone di connettività 3G aperta, non legata a nessun particolare operatore, basata su Sim Gsm.

 

Quanto costa e quando uscirà. Il prezzo oscilla a seconda della potenza e della capacità di memoria dell'apparecchio tra i 499 e gli 829 dollari. "L'iPad - spiega Apple - sarà disponibile da fine marzo in tutto il mondo ad un prezzo consigliato di 499 dollari per la versione da 16 gigabyte, 599 dollari per quella da 32 gigabyte e di 699 dollari per quella da 64 gigabyte".

I modelli wifi 3g, invece, saranno disponibili ad aprile negli Stati Uniti ed "in alcuni altri paesi" ad un prezzo consigliato di 629 dollari per la versione da 16 gigabyte, 729 dollari per quella da 32 gigabyte e di 829 dollari per quella da 64 gigabyte. I prezzi in Europa e in Italia sono al momento tutti da definire e con ogni probabilità verranno mutuati dalle offerte in abbinamento con piani telefonici appositi.

LA PRESENTAZIONE.
L'amministratore delegato di Apple ha fatto il suo ingresso sul palco tra gli applausi, vestito come da copione con jeans, scarpe da ginnastica e maglione a girocollo scuro. Solo una premessa (ha ricordato come l'ultimo trimestre si sia chiuso per Apple con un fatturato da 15,6 miliardi di dollari e che grazie al successo dell'iPhone "Apple è ora il più grande produttore di cellulari al mondo come fatturato"), poi è andato dritto a togliere i veli alla sua "creatura". Jobs ha ricordato l'esperienza della casa di Cupertino nel campo dei portatili.

 

"Tutti noi usiamo cellulari e computer portatili - si è chiesto Jobs, apparso dimagrito ma in buona salute - oggi "la domanda è: c'è spazio per qualcosa nel mezzo (fra notebook e cellulari) per fare meglio cose come web browsing, email, etc ?" E a quel punto ha estratto l'iPad.

"Questo dispositivo - ha detto prima di mostrarne le funzionalità è molto meglio di un portatile, molto meglio di un telefono. Potete rigirarlo come volete, per vedere l'intera pagina è fenomenale. Sottile, potete cambiare lo homescreen a tutto quello che volete. Quello che fa questa macchina è straordinario. Potete navigare il web ed è la migliore web experience che abbiate mai avuto".

 

Il "guru" di Apple è parso entusiasta del prodotto ("la cosa migliore che abbia mai fatto", aveva detto anticipandolo) e non ha lesinato gli aggettivi: "È spaventoso per vedere film e spettacoli televisivi, i computer portatili non gli sono migliori in niente" ha detto Jobs mostrandolo durante la presentazione ufficiale. Seduto su una poltrona di pelle nera ha sfogliato pagine web, foto ed email. Ha mostrato l'uso della tastiera virtuale, l'iTunes incorporato, la possibilità di vedere Youtube in alta definizione e poi una batteria dalle prestazioni (sulla carta) di alto livello per un dispositivo così complesso: un mese in stand-by, 10 ore di uso continuo.

3 - L'IPAD CAMBIERÀ IL MODO DI LEGGERE - LA SCOMMESSA DEGLI EDITORI "SARÀ L'ANNO DELLA TAVOLETTA"
Marco Bardazzi per Stampa.it


Un nuovo modello di business per l'editoria che permetta a libri e giornali di adeguarsi agli scenari dell'era digitale: è la prospettiva che i grandi media americani intravedono dietro «iPad» e che ha spinto molti di loro a bussare alla porta di Steve Jobs.

 

Il «New York Times» ha battuto la concorrenza sul tempo e mandato a San Francisco il vicepresidente Martin Niesenholtz a presentare, a sorpresa, una versione del quotidiano pensata per l'ultimo gioiello della Apple: «Siamo entusiasti di essere i pionieri della prossima generazione del giornalismo digitale», ha esclamato sul palco. Gruppi come Condé Nast, Hachette, Hearst e Time hanno inviato ambasciatori a Cupertino e hanno già stretto patti commerciali con Jobs. «Il 2010 sarà l'anno della tavoletta e noi siamo pronti», ha detto Thomas J.Wallace, direttore editoriale di Condé Nast.

 

La speranza del mondo editoriale è di aver trovato nel «modello Apple» un'alternativa al «modello Google». I precedenti di iPod e iPhone, che hanno trasformato (qualcuno dice salvato) l'industria della musica, fanno ritenere ai colossi dei media che Jobs abbia trovato una soluzione alla crisi dell'editoria senza sconvolgere il settore. Al contrario dell'«avversario» Google che limita il controllo degli editori sui contenuti, diffondendoli gratuitamente in rete, oltre a quello sulla pubblicità.

Gli 1,4 miliardi di dollari di profitti che gli analisti prevedono di veder arrivare nel 2010 per i prodotti Apple, sembrano il segno tangibile che Jobs abbia imboccato ancora una volta una strada vincente. Le opportunità che si aprono con iPad non riguardano solo i giornali, ma anche il mondo dei libri. E su questo fronte negli Usa si profila un'epica battaglia tra Apple e Amazon.

 

Secondo il «Wall Street Journal», fino a poche ore prima della presentazione, sono proseguite trattative tra le case editrici e la società di Cupertino su prezzi e modalità di diffusione dei futuri libri elettronici. Apple avrebbe chiesto agli editori di fissare prezzi per gli ebook compresi in una fascia fissa tra 12.99 e 14.99 dollari, promettendo di incassare dalle vendite tramite iPad solo il 30 per cento dei profitti.

Amazon, con il suo lettore «Kindle», vende gran parte dei libri a 9,99 dollari e si tiene una larga fetta delle entrate. Il punto più critico della trattativa sarebbe, non a caso, la scelta tra le due piattaforme: Kindle o iPad. Un'alternativa che rischia di scatenare uno scontro tra titani. E contribuisce ad alimentare inquietudini che, nonostante gli entusiasmi per la tavoletta, comunque serpeggiano nel mondo dei media: dopo la musica, Steve Jobs si appresta infatti a diventare una potenza planetaria anche nel campo delle news e dei romanzi.

 


Viaggio nelle funzioni della tavoletta Apple TORINO
Apple ha lanciato iPad, un dispositivo per navigare sul web, leggere e inviare e-mail, ammirare le foto, guardare video, ascoltare musica, giocare ai videogame, leggere e-book e tantissimo altro ancora. Il display Multi-TouchTM ad alta risoluzione e reattività dell'iPad consente agli utenti di interagire fisicamente con le applicazioni e i contenuti. iPad è spesso solamente 1,27 cm e pesa appena 680 grammi: più sottile e leggero di qualsiasi altro laptop o netbook. iPad include 12 innovative applicazioni progettate appositamente per l'ultimo gioiello Apple e supporterà pressoché tutte le oltre 140.000 applicazioni disponibili sull'App Store. iPad sarà disponibile per la fine di marzo a partire dall'incredibile prezzo di $499.


Le applicazioni
iPad include 12 applicazioni Multi-Touch all'avanguardia. Ogni applicazione funziona in modalità ritratto e panorama, con animazioni automatiche quando l'utente ruota l'iPad in ogni direzione. La precisa interfaccia Multi-Touch dell'iPad trasforma la navigazione sul web in un'esperienza del tutto nuova, decisamente più interattiva e personale rispetto ai computer. Leggere e inviare e-mail diventa facile e divertente grazie all'ampio schermo dell'iPad e alla tastiera software di dimensioni quasi regolari. Gli utenti potranno importare foto da Mac, PC o dalla fotocamera digitale, organizzarle in album, ammirarle e condividerle con le eleganti presentazioni a diapositive sull'iPad. Potranno inoltre guardare film, trasmissioni TV e video di YouTube in HD o scorrere le pagine di un e-book scaricato dal nuovissimo iBookstore di Apple mentre ascoltano la propria raccolta musicale.

La musica
iPad supporta pressoché tutte le oltre 140.000 applicazioni disponibili sull'App Store, incluse quelle già acquistate per l'iPhone® o l'iPod touch®. iTunes® Store offre accesso al più famoso store online di musica, TV e film, con un catalogo di oltre 11 milioni di brani, più di 50.000 episodi TV e oltre 8000 film, tra cui più di 2000 nell'eccellente formato HD. Apple ha annunciato inoltre la nuova applicazione iBooks per l'iPad, che include il nuovo iBookstore di Apple, il modo migliore per sfogliare, acquistare e leggere libri su un dispositivo mobile. iBookstore offrirà libri dei principali editori e di case indipendenti.

I documenti
Apple ha presentato anche la nuova versione di iWork® per l'iPad: si tratta della prima suite per la produttività di livello desktop progettata appositamente per l'interfaccia Multi-Touch. Con Pages®, Keynote® e Numbers® gli utenti potranno creare bellissimi documenti dall'aspetto professionale, presentazioni eccezionali complete di animazioni e transizioni e fogli di calcolo con grafici, funzioni e formule. Queste tre applicazioni saranno disponibili individualmente sull'App Store a soli $9.99 l'una.

L'accesso Usb
iPad si sincronizza con iTunes proprio come l'iPhone e l'iPod touch, ovvero usando il cavo USB da 30 pin standard di Apple: sarà così possibile sincronizzate tutti i contatti, le foto, la musica, i film, le trasmissioni TV, le applicazioni e tanto altro direttamente dal Mac o dal PC. Tutte le applicazioni e tutti i contenuti scaricati sull'iPad dall'App Store, dall'iT nes Store e dall'iBookstore saranno automaticamente sincronizzati con la libreria di iTunes quando si collega il dispositivo al computer.

Lo schermo
Il brillante schermo retroilluminato LED da 9,7" dell'iPad presenta la tecnologia IPS per garantire immagini nitide e cristalline e colori coerenti con un angolo di visualizzazione estremamente ampio: 178°. Il preciso display Multi-Touch capacitivo è precisissimo e reattivo, sia che si scorrano pagine web sia che si affrontino le sfide degli ultimi videogame. L'intelligente tastiera software inizialmente ideata per l'Phone sfrutta il più ampio display dell'iPad per offrire una tastiera di dimensioni pressoché regolari. iPad si collega inoltre al nuovo iPad Keyboard Dock, un alloggiamento completo di tastiera tradizionale di dimensioni regolari.

 

L'autonomia
iPad è dotato di A4, il chip di sistema di ultima generazione di Apple. Progettato da Apple, il nuovo chip A4 fornisce eccezionali prestazioni grafiche e di processore oltre ad una autonomia fino a 10 ore*. La chimica avanzata di Apple e la tecnologia Adaptive Charging forniscono fino a 1.000 cicli di ricarica senza un decremento significativo nella capacità della batteria nell'arco di un ciclo di vita media di 2 anni.**

Due versioni
iPad viene commercializzato in due versioni - una con Wi-Fi e l'altra sia con Wi-Fi che 3G. iPad include le più recenti tecnologie Wi-Fi 802.11n, e le versioni 3G supportano velocità fino a 7.2 Mbps su reti HSDPA. Apple e AT&T hanno annunciato piani tariffari 3G prepagati molto aggressivi per iPad, con facile attivazione e gestione sul dispositivo.

 

L'impegno verde
In linea con l'impegno di Apple verso la progettazione e la creazione di prodotti che abbiano un basso impatto ambientale, ogni scocca iPad viene fatta con alluminio altamente riciclabile e arriva con display LED retro-illuminati ad alta efficienza energetica che sono privi di mercurio e fatti con vetro privo di arsenico. iPad non contiene alcun ritardante di fiamma brominato ed totalmente PVC-free.

 

Il nuovo software
Apple ha rilasciato oggi un nuovo Software Development Kit (SDK) per iPad, in modo che gli sviluppatori possano creare incredibili nuove applicazioni studiate per rarre vantaggio dalle capacità di iPad. L'SDK include un simulatore che permette agli sviluppatori di testare e fare il debug delle loro app per iPad su un Mac, e inoltre permette agli sviluppatori di creare Applicazioni Universali che girano su iPad, iPhone e iPod touch.

Prezzi e Disponibilità
iPad sarà disponibile a fine marzo a livello mondiale ad un prezzo Apple Store di $499 (US) per il modello 16GB, $599 (US) per il modello 32GB, $699 (US) per il modello 64GB. I modelli Wi-Fi + 3G di iPad saranno disponibili in Aprile negli Stati Uniti e in un numero selezionato di nazioni ad un prezzo Apple Store di $629 (US) per il modello 16GB, $729 (US) per il modello 32GB e $829 (US) per il modello 64GB. iPad sarà venduto negli Stati Uniti attraverso l'Apple Store® (www.apple.com), i negozi retail Apple e un numero selezionato di Rivenditori Autorizzati Apple. I prezzi internazionali e la disponibilità a livello mondiale verranno annunciati in data successiva. iBookstore sarà disponibile negli Stati Uniti al lancio.

[28-01-2010]

BLOW-JOBS! (MENO POMPE, PIù APPLE) – L'AMERICAN DREAM DI UN EMIGRANTE SIRIANO: PIU’ CHE UN UOMO DI SUCCESSO, JOBS E’ IL DIO SCESO IN TERRA DEL CULTO DIGITALE – FONDO’ UNA SETTA DI RIBELLI CONTRO IL PREPOTENTE CATTOLICESIMO DI "BIG BLUE" IBM E DI MICROSOFT – RESUSCITO’ DAL CANCRO AL PANCREAS E VENNE TRADITO DA APOSTOLI TRAMUTATI IN GIUDA NEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE…

Vittorio Zucconi per "la Repubblica"

 

Il padre si chiamava Abdulfatah e veniva dalla Siria, dalla terra di Saul l´esattore, delle cadute da cavallo, del misticismo che il figlio Steve avrebbe tradotto nel culto della sua Mela Mordicchiata, simbolo gentile ed eloquente della sua disobbedienza agli dèi dei computer, incarnata nell´iPad, la nuove tavola della legge secondo Apple.

La storia del grande apostata dell´informatica divenuto a 55 anni, come spesso accade ai rivoluzionari, il papa di una religione chiamata Apple, di questo Steve Jobs che prese il cognome del padre adottivo e fondò una setta di ribelli contro il prepotente cattolicesimo di "Big Blue" Ibm e di Microsoft, non poteva che arrivare ieri al momento sfacciatamente evocativo della presentazione delle tavole, dei computer "tablet", nel palazzo dell´Erba Buona, (la menta) a San Francisco, dopo anni di attese, di anticipazioni, di novene, di scetticismo e di profezie.

 

Perché tutto quello che circonda la vita, e la quasi resurrezione da un cancro al pancreas e poi da un trapianto di fegato, di Jobs, ieri apparso sempre più consunto e favolosamente ascetico per il lancio di questo iPhone gigante, dalla giovinezza fra veganismo integrale, guru, meditazioni zen, inevitabili pellegrinaggi in India, tradimenti di apostoli tramutati in Giuda nei consigli d´amministrazione, non è la biografia di un uomo di successo. E´ un Vangelo secondo Steve.

Non è quindi un caso se i primi apostoli della verità di plastica, circuiti integrati, chips e silicio materializzati nella nuova creatura chiamata Macintosh, uomini come Guy Kawasaki, Mike Boich o Alain Rossmann si facevano chiamare, semiseriamente, gli "evangelisti". Si sentivano scelti dal nuovo dio per diffondere il verbo e sciogliere gli schiavi degli altri computer dalle loro catene.

 

La sua affiliazione dichiarata al buddismo aggiunge quell´elemento di inoffensiva mitezza universale che la sua personalità imperiosa e soprattutto la aggressività del suo marketing smentiscono. «L´egolatra massimo in un mondo di egolatri» lo definì la rivista Fortune. Un pirata, a volte, di idee altrui, come lui stesso si definì («è più divertente fare il pirata che arruolarsi in Marina», disse). Più che un monachino tibetano, Steve ricorda un templare lanciato alla ricerca del Sacro Graal.

 

Da quando, appunto nella casa dei genitori adottivi, trascurando gli studi e le aule, smanettava con l´amico - poi tradito o traditore - Steve Wozniak per assemblare kit di calcolatori con l´etichetta aziendale di "Homebrew", che significa "distillato in casa", fino alla fondazione della Apple Computers ispirata dalle mele nei frutteti dell´Eden californiano (il morso fu aggiunto nel timore che somigliasse a un pomodoro) il perfezionismo e l´ossessione di Jobs sono sempre stati gli stessi: non produrre un portatile, un desktop, un telefonino, un riproduttore di musica migliori dei concorrenti, come ogni azienda vuol fare.

Ma creare qualcosa che cambiasse le vita dei fedeli, che mutasse il loro rapporto con l´universo, attraverso quegli oggetti. Che fosse una "rivelazione", come ha voluto essere la prima apparizione delle sua nuove "tavole" fatta ieri.

-internet

Dal suo primo prodotto commerciale nel 1983, il computer battezzato "Lisa", forse o per coincidenza dal nome della prima figlia (ora ne ha quattro, e finalmente anche una moglie) con la quale aveva un pessimo rapporto paterno, alle "tavolette" della legge esibite alla tribù dei convertiti, molti, non tutti, degli oggetti sfornati dal campus di Cupertino in California hanno cambiato pezzi della nostra vita quotidiana.

Il Macintosh, successore di Lisa, con il nome di una famosa qualità di mele asprigne, affermò il vangelo del Gui, la "Grafic User Interface", quel mondo di istogrammi, di icone e mouse che spodestarono il linguaggio arcano delle stringhe di comandi scritti.

Gli iPod, i riproduttori di musica, sono stati venduti per 220 miliardi di pezzi, invano imitati da giganti invidiosi come Sony o l´eterna rivale Microsoft, e sono riusciti nel miracolo di convincere miliardi di consumatori a comperare, non soltanto a rubare o copiare, canzoni attraverso l´Apple Store.

Il minicomputer da taschino o da borsetta, travestito da telefono cellulare, l´iPhone, del quale l´iPad - nome che a molte donne americane ricorda troppo il "feminine pad", l´assorbente, come ha detto un anchor della rete Nbc - è l´ovvio figlio agli steroidi, ha superato il miliardo di vendite.

Oggetti utili, importanti, innovativi, a volte rivoluzionari, anche se l´idea dell´interfaccia grafica, delle icone da cliccare con mouse fu in sostanza piratata dalla Xerox, e sempre bellissimi, fisicamente desiderabili, squisitamente disegnati e impeccabilmente fabbricati (a Taiwan soprattutto), per smentire uno dei dogmi dell´industria dei computer: che il mitico "businessman", l´uomo o la donna d´affari, avrebbe disdegnato la carineria estetica da gagdets.

Come tutte le religioni, anche il culto della Apple si incarna nel proprio profeta e ogni apparizione di Jobs smagrito dai malanni, spettrale nei propri maglioncini neri dolce vita, produce balzi e collassi nel corso delle azioni Apple, tanto ovvia è l´identificazione del Verbo con l´Uomo, del prodotto con il produttore. E mentre Steve arringava gli ex infedeli divenuti chiesa universale, il suo portafoglio privato di titoli, in una Wall Street incerta se credere o se essere scettica, superava il valore dei 5 miliardi di dollari. Nessuno fece mai bancarotta in America vendendo religione, disse un cinico.

[28-01-2010] 

 

 

 

GOOGLE DELENDUM EST! - IL FINE GIUSTICA GLI INCIUCI: ACCORDO APPLE CON L’ETERNA NEMICA MICROSOFT PER INCEPPARE IL MOTORE DI RICERCA PIù POTENTE DEL MONDO (UTILI RECORD A QUOTA 1,97 MLD $) - JOBS MIRA AL MERCATO DELLE NEWS E DEGLI EBOOKS (ACCORDI CON “NY TIMES”, MURDOCH, “CONDé NAST”), E QUELLO TV (CBS E DISNEY, PROPRIETARIA DELLA RETE ABC)….

Massimo Gaggi per "il Corriere della Sera"

La «tavoletta delle meraviglie» che verrà presentata dalla Apple mercoledì prossimo e con la quale Steve Jobs intende cambiare il modo della gente di leggere, di usare gli strumenti di intrattenimento, di valorizzare i contenuti di qualità, potrebbe anche essere un veicolo (non il solo) di una nuova guerra: quella contro il quasi-monopolio di Google e la sua filosofia del tutto-free.

E potrebbe aprire la strada a una collaborazione - se non proprio a un'alleanza - fino a ieri impensabile: quella con la odiatissima Microsoft di Bill Gates, il gigante che in anni ormai lontani ha quasi soffocato la creatura di Jobs.

Fin qui le notizie sul «tablet» (solo indiscrezioni che l'azienda californiana non conferma, ma tutte convergenti in una stessa direzione) hanno colpito la fantasia dei lettori, curiosi di sapere in che modo il «mago Steve» ha trovato il modo di reinventare il loro rapporto con i giornali e con i programmi tv più «gettonati». Curiosità legittima, visto che lo scorbutico fondatore della Apple unisce alla sua innata genialità di tecnologo, una grande sensibilità per il design e la capacità di comprendere i gusti della gente, anticipando i suoi nuovi bisogni.

Ma Jobs è anche un protagonista di primo piano dell'economia che, dopo aver costruito la sua avventura industriale in una contrapposizione - imprenditoriale e personale - con Microsoft ed essersi associato con la Google dei suoi due «ammiratori», Larry Page e Sergey Brin, da tempo si è accorto che l'azienda di Mountain View, diventata a sua volta un gigante, si stava trasformando da alleato in nemico giurato della Apple.

I legami tra le due società, le presenze incrociate nei consigli d'amministrazione, sono stati sciolti con l'emergere di potenziali conflitti d'interesse, soprattutto per l'espansione di Google (che ieri ha annunciato profitti record nell'ultimo trimestre per 1,97 miliardi di dollari, cinque volte il risultato precedente, e guadagni su base annua decollati del 54% a quota 6,52 miliardi di dollari) verso l'area dei servizi telefonici. Con Android, il suo sistema operativo per i cellulari, il gruppo di Mountain View ha invaso il campo della Apple. E con Nexus One, il primo «cellulare intelligente» di Google, ha sfidato direttamente l'iPhone.

Jobs medita una risposta dura: secondo il «Wall Street Journal» il nuovo «tablet» e poi anche gli iPhone di nuova generazione potrebbero incorporare il motore di ricerca Bing di Microsoft al posto di quello di Google, fin qui offerto agli utenti Apple.

Ma è l'intera operazione «tablet» che ha un sapore di sfida alla filosofia «tutto free» di Google: laddove Page e Brin hanno, infatti, sempre puntato sull'offerta di servizi gratuiti agli utenti (dai filmati di YouTube alle notizie di Google News), Jobs si è rivolto a una clientela esigente pronta a pagare - e pagare di più - per la qualità dei suoi computer, degli iPod, degli iPhone, dei servizi iTunes venduti on line.

Con la nuova tavoletta ultrasottile e ultraleggera che, nelle intenzioni di Jobs, accompagnerà sempre i suoi clienti in giro per la loro casa così come in classe, questa impostazione verrà ulteriormente estesa. La mappa dei negoziati intrapresi da Apple nei mesi scorsi indica chiaramente che la società non vuole solo conquistare il mercato della lettura elettronica di giornali e libri (accordi o trattative col «New York Times», la «News Corp» di Murdoch, i giganti dei periodici e dei libri «Conde Nast » e « HarperCollins»), ma anche quello dei programmi televisivi più seguiti (negoziati con la CBS e la Walt Disney, proprietaria della rete ABC) e perfino quelli dei videogiochi (manager della Apple al lavoro con quelli di Electronic Art, società leader di quel mercato).
Non è detto che tutti questi negoziati vadano a buon fine (le reti tv hanno poca voglia di vendere agli utenti di Jobs solo i loro programmi di successo anziché l'intero palinsesto) ma Apple tenta comunque di cambiare non solo le abitudini di lettura della gente, ma anche il suo modo di pagare per i contenuti. Anche i quotidiani in versione digitale si compreranno, ad esempio, attraverso l'iTunes Store: quello che fin qui è stato il «negozio virtuale» della musica diventerà, così, una sorta di supermercato elettronico con Apple intenta a convincere il maggior numero possibile di siti Internet specializzati nei campi più disparati a dotarsi di un «bottone digitale». Per fare acquisti via iTunes.

[22-01-2010]

 

 

 

SVOLTA FREE DI NOKIA: GRATIS MAPPE E NAVIGAZIONE GPS ...
Da Corriere.it - Gratis, tutto gratis. Non solo le mappe, ma soprattutto la funzione vocale di navigazione Gps. Quella che serve a trasformare il telefonino da semplice contenitore di cartine digitali a navigatore vero e proprio. È Nokia a fare la mossa in coincidenza con il lancio Ovi Maps 3.0. Una decisione che può far recuperare slancio ai finlandesi nel mercato degli smartphone (in cui restano leader, ma che li ha visti perdere quote a vantaggio di marchi e sistemi concorrenti, Apple, Rim e Android in testa) e che può rivelarsi dirompente per i produttori dei cosiddetti PNA (Personal Navigation Assistant, i vari Tom Tom, Garmin, etc. per capirci).

Insomma, non c'è nulla di meno di quello che offre un navigatore portatile standard e anzi pure qualcosa in più, visto che è possibile accedere ad aggiornamenti online che solo un cellulare connesso alla rete può offrire (non a caso l'ultima frontiera dei PNA propone device con una Sim integrata per accedere a database online). Non a caso TomTom è arrivata a perdere anche il 10% in Borsa dopo l'annuncio.  

20.01.10

 

GOOGLE TROVA UNA GRANDE MURAGLIA IN CINA – DOPO ANNI DI COMPROMESSI IL COLOSSO WEB (FORSE) SE NE VA, DOPO L’ULTIMATUM CHE HA RICEVUTO DA PECHINO (“CENSURA O FUORI”) – I CINESI SE NE FREGANO DI OBAMA (SONO I PRIMI CREDITORE DEL DEBITO USA) E DIFENDONO I “FILTRI” – MA C’è BAIDU.COM (MOTORE DI RICERCA CINESE) CHE È PRONTO A RIEMPIRE IL VUOTO…

Marco Del Corona per "il Corriere Della Sera"

Google se ne va (forse), la Cina resta. Dopo l'annuncio da parte dell'azienda americana che si è detta disposta a chiudere gli uffici nella Repubblica Popolare pur di smettere di autocensurarsi, ieri è toccato a Pechino dire la sua. Hanno parlato una portavoce e poi un ministro, chiarendo il punto di vista della Cina: Internet va sviluppato, ma in modo controllato e guidato, la censura è necessaria. Nessuno ha citato espressamente Google, ma i concetti sono evidentemente diretti al caso esploso mercoledì.

Hurley Steve Chen

Dal canto loro, attivisti e critici hanno ammesso che i loro account di Gmail.com sono stati violati. Tra loro Ai Weiwei, artista che si espone su questioni specifiche (libertà del web, bimbi morti in Sichuan), il giurista Teng Biao e la moglie del cyberdissidente Hu Jia, Zeng Jinyan. Dagli Usa, il produttore di antivirus McAfee, inoltre, ha rivelato che l'attacco a Google è stato compiuto sfruttando una falla finora sconosciuta nel browser Internet Explorer di Microsoft. Ma la società fondata da Bill Gates rassicura di non aver subito attacchi al suo sistema di posta e dice: «Non ce ne andiamo».

A nome del ministero degli Esteri si è espressa, Jiang Yu: «Internet in Cina è aperto, e l'esecutivo ne incoraggia lo sviluppo. La Cina dà il benvenuto alle società internazionali che vogliono fare affari secondo la legge». Secondo la legge. E' la formula che le autorità oppongono a ogni critica per il modo di gestire questioni sensibili, siano Internet, la libertà religiosa o d'espressione.

Il ministro Wang Cheng è stato quasi didascalico nello spiegare la vigilanza di Pechino sul Paese col numero più ampio di navigatori, almeno 338 milioni. Wang ha spiegato che «le società devono concretamente incrementare la capacità di orientare la pubblica opinione in modo da sostenere la sicurezza della Rete». La Cina- questa la tesi- non può permettersi un Internet senza filtri. «Il nostro Paese si trova in un passaggio fondamentale delle riforme e dello sviluppo, e questo è un periodo caratterizzato significativi conflitti sociali».

Logica binaria: o così o niente. Google aveva sperimentato la ruvida determinazione di Pechino per la prima volta nel 2002, 4 anni in anticipo sull'accesso al mercato cinese con Google.cn. Allora Google.com venne bloccato settimane prima del 16° congresso del Partito comunista. La Cina fa valere la sua capacità di porre condizioni e il peso di un mercato irrinunciabile, e ieri i giornali parlavano dell'annuncio di Google come di una forma di «pressione» o addirittura «un gioco».

Baidu.com, primo motore di ricerca della Repubblica Popolare, è pronto a riempire il vuoto. La Casa Bianca ha spiegato che appoggia Google e che il flusso delle informazioni libero è un bene «per l'economia cinese», suggerendo incentivi alle aziende Usa per sottrarli ai ricatti. In un Paese dove è bandito YouTube, dove Facebook e Twitter sono inaccessibili, prosperano senza rivali gli analoghi cinesi, come Kaixin o QQ Zone. Si fa labile il confine fra censura e concorrenza sleale. E c'è una scuola di pensiero che parla di censura che diventa vero protezionismo, e - come hanno sostenuto sul

Fredrik Erixon e Hosuk Lee-Makiyama dell'European Centre for International Political Economy di Bruxelles- ha tutti gli elementi per essere legittimamente portata a giudizio davanti gli organismi del Wto.

[15-01-2010] 

 

 

 

GOOGLE NON RISPONDE AL TELEFONINO – CAOS E POTENZIALI CLIENTI FURIOSI PER IL LANCIO DI NEXUS ONE – MANCA UN CALL-CENTER PER L’ASSISTENZA E LA SOCIETÀ RISPONDE ALLE MAIL CON SCONCERTANTE LENTEZZA – CRITICHE ANCHE AL PREZZO TROPPO ALTO – E SE STAVOLTA IL COLOSSO DEL WEB AVESSE FATTO IL PASSO PIÙ LUNGO DELLA GAMBA?...

Davide Fumagalli per "Milano Finanza"

Dopo i dubbi espressi da molti osservatori sul dispositivo stesso, e ancora di più sulla strategia seguita da Google, il telefonino lanciato settimana scorsa dal motore di ricerca americano è stato subissato di critiche dai potenziali acquirenti per via della scarsa attenzione dedicata ai clienti. Sotto accusa da parte di centinaia di potenziali clienti il sistema di prenotazione e assistenza messo a punto da Google per Nexus One, il primo telefonino marchiato dalla società guidata da Eric Schmidt, che permette di contattare la società solo tramite email.

 

Una limitazione che ha indispettito moltissimi clienti, per la mancanza di un call center, di una persona fisica alla quale esprimere dubbi e problemi; limite che si somma alla lentezza con cui gli addetti di Google rispondono alle stesse email inviate. Problematiche con cui tutti i produttori di elettronica di consumo sono abituati a convivere da anni, ma che sono evidentemente nuove per una società come Google abituata a offrire gratuitamente servizi spesso in versione beta proprio per non doversi fare carico in maniera immediata di eventuali problemi riscontrati dagli utenti.

 

L'ondata di proteste evidenzia quindi la validità delle molte critiche con cui il telefonino Nexus One è stato accolto dal mercato, che non ha mancato di evidenziare come Google abbia forse sottovalutato tutti gli effetti causati dalla discesa diretta in un'arena affollata e iper-competitiva come quella della telefonia mobile.

Un passo forse obbligato per tentare di rilanciare Android, il sistema operativo per telefonini sviluppato da un consorzio capitanato proprio da Google in competizione con Apple, Rim, Microsoft e Nokia, che ha avuto sinora riscontri non entusiastici da parte del mercato.

 

Nonostante l'accoglienza favorevole da parte dei fautori dell'open source, ovvero del software rilasciato con una licenza che permette di modificarlo liberamente, e l'interesse degli utenti appassionati di tecnologia in sé, il grande pubblico ha acquistato un numero di telefonini basati su Android ben inferiore alle aspettative. Un problema non solo per Google ma anche per produttori del calibro di Samsung, Motorola e Htc che hanno investito nello sviluppo di telefonini cellulari basati proprio su Android.

 

La discesa in campo diretta di Google ha invece trasformato la società di Schmidt da potenziale e disinteressato alleato a formidabile competitor, per di più in grado di influenzare il successo di un modello a scapito di un altro. Significativa in questo senso è stata l'altra forte protesta che sta montando in questi giorno contro Google, questa volta da parte degli sviluppatori di software che lamentano i ritardi nella distribuzione degli strumenti necessari a sviluppare programmi per la versione di Android del Nexus One.

Una mossa, quella del ritardo, particolarmente grave dal momento che la disponibilità di oltre 100 mila applicazioni da scaricare è uno dei principali motivi del successo dell'iPhone.

 

Inoltre, la presenza di diverse versioni del sistema operativo Android, e la conseguente incompatibilità dei software tra diversi modelli di telefonini, potrebbe provocare ad Android le stesse difficoltà in cui si trovano Nokia con Symbian e Microsoft con Windows Mobile, i due protagonisti indiscussi del mercato della telefonia mobile prima del successo di iPhone e BlackBerry.

 

Tutte queste difficoltà, insieme al prezzo di vendita per il Nexus One (oltre 500 dollari) decisamente superiore alle aspettative e non troppo dissimile da quello di iPhone, oltre che superiore a quello degli apprezzatissimi modelli di BlackBerry, rischiano quindi di costare caro a Google, confermando così l'incapacità della società di Schmidt di ripetere lo stesso successo ottenuto nella raccolta pubblicitaria online in altri campi.

Occhi puntati quindi sulle prossime mosse di Google, che distribuirà il proprio telefonino in Europa attraverso Vodafone, in attesa che Apple annunci ufficialmente a fine mese il tanto atteso tablet, destinato con tutta probabilità a rubare la scena a Nexus One, e non solo.

[12-01-2010] 

 

 

ARRIVA IL GOOGLEFONINO – IL COLOSSO DI INTERNET SFIDA I BIG DELLE TELEFONIA (E L’IPHONE) CON NEXUS ONE: 530 $ (180$ SE LEGATO AD UN CONTRATTO) PER AVERE LO SMARTPHONE – UN HACKER TEDESCO SVELA IL CODICE SEGRETO DEL GSM, SARÀ PIÙ FACILE INTERCETTARE LE TELEFONATE…

1 - MARTEDÌ IL DEBUTTO DEL GOOGLEFONINO - COSTERÀ 530 DOLLARI
Gianni Rusconi per "il Sole 24 Ore"

Le indiscrezioni sono confermate: Nexus One, il nome in codice del telefonino che Google lancerà sul mercato a proprio marchio verrà presentato ufficialmente il 5 gennaio a Las Vegas, in occasione dell'apertura del Ces 2010. La nuova creatura è quindi pronta al debutto e uno screenshot della società di Mountain View pubblicato dal sito specializzato Gizmodo, documento nel quale il primo "vero" googlefonino viene introdotto con l'eloquente slogan "Web meets phone", conferma la veridicità dei rumors delle ultime settimane. Non è ancora del tutto chiaro se lo smartphone sia un prodotto del tutto nuovo oppure, come qualcuno osserva, un modello già esistente di Htc e rimarchiato a dovere.

Tecnicamente il Nexus One dovrebbe operare con la nuova release 2.1 di Android e su reti Hsdpa, dotarsi di schermo a tecnologia e avere come opzioni integrate di serie la connettività Wi-Fi e Bluetooth 2.1 e il supporto di Google Maps Navigator e Google Goggles, il servizio che permette di generare ricerche Web partendo dalle foto scattate con il cellulare.

Stando alle informazioni ad oggi disponibili, il battesimo del Google avverrà secondo due modalità di vendita: il Nexus One sarà proposto senza vincoli con l'operatore mobile ("unlocked") con un prezzo di listino di 530 dollari e quindi distribuito anche da T-Mobile a 180 dollari con un contratto di due anni e un canone mensile di 79,99 dollari.

La casa californiana, questa in sostanza la grande novità, venderà dunque direttamente - on line tramite un sito dedicato (google.com/phone) e fino a un massimo di cinque apparecchi per ogni account Google - il nuovo cellulare, entrando di conseguenza in tutto e per tutto in un mercato che oggi la vede come "illustre outsider" nella veste di fornitore di piattaforma.

Come la prenderanno quei produttori, da Samsung a Motorola, che hanno scommesso sul sistema operativo open source Android in alternativa a Windows Mobile e Symbian? E quanto è reale il desiderio di Google di tagliare fuori (in parte) gli operatori telefonici da questo business e di mettere contemporaneamente le mani sui dati degli utenti per utilizzarli negli annunci pubblicitari del suo motore di ricerca?

2 - HACKER SVELA I SEGRETI DEL GSM "A RISCHIO PRIVACY CHIAMATE"
Alessandro Longo per Repubblica.It

La privacy delle telefonate al cellulare è in pericolo: presto potrebbe diventare molto facile intercettarle e ascoltare quelle altrui, e questo perché un hacker tedesco ha divulgato il codice segreto del gsm. È un algoritmo che cripta le telefonate, proteggendole così dalle intercettazioni. Gli operatori lo utilizzano da 22 anni ed è alla base delle telefonate di 4,1 miliardi di utenti al mondo. L'hacker, Karsten Nohl, ha fatto l'annuncio durante il recente Chaos Communication Congress di Berlino, scatenando il putiferio.

Ci ha messo cinque mesi per trovare il punto debole del codice gsm e ora ha pubblicato le informazioni che permetterebbero di aggirare le protezioni. Dice di averlo fatto per mostrare a tutti quanto sia facile violare la privacy delle telefonate e quindi per spingere gli operatori a correre ai ripari. La maggior parte dei gestori gsm utilizza infatti un algoritmo di crittografia a 64 bit, l'A5/1, molto vecchio e molto più debole delle attuali tecnologie crittografiche, che sono a 128 bit.

Secondo l'hacker, grazie alle sue informazioni ora basta un computer e apparecchi radio da circa 3mila dollari per intercettare telefonate. "Questo abbasserà a qualche ora il tempo necessario per spiare una telefonata cellulare, mentre finora ci volevano settimane", ha commentato Simon Bransfield-Gart, capo di Cellcrypt, società specializzata in questo campo.

La Gsm Association ha replicato, in una nota, che il pericolo è teorico ed è improbabile che qualcuno riesca a utilizzare le informazioni divulgate da Nohl. Ha aggiunto che gli operatori stanno già potenziando i proprio network per adottare l'A5/3, evoluzione a 128 bit dell'A5/1. Rassicurazioni che non hanno convinto molti esperti. "Le aziende dovrebbero prendere questo pericolo sul serio e aumentare entro sei mesi le protezioni delle loro chiamate al cellulare", ha detto San Schatt, analista di Abi Research.

Nei prossimi mesi, infatti, partirà una corsa tra guardia e ladri. Da una parte, criminali si affretteranno a sviluppare strumenti di intercettazione basati sulle informazioni divulgate da Nohl. Dall'altra, gli operatori accelereranno i lavori per passare all'A5/3.

"Non pare sia una tecnologia al momento accessibile alla gente comune finché non faranno un apparato che metta insieme tutti i componenti per eseguire l'attacco", commenta a Repubblica.it Matteo Meucci responsabile di Owasp Italia, gruppo di ricerca aperto specializzato in sicurezza informatica (no profit e non affiliato a nessuna azienda). "Non è facile calcolare il tempo necessario perché compaia uno strumento d'attacco a basso costo, ma potrebbe essere sufficiente affinché le compagnie telefoniche aggiornino i propri protocolli di sicurezza", aggiunge.

"L'intercettazione funzionerebbe inoltre solo in certe condizioni e con certi operatori. E bisognerebbe essere vicini alla persona da intercettare, nell'arco di pochi chilometri", continua Meucci. Va detto, del resto, che gli operatori stanno via via spostando le telefonate dalla rete gsm a quella umts, dove non vale quanto scoperto da Nohl. Anche nella peggiore delle ipotesi, cioè che lo strumento d'attacco arrivi prima che gli operatori passino in massa all'A5/3, per le aziende più prudenti basterebbe spostare sull'umts le proprie chiamate al cellulare. A patto di essere coperte dalla rete: l'umts raggiunge il 90 per cento della popolazione italiana, mentre il gsm sfiora il 100 per cento.

[04-01-2010]

ABBATTUTO IL MURO TRA APPLE E WINDOWS - GLI UTENTI DELLA MELA NON DEVONO PIÙ SCEGLIERE IL SISTEMA OPERATIVO NUOVI SOFTWARE EVOLUTI PERMETTONO DI UTILIZZARLI IN CONTEMPORANEA - NEGLI USA LE APPLICAZIONI (80 $) VANNO A RUBA - LO SCRITTORE DI FANTASCIENZA BRUCE STERLING: “NON VORREI UN PC COI DIFETTI DI ENTRAMBI. IL FUTURO È GOOGLE”…

1 - MAC SENZA CONFINI ABBATTUTO IL MURO TRA APPLE E WINDOWS...
Angelo Aquaro per "la Repubblica"

S´erano tanto odiati e adesso eccoli lì, fianco a fianco, schermo a schermo, Windows e Mac, le Finestre e la Mela, da trent´anni nemici giurati del software e dell´hardware. Sembrava una sfida inconciliabile, Coppi e Bartali, Beatles e Rolling Stones. E invece, anche qui, il Muro è caduto. Abbattuto dall´ultima rivoluzione: quella dei mondi virtuali. Per carità: come vi suggerirà qualsiasi ragazzino appena più "smanettone" di voi, il muro era caduto da un pezzo.

Almeno da quando la Apple di Steve Jobs aveva lanciato quel software BootCamp che permetteva di far girare sui suoi computer i programmi pensati per i pc Windows di Bill Gates. Vero è che ci sono voluti tre anni - dall´aprile 2006 all´agosto 2009 - perché l´applicazione si "stabilizzasse", come si dice in gergo. Ma il limite di BootCamp era ed è quello di richiedere una scelta all´accensione del computer.

Il programma obbliga infatti a dividere il disco fisso del Mac in due partizioni: una gira col sistema operativo Apple (Leopard è l´ultima versione), l´altra con quello di Windows (dal vecchio Xp al criticatissimo Vista: manca ancora l´applicazione per farlo girare senza problemi sul nuovissimo Windows 7). All´accensione si sceglie: Mac o Windows.

La rivoluzione virtuale adesso abbatte anche l´ultima barriera: Mac e Windows corrono in parallelo, facendo girare i programmi Apple - l´album fotografico di iPhoto, il jukebox di iTunes o l´orchestra di GarageBand - e contemporaneamente anche i programmi pensati per la concorrenza: dalla musica in streaming di Rhapsody ai videorecorder della Sony, per esempio, che non interagiscono direttamente con Apple. Il miracolo si deve a un paio di programmi (VmWare e Parallels) che qui negli Usa costano 80 dollari e in Europa 80 euro.

Il vantaggio? Invece di lanciare BootCamp, e occupare così una parte del disco fisso, questi programmi lanciano sul Mac una "macchina virtuale": basta caricare il sistema operativo Windows (che va acquistato a parte) ed è fatta. Il limite rispetto a BootCamp è una maggiore lentezza che però si nota soprattutto sui programmi di grafica e una minore stabilità. E per chi vuole risparmiare c´è un programma gratuito, VirtualBox 3.1 (http://virtualbox. org), che però fa girare solo Xp e questo sì è decisamente più lento dei due software commerciali.

Anche qui va detto che i programmi non sono una novità assoluta: ma con le ultime versioni superveloci (VmWare è alla 3.1, Parallels alla 5.0) da prodotti di nicchia sono diventati - nota anche il Washington Post - successi commerciali. Nell´attesa dell´ennesima rivoluzione prossima ventura. Che per gli esperti si perde nelle nuvole: quelle "cloud", quelle librerie virtuali, in cui conserveremo la nostra musica, i nostri libri, la nostra agenda, i nostri giochi. Un mondo elettronico in cui supereremo tutto ciò che ci divide: anche la fede in Mac o Windows.

2 - BRUCE STERLING: "MA IO GUARDO AVANTI IL FUTURO È GOOGLE"...
Jaime D´Alessandro per "la Repubblica"

«È l´ultimo passo di una storia che va avanti da tempo. Ma io non ne posso più sia dei continui aggiornamenti che la Apple impone per tutti i suoi software, sia del pullulare di virus su sistemi operativi targati Microsoft». Bruce Sterling, guru del mondo digitale e "padre" del genere letterario cyberpunk assieme a William Gibson, commenta così l´abbattimento dell´ultima barriera fra due universi da sempre distanti. «Sono un uomo Mac - precisa - ma uso anche il pc. E ora non vorrei che venisse fuori il peggio di entrambi. Un computer pieno di virus e che spesso deve scaricare una versione più aggiornata di qualche suo programma».

Insomma, il crollo di questo muro non le fa impressione?
«È parziale e tardivo. Gli utenti Mac possono usare Windows da tempo, ma non è vero il contrario. Dato che la Apple è gelosa del suo ecosistema fatto di computer, iPhone, iPod, iTunes e via discorrendo. Un mondo molto ordinato e rassicurante rispetto a quello della Microsoft, che Jobs&Co. controllano completamente. E non penso abbiano intenzione di permettere che altri ci mettano le mani».

Quindi la rivalità resta?
«No. Apple e Microsoft contro Google, che è la forza con la quale confrontarsi oggi. Ha il suo sistema operativo per cellulari, Android, e quest´anno lancerà quello per pc, Chrome Os, fortemente legato al Web e al "cloud computing". Software e dati saranno online. E per accedervi basterà avere un portatile ultra economico. Si tratta della nascita di un nuovo ecosistema perfettamente integrato, facilissimo da usare, fatto di applicazioni per le quali non bisogna sborsare un soldo e che vivono in simbiosi con le infinite possibilità di Internet. Altro che Mac o Windows».

 

 

 

 

[04-01-2010]

 

 

 

GOOGLE LANCERÀ IL SUO TELEFONINO...
Da "La Stampa" - Lo ha sempre negato, ma alla fine Google ha deciso: metterà in vendita un suo telefonino, il Nexus One, che verrà prodotto dalla Htc. Lo scrive il sito web del Wall Street Journal. Il nuovo cellulare, che i dipendenti del colosso di Mountain View stanno già sperimentando, funzionerà con Android, il sistema operativo per smartphone della Google, utilizzato per esempio dall'ultimo nato della Motorola per far concorrenza ai vari iPhone e BlackBerry.

Google venderà il suo telefonino direttamente e online, senza l'intermediazione di compagnie telefoniche. Invece i servizi di telefonia mobile verranno acquistati separatamente, probabilmente rifornendosi da compagnie come Sprint e Verizon. Le vendite del Nexus One inizieranno dai primi del 2010.  

18.12.09

 

ACCORDO GOOGLE, W. POST E NYT PER PAGINE TEMATICHE SEMPRE AGGIORNATE...
(Adnkronos) -
Google, Washington Post e New York Times lanciano le 'living story pages', pagine tematiche in rete aggiornate 24 ore su 24. L 'idea e' quella di semplificare l'accesso alla notizia, raggruppando tutto cio' che riguarda un determinato argomento - ad esempio il caso Tiger Woods - su un'unica pagina web con richiamo continuo agli ultimi aggiornamenti in cima alla pagina.

L'iniziativa nasce sulla scia delle polemiche tra il magnate dell'editoria Rupert Murdoch e in primo luogo Google per la pubblicazione delle notizie giornalistiche redatte da varie testate, tra cui quelle di Newscorp, sul motore di ricerca e su Google News.

Il nuovo strumento di accesso alle notizie in rete - si legge nell'articolo del Washington Post che ne da' notizia oggi - non e' destinato a rivoluzionare il giornalismo ma viene considerato da fonti prossime all'accordo tra il gigante informatico californiano e due dei principali quotidiani del paese come un primo passo in direzione di un nuovo modo di fruire dell'informazione online.  

12.12-09

 

“MELA” SONO CERCATA – C’È CHI BLOCCA (LA APPLE) E C’È CHI SBLOCCA E SI ARRICCHISCE (L’HACKER) - UN FUORICORSO DI 20 ANNI HA TROVATO LA CHIAVE PER APRIRE L’IPHONE NUOVO AD APPLICAZIONI DI TERZI – VIENE PAGATO DALLE IMPRESE TAGLIATE FUORI DA JOBS – E LA APPLE NON RIESCE A FERMARLO…

Valerio Gualerzi per "la Repubblica"

Assomiglia alla storia di Davide e Golia, con il giovane armato di fionda che batte il gigante, il lungo duello tra la Apple e George Holtz, lo studente fuoricorso che riesce regolarmente a vanificare gli sforzi del colosso informatico guidato da Steve Jobs per limitare l´uso dell´iPhone ai soli prodotti graditi all´azienda.

Oppure a Tom e Jerry, dove il topo dispettoso ribalta le parti e manda il gatto al manicomio. I tentativi della Apple di mettere il suo gioiello al riparo dalle incursioni di Hotz vanno avanti infatti da tempo con risultati sempre più frustranti.

Questo mago dell´hackeraggio di appena 20 anni ha riconquistato ora gli onori della cronaca negli Stati Uniti dando alla luce il suo capolavoro. «Si chiama Blackra1n ed è un software in grado di sbloccare un iPhone in appena due minuti: tutto ciò che devono fare gli utenti è infilare il loro cellulare nel pc, lanciare l´applicazione e premere un bottone», scrive con malcelata ammirazione il mensile Wired.

In sostanza, lo straordinario successo di Holtz consiste nel riuscire a vanificare lo sforzo della Apple per decidere cosa si può fare con il suo apparecchio e con quali programmi. Una volta "aperto" con la chiave virtuale che Holtz mette a disposizione gratis online, l´iPhone è in grado di capire e far funzionare anche quelle applicazioni che nelle intenzioni della casa costruttrice dovrebbero essergli vietate. A pagarlo sono infatti le aziende interessate ad entrare anche nel mercato degli utenti iPhone.

La sfida di Holtz inizia infatti nel 2007, quando trascorre le vacanze cercando di capire come far "evadere" il suo iPhone dall´obbligo di abbonamento ad AT&T. Non a caso l´operazione prenderà il nome di jailbreak, evasione. «Quella volta ci ho messo 500 ore, ma rispetto alle difficoltà attuali è stato un gioco», ricorda.

Holtz tra l´altro è solo il più bravo: dietro di lui c´è un´intera comunità di giovani hacker ai quali la possibilità di comprare il nuovo modello Apple solo legandosi ad AT&T appare un sopruso intollerabile. Il contratto obbligatorio è la prepotenza più macroscopica, ma con quella che si dimostrerà una scelta suicida, l´azienda chiede ai suoi clienti di viaggiare con il freno a mano tirato, rinunciando a delle funzioni.

«Sembra quasi che la Apple prima di lanciare l´iPhone non abbia guardato cosa la gente è solita fare con il cellulare, escludendo cose che ormai tutti pretendono», spiega Jay Freeman, uno che si sta arricchendo grazie alla miopia di Jobs. Freeman è il proprietario di Cydia, un sito online dove si possono scaricare (a pagamento e non) tutti i programmi aggiuntivi per iPhone sbloccati. Spesso si tratta di software banali, come quelli che permettono di usare l´apparecchio in lingue di paesi dove non è ufficialmente in vendita.

Eppure la Apple, malgrado le umiliazioni subite, non si dà per vinta. Ha iniziato grandi manovre per scegliere un nuovo capo della sicurezza in grado di dare finalmente scacco a Holtz e ha minacciato una causa per violazione della legge sulla copyright. Anche questa strada sembra però poco promettente.

«In Italia il caso più simile è quello della Sony che chiedeva di bloccare la vendita del modchip, la modifica in grado di "aprire" la sua playstation a prodotti diversi, compresi quelli pirata», spiega l´avvocato Guido Scorza, esperto di diritto informatico. «La giustizia - ricorda il legale - le ha dato però torto, chiarendo che manca la certezza che l´aggiunta del modchip sia finalizzata a compiere un illecito».

 

 

[18-11-2009]

 

 

 

L GRANDE FRATELLO “GOOGLE” – CHE BEL MOTORE DI RICERCA: REGISTRA MAIL E TELEFONATE – SA SE LEGGIAMO NEWS DI DESTRA O SINISTRA – CON GOOGLE MAPS SA DOVE SIAMO – E C’È IL RISCHIO CHE MONOPOLIZZI LA CONOSCENZA – GOOGLE SI DIFENDE: “IL NOSTRO MOTTO È ‘NON FARE MAI DEL MALE’” – MA PRIMA O POI I VERTICI CAMBIERANNO…

Massimo Gaggi per "il Corriere della Sera"

Fog, «fear of Google ». Il timore che l'azienda di Mountain View possa diventare un «monopolista della conoscenza» difficile da scalfire e con un'incredibile forza di penetrazione nelle vite della gente è ormai talmente diffuso che un paio d'anni fa, per evocare le paure suscitate da Google, è stato addirittura coniato un acronimo.

Preoccupazioni che avevano cominciato a prendere forma fin dal 2004, quando l'azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin cominciò ad assumere la forma di una corazzata dell'«information technology ». Che fin dall'inizio non nascose l'ambizione - allora considerata un po' «naive» - di «organizzare tutta la conoscenza del mondo».

Quelle paure, oggi meno citate di qualche anno fa dalla stampa, sono sempre più diffuse e radicate a livello di governi e nelle grandi imprese: la crescita tumultuosa di Google e lo sviluppo di tecnologie potentissime e ubique, capaci di radiografare gli angoli più remoti della realtà, hanno - infatti - nel frattempo moltiplicato le aree «sensibili».

il fondatore di youtube

Non si tratta più solo del controllo dei due terzi del mercato mondiale della ricerca di dati e informazioni o del sistema di posta G-mail che scruta elettronicamente ogni messaggio e invia avvisi pubblicitari personalizzati all'utente «spiato». Le incognite del futuro riguardano anche nuove aree come le comunicazioni telefoniche nelle quali Google sta entrando con la piattaforma Android e i sistemi Google Voice e Google Wave.

 

Certo, oggi i business prevalenti sono ancora quelli legati agli 800 milioni di computer quotidianamente attivati in tutto il mondo. Qui, collegando i suoi vari sistemi - dalla «biblioteca universale» a Google News, dagli archivi sanitari «on line», ai video di YouTube - il gigante della Silicon Valley è teoricamente in grado di costruire una sterminata mappa di profili personali sempre più articolati e penetranti: non più soltanto cosa consumi (gli acquisti online, gli annunci pubblicitari realmente consultati) e dove vai (prenotazioni di voli, treni, alberghi, concerti o teatri), ma anche dove sei in questo momento (dal sistema di localizzazione «Latitude» al nuovo servizio stradale basato su tecnologia satellitare Google Maps Navigation lanciato proprio ieri negli Usa).

E poi, ancora, come stai (dati sulla salute), qual è il tuo presumibile orientamento politico e cosa leggi ( consultazione di siti d'informazione online, accessi alla «biblioteca universale», acquisto di libri digitali).

La società californiana si difende negando di comportarsi da monopolista e sostenendo di aver sempre rispettato il motto dei suoi fondatori: «Don't be evil», non fare mai del male. Ma davanti all'infinita potenza tecnologica di Google, alla concentrazione delle sue strutture in un solo Paese (gli Stati Uniti), la capacità di quest'azienda di far evaporare i «business model» di interi settori produttivi (dai giornali, sempre più in crisi, alle tv, le cui fondamenta vengono erose dalla crescita esponenziale di YouTube) e di trasformare con un «click» la «privacy» dei cittadini in un «optional», il problema non può essere ridotto alla buona fede dei fondatori e di Eric Schmidt.

Anche se si ha fiducia nel vertice attuale di Google, nessuno può garantire per il futuro. E, come abbiamo visto nel caso delle banche «too big to fail» (troppo grosse per essere lasciate fallire), certi problemi è meglio affrontarli per tempo.

Ma, probabilmente, non è nemmeno questo il punto. La questione vera è che l'accelerazione dello sviluppo tecnologico di Google sta creando scenari economici, sociali e anche giuridici mai immaginati prima: problemi che pochi percepiscono e nessuno sembra in grado di affrontare.

Basta pensare a quello che sta per accadere nel mondo dei telefoni dove sono già attivi 3 miliardi di cellulari e, soprattutto, 600 milioni di «smart-phone», capaci di collegarsi a Internet. Per questi apparecchi Google ha sviluppato la piattaforma Android e, in primavera, ha lanciato in via sperimentale il servizio telefonico via web Google Voice e Google Wave: un sistema che registra e archivia tutte le comunicazioni di un utente che vengono trasformate in byte e che viaggiano (gratis) su Internet, anziché sulle normali linee telefoniche. Chiamate che possono sempre essere riascoltate o aggregate con altre comunicazioni per nomi o per argomenti.

 

Quando questo sistema sarà pienamente operativo, l'utente americano (in Europa i problemi regolamentari sono più complessi) che dà carta bianca a Google pur di risparmiare sulla bolletta, non saprà più nemmeno lui quali delle sue telefonate sono passate per i normali canali di tlc (che registrano la chiamata ma non il contenuto della conversazione) e quali, invece, sono state dirottate automaticamente su Internet perché il «software» di Google ha individuato in quel momento una connessione- dati affidabile.

Proviamo solo a immaginare cosa, un domani, tutto ciò potrà significare per le indagini disposte dall'autorità giudiziaria: delle chiamate fatte via Internet la società telefonica legata contrattualmente a quel telefonino non saprà nulla. Quella telefonata sarà stata integralmente registrata, ma si troverà in un «server» lontano, probabilmente negli Usa.

Casi come questo si moltiplicheranno man mano che la convenienza economica spingerà individui e imprese a trasferire dati e «file» dai computer domestici e aziendali alle cosiddette «nuvole»: giganteschi «depositi di megabyte» offerti da operatori come Google. Il «cloud computing» è il nostro futuro: se ne è convinto anche il governo Usa che si sta già preparando. Hanno cominciato ad accettare questa realtà, sia pure con scarso entusiasmo, anche aziende come Microsoft e Yahoo! Ma le domande principali rimangono senza risposta. Chi sarà il re delle nuvole? E chi lo controllerà?

 
[29-10-2009]

 

 

 

MELA” COPI E NON PAGHI? – NOKIA PORTA IN TRIBUNALE LA APPLE E LA ACCUSA DI AVER INFRANTO 10 BREVETTI (TRA CUI GSM, UMTS, LAN WIRELESS) - “CERCA DI OTTENERE UN BIGLIETTO GRATUITO SUL TRENO DELL’INNOVAZIONE” – MO’ SON CAZZI PER JOBS CHE POTREBBE ESSERE COSTRETTO A SBORSARE FINO A 1 MLD € …

 

Luca Fornovo per "La Stampa"

Scoppia la guerra del telefonino tra Nokia e Apple. A scatenare la battaglia legale è la finlandese Nokia. Il produttore di cellulari, numero uno al mondo, ha fatto causa all'americana Apple accusandola di aver infranto, con l'iPhone, ben 10 dei suoi brevetti su Gsm, Umts e Lan senza fili, cioè le tecnologie più utilizzate nella telefonia mobile. L'azione legale è stata presentata al tribunale dello Stato del Delaware e riguarda - spiega la società finlandese - l'utilizzo di tecnologie fondamentali per rendere compatibili i cellulari con uno o più standard sull'iPhone a partire dalla sua introduzione sul mercato nel 2007.

 

Nokia ha spiegato in una nota diffusa ieri che ha già accordi con 40 compagnie in tutto il mondo per l'utilizzo dei suoi brevetti, ma che non ha mai raggiunto un'intesa di questo tipo con la Apple. «Rifiutandosi di rispettare in modo appropriato i diritti di Nokia sulla proprietà intellettuale, Apple cerca di ottenere un biglietto gratuito sul treno dell'innovazione», denuncia Ilkka Rahnasto, vice presidente della divisione legale di Nokia.

La società finlandese dichiara di aver investito circa 40 miliardi di euro in ricerca e sviluppo negli ultimi venti anni. «Gran parte della proprietà intellettuale sviluppata, come i brevetti oggetto della causa, sono stati dichiarati fondamentali per gli standard del settore», osserva la società, senza comunque quantificare i presunti danni causati da Apple nè le ipotetiche richieste. Nessuna dichiarazione per ora, invece, dalla Apple che interpellata da La Stampa si limita a un «no comment».

 

Secondo gli osservatori, se le accuse di Nokia si rivelassero vere, il colosso di Cupertino fondato da Steve Jobs, potrebbe essere costretto a sborsare una cifra non indifferente, fino a un miliardo di euro dato il numero elevato di iPhone venduti dal 2007.

Leader incontrastata del mercato dei telefonini con una quota del 38%, Nokia da qualche anno a questa parte risente dell'agguerrita concorrenza di Apple, Research in Motion (produttrice del Blackberry), Samsung e Lg.

Nokia soffre soprattutto nel segmento degli smartphones, nel quale si sta verificando un vero e proprio boom: la sua quota di mercato nel settore è scesa nel terzo trimestre dal 41% al 35%. Mentre secondo una ricerca di Gartner nel secondo trimestre la quota di Nokia era al 45%, quella di Research In Motion al 18,7%, e quella di Apple al 13,3%.

Le difficoltà di Nokia nelle vendite hanno avuto ripercussioni anche sul bilancio. Per la prima volta dal 1996, la società finlandese ha chiuso il terzo trimestre in rosso: con perdite per 559 milioni di euro rispetto a un utile di 1,09 miliardi dello stesso periodo di un anno fa. Le vendite sono scese a 9,8 miliardi.

 

Al contrario Apple ha chiuso il trimestre decisamente al di sopra delle attese con utili boom in aumento del 47% (a 1,67 miliardi di dollari contro gli 1,14 miliardi di un anno fa). Merito anche dell'iPhone, di cui sono stati venduti 7,2 milioni di esemplari. A Wall Street il titolo ha toccato i 203,62 dollari, superando il massimo storico raggiunto nel dicembre 2007 (a 202,96 dollari).

Ora, però, Apple dovrà fare i conti con questa nuova tegola giudiziaria. Ad aprile era stata la taiwanese Elan Microelectronics a fare causa alla società di Cupertino accusando la società di aver violato un brevetto relativo agli schermi touch screen (un meccanismo sensibile al tocco), all'interno dei propri dispositivi iBook, PowerBook, MacBook, iPhone ed iPod Touch. La denuncia è stata depositata in un tribunale di San Francisco.

 
[23-10-2009]

 

 

 

CINE-IPHONE! – CHE FARE QUANDO IL LAVORO NON C'È E SEI LA REGISTA DI GRANDI FILM COME “ORLANDO” E “LEZIONI DI TANGO”? SALLY POTTER CONFEZIONA IL PRIMO FILM IN ASSOLUTO PENSATO SOLO PER CELLULARI (NOKIA, GOOGLE E IPHONE) – NEL CAST, JUDE LAW E JUDI DENCH E STEVE BUSHEMI…

Laura Putti per "la Repubblica"

La regista inglese che quasi vent´anni fa ci stupì raccontandoci la trasparente androginia di Orlando e che nel ´97 ci rinchiuse in una stanza insieme a lei e a un danzatore di tango (Lezioni di tango) ha deciso di restituirci libertà assoluta. Tanto da adattare il suo cinema allo schermo più mobile che c´è: quello di un telefonino.

Da lunedì al 27 settembre (in sette puntate da una decina di minuti l´una) il nuovo film di Sally Potter sarà visibile gratis sull´iPhone (anche iPod Touch, Google Android G-Phones 1 e 2, Nokia N96, N95 e 6210) via 3G e WiFi scaricando l´icona della piattaforma Babelgum Mobile dall´iTunes Store.

Il film si intitola Rage, rabbia, ed è il primo in assoluto pensato per la telefonia mobile e trasmesso da un cellulare. Dal 28 settembre sarà anche sul sito di Babelgum (www.babelgum.com/rage), con due episodi alla settimana. Uscirà poi in dvd e più in là nelle sale (distribuito in Italia da Mikado).

Ma la rivoluzione non è soltanto tecnologica; è anche, come dice Sally Potter, etica. «Malgrado annuncino che la crisi economica stia passando, sappiamo bene che i tempi saranno lunghi. Bisogna quindi studiare altri modi, più economici, ma non meno artisticamente importanti, di fare cinema» dice la regista.

Eccoci dunque tornati a un cinema di volti, un cinema intimo. «Ma, pur sembrando vuoto, è un cinema pieno di contenuti, saturato di significati. Nel caso di Rage, per creare l´illusione di questa semplicità, ho lavorato moltissimo sulle immagini. Il cinema per me resta una meravigliosa illusione, ma credo che questa minimalità sia sempre di più il suo futuro: per sopravvivere siamo costretti a fare un cinema semplice e per supporti diversi.

Tutti hanno un cellulare e un computer, e gli schermi televisivi casalinghi saranno sempre più grandi». Ecco allora che Sally Potter si è messa dietro alla cinepresa, ha adottato il nome di Michelangelo e l´identità di un giovane e silenzioso studente di cinema («Abbiamo tutti una falsa identità, su Internet»), e ha lasciato parlare molti personaggi. Monologhi di meno di cinque minuti, uno via l´altro.

Facce differenti con alle spalle uno sfondo luminoso che la dice lunga su chi parla e le cose che dirà. Una storia ambientata nel narcisistico mondo della moda; una storia da costruire come un puzzle, tra Bergman e Rashomon, racconto dopo racconto, che si trasformerà in un thriller con tanto di morti ammazzati in passerella.

Al frugale progetto di Rage ha aderito un cast stellare: tra gli attori c´è Jude Law mai visto così a suo agio (e così bello) nei panni della supermodel Minx, travestito di origini russe; c´è Judi Dench, disincantata giornalista di moda; Dianne Wiest, manager e proprietaria della casa di moda nella quale è ambientato il film; John Leguizamo è una guardia del corpo, e proprio durante il suo monologo si udiranno colpi di pistola e urla (ovviamente non vedremo la scena);

Steve Buscemi è il fotografo scoppiato Frank, dalla guerra alla moda; la meravigliosa Adriana Barraza (la cameriera messicana di "Babel") è la costumista, unico personaggio dolente e veramente positivo; Simon Abkarian (bravissimo attore di origini armene, al momento molto attivo in Francia) è lo stilista Merlin; Lily Cole è la baby modella Lettuce Leaf (foglia di lattuga). «Ho proposto la parte e loro hanno accettato subito» dice Sally Potter.

«Oltre che dalla storia e dalla sfida tecnologica sono stati attratti dal tipo di produzione: nessun attore ha incontrato un altro, ognuno ha lavorato per due giorni e il set era composto di tre persone: l´attore, io con la cinepresa e l´ingegnere del suono. C´era anche chi si occupava delle luci e qualcuno al computer. Ma erano nascosti, fuori dal set».

 
[18-09-2009]

 

 

 

la pillola del “dopodomani” – DEBUTTA IN FRANCIA L’ANTICONCEZIONALE CHE PUò ESSERE PRESO CINQUE GIORNI DOPO IL RAPPORTO SESSUALE – CATTOLICI SUL PIEDE DI GUERRA (PARAGONI CON RU486) – IL “MADE IN FRANCE” FARMACEUTICO SUPER INNOVATIVO – IN ITALIA…

Leonardo Martinelli per "Il Sole 24 Ore"

 

La pillola del giorno dopo? Non basta più: adesso arriva quella del «dopodomani». La chiamano già così in Francia, dove, al pari di Germania e Regno Unito, dovrebbe essere in vendita dalla fine del mese. Inventato e fabbricato da Hra Pharma, la multinazionale con sede a Parigi che ha fatto la sua fortuna con la pillola del giorno dopo (venduta in Francia ormai da dieci anni), questo nuovo prodotto contraccettivo si chiamerà EllaOne.

Permetterà di evitare una gravidanza indesiderata, se la donna la ingerirà entro cinque giorni dal rapporto sessuale, mentre nel caso della pillola del giorno dopo non si può superare le 72 ore (in realtà l'efficacia è molto più alta nelle prime dodici, per poi ridursi sensibilmente in seguito).

Nel prossimo fine settimana, al congresso della Società europea di ginecologia che si terrà a Roma, verranno presentate le caratteristiche della nuova pillola. Ma a Parigi, negli ultimi giorni, sono già stati già resi noti i risultati degli studi clinici portati avanti sul farmaco, a base di una nuova molecola, l'ulipristal: hanno rilevato un'efficacia del 95%, costante nei cinque giorni.

Bruxelles ha già concesso il via libera alla commercializzazione del prodotto, mentre il 24 settembre sarà l'Agenzia europea per i medicinali a pronunciarsi, anche se il sì è dato per scontato. Pochi giorni dopo la pillola dovrebbe essere in vendita nelle farmacie francesi, ma solo dietro ricetta (quella del giorno dopo, invece, è in vendita libera).

Hra Pharma ha chiesto alle autorità pubbliche che il farmaco venga rimborsato. La procedura può durare anche nove mesi, ma non è escluso che i tempi siano ridotti, come avvenne nel 1999 per la pillola del giorno dopo. Obiettivo: sostenere il «made in France» innovativo del settore dei medicinali.

Non manca qualche polemica, soprattutto da parte di alcune associazioni cattoliche francesi che paragonano la pillola «del dopodomani» a quella abortiva (Ru486), che ha scatenato notevoli proteste ovunque, Italia inclusa. Ma secondo Elisabeth Aubeny, ginecologa, alla guida dell'Associazione francese per la contraccezione, non esistono ambiguità fra i due prodotti.

«L'EllaOne impedisce l'ovulazione - ha spiegato ieri al Figaro- mentre la Ru486 fa sì che non avvenga l'impianto dell'ovulo nell'utero. È davvero un progresso rispetto agli insuccessi indiscutibili della pillola del giorno dopo».

 
[09-09-2009]

 

 

 

il giorno delle mele STREGATE – jobs E BEATLES rimangono ancora separatI - MR. APPLE torna alla ribalta magro e smunto dopo IL trapianto di fegato E presenta l’ipod di nuova generazione: piccoli computer tascabili, con i quali fare foto e video, vedere film e collegarsi ad Internet e, soprattutto, giocare… -

Ernesto Assante per "La Repubblica"

L´appuntamento è nel giorno in cui i Beatles rinascono nell´era digitale, con l´uscita della versione rimasterizzata di tutti i loro album e la pubblicazione del primo videogioco in cui si vestono i panni del Fab Four. Ma lo slogan con il quale la Apple ha convocato i giornalisti di mezzo mondo a San Francisco e Londra per annunciare le proprie novità nel campo della musica porta la firma dei Rolling Stones, quell´"It´s only rock´n´roll, but i like it", corretto con un "we" che cerca di avere un sapore più ecumenico che aziendale.

Ma non ci sono i Beatles né gli Stones sul palco dello Yerba Buena Center di San Francisco: c´è l´uomo che al comando della sua Apple ha rivoluzionato il mondo della musica e che fa il suo ritorno in scena dopo una lunga malattia. La platea lo accoglie con l´entusiasmo che normalmente è riservato alle star.

Steve Jobs, vestito come sempre (un paio di jeans, la maglietta nera e le scarpe da ginnastica), viene sommerso da cinque minuti di applausi, e un po´ si commuove, guardando quella piccola folla di giornalisti e addetti ai lavori che lo acclama.

«Se sono qui lo devo alla generosità di un uomo di venti anni, morto in un incidente stradale», dice riferendosi al trapianto di fegato che ha subito cinque mesi fa e che gli ha permesso di essere in sella alla Apple ancora una volta. Jobs torna e con un pizzico di ironia nel giorno dei Beatles sceglie gli Stones, per aumentare la confusione attorno al possibile annuncio di un accordo tra lui e i Beatles per il download legale della loro musica. Ma l´accordo non c´è, Jobs non annuncia l´arrivo dei Beatles in iTunes: le due "mele", la sua e quella di McCartney, rimangono ancora separate.

Un pizzico di delusione c´è, dunque, nei molti che aspettavano l´annuncio, e quindi le novità della Apple per la nuova stagione, tutte legate agli iPod, per quanto possano essere interessanti non scaldano l´atmosfera. La scalda solo lui, il piccolo Steve, magro e smunto ma non ancora deciso a mollare, pronto a presentare alla platea la strategia della Apple per i prossimi mesi, tutta legata ai piccoli lettori portatili che hanno segnato la fortuna della sua azienda negli ultimi anni e hanno rivoluzionato il mondo della musica.

I numeri parlano chiaro: 225 milioni di iPod venduti, il 73 per cento del mercato americano, il 68 di quello inglese, i due principali mercati musicali del mondo, fanno dei lettori mp3 della Apple l´oggetto consumer di maggior successo della storia. E non basta, perché iTunes, il negozio on line attraverso il quale la Apple vende musica, film e programmi, è diventato il primo negozio di musica al mondo, vende più di qualsiasi negozio su strada, di qualsiasi catena di megastore.

E´ solo rock´n´roll ma ci piace, dice Jobs: eppure la musica, ormai, è solo una scusa, perché in realtà il boss della Apple presenta i nuovi modelli di iPod per quello che sono, piccoli computer tascabili, con i quali fare foto e video, vedere film e collegarsi ad Internet e, soprattutto, giocare.

La strategia per la nuova stagione è quella di muoversi all´attacco del mercato della Sony e della Nintendo, che con le loro Psp e Ds dominano il mercato dei videogaming portatile. E l´attacco arriva con una raffica di giochi, oltre 21.000, disponibili per gli iPod e gli iPhone, contro i 600 titoli della Playstation portatile e i circa 3700 del Ds della Nintendo. Giochi firmati da grandi case di produzione e venduti a prezzi che sono spesso molto meno della metà dei concorrenti.

Jobs presenta anche i nuovi iPod, soprattutto il nuovo iPod Nano, che ha come principale novità quella di una videocamera integrata, che trasforma il piccolo lettore mp3 in una perfetta macchina multimediale. Prezzi ridotti, migliore sincronizzazione con i computer, nuove funzioni come l´home sharing, ovvero la possibilità di trasferire la propria musica dentro casa senza fili tra cinque computer diversi, e per gli appassionati di musica l´arrivo degli "album", ovvero la traduzione del vecchio concetto dei dischi in vinile, con altri contenuti oltre che la musica, nell´era digitale.

 
[10-09-2009]

 

 

E' disponibile online Volvo-The Game, il videogame gratuito Volvo

 

Volvo offre online il videgioco gratuito "Volvo-The Game", per sfidare la pista a bordo di C30, S40, S60 850 e la poderosa 240 Turbo Gruppo A

Divertirsi alla guida di una Volvo in assetto da competizione. E' possibile con Volvo-The Game, il videogioco realizzato dalla Casa svedese in collaborazione con SimBin Studios che ripresenta i modelli da corsa degli anni passati, ma con una novità: la Volvo S60 Concept (in versione normale o racing). Per giocare basta collegarsi al sito www.volvocars.com/game (versione in inglese) ed effettuare il download gratuito dell'applicazione sul proprio computer.

Disponibile in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, Volvo-The Game offre sei modelli diversi di vetture che si sfidano su due tracciati da corsa perfettamente fedeli alla realtà: la Gothenburg Eco Drive Arena a e il tracciato di Chayka nei pressi di Kiev, in Ucraina.

Tra le auto da scegliere ci sono appunto il Concept S60, la Volvo C30 che attualmente corre nel STCC (il Campionato Svedese Turismo), la versione precedente dell'S60 (anch'essa disputa l'STCC), la Volvo S40 che ha riscosso importanti successi nel Campionato britannico Touring Car (BTCC), la storica Volvo 850 e una gloria del passato: la Volvo 240 Turbo Group A.

Creato nell'autunno del 2008, Volvo-The Game ha tratto ispirazione dall'omologo gioco dedicato all'STCC. Un team di 15-20 tecnici si è messo al lavoro per creare un'esperienza ludica più realistica possibile, ottenuta anche grazie a un'attenta cura dei dettagli (ogni vettura presenta caratteristiche di guida differenti e ha richiesto circa un mese di lavoro per essere riprodotta in modo identico alla versione originale).

Per offrire un'esperienza di gioco realistica inoltre è possibile anche collegare una console con volante e pedali al computer e avere la sensazione di guidare "dal vero". Altrimenti bisogna accontentarsi della normale tastiera del PC o del tradizionale game-pad. Come nella realtà infine l'utente può decidere se disinserire in modo parziale o totale il sistema anti bloccaggio di frenata ABS.

 

di Lorenzo Stracquadanio
27/05/2009

 

 

SFIDA ALL’OK BLOG - GILIOLI RISPONDE A FACCI: CARO FILIPPO, COME FAI A NON SAPERE CHE UN BLOG È GIÀ OGGI DEL TUTTO RESPONSABILE PENALMENTE SE INGIURIA O DIFFAMA? – NON SI PUÒ APPLICARE AI BLOG DELLE LEGGI PENSATE MEZZO SECOLO FA PER LA CARTA STAMPATA…

Dal Blog di Alessandro Gilioli
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/07/07/14-luglio-


Vedo con piacere che anche Il Giornale si occupa della giornata di "rumoroso silenzio" dei blog, per la penna di Filippo Facci: un collega che non reputo per niente stupido, ma che ogni tanto si riposa anche lui.

 

Prima di tutto, va specificato che non intendo contestare Facci per il quotidiano che gli ha pubblicato il pezzo in prima pagina, di proprietà del capo del governo che vuol imporre il decreto in questione. E' la vecchia questione del conflitto d'interessi, e mi dispiace che "di là" non si accorgano che le prime vittime ne sono proprio loro, diminuiti dal conflitto in questione in termini d'autorevolezza e credibilità

Ma, appunto, non parliamo del "Giornale" e parliamo invece dei contenuti del pezzo di Facci.

A un certo vittimismo di categoria stile mi-straccio-le-vesti, roba insomma da giornalisti, ora si aggiunge un'antistorica e anche un po' patetica - mi scuseranno - pretesa di separatezza da parte dei cosiddetti blogger, i proprietari cioè di blog e di siti internet che per il prossimo 14 luglio hanno indetto uno sciopero: in pratica significa che non aggiorneranno i loro blog con ciò ritenendo - mi scuseranno ancora - che gliene freghi qualcosa a qualcuno.

 

Prego, sei scusato, meglio patetici che supini. Che invece gliene freghi qualcosa a qualcuno - a parte le migliaia di cittadini che tengono un blog e che sono un pezzo della società - è evidente dal semplice fatto che ne scrivi anche tu, dopo che ne hanno parlato parecchio giornali, radio e tivù, oltre al fatto che se ne parla parecchio sia on line sia off line, in questi giorni: c'è tra l'altro un tentativo di mediazione in corso da parte di alcuni parlamentari del Pdl, c'è una proposta di emendamento dell'Idv. Non pretendo che la cosa al momento interessi al mio ortolano Tonino, ma forse a suo figlio di 13 anni sì, magari tra un paio d'anni, quando terrà un blog anche lui e subirà gli effetti di questa legge.

Loro la chiamano «giornata di protesta contro il decreto Alfano e l'emendamento ammazza-internet», che poi sarebbe quella parte del decreto (comma 28, lettera a dell'articolo 1) secondo il quale «Per i siti informatici le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono». In pratica, cioè, dovrebbero comportarsi come il resto della stampa ed esserne più o meno equiparati: e peggior bestemmia per loro non esiste.

 

Mah, qui veramente nessuno ha detto che l'equiparazione è una bestemmia, tanto che la protesta è nata anche da giornalisti che fanno i blogger, o da blogger che fanno i giornalisti, vedi tu. Siamo tutti comunicatori, oggi, professionisti e non: è il Web 2.0, bellezza. Il fatto è che un'applicazione di norme pensate decenni fa per la carta stampata a una realtà molto diversa come i diari on line - compresi quelli dei ragazzi di 15 anni - è (quella sì) del tutto antistorica, oltre che un po' ignorante. Poniamo che l'adolescente Giovannino scriva che la compagna di classe Teresa è un po' racchia, poi la mamma di Teresa si incavola e chiede la rettifica immediata: beh, se Giovannino non scrive subito che in realtà Teresa è splendida (magari solo perché per due giorni non si collega in rete), si becca un bel cinquemila euro di multa. Caspita, che legge lungimirante! E non ti viene il dubbio che una norma così burocratizzi la comunicazione on line, non solo di Giovannino? E che da Giovannino si arrivi a disincentivare buona parte dei contenuti immessi in Internet?

A peggiorare le cose c'è che a promuovere l'iniziativa c'è un collega dell'Espresso con non reputo per niente stupido, Sandro Gilioli, ma che ogni tanto si riposa anche lui.

Grazie. Ma in questi giorni riposo poco.

Che cosa vogliono costoro? È semplicissimo: vogliono che la rete resti porto franco e che permanga cioè quella sorta di irresponsabile e anarchica allegria che era propria di una fase pionieristica di internet e che era precedente a quando «la rete» non era ancora divenuta ciò che è ora: un media rivoluzionario, ma pur sempre un media, dunque la propaggine di altri media anche tradizionali che sono regolati dalla legge come tutto lo è. Nel credersi una razza a parte, invece, i blogger si credono alternativi anziché complementari a tutto il resto, si credono vento anziché bandiera: in lingua italiana significa che vogliono continuare a poter fare l'accidenti che vogliono e quindi a scrivere e a ospitare qualsiasi «opinione» anche diffamatoria, qualsiasi sconcezza o tesi incontrollata e appunto declinata di ogni responsabilità.

No Filippo, da te questa sciocchezza non me l'aspettavo. Come fai a non sapere che un blog è già oggi del tutto responsabile penalmente se ingiuria o diffama? Hai idea di quanti blogger siano stati denunciati per diffamazione (ah, compreso il sottoscritto...). Perché proprio tu - che di blog ci capisci - scrivi un'inesattezza così grave? E come fai a non sapere che - al contrario di quanto scrivi - diversi blogger stanno collaborando con parlamentari e giuristi per l'estensione condivisa di norme sulla Rete?

Nessuno tra gli organizzatori della giornata di "rumoroso silenzio" del 14 luglio, si crogiola nell' "irresponsabile e anarchica allegria" di cui parli. Ma un conto è pensare norme moderne che partono dalla realtà e dalle dinamiche della Rete, un altro è applicare meccanicamente ai blog e alle piattaforme di condivisione delle leggi pensate mezzo secolo fa per un altro mezzo, cioè la carta stampata. Inoltre: credo che se tu ci rifletti bene, arrivi alla conclusione che definire la Rete "una propaggine" dei media tradizionali - perdonami - è una grave corbelleria.

Simbolo ne è poi l'anonimato dietro il quale milioni di cuor di leoni abitualmente lanciano sassate e nascondono la tastiera. In teoria non dovrebbe essere così già ora: le leggi sulla diffamazione infatti già riguarderebbero anche loro, dovrebbero rispondere cioè di insulti e falsità come chiunque altro. In pratica non succede niente del genere: e siamo al punto, l'unico che conta, che cioè non va bene, così non funziona. In rete circola ogni cosa e risalire a un responsabile è un'impresa disperata o inutile, soprattutto se alla fine ti spunta solo un incolpevole ragazzino che pensava di scarabocchiare i muri della sua cameretta virtuale o poco più. Va da sé che lo sciopero abbia tonalità insopportabilmente apocalittiche (e il bavaglio, e ci vogliono zittire, il solito martirio) e va da sé che la maggioranza degli aderenti non pare aver capito neppure di che cosa si sta parlando.

Ecco, vedo che con l'esempio della cameretta virtuale e del ragazzino inizi a comprendere un po' meglio la complessità del problema. Vedi Filippo, di fronte a un fenomeno innovativo come la Rete (l'editoria diffusa, le "camerette" su MySpace, etc) ci sono due approcci: o uno rinuncia ad affrontare e a capire gli elementi di novità e di complessità, e per pigrizia intellettuale si limita ad applicare all'elemento nuovo regole pensate per elementi vecchi; oppure si sforza di comprendere quello che di nuovo sta accadendo per affrontarlo con strumenti diversi, magari confrontandosi con chi in Italia e all'estero studia da anni questi fenomeni. Chi ha scritto la legge che tu difendi ha scelto, decisamente, la prima strada. Non è da te seguirlo.

A uno come Gilioli, poi, io non chiederei un silenzio di cui non importa a nessuno: chiederei che spiegasse come risolvere dei problemi che indubbiamente ci sono. Sennò deve capire che i blogger ne escono come dei reazionari e basta, altro che la rivoluzione e la rete e tutte le menate.

No, nessuno parla di rivoluzioni, ma qui di reazionario c'è solo il tuo articolo. Quanto a "risolvere i problemi che ci sono" (e meno male che ammetti che ci sono) è ovvio che io da solo non combino un bel niente. Però c'è una cosa che si chiama confronto, discussione, proposta diffusa (immagino non ti piaccia la parola "crowdsourcing"). Forse per legiferare sulla rete questa cosa è necessaria. Altrimenti vengono fuori i mostri come l'emendamento D'Alia, che prima è stato approvato al Senato poi è stato fatto fuori alla Camera, perchè (grazie alle tantissime proteste in Rete, quelle di cui non frega nulla a nessuno....) i parlamentari si erano accorti che era una boiata pazzesca.

Così pure, sono abbastanza certo che Gilioli la vedrebbe diversamente se fosse capitato anche a lui quello che capita a me da anni solo perché un giorno ebbi l'impudenza di criticare Beppe Grillo; gli racconterei, cioè, la lotta contro i mulini a vento per impedire che ogni notte, sull'enciclopedia Wikipedia, sotto la voce che porta il mio nome, dovesse leggersi che assumevo abitualmente stupefacenti o fossi sessualmente perverso; l'impossibilità di prendersela con siti o blog che avevano server nel Wisconsin, perdere tempo e soldi con avvocati costretti a inseguire fantasmi internettiani che diffondevano notizie false e orrende ma che qualcuno faceva sempre in tempo a leggere, archiviare, rilanciare. Provi a digitare il mio nome in chiave di ricerca, Gilioli, e poi mi dica che cosa dovrei fare secondo lui: tenendo ben conto che non ho mai querelato nessuno in vita mia né vorrei farlo.

Vedi, Filippo, il fatto che tu sia oggi più conosciuto e stimato di ieri è proprio la prova che la Rete tende ad autocorreggersi, a marginalizzare le voci senza credibilità. Se un idiota scrive che sei pedofilo, alla fine, sarà lui a perdere autorevolezza e credibilità in Internet, non tu. Guarda che - seppur assai meno conosciuto di te - li ho avuti anch'io i miei problemini, e la Rete è piena di insulti paranoici anche verso di me. Ma questi screditano chi li scrive, non chi li subisce.

Ma a parte me, che ora non c'entro un tubo, il problema più generale resta un altro: i blogger o sono ragazzini o sono ragazzini dentro, spesso scelgono di non filtrare nulla e di non moderare il proprio blog e di fottersene insomma del codice civile e penale che riguarda quella retroguardia che è il resto del mondo. Ma un irresponsabile deve restare tale ovunque bazzichi, sorry: la tua libertà non può andare a discapito della mia, la regola non cambia mai, neppure in internet. Gli scioperanti temono che un semplice obbligo di rettifica possa «disincentivare e soffocare la comunicazione on line non solo nei blog, ma anche nelle piattaforme di condivisione dei contenuti». Sciocchezze. Gli assennati non hanno niente da temere. Ne hanno i cretini, gli anonimi e i disinformati. Quando mi è capitato d'incrociarli o di beccarli, poi, erano quasi sempre personcine che semplicemente non avevano il coraggio di dare un nome e un cognome alle proprie opinioni. Qui, nella retroguardia, li chiamiamo vigliacchi.

No, ti prego: non dare una definizione univoca dei blogger, come se fossero un'entità omogenea. I blogger sono come gli automobilisti, i passanti, gli amanti del gelato al cioccolato e i subacquei: persone, semplicemente persone, tra le quali trovi di tutto, vigliacchi e coraggiosi, idioti e intelligenti, e così via. Se violano il codice penale, vengono perseguiti e ci mancherebbe. Ma una legge che applica meccanicamente alle "camerette" di MySpace le norme pensate per il Corriere della Sera, è semplicemente stupida.

E lo sanno anche i parlamentari del Pdl (sì, del Pdl: come Antonio Palmieri e Bruno Murgia) che in queste ore si stanno sbattendo per far approvare un ordine del giorno che consenta un'interpretazione della legge che non vada a incidere in modo devastante sui blog e sulle piattaforme di condivisione. Ah, tra l'altro: si stanno sbattendo anche grazie a questa protesta on line, di cui secondo te non frega niente a nessuno

 

 
[07-07-2009]

 

 

 

CARATTERISTICA PRINCIPALE: orologio con funzioni di telefonia mobile.

Samsung S9110 - SCHEDA TECNICA Samsung S9110

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Samsung S9110
 

 

 

 

 

Prezzi online Samsung S9110

news collegate Samsung S9110

Scheda Tecnica Samsung S9110

MARCA

Samsung

MODELLO

S9110

MISURE E DIMENSIONI

Peso: 91 gr.
Altezza: 58 mm.
Larghezza: 41 mm.
Profondità : 12 mm.

DISPLAY

Display: 176x220
Doppio Display: No
Principale: 176x220 a 1,7 pollici TFT touch a 262.144 colori
Secondario: No
Touchscreen: Si

AUTONOMIA

Batteria: Li-Ion 630 mAh
Standby: h
Conversazione: h

FUNZIONI BASE

Rubrica: Si
Fotorubrica: No
Vibracall: Si
Voice Memo: Si
Vivavoce: No
Scrittura Facilitata: Si
Tastiera Qwerty: No

DATI

Usb: No
Miniusb: No
Pc Sync: No
Pict to Bridge: No
Push to Talk: No
Push to Mail: No
Bluetooth: Si (2.1 con A2DP)
Irda: No
Wifi: No

BROWSER

 

SUPPORTO RETI

Rete: Dual Band Gsm (900/800)
Wap: No
Gprs: Si (Classe 10, 48 kbps)
Umts: No
Imode: No
Edge: No
Hscsd: No
Hsdpa: No

GPS

No

 

 
COMUNICAZIONE

Mms: Si
Ems: Si
Email: Si (pop3, smtp, imap)
Fax: No

MULTIMEDIA

Loghi: Si
Suonerie: Si (Download)
Polifoniche: Si
Formati Suonerie: MP3
Giochi: No
Screensaver: No
S.O.: Proprietario
Java: No
Lettore Mp3: Si (Player)
Lettore Mpeg4: No
Radio FM: No
Visual Radio: No

FORMATI AUDIO E VIDEO

Audio: MP3, MIDI, AMR;
Video: No.

MEMORIA

Interna: 40 Mb
Esterna: No

FOTOCAMERA

Fotocamera: No
Tipo Fotocamera: No
Risoluzione Foto: No
Registrazione Video: No
Risoluzione Video: No
Opzioni Fotocamera: No
Videochiamata: No

VIDEO E TV

Video: No
Videostreaming: No
Tv Mobile: No
Uscita Tv: No

SPOT

 

NOTE E DETTAGLI Samsung S9110

- Schermo con superficie resistente a urti e graffi;
- Riconoscimento vocale;
- Organizer.

ULTIMI 5 COMMENTI SU Samsung S91

 

 

 

TOCCA LA MELA E LEGGI - NETBOOK REVOLUTION: 800 €, TOUCHSCREEN, DIMENSIONI I-PHONE, PRESTAZIONI COME QUELLE DI UN COMPUTER, USCIRA’ AD OTTOBRE - ACCORDI CON LE MAJOR DISCOGRAFICHE PER STIMOLARE LE VENDITE SU ITUNES...

Da Lastampa.it

TABLET APPLE

Uscirà ai primi del 2010 un rivoluzionario prodotto Apple, ovvero, un dispositivo tablet e soltanto touch-screen. È quanto si legge nella blogosfera, e in particolare sul sito, spesso attendibile, Appleinsider.

Questa volta si parla di un netbook Apple il cui debutto sarebbe atteso addirittura per ottobre, almeno stando a quanto afferma il sito taiwanese InfoTimes, che pubblica anche il prezzo previsto per il prodotto - circa $ 800, prezzo piuttosto alto per un netbook ma in linea con la filosofia della casa di Cupertino -, i nomi dei fornitori dei componenti e del costruttore del netbook stesso, oltre ad alcune specifiche tecniche di base.

Secondo il webzine, l'azienda statunitense ha ordinato i componenti necessari alla realizzazione del netbook presso 3 produttori taiwanesi: Wintek, che produrrà gli schermi touchscreen, Foxconn, già era stato citato come responsabile dei netbook dell'azienda di Steve Jobs, costruirà il netbook stesso, mentre Dynapack International Technology dovrebbe essere l'azienda incaricata di fornire le batterie che alimenteranno il dispositivo mobile.

Il dispositivo avrà più o meno le sembianze dell'Iphone e dell'Ipod Touch più grande, ma avrà le prestazioni di un vero e proprio computer. Per questo, Apple starebbe approntando dei nuovi microprocessori originali, tornando a quando il cuore dei Mac era fabbricato in casa e non dalla Intel.

Il dispositivo, dotato di uno schermo touchscreen di 9,7 pollici e forse una tastiera fisica, potrà connettersi alle reti Wi-fi e 3G. Secondo le previsioni degli analisti, Apple potrebbe portare sul netbook l'esperienza d'uso, e forse anche il sistema operativo, dell'iPhone (così come Android sarà usato sui netbook Acer), magari producendo un prodotto privo di tastiera integrata, che ne userà, quindi, una esterna.

Ma le novità per la casa di Cupertino non sono finite qui. Apple sta lavorando con le quattro principali multinazionali discografiche - anticipa il Financial Times - per stimolare le vendite di musica attraverso il proprio sito Itunes collegando al download musicale una «copertina» digitale e contenuti dell'album. I contatti con Emi, Sony, Warner e Universal si sono concretizzati in un progetto di collaborazione chiamato «cocktail», secondo quanto rivelato al quotidiano britannico da fonti vicine al dossier. Il lancio del nuovo «download» arricchito è previsto per il prossimo mese di settembre.

 

 
[27-07-2009]

 

 

 

OGGI SCIOPERO BLOG "contro il cosiddetto obbligo di rettifica. con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet" - MA C'è CHI NON è D'ACCORDO...

vittorio zambardino per Repubblica.it

Sciopero dei blog con un "rumoroso silenzio". Inteso non solo come astensione dalla scrittura, ma anche come manifestazione di piazza, prevista per oggi a Roma, alle 19 a Piazza Navona. Contro cosa? Contro il decreto Alfano (o "intercettazioni"), anzi contro un suo articolo specifico, quello che prevede - recita il Manifesto di "Diritto alla Rete" che è il nome dell'iniziativa: "contro il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, e che se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet".

In sostanza gli estensori di quella legge hanno pensato che oltre al bavaglio ai giornalisti, aggravato anche da pesanti sanzioni pecuniarie agli editori, si potesse finalmente mettere un vincolo serio ai blogger che dovessero incorrere in una inesattezza grave e quindi nella necessità della rettifica. Peraltro una questione già regolata da leggi.

Se il blogger non ottempera all'obbligo, ci sono sanzioni tali (oltre i diecimila euro) da scoraggiare qualsiasi espressione libera da parte di privati che non dispongono né dei soldi né degli avvocati né della voglia di mettersi nei guai. Ed è questo il punto, non il rifiuto di ripristinare la verità rispetto ad affermazioni false, ma la natura intimidatoria e dissuasiva della misura che è oggetto della protesta.

L'idea è nata da un giornalista blogger, Alessando Gilioli, dell'Espresso e dal giurista Guido Scorza, che si occupa di diritti e di censura in rete, e in un primo mom ento prevedeva che la protesta si svolgesse in coincidenza con lo sciopero dei giornalisti contro quel provvedimento. Lo sciopero è stato in seguito rinviato ma i blogger hanno confermato la loro manifestazione.

Per chi volesse leggere tutto il manifesto e le caratteristiche del "rumoroso silenzio" l'indirizzo di Diritto alla Rete è questo.

2 - Questo Blog il 14 luglio non metterà il Silenziatore.
http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/07/perche-non-partecipero-allo-sciopero.html

L'idea dell'Evento è stata lanciata dal giornalista de L'Espresso Alessandro Gilioli, nel suo "Piovono Rane". Un Professionista che stimo e che seguo con attenzione. I Blogger partecpanti porranno nei loro spazi digitali, per la giornata del 14 ed invece che il solito post, un banner comune "contro il Bavaglio del Ddl Alfano". [l'Espresso: "Blog in Sciopero"]

Questo mio intervento non vuole essere in alcun modo di ostacolo al loro progetto. Ne condivido pienamente i contenuti: da troppi mesi questo Esecutivo, tentativo dopo tentativo, sta portando alla luce un disegno che mira ad intimidire ed ostacolare il Citizen Journalism. Il giornalismo dal basso, Passione che non guarda in faccia retribuzioni, scelte comode, accordi sottobanco, che non conosce mezzi termini.

Una Passione che dà fastidio. Il Ddl Alfano sulle Intercettazioni è stato rimandato a settembre, aborto legislativo talmente evidente da far sussultare lo stesso Presidente Napolitano. All'interno del disegno vi si annida l'Obbligo di Rettifica, uno strumento che con la scusa di Responsabilizzare chi scrive in rete rischia di mozzarne l'impeto creativo, tra lo scempio della burocratizzazione e pesanti sanzioni pecuniarie.zi

Lo scritto in materia del "Papi Man" Filippo Facci, "Chissenefrega dello Sciopero dei Blogger" è stata per me la prova più dura (non male anche la sparata di un certo illuminatissimo Wally). Davanti tanta ignoranza e strapappanza, come non partecipare all'evento?

Facci è eccezionale nel generalizzare, nel muoversi per luogo comune, nel dipingere i Blogger come ragazzini che pensano di scarabocchiare la propria cameretta, vigliacchi nella vita e che ritengono di poter scrivere ciò che vogliono, protetti dal bunker dell'anonimato. Fu proprio lui, tra un "vaffanculo" e l'altro, a chiedersi se io fossi "un 13enne o solamente un imbecille", e ad affermare in un commento che mi avrebbe portato davanti ad un Giudice.

Facci sa benissimo che i Blogger già oggi sono Penalmente punibili, e che sono pronti a prendersi le proprie responsabilità. E' il caso di questo Blog, dietro Wil Nonleggerlo c'è un 26eienne di Udine, contattabile in qualsiasi momento all'indirizo nonleggerlo@gmail.com per discutere di qualsiasi cosa, anche di persona.

Certo, non tutti hanno alle spalle stormi di Condor-Avvocati, o Finanziarie Berlusconiane pronte a pagare per le proprie sparate infamanti (Facci di diffamazioni, offese, prese per il culo se ne intende assaje) ... [Rispondono a Filippino, con la giusta intonazione, Scorza e Gilioli]

Ma allora perchè non partecipare allo Sciopero del 14? Perchè seppur condividendone i Contenuti, odio legare il concetto di Sciopero a quello di Web 2.0 (o superiore). Guardo, vorrei guardare alla rete, alla realtà dei Blogger ed al mio lavoro digitale come ad un Sistema Innovativo con la funzione di proporre nuove idee, nuove visioni. E' compito di noi Blogger, dal Web alla vita di tutti i Giorni, immaginare e realizzare particolari forme di Informazione, di Dialogo, di Comunicazione.

Osare laddove la Stampa tradizionale non potrà mai arrivare. E' per questo che associo il concetto di "Sciopero" a qualcosa di troppo statico, inadatto alla dinamicità della nostra opera. Seppur da sempre prezioso strumento di Diritto, lo Sciopero viene percepito da troppi cittadini come "seccatura" o "perdita di tempo". Ed è proprio ai cittadini più disparati che la ragnatela deve arrivare.

Un giorno di Sciopero lo fanno i ferrotranvieri, i metalmeccanici, i tassisti. Se il Ddl Alfano non fosse stato rimandato, il 14 luglio avrebbero scioperato anche i Giornalisti (evento slegato da quello organizzato da Gilioli): gli stessi Giornalisti che da troppo tempo oramai, tranne rari casi, hanno smesso di essere Leoni da Guardia del Potere. Gli stessi professionisti che negli ultimi 15 anni, tra un Tg ed un Corriere della Sera e rifugiati in Ordini Anacronistici non hanno saputo raccontare, spiegare l'ascesa al potere del Peggior Presidente del Consiglio della storia italana. Ed oggi, anestetizzati dal lavori dei Minzolini, degli Ostellino, per non parlare dei Grandi Classici Vespa, Riotta, Belpietro, Giordano, Mieli, dovremmo utilizzare la loro stessa forma di dissenso, la più scontata? No, non io.

Azioni Spiazzanti e Geniali, Linguaggi Creativi, Semplici e Letali. Un'Ondata di innovazione che partendo dalla Rete arrivi alla Casalinga Leninista, al Rappresentante Forzista, al Manovale Leghista, all'Intellettualoide Dalemiano, ecco la Rete. Più facile a dirsi che a farsi, lo so, ma questo è l'ambizioso proposito di Nonleggerlo e di moltissimi blogger come me.

Non staremo Zitti, e martelleremo su questo Ddl, sul rispetto della Costituzione Italiana e del Diritto all'Informazione come abbiamo sempre fatto. 1, 14, 28 luglio che sia. Saremo meno incisivi di questo Sciopero? E chi lo sa. Ma sicuramente avremo fatto qualcosa di diverso, con lo sguardo rivolto al futuro. E' per tutto questo che, augurando a Gilioli (e quindi di riflesso alla società, a noi tutti) il successo dell'iniziativa, Nonleggerlo stavolta guarda, e passa.

 
[14-07-2009]
 

Videoinforma :  www marcobava.it

SOFFIATE=WIKILEAKS   EPIDEMIE=PROMED

EYESPY.MP, IL NUOVO STRACULT BRITANNICO DEL WEB 2.0: BASTA UN TWEET E IL POLITICO BECCATO QUA E LA' E' SUBITO IN RETE
Da "nomfup.wordpress.com"

Si sono ispirati a quel sito disgraziato di Dagospia, ma hanno decisamente esagerato. Da pochi giorni in Gran Bretagna è nato su Twitter EyeSpy.MP (http://twitter.com/eyespymp)

 

VEDI PREZZI BENZINA CLICCA QUI

ATTENZIONE AI RISCHI DELL'EOLICO

 

RIFIUTI ED EMISSIONI 0

 

 

 

 

Fuell cell a idrogeno

120 KM CON UN CHILO

Pubblicata il 17/11/2009

Dalle sperimentazioni in corso in Giappone incominciano a delinearsi i dati di consumo delle auto con fuel cell a idrogeno. Lungo un percorso di 1.132 km, i modelli Honda FCX Clarity, Nissan X-Trail FCV e Toyota Highlander FCHV hanno percorso mediamente 118 km con un kg d'idrogeno.

Un dato promettente, tenendo conto che un chilogrammo d'idrogeno contiene quasi la stessa energia di quattro litri di benzina (che pesano circa 3 kg): in pratica, dal punto di vista energetico (sui costi è attualmente impossibile fare i conti), è come se le vetture avessero percorso 30 km con un litro benzina. Un eccellente risultato tenendo conto che i modelli in questione hanno dimensioni abbastanza elevate. Il problema, attualmente, è che per stivare la quantità d'idrogeno gassoso compresso a 700 bar necessaria a percorrere 400 km occorrono ancora ingombranti e pesanti bombole.

 

 

www.ecorete.it

 

 

www.visual.paginegialle.it/

 

ARRIVA LA CERNOBBIO DEI «BLOGGER» ECONOMICI...
(M. Ver. per il "Corriere della Sera") - La blogosfera dei commentatori economici e finanziari va offline e s'incontra in carne ed ossa, tra incontri, dibattiti e seminari: va in scena il 12 e 13 novembre a Castrocaro Terme il «BlogEconomy Day», il festival dei blogger economici, arrivato quest'anno alla seconda edizione.

Nato in una sera di fine estate 2010 da un'idea di tre blogger attivi in ambito economico e finanziario - Bimbo Alieno, Mercato Libero, Il Grande Bluff - il «BlogEconomy Day» schiera oltre venti voci indipendenti del web e si articola in un fitto calendario di incontri e sessioni di «live blogging», che da quest'anno saranno visibili in streaming video sul sito del blog fest (http://blogeconomyday.altervista.org): un'integrazione tra online e offline che si estende anche all'account Twitter aperto per l'occasione, sul quale i partecipanti «in remoto» avranno la possibilità di fare domande ai relatori.

Dopo il debutto di un anno fa ad Acqui Terme il BlogEconomy Day, e quella che all'inizio poteva apparire «una mezza follia» si è rivelata un successo, con circa 450 partecipanti in sala. «Prima sono arrivate le adesioni degli altri blogger e poi soprattutto la risposta dei nostri lettori è stata travolgente, inducendoci a tornare quest'anno a replicare l'evento». E quest'anno, seguendo le correnti dell'attualità, i mala tempora della crisi la faranno da primi attori in scena, ispirando molti degli interventi.

Tra i temi caldi ci saranno il debito pubblico e l'ipotesi di default; fornirà carburante al dibattito anche il tema dei Btp. Altri incontri saranno dedicati all'euro, al signoraggio, alle tasse, alle imprese ed ai nuovi modelli sociali possibili. Completa il programma un corso di educazione economica per ragazzi dagli 8 ai 18 anni ed una sessione di trading.

 

SAPEVI CHE L'INCENERITORE PROVOCA DANNI E MORTE CALCOLATI ECONOMICAMENTE  DAL POLITECNICO DI TORINO  :

INFORMATI VEDENDO GLI STUDI DEL PROF.UGAZIO clicca qui

La tecnica per arrivare ad ottenere il consenso sull'inceneritore che uccide non si raccoglie piu' l'immondizia si fa crescere l'emergenza , si  crea il consenso all'inceneritore ed il guaio e' fatto !

 

 

 

 

Nostra Madre Terra - Articoli

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?cat=12

 

Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

http://video.google.it/videoplay?docid=-2712874453540054702&hl=it

 

 

www.comitatodoraspina3.it BONIFICHE DI SPINA 3: I DATI 2010 DELLE ACQUE E DELLE POLVERI. LA NOSTRA OPINIONE NEGATIVA SU TUTTA LA VICENDA

 

Da Roberto Topino

 

Potete visitare il mio blog e leggere un articolo di Agorà Magazine.

Cordialmente.

Roberto Topino

http://rtopino.sumaiweb.it/archives/69

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article10138&lang=it

Vi chiedo di leggerlo ! Mb

 

 

 

L'insalata di Torino
 
Veri mostri botanici, verosimilmente provocati dall'inquinamento con agenti mutageni (cromo esavalente, diossine, policlorobifenili).

Deformità simili sono state trovate in Val di Susa (diossine e PCB) e a Tezze sul Brenta (cromo esavalente).

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2012610&id=1618491532&l=4712b4cda3

http://www.youtube.com/watch?v=yPhvTXTgUhY

 

LA SINTESI CHE SEGUE E’ STATA REDATTA DAL DR.TOPINO IN DATA 02,03.10 PER UNA INTERPELLANZA MAI FATTA DALL’ On. Scilipoti Domenico

 

Cromo esavalente nel comprensorio della Spina 3, area Vitali, di Torino e precisamente nel quadrilatero compreso tra via Borgaro, via Verolengo, via Orvieto e corso Mortara.

 

Nel corso delle indagini ambientali, condotte nel 2002 presso la sede dell'ex acciaieria Vitali a Torino, è stata riscontrata una situazione di contaminazione dovuta alla presenza di cromo esavalente in concentrazioni eccedenti il limite di 5 µg/litro fissato dal DM 471/99 per le acque sotterranee, con un massimo pari a 455 µg/litro in corrispondenza del pozzo di monitoraggio denominato P4.

La sorgente principale del cromo esavalente è stata individuata nelle vasche di neutralizzazione e di filtrazione, nonché nell'area di terreno dove era presente la lavorazione di cromatura.

In virtù dell'elevato valore di cromo esavalente riscontrato, è stata decisa l'installazione di un sistema di pompaggio e di trattamento con solfato ferroso dell'acqua di falda, definito Pump & Treat, che, come prevedibile, ha dato risultati modesti.

Gli ultimi monitoraggi indicano che i valori di concentrazione del cromo esavalente, dal 2003 al 2005, sono rimasti superiori ai valori stabiliti dal DM 471/99 e dal DLgs 152/06 e pressoché costanti sia nell'area dello stabilimento, che immediatamente a valle di esso.

 

L’Arpa Piemonte, in data 11 settembre 2008, ha precisato che: “L'area è stata messa in sicurezza, sono stati eliminati i fanghi contaminati (ndr: anche se la domanda su dove siano finiti è rimasta senza risposta), è stato fatto un pompaggio e un trattamento delle acque, tanto che ora negli stessi punti di prelievo del 2002, la concentrazione di cromo esavalente va dai 0,5 ai 30 microgrammi/litro (ndr: tenendo presente che il limite per il cromo esavalente nell’acqua di falda è di 5 microgrammi/litro). L'area non è ancora bonificata e i dati si riferiscono alla prima fase di messa in sicurezza”.

La relazione tecnica in oggetto precisa che: “L’intervenuto obbligo del D.Lgs 4/2008 di rispettare i limiti tabellari per le acque di falda al confine del sito è ancora al vaglio degli Enti” e che “La misura massima più recente (febbraio 2008) è stata pari a 22 microgrammi al litro”, cioè oltre quattro volte il limite tabellare previsto per il cromo esavalente.

 

Il sito dell'acciaieria, fin dall'inizio del '900 sede di attività di tipo industriale siderurgico, ha una superficie di 250.000 metri quadri, che dovrebbe essere destinata ad uso pubblico e residenziale.

Tale area è risultata contaminata da scorie di acciaieria con superamento dei limiti consentiti da parte dei principali metalli pesanti (nichel, cromo e cromo esavalente).

L'inquinamento è stato riscontrato anche all'esterno del sito, dove sono stati trovati degli strati di riporto contenenti scorie di acciaieria.

Il volume delle scorie è stato stimato in circa mezzo milione di metri cubi.

Sono stati riscontrati anche altri contaminanti in quantità superiore ai limiti.

Visto l'elevato volume di scorie di acciaieria presente e considerato che il costo di conferimento in discarica è stato stimato pari a circa 80 milioni di euro (nel 2003), l'intervento di rimozione di tutta la massa dei rifiuti è stato valutato non compatibile con il valore dell'area.

E’ stato stabilito di rimandare ad un approfondimento con la SMAT la decisione di autorizzare lo scarico delle acque provenienti dal trattamento nella rete fognaria o nelle acque superficiali.

Le determinazioni più recenti consistono nella preclusione alla realizzazione di pozzi ad uso idropotabile, nell'area costituita dalla prevedibile estensione della situazione di contaminazione da cromo esavalente dopo un tempo di 50 anni.

La Provincia ha richiesto alcune integrazioni, perché ritiene che dopo lo spegnimento dell'impianto Pump & Treat, con un possibile nuovo aumento dei valori di cromo esavalente, bisognerebbe installare un pozzo di monitoraggio nel punto limite presunto di contaminazione.

La Provincia ha anche richiesto un monitoraggio di carattere permanente e la registrazione sugli strumenti urbanistici dei vincoli derivanti dal permanere di acque sotterranee contaminate, al fine di garantire nel tempo la tutela della salute pubblica ed una adeguata protezione dell'ambiente.

 

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

Le concentrazioni di cromo esavalente nella falda rimangono superiori ai limiti, cosa mai negata dalle Amministrazioni.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 – 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Il cittadino potrebbe porsi alcune domande:

Non era il caso di informare la popolazione, che sembra all'oscuro di tutto?

Non conveniva bonificare l'area subito, invece di programmare interventi di monitoraggio per 50 anni?

L'acqua e la salute delle persone non sono beni preziosi? Non valgono di più del costo stimato per la bonifica?

Perché in nessun punto dei documenti acquisiti viene precisato che il cromo esavalente è un cancerogeno di prima classe al pari del benzene, dell'amianto, delle ammine aromatiche e delle radiazioni ionizzanti?

Perché l’inchiesta sull’inquinamento da cromo esavalente nell’area in esame è stata archiviata pur sapendo che i valori di inquinamento sono risultati superiori ai limiti tabellari di legge?

 

 

 

 

Cromo esavalente nella Dora a Torino

   

In una intervista rilasciata recentemente a Radio Impronta Digitale, il Dott. Silvio Coraglia, direttore della Circoscrizione 2 di Torino, ha parlato anche della questione relativa al cancerogeno cromo esavalente trovato nella falda acquifera adiacente alla Dora Riparia nell’area dell’ex acciaieria Vitali.

Dice il Coraglia:

 

“Un ultima cosa volevo dire rispetto ad allarmismi creati anche da sedicenti esperti in materia è che questi sedicenti esperti in materia nel più recente passato hanno suscitato allarmi e timori infondati tipo ad esempio il cromo nella Dora che... anche qui era stata fatta una grossa campagna di stampa sulla possibilità di cromo sulla Dora, fatti tutti gli interventi e tutte le misurazioni si è dimostrato assolutamente inutile, quindi invito i cittadini anche a diffidare da sedicenti esperti e tecnici che tendono poi ad allarmare più del dovuto la popolazione e le persone che gli vengono a contatto”.

 

Ma come stanno realmente le cose?

Da un documento Ufficiale della Città di Torino possiamo apprendere che il cromo esavalente, al termine delle operazioni di bonifica supera ancora il limite di legge di 5 microgrammi/litro.

 

Divisione Ambiente e Verde

Settore Ambiente e Territorio

Ufficio Bonifiche

Prot n. 14532 Tit. 06 Cl. 9 - 7 Fasc. 3

Data: 18/09/2008 074/S147/Eh

 

...

La messa in sicurezza di emergenza del nucleo più contaminato da cromo esavalente della falda è stata condotta fra ottobre 2003 e maggio 2005. A seguito di tale intervento i livelli di concentrazione presenti in falda, seppur sempre superiori ai limiti di legge, sono sensibilmente diminuiti, da oltre 400 a 30 microgrammi/litro.

...

 

Il Dirigente Settore Ambiente e Territorio

Ing. Federico Saporiti

 

Via Padova 29 - 10152 Torino - tel. +39.011.4426542 - fax +39.011.4426562

 

P.S.: Il colore del cromo esavalente.

http://www.youtube.com/watch?v=5kEBY1LJHa4

 

 

Cromo esavalente nella Dora - Un anno dopo
 
 
L'inchiesta è stata archiviata da un pezzo, l'acqua della Dora Riparia a Torino sembra pulita come dicono il comune e l'ARPA?

10.08.09

 

 

Creato Lunedì, 26 Settembre 2011 11:52

Scritto da Lisa Vagnozzi

Dove gli adulti falliscono o dimostrano tutti i loro limiti, spesso sono i bambini a rimettere le cose a posto: a questo tema il sito americano TreeHugger ha recentemente dedicato un articolo, proponendo 6 storie di piccoli grandi ambientalisti che, con semplicità e schiettezza, si sono resi protagonisti di azioni importanti a tutela della natura. Noi ci siamo presi la libertà di aggiungere all’elenco due bambini molto speciali, la canadese Severn Suzuki e il tedesco Felix Finkbeiner.

1. Caitlyn Larsen

Caitlyn è un bambina di 10 anni di Orogrande, New Mexico. Un giorno, guardando fuori dalla finestra della sua cameretta, si è accorta che sul fianco di una montagna vicina si stava aprendo uno strano buco. Indagando, Caytlin ha scoperto che si trattava di una nuova cava mineraria. A questo punto, la ragazzina ha preso carta e penna e ha scritto ai giornali, per raccontare come quei lavori di scavo stessero devastando il paesaggio intorno alla sua città. La lettera non è passata inosservata ed è finita sulla scrivania del direttore della New Mexico Mining and Mineral Division, che ha convinto la società a bloccare le perforazioni: la montagna di Caitlyn è salva!

2. Birke Baehr

A soli 11 anni Birke ha le idee molto chiare in tema di alimentazione: è infatti un convinto paladino del biologico ed è diventato protagonista di incontri nelle scuole americane, per raccontare la propria esperienza e sensibilizzare i coetanei, invitandoli a riflettere sul valore nutrizionale di ciò che mangiano, sugli OGM e sull’uso di pesticidi e di altre sostanze nocive nelle coltivazioni.

3. Olivia Bouler

Ricordate il disastro della Deepwater Horizon, che lo scorso anno ha tenuto con il fiato sospeso il mondo intero? Di fronte a tanta devastazione ambientale, l’undicenne Olivia ha deciso di darsi da fare in prima persona, collaborando con la National Audubon Society per vendere i disegni degli esemplari di uccelli più colpiti dalla marea nera. La vendita ha fruttato oltre 200.000 dollari, che sono stati devoluti ad azioni di ripristino degli ecosistemi del Golfo. In occasione del primo anniversario dell’incidente, Olivia ha anche pubblicato un libro, perché quanto accaduto non venga dimenticato ma rappresenti un monito per il futuro.

4. Cole Rasenberger

A 8 anni Cole si è impegnato attivamente per salvare le foreste della sua regione, nel North Carolina, coinvolgendo numerosi coetanei della propria scuola. La sua iniziativa è stata di una semplicità estrema: i bambini hanno inviato delle cartoline firmate alle catene di fast food per chiedere loro di passare a packaging riciclati e sostenibili. La mobilitazione ha centrato un obiettivo importante, ottenendo risposte ed impegni da un colosso del settore, McDonald’s. Successivamente, gli sforzi di Cole si sono concentrati su una seconda catena, la KFC: l’azienda ha ricevuto direttamente dalle mani del bambino ben 6.000 cartoline, grazie al coinvolgimento degli allievi di altre scuole elementari della zona, ma al momento non ha offerto riscontri positivi. L’importante, però, è non mollare!

5. Mason Perez

 

A 9 anni Mason ha fatto una constatazione di una semplicità disarmante: si è reso conto che il getto d’acqua che scaturiva dai rubinetti del bagno della scuola, del campo di baseball, dei negozi e delle case della sua città era inutilmente forte. Per questo, ha scritto al sindaco chiedendogli di abbassare la pressione dell’acqua nelle tubature, ottenendo un risparmio idrico calcolato tra il 6% e il 25%.

6. Ashton Stark

 

A 14 anni Ashton ha deciso che era ora di tagliare le emissioni di CO2 della propria famiglia: con questo obiettivo, ha preso la vecchia auto dei nonni, parcheggiata in garage a prendere polvere, e l’ha dotata di nove batterie da golf cart. Ora la vecchia auto può viaggiare ad una velocità massima di poco più di 70 km/h – non molto, ma sufficiente per spostarsi in città – senza emettere anidride carbonica.

7. Severn Suzuki

Nel 1992, a soli 12 anni, Severn promosse una raccolta fondi con la Environmental Children's Organization (ECO), un gruppo di bambini ecologisti da lei fondato 3 anni prima, per poter prendere parte al Vertice della Terra delle Nazioni Unite, a Rio de Janeiro. Qui, in soli sei minuti e con parole semplici, schiette ed efficaci, Severn espresse il punto di vista di una bambina sui maggiori problemi ecologici, zittendo (momentaneamente…) i potenti del mondo. Oggi, a 30 anni, Severn continua nel suo impegno a favore della tutela dell’ambiente, collaborando con The Skyfish Project.

8. Felix Finkbeiner

A 9 anni, dopo una lezione della sua maestra sulla fotosintesi clorofilliana, Felix decise di piantare un piccolo albero sul davanzale della finestra della sua classe, per poi esclamare, con quell’entusiasmo genuino tipico dei più piccoli, Pianterò un milione di alberi in Germania. Oggi Felix ha 13 anni e, al motto Stop talking! Start planting!, ha superato il suo obiettivo: ha infatti piantato il milionesimo albero il 4 maggio 2011. Alla cerimonia erano presenti rappresentanti politici e Ministri dell'Ambiente di ben 45 nazioni.

Piccoli grandi uomini da cui i "veri" grandi dovrebbero prendere esempio.

 

 

Creato Martedì, 12 Giugno 2012 16:47

Scritto da Marta Albè

Tra Ottocento e Novecento furono messe a punto alcune invenzioni che avrebbero potuto rivelarsi in grado di rivoluzionare la nostra esistenza odierna.

Se l'auto ecologica progettata da Henry Ford o l'automobile a corrente alternata ideata da Nikola Tesla fossero state prodotte su larga scala decenni fa, forse in questo momento non ci troveremmo a condurre guerre spietate per il possesso del petrolio necessario alla produzione del carburante che, secondo Ford, avrebbe potuto essere ricavato in ingenti quantità a partire dai vegetali. Lo stesso Tesla fu in grado di creare un motore elettrico ad emissioni zero e di ricavare energia sfruttando le correnti elettriche della Terra. A due donne si devono invece l'invenzione del primo sistema antinquinamento e di un dispositivo per rendere potabile l'acqua di mare grazie ai raggi solari.

Senza stare a sindacare sul "perché" queste invenzioni non abbiano trovato seguito, proviamo a ricordarle e a omaggiarle affinché siano da spunto per un reale cambiamento di rotta, anche alla luce delle recenti scoperte tecnologiche.

1) Energia elettrica gratis dalla Terra

 

Nikola Tesla (1856 – 1943) fu un ingegnere ed inventore di origine serba, ma naturalizzato statunitense, che sperimentò particolarmente nell'ambito dell'elettromagnetismo tra fine Ottocento ed inizio Novecento. Tra le sue ideazioni vi fu quella di riuscire a ricavare energia in maniera praticamente gratuita sfruttando le correnti elettriche fornite dalla Terra. Tesla, da moti considerato un genio, provò la propria capacità di sfruttare le correnti elettriche che attraversano le rocce ed i suoni insieme ad un amico nell'area di Pike Peak mediante due strumenti denominati autoharp, delle arpe di trasmissione dotate di microfoni. I due si separarono ponendosi ai lati opposti di un picco, distanziati l'uno dall'altro da quattro chilometri di roccia. Gli strumenti furono collegati al terreno attraverso un metodo segreto e furono sintonizzati in base alle risonanze armoniche della Terra. Al preciso momento che Tesla aveva stabilito, i due strumenti furono in grado di produrre note musicali per suonare interi brani grazie all'impiego della corrente elettrica terrestre.

2) Il primo sistema antinquinamento

Il primo sistema antinquinamento della storia fu inventato da una donna statunitense nel 1879. Parliamo di Mary Walton, la quale decise di dirigere il proprio impegno e le proprie conoscenze verso l'obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti e nocive provenienti dalle fabbriche, che in quegli anni si stavano prepotentemente diffondendo sul territorio. L'invenzione della Walton era basata sull'utilizzo di enormi contenitori ricolmi d'acqua, simili a serbatoi, verso i quali venivano condotte le polveri inquinanti, che proprio dall'acqua dovevano essere trattenute prima di venire convogliate lungo la rete fognaria. A Mary Walton si deve inoltre la progettazione del primo sistema in grado di limitare l'inquinamento acustico.

3) Distillatore solare per l'acqua di mare

Maria Telkes (1900 – 1995), nel 1920, quando all'epoca aveva solamente vent'anni, inventò un sistema di distillazione solare in grado di rendere potabile l'acqua di mare. Il sistema prevedeva d versare dell'acqua salina in uno speciale recipiente ricoperto da una lastra in vetro trasparente, che doveva essere esposto al sole, affinché i raggi solari potessero svolgere la propria azione di depurazione dell'acqua. Il sistema era in grado di produrre nel giro di poche ore alcuni litri di acqua potabile, che poteva rivelarsi indispensabile nel caso di un naufragio per la sopravvivenza dei passeggeri di un'imbarcazione. A lei si devono inoltre l'invenzione del forno solare e della Casa Carlisle, il primo edificio sperimentale a riscaldamento solare.

4) L'auto ecologica di Henry Ford

Il fondatore della casa automobilistica più famosa di tutti i tempi fu, all'insaputa di molti, l'ideatore di una delle prime automobili completamente ecologiche e green, sia per via dei materiali che la costituivano sia per via della fonte combustibile utilizzata per il suo funzionamento. Si tratta della Hemp Body Car, ideata da Henry Ford (1863 – 1947) nel 1941. L'automobile era costituita principalmente da fibre di cellulosa biodegradabili derivate dalla canapa e dalla paglia di grano, ma non solo. Il funzionamento del suo motore era stato reso possibile mediante l'impiego di etanolo di canapa. Già nel 1925 Ford aveva azzardato l'ipotesi di riuscire a creare un'auto completamente realizzata ed alimentata grazie alla canapa. Era inoltre certo che dalla maggior parte dei vegetali, comprese mele, patate ed erbacce, potessero essere tratte sostanze combustibili da utilizzare per il funzionamento degli stessi mezzi per la coltivazione agricola, garantendo la possibilità di coltivare i campi con l'ausilio di mezzi meccanici per centinaia di anni. La Hemp Body Car era alimentata dalla canapa distillata, il cui valore inquinante era stato indicato come pari a zero. Perché non venne mai prodotta su larga scala? Poiché Ford morì pochi anni dopo, nel 1947, e poiché nel 1955 la coltivazione della canapa fu proibita negli Stati Uniti.

5) L'auto a corrente alternata di Tesla

Ancora a Nikola Tesla si deve l'ideazione di un'automobile in grado di sfruttare la corrente alternata, anziché la corrente continua. Grazie a Tesla nel 1895 nei pressi delle Cascate del Niagara era entrata in funzione una stazione idroelettrica a corrente alternata grazie alla quale egli raggiunse la propria popolarità all'interno del panorama scientifico. La Pierce-Arrow begli anni Trenta del '900 aveva deciso di dare vita ad un'automobile elettrica in grado di sfruttare la corrente alternata seguendo le istruzione fornitegli da Tesla. I suo motore era progettato per raggiungere 1800 giri al minuto ed era dotato di una ventola frontale per il raffreddamento. Il motore dell'automobile fu in seguito modificato da Tesla al fine di permettere il funzionamento autonomo del veicolo mediante un circuito elettrico in grado di produrre energia e di garantire il funzionamento in movimento del mezzo per decine di chilometri senza che il motore emettesse alcun rumore e senza la produzione di sostanze inquinanti. Secondo Tesla il nuovo dispositivo di sua invenzione non solo avrebbe potuto alimentare un'automobile per sempre, ma anche fornire l'energia necessaria ad interi edifici. Tesla morì solo e dimenticato nel 1943, frustrato per non essere riuscito ad imporre al mondo i propri progetti, che probabilmente non furono compresi poiché giudicati in anticipo di almeno mezzo secolo.

Marta Albè

Leggi anche:

- Ford Hemp Car: l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa

Creato Venerdì, 25 Settembre 2009 09:38

Scritto da Alessandro_Ribaldi

Quasi tutti sanno che nel 1903 Henry Ford fondò una delle case automobilistiche che hanno fatto la storia: la Ford Motor Company. Sono invece pochi a conoscere che lo stesso Ford progettò un veicolo costruito principalmente di fibre di cellulosa biodegradabili derivate da canapa , sisal e paglia di grano, ma - soprattutto - alimentata per mezzo di etanolo di canapa. Correva l'anno 1941. E la vettura in questione era la Hemp Body Car, l'auto più ecologica del mondo.

Henry Ford non aveva mai nascosto il sogno di realizzare "...vetture a prezzi ragionevoli, affidabile ed efficienti..." e tutt'ora, con le dovute remore dettate dal mercato, la casa statunitense da lui fondata è in effetti una delle più accattivanti per quanto riguarda il rapporto qualità prezzo. Per quanto riguarda il progetto della "bio vettura" si erano, però, creati tutti i presupposti per trovarsi di fronte ad un mezzo che avesse le capacità di esaudire totalmente le volontà di Ford.

 

Già nel 1925 lo stesso Ford rilasciò al New York Times una dichiarazione che fece supporre quanto avesse competenze e volontà adeguate a creare un'autovettura capace di utilizzare carburanti alternativi: "Il carburante del futuro sta per venire dal frutto, dalla strada o dalle mele, dalle erbacce, dalla segatura, insomma, da quasi tutto. C'è combustibile in ogni materia vegetale che può essere fermentata e garantire alimentazione. C'è abbastanza alcool nel rendimento di un anno di un campo di patate utile per guidare le macchine necessarie per coltivare i campi per un centinaio di anni". Ford all'epoca azzardò l'ipotesi che si potesse arrivare a vetture fatte di canapa che utilizzassero l'etanolo come carburante.

Unendo la passione per la natura ed un indubbio fiuto per gli affari, l'imprenditore americano volle ad ogni costo che venisse realizzata una vettura che "uscisse" dalla terra. Per realizzare questo affascinante progetto impegnò nella ricerca fior fiore di ingegneri che nel 1941, dopo 12 anni di studi, diedero forma concreta alla più ecologica delle automobili. La Hemp Body Car era una realtà: interamente composta da plastica in fibre di canapa, biodegradabile e dieci volte più leggera delle auto con carrozzeria d'acciaio.

Inoltre per dimostrare quanto fosse valido tale progetto si realizzò persino uno spot in cui la vettura veniva colpita ripetutamente con un martello da incudine senza che si scalfisse o graffiasse minimamente. Ma la grande novità, come detto, era nel carburante: la Hemp Body Car era difatti alimentata dalla canapa distillata, il cui impatto inquinante era pari ad un clamoroso "valore zero". Henry Ford morì sei anni dopo e, nel 1955, la coltivazione della canapa venne proibita negli Usa. I re dell'acciaio e del petrolio ripresero il controllo delle operazioni lasciando che quest'idea "fumosa" venisse dimenticata.

A questo punto la domanda che viene naturale porsi è: perché solo ora, e per giunta timidamente, stanno rispuntando supposizioni, studi, progetti e dichiarazioni che Henry Ford nei primi ventenni del novecento aveva cercato di promuovere?

 La risposta può essere senz'altro riscontrata nel processo economico politico che ha portato il petrolio ad essere un combustibile dal grande "potere" finanziario, capace di non favorire la reale funzionalità di una tecnologia rispetto ad un'altra, ma appoggiando esclusivamente gli interessi e le strategie politiche.

Questi progetti risultarono sicuramente scomodi all'epoca, per via della crescita delle nazioni che potevano continuamente beneficiare di risorse petrolifere (gli stati medio orientali, ad esempio, si scoprirono grossi beneficiari di oro nero proprio in quegli anni). Oggi, con una crisi petrolifera sempre più evidente, con la crescita di un'educazione orientata alla salvaguardia ambientale e, soprattutto, con una volontà nell'abbassare sprechi e consumi, si potranno forse portare a termine le volontà del fondatore del marchio Ford.

La casa automobilistica dall'ovale blu sta dimostrando di essere una delle più motivate ad orientarsi a questo tipo di approccio, mettendo in commercio, ed è stata la prima in assoluto a farlo, una vettura alimentata a bioetanolo a basso contenuto di CO2. Sembrerebbe che, a distanza di quasi 70 anni, le previsioni del suo padre fondatore si stiano finalmente verificando.

Alessandro Ribaldi

 

 

fonti energetiche rinnovabili e all’attività dell’istituto eni Donegani, lsegnaliamo alcuni documenti sul tema reperibili sul sito www.eni.com:

- eni for development http://eni.com/it_IT/attachments/sostenibilita/eni-for-development-web.pdf (in particolare da pag. 28)

- eni tecnology report http://eni.com/it_IT/attachments/innovazione-tecnologia/impegno/Eni_Technology_Report_2009-2010_ITA.pdf (in particolare sezioni a pag: 2 e 15)

 

Ulteriori informazioni sono disponibili nella sezione Innovazione e Tecnologia del sito al seguente link: http://eni.com/it_IT/innovazione-tecnologia/innovazione-tecnologia.shtml

 

 

Ecofatto, la metamorfosi del riciclaggio

 

Renata Gabbi di Legambiente, spiega come dal riciclaggio di carta, plastica, acciaio si possano ottenere utensili, biciclette, elementi dell'arredo urbano e tanti altri oggetti d'uso quotidiano: "da ogni cosa nasce un'altra cosa", bisogna solo scegliere il contenitore giusto.
Servizio di Lidia Casti





Visita il sito: www.terrafutura.it
Visita il sito: www.legambiente.it

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Riconosciuto il nesso eziologico
La Corte di Cassazione ha riconosciuto che l’eccessiva esposizione alle radiofrequenze emesse dai telefoni cellulari potrebbe contribuire all’insorgenza di tumori alla testa, se utilizzati per 5 – 6 ore al giorno per un numero elevato di anni (12 nel caso di specie). Un uso per lavoro del telefonino così prolungato può, quindi, dar luogo a malattia professionale non tabellata.

 

 

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  Videoinforma :  www marcobava.it