FINMECCANICA
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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondato da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE ! Dopo per ragioni di spazio il sito e' diventato www.marcobava.it

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12; 29.03.13;

 

 

Archivio personale online di Marco BAVA

OPINIONI ai sensi art.21 Costituzione

 per un nuovo modello di sviluppo

 

UDIENZE PUBBLICHE 

IN CORSO

1) PROCESSO IPI-COPPOLA: IL 23.06.11 TRIBUNALE TORINO 1^SEZ.PENALE HA SANCITO LA SUA INCOMPETENZA TERRITORIALE SPOSTANDO LA COMPETENZA SU MILANO  IN CUI SI CELEBRERA' IL PROCESSO QUANDO SARA' RESO NOTO.

IPI 25.02.13

Ipi: verso la dichiarazione di prescrizione aggiotaggio Coppola
Borsa Italiana
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 feb - Si avvia a una dichiarazione di prescrizione il processo al tribunale di Milano a carico di Danilo Coppola e ...

1)il 28.03.14  CONTINUA a ROMA il processo Coppola-SEGRE+ALTRI MI SONO COSTITUITO parte civile come azionista di minoranza BIM.

2) Processo MPS 1 e 2 SIENA MI .

3) PROCESSO A TORINO A CARICO AMMINISTRATORI SEAT

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

Sopravvaluta sempre il tuo avversario , per poterlo vincere.Mb  15.05.13

Torino 08.04.13

Il mio paese l'Italia non crede nella mia teoria economica del valore che definisce

1) ogni prodotto come composto da energia e lavoro:

Il costo dell'energia può tendere a 0 attraverso il fotovoltaico sui tetti. Per dare avvio la volano economico del fotovoltaico basta detassare per almeno 20 anni l'investimento, la produzione ed il consumo di energia fotovoltaica sui tetti.

2) liberalizzazione dei taxi collettivi al costo di 1 euro per corsa in modo tale da dare un lavoro a tutti quelli che hanno un 'auto da mantenere e non lo possono piu fare per mancanza di un lavoro; ed inoltre dare un servizio a tutti i cittadini.

3) tre sono gli obiettivi principali della politica : istruzione, sanita', cultura.

4) per la sanità occorre un centro acquisti nazionale  ed abolizione giorni pre-ricovero.

vedi PRESA DIRETTA 24.03.13

chi e' interessato mi scriva .

Suo. MARCO BAVA

 

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

  28. SE LE FORZE DELL'ORDINE INTERVENISSERO DI PIU'PER CAUSE APPARENTEMENTE BANALI CI SAREBBE MENO CONTENZIOSO: CHIAMATO IL 117  PER UN PROBLEMA BANALE MI HA RISPOSTO : GLI FACCIA CAUSA ! (02.04.17)

  29. GRAN PARTE DEI PROFESSORI UNIVERSITARI SONO TRA LE MENTI PIU' FRAGILI ED ARROGANTI , NON ACCETTANO IL CONFRONTO E SI SENTONO SPIAZZATI DIVENTANO ISTERICI ( DOPO INCONTRO CON MARIO DEAGLIO E PIETRO TERNA) (28.02.17)

  30. Spesso chi compera auto FIAT lo fa solo per gratificarsi con un'auto nuova, e basta (04.11.16)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

 

  

COSTITUENDA ASSOCIAZIONE PER UN

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

 

 

SI ACCETTANO ISCRIZIONI

STATUTO

mailto:nuovomodellodisviluppo@email.it

  

 

FRA GLI OBETTIVI :

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN  

6) COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DEGLI AZIONISTI NEI PROCESSI PER REATI SOCIETARI

 IL 31.10 15  la sentenza del PROCESSO CONTRO GERONZI E CRAGNOTTI PER ESTORSIONE NEI CONFRONTI DI PARMALAT ha ammesso il danno per i soci Parmalat .     

SENT CRAGN MOTIV 1 MOTIV 2 MOTIVAZ 3

 

 

  

COSTITUENDA ASSOCIAZIONE:

NO-ISIS.cloud

www.no-isis.cloud

per non fare diventare l'ITALIA un'hotspot europeo dell'immigrazione in quanto bisogna resistere come italiani nel nostro paese dando agli immigrati un messaggio forte e chiaro : ogni paese puo' svilupparsi basta impegnarsi per farlo con le risorse disponibili e l'intelligenza , che significa adattamento nel superare le difficolta'.

Inventarsi un lavoro invece che fare l'elemosina.

Quanti miracoli ha fatto Maometto rispetto a Gesu' ?

SI ACCETTANO ISCRIZIONI : STATUTO

PROGR ELET

scrivere a :

mailto:no-isis@outlook.con

@mbnoisis

www.facebook.com/No-isiscloud-1713403432283317/

obiettivi:

1) esame d'italiano e storia italiana per gli immigrati

2) lavori socialmente utili

3) pulizia e cucina autonoma

3 gennaio 1917, Suor Lucia nel Terzo segreto di Fatima: Il sangue dei martiri cristiani non smetterà mai di sgorgare per irrigare la terra e far germogliare il seme del Vangelo.  Scrive suor Lucia: “Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “Qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”. interpretazione del Terzo segreto di Fatima era già stata offerta dalla stessa Suor Lucia in una lettera a Papa Wojtyla del 12 maggio 1982. In essa dice:  «La terza parte del segreto si riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no [si ascolteranno le mie richieste la Russia] spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte” (13-VII-1917). La terza parte del segreto è una rivelazione simbolica, che si riferisce a questa parte del Messaggio, condizionato dal fatto se accettiamo o no ciò che il Messaggio stesso ci chiede: “Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, etc.”. Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi. Se non rinunciamo al cammino di peccato, di odio, di vendetta, di ingiustizia violando i diritti della persona umana, di immoralità e di violenza, etc. E non diciamo che è Dio che così ci castiga; al contrario sono gli uomini che da se stessi si preparano il castigo. Dio premurosamente ci avverte e chiama al buon cammino, rispettando la libertà che ci ha dato; perciò gli uomini sono responsabili».

Le storie degli immigrati occupanti che cercano di farsi mantenere insieme alle loro famiglie , non lavoro come gli immigrati italiani all'estero:

1)  Mi trovavo all'opedale per prenotare una visita delicata , mentre stato parlando con l'infermiera, una donna mi disse di sbrigarmi : era di colore.

2) Mi trovavo in C,vittorio ang V.CARLO ALBERTO a Torino, stavo dando dei soldi ad un bianco che suonava una fisarmonica accanto ai suoi pacchi, arriva un nero in bici e me li chiede

3) Ero su un bus turistico e' salito un nero ha spostato la roba che occupava i primi posti e si e' messo lui

4) Ero in un team di startup che doveva fare proposte a TIM usando strumenti della stessa la minoranza mussulmana ha imposto di prima vedere gli strumenti e poi fare le proposte: molto innovativo !

5) FINO A QUANDO I MUSSULMANI NON ACCETTANO LA PARITA' UOMO DONNA , ANCHE SE LO SCRIVE IL CORANO E' SBAGLIATO. E' INACCETTABILE QUESTO PRINCIPIO CHE CI PORTA INDIETRO.

09.01.19

Tutti i nulllafacenti immigrati Boeri dice che ne abbiamo bisogno : per cosa ? per mantenerli ?

04.02.17l

L'ISIS secondo me sta facendo delle prove di attentato con l'obiettivo del Vaticano con un attacco simultaneo da terra con la tecnica dei camion e dal cielo con aerei come a NY l'11.09.11.

 - PER AFFRONTARE LA CRISI DEI PROFUGHI, L’ITALIA HA GIÀ SBORSATO 8,4 MILIARDI - INSIEME ALL’EMERGENZA TERREMOTO, PUO’ MANDARE ALL’ARIA I PIANI DEL GOVERNO SUL DEBITO PUBBLICO - DALL’INIZIO DELL’ANNO SONO OLTRE 7 MILA I PROFUGHI SBARCATI IN ITALIA: DI QUESTO PASSO SI BATTERÀ OGNI RECORD

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Mario Sensini per il “Corriere della Sera”

 

Ieri le motovedette della Guardia costiera ne hanno sbarcati 623: 251 a Porto Empedocle e 372 a Lampedusa. Stamattina è attesa ad Augusta la Nave Acquarius, con a bordo altri 783 migranti. Negli ultimi due giorni ne sono stati soccorsi nel mare del Canale di Sicilia, e accolti in Italia, circa 1.600.

 

Ieri la Marina libica ne ha bloccati altri 400 a poche miglia da Sabrata, e nonostante gli accordi tra Tripoli ed il governo italiano, criticati anche dalla Cei, e i nuovi impegni presi dai leader europei al vertice di Malta, il flusso dei disperati dalle coste libiche verso il nostro Paese non si arresta.

 

SPESA RECORD

Dall' inizio dell' anno sono oltre 7 mila i profughi sbarcati in Italia, e di questo passo si batterà ogni record. Quello dei migranti accolti (176 mila nel 2016), ma anche quello della spesa pubblica necessaria per il soccorso e l' accoglienza, che secondo il governo contribuisce in modo determinante, insieme all' emergenza dovuta al terremoto, a mandare fuori linea il debito pubblico. Fino al punto di spingere Bruxelles a valutare una procedura d' infrazione alle regole sui conti pubblici. Il che sarebbe una doppia beffa per l' Italia, che da anni lamenta lo scarso impegno degli altri Paesi nel fronteggiare i flussi migratori.

 

 

In un rapporto appena inviato alla Commissione Europea sui "fattori rilevanti" che influenzano l' andamento del debito pubblico, il ministero dell' Economia sottolinea che quest' anno la spesa per l' immigrazione rischia di arrivare al record storico di 4,2 miliardi di euro. Nel 2016, al netto dei contributi della Ue (che sono stati pari ad appena 120 milioni) sono stati spesi 3,3 miliardi. Per il 2017 ne sono stati stanziati 3,8 e senza tener conto dei 200 milioni del «Fondo per l' Africa» per investire nei Paesi da cui partono i flussi di immigrazione più importanti.

 

Ma quella prevista in bilancio è una cifra che «se il trend degli ultimi mesi dovesse continuare», si legge nel Rapporto, potrebbe crescere di altri quattrocento milioni.

La crisi costa 8 miliardi Si spenderà il triplo rispetto alla media degli anni tra il 2011 e il 2013, prima dell' esplosione della crisi migratoria: tra 2,9 e 3,2 miliardi in più. Se poi si considera la maggior spesa in termini cumulati la dimensione dei costi sostenuti dall' Italia per l' emergenza assume proporzioni gigantesche. Secondo il ministero dell' Economia, dal 2014 al 2017 lo Stato avrà speso tra 8 e 8,4 miliardi di euro in più rispetto al periodo 2011-2013.

 

Così cresce il debito L' Italia pretende che questa spesa sia considerata «eccezionale» e dunque non conteggiata nel calcolo del disavanzo annuale monitorato per verificare il rispetto degli impegni di bilancio. La Commissione, però, è disposta a riconoscere come «eccezionale» non tutta, ma solo la spesa eccedente rispetto all' anno prima. In ogni caso, che pesi o meno sul deficit pubblico, la spesa si scarica sul debito.

 

Nel 2017, sottolinea il rapporto, la spesa per l' accoglienza è stimata in 2,3 miliardi di euro (1,9 l' anno scorso), quella per il soccorso in mare e i trasporti sarà pari a 860 milioni di euro (nel 2016 furono 913).

L' assistenza sanitaria costerà 250 milioni, l' educazione (nel 2016 sono arrivati anche 26 mila minori non accompagnati) 310 milioni.

Riforma sostenuta da una maggioranza trasversale: «Non razzismo, ma realismo» Case Atc agli immigrati La Regione Piemonte cambia le regole Gli attuali criteri per le assegnazioni penalizzano gli italiani .

Screening pagato dalla Regione e affidato alle Molinette Nel Centro di Settimo esami contro la Tbc “Controlli da marzo” Tra i profughi in arrivo aumentano i casi di scabbia In sei mesi sono state curate un migliaio di persone.

Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di richiedenti asilo. E gli arrivi sono destinati ad aumentare. L’assessora Cerutti: “Un sistema che da emergenza si sta trasformando in strutturale”. Coinvolgere maggiormente i Comuni.In Piemonte ci sono 14.080 migranti e il flusso non accenna ad arrestarsi: nel primo mese del 2017 sono già sbarcati in Italia 9.425 richiedenti asilo, in confronto ai 6030 dello scorso anno e ai 3.813 del 2015. Insomma, serve un piano. A illustrarlo è l’assessora all’Immigrazione della Regione Monica Cerutti, che spiega come la rete di accoglienza in questi anni sia radicalmente cambiata, trasformando il sistema «da emergenziale a strutturale».

La Regione punta su formazione e compensazioni mentre aumentano i riconoscimenti In Piemonte 14 mila migranti Solo 1200 nella rete dei Comuni A Una minoranza inserita in progetti di accoglienza gestiti dagli enti locali umentano i riconoscimenti delle commissioni prefettizie, meno rigide rispetto al passato prossimo: la tendenza si è invertita, le domande accolte sono il 60% rispetto al 40% dei rigetti. Non aumenta, invece, la disponibilità a progetti di accoglienza e di integrazione da parte dei Comuni. Stando ai dati aggiornati forniti dalla Regione, si rileva che rispetto ai 14 mila migranti oggi presenti in Piemonte quelli inseriti nel sistema Sprar - gestito direttamente dai Comuni - non superano i 1.200. Il resto lo troviamo nelle strutture temporanee sotto controllo dalle Prefetture. Per rendere l’idea, nella nostra regione i Comuni sono 1.2016. La trincea dei Comuni Un bilancio che impensierisce la Regione, alle prese con resistenze più o meno velate da parte degli enti locali: il termometro di un malumore, o semplicemente di indifferenza, che impone un lavoro capillare di convincimento. «Di accompagnamento, di compensazione e prima ancora di informazione contro la disinformazione e certe strumentalizzazioni politiche», - ha precisato l’assessora Monica Cerutti riepilogando le azioni previste nel piano per regionale per l’immigrazione. A stretto giro di posta è arrivata la risposta della Lega Nord nella persona del consigliere regionale Alessandro Benvenuto: «Non esistono paure da disinnescare ma necessità da soddisfare sia in termini di sicurezza e controllo del territorio, sia dal punto di vista degli investimenti. Il Piemonte ha di per sé ben poche risorse, che andrebbero utilizzate per creare lavoro e risolvere i problemi che attanagliano i piemontesi, prima di essere adoperate per far fare un salto di qualità all’accoglienza». Progetti di accoglienza Tre i progetti in campo: «Vesta» (ha come obiettivo il miglioramento dei servizi pubblici che si relazionano con i cittadini di Paesi terzi), “Petrarca” (si occupa di realizzare un piano regionale per la formazione civico linguistica), “Piemonte contro le discriminazioni” (percorsi di formazione e di inclusione volti a prevenire le discriminazioni). Inoltre la Regione ha attivato con il Viminale un progetto per favorire lo sviluppo delle economie locali sostenendo politiche pubbliche rivolte ai giovani ivoriani e senegalesi. Più riconoscimenti Come si premetteva, aumentano i riconoscimenti: 297 le domande accolte dalla Commissione di Torino nel periodo ottobre-dicembre 2016 (status di rifugiato, protezione sussidiaria e umanitaria); 210 i rigetti. In tutto i convocati erano mille: gli altri o attendono o non si sono presentati. I tempi della valutazione, invece, restano lunghi: un paio di anni, considerando anche i ricorsi. Sul fronte dell’assistenza sanitaria e della prevenzione, si pensa di replicare nel Centro di Castel D’Annone, in provincia di Asti, lo screening contro la tubercolosi che dal marzo sarà attivato al Centro Fenoglio di Settimo con il concorso di Regione, Croce Rossa e Centro di Radiologia Mobile delle Molinette.

INTANTO :«Non sono ipotizzabili anticipazioni di risorse» per l’asilo che Spina 3 attende dal 2009. La lunga attesa aveva fatto protestare molti residenti e c’era chi già stava perdendo le speranze. Ma in Circoscrizione 4, in risposta a un’interpellanza del consigliere della Lega Carlo Morando, il Comune ha messo nero su bianco che i fondi dei privati per permettere la costruzione dell’asilo non ci sono. Quella di via Verolengo resta una promessa non rispettata. Con la crisi immobiliare, la società Cinque Cerchi ha rinunciato a costruire una parte dei palazzi e gli oneri di urbanizzazione versati, spiegò mesi fa l’ex assessore Lorusso, erano andati per la costruzione del tunnel di corso Mortara. Ad ottobre c’è stata una nuova riunione. L’esito è stata la fumata nera da parte dei privati. «Sarà necessario che la progettazione e la realizzazione dell’opera vengano curate direttamente dalla Città di Torino», scrive il Comune nella sua risposta. Senza specificare come e dove verranno reperiti i fondi necessari, né quando si partirà.

 

Tunisia. Frattini: "Proporremo immigrazione circolare" - Il portale dell ...

www.stranieriinitalia.it/.../tunisia-frattini-qproporremo-immigrazione-circolareq.html

20 gen 2011 - L'immigrazione "circolare" è quella in cui i migranti, dopo un certo periodo di lavoro all'estero, tornano nei loro Paesi d'origine. Un sistema più ...

Tutto è iniziato quando è stato chiuso il bar. I 60 stranieri che erano a bordo del traghetto Tirrenia diretto a Napoli volevano continuare a bere. L’obiettivo era sbronzarsi e far scoppiare il caos sulla nave. Lo hanno fatto ugualmente, trasformando il viaggio in un incubo anche per gli altri 200 passeggeri. In mezzo al mare, nel cuore della notte, è successo di tutto: litigi, urla, botte, un tentativo di assalto al bancone chiuso, molestie ai danni di alcuni viaggiatori e persino un’incursione tra le cuccette. La situazione è tornata alla calma soltanto all’alba, poco prima dell’ormeggio, quando i protagonisti di questa interminabile notte brava hanno visto che sulle banchine del porto di Napoli erano già schierate le pattuglie della polizia. Nella nave Janas partita da Cagliari lunedì sera dalla Sardegna era stato imbarcato un gruppo di nordafricani che nei giorni scorsi aveva ricevuto il decreto di espulsione. Una trentina di persone, alle quali si sono aggiunti anche altri immigrati nordafricani. E così a bordo è scoppiato il caos. Il personale di bordo ha provato a riportare la calma ma la situazione è subito degenerata. Per ore la nave è stata in balia dei sessanta scatenati. All’arrivo a Napoli, il traghetto è stato bloccato dagli agenti della Questura di Napoli che per tutta la giornata sono rimasti a bordo per identificare gli stranieri che hanno scatenato il caos in mezzo al mare e per ricostruire bene l’episodio. «Il viaggio del gruppo è stato effettuato secondo le procedure previste dalla legge, implementate dalle autorità di sicurezza di Cagliari – si limita a spiegare la Tirrenia - La compagnia, come sempre in questi casi, ha destinato ai passeggeri stranieri un’area della nave, a garanzia della sicurezza dei passeggeri, non essendo il gruppo accompagnato  dalle forze di polizia. Contrariamente a quanto avvenuto in passato, il gruppo ha creato problemi a bordo per tensioni al suo interno che poi si sono ripercosse sui passeggeri». A bordo del traghetto gli agenti della questura di Napoli hanno lavorato per quasi 12 ore e hanno acquisito anche le telecamere della videosorveglianza della nave. Nel frattempo sono scoppiate le polemiche. «I protagonisti di questo caos non sono da scambiare con i profughi richiedenti asilo - commenta il segretario del Sap di Cagliari, Luca Agati - La verità è che con gli sbarchi dal Nord Africa, a cui stiamo assistendo anche in questi giorni, arrivano poco di buono, giovani convinti di poter fare cio’ che vogliono una volta ottenuto il foglio di espulsione, che di fatto è un lasciapassare che garantisce loro la libertà di delinquere in Italia. Cosa deve accadere per far comprendere che va trovata una soluzione definitiva alla questione delle espulsioni?»  In ostaggio per ore Per ore la nave è stata in balia dei sessanta scatenati, che hanno trasformato il viaggio in un incubo per gli altri 200 passeggeri  21.02.17

Istituto comprensivo Regio Parco La crisi spegne la musica in classe Le famiglie non pagano la retta da 10 euro al mese: a rischio il progetto lanciato da Abbado, mentre la Regione Piemonte finanzia un progetto per insegnare ai bambini italiani la lingua degli immigrati non viceversa.

 Qui Foggia Gli sfollati di una palazzina crollata nel 1999 vivono in container di appena 24 mq Qui Messina Nei rioni Fondo Fucile e Camaro San Paolo le baracche aumentano di anno in anno Donne e bambini Nei rioni nati dopo il sisma le case sono coperte da tetti precari, spesso di Eternit Qui Lamezia Terme Oltre 400 calabresi di etnia rom vivono ai margini di una discarica a cielo aperto  Qui Brescia Nelle casette di San Polino le decine di famiglie abitano prefabbricati fatiscenti Da Brescia a Foggia, da Lamezia a Messina. Oltre 50 mila italiani vivono in abitazioni di fortuna. Tra amianto, topi e rassegnazione Caterina ha 64 anni e tenacia da vendere. Con gli occhi liquidi guarda il tetto di amianto sopra la sua testa: «Sono stata operata due volte di tumore, è colpa di questo maledetto Eternit». Indossa una vestaglia a righe bianche e blu. «Vivo qui da vent’anni. D’estate si soffoca, d’inverno si gela, piove in casa e l’umidità bagna i vestiti nei cassetti. Il dottore mi ha detto di andare via. Ma dove?». In fondo alla strada abita Concetta, che tra topi e lamiere trova la forza di sorridere: «A ogni campagna elettorale i politici ci promettono case popolari, ma una volta eletti si dimenticano di noi. Sono certa che morirò senza aver realizzato il mio sogno: un balcone dove stendere la biancheria». Antonio invece no, lui non ride. Digrigna i denti rimasti: «Gli altri li ho persi per colpa della rabbia. In due anni qui sono diventato brutto, mi vergogno». Slum, favela, bidonville: Paese che vai, emarginazione che trovi. Un essere umano su sei, nel mondo, vive in una baraccopoli. In Italia sono almeno 53 mila le persone che, secondo l’Istat, abitano nei cosiddetti «alloggi di altro tipo», diversi dalle case. Cantine, roulotte, automobili e soprattutto baracche. Le storie di questi cittadini invisibili (e italianissimi) sono raccontate nel documentario «Baraccopolis» di Sergio Ramazzotti e Andrea Monzani, prodotto da Parallelozero, in onda domenica sera alle 21,15 su Sky Atlantic Hd per il ciclo «Il racconto del reale». Le baraccopoli sono non luoghi popolati da un’umanità sconfitta e spesso rassegnata. Donne, uomini, bambini, anziani. Vittime della crisi economica o di circostanze avverse. Vivono in stamberghe all’interno di moderni ghetti al confine con quella parte di città degna di questo nome. Di là dal muro la civiltà. Da questo lato fango, calcinacci, muffa, immondizia, fogne a cielo aperto. A Messina le abitazioni di fortuna risalgono ad oltre un secolo fa, quando il terremoto del 1908 rase al suolo la città. Qui l’emergenza è diventata quotidianità. Fondo Fucile, Giostra, Camaro San Paolo. Eccoli i rioni del girone infernale dei diseredati. Legambiente ha censito più di 3 mila baracche e altrettante famiglie. I topi, invece, sono ben di più. A Lamezia Terme oltre 400 calabresi di etnia rom vivono ai margini di una discarica. Tra loro c’è Cosimo, che vorrebbe andare via: «Non per me, ma per mio figlio, ha subìto un trapianto di fegato». A Foggia gli sfollati di una palazzina crollata nel 1999 vivono nei container di 24 mq. Andrea abita invece nelle casette di San Polino a Brescia, dove un prefabbricato fatiscente è diventato la sua dimora forzata: «Facevo l’autotrasportatore. Dopo due ictus ho perso patente e lavoro. I miei figli non sanno che abito qui. Non mi è rimasto nulla, nemmeno la dignità». Sognando un balcone «Il mio sogno? È un balcone dove stendere la biancheria», dice la signora Caterina nIl documentario «Baraccopolis» di Sergio Ramazzotti e Andrea Monzani, prodotto da Parallelozero, andrà in onda domani sera alle 21.15 su Sky Atlantic Hd per il ciclo «Il racconto del reale». Su Sky Atlantic Il documentario 3 domande a Sergio Ramazzotti registra e fotografo “Così ho immortalato la vita dentro quelle catapecchie” Chi sono gli abitanti delle baraccopoli? «Sono cittadini italiani, spesso finiti lì per caso. Magari dopo aver perso il lavoro o aver divorziato». Quali sono i tratti comuni? «Chi finisce in una baracca attraversa fasi simili a quelle dei malati di cancro. Prima lo stupore, poi la rabbia, il tentativo di scendere a patti con la realtà, la depressione, infine la rassegnazione». Cosa ci insegnano queste persone? «È destabilizzante raccontare donne e uomini caduti in disgrazia con tanta rapidità. Sono individui come noi. La verità è che può succedere a chiunque». Baraccopolid’Italia

01.03.17

GLI ITALIANI AIUTANO più FACILMENTE GLI EXTRACOMUNITARI RISPETTO AGLI ITALIANI.

 

 

CORRISPONDENZA sulla Xylella fastidiosa con la UE luglio 2018

XYLELLA\18-07-31-ARES 4037967.pdf

XYLELLA\18-07-31-ARES 4037967-cover.pdf

 

 

 

TEMI STORICI :

 

IL 16.11.19 alle ore 18 nella CHIESA S.MARIA GORETTI SI TERRA' LA MESSA IN COMMEMORAZIONE  DI EDOARDO AGNELLI

VEDI QUI LE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI

 https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pgSdXDIwzmDgGSLkE

 

 

 

Agnelli Segreti puntata 1 "Il silenzio" - Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=GluwLstPQVk
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Perché nessun giornale e nessuna televisione ha mai parlato di quello che accadde veramente poco ...

 

Agnelli Segreti puntata 2 "Il rendiconto" - Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=0NFdL6Pky2U
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

I momenti precedenti la morte dell'Avvocato, le stanze di villa Frescot precluse a Margherita, il muro di ...

 

Agnelli Segreti puntata 3 "La Dicembre" - Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=qUSrkoqsznk
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Il primo colpo di scena ai danni di Margherita riguarda la decisione di sua madre Marella, che non ...

 

Agnelli Segreti puntata 4 "Un grande mistero alla Camera ... - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=YdFSP0y_Zd4
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Agnelli Segreti puntata 4 "Un grande mistero alla Camera di Commercio di Torino" - Gigi Moncalvo ...

 

Agnelli Segreti puntata 5 "Le lettere segrete"- Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=dVa9RYIuKbs
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Puntata dedicata alle lettere più "segrete" e riservate della storia del patrimonio di Gianni Agnelli ...

Agnelli Segreti puntata 6 "Nei paradisi fiscali" - Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=dV13XpJ7Hg4
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Margherita Agnelli continua la sua ricerca di informazioni sul patrimonio di suo padre custodito all ...

 

Agnelli Segreti puntata 7 "Grande Stevens non poteva non ... - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=NRk5wky5pU8
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Margherita Agnelli entra in possesso dei documenti di una importante ... puntata 7 "Grande Stevens ...

 

Agnelli Segreti puntata 8 "Condizioni inaccettabili" - Gigi Moncalvo ...

https://www.youtube.com/watch?v=-_ctVS2R8KA
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

In questa puntata Margherita Agnelli, nel suo esposto alla magistratura, illustra lo “strano” comportamento ...

 

Agnelli Segreti puntata 9 "Estorsione" e "truffa"? - Gigi Moncalvo ...

https://www.youtube.com/watch?v=lu4AwXQ0mQE
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

L'esposto alla magistratura di Margherita Agnelli ci rivela e illustra i retroscena della spartizione del ...

 

Agnelli Segreti puntata 10 "I due accordi capestro" - Gigi Moncalvo ...

https://www.youtube.com/watch?v=Kec3oy8jJVA
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Margherita Agnelli scrive una lettera a sua madre nel tentativo estremo di riallacciare i rapporti e ...

 

Agnelli Segreti puntata 11"Niente pace, solo guerra..." - Gigi Moncalvo ...

https://www.youtube.com/watch?v=OBEwZqMvE4A
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Margherita aggiunge una sua postilla autografa all'accordo transattivo con sua madre: "Accetto, ma ...

 

 

 

DOPO E.A RAFFAELLO BUCCI

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-be95167b-3325-4adb-9ff1-90ad235c26c4.html

 

 

L'OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI:

IL 16.11.17 Gigi Moncalvo ha scritto:
"Il 15 novembre di diciassette anni fa moriva Edoardo Agnelli, unico figlio maschio e uno dei tre legittimi eredi (insieme a sua madre Marella e a sua sorella Margherita) di Gianni Agnelli. E quindi del gigantesco impero economico e, soprattutto, dell’immenso patrimonio (specie all’estero) accumulato dal defunto, scomparso il 24 gennaio 2003, poco più di due anni dopo suo figlio. Anche in questa ricorrenza sarà possibile verificare come sia stato completamente cancellato il figlio “scomodo” dell’Avvocato, a partire da alcuni esponenti di quel poco che resta dell’ex Royal Family. Da anni nessun necrologio, nemmeno sui giornali della Casa, nessuna breve notizia per ricordarlo, nemmeno una messa celebrativa. Anche quest’anno solo un mazzo di fiori inviati dalla sorella nella tomba di famiglia del cimitero di Villar Perosa, e una messa celebrata col rito greco-ortodosso nella cappella di casa Agnelli-De Pahlen ad Allaman sulle rive del lago di Ginevra.
A parte questo, nemmeno un tweet (a meno che non lo scriva dopo aver letto questo articolo) di Lapo Elkann, nipote di Edoardo, che in genere è un prodigo e instancabile facitore di cinguettii telematici. Niente neppure sul sito ufficiale della Juventus, di cui Edoardo era stato consigliere. Ma in questo caso è in buona compagnia, poiché da lungo tempo il club bianconero ha dimenticato perfino di ricordare il famoso e vero “Avvocato dell’Avvocato” – altro che Franzo Grande che si è auto-attribuito questo appellativo… - , cioè Vittorio Chiusano (scomparso nel periodo tra la morte di Gianni, prima, e poi di Umberto Agnelli), per anni consigliere, poi vicepresidente e, dal 1990 al 2004, presidente della società calcistica (con lui vivo “Calciopoli” sarebbe andata ben diversamente…)
UN MOVENTE MAFIOSO - Questo anniversario della morte di Edoardo Agnelli coincide con una notizia clamorosa che, in qualche modo, rende ancora più fitto ma finalmente tenta di svelare il mistero che circonda quell’avvenimento, aprendo nuovi scenari finora sconosciuti: la comparsa in scena di un movente e di una esecuzione mafiosa. Finora sulla morte di Edoardo gli interrogativi erano questi. Fu un suicidio, come si è voluto ostinatamente far credere arrivando perfino a occultare molte verità e molti dati di fatto? Un suicidio eventualmente procurato, e da chi? Oppure, tesi fino al momento meno probabile, si trattò addirittura di un omicidio? La lacunosa e quasi inesistente inchiesta venne condotta superficialmente sia dalla Procura della Repubblica di Mondovì (il corpo di Edoardo venne trovato nei pressi di Fossano, ai piedi di un viadotto dell’autostrada Torino-Savona), sia dalla Digos di Torino (che “dimenticò” perfino di sequestrare le videoregistrazioni delle telecamere del perimetro di Villa Sole, la casa di Edoardo nella collina torinese, e interrogò in modo blando gli uomini della scorta accontentandosi di una versione scritta, prefabbricata e identica, predisposta dal Gruppo Orione, cioè la security della Fiat). Tutto ciò ha messo una pietra tombale sulla ipotesi di reato su cui l’allora Procuratore di Mondovì, Riccardo Bausone (da tempo in pensione) aprì un fascicolo: “istigazione al suicidio”. Un titolo cui non corrispose alcun atto concreto. Infatti, in questa direzione sarebbe stato ovvio interrogare per primi i genitori di Edoardo, la sorella Margherita, il cognato Serge de Pahlen (con cui quel giorno fatale ci doveva essere un incontro a Torino), lo zio Umberto Agnelli e l’altro zio (l’editore Carlo Caracciolo, con cui ci fu un’ultima telefonata prima della morte), e anche i due stretti collaboratori di Gianni Agnelli, cioè Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, che avevano avuto e avevano contatti con lo scomparso, specie il primo in ambito IFI. Invece niente. Non solo, ma a contribuire alla tesi del suicidio erano stati in questi anni certi atteggiamenti della famiglia o comunque degli ambienti Fiat che, specie nelle versioni accreditate dall’ufficio-stampa, enfatizzavano la versione “ufficiale”, manipolavano notizie di agenzia, “suggerivano” interviste con parenti ed esperti di parte, e stroncavano (non è dato sapere su ordine di chi…) ogni tentativo serio di arrivare alla verità e di mettere in dubbio ciò che si è voluto far credere per diciassette anni instillando nell’opinione pubblica solo la parola “suicidio”.
CINQUANTA LACUNE NELL’INDAGINE - Nel mio introvabile libro “Agnelli Segreti” (lo potete acquistare su www.gigimoncalvo.it), dopo aver esaminato con attenzione il fascicolo giudiziario che era secretato, avevo ricostruito una cinquantina di punti oscuri che erano in forte contrasto con la tesi del suicidio. Per cui, conclusi, che era ed è meglio definire il tutto con l’unica cosa certa: la morte di Edoardo. Dopo aver letto quella parte del mio libro, e alcuni documenti successivi, Margherita Agnelli aveva inviato un dossier (insieme al fascicolo giudiziario) ai suoi legali per esaminare se fosse possibile chiedere la riapertura del caso, un po’ come è avvenuto a Siena in tempi recenti e per un lasso di tempo più vicino alla morte, da parte della vedova di Davide Rossi, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi, anch’egli scomparso a seguito di un misterioso “suicidio”. Dopo l’archiviazione da parte della Procura di Siena, ora, dopo una inchiesta condotta dalle “Iene”, la Procura di Genova (competente per le indagini sui magistrati senesi) non ha riaperto le indagini, ma solo un fascicolo, senza però alcuna ipotesi di reato. Ma, nel caso di Edoardo, l’apporto che avrebbe potuto dare un’inchiesta tv non c’è mai stato (a parte un encomiabile tentativo qualche anno fa nel programma “Complotti” di Giuseppe Cruciani). Ed è andato semmai in senso contrario, come dimostra uno scambio di e-mail con la Procura di Mondovì, allorché “La Storia siamo noi” di Giovanni Minoli, allo scopo di visionare i documenti secretati e di filmarne alcune parti, scrisse al magistrato: “Dal fascicolo (dov’è vero che emergono alcune lacune nell’indagine svolta) il nostro medico legale neutrale sosterrà l’ipotesi della caduta in piedi (dal tipo di fratture riportate e dall’altezza rilevata dopo la caduta che risultava 20 cm in meno) confermando in sostanza l’ipotesi del suicidio”. Era incredibile: prima ancora di esaminare il fascicolo e farlo leggere ai loro “esperti”, i responsabili del programma avevano già una tesi sostenuta dal «nostro medico legale», ovviamente “neutrale”: dirà che non ci sono dubbi, Edoardo si è suicidato. E aggiungerà perfino che uno dei punti più “strani” dell’esame così poco approfondito del cadavere (scrissero una misura di 20cm inferiore all’altezza reale di Edoardo…) verrà spiegato così: Edoardo è caduto «in piedi», e a causa del violento impatto, il suo corpo si è accorciato di 20 centimetri! Ecco risolto “scientificamente” il mistero dell’errata indicazione da parte del medico legale di Fossano. Prima di morire Edoardo era alto 1,90cm, dopo la morte è diventato un metro e 70 (anche se nel referto medico, sbagliato, c’è scritto 1,75 e quindi “l’accorciamento” sarebbe stato di 15cm). Davvero interessante, per quello che era stato annunciato come un «documentario anglosassone» dal «linguaggio asciutto».
NON CI SONO IMPRONTE - Margherita Agnelli si è affidata a un pool di investigatori italiani e stranieri. I quali sono partiti da un dato: nel rapporto della polizia scientifica di Cuneo, che ha esaminato l’auto di Edoardo (una Fiat Croma grigio metallizzata, targata TO66917V appartenuta a Gianni Agnelli e su cui era montato un motore Peugeot), emerge un dato incredibile, e mai utilizzato come spunto per ulteriori indagini: “Sulle superfici esterne dell’autovettura” non sono emerse “linee di impronte papillari latenti”. Vale a dire: non c’era nessun impronta digitale. Né sulla maniglia, né sul comando di apertura del portellone posteriore (che era aperto). E nemmeno all’interno dell’abitacolo: né sul volante, né sulle chiavi di accensione, né sulla leva del cambio, né sui tasti del telefono, né nella bottiglia d’acqua accanto al posto di guida. Com’è possibile che non ci fossero impronte, dato che Edoardo non indossava mai i guanti? Trentatré fotografie documentano il lavoro della scientifica. Esaminandole con strumenti sofisticati, gli investigatori privati hanno tratto una sola conclusione: tutte le impronte sono state cancellate. Si è trattato quindi, almeno per questo aspetto, di un lavoro compiuto da esperti criminali che potrebbero aver portato l’auto sul viadotto e l’hanno poi ripulita? C’era anche Edoardo su quell’auto e da lì qualcuno lo ha lanciato nel vuoto? Gli investigatori hanno elencato una serie di elementi che potrebbero far pensare a questo. Era difficile per Edoardo parcheggiare così bene l’auto, scendere, armeggiare per salire sull’alto guard-rail tipo jersey, e gli era impossibile muoversi con agilità dato il peso che egli aveva raggiunto e la necessità di far uso di un bastone per una recente caduta in Scozia. Possibile che fosse riuscito a salire da solo su quella barriera e a scavalcarla senza che nessuno delle centinaia di automobilisti che transitavano sulle due carreggiate dell’autostrada notasse nulla?
IL MOVENTE MAFIOSO? – Se la evidente e incontestabile cancellazione delle impronte su tutte le superfici dell’auto rivelava un lavoro di autentici professionisti del crimine, occorreva ripercorrere alcuni avvenimenti accaduti nel gruppo FIAT e cercare di contestualizzarli con un eventuale movente plausibile avente come bersaglio proprio Edoardo, uno degli anelli più deboli della famiglia. Sono stati incrociati numerosi dati e controllate moltissime circostanze specie di carattere finanziario. Gli investigatori si sono soffermati su una vicenda del 1997, allorché IFIL Spa, la società di investimento controllata dagli Agnelli (tramite l’IFI), con un portafoglio di 5 miliardi di odierni euro, gestita da Umberto Agnelli e Gabriele Galateri di Genola, portò a compimento una strana operazione in uno dei settori-chiave delle sue partecipate (che spaziavano su oltre cento società, nel settore bancario, calcistico, turistico). IFIL a un certo punto decise di vendere una parte cospicua di una di queste società. E scelse (o fu “consigliata” o “costretta” a scegliere?) un signore che non aveva alcuna dimestichezza col business di quel settore, anzi il contrario. Si trattava di un piccolo fornitore di parti elettriche per le auto Fiat, proprietario di un piccolo impianto con pochi addetti. Un signore che non aveva mai manifestato alcuna propensione per quel tipo di business che gli veniva affidato da IFIL. Che, addirittura, per incoraggiarlo ad accettare attraverso il San Paolo gli garantì cospicui finanziamenti. Venne costituita una finanziaria ad hoc, e quel signore cominciò a scegliere tra i suoi parenti prossimi gli improvvisati manager per gestire quel grosso affare.
UNA SCALATA - Tutto sembrava filare per il meglio ma nel 1999 a Torino si accorsero che qualcosa non andava. Forse avevano scelto quel nome come “testa di legno” o semplice esecutore di ordini, ma invece quel piccolo imprenditore doveva essersi montato la testa, aveva fatto investimenti e acquisizioni ben al di là di quello che IFIL voleva, a poco a poco aveva osato scalare alcune società e stava diventando padrone assoluto (o si comportava come tale) di tutto quel settore dove IFIL voleva continuare a regnare. Non era possibile che costui si permettesse di portare via ciò che gli era stato fiduciariamente affidato e si appropriasse di beni non suoi, per di più senza alcun rispetto per una potenza come IFIL. Cercarono di convincerlo a fermarsi, ma ormai la macchina era lanciata. Allora ordinarono alle banche di chiudergli i rubinetti del credito e farlo rientrare. La lotta si scatenò su più fronti e il teatro delle operazioni si concentrò in Sicilia, dove tutto era avvenuto nel corso degli anni, e arrivò fino a denunce, fallimenti, curatele, amministrazioni controllate, blocchi delle attività. Con l’intervento della magistratura, i rischi di denunce per appropriazione indebita, falso in bilancio, bancarotta fraudolenta cominciarono a lambire i parenti stretti del piccolo imprenditore che comparivano come amministratori delle varie società. Uno o una di questi si confidava continuamente con una persona di fiducia (un fidanzato, una fidanzata, un amico, un’amica?). E a un certo punto annunciò: “Questi di Torino se la stanno prendendo con me. Ma devono stare attenti: non sanno che cosa significa e quali conseguenze può avere toccare me o qualcuno della mia famiglia”). Gli investigatori hanno rintracciato questo o questa testimone che avrebbe firmato una lunga dichiarazione giurata e fornito date, circostanze e particolari su questa vicenda. Concludendo con questa affermazione: “In seguito le cose precipitarono. E la frase che ricordo bene fu questa: “Adesso hanno esagerato. E allora sai che ti dico? Visto che se la sono presa con qualcuno di noi, gli faremo vedere che cosa siamo capaci di fare al qualcuno di loro, a qualcuno della loro famiglia!”.
Da qui sarebbe nata la “vendetta”, il desiderio di “fargliela pagare” a quelli di Torino, fino ad arrivare al bersaglio più vulnerabile, più fragile, meno protetto, affidando il “lavoro” a una squadra di professionisti, quelli che cancellano le impronte. Questa ricostruzione riguarda geograficamente e per molti aspetti, del passato e del presente, la zona di Castelvetrano, terra mediterranea, terra di vini marsala, in provincia di Trapani. Il luogo da cui regna, ancor oggi indisturbato, sull’immenso impero che ha creato Matteo Messina Denaro, la primula rossa di “Cosa Nostra”. Basta incrociare i dati su alcune persone originarie di Castelvetrano, molto ben collegate da anni col boss, basta legare alcune parentele con gli amministratori di certe società, per arrivare alle conclusioni cui sono giunti gli investigatori di Margherita Agnelli.
IL DUBBIO DI MARGHERITA AGNELLI - E adesso? La sorella di Edoardo è di fronte a una strada, la stessa che le si presentò anni fa quando cominciò la sua lunga battaglia per avere trasparenza sul patrimonio di suo padre: andare avanti o fermarsi? Andare avanti significherebbe presentare un dossier alla magistratura, chiedere la riapertura del caso, arrivare perfino alla richiesta di riesumazione del corpo di Edoardo per fare quell’autopsia (a diciassette anni dalla morte è ancora possibile e potrebbe dare qualche risultato interessante) che incredibilmente la Procura di Mondovì non volle ordinare, chiudendo la (cosiddetta) inchiesta in pochi giorni e trascurando ogni pista. Margherita Agnelli, stando a chi le è vicino, sembra aver commentato così le conseguenze che la sua decisione potrebbe provocare: “Già mi hanno insultata, cancellata, diffamata per il solo fatto di aver osato andare in Tribunale per chiedere il rendiconto dei beni di mio padre. Il mio figlio primogenito non mi parla da anni, non mi ha nemmeno invitato al battesimo dei suoi tre figli, né alla festa per il suo decimo anniversario di matrimonio, nonostante si svolgesse a Villar Perosa, che tra l’altro è casa mia, dato che mio padre me l’ha lasciata in eredità. Cosa succederebbe se ora chiedessi di riaprire il caso riguardante il povero Edoardo? Mi direbbero, come minimo, che questa eventuale mia iniziativa è la conferma che sono impazzita, che non ci sono più con la testa, che sono incontrollabile, che di me non ci si può fidare, che ha fatto bene la mia famiglia a rompere i ponti con me, che bisogna che qualcuno mi fermi, che non ho limiti….. Ne vale la pena? E’ il prezzo che devo pagare per conoscere finalmente un po’ di quella verità che da anni sto cercando sulla morte misteriosa del mio povero fratello?”. Come darle torto."

IO LE DO TORTO ! Mb

IL 17.11.18 ORE 18 CHIESA S.MARIA GORETTI TORINO V.P.COSSA ANG V.ACTIS

Edoardo, l’Agnelli cancellato dall’album di famiglia

Una messa di suffragio a Ginevra e una commemorazione islamica a Teheran. A sedici anni dalla sua tragica morte, sul figlio dell'Avvocato prosegue la damnatio memoriae. Cosa non nuova nella secolare storia della schiatta - di GIGI MONCALVO

Sedici anni fa, il 15 novembre, moriva Edoardo Agnelli, il figlio primogenito di Gianni e Marella. Aveva 46 anni. Il suo corpo venne trovato riverso sulle pietre accanto al torrente Stura ai piedi di un pilone dell’autostrada Torino-Savona, nei pressi di Fossano. Quel viadotto portava il nome di un indimenticato generale dei Carabinieri, Franco Romano, precipitato nell’elicottero su cui viaggiava nel dicembre 1998. Il generale, che ha lasciato una moglie e un figlio che vivono a Torino, tra l’altro era amico di Edoardo.

Questo sedicesimo anniversario avrà la caratteristica crudele e tremenda delle altre analoghe ricorrenze: l’oblìo. Edoardo è stato letteralmente cancellato dalla famiglia, o da quel poco che resta degli Agnelli (coloro che portano questo cognome per nascita oggi sono solo otto, di cui appena tre del ramo-Gianni e cinque del ramo-Umberto, in attesa che Andrea e Deniz Akalin incrementino il numero). Per ricordare Edoardo, come negli anni scorsi, non ci sarà nulla, o ben poco. Non troverete sulla Stampa, o sul Corriere della Sera o su Repubblica (di cui John Elkannè da poco diventato il secondo  azionista dopo Carlo De Benedetti) nemmeno poche righe di necrologio. Eppure Jacky non dovrebbe sborsare nemmeno un cent essendo il proprietario…

Nelle pagine di cronaca cittadina non ci sarà nemmeno una breve che annuncia una messa di suffragio. Anche perché tale cerimonia, nemmeno in privato, ci sarà, almeno in Italia. La madre di Edoardo, donna Marella, ha letteralmente cancellato dalla sua mente questa ricorrenza e probabilmente ha tentato di farlo anche con molti ricordi per lei sgradevoli. L’unica funzione di suffragio di cui si è avuta notizia si svolgerà, col rito greco-ortodosso, ad Allaman, sulle sponde del lago di Ginevra, nella piccola cappella privata che allinea alcune icone dipinte da Margherita de Pahlen, la sorella di Edoardo. Lei, il marito Sergee i cinque figli manderanno il consueto mazzo di rose rosse al cimitero di Villar Perosadove c’è la tomba di Edoardo.  Lapo? Lasciamo perdere. L’anno scorso, proprio in questo anniversario, inondò i social media di repliche alle osservazioni ironiche di Diego Della Valle sul fatto che gli Elkann erano più portati alle discoteche che al lavoro… Per zio Edoardo non sprecò nemmeno un tweet. Perfino la Juventus, allineata e prona ai voleri dell’azionista di maggioranza (ma Andrea perché non si fa valere?), ha dato una “coltellata” alla memoria: da anni sul sito ufficiale del club non c’è un ricordo di Edoardo che pure era stato consigliere di amministrazione, sedeva spesso in panchina con Trapattoni e litigò di brutto con Giampiero “Marisa” Boniperti chiedendo che la Coppa sporca di sangue vinta a Bruxelles venisse restituita e la partita col Liverpool rigiocata. Ma il sito del club non è nuovo a cadute di stile: non c’è mai nemmeno una riga nell’anniversario della morte dell’avvocato Vittorio Chiusano, il vero e unico “avvocato dell’Avvocato” che fu presidente della Juve per molti anni.

La ex-famiglia Agnelli non solo dimentica ma cancella letteralmente le figure “scomode” o considerate tali. È accaduto perfino con Virginia Bourbon del Monte, la mamma di Gianni e dei suoi sei fratelli e sorelle (Clara, Susanna, Cristiana, Maria Sole, Giorgio e Umberto), considerata “colpevole” di aver amato Curzio Malaparte, di essere morta in circostanze non commendevoli, ma soprattutto di aver frequentato il Generale Karl Wollf che fu, dal febbraio all'ottobre del 1944, il Governatore Militare e il Comandante supremo delle SS e della Polizia nel nord d’Italia. Fu proprio in virtù di questi rapporti tessuti con pazienza da Virginia Agnelli con il mondo cattolico che il generale Wollf, il 10 maggio 1944, ebbe un incontro segreto in Vaticano con Papa Pio XII, organizzato da Virginia con i buoni uffici, almeno sul fronte tedesco, del colonnello Eugene Dollmann, comandante della piazza di Roma e abituale frequentatore di casa Agnelli al Bosco Parrasio. Lo scopo di Virginia venne raggiunto:  evitare spargimenti di sangue al momento del ritiro delle truppe tedesche incalzate dagli alleati ormai sbarcati fin da gennaio ad Anzio. E, soprattutto, la revoca dell’ordine di distruggere le grandi bellezze della capitale dopo la resa. A Karl Wolff e al generale Wilhelm Burgdorf il Führer aveva affidato l’Operazione Rabat, ovvero di rapire il Papa. E Wollf, nel corso di quell’incontro, informò di persona ilPapa. Chissà perché gli Agnelli hanno sempre voluto “nascondere” le loro collusioni col fascismo (quando Gianni da soldato ebbe il primo incidente d’auto alla gamba vicino alla Linea Gotica viaggiava su un’auto del comando nazista guidata da un soldato tedesco…), pur avendo la coscienza sporca, non hanno mai perdonato a Virginia le sue “collusioni”, anche se a fin di bene, coi nazisti a Roma. Infatti, quell’episodio salvò molte vite umane e soprattutto impedì la distruzione dei monumenti più importanti della Città Eterna. Un comportamento un po’ strano, soprattutto quello del capostipite Senatore Giovanni Agnelli di cui è possibile vedere ancor oggi le immagini su youtubementre in camicia nera rende omaggio al Duce in visita agli stabilimenti della Fiat a Torino. Il nonno di Gianni era solito ripetere, a chi gli chiedeva se fosse fascista o antifascista: “Sono sia l’una che l’altra cosa. A Torino sono anti-fascista perché ci sono gli operai, i sindacati e il partito comunista. A Roma invece sono fascista perché c’è il Duce e ci sono i ministri che mi devono firmare le commesse per la guerra”.

Virginia Agnelli non è stata mai sufficientemente ricordata e onorata, edifici o scuole che le sono intitolate portano il nome di suo marito Edoardo insieme al suo. Non c’è una via che la ricordi, a parte una stradina periferica di Roma, lo stesso Gianni non partecipò ai funerali della madre. La versione ufficiale dice che era in Scandinavia per stipulare accordi commerciali, in realtà era stato il nonno a farlo partire e non perché temesse che il processo di epurazione in corso contro lui e Vittorio Vallettapotesse coinvolgere anche il nipote prediletto. Il testamento “segreto” del Senatore, scritto alcuni anni prima della morte e reso noto dopo la sua scomparsa, dimostrò quanto egli detestasse l’affascinante e indomabile nuora al punto da lasciarle poche briciole (con la clausola che venissero versate dai figli…) e nemmeno un tetto sotto il quale abitare. Per fortuna, Virginia era già morta da poco più di un mese e le fu risparmiata quest’ultima umiliazione. È stato cancellato anche Giorgio, il secondo figlio maschio di Virginia, il fratello numero sei –nato il 12 maggio 1929 –, morto a Rolle in Svizzera nel 1965 alla vigilia del suo trentaseiesimo compleanno. Era stato ricoverato in un ospedale psichiatrico dopo che Gianni e Susanna firmarono una richiesta di internamento e chiamarono i carabinieri per farlo portare via. 

Tornando a Edoardo Agnelli l’aspetto più paradossale di questo sedicesimo anniversario è che il defunto è stato commemorato solo a Teheran. Lo annuncia la giornalista iraniana Amani Raziesu ParsToday. Nel sito è raffigurato un manifesto commemorativo in cui una grande forbice taglia in due una foto con la figura di Edoardo. Dunque i tentativi di speculazione sulla sua presunta e mai provata conversione alla religione islamica continuano.

Ad alimentare tutto questo, e soprattutto la inopinata cancellazione del proprio parente, è proprio e anche il silenzio del nipote di Edoardo, John Elkann. Il quale dimostra davvero di non avere cuore per il suo sfortunato zio. E pensare che la sua ascesa “al trono” è stata favorita, non solo da Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, ma proprio grazie alla scomparsa di Edoardo e dal tipo di “ostacolo” che egli rappresentava in quanto figlio ed erede legittimo. Nella sua ultima famosa intervista a Paolo Griseri del Manifesto (15 gennaio 1998, due anni e dieci mesi prima della morte), Edoardo confermava per l’ennesima volta che, in caso di morte del padre, avrebbe fatto valere quanto previsto dalle leggi successorie italiane. Quindi, indipendentemente da ciò che c’era scritto nel testamento, avrebbe fatto valere la sua “legittima” e cioè sarebbe divenuto proprietario delle azioni della “Dicembre” e dell’“Accomandita Giovanni Agnelli” e non del corrispettivo in denaro come aveva previsto il padre, su suggerimento dei due “grandi vecchi”. Che Edoardo avesse un pacchetto di azioni delle due casseforti rappresentava un “pericolo” da evitare ad ogni costo. Si pensi che cosa sarebbe accaduto della “Dicembre” e della governance del Gruppo se Edoardo fosse stato ancora in vita dopo la morte di Gianni Agnelli. Le sue azioni ereditate e sommate a quelle della sorella avrebbero potuto determinare e condizionare certi incredibili atteggiamenti che donna Marella ha avuto in sede di successione privilegiando uno solo degli otto nipoti e dando una autentica pugnalata alla schiena alla figlia. Edoardo in vita e Margherita avrebbero potuto far cambiare idea alla madre e impedirle di consegnare il gruppo a un giovane, imberbe e inesperto nipote, a scapito anche dell’altra co-erede e degli altri sette nipoti?

John sembra aver dimenticato queste cose, e in questo periodo è occupato soltanto a far credere una cosa insostenibile e smentita da ogni documento: e cioè che egli abbia ceduto a Lapo e Ginevra una parte delle azioni della “Dicembre”. Non è vero, non può e non potrà mai farlo. Solo in caso di sua morte lo statuto prevede che i suoi figli possano diventare soci ereditando le quote del padre. E Lavinia? Anche lei potrà, ma solo a una condizione: che Gabetti, Grande Stevens padre e figlia, e Cesare Ferrero, siano d’accordo e votino a suo favore. John è uno che quando vuole dimentica, ma molto più spesso ricorda fin troppo bene. Non ha mai dimenticato quel che disse il povero Edoardo al Manifesto. Pochi giorni prima, nel dicembre 1997, c’erano stati i funerali di Giovannino, il figlio di Umberto, e il giovane John era stato imposto dal nonno Giovanni nel cda della Fiat, nonostante avesse solo 22 anni e nemmeno la laurea, tra il mormorio e le proteste degli altri soci. Edoardo non nascose nulla di se stesso quando disse, ad esempio, con ironia:  “Francesco d’Assisi era uno che soffrì molto perché era considerato un matto e venne esautorato anche dall’amministratore del suo ordine”. Edoardo aggiunse: “Allo stato attuale ho scelto di lavorare all’interno della famiglia, con il mio nome e cognome. Non ho cambiato paese e abito (…)”. 

Edoardo, in quella sua ultima intervista, dà una risposta netta sul suo, e di suo padre, “nipotino” Jacky: “Considero quella scelta uno sbaglio e una caduta di stile, decisa da una parte della mia famiglia, nonostante e contro le perplessità di mio padre, che infatti all’inizio non voleva dare il suo assenso. Non si nomina un ragazzo pochi giorni dopo la morte di Giovanni Alberto, per riempire un posto. Se quel posto fosse rimasto vacante per qualche mese, almeno il tempo del lutto, non sarebbe successo niente. Invece si è preferito farsi prendere dalla smania con un gesto che io considero offensivo anche per la memoria di mio cugino”. Edoardo, e questo è un passaggio fondamentale, afferma che suo padre nutriva perplessità per quella scelta su Jaky. Sostiene che l’Avvocato “in un primo tempo non voleva dare il suo assenso”. Forse era davvero questa la realtà. 

Il giornalista del Manifesto pone una domanda inevitabile dopo quel giudizio molto duro pronunciato da Edoardo a proposito di Jaky: “Formulato da lei potrebbe far pensare a una volontà di rivincita per non essere stato chiamato a ricoprire quell’incarico”. Ma Edoardo rincara la dose: “Ripeto che non ho alcuna intenzione di candidarmi. Ma, se fosse dipeso da me, non avrei operato quella sostituzione in tempi così stretti, né avrei fatto quella scelta. Una scelta negativa per la Fiat e per lo stesso ragazzo, un ragazzo in gamba che rischia di venire sacrificato in un gioco più grande di lui. Io ho grande rispetto per la Fiat e per i suoi manager, che sono molto bravi. Ma come si giustifica, di fronte a un’assemblea di azionisti, la presenza in consiglio di un ragazzo di 22 anni? Quali consigli può dare sulle strategie aziendali?”.

Griseri fa osservare che l’Avvocato si è già trovato a fronteggiare questo problema, nessuno dimentica come rumoreggiava la sala il giorno in cui venne annunciata la cooptazione di Jaky. Il nonno, allora, aveva risposto in prima persona, infastidito, prendendo il microfono, interrompendo i lavori e ricordando agli scettici e ai perplessi che egli stesso aveva ricoperto quell’incarico proprio a ventidue anni. “Ma erano altri tempi – replica Edoardo – e c’era un altro spirito, lo spirito di mio bisnonno, il fondatore della Fiat. Oggi invece una parte della mia famiglia si è fatta prendere da una logica barocca e decadente. Senza offesa per nessuno, siamo vicini al gesto di Caligola che nominò senatore il suo cavallo. La Fiat è un’azienda seria, non un club per ventenni. E poi quella designazione fa male al ragazzo. Se lei – chiede Edoardo - avesse un  figlio di vent’anni lo metterebbe in una situazione del genere? Un posto in consiglio di amministrazione deve essere il coronamento di una vita in azienda, non può essere dato così”.

Per saperne di più leggere Agnelli Segreti e I Lupi e gli Agnelli di Gigi Moncalvo, reperibili su www.gigimoncalvo.it o gigimoncalvo@gmail.com

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI  :

 https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pgSdXDIwzmDgGSLkE

 

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

 PERCHE' TORINO HA PAURA DI CONOSCERE LA VERITA' SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI ?

Il prof.Mario DE AGLIO alcuni anni fa scrisse un articolo citando il "suicidio" di EDOARDO AGNELLI.  Gli feci presente che dai documenti ufficiali in mio possesso il suicidio sarebbe stato incredibile offrendogli di esaminare tali documenti. Quando le feci lui disconobbe in un modo nervoso ed ingiustificato : era l'intero fascicolo delle indagini.

A Torino molti hanno avuto la stessa reazione senza aver visto ciò che ha visto Mario DE AGLIO ma gli altri non parlano del "suicidio" di Edoardo AGNELLI ma semplicemente della suo morte.

Mb

02.04.17

 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

LA DICEMBRE società semplice e' il timone di comando del gruppo Elkan.

Come scrive Moncalvo nel suo libro AGNELLI SEGRETI da pag.313 in poi, attraverso la Dicembre Grande Stevens controlla di fatto Jaky e la figlia di Grande Stevens Cristina ne prenderà il controllo quando Jaky morirà mentre ai suoi figli verrebbe liquidata solo la quota patrimoniale nominale.

La proposta di società ad Edoardo nel 1984-86 non si sa come sia cambiata statutariamente in quanto il documento del mio link

http://www.marcobava.it/DICEMBRE/DICEMBRE%201984.pdf

e' l' unico che sia stato dato ad Edoardo sino al 2000 quando fu ucciso proprio perche' non voleva ne' accettare l' esclusione dalla Dicembre ne' di condividerla con Grande Stevens padre e figlia , Gabetti, e Ferrero perché estranei, ne' di darne il controllo a Jaky perché inadatto , come aveva dichiarato al Manifesto con Griseri nel 1998.

Tutto ciò l' ho detto già anni fa alla giornalista Borromeo cognata di JAKY al fine che ne parlasse con la sorella, o non ha capito, o ha creduto alle bugie che le hanno detto per tranqullizzarla.

Io credo che sia nell 'interesse di tutti che vengano chiariti al più` presto sia il contenuto dello statuto della dicembre e le conseguenze che ne derivano.

 

 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

  1. Edoardo Agnelli , martire dell' Islam - p. 1 - YouTube

    www.youtube.com/watch?v=bs3bTPhHRUw
    21/feb/2010 - Caricato da IslamShiaItalia

    Video della televisione iraniana sulla tragica fine di Edoardo Agnelli - I° parte. http://www.islamshia.org ...

  1. Edoardo Agnelli: documentario sulla sua vita prodotto da I.R.I.B. ...

    www.youtube.com/watch?v=SE83XD2ykFo
    20/nov/2011 - Caricato da Maggini-Malenkov

    Iran/ Italia; si celebra l'anniversario del martirio di Edoardo Agnelli Teheran - Oggi 16 ... You need Adobe Flash Player to watch this video.

 

http://www.youtube.com/watch?v=aASbXZKsSzE

 

 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRI SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

Thanks again,

Jennifer

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

 

Gli Agnelli e quella società fantasma per la legge italiana

 

La 'Dicembre', fondata nel 1984, ha una visura falsa oppure vecchia di 30 anni. Dall'ostracismo a Edoardo al potere di John: quanti intrighi dietro la società.

 

di 

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17 Novembre 2016

 

Quando ha letto su Repubblicache la società 'Dicembre' della famiglia Agnelli era controllata da John, Lapo e Ginevra Elkann, Gigi Moncalvo, autore di tre libri sul patrimonio dei proprietari della Fiat ora Fca (Agnelli Segreti, I Lupi e gli Agnelli e I Caracciolo), ha fatto un salto sulla sedia: «Una balla colossale, un primo caso di piaggeria del quotidiano di Eugenio Scalfari nei confronti dei nuovi proprietari».
Del resto, la Dicembre, la prima scatola cinese e “controllante” dell'impero Agnelli, poi distribuito tra Giovanni Agnelli & co, Exor e Fca, è un rebus difficile da risolvere.
Anzi, è una vera e propria storia all'italiana di come una delle famiglie più importanti del Paese abbia potuto concludere affari nella totale omertà e compiacenza delle istituzioni per più di 30 anni.
DATI RISALENTI A 30 ANNI FA. Ora le società degli Agnelli stanno migrando in Olanda ma dal 1984, anno di fondazione della Dicembre, nessuno ha potuto mai sapere chi fossero i soci e le rispettive quote della cassaforte di famiglia.
Ancora adesso, se si fa una ricerca alla Camera di commercio, compare una visura con dati risalenti appunto a tre decenni fa.
E pensare che nel 2015 il presidente della Camera di commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, ha premiato Gianluigi Gabetti, azionista della Dicembre, come Torinese dell'anno.
Moncalvo, che ha lavorato a lungo sulla vicenda, l'ha ricostruita passo dopo passo, incrociando inchieste della procura di Milano e disposizioni testamentarie dell'Avvocato.
ALLA NASCITA CAPITALE DI 100 MLN DI LIRE. L'atto costitutivo della società è del 15 dicembre 1984.
Risulta che il capitale sia poco inferiore ai 100 milioni di lire (99.980.000).
I soci sono Gianni Agnelli (99,96 milioni di lire), Marella Caracciolo (10 mila lire), Umberto Agnelli (1.000 lire), Gianluigi Gabetti (1.000 lire), Cesare Romiti (1.000 lire).
Il 13 giugno 1989, con un nuovo atto del notaio Ettore Morone, al culmine della guerra tra Umberto e Romiti, l'Avvocato farà uscire entrambi dalla Dicembre e le loro due azioni passeranno a Franzo Grande Stevens e a sua figlia Cristina (che ha solo 29 anni).
MONCALVO: «AZIONARIATO FALSO O VECCHIO». Da notare, spiega Moncalvo, che «Agnelli preferirà dare un'azione a Cristina e suo padre piuttosto che far entrare i suoi due figli, Edoardo e Margherita».
Questa uscita di Romiti dall'azionariato, «avvenuta nel 1989 e ciononostante ancora presente tutt’oggi nei documenti ufficiali, è una delle prove che nel 2016 nel registro delle imprese presso la Camera di commercio di Torino il dato sull'azionariato della Dicembre è falso o vecchio».
John, presidente di Fca, il principale azionista, non è nemmeno indicato in quel registro in cui ogni società, per legge, dovrebbe comunicare ogni variazione societaria, statutaria e azionaria..Un nuovo atto del 3 aprile 1996 registra l’ingresso tra i soci di John e sua madre Margherita, entrambi con azioni pari a 5 miliardi di lire.
La quota di Marella sale da 10 mila lire a 5 miliardi e 10 mila lire.
Ed entra un altro nuovo socio, Cesare Ferrero, con una azione.
IL 25% A GIANNI AGNELLI. Gianni Agnelli, oltre al suo 25%, mantiene per sè l'usufrutto delle tre quote di moglie, figlia e nipote.
«C'è da notare l'articolo 7 dello statuto», evidenzia Moncalvo, «sulla successione di un socio. È quello inserito per impedire che Edoardo, in caso di morte del padre, possa ereditare di diritto una quota della Dicembre ed entrare tra gli azionisti. È una norma contraria al diritto successorio italiano che prevede la legittima per gli eredi. Lo stesso Edoardo aveva detto che, in caso di morte del padre, avrebbe fatto valere i suoi diritti successori previsti dalla legge».
Tuttavia, non ci sarà bisogno dell'articolo 7, perché Edoardo morirà nel 2000, tre anni prima di Gianni.
LO STRAPOTERE DI JOHN ELKANN. Ma non è tutto. «Va evidenziato anche l'articolo 8, per le cessioni delle quote a terzi», prosegue Moncalvo. «Nel caso in cui John volesse lasciare quote a sua moglie e ai suoi figli, sarebbero necessari due voti dei soci principali, cioè il suo e quello di Marella, e due degli altri quattro. Ma Marella è molto anziana: se non fosse in condizioni buone di salute e per caso dovesse morire, dove troverebbe John il secondo voto che gli è necessario per far entrare nuovi soci?».
La storia non finisce qui. Grazie al raffronto dei modelli unici presentati all'Agenzia delle entrate dal 2002 al 2007 si riesce a capire come è cambiato l'azionariato in aeguito alla morte dell'Avvocato.
Dopo il 24 gennaio 2003, infatti, vengono modificati i patti sociali.
LA MODIFICA ALL'ARTICOLO 7. In questo documento c'è la nuova composizione azionaria (prima che Margherita venga liquidata) e la modifica importantissima dell'articolo 7.
«È importante», spiega Moncalvo, «perché prevede che solo i figli di John (ma non sua moglie) potranno subentrare nella quota societaria del padre, ma soltanto quando questi morirà. La moglie potrà avere denaro (e poco in relazione al valore effettivo della Dicembre) quando resterà vedova».
In deroga a ciò, Lavinia Elkann potrà entrare nella Dicembre purchè non si sia separata e «a condizione che vi acconsentano le maggioranze previste per le modifiche dei presenti patti sociali».
Con John in vita, invece, non può entrare nessun nuovo socio.  
41 MLN DI PLUSVALENZA, 6 EURO DI CAPITALE. Infine si arriva al 2008, cioè all'ultima dichiarazione dei redditi nota, allegata agli atti dell'inchiesta dei pm Eugenio Fusco e Gaetano Ruta, poi archiviata per mancanza di collaborazione delle autorità giudiziarie svizzere.
Da questo documento emerge che gli azionisti sono John (58,706%), Marella (41,294%), Ferrero, Gabetti e i due Franzo Grande Stevens (un'azione ciascuno).
Spiega Moncalvo: «Quello è il primo anno, dopo la morte di Agnelli, in cui la Dicembre dichiara al fisco una plusvalenza: ammonta a 41.442.655 euro, di cui imponibili per 25.245.883, per una tassazione di 3.155.735 euro. Nella visura della Camera di commercio questa società, che nel 2007 sul 2006 ha avuto una plusvalenza di 41 milioni, ha un capitale sociale di appena 6,20 euro, diviso tra Marella con 10 azioni e Gabetti e Romiti con una…». 

 

 

 

 

 

DINASTIA DELLE QUATTRORUOTE

A “Dicembre” i segreti degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo


Pubblicato Giovedì 11 Ottobre 2012, ore 7,50

È in cima alla catena di comando che controlla Fiat, ma per 17 anni è stata “fuorilegge”. E non è l’unica stranezza. Viaggio in tre puntate di Gigi Moncalvo nel sancta sanctorum della Famiglia

E pensare che parlano, ogni due per tre, di trasparenza, limpidezza, casa di vetro, etica, valori morali. In quale categoria può essere catalogato ciò che stiamo per raccontare, e che solo su queste pagine web potete leggere? E’ una storia che riguarda la “cassaforte di famiglia”, cioè la “Dicembre società semplice”, che detiene – tanto per fare un esempio - il 33%, dell’“Accomandita Giovanni Agnelli & C. Sapaz”, cioè controlla quella gallina dalle uova d’oro che quest’anno ha consentito agli “eredi” - senza distinzioni tra bravi e sfaccendati – di spartirsi 24,1 milioni di euro (rispetto ai 18 milioni del 2011) su un utile di 52,4. “Dicembre” di fatto è la scatola di controllo dell'impero di famiglia, ed è dunque – proprio attraverso l’Accomandita - l'azionista di riferimento di Exor, la superholding del gruppo Fiat-Chrysler.

 

Non ci crederete ma la “Dicembre”, nonostante questo pedigree, fino al luglio scorso non risultava nemmeno nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino, nonostante la legge ne imponesse l’iscrizione. La “Dicembre” è una delle società più importanti del paese, dato che, controllando dall’alto la piramide dell’intero Gruppo Fiat, ha ricevuto dallo Stato centinaia di miliardi di euro di fondi pubblici. Ebbene per i registri ufficiali dell’ente presieduto da Alessandro Barberis, un uomo-Fiat, non... esisteva. Quindi lo Stato erogava miliardi a una società la cui “madre” non risultava nemmeno dai registri e che ha violato per anni la legge.

 

“Dicembre” è stata costituita il 15 dicembre 1984 con sede in via del Carmine 2 a Torino (presso la Fiduciaria FIDAM di Franzo Grande Stevens), un capitale di 99,9 milioni di lire e cinque soci: Giovanni Agnelli (col 99,9% di quote), sua moglie Marella Agnelli (10 azioni per un totale di 10 mila lire) e infine Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Cesare Romiti, con una azione ciascuno da mille lire. Come si vede fin dall’inizio Gianni Agnelli considerava la “Dicembre” appannaggio del proprio ramo famigliare. Poco più di quattro anni dopo, il 13 giugno 1989, c’è un primo colpo di scena: escono Umberto e Romiti e vengono sostituiti da Franzo Grande Stevens e da sua figlia Cristina. Gianni Agnelli “dimentica” di avere due figli, Edoardo e Margherita, e privilegia invece Stevens e la sua figliola, a scapito perfino di suo fratello Umberto Agnelli. Se si prova – come ho fatto io - a chiedere al notaio Ettore Morone notizie e copie di questo “strano” atto, risponde che “non li ha conservati e li ha consegnati al cliente”. Non vi fornisce nemmeno il numero di repertorio. Forse a rogare sarà stata sua sorella Giuseppina?

 

La “Dicembre” torna a lasciare tracce qualche anno più tardi, il 10 aprile 1996: c’è un aumento di capitale (da 99,9 milioni a 20 miliardi di lire), entrano tre nuovi soci (Margherita Agnelli, John Elkann, e il commercialista Cesare Ferrero), le quote azionarie maggiori risultano suddivise tra Gianni Agnelli, Marella, Margherita e John (di professione “studente” è scritto nell’atto) col 25% ciascuno, con l’Avvocato che ha l’usufrutto sulle azioni di moglie, figlia e nipote. Tutti gli altri restano con la loro singola azione che conferisce un potere enorme. Siamo nel 1996, come s’è visto, e nel frattempo è entrata in vigore una legge (il D.P.R. 581 del 1995) che impone l’iscrizione di tutte le società nel registro delle imprese. A Torino se ne fregano. Anche se la “Dicembre” ha un codice fiscale (96624490015) è come se non esistesse… Gabetti, Grande Stevens e Ferrero, così attenti alla legge e alle forme, dimenticano di compiere questo semplicissimo atto. Né si può pretendere che fossero l’Avvocato o sua moglie o sua figlia o il suo nipote ventenne, a occuparsi di simili incombenze.

 

La Camera di Commercio si “accorge” di questa illegalità solo quattordici anni dopo, il 23 novembre 2009. La Responsabile dell’Anagrafe delle Imprese, Maria Loreta Raso, allora scrive agli amministratori della “Dicembre” e li invita a mettersi in regola. Non ottiene nessun riscontro. Ma la signora, anziché rivolgersi al Tribunale e chiedere l’iscrizione d’ufficio, non fa nulla. Fino a che nei mesi scorsi un giornalista, cioè il sottoscritto, alle prese con una ricerca di dati per un suo imminente libro (Agnelli segreti, Vallecchi Editore) cerca di fare luce su questa misteriosa “Dicembre” e si accorge dell’irregolarità. Si rivolge alla Camera di Commercio, la dirigente in questione fa finta di non sapere ciò che sa dal 2009 e comincia a chiedere documenti e dati che già ben conosce. Il giornalista fornisce copia dell’atto di aumento di capitale del 1996 e indica il numero di codice fiscale, ma la Camera di Commercio pone ostacoli a ripetizione: vogliono l’atto costitutivo, quello inviato è una fotocopia, ci vuole quello autenticato dal notaio Morone. Passano i mesi, vengono fornite tutte le informazioni, il giornalista comincia a diventare fastidioso. La signora Raso non può più fare a meno di rivolgersi, con tre anni di ritardo, al Tribunale. Il giornalista va, fa protocollare le domande, sollecita e scrive. E finalmente il 25 giugno di quest’anno la dottoressa Anna Castellino, giudice delle Imprese del Tribunale di Torino, ordina l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre”, in quanto socia della “Giovanni Agnelli & C. Sapaz”. L’ordinanza del giudice viene depositata due giorni dopo. La Camera di Commercio ottemperato all’ordinanza del Giudice in data 19 luglio 2012. Possibile che ci voglia un giornalista per far mettere in regola la più importante società italiana “fuorilegge” da ben 17 anni e che oggi ha come soci di maggioranza John Elkann e  sua nonna Marella, con il solito quartetto Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia? Ma perché tanta segretezza su questa società-cassaforte? E’ il tema della nostra prossima puntata.    

 

 

RETROSCENA DI CASA REALE

Quei lupi a guardia degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Venerdì 12 Ottobre 2012, ore 8,32

Chi ha in mano le chiavi della cassaforte di “Dicembre”, società semplice con la quale si comanda la Fiat-Chrysler? Nell’ombra si stagliano le figure di Gabetti e Grande Stevens. Seconda puntata

GRANDI VECCHI Grande Stevens e Gabetti

Dunque, la “Dicembre” dal 19 luglio è finalmente iscritta al registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino – dopo che in via Carlo Alberto hanno dormito per 14-16 anni. Ma una domanda è d’obbligo: perché tanta segretezza? Chi sono coloro che vogliono restare nell’ombra al punto che nel novembre 2009 non avevano nemmeno risposto a una richiesta di regolarizzazione., ai sensi di legge, se n’erano sonoramente “sbattuti” ed erano talmente sicuri di sé e potenti al punto che la Camera di Commercio, al cui vertice siede un loro uomo, non fece nulla dopo che la propria richiesta era stata snobbata e ignorata? Prima di arrivarci, precisiamo che la sanzione che poteva essere loro comminata per l’irregolarità, era del tutto simbolica e irrisoria: appena 516 euro.

La domanda diventa dunque questa: che cosa c’era e c’è di così segreto da nascondere – è l’unica spiegazione possibile – al punto da indurre i soci della “Dicembre”, che riteniamo essere sicuramente in possesso di 516 euro per pagare la sanzione, a evitare di rendere pubblici gli atti della società, come prescrive la legge?

 

Qui viene il bello. Questi signori, infatti, così come se ne sono “sbattuti” allora, ugualmente se ne “sbattono” oggi. E, fino ad ora, stanno godendo - ma speriamo di sbagliarci - ancora una volta della tacita “complicità” della Camera di Commercio. Infatti, l’iscrizione che noi siamo riusciti ad ottenere si basa solo su un documento: l’atto costitutivo del 15 dicembre 1984. Da esso risultano cinque soci: Giovanni Agnelli (che nell’atto viene definito “industriale”), sua moglie Marella Caracciolo (professione indicata: “designer”), Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti, Cesare Romiti. La società in quel 1984 aveva sede a Torino in via del Carmine 2, presso la FIDAM, una fiduciaria che fa capo all’avv. Franzo Grande Stevens, il cui studio ha lo stesso indirizzo. Il capitale sociale ammontava a 99 milioni e 980 mila lire ed era così suddiviso: Giovanni Agnelli aveva la maggioranza assoluta con un pacco di azioni pari a 99,967 milioni di lire, la consorte possedeva 10 azioni per un totale di diecimila lire, gli altri tre soci avevano una sola azione da mille lire ciascuna. Una curiosità: donna Marella a proposito di quella misera somma di diecimila lire dichiarò in quell’atto che “è di provenienza estera ed è pervenuta nel rispetto delle norme valutarie” arrivando in Italia il giorno prima tramite Banca Commerciale Italiana.

 

 

Questo, dunque, è l’unico documento che al momento da pochi mesi compare nel Registro delle Imprese. Possibile che la Camera di Commercio – presieduta dall’ex dirigente Fiat, Alessandro Barberis - non si sia ancora accorta che quell’atto, essendo vecchio di ben ventotto anni, è stato superato da alcuni eventi non secondari e che lo rendono, così come l’iscrizione, inattuale e anacronistico? Ad esempio, nel frattempo c’è stata l’introduzione dell’euro e la morte di due dei cinque soci (Gianni e Umberto Agnelli, deceduti rispettivamente nel gennaio 2003 e nel maggio 2004)? Possibile che Barberis e i suoi funzionari non si siano accorti di questo, così come del fatto che Romiti ha lasciato il Gruppo da quasi vent’anni, e non chiedano agli amministratori della “Dicembre” un aggiornamento, ordinando l’invio dei relativi atti? Tanto più - e qui vogliamo dare un aiuto disinteressato alla ricerca della verità onde evitare inutili fatiche altrui - che qualche “mutamento”, e non di poco conto, in questi anni è avvenuto nella “Dicembre” e l’ha trasformata da cassaforte del ramo-Gianni Agnelli a qualcosa di ben diverso e non più controllabile dalla Famiglia “vera” dell’Avvocato. Vediamo alcuni passaggi, dato che ciò aiuterà a capire quali sono, forse, i motivi all’origine di tanta ancor oggi inspiegabile segretezza.

 

Appena quattro anni dopo la costituzione, e cioè il 13 giugno 1989 (repertorio notaio Morone n. 53820), escono dalla società due grossi calibri come Umberto Agnelli e Cesare Romiti. Al loro posto entrano l’avv. Grande Stevens e, colpo di scena, sua figlia Cristina, 29 anni. Non è un po’ strano che vengano “fatti fuori” nientemeno che Romiti, che in quel periodo contava parecchio, e nientemeno che il fratello dell’Avvocato, e vengano sostituiti non tanto da un nome “di peso” come quello di Grande Stevens, ma addirittura anche dalla giovane rampolla di quest’ultimo, addirittura a scapito dei due figli di Gianni, e cioè Edoardo e Margherita?

Alla luce anche di questo, non ritiene la Camera di Commercio che sia bene cominciare a farsi consegnare dalla società da pochi mesi registrata d’imperio da un giudice, anche tutti gli atti relativi al periodo tra il 1984 e il 1989 che portarono a quel misterioso “tourbillon” che vede Gianni togliere di mezzo il fratello e il potente amministratore delegato Fiat, e tagliar fuori anche i propri figli per far entrare invece un avvocato e sua figlia, mettendoli a fianco del già sempiterno Gabetti?

 

 

Andiamo avanti. Della “Dicembre” non ci sono tracce - a parte un misterioso episodio avvenuto tra la Svizzera e il Liechtenstein -, fino al 10 aprile 1996. Quel giorno, sempre nello studio notarile Morone, avvengono quattro fatti importantissimi: l’ingresso di tre nuovi soci, l’aumento di capitale, il trasferimento della sede (dal numero 2 al numero 10 sempre di via del Carmine, questa volta presso “Simon Fiduciaria”, sempre di Grande Stevens), ma soprattutto la modifica dei patti sociali. Accanto a Gianni Agnelli e a sua moglie, a Gabetti, a Grande Stevens e figlia, entrano nella “Dicembre”: Margherita Agnelli (figlia di Gianni), John Philip Elkann (nipote di Gianni e figlio di Margherita, professione indicata: “studente”), e il commercialista torinese Cesare Ferrero. Il capitale viene aumentato di venti miliardi di lire, che vanno ad aggiungersi a quegli iniziali 99,980 milioni di lire. Gianni Agnelli mantiene il controllo col 25% di azioni proprie, e con l’usufrutto a vita di un altro 74,96% riguardante le azioni intestate a moglie, figlia e nipote. Ancora una volta è platealmente escluso Edoardo, il figlio di Gianni. Gli viene preferito il cuginetto che ha da poco compiuto vent’anni. Gli altri quattro azionisti hanno un’azione da mille lire ciascuno. Ma assumono (e si auto-assegnano col misterioso e autolesionistico assenso dell’Avvocato) una serie di poteri enormi, sia a loro favore sia contro i soci-famigliari di Gianni.

 

 

Prima di tutto viene previsto che se un socio dovesse morire (l’Avvocato allora aveva 75 anni ed era da tempo molto malato), la sua quota non passa agli eredi ma viene consolidata automaticamente in capo alla società con conseguente riduzione del capitale. Agli eredi del defunto spetterà solo una somma di denaro pari al capitale conferito. Vale a dire: appena 5 miliardi di lire per il 25% di quota dell’Avvocato, una somma spropositatamente inferiore al valore reale. Senza pensare alla violazione del diritto successorio italiano. L’altra clausola “folle” sottoscritta dall’Avvocato riguarda il trasferimento di quote a terzi. Infatti, se uno degli azionisti principali, alla sua morte o prima, dovesse decidere di cedere la propria quota, o una parte di essa, a terzi esterni alla “Dicembre”, ci sono due sbarramenti. E’ necessario il consenso della maggioranza del capitale. E, oltre a questo, deve esserci il voto a favore di quattro amministratori: due dei quali fra Marella, Margherita e John, e due fra il “quartetto” Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia. Insomma Gianni Agnelli ha consegnato ai quattro il controllo assoluto della situazione a scapito di se stesso e dei propri famigliari. Il quartetto degli “estranei” (Margherita li chiama “usurpatori”) ha aperto la strada, oltreché alla loro presa di potere, a scenari di vario tipo. Primo. Se l’Avvocato muore, suo figlio Edoardo non eredita quote della “Dicembre” ma viene tacitato con pochi miliardi. Dovrebbe fare un’azione legale contro la violazione della legge successoria italiana e rivendicare la legittima, anche per la quota di sua spettanza della “Dicembre”.

 

Secondo scenario. Se Edoardo morisse prima di suo padre - come poi avverrà, facendo pensare ad autentiche “capacità divinatorie” da parte di qualcuno -, il problema non si verrebbe a porre. E se invece – terzo scenario -, come poi è avvenuto (prova evidente che nella “Dicembre” c’è qualche chiaroveggente in grado di prevedere o condizionare il futuro), l’Avvocato morisse e il suo 25% passasse a moglie e figlia, basterà impedire un’alleanza tra le due, farle litigare, dividerle, oppure convincere la “vecchia” ad allearsi col giovane nipotino, ed ecco che figlia e vedova dell’Avvocato perderanno il controllo della “Dicembre”.

 

Chi sono i vincitori? Chi ha scelto il giovane rampollo, che deve tutto a due tragedie famigliari (la morte del cugino Giovannino per tumore e la strana morte dello zio Edoardo trovato cadavere sotto un cavalcavia) per poterlo meglio “burattinare” e comandare? Chi ha impedito in tal modo che Marella, Margherita e John invece si potessero alleare per comandare insieme o scegliere qualcuno della famiglia, o non qualche estraneo, per la sala di comando? Chi ha scelto di “lavorarsi” John e Marella, certo più malleabili e meno determinati di Margherita?

 

Un mese dopo la morte dell’Avvocato viene approvato un atto (24 febbraio 2003) che sancisce il nuovo assetto azionario della “Dicembre”. Al capitale di 10.380.778 euro, per effetto della clausola di consolidamento viene sottratta la quota corrispondente alle azioni di Gianni (cioè 2.633.914 euro). In tal modo il capitale diventa di 7.746.868 euro e risulta suddiviso in tre quote uguali per Marella, Margherita e John, pari a 2,582 milioni di euro ciascuno (quattro azioni da un euro continuano a restare nelle salde mani del “Quartetto di Torino”). Il “golpe” viene completato lo stesso giorno con la sorprendente donazione fatta dalla nonna al nipote del pacco di azioni che gli permettono al giovanotto di avere la maggioranza assoluta, una donazione fatta da Marella in sfregio ai diritti (attuali ed ereditari) della figlia e degli altri sette nipoti: John arriva in tal modo a controllare una quota della “Dicembre” pari a 4.547.896 euro, sua nonna mantiene una quota pari a 2.582.285 euro, la “ribelle” Margherita - l’unica che aveva osato muovere rilievi e chiedere chiarezza e trasparenza - viene messa nell’angolo con una quota pari a 616.679 euro. Tutto questo fino al 2003. Poi, con l’accordo di Ginevra del febbraio 2004 tra madre e figlia, Margherita uscirà definitivamente dalla “Dicembre”, quasi un anno dopo aver partecipato a un gravoso aumento di capitale.

 

Ma oggi la situazione, specie per quanto riguarda i patti sociali, qual è? John comanda davvero o no? Nel caso in cui, lo ripetiamo come nel precedente articolo, dovesse decidere di ritirarsi in un monastero o gli dovesse accadere qualcosa (come allo zio Edoardo?) chi potrebbe diventare il padrone della cassaforte al vertice dell’Impero Fiat? I bookmakers danno favorito Gabetti, ma non fanno i conti con Grande Stevens, il vero azionista “di maggioranza”, anche se con due sole azioni, grazie proprio a quella mossa del 1989 con cui fece entrare anche sua figlia….

 

Qualcuno potrebbe obiettare che oggi tra i soci della “Dicembre” ce ne potrebbero essere alcuni  nuovi, potrebbero essere i fratelli di John, cioè Lapo o Ginevra. Ma, grazie alla clausola di sbarramento approvata nel 1996, il “Quartetto” ha votato a favore dell’ingresso (eventuale) di uno o due nuovi soci o li ha bocciati? Ecco perché forse esiste tanta segretezza. Non sarebbe bene che dai registri della Camera di Commercio risultasse qualcosa di attuale e di aggiornato? Che cosa aspetta la Camera di Commercio a chiedere e pretendere ai sensi di legge che gli amministratori, così limpidi e trasparenti, della “Dicembre”, forniscano al più presto tutti i documenti? Dobbiamo di nuovo attivare le nostre misere forze e chiedere l’intervento del Tribunale di Torino e confidare nell’intervento della dottoressa Anna Castellino o di qualche suo collega? Oppure bisogna aspettare altri 15 anni?

 GLI AGNELLI SEGRETI

Dicembre dei “morti viventi”

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 13 Ottobre 2012, ore 8,21

Agli atti la società-cassaforte della famiglia, grazie alla quale controllano la Fiat-Chrysler, risulta ancora composta da Gianni e Umberto Agnelli. Compare persino Romiti. E tutti tacciono

La Stampa no, o almeno, non ancora. Invece anche (o perfino?) il Corriere della Sera si è accorto della “stranezza” - diciamo così – riguardante il fatto che la Dicembre, la società-cassaforte che un tempo era della famigliaAgnelli, anzi più esattamente del ramo del solo Gianni, e che si trova alla sommità dell’ImperoFiat (ora Exor), ha impiegato ben diciassette anni, dal 1995, per mettersi in regola con la legge in vigore da allora. La Dicembre - la cui data di nascita risale al 1984 -, finalmente è “entrata nella legalità”, e – come prevede una legge del 1995 – finalmente risulta iscritta nel Registro delle Imprese. Pur trattandosi di una società non da poco, dato che la si può considerare la più importante, finanziariamente e industrialmente del nostro Paese, la Camera di Commercio di Torino ha impiegato parecchi anni prima di accorgersi dell’anomalia, di quel vuoto che figurava nei propri registri (nonostante quella società avesse il proprio codice fiscale). Possibile che il presidente della CCIAA Alessandro Barberis, che ha sempre lavorato in Fiat, ignorasse l’esistenza della “Dicembre”? Come mai l’arzillo settantacinquenne entrato in azienda a 27 anni, rimasto in corso Marconi per trentadue anni, e poi diventato per un breve periodo, che non passerà certo alla storia, direttore generale di Fiat Holding nel 2002, e infine amministratore delegato e vicepresidente nel 2003, non ha mai fatto nulla per sanare questa irregolarità? Possibile che ci sia voluto un giornalista rompiscatole e che fa il proprio dovere, per convincere, con un bel pacchetto di corrispondenza, l’austero organismo camerale sabaudo a rivolgersi al Tribunale affinché ordinasse l’iscrizione d’ufficio. Finalmente, il 19 luglio scorso, ciò è avvenuto e l’ordine del Giudice Anna Castellino (che porta la data del 25 giugno) è stato eseguito.

 

Grandi applausi si sono levati dalle colonne del Corriere ad opera di Mario Gerevini che, in un articolo del 23 agosto, non ha avuto parole di sdegno per gli autori di questa illegalità ma ha parlato, generosamente e con immane senso di comprensione, di una semplice e banale “inerzia dettata dalla riservatezza”. Poi ha ricostruito tutta la vicenda, a modo suo e con parecchie omissioni importanti, e ha avuto di nuovo tanta comprensione, anche per la Camera di Commercio: si era accorta dell’anomalia, anzi del comportamento fuorilegge, fin dal 23 novembre 2009, aveva “già inviato una raccomandata alla Dicembre invitandola a iscriversi al registro imprese, come prevede la legge. Senza risultato. Da lì è partita la segnalazione al giudice”. Il che dimostra come in due righe si possano infilare parecchie menzogne e non si accendano legittimi interrogativi. Dunque, quella raccomandata di tre anni fa non sortì alcuna risposta. E la Camera di Commercio di fronte a questo offensivo silenzio, anziché rivolgersi subito al Tribunale, non ha fatto nulla, se non una grave omissione di atti d’ufficio. Non è dunque vero che “da lì è partita la segnalazione al giudice” dato che al Tribunale di Torino non impiegano ben tre anni per emettere un’ordinanza in un campo del genere. E’ stato invece necessaria, questa la verità, una ennesima raccomandata di un giornalista che intimava ai sensi di legge alla signora Maria Loreta Raso, responsabile dell’Area Anagrafe Economica, di segnalare tutto quanto al giudice. Visto che non lo aveva fatto a suo tempo come imponeva il suo dovere d’ufficio e, soprattutto, la legge.

 

Gerevini aggiunge che “fino a qualche tempo fa chi chiedeva il fascicolo della Dicembre allo sportello della Camera di commercio si sentiva rispondere: «Non esiste». All'obiezione che è il più importante socio dell'accomandita Agnelli, che è stata la cassaforte dell'Avvocato (ora del nipote), che è più volte citata sulla stampa italiana e internazionale, la risposta non cambiava. Tant'è che dal 1996 a oggi non risulta sia mai stata comminata alcuna ammenda per la mancata iscrizione”. Giusto, è proprio così. Ma Gerevini, rispetto al sottoscritto, per quale ragione non ha mai pubblicato un rigo su questa scandalosa vicenda, non ha informato i lettori, non ha denunciato pubblicamente questa anomalia e illegalità che ammette di aver toccato con mano? Non pensa, il Gerevini, che sarebbe bastato un piccolo articolo sul suo autorevole giornale per smuovere le acque? No, ha continuato a tacere, e a sentirsi ripetere “non esiste” ogni volta in cui bussava allo sportello della Camera di Commercio chiedendo il fascicolo della “Dicembre”. Come mai certi giornalisti delle pagine economiche, e non solo, spesso – come dicono i colleghi americani - “scrivono quello che non sanno e non scrivono quello che sanno? Forse ha ragione Dagospia che, riprendendo la notizia, la definisce “grave atto di insubordinazione e vilipendio del Corriere al suo azionista Kaky Elkann (così impara a smaniare con Nagel di far fuori De Bortoli)”? Questo retroscena conferma che il direttore del Corriere, per ora, non ha osato andare oltre tenendo in serbo qualche cartuccia, in caso di bisogno?

 

Gerevini dice che “la latitanza” della Dicembre ora è finita. Non è vero. La Camera di Commercio, infatti, nonostante sapesse tutto fin dal 2009, ha “preteso” che il giornalista che rompeva le scatole con le sue raccomandate inviasse ai loro uffici l’atto costitutivo della “Dicembre”. Fatto. Ma, a questo punto, non si è accontentata del primo esaustivo documento inviato sollecitamente, bensì ha preteso, forse per guadagnare qualche mese e nella speranza che il notaio Ettore Morone non la rilasciasse, una copia autenticata. Si è mai vista una Camera di Commercio, che nel 2009 ha già fatto – immaginiamo – un’istruttoria su una società non in regola, ed è rimasta immobile dopo che si sono fatti beffe della sua richiesta di regolarizzare la società, chiedere a un giornalista, e non agli amministratori di quella società, i documenti necessari, visto che i diretti interessati non si sono nemmeno curati a suo tempo di rispondere? Invece è andata proprio così.

 

A Torino tutto è possibile. Anche che la “Dicembre” figuri (finalmente) nel Registro delle Imprese ma solo sulla base dei dati contenuti nell’atto costitutivo del 1984 e cioè con due morti come soci, Giovanni e UmbertoAgnelli, e con un terzo socio, Cesare Romiti, che da anni ha lasciato la Fiat e che venne fatto fuori dalla “Dicembre” nel 1989, cioè ventitré anni fa. Non solo ma il capitale della società risulta ancora di 99 milioni e 980 mila lire, allineando come azionisti Giovanni Agnelli (99 milioni e 967 mila lire), Marella Caracciolo (10.000 lire, e dieci azioni), e infine Umberto Agnelli, Cesare Romiti e Gianluigi Gabetti (ciascuno con una azione da mille lire). Non pensano alla Camera di Commercio che sia opportuno, adesso che l’iscrizione è avvenuta, aggiornare questi dati fermi al 15 dicembre 1984, scrivendo alla “Dicembre” e intimandole di consegnare tutti i documenti e gli atti che la riguardano dal 1984 a oggi? Che cosa aspettano a richiederli? Forse temono che il loro sollecito rimanga di nuovo senza riscontro? Dall’altra parte, che cosa aspettano quei Gran Signori di Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, che danno lezioni di etica e moralità ogni cinque minuti, a mettersi in regola? E il grande commercialista torinese Cesare Ferrero, anch’egli socio della “Dicembre”, non sente il dovere professionale di sanare questa anomalia, anche se i suoi “superiori” magari non sono del tutto d’accordo? Ora nessuno di loro può continuare a nascondersi. E quindi diventa molto facile dire: ora che vi hanno scovato, ora che sta venendo a galla la verità, non vi pare corretto e opportuno mettervi pienamente in regola? Ora che perfino il vostro giornale ad agosto vi ha mandato questo “messaggio cifrato” non ritenete di fare le cose, una volta tanto, in modo trasparente, chiaro, limpido, evitando la consueta “segretezza” che voi amate chiamare riserbo, anche se la legge in casi come questi non lo prevede? Oppure volete che sia di nuovo un giudice a ordinarvi di farlo? E Jaky Elkann non ha capito quanto sia importante, per sé e per il proprio personale presente e futuro, che le cose siano chiare e trasparenti, nel suo stesso interesse? 

 

Il Corriere non va diretto al bersaglio come noi e non fa i nomi e cognomi: inarcando il sopracciglio, forse per mettere in luce l’indignazione del suo direttore Ferruccio De Bortoli, l’articolo di Gerevini fa capire che è ora di correre ai ripari: “L'interesse pubblico di conoscere gli atti di una società semplice che ha sotto un grande gruppo industriale è decisamente superiore rispetto a una società semplice di coltivatori diretti (la forma giuridica più diffusa) che sotto ha un campo di granoturco”. Dopo di che, trattandosi del primo giornale italiano, ci si sarebbe aspettati qualche intervento di uno dei coraggiosi trecento e passa collaboratori “grandi firme”, qualche indignata sollecitazione tramite lettera aperta al proprio consigliere di amministrazione Jaky Elkann (lo stesso che oggi controlla la Dicembre), un editoriale o anche un piccolo corsivo nelle pagine economiche o nell’inserto del lunedì, dando vita a un nutrito dibattito seguito dalle cronache sull’evolversi, o meno, della situazione e da una sorta di implacabile countdown per vedere quanto avrebbe impiegato la società a mettersi completamente in regola, con i dati aggiornati, e la Camera di Commercio a fare finalmente il suo mestiere.

 

Niente di tutto questo. E adesso? Non solo noi nutriamo qualche dubbio sul fatto che la società si metta al passo con i documenti. E, qualcuno ben più esperto di noi e che lavora al Corriere,  dubita perfino che la “Dicembre” accetti supinamente un’altra ordinanza del giudice. Ma a questo punto, svelati i giochi, la partita è iniziata e se la società di Jaky Elkann si rifiuta di adempiere alle regole di trasparenza è di per sé una notizia. Che però dubitiamo il Corriereavrà il coraggio di dare. Anche perché la posta in palio è altissima: che cosa potrebbe succedere se, ad esempio, Jaki – che è il primo azionista con quasi l’80%, mentre sua nonna Marella (85 anni) detiene il 20% - decidesse di farsi monaco o gli dovesse malauguratamente accadere qualcosa? Chi diventerebbe il primo azionista del gruppo? Non certo una anziana signora, con problemi di salute, che vive tra Marrakech e Sankt Moritz? A quel punto, ad avere – come già di fatto hanno – prima di tutti la realegovernance attuale della cassaforte sarebbero Gabetti e Grande Stevens, con Cristina, la figlia di quest’ultimo, e Cesare Ferrero a votare insieme a loro per raggiungere i quattro voti necessari come da statuto (anche se rappresentano solo 4 azioni da un euro ciascuna) per sancire il passaggio delle altre quote e la presa ufficiale del potere. Ecco, al di là di quella che sembra un’inezia – l’iscrizione al registro delle imprese e l’aggiornamento degli atti della società – che cosa significa tutta questa storia. Ci permettiamo di chiedere: ingegner John Elkann, a queste cose lei ha mai pensato? E perché le tollera?

ALMENO SUA COGNATA BEATRICE BORROMEO GIORNALISTA DEL FATTO NON L’HA MAI INFORMATA DI UNA MIA TELEFONATA DI BEN 2 ANNI FA ? Mb

 

 

Agnelli segreti
Ju29ro.com
Con Vallecchi ha pubblicato nel 2009 “I lupi & gli Agnelli”. Il 24 gennaio del 2003, a 82 anni di età, moriva
Gianni Agnelli. Nei prossimi mesi, c'è da ...

 

 

Agnelli: «Bisogna cambiare il calcio italiano»

Al Centro Congressi del Lingotto partita l'assemblea dei soci della Juve seguila con noi. Il presidente bianconero: «Bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno»

·                            Agnelli sul calcio italiano

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VIDEO Agnelli: Sogno Champions

 

 

TORINO - Stanno via via arrivando i piccoli azionisti della Juventus al Centro Congressi del Lingotto dove, alle 10.30, avrà inizio l'assemblea dei soci del club bianconero. In attesa che Andrea Agnelli apra i lavori con la sua lettera agli azionisti, la relazione finanziaria annuale unisce ai numeri la passione. Nelle pagine iniziali sono contenute le immagini salienti dell'ultimo anno, iniziato con il ritiro di Bardonecchia, proseguito con l'inaugurazione dello Juventus Stadium, la conquista del titolo di campione d'inverno e del Viareggio da parte della Primavera, e culminato con la vittoria dello scudetto e della Supercoppa. Due dei cinque nuovi volti del Consiglio di Amministrazione della Juventus non sono presenti nella sala 500 del Lingotto. L'avvocato Giulia Bongiorno è impegnata in una causa mentre il presidente del J Musuem, Paolo Garimberti, è fuori Italia per il Cda di EuroNews, ma comunque in collegamento in videoconferenza. Maurizio Arrivabene, Assia Grazioli-Venier ed Enrico Vellano sono invece in platea, come gli ad Beppe Marotta e Aldo Mazzia e il consigliere Pavel Nedved.«Da troppi anni aspettavamo una vittoria sul campo - scrive Agnelli - ma il 30° scudetto e la Supercoppa sono ormai alle nostre spalle ed è più opportuno guardare al futuro, con la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per la nostra società». La sfida all'Europa è lanciata.

AGNELLI SU CONTE -  «Conte? Noi siamo felici di Conte perché è il miglior tecnico che ci sia in circolazione e ce lo teniamo stretto». 

AGNELLI SU DEL PIERO -  "Alessandro Del Piero è nel mio cuore, nei nostri cuori come uno dei più grandi giocatori di sempre della Juve": lo ha detto Andrea Agnelli rispondendo a una domanda sull'ex capitano bianconero. "L'anno scorso - ha aggiunto Agnelli - ciò che è successo qui in assemblea è stato un tributo, perché avevamo firmato l'ultimo contratto ed era stato lui stesso a dire che sarebbe stato l'ultimo. Ora lui ha scelto una nuova esperienza, ricca di fascino: porterà sempre con sè la Juventus"."Per il futuro - ha detto Agnelli su un eventuale impiego di Del Piero nella società bianconera - non chiudo le porte a nessuno. Oggi la squadra è completa, lavora quotidianamente per ottenere gli obiettivi di vincere sul campo e di ottenere un equilibrio economico finanziario. Sono soddisfatto di tutte le persone, quindi - ha concluso - come si dice, squadra che vince non si cambia". 

«BISOGNA CAMBIARE, E SUBITO, IL CALCIO ITALIANO» - Ecco il discorso con cui Andrea Agnelli ha aperto i lavori dell'assemblea degli azionisti: «Signori azionisti, la Juventus è campione d’Italia, per troppo tempo i presidenti hanno dovuto affrontare questa assemblea senza avere nel cuore il calore che una vittoria porta con sé. Nella stagione che ci porterà a celebrare il 90° anno del coinvolgimento della mia famiglia nella Juventus,credo sia opportuno riflettere insieme sul fatto che la Juventus ha sempre promosso i cambiamenti. E' una missione alla quale questa gestione non intende sottrarsi. Quando ho ricevuto l'incarico di presidente avevo in testa chiarissimi alcuni passaggi. Il primo è cambiare la società e la squadra, un percorso in continua evoluzione, ma in 30 mesi abbiamo bruciato le tappe. Churchill diceva: i problemi della vittoria sono più piacevoli della sconfitta ma non meno ardui, lo scudetto non ci deve far dimenticare il nostro mandato, vincere mantenendo l'equilibrio finanziario. Il bilancio presenta numeri su cui riflettere, la perdita è dimezzata, e contiamo di proseguire nel percorso di risanamento».Poi il finale, con il presidente bianconero ad affrontare un tema assai caro come quello delle riforme.«Dopo 17 anni di attesa lo Juventus stadium è una realtà davanti agli occhi di tutti e sta dando i suoi frutti sia nei risultati sportivi sia in quelli economici. Dal Museum al College, sono tanti i fronti di attività come la riqualificazione dell’area della Continassa che ospiterà sede e centro di allenamento. Il cammino procede nella giusta direzione, 'la vita è come andare in bicicletta, occorre stare in equilibrio', diceva Einstein. E qui arriviamo al secondo punto: bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno. Riforma dei campionati, riforma Legge Melandri, riforma del numero di squadre professionistiche e del settore giovanile. Riforma dello status del professionista sportivo, tutela dei marchi, legge sugli impianti sportivi, riforma complessiva della giustizia sportiva, queste le tematiche su cui vorremmo confrontarci. Bob Dylan diceva: 'I tempi stanno cambiando' e non hanno smesso, la Juventus non intende affossare come una pietra». 

PAROLA AGLI AZIONISTI - Prima di passare al voto di approvazione del bilancio 2011-12, la parola è passata agli azionisti. Molti gli interventi: alcuni si sono complimentati con il presidente e i dirigenti per le vittorie, ma in tanti hanno sollevato dubbi sulla campagna acquisti. In particolare sono state fatte domande sul caso Berbatov, su Iaquinta e Giovinco. «Speriamo che immobile non faccia la fine di Giovinco, ceduto a 6 e pagato 11 milioni, spero che si compri Llorente» ha detto l'azionista Stancapiano. Gli ha fatto eco un altro socio bianconero: «Abbiamo comprato due punte spendendo parecchi milioni: Bendtner non l’abbiamo ancora visto, Giovinco ce l’avevamo in casa. Anziché prendere Giovinco, potevamno tenerci Boakye o Gabbiadini, che sono per metà nostri, almeno fino a gennaio per capire se sono da Juve». E c'è chi ha ricordato anche Alessandro Del Piero: «Auguri di buon lavoro al bravo e simpatico Del Piero che per tanti anni ha onorato la nostra squadra: Alex fatti onore anche in Australia». 

L'AZIONISTA BAVA - Dirompente l'intervento dell'azionista Bava che ha chiesto di conoscere gli stipendi netti dei giocatori, l'andamento dell'inchiesta sulla stabilità dello stadio, se ci sono giocatori coinvolti nel calcioscommesse, se la società ha prestato soldi ai giocatori, e in particolare a Buffon, per pagare debiti di gioco. Infine si è dichiarato contrario allo stipendio di 200 mila euro che la società elargisce a Pavel Nedved. Dopo che gli è stata tolta la parola perché ha sforato i minuti a disposizone, Marco Bava ha movimentato l'assemblea urlando e fermando i lavori. Nel suo discorso di apertura, Andrea Agnelli non ha parlato di Alessandro Del Piero. Ma nel libro che presenta il rendiconto di gestione, la Juventus ha dedicato una doppia pagina all'ex capitano bianconero, nella quale si ricordano tutti i suoi successi. Alla fine campeggia anche un "Grazie Alex" a caratteri cubitali. E alcuni azionisti si soffermati su Alex chiedendo perché non gli è stato trovato un posto in società.

APPROVA IL BILANCIO E LA BATTUTA DI AGNELLI - È stato approvato il Bilancio dell'esercizio 2011/12. Agnelli prende la parola alla fine della discussione del primo punto all'ordine del giorno: "In Italia, noi juventini siamo la maggioranza, ma ci sono anche tanti, tantissimi anti-juventini, perché la Juventus è tanto amata, ma anche tanto odiata. E' c'è molto odio nei nostri confronti ultimamente". Applausi dell'assemblea. 

LE RISPOSTE DI MAZZIA - L'ad della Juventus Aldo Mazzia ha risposto alle domande di carattere economico rivolte dagli azionisti bianconeri. In particolare, ha spiegato l'operazione Continassa.«Abbiamo acquisito il diritto di superficie per 99 anni, rinnovabile, su un'area di 180 mila metri adiacente allo Juventus Stadiun, per il costo di 10 milioni e mezzo. Questa cifra comprende anche il diritto di costruire lottizzando l’area a nostra disposizione. L'investimento complessivo ammonterà a 35-40 milioni: oltre ai 10,5 e a un milione per le opere di urbanizzazione, il residuo servirà per costruire la sede e il centro sportivo. La copertura finanziaria sarà in parte coperta dal Credito Sportivo che, il giorno dopo la presentazione del progetto, ci ha contattato manifestando interesse a finanziare l'opera. L'obiettivo è quello di arrivare al minimo esborso possibile, dotando il club di due asst importanti». Per quanto riguarda il titolo in Borsa, Mazzia ha sottolineato che «il prezzo lo fa il mercato: rispetto al valore di 0,14 euro al momento dell'aumento del capitale, oggi vale circa il 43% in più. Questo apprezzamento deriva dai miglioramenti sportivi ma soprattutto economici».

PAROLA A COZZOLINO - Azionista Cozzolino: "I consiglieri per me devono essere tutti di provata fede juventina. La Juventus è una trincea mediatica. E il Cda della Juve è più visibile di quello di Fiat. Mi rivolgo a Bongiorno, non sarà più l'avvocato che ha difeso Andreotti, ma quella che siede nel Cda juventino. Non mi convince la sua vicinanza a quegli ambienti romani e antijuventini, che hanno appoggiato il mancato revisionismo su Calciopoli. La dottoressa Grazioli-Venier la conosco poco, certo, il doppio cognome alla Juventus non porta bene... Paolo Garimberti si è sempre professato juventino ed è presidente del nostro museo, nel suo curriculum abbondano incarichi importanti nei media. Eppure non ricordo neppure un articolo a difesa della Juventus nel periodo calciopoli quando era a Repubblica e quando era presidente della Rai perché non ha arginato la deriva antijuventina della tv di Stato? Mazzia, si sa, era granata, ma in fondo lo era anche Giraudo. Le ricordo comunque che Giraudo esultava allo stadio quando segnava la Juventus, si dia da fare anche lei".

GIULIA BONGIORNO NEL CDA JUVE - Si passa al secondo punto all'ordine del giorno: nomina degli organi sociali. Si vota per rinnovare il Cda e si parla dei compensi ai consiglieri (25mila euro all'anno ad ognuno dei consiglieri). Il Consiglio proposto è: Camillo Venesi, Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene, Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Assia Grazioli-Venier, Giuseppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved, Enrico Vellano. Agnelli ringrazia i consiglieri uscenti, fra cui c'è l'avvocato Briamonte. 

DIECI CONSIGLIERI - L'assemblea degli azionisti Juventus ha votato la nomina dei 10 componenti del Cda bianconero. Il Consiglio avrà un mandato di tre anni e ogni consigliere percepirà 25 mila euro l'anno. Del Cda fanno parte Andrea Agnelli, Beppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved e Camillo Venesio, tutti confermati, e le new entry Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Enrico Vellano, Assia Grazioli-Venier e Maurizio Arrivabene.

 

Marina Salvetti
Guido Vaciago

 

 

 

 

 

- TROPPA GENTE VUOLE FARSI PUBBLICITÀ SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI 

 

 

Lettera 2
caro D'Agostino, trovo il tuo sito veramente informato ,serio,ed equilibrato,fosse tutta così la comunicazione in Italia !!!!! Dopo questa piccola premessa volevo dirti alcune cose su Edoardo agnelli.Tutto quello detto scritto da vari personaggi ,giornalisti,scrittori presunti amici lo trovo molto superficiale ma solo per il fatto di farsi un Po di pubblicità o altro, ma li conosceva davvero questa gente ? Dubito molto non avendoli mai visti accanto ad edo .In questi anni ho sentito tutto ed il contrario di tutto e volevo intervenire prima ,ma solo sul tuo sito, perché ti riconosco una sicura onesta intellettuale.

 

Negli ultimi 20 anni di vita di Edoardo sono stato il suo vero amico accompagnandolo in tutte le parti del mondo,e assistendolo nel suo lavoro,c erano con noi a volte anche altri amici sempre sinceri e che stavano al loro posto non pronti,come ora a farsi pubblicità ogni volta che esce il nome dello sfortunato amico.Finisco dicendoti che,la mattina del 15 novembre 2000 giorno del fatale incidente ,edoardo fece ,prima ,solo 4 telefonate ed una era al sottoscritto come tutte le mattine 
.Ti ringrazio per la tua cortese attenzione e buon lavoro con sincera stima 
Fabio massimo cestelli

CARO MASSIMO CESTELLI , DETTO DA EDOARDO CESTELLINO, io parlo con le sentenze tu forse lo fai usando il linguaggio delle note dell'avv Anfora ? Mb

 

 


Giuseppe Puppo

3 h · 

Ringraziando Marco Bava per l'avviso che mi ha fatto utile per l'ascolto in diretta, segnalo - a tutti voi, ma, mi sia concesso, a Marco Solfanelli in particolare, in quanto editore del mio nuovo libro dedicato agli ultimi sviluppi, "Un giallo troppo complicato", in fase di stampa - che questa mattina il programma "Mix 24" su Radio24 del Sole 24 ore - emittente nazionale - condotto da Giovanni Minoli si è lungamente occupato del caso della tragica morte di Edoardo Agnelli, mistero italiano ancora irrisolto, dai tanti risvolti importanti quanto inquietanti, con ciò - ed è particolarmente degno di nota - rilanciandolo all'attenzione generale. 
In sostanza, egli ha riadattato per il mezzo radiofonico la puntata del suo programma televisivo "La storia siamo noi" andato in onda tre anni fa, pure però con un'aggiunta significativa, un'intervista a Jas Gawronski, amico dell' "avvocato" Gianni Agnelli, in cui ha fatto affermazioni molto forti sul controverso rapporto padre-figlio, che è una delle chiavi di lettura di dirompente efficacia per la comprensione dell'intero caso. 
Sia la puntata televisiva di tre anni fa, sia il programma odierno di Minoli sono facilmente rintracciabili e consultabili sul web. 
Per il resto, a fra pochi giorni per le mie ultime, sconvolgenti acquisizioni che, oltre al riesame per intero della complessa questione, sono dettagliate in "Un giallo troppo complicato"... Grazie a tutti.

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Edoardo Agnelli - L`ultimo volo (La Storia Siamo Noi) | Il documentario in streaming

ildocumento.it

Edoardo Agnelli muore il 15 novembre del 2000. Ripercorriamo la vita del rampoll...Altro...

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Gianni Agnelli e Marella Caracciolo raccontati da Oscar De La Renta: vidi l'Avvocato piangere per ...

Blitz quotidiano

ROMA – Con l'aneddotica su Gianni Agnelli si potrebbero riempire intere emeroteche. ... Lo so, c'è chi sostiene il contrario, ma è una stupidaggine.

 

 

Edoardo, l’Agnelli da dimenticare

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Lunedì 17 Novembre 2014, ore 17,12
 

Non un necrologio, una messa, un ricordo per i 14 anni dalla scomparsa del figlio dell'Avvocato. Se ne dimentica persino Lapo Elkann, troppo indaffarato a battibeccare a suon di agenzie con Della Valle. E la sua morte resta un mistero - di Gigi MONCALVO

 

Il 15 novembre di quattordici anni fa, Edoardo Agnelli – l’unico figlio maschio di Gianni eMarella – moriva tragicamente. Il suo corpo venne rinvenuto ai piedi di un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, nei pressi di Fossano. Settantasei metri più in alto era parcheggiata la Croma di Edoardo, l’unico bene materiale che egli possedeva e che aveva faticato non poco a farsi intestare convincendo il padre a cedergliela. L’unica cosa certa di quella vicenda è che Edoardo è morto. Non sarebbe corretto dire né che si sia suicidato, né che sia stato suicidato, né che sia volato, né che si sia lanciato, né che sia stato ucciso e il suo corpo sia stato buttato giù dal viadotto. Nel mio libro Agnelli Segreti sono pubblicati otto capitoli con gli atti della mancata “inchiesta” e delle misteriose e assurde dimenticanze del Procuratore della Repubblica diMondovì, degli inquirenti, della Digos di Torino. Tanto per fare alcuni esempi non è stata fatta l’autopsia, né prelevato un campione di sangue o di tessuto organico, né un capello, il medico legale ha sbagliato l’altezza e il peso (20 cm e 40 kg. In meno), non sono state sequestrate le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della sua villa a Torino, gli uomini della scorta non hanno saputo spiegare perché per quattro giorni non lo hanno protetto, seguito, controllato come avevano avuto l’ordine di fare dalla madre di Edoardo. Nessuno si è nemmeno insospettito di un particolare inquietante rivelato dalla Scientifica: all’interno dell’auto di Edoardo (equipaggiata con un motore Peugeot!) non sono state trovate impronte digitali né all’interno né all’esterno. Ecco perché oggi si può parlare con certezza solo di “morte” e non di suicidio o omicidio o altro. 

 

Dopo 14 anni l’inchiesta è ancora secretata – anche se io l’ho pubblicata lo stesso, anzi l’ho voluto fare proprio per questo -, e nessun necrologio ha ricordato la morte del figlio di Gianni Agnelli. Nella cosiddetta “Royal Family” i personaggi scomodi o “contro” vengono emarginati, dimenticati, cancellati. Basta guardare che cosa è successo alla figlia Margherita, “colpevole” di aver portato in tribunale i consiglieri e gli amministratori del patrimonio del padre: Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron (il capo del “family office” di Zurigo che amministrava il patrimonio personale di Gianni Agnelli nascosto all’estero). Margherita, quando ci sono dei lutti in famiglia, viene persino umiliata mettendo il suo necrologio in fondo a una lunga lista, anziché al secondo posto in alto, subito dopo sua madre, come imporrebbe la buona creanza. Per l’anniversario della morte di Edoardo nessun necrologio su laStampa né sul Corriere – i due giornali di proprietà di Jaky -, né poche righe di ricordo, nemmeno la notizia di una Messa celebrativa. Edoardo, dunque,  cancellato, come sua madre, comeGiorgio Agnelli, uno dei fratelli di Gianni, rimosso dalla memoria per il fatto di essere morto tragicamente in un ospedale svizzero. E cancellato perfino come Virginia Bourbon del Monte, la mamma di Gianni e dei suoi fratelli: Umberto, Clara, Cristiana, Maria Sole, Susanna, Giorgio. Gianni non andò nemmeno ai funerali di sua madre nel novembre 1945. Tornando a oggi Edoardo è stato ricordato da un paio di mazzi di fiori fatti arrivare all’esterno della tomba di famiglia di Villar Perosa (qualcuno ha forse negato l’autorizzazione che venissero collocati all’interno?) da Allaman, in Svizzera, da sua sorella Margherita e dai cinque nipoti nati dal secondo matrimonio della signora con il conte Serge de Pahlen (si chiamano Pietro, Sofia, Maria, Anna, Tatiana). Margherita ha fatto celebrare una Messa privata a Villar Perosa, così come a Torino ha fatto l’amico di sempre, Marco Bava.  

 

Tutto qui. I due nipoti di Edoardo, Jaky e Lapo, hanno dimenticato l’anniversario. Lapo ha trascorso la giornata a inondare agenzie e social network di stupidaggini puerili su Diego Della Valle. Invece di contestare in modo convincente e solido i rilievi del creatore di Hogan, Fay e Tod’s (“L'Italia cambierà quando capirà quanto male ha fatto questa famiglia al Paese"),  il fratello minore di Jaky, a corto di argomentazioni, ha detto tra l’altro: "Una macchina può far sognare più di un paio di scarpe”.  Evidentemente Sergio Marchionnenon gli ha ancora comunicato che la sua più strepitosa invenzione è stata quella della “fabbrica di auto che non fa le auto”. E al tempo stesso, evidentemente il fratello di Lapo non gli ha ancora spiegato che la FIAT (anzi la FCA) ha smesso da tempo di produrre auto in Italia, eccezion fatta per pochi modelli di “Ducato” in  Val di Sangro o qualche “Punto” a Pomigliano d’Arco con un terzo di occupati in meno, o poche “Maserati Ghibli” e “Maserati 4 porte” a Grugliasco (negli ex-stabilimenti Bertone ottenuti in regalo, anziché creare linee di montaggio per questi modelli negli stabilimenti Fiat chiusi da tempo: a Mirafiorilavorano un paio di giorni al mese 500 operai in cassa integrazione a rotazione su 2.770). Oggi FCA produce la Panda e piccoli SUV in Serbia, altri modelli in Messico, Brasile, Polonia (Tichy), Spagna (Valladolid e Madrid), Francia.

 

Eppure Lapo una volta davanti alle telecamere disse di suo zio Edoardo: «Era una persona bella dentro e bella fuori. Molto più intelligente di quanto molti l'hanno descritto, un insofferente che soffriva, che alternava momenti di riflessività e momenti istintivi: due cose che non collimano l'una con l'altra, ma in realtà era così». A Villar Perosa "ci sono state tante gioie ma anche tanti dolori". Dice Lapo: «Con tutto l'affetto e il rispetto che ho per lui e con le cose egregie che ha fatto nella vita, mio nonno era un padre non facile... Quel che si aspetta da un padre, dei gesti di tenerezza, non parlo di potere... i gesti normali di una famiglia normale, probabilmente mancavano». E poi riconosce quanto abbia pesato su Edoardo l'indicazione di far entrare Jaky nell'impero Fiat: «Credo che la parte difficile sia stata prima, la nomina di Giovanni Alberto. Poi, Jaky è stata come una seconda costola tolta. Ma Edoardo si rendeva conto che non era una posizione per lui».

 

Questo è vero solo in parte. Certo, Edoardo annoverava tra gli episodi che probabilmente vennero utilizzati per stopparlo e rintuzzare eventuali sue ambizioni, pretese dinastiche o velleità successori, anche la virtuale “investitura” – attraverso un settimanale francese – con cui venne mediaticamente, ma solo mediaticamente e senza alcun fondamento reale, concreto, sincero, candidato suo cugino Giovanni Alberto alla successione in Fiat. In realtà non c’era nessuna intenzione seria dell’Avvocato di addivenire a questa scelta, nessuno ci aveva nemmeno mai pensato davvero, se non Cesare Romiti per spostare l’attenzione dai guai giudiziari e dalle buie prospettive che lo riguardavano ai tempi dell’inchiesta “Mani Pulite”. Il nome del povero Giovannino venne strumentalizzato e dato in pasto ai giornali, una beffa atroce, mentre le vere intenzioni erano ben altre e quel nome così pulito e presentabile veniva strumentalizzato con la tacita approvazione di suo zio Gianni (lo rivela documentalmente  in un suo libro l’ex direttore generale Fiat, Giorgio Garuzzo).

 

Edoardo non conosceva in profondità questi retroscena, aveva anch’egli creduto davvero che la scelta del delfino fosse stata fatta alle sue spalle, si era un poco indispettito, non per la cooptazione del cugino, o perché ambisse essere al posto suo, ma perché riteneva che non ci fosse alcun bisogno di anticipare i tempi in quel modo, tanto più che a quell’epoca Giovannino era un ragazzo non ancora trentenne. C’era un altro punto che lo infastidiva: il fatto che Giovannino non lo avesse informato direttamente, i rapporti tra loro erano tali per cui Edoardo si aspettava che fosse proprio lui a dirglielo, prima che la notizia uscisse sui giornali. L’equivoco venne risolto in fretta. Giovannino non appena venne a conoscere l’irritazione di Edoardo per questo aspetto formale della vicenda, volle subito vederlo, si incontrarono, chiarirono tutto, il figlio di Umberto gli spiegò come stavano davvero le cose, e come stessero usando il suo nome senza che potesse farci nulla. Edoardo si indispettì ancora di più contro l’establishment della Fiat e si meravigliò che il padre di Giovannino non avesse reagito con maggiore durezza. Ma Umberto, francamente, che cosa avrebbe potuto fare? Stavano, per finta, designando suo figlio per il posto di comando e lui poteva permettersi di piantare grane?  

 

 

Poi Giovannino morì e al suo posto, pochi giorni dopo il funerale nel dicembre 1997, nel consiglio di amministrazione della Fiat venne nominato John Elkann, che di anni ne aveva appena ventidue e nemmeno era laureato. Edoardo, nella sua ultima illuminante intervista a Paolo Griseri de il Manifesto (15 gennaio 1998), dà una risposta netta sul suo, e di suo padre, “nipotino” Jaky: “Considero quella scelta uno sbaglio e una caduta di stile, decisa da una parte della mia famiglia, nonostante e contro le perplessità di mio padre, che infatti all’inizio non voleva dare il suo assenso. Non si nomina un ragazzo pochi giorni dopo la morte di Giovanni Alberto, per riempire un posto. Se quel posto fosse rimasto vacante per qualche mese, almeno il tempo del lutto, non sarebbe successo niente. Invece si è preferito farsi prendere dalla smania con un gesto che io considero offensivo anche per la memoria di mio cugino”. Edoardo, e questo è un passaggio fondamentale, afferma che suo padre nutriva perplessità per quella scelta su Jaky. Sostiene che l’Avvocato “in un primo tempo non voleva dare il suo assenso”. Forse era davvero questa la realtà. Forse Gabetti e Grande Stevens già stavano tramando per mettere sul trono, dopo la morte dell’Avvocato, una persona debole, giovane, inesperta, fragile e quindi facilmente manovrabile e condizionabile. Le trame si erano concretizzate tra la fine dell’inverno e la primavera del 1996 e la vittoria di Gabetti e Grande Stevens era stata sancita nello studio del notaio Morone di Torino il 10 aprile. Fu quello il momento in cui Edoardo venne, formalmente, messo alla porta, escludendo il suo nome dall’elenco dei soci della “Dicembre”. Anche se, in base al diritto successorio italiano, al momento della morte di suo padre Edoardo sarebbe entrato di diritto, come erede legittimo, nella “Dicembre”. La società-cassaforte che ancor oggi controlla FCA, EXOR, Accomandita Giovanni Agnelli e tutto l’impero. Una società in cui Gabetti e Grande Stevens (insieme a sua figlia Cristina) e al commercialista Cesare Ferrero posseggono una azione da un euro ciascuno che conferisce poteri enormi e decisivi.

 

Al di là di questo, c’era un’immagine che dava un enorme fastidio a Edoardo: che suo padre si circondasse in molte occasioni pubbliche, e private, di Luca di Montezemolo. In quanti hanno detto, almeno una volta: “Ma Montezemolo, per caso, è figlio di Gianni Agnelli?”. Comunque sia, un figlio, un vero figlio, che cosa può provare nel vedere suo padre che passa più tempo con un estraneo (perché è certo: Luca non è figlio dell’Avvocato, anche se ha giocato a farlo credere) piuttosto che con lui? Ad esempio in occasioni pubbliche come lo stadio, i box della formula 1 durante i Gran Premi, per le regate di Coppa America, in barca, sugli sci, in altre mille occasioni. Un giorno di novembre del 2000 un signore di Roma era nell’ufficio di Gianni Agnelli a Torino per parlare d’affari. All’improvviso si aprì la porta, entrò Edoardo come una furia ed esclamò: “Sei stato capace di farmi anche questo! Hai fatto una cosa per Luca che per me non hai mai fatto in tutta la mia vita. E non saresti nemmeno mai stato capace di fare”. Sbattè la porta e se ne andò. Una settimana dopo è morto.    

  

Comunque sia, ecco perché Jaky non ha voluto ricordare nemmeno quest’anno suo zio Edoardo. Ma Lapo, che ha vissuto una vicenda per qualche aspetto analoga a quella dello zio e che per fortuna si è conclusa senza tragiche conseguenze (l’overdose a casa di Donato Brocco in arte “Patrizia”, la scorta che anche in questo caso “dimentica” di seguirlo, proteggerlo, soccorrerlo, e infine dopo l’uscita dal coma Lapo “costretto” a vendere le sue azioni per 168 milioni di euro), non avrebbe dovuto, non deve e non può dimenticarsi di zio Edoardo. E’ proprio vero: questi giovanotti, autonominatisi “rappresentanti” della Famiglia Agnelli” mentre invece sono solo degli Usurpateurs, non sanno nemmeno in certi casi che cosa voglia dire rispetto, rimembranza, memoria, dolore, culto dei propri parenti scomparsi.

 

www.gigimoncalvo.com

 

 

Gabetti, premio fedeltà (agli Agnelli) neppure a loro ! Mb

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 12 Dicembre 2015, ore 7,30
 

"Torinese dell'anno" il manager che per oltre mezzo secolo ha tenuto le fila dell'impero finanziario della Famiglia e ancora oggi ne custodisce i segreti più reconditi. Il caso della "Dicembre" e gli slurp (incauti) di Ilotte - di GIGI MONCALVO

Nei giorni scorsi Vincenzo Ilotte, che da un anno ha ereditato dall’ex dipendente Fiat,Alessandro Barberis, la presidenza della Camera di Commercio di Torino, ha accantonato tutti gli impegni di lavoro e ha dedicato molto del suo tempo per la cosa cui teneva e tiene di più: correggere, rivedere, aggiustare, il “libretto” che riguarda il “Torinese dell’anno”, Gianluigi Gabetti, che verrà premiato domenica. I problemi maggiori per Vincenzo sono venuti, non solo dal proprio ufficio stampa, ma soprattutto dal premiato, il quale ha voluto controllare tutto, sistemare ogni virgola, verificare come era stato impaginato il libretto, quali caratteri di stampa e quale carta erano stati scelti, con quale e quanto spazio erano state pubblicate le foto che egli aveva graziosamente selezionato e fornito: lui alla scrivania molto giovane con una riproduzione alle spalle (un quadro di Ben del 1969 con la scritta: “N’importe qui peut avoir une idée”), una immagine di Gabetti con suo figlio e Ilotte in piena salivazione, GLG con Elserino Piol a New York, alle spalle (come sempre) di  Gianni Agnelli che non lo guarda, con Umberto Agnelli, con Lindon Johnson, con David Rockefeller, conPertini e il marchese Diana che gli conferiscono il cavalierato del lavoro, con Marchionne e infine con la sua creatura, con tanto di braccia sulle spalle, Jaki Elkann. A proposito del quale Gabetti ha preteso fosse scritta la sua nota teoria che non trova riscontro in alcun atto ufficiale o in alcuno scritto del defunto Gianni Agnelli: “successore designato” (da chi?).

 

Con l’aggiunta di alcune falsità storiche. Ad esempio su Marchionne: “…in perfetta sintonia Gabetti e John Elkann chiamano Sergio Marchionne ad assumere la carica di Amministratore Delegato della FIAT…”. A proposito dell’equity-swap, che non viene mai chiamato con tale nome - anche perché evoca una circostanza, cioè una condanna penale e amministrativa e una prescrizione che se uno è innocente non solo dovrebbe aver rifiutato ma che invece è stata ben accolta – l’ufficio stampa di Gabetti (pardon, di Ilotte) glissa e mente: “Tocca a Gabetti il compito di difendere l’integrità del controllo della FIAT dalle speculazioni, mediante un complesso di operazioni messe in opera con l’avvocato Franzo Grande Stevens, che si concludono con un buon esito, permettendo così lo straordinario rilancio del Gruppo”. Ilotte farebbe bene a consigliare ai suoi ghost-writer di informarsi meglio: non dico di chiedere la versione del dottor Giancarlo Avenati Bassi ché sarebbe pretendere troppo, ma almeno di evitare termini come “complesse operazioni”. In questo passaggio emerge la prova che Gabetti ha corretto di suo pugno, facendo aggiungere il nome di Grande Stevens cui evidentemente ancora non ha perdonato quei vecchi guai e nella sua mente ultranovantenne è sempre convinto che in quel periodo fu Franzo a eseguire e a seguire i suoi ordini mentre egli, come sempre, nascondeva la mano e mandava avanti l’altro.

 

Ciò che, soprattutto, non va perduta, è però la testimonianza firmata da Gabetti in persona, dal titolo “Le radici della mia Torinesità”. Con il che rinnega la sua amata Ginevra, dove ha fatto andata e ritorno più volte per quanto riguarda il passaporto e la residenza, specie fiscale, in rue Jean Calvin nella città vecchia, e soprattutto aMurazzano, il paesino in provincia di Cuneodove è cresciuto e ancora abita. Gabetti sulla sua “torinesità” la prende molto alla larga, ma cita e quindi subliminalmente ti induce a pensare di essere come loro, i benefattori dell’Ordine Mauriziano che crearono l’Ospedale, i Savoia che vollero la Palazzina di Caccia di Stupinigi, i benemeriti del Monte di Pietà, “da cui sorse l’Istituto San Paolo”, coloro che vollero l’Università, l’Accademia delle Scienze e l’Istituto Galileo Ferraris, per arrivare fino “a Don Giovanni Bosco, Padre Giuseppe Cottolengo e molte altre figure spirituali”. E lui, Gianluigi, arriva fa pensare proprio – almeno nelle sue intenzioni – a San Giovanni Bosco e al Padre Cottolengo. Quando si dice la modestia!

 

LEGGI QUI L'AGIOGRAFIA DI GABETTI

 

Comunque sia, dopo tanta fatica alla fine il difficoltoso “parto” del libretto è avvenuto, e il risultato è davvero sorprendente. Sia per quello che il premiato, Gianluigi Gabetti, ha scritto di sé che per le clamorose omissioni che lo stesso insignito, ma soprattutto Ilotte hanno fatto emergere, anche se questo verbo può sembrare una contraddizione trattandosi di omissioni, silenzi, vere e proprie “omertà”. Va bene che Ilotte è un esperto di chiusure-lampo e che l’azienda di famiglia (cui stranamente dedica poche righe nel suo curriculum in cui ha fatto cancellare, chissà perché, il suo luogo di nascita e ha perfino ignorato la fondamentale e illustre figura imprenditoriale paterna), ma questa volta la chiusura è stata davvero ermetica, proprio all’altezza dei prodotti della Divisione Fonderia della “2A” di Santena, quella in cui si producono le famose zip, oltreché parti dei propulsori di autocarri.

 

Che cosa è accaduto? Ilotte forse non sa o fa finta di non sapere che la persona che ha scelto di premiare ha commesso una serie di gravi irregolarità e mancanza di riguardi, oltreché autentiche violazioni di legge, proprio nei confronti della Camera di Commercio, cioè proprio l’ente che ha deciso di sceglierlo come “cittadino benemerito”. Invece di perdere tempo a correggere, impaginare, lusingare, lisciare il pelo al noto “lupo” (in contrapposizione con gli agnelli, sia con la a maiuscola che minuscola), il presidente Ilotte doveva, avrebbe dovuto fare una cosa semplicissima. Ed è ancora in tempo a farla, così si rende conto della sola che ha propinato al buon nome di Torino e della Camera di Commercio. Deve chiamare la sua dipendente, dottoressa Maria Loreta Raso, dirigente responsabile del “Registro delle Imprese”, e chiederle: “Dato che ho deciso di premiare Gabetti, vuole per cortesia verificare in archivio se è tutto in regola per quanto riguarda costui?”. La dott. Raso aveva di fronte due opzioni: rispondere subito (poiché ben conosce la situazione) oppure guadagnare tempo, fingere di consultare le carte in archivio e dopo un po’ dare al presidente Ilotte l’agognata (da lui) risposta. Che era ed è la seguente: “Beh, guardi, caro Presidente, farebbe meglio a cambiare la scelta del premiato perché nei nostri confronti non è stato molto corretto né serio”.

 

Ilotte si sarebbe probabilmente inalberato, visto che la macchina era ormai avviata e non si poteva revocare la designazione e mandare al macero le copie del libretto così ricco di peana e di ditirambi, e si sarebbe pentito – come è ancora in tempo a fare – per la sua scelta, dettata tra l’altro, pensate un po’ ma lo ha scritto egli stesso, dal fatto che “grazie all’amicizia fraterna con suo figlioAlessandro, ho potuto frequentarlo durante ormai quasi mezzo secolo e poter così ricevere numerosi stimoli…”. Il che significa che, avendo Ilotte quarantanove anni di età, ha cominciato a frequentare Gabetti senior fin da quando il futuro presidente della Camera di commercio era nella culla e lanciava i primi vagiti. E la frase che Gabetti gli ripeteva (“Non perdere l’abbrivio”) non si sa a quale fase della vita di Ilotte si riferisca. Alla prima infanzia, quando ha smesso di gattonare e ha mosso i primi passi? Oppure quando era impegnato sul vasino? O invece quando andava all’asilo o alle elementari? Chissà. Comunque Ilotte cresceva e Gianluigi Gabetti continuava a esortarlo instancabilmente: “Non perdere l’abbrivio”. Per questo Ilotte ha sempre preferito le discese, le spinte, coloro che gli tiravano la volata, l’appoggio, il rinculo su muro di gomma che fungeva da propulsore, sempre per prendere l’abbrivio e soprattutto non perderlo. Ilotte scrive di aver scelto Gabetti “in deroga allo stile di riservatezza che ci contraddistingue” (riferendosi alla Camera di Commercio). E conclude con un autentico osanna per il premiato, sottolineando che ha contribuito “con lungimirante visione alla continuità dell’azienda e alla creazione di occupazione e innovazione”. Ilotte dall’alto della sua carica istituzionale dovrebbe ben sapere, contrariamente alla Stampa che lo sa ma non lo scrive, quanti giorni al mese viene aperto lo stabilimento di Mirafiori e per quanti, a rotazione, dei migliaia di cassaintegrati. Per non parlare di quel che resta degli altri stabilimenti…. Dovrebbe spiegare che cosa ha fatto, come presidente, per salvare l’indotto FIAT vessato, costretto a spostarsi dove FCA produce (Serbia, Polonia, Spagna, Francia, Messico, Brasile, Stati Uniti) e ormai ridotto ai minimi termini (lui dovrebbe saperlo dato che la sua azienda fornisce pezzi all’IVECO).

 

Ma torniamo alla dottoressa Raso e alla Camera Commercio presa in giro, così come il Tribunale e i Giudici delle Imprese, dal dottor Gabetti. Il premiato, in qualità di socio e amministratore della “Dicembre società semplice” - un’invenzione di Grande Stevens che racchiude la ex cassaforte della ex famiglia Agnelli, in cui oggi non figura più nessuno che porti questo cognome - ha sempre rifiutato di fornire, come impone la legge, i dati, gli atti, gli statuti, la composizione societaria, la quantità di azioni detenute dai singoli soci, che la Camera di Commercio nel corso di ventitré anni ha chiesto a lui e agli altri componenti della “Dicembre”. Il dottor Gabetti, di cui è noto il rilevante e preminente ruolo nella “cassaforte”, non ha nemmeno mai risposto alle lettere raccomandate che la dottoressa Raso gli ha inviato chiedendo di mettersi in regola e di fornire al “registro delle Imprese” presso la Camera di Commercio i dati riguardanti quella importante società che controlla dall’alto tutto l’impero ex-Fiat. E quindi anche EXOR, FCA, Accomandita Giovanni Agnelli, Juventus, e via discorrendo. Per quale ragione il dottor Gabetti, torinese dell’anno, non ha mai risposto alle richieste della Camera di Commercio, le ha ignorate, ha violato la legge? Per quale ragione ci sono volute ben due ordinanze del Giudice delle Imprese (prima la dottoressa Anna Castellino, 25 giugno 2012, e poi il dottor Giovanni Liberati, 24 maggio 2013, ha avuto bisogno di un ordine del Tribunale) per riuscire a ottenere l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre” e soltanto nel 12 luglio 2012 ad opera, pensate un po’ del giornalista che qui scrive? Come mai, Gabetti non ha ottemperato alle fasi successive completando la documentazione mancante visto che il sottoscritto, a causa della “reticenza” del notaio Ettore Morone, ha potuto avere un solo documento rogato dallo stesso, nonostante richieste e interventi perfino del Notariato Nazionale? Chi ha “richiamato” e “tirato le orecchie” al notaio rimproverandogli di avermi mandato tale documento, e gli ha fatto scrivere una risposta successiva, di fronte alle richieste di altri documenti, che ha fatto ridere l’intero notariato italiano? E cioè (27 marzo 2012): “Gli atti da Lei richiesti non sono stati da me conservati, in quanto consegnati da me al cliente. Non ne ho quindi la materiale disponibilità e non mi è conseguentemente possibile rilasciarne copia”. E non rilascia nemmeno il numero di repertorio e nemmeno come lo ha archiviato. Il che fa sorgere una domanda: ma l’archivio dello studio Morone in quale stato è? Donna Giuseppina vuole parlare lei col suo adorato fratel Ettore?

 

Bene, a fronte di tutto questo, il presidente Vincenzo Ilotte se va a dare un’occhiata al registro delle Imprese di cui egli è, tra l’altro responsabile, troverà che la “Dicembre società semplice”, la più importante, ricca e illustre società che ricadono sotto la sua giurisdizione torinese, una società che ogni anno incassa milioni di euro di dividendi da EXOR e Accomandita Giovanni Agnelli, risulta registrata in questo singolare modo: “Codice Fiscale 96624490015. Sede legale: via del Carmine 2 (dove c’è lo studio Grande Stevens) -  Soci: CARACCIOLO Marella, anni 88; GABETTI Gianluigi, anni 91; ROMITI Cesare, anni 92”. La società risulta fondata nel 1984. Tutti sanno che Romiti non ha più nulla a che fare con la Fiat dal 1998, da ben diciassette anni. Ma non solo questo dimostra quanto sono aggiornati, e come li tiene aggiornati, il presidente Ilotte. Attenzione al colpo di scena. Il pacchetto azionario risulta così suddiviso (valori espressi ancora in lire): CARACCIOLO Marella, 10 azioni da mille lire ciascuna per un totale di 10.000 lire: GABETTI Gianluigi, una azione da mille lire; ROMITI Cesare, una azione da mille lire”. Totale: 12 azioni per un controvalore di euro 6,20. Questo vorrebbero farci credere Gabetti & C. E allora presidente Ilotte, quando sul palco premierà il torinese dell’anno, prenda l’abbrivio e in nome della limpidezza, della trasparenza, della legge, del suo dovere istituzionale gli chieda: «Senta, Gabetti, a parte questa “marchetta” che io e lei stiamo facendo su questo palco davanti a tutta questa bella gente, quand’è che finalmente si decide a mandare tutti gli atti riguardanti la “Dicembre”, la sua “Dicembre”, al mio ufficio, come prevede la legge?». Dai, Ilotte prenda l’abbrivio. E, soprattutto – come le ha detto Gabetti in questo mezzo secolo - non lo perda.

 

Post Scriptum: Se poi vuole, glieli forniamo noi i nomi e le quote societarie della “Dicembre”. In tal modo anche Jaki Elkann - tra una pausa e l’altra di quelle gare contro Lavinia, con la sua amata e inseparabile playstation, perfino quando sono allo stadio per vedere la Juve - verrà finalmente a sapere che cosa “rischia” ad avere nella “Dicembre” come soci, anche se con una sola azione, i signori  Gabetti, Grande Stevens Franzo, Grande Stevens Cristina, Ferrero Cesare. Stia sereno, neh!

 

 

 

 

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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MARCO BAVA

 

 

 

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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SITI SOCIETARI

 

Ø     http://www.aedesgroup.com

Ø     http://www.bancaprofilo.it

Ø     http://www.ngpspa.com

Ø     http://www.centralelatte.torino.it

Ø     http://www.a2a.eu

Ø     https://www.enelgreenpower.com

Ø     http://www.gabettigroup.com

Ø     http://www.mef.it/it/index.html montefibre

Ø     http://www.gruppozucchi.com

M&C SITO :  http://www.mecinv.com/

 

 

La ringraziamo sinceramente per il Suo  interesse nei confronti di una produzione duramente colpita dal recente terremoto, dalle stalle, ai caseifici fino ai magazzini di stagionatura. Il  sistema del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono stati fortemente danneggiati con circa un milione di forme crollate a terra a seguito delle ripetute scosse che impediscono a breve la ripresa dei lavori in condizioni di sicurezza. Questo determina di conseguenza difficoltà nella distribuzione del prodotto “salvato”, che va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Abbiamo perciò ritenuto opportuno mettere a disposizione nel sito http://emergenze.coldiretti.it tutte le informazioni aggiornate relative alla commercializzazione nelle diverse regioni italiane anche attraverso la rete di vendita degli agricoltori di Campagna Amica.

 

Cordiali saluti.

Ufficio relazioni esterne Coldiretti

 

 

ENI-REPORT

 

28.04.13

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-cbf04ef0-8f34-442d-9a3b-e8ef2587532a.html

 

Report, puntata 7 aprile 2013: lo Stato fallimentare
Investire Oggi
Proprio mentre sul web infiamma la polemica per la richiesta di risarcimento intrapresa dalla compagnia energetica nazionale a seguito dell'inchiesta Eni di Report (è anche partita la raccolta firme, Report: firma la petizione per il diritto di ...

 

Report - La Congregazione e l'Eni 07/04/2013
Rai.tv
Report - La Congregazione e l'Eni 07/04/2013. rai·12,366 videos.
SubscribeSubscribedUnsubscribe 554,499. 4 views. Like 0 Dislike 0. Like. Sign in to YouTube. Sign in with your YouTube Account (YouTube, Google+, Gmail, Orkut, Picasa, or Chrome) to like ...

 

16.12.12

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-559554ac-2703-4fa1-b41d-e3a6fb6a01a0.html

 

 

 

A2A-REPORT

 

02.12.12

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-4bbfdc78-c99f-4341-a233-3723e00c78a0.html

 

 

 

 

ALITALIA-REPORT

 

07.04.13

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-4bbfdc78-c99f-4341-a233-3723e00c78a0.html

 

 

 

MPS-REPORT

 

09.12.12

 

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-8d9c77dd-a34f-4268-951d-34b2d830b2a7.html

 

 

 

http://www.matrasport.dk/Cars/Avantime/avantime-index.html

 

 

Auto e Moto d’Epoca 2013

 

- Nuovo sistema tutela auto e moto d'epoca;
- 
Veicoli d'interesse storico, la fiscalità e il redditometro;
- 
Norme per la circolazione dei veicoli storici;
- 
Veicoli d'interesse storico e collezionistico: circolazione e fiscalità 

 

 

 

http://delittodiusura.blogspot.it/2011/12/rete-antiusura-onlus.html

http://www.vitalowcost.it

http://www.terzasettimana.org

 www.attactorino.org SITO SOCIALE TORINESE

 

 

 

 http://www.giurisprudenzadelleimprese.it/

 

http://www.avvocatitelematici.to.it/

 

http://www.uibm.gov.it/

 

http://www.obiettivonews.it/

 

http://www.penalecontemporaneo.it

 

http://controsservatoriovalsusa.org/

 

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/price-sensitive/home.html?lang=it

 

http://www.societaquotate.com/

 

 

 

http://smarthyworld.com/renault.html

http://www.turbo.fr/renault/renault-avantime/photos-auto/

http://avantimeitalia.forumattivo.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/PSA_ES_e_Renault_L7X

http://www.avantime-club.eu/

http://www.centropestelli.it/  scuola di giornalismo torinese

www.foia.it x la trasparenza

http://www.lingottoierieoggi.com la storia del lingotto

www.ipetitions.com PETIZIONI

http://www.casa.governo.it GUIDA AGEVOLAZIONI CASA

http://www.comune.torino.it/ambiente/bm~doc/report-siti-procedimenti-di-bonifica_informambiente.pdf AREE EX SITI INDUSTRIALI TORINESI DA BONIFICARE

 

 

www.siope.it

 www.rinaflow.it

 

http://news.centrodiascolto.it

http://motori.corriere.it/prezzi-auto/

http://europa.eu/epso/index_it.htm

http://www.lavoro24.ilsole24ore.com/

http://www.huffingtonpost.it/

http://oggiespatrio.it/

http://www.renaultavantime.com/

http://www.solodownload.it/

http://it.miniradioplayer.net/

www.wefightcensorship.org

http://offertesottocosto.blogspot.it/

http://www.dinoferrari.altervista.org/homepage.htm

http://www.pergliavvocati.it/

 

http://www.opzionezero.org/

 

http://www.frontisgovernance.com/index.php?lang=it

 

 

Niente multe se l'autovelox non è ben segnalato

Una sentenza del giudice di pace accetta il ricorso per apparecchi non adeguatamente segnalati in prossimità degli incroci.

http://www.motori.it/attualita/19152/niente-multe-se-lautovelox-non-e-ben-segnalato.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-20+Niente+multe+se+l'autovelox+non+%c3%a8+ben+segnalato

 

TomTom GO Mobile: navigazione gratis per Android

TomTom ha rilasciato l'app GO Mobile per Android in versione freemium, cioè gratuita per chi percorre fino a 75 km al mese.

http://www.motori.it/tecnica/19173/tomtom-go-mobile-navigazione-gratis-per-android.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-22+TomTom+GO+Mobile%3a+navigazione+gratis+per+Android

 

Carburanti: arriva OsservaPrezzi, l'app del MISE

Si chiama OsservaPrezzi ed è l'app gratuita voluta dal MISE per consentire agli automobilisti di conoscere in mobilità i prezzi dei carburanti.

http://www.motori.it/attualita/19174/carburanti-arriva-osservaprezzi-lapp-del-mise.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-23+Carburanti%3a+arriva+OsservaPrezzi%2c+l'app+del+MISE

 

03.06.14 

www.taxjustice.net

www.applebyglobal.com

www.asiacity.com

 

 

 

 

 

 

 

 

FINMECCANICA DIC 14

 

INCROCI PERICOLOSI – ASPETTANDO IL VERDETTO PER LA STRAGE DI VIAREGGIO, MORETTI CHIAMA IN FINMECCANICA DUE EX FINANZIERI DELLA CORDATA POLLARI – UNA PROVOCAZIONE AL PRESIDENTE DE GENNARO, CHE L’HA SEMPRE COMBATTUTA?

Moretti ha chiamato dall’Agenzia delle Entrate Marco Di Capua e Salvatore Lampone affidando loro l’internal audit e il Risk management. Entrambi sono stati ufficiali della Guardia di finanza, in ottimi rapporti con l’ex capo del Sismi, Niccolò Pollari. E il fratello di Di Capua, Andrea, è il capo del personale dell’Aise, anche lui chiamato da Pollari…

 

 

 

FINMECCANICA 01.11.14

 

 

Finmeccanica, i pm di Busto Arsizio:

La Stampa

Finmeccanica, i pm di Busto Arsizio: ... Fusco ha chiesto l'archiviazione del reato di illecito finanziamento nell'ambito dell'inchiesta su Finmeccanica.

 

Scandalo Sistri, 3 anni e 6 mesi di carcere per l'imprenditore stabiese Francesco Paolo Di Martino

Reportweb

... Francesco Paolo Di Martino, in seguito alle indagini sull'inchiesta che ha coinvolto la Selex management, azienda del gruppo Finmeccanica.

 

Fusco torna a Milano, archiviazione per la tangente Finmeccanica alla Lega

LombardiaNews

Il tempo di Eugenio Fusco alla Procura di Busto Arsizio volge allo scadere. Arrivato in largo Giardino nel 2013 per indagare sul caso delle presunte

 

Auto di lusso e carte di credito le spese pazze di Finmeccanica

le ultime notizie

Addio, carte di credito per il carburante senza limiti di spesa. Addio, belle Audi A8 e BMW serie 7 da 90.000 euro pagate dall'azienda come auto di ...

 

 

Finmeccanica, archiviata l'indagine sugli elicotteri forniti all'India

Il Sole 24 Ore

La Procura della Repubblica di Busto Arsizio ha deciso l'archiviazione del procedimento nei confronti di Finmeccanica riguardo alla fornitura di 12 ...

Finmeccanica: archiviato procedimento elicotteri India - Libero 24x7

Finmeccanica, procura Busto archivia procedimento su fornitura elicotteri India - Libero 24x7

Finmeccanica, procura Busto archivia procedimento su fornitura elicotteri India - TotalNews

 

Sistri, tutto da rifare. anche la Selex si sfila

Udine Today

“Se anche una società controllata da Finmeccanica, quindi a partecipazione pubblica, che forniva servizi al Sistri, decide di sfilarsi, è forse davvero ...

 

 

Finmeccanica, verso archiviazione su elicotteri all'India. Agusta patteggia 7,5 mln

La Repubblica

MILANO - Si avvia alla conclusione il coinvolgimento giudiziario delle società Finmeccanica, AgustaWestland Ltd e Agusta spa nell'ambito del ...

 

 

NEW YORK. Fiat: Chrysler, sede Londra vicino Buckingham Palace

Giornale La Voce

Fiat Chrysler avra' il proprio quartier generale nell'area piu' costosa del mondo per gli uffici, il West End a Londra. Lo riporta Automotive News, ...

 

 

 

FINMECCANICA 01.11.14

 

 

I mini droni, velivoli a pilotaggio remoto elettrici

finmeccanica.com

I mini droni, velivoli a pilotaggio remoto elettrici (UAV – Unmanned Aerial Vehicle) di piccole dimensioni, ASIO-B e SPYBALL-B realizzati da ...

 

L'inchiesta sulle mazzette alla Lega? Archiviata! Ma nessuno lo scrive...

laPadania

Archiviata! Ma nessuno lo scrive... La rabbia di Maroni: «Due anni fa i giornali titolavano: "Tangenti Finmeccanica alla Lega". Chi ci ripaga dei danni?

 

 

molto indagare per cosa? - l'inchiesta sulle tangenti finmeccanica alla lega finisce male

Dagospia

L'INCHIESTA SULLE TANGENTI FINMECCANICA ALLA LEGA FINISCE MALE: NIENTE PROVE E ARCHIVIAZIONE - RESTA IN PIEDI IL 

 

Auto di lusso e carte di credito le spese pazze di Finmeccanica

La Stampa

Ora che è amministratore delegato di Finmeccanica, il colosso pubblico della difesa e dell'aerospazio che ha vissuto anni difficilissimi tra scandali e ...

 

 

Finmeccanica: Agusta patteggia a Busto

ANSA.it

Nell'ambito del procedimento, il pm Eugenio Fusco aveva disposto l'archiviazione per Finmeccanica, controllante di Agusta, indagata per la legge che ...

 

 

Finmeccanica: verso assunzione Crosetto e nomina a presidente Aiad

Borsa Italiana

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 28 ago - Nelle prossime settimane dovrebbe entrare nel gruppo Finmeccanica Guido Crosetto, gia' sottosegretario ...

 

Finmeccanica, il rischio di rivelare le mazzette

Il Fatto Quotidiano

Archiviazione per la holding Finmeccanica, patteggiamento per Agusta Westland che escono dal processo per le tangenti pagate in India per le ...

 

 

Caso Sistri, a processo l'ex presidente Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini

Il Fatto Quotidiano

A processo senza passare dall'udienza preliminare. Pierfrancesco Guarguaglini, ex presidente Finmeccanica fino al dicembre 2011, dovrà rispondere ...

 

 

Finmeccanica, giudizio immediato per l'ex presidente Guarguaglini

Rai News

22 settembre 2014 Il Gip di Napoli Claudio Marcopido ha disposto il rinvio a giudizio immediato dell'ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco ...

Finmeccanica: giudizio immediato per Guarguaglini a Torre Annunziata - Metropolis Web

Finmeccanica: Guarguaglini a giudizio immediato - Lettera43

Scandalo Sistri, tutti a processo: giudizio immediato per l'ex presidente di Finmeccanica - Metropolis Web

 

India: proseguono le indagini sulle tangenti per gli elicotteri AgustaWestland

Avionews

Tra le diverse imprese coinvolte nell'inchiesta ci sono le indiane Ids Infotech e Aeromatrix, l'italiana Finmeccanica e la sua controllata AgustaWestland ...

 

 

FINMECCANICA 30.09.14

 

Alfano inaugura il centro Cyber Security di Finmeccanica

DiariodelWeb.it

Quello della protezione informatica delle infrastrutture critiche - ha detto il

 

Caso marò, ma Di Paola era Ministro o consulente di Finmeccanica?

Imola Oggi

Mi sorprende che Biloslavo sorvola sulla questione della Finmeccanica per due motivi. Il primo è sempre quello che ha generato la ricacciata dei ...

 

Il Papa manda all'inferno i fabbricanti d'armi (E Finmeccanica, Beretta...?)

Termometro Politico

Il timore di Dio è anche un allarme di fronte alla pertinacia del peccato: nessuno porta con sé dall'altra parte soldi, potere, vanità e.

 

Finmeccanica, a jv con Ansaldo Sts contratto Tav Spagna da 47 mln

Reuters Italia

ROMA, 3 luglio (Reuters) - Il ministero dello Sviluppo spagnolo, tramite la società Adif Alta Velocidad, ha assegnato alla Joint-Venture formata da ...

 

Finmeccanica, Agenzia Entrate chiede 8 mln provvisionale, India non quantifica

Reuters Italia

BUSTO ARSIZIO, 3 luglio (Reuters) - La parte civile Agenzia delle Entrate e la parte civile Ministero della Difesa indiano, dopo la requistoria del pm,

 

Finmeccanica, chiesti 6 anni per Orsi e 5 per Spagnolini

TMNews

Milano, 3 lug. (TMNews) - Sei anni di carcere per l'ex amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, 5 per l'ex amministratore delegato di ...

 

 

Finmeccanica: Ambiente, su Sistri verso nuovo approfondimento Avvocatura

Borsa Italiana

Dopo non conformita' del contratto rilevata dall'Autorithy (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 04 lug - "Il ministero dell'Ambiente sta valutando ...

 

 

Finmeccanica: occhi puntati sugli F-35, intera flotta Usa a terra

Milano Finanza

Il Pentagono ha deciso di lasciare a terra per ulteriori controlli l'intera flotta degli F-35 (97 esemplari), aereo da guerra costruito da Lockeed Martin.

 

 

 

FINMECCANICA 20.04.14 

L'elicottero che si trasforma in aereo

Panorama

Sviluppato e costruito da AgustaWestland, società del gruppo Finmeccanica. 10-03-201421:57; Tweet. Invia per e-mail. Stampa. L'elicottero che si ...

 

Finmeccanica, difese rinunciano a esame Orsi e Spagnolini, processo avanti senza atti India

Reuters Italia

BUSTO ARSIZIO, Varese, 11 aprile (Reuters) - Le difese dell'ex AD di Finmeccanica Giuseppe Orsi e dell'ex AD di AgustaWestland Bruno Spagnolini ...

 

Finmeccanica, Haschke patteggia un anno e 10 mesi per corruzione internazionale - Yahoo Notizie

yahoo.com

Reuters/Reuters - Un visitatore passeggia davanti allo stand di Finmeccanica a un evento ad Abu Dhabi. REUTERS/Ben Job. BUSTO ARSIZIO ...

 

Finmeccanica, spuntano i verbali: Tangenti, Guarguaglini sapeva - sabato 12 aprile 2014 - Mister X

mister-x.it

Sta collaborando infatti Lorenzo Borgogni, il manager che teneva i contatti con la politica per conto di Finmeccanica. Racconta di piccoli clientelismi ...

 

FINMECCANICA 19.04.14

 

L'elicottero che si trasforma in aereo

Panorama

Sviluppato e costruito da AgustaWestland, società del gruppo Finmeccanica. 10-03-201421:57; Tweet. Invia per e-mail. Stampa. L'elicottero che si ...

 

Finmeccanica, Orsi ha denunciato Borgogni per calunnia - legale

Reuters Italia

BUSTO ARSIZIO, Varese, 13 marzo (Reuters) - L'ex-AD di Finmeccanica Giuseppe Orsi ha denunciato per calunnia l'ex-responsabile delle relazioni ...

 

Finmeccanica: Tribunale Milano blocca pagamento garanzie a India

Agenzia di Stampa Asca

Lo comunica, in una nota, Finmeccanica precisando che con tale provvedimento il Tribunale ha accolto le richieste avanzate dalle societa' del Gruppo ...

 

Finmeccanica, rinviati a giudizio Lavitola e Pozzessere: il processo il 23 giugno

La Repubblica

Il gup Maria Bonaventura ha rinviato a giudizio l'ex direttore commerciale di Finmeccanica Paolo Pozzessere e l'ex direttore dell'Avanti, Valter ...

 

Finmeccanica, al processo pm punta il dito su controlli interni

Reuters Italia

Si è iniziato con la rapida comparsa di Manuela Romei Pasetti - ex membro dell'organo di Vigilanza di Finmeccanica ed ex presidente della Corte ...

 

Finmeccanica, rinviati a giudizio Lavitola, ex consulente, e l'ex direttore commerciale

Quotidiano.net

Roma, 18 marzo 2014 - Finmeccanica, rinvio a giudizio per Valter Lavitola, ex direttore dell'Avanti ed ex consulente della holding e per l'ex direttore ...

 

Finmeccanica: a giudizio Valeter Lavitola

Julie News

Questa l'accuda che ha stabilito il Gup di Roma per Valter Lavitola, ex direttore dell'Avanti ed ex consulente di Finmeccanica, che è stato così rinviato ...

 

Finmeccanica, inchiesta P4: rinviati a giudizio Lavitola e Pozzessere per corruzione aggravata

ForexInfo.it

Uno dei filoni dell'inchiesta napoletana sulla P4 è arrivato nella Capitale e tocca da vicino i vertici di Finmeccanica: due le persone rinviate a giudizio ...

 

Fondi neri Finmeccanica, indagato Cesa “Finanziamenti illeciti per 200mila euro”

La Repubblica

Indagine che punta i riflettori sui piani alti di Finmeccanica. Dopo il blitz di due giorni fa, con le ipotesi di associazione per delinquere e corruzione, ...

 

Finmeccanica, Cesa quererla Repubblica e Corsera:"addebiti falsi"

La Prealpina

Finmeccanica, Cesa quererla Repubblica e Corsera:"addebiti falsi". "Vicenda inverosimile, senza logica e incoerente". "La dinamica dei fatti descritti ...

 

Tangenti e fondi neri in Finmeccanica, arrestato l'ex manager Lorenzo Borgoni - La Nazione.it ...

libero.it

Stesso discorso su Finmeccanica: il valore infimo dell´azione dice tutto (e poi che senso ha piazzare l´ex-capo della Polizia alla presidenza?). Eni ha ...

 

Finmeccanica: Velo (Ambiente), parte civile se rinvio a giudizio Selex

Borsa Italiana

Cosi' il sottosegretario all'Ambiente, Silvia Velo, sulla vicenda Selex (Finmeccanica) rispondendo in Aula alla Camera a un'interpellanza M5S ...

 

 

Finmeccanica: i pm puntano su Borgogni

Il Cittadino on line

APOLI . I magistrati della procura di Napoli ritengono molto importante l'interrogatorio di garanzia di Lorenzo Borgogni, l'ex-responsabile delle ...

 

Finmeccanica: Sistri, presunte tangenti e flop - CRONACA

Lettera43

FINMECCANICA, GLI ULTIMI ARRESTI. Con tutto il carico annesso di fondi neri, tangenti e corruzione per cui sono finiti in carcere quattro tra ex ...

 

Ecco perche' General Electric e' favorita per conquistare Ansaldo Sts e Breda

Il Sole 24 Ore

Chi e' favorito nella cosa verso Ansaldo Sts e Breda, asset che Finmeccanica ha deciso di dismettere tramite una procedura competitiva? I tam tam tra ...

 

Finmeccanica: la procura indaga negli ambienti della politica - Finanza Repubblica - Libero 24x7

libero.it

Non si placa il ciclone che ha investito Finmeccanica che ha coinvolto alcuni ex dirigenti del colosso italiano della difesa Quattro arresti sono stati ...

 

Affare Finmeccanica, inchiesta sulle fatture dello studio Tremonti

Menti Informatiche

Il pubblico ministero di Milano Roberto Pellicano sta valutando con attenzione il ruolo giocato nell'operazione Finmeccanica-Drs nel 2008-2009 dallo ...

 

 

Finmeccanica, pm attacca in aula parte civile India

Reuters Italia

BUSTO ARSIZIO (Reuters) - Al processo di Busto Arsizio sulle presunte tangenti per l'appalto dei 12 elicotteri di AgustaWestland (azienda di ...

 

 

 

FINMECCANICA 14.04.14

 

GROSSA ROGNA PER AGUSTAWESTLAND - L’UOMO PIÙ RICCO DELL’IRLANDA DEL NORD MUORE IN ELICOTTERO. E AVEVA FATTO CAUSA ALLA CONTROLLATA FINMECCANICA PER UN VELIVOLO “DIFETTOSO”

14 MAR 18:20

Edward Haughey, noto come Lord Ballyedmond, è morto nello schianto del suo elicottero AgustaWestland 139, uno dei modelli più nuovi e di lusso della multinazionale dell’aeronautica - L’anno scorso gli aveva fatto causa: l’elicottero che aveva comprato era “difettoso” e rivoleva indietro i soldi. Non è chiaro se il velivolo caduto sia lo stesso oggetto del procedimento…

 

FINMECCANICA 22.02.14

 

Processo Finmeccanica, le Mauritius indagano

Lettera43 - ... di Finmeccanica) e Bruno Spagnolini (ex numero uno di Agusta) imputati con l'accusa di corruzione internazionale - indaga ora anche l'Indipendent ...

 

 

FINMECCANICA 29.01.14

 

Parlamentari e alti prelati. Così il commercialista dei potenti fermava ... Wall Street Italia

Scoperto l'archivio dei potenti di Paolo Olivieri, riciclatore di soldi della 'ndrangheta'. Ma anche legato ai manager italiani (Finmeccanica) e al ...

 

Tangentopoli in Italia non è mai finita. articolo21

... società controllata dal colosso Finmeccanica, nella maxi inchiesta sui rifiuti speciali che costituiscono da tempo uno degli affari più grossi perseguiti ...

 

FINMECCANICA 01.01.14

 

la quota al Fondo strategico La Repubblica Genova.it

Ansaldo Energia, Finmeccanica la quota al Fondo strategico Ansaldo Energia: ceduta la quota di Finmeccanica Finmeccanica ha perfezionato oggi ...

 

Finmeccanica: forniture estero, arrestato un dirigente - Libero Gossip

(AGI) - Napoli, 23 ott. - L'ex direttore commerciale di Finmeccanica, Paolo Pozzessere, ancora in servizio nella societa' come senior advisor per i ...

 

 

 

 

FINMECCANICA

 

FINMECCANICA A SCUOLA DI CORRUZIONE - C.O.M.I.D.A.D.
Molta meno attenzione ha invece ricevuto il fatto che Finmeccanica stia, da oltre un anno, considerando di dismettere il suo settore civile, in particolare di quello ...

 15.09.13

 

FINMECCANICA 30.06.13

 

L'INDUSTRIA UNITA PER UN VELIVOLO SENZA PILOTA EUROPEO
MD80.it
EADS Cassidian, Dassault Aviation e Alenia Aermacchi (una società Finmeccanica), avendo una visione comune sull'attuale situazione in Europa per quanto riguarda i velivoli non pilotati di classe MALE (Medium-Altitude Long-Endurance), auspicano il ...

 

 

Finmeccanica. Assemblea azionisti: proposta di candidatura per l ...
Avionews
(WAPA) - "Con riferimento all'assemblea ordinaria degli azionisti di Finmeccanica (punto 1.3 all'ordine del giorno), convocata per i giorni 3 e 4 luglio 2013, rispettivamente in prima e seconda convocazione, si rende noto che la società ha ricevuto da ...

 

Finmeccanica e il mediatore mafioso per gli affari in Africa | News
Spunta un nuovo scandalo tangenti di Finmeccanica in Africa, condito dalla presenza di un mediatore mafioso: il cassiere di Cosa Nostra, Roberto Vito ...

 

Elicotteri e tangenti: subito colpi di scena al processo
Corriere di Novara
Chiesto, ai primi di maggio, dal pm bustese Eugenio Fusco, e ottenuto dal gip Luca Labianca il giudizio immediato (che salta l'udienza preliminare «quando la prova appare evidente»), ecco il 19 giugno in aula l'ex ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, ...

 

 

Finmeccanica, inchiesta Espresso: "Nuova indagine su tangenti a ...
Mafia, armi, tangenti, faccendieri italiani e politici africani. C'è una nuova istruttoria che scotta sugli affari internazionali di Finmeccanica e che potrebbe creare ...

 

Finmeccanica: nuova istruttoria su tangenti in Africa (l'Espresso) -2-
Borsa Italiana
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 20 giu - La svolta nell'African Connection e' arrivata dalle dichiarazioni di un nuovo testimone, un manager italiano di una societa' mista che produce aerei, creata da Finmeccanica con un gruppo straniero. Anche lui ...

 

Finmeccanica: indagati due ex giudici che intervenirono su Csm
Borsa Italiana
Emerge dalla lista testi del pm Eugenio Fusco (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 giu - Gli ex giudici Manuela Romei Pasetti, poi membro del comitato di sorveglianza di Finmeccanca, e Giuseppe Grenchi sono indagati in una inchiesta "connessa" a ...

 

Ecco l'elicottero che fa gola al Pentagono
Il Tempo
Ecco l'elicottero che fa gola al Pentagono. Sfida Finmeccanica ha presentato Project Zero. Un team di ingegneri ha realizzato in segreto il velivolo elettrico, a decollo verticale, targato AgustaWestland: il convertiplano, l'«ibrido» del futuro ...

 

Finmeccanica usava la mafia - Signoraggio.it
Per vendere i suoi elicotteri in Africa, il colosso statale italiano si rivolgeva a un potente tesoriere di Cosa Nostra, Vito Roberto Palazzolo, che faceva.

 

Gli F35 non piacciono più nemmeno agli americani: costano troppo
Fanpage
Il Pentagono potrebbe rallentare il programma di produzione dei cacciabombardieri F-35 prodotti da Lockheed Martin e in cui Alenia Aermacchi – controllata di Finmeccanica – partecipa allo sviluppo e ne sarà secondo fornitore dei cassoni alari. Lo ...

 

 

I treni Finmeccanica “non funzionano”. E l'Olanda li sostituisce con ...
Il Fatto Quotidiano
L'Olanda e il Belgio hanno tagliato completamente i ponti con la compagnia italiana controllata da Finmeccanica all'inizio di giugno, cancellando tutte le commesse che valevano quasi mezzo miliardo di euro e riguardavano la fornitura di 19 coinvogli ad ...

 

 

 

 

FINMECCANICA 15.06.13

 

Finmeccanica, Pansa rinuncia al 30% della retribuzione . Negata ...
IL GRUPPO DELLA DIFESA Finmeccanica, Pansa rinuncia al 30% della retribuzione . Negata buonuscita a Orsi Il neo a.d conserva lo stipendio da direttore ...

 

Finmeccanica: Streiff si dimette da cda con effetto da data assemblea
Borsa Italiana
Rappresentava azionisti di minoranza (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 23 mag - Finmeccanica comunica che Christian Streiff ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione della societa', per sopraggiunti impegni ...

 

Mauro, lo sponsor degli F35 nel governo Letta
Lettera43
Mauro in fondo ha ragione: l'apparecchio prodotto da Lockheed Martin, Alenia (Finmeccanica) e altre aziende finora ha fallito quasi tutti i test in volo e, secondo gli esperti americani, per ora non è utilizzabile in combattimento perché inferiore come ...

 

Le mani delle cosche calabresi su Finmeccanica
La Repubblica
Attraverso contatti nella massoneria tentò di nominare propri uomini nei cda di quindici società a partecipazione statale, tra cui Finmeccanica e Poste. Su questo e altri affari indaga da alcuni mesi piazzale Clodio, che ha ricevuto da Catanzaro parte ...

 

Finmeccanica, Fassino “vuole” Cantarella
Lo Spiffero
Paolo Cantarella è in corsa per la presidenza di Finmeccanica. Il nome dell'ex top manager Fiat è nel dossier in queste ore sul tavolo del premier, infilato all'ultimo grazie a una “sponsorizzazione” di peso, quella di Piero Fassino. Il sindaco di ...

 

 

Corriere, Finmeccanica e Bilderberg: game power all'italiana
Formiche.net
Il quotidiano di via Solferino paga il prezzo di una gravissima crisi finanziaria dovuta alla pessima gestione manageriale del Gruppo ed è, allo stesso tempo, l'unica ragione di interesse degli azionisti nel continuare a spendere tanti soldi per ...

 

 

 

FINMECCANICA 15.05.13

 

Inchiesta filobus - Riesame: modus operandi Mancini spregiudicato
OggiNotizie
... Mancini "evidentemente conscio dei propri poteri 'persuasivi' - si legge nel provvedimento di otto pagine - si interfaccia anche con soggetti imprenditoriali 'di calibro', quali possono sicuramente ritenersi e appartenenti, a vario titolo, al ...

 

 

Indagine Sistri, una truffa da 40 milioni di euro allo Stato
Diritto di Critica
Due tangenti da 500mila euro passate sottobanco dal controllato al controllore, l'affidamento diretto e senza bando di gara alla Selex di Finmeccanica: e dulcis in fundo, il segreto di Stato a coprire tutto. L'indagine sul Sistema di tracciabilità dei ...

 

Mannheimer, un conto ad Antigua nell'inchiesta sull'evasione fiscale
La Repubblica
Società che a loro volta, a fronte di altre fatturazioni per operazioni inesistenti, versavano il denaro ad altre tre società con sede a Tunisi, dietro le quali ci sarebbe Hedi Kamoun, personaggio già spuntato nell'inchiesta su Finmeccanica. Il denaro ...

 

Selex: Viasat, mai avuto incarico progettare piattaforma Sistri - Agi
AGI - Agenzia Giornalistica Italia
"Con riferimento alle notizie stampa circolate nelle ultime ore sulla vicenda Selex e il "sistema Sistri"", la societa' Viasat Spa, in una nota, precisa che, "contrariamente a quanto erroneamente riportato, non ha mai ottenuto da Finmeccanica l ...

 

Finmeccanica: assemblea rinvia sostituzione Orsi a giugno (1 ... - Asca
L'assemblea di Finmeccanica, su proposta del rappresentante del tesoro, Stefano di Stefano, ha deciso di inserire la sostituzione dei consiglieri G...

 

 

 

 

 

FINMECCANICA 15.04.13

 

Tangenti, Cola smentisce Mancini "Versati tutti i soldi l'affare si ...
La Repubblica
C'è un verbale del superconsulente di Finmeccanica, Lorenzo Cola, che smentisce Mancini. L'ex ad di Eur Spa finito in carcere lunedì, davanti al pm che indaga sulla mazzetta da 500mila euro che avrebbe preso, ha ammesso di aver ricevuto solo 80mila ...

 

La polizia convinta: Finmeccanica pagò in contanti un generale ...
Babylonpost
L'ex comandante dell'aviazione indiana, S.P. Tyagi, avrebbe ricevuto denaro in contanti in cambio di un aiuto per permettere la partecipazione di AgustaWestland (Finmeccanica) ad una gara per la fornitura di 12 elicotteri AW-101 per il trasporto di VIP ...

 

Domenico Siniscalco, il grande virtuoso dei conflitti di interesse
Il Fatto Quotidiano
Doppio ruolo in Finmeccanica. Pensate alla Finmeccanica, dove nel 2011 Siniscalco ha spedito a controllare il numero uno Giuseppe Orsi due suoi amici piemontesi, l'ex capo della Fiat Paolo Cantarella e l'imprenditrice Silvia Merlo, il collezionista ...

 

Inchiesta bus, resta in carcere Riccardo Mancini
Online-News
Secondo l'accusa, dei 600 mila euro che nel 2009 la Breda Menarini, azienda del gruppo Finmeccanica, avrebbe versato tramite l'ex ad Roberto Ceraudo per partecipare alla fornitura di bus destinati al ”Corridoio Laurentina” ma mai entrati in servizio ...

 

 

FINMECCANICA 30.03.13

 

Inchiesta bus, Mancini al pm: «Pranzo in Finmeccanica per l'appalto»
Il Messaggero
E di quando quel giorno è stato invitato a pranzo dall'allora ad di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini a parlare di appalti; e lui, un po' emozionato, ha varcato la soglia di piazzale Montegrappa deciso a presentarsi per quello che non era. Cioè ...

 

India: avviata l'inchiesta su Finmeccanica
La Repubblica
India: avviata l'inchiesta su Finmeccanica. Sotto accusa 13 persone e 6 società. Gli 007 del Central Bureau of Investigation di Nuova Delhi hanno condotto una decina di raid in uffici e abitazioni della capitale, per acquisire documenti e informazioni ...

 

Lo scandalo Finmeccanica, Orsi indagato in India
Il Secolo XIX
New Delhi - L'india ha avviato oggi un'inchiesta sullo scandalo che ha coinvolto AgustaWestland (Finmeccanica) per provare l'esistenza di presunte tangenti nella fornitura di 12 elicotteri AW-101 destinati al trasporto di personalità indiane. Gli ...

 

Finmeccanica, India apre inchiesta su gara per l'acquisto degli ...
La Repubblica
MILANO - L'India ha formalizzato l'apertura di un'inchiesta su Finmeccanica con perquisizioni nelle sedi della società e ai danni di manager e militari. Un annuncio che arriva a due giorni dalla decisione di non far tornare in India i marò accusati per ...

 

Tangenti, Cola smentisce Mancini "Versati tutti i soldi l'affare si ...
La Repubblica
C'è un verbale del superconsulente di Finmeccanica, Lorenzo Cola, che smentisce Mancini. L'ex ad di Eur Spa finito in carcere lunedì, davanti al pm che indaga sulla mazzetta da 500mila euro che avrebbe preso, ha ammesso di aver ricevuto solo 80mila ...

 

Finmeccanica, in procura Milano vertice tra pm Fusco ... - Reuters.com
MILANO (Reuters) - Il pm di Busto Arsizio Eugenio Fusco e i colleghi di Roma, Paolo Ielo, e di Napoli, Henry John Woodcock, si stanno incontrando in procura a ...

 

 

 

FINMECCANICA 15.03.13

 

Finmeccanica: convocata l'assemblea per l'integrazione del ...
La Stampa
L'Assemblea degli Azionisti di Finmeccanica è convocata in sede ordinaria i giorni 2 aprile e 15 aprile 2013 rispettivamente in prima e seconda convocazione alle ore 10,30 in Roma presso Finmeccanica Group Services S.p.A., Via Piemonte 60 - 00187.

 

TG La7 - video - 28/02/2013 : INCHIESTA FINMECCANICA: ORSI ...
TG LA7: L'ex manager in carcere da 17 giorni ha ribadito che nella vicenda dei 12 ...

 

Finmeccanica, escono nuove rivelazioni | Economia StudioNews24
Arrivano nuove è importanti rivelazioni per quanto concerne il caso Finmeccanica. Ecco tutti gli aggiornamenti.

 

Finmeccanica. Mazzette: Grilli smentisce il coinvolgimento dell'ex ...
ROMA. La maxi mazzetta da 12 milioni alla Lega "in cambio" della poltrona di Finmeccanica a Giuseppe Orsi? "Circostanze già passate al vaglio dell'autorità ...

FINMECCANICA 26.02.13

 

Finmeccanica, Lauro: Rendere noti nomi giornalisti a libro paga Orsi
ilVelino/AGV NEWS
"Rendere noto, immediatamente, se non coperto da segreto istruttorio, l'elenco dei giornalisti e degli operatori dell'informazione a libro paga dell'ex-presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi. La collusione prezzolata tra mondo dell'informazione e ...

 

India, lo scandalo Finmeccanica sfiora anche il capo dello Stato
Il Fatto Quotidiano
India, lo scandalo Finmeccanica sfiora anche il capo dello Stato. Il governo ha divulgato un documento per provare l'estraneità della politica dal giro di tangenti tra Agusta e l'ex maresciallo capo della Indian Air Force Tyagi. Ma tra chi ha dato l'ok ...

 

Caso Finmeccanica, indagato Lunardi
Il Tirreno
LIVORNO. Nuove rivelazioni sull'inchiesta, di respiro internazionale, che coinvolge una delle più importanti aziende italiane, Finmeccanica. Gli indagati sono 15 e tra loro c'è anche Renzo Lunardi - all'epoca dirigente dell'Agusta - oggi amministratore ...

 

Finmeccanica, passati documenti a New Delhi
Lettera43
L'Italia cede all'India su Finmeccanica. Dopo le pressioni del governo indiano, le autorità italiane hanno trasmesso alla polizia criminale del Cbi (Central bureau of investigation, una sorta di Fbi dell'India) «alcuni documenti dalle autorità italiane ...

 

Finmeccanica: il Dipartimento della Difesa USA ferma gli F35
La Stampa
Il Dipartimento della Difesa Usa ha lasciato a terra per precauzione tutti gli F35 a sua disposizione dopo che un controllo di routine ha rivelato una frattura in un'elica del motore. La frattura è stata rinvenuta in un motore F135 installato in un F ...

 

 

FINMECCANICA 25.02.13

 

Finmeccanica, lo scandalo delle armi
sbilanciamoci.info
In principio era il gruppo Iri. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1948 viene creata la finanziaria Finmeccanica, che diventa una delle sub-holding di un conglomerato sempre più articolato. Essa deve concentrarsi sul settore meccanico e ...

 

Finmeccanica, la lettera di Grilli al Sole 24 Ore: mai chiesti favori - La risposta del direttore Napoletano

Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli scrive al direttore del Sole 24 Ore: «Non ho mai chiesto favori per me o per la mia ex moglie, Lisa Lowenstein, dalla quale sono separato da 5 anni»...»

 

 

Caso Finmeccanica, indagato Lunardi
Il Tirreno
LIVORNO. Nuove rivelazioni sull'inchiesta, di respiro internazionale, che coinvolge una delle più importanti aziende italiane, Finmeccanica. Gli indagati sono 15 e tra loro c'è anche Renzo Lunardi - all'epoca dirigente dell'Agusta - oggi amministratore ...

 

 

Finmeccanica, l'inchiesta e i tre danni economici
Panorama
Danni all'immagine, rischio di perdere molte forniture all'estero e una sonora bocciatura del titolo da parte delle case d'affari. Sono diversi gli effetti collaterali subiti dal gruppo Finmeccanica, dopo l'arresto dell'ex-presidente Giuseppe Orsi ...

 

Economix: Finmeccanica, consulenza o mazzetta?
PiacenzaSera.it
Le lobby esistono all'interno di tutte le organizzazioni, dove si prendono importanti decisioni, pertanto un'impresa come l'ENI o Finmeccanica, per potersi aggiudicare appalti miliardari (quello di cui si parla in questi giorni per la consegna di ...

 

“Su Finmeccanica Grilli è ricattabile”
La Stampa
Il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, interviene sulla «fantomatica» vicenda di «presunte» consulenze Finmeccanica alla sua ex moglie, Lisa Lowenstein. Il ministro, in una lettera al «Sole 24 Ore» che viene pubblicata oggi, sostiene di non aver ...

 

 

Finmeccanica, nuove accuse «Orsi pagò anche Lavitola»
Il Messaggero
ROMA - Deve essere stato un incontro a denti stretti, quello tra «il padano» Giuseppe Orsi e Giampi Tarantini, il rampante protagonista della «Bari da bere» fatta di escort pugliesi e festini a base a cocaina. Con loro c'era anche Valter Lavitola, il ...

 

Grilli: «Finmeccanica? Mia ex moglie estranea»
Lettera43
«Non ho mai chiesto favori per me o per la mia ex moglie Lisa Lowenstein, dalla quale sono separato da cinque anni e allo stato legalmente divorziato». A ribadirlo è il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, spiegando anche che le scelte economiche ...

 

Caso Finmeccanica, indagato Lunardi
Il Tirreno
LIVORNO. Nuove rivelazioni sull'inchiesta, di respiro internazionale, che coinvolge una delle più importanti aziende italiane, Finmeccanica. Gli indagati sono 15 e tra loro c'è anche Renzo Lunardi - all'epoca dirigente dell'Agusta - oggi amministratore ...


Finmeccanica, trucco alla Bocconi di Pansa. Sospeso perché ...
Il Fatto Quotidiano
Alcuni pensano che quella mossa permise al numero uno di Finmeccanica, che ha sostituito Giuseppe Orsi ai primi di febbraio dopo l'arresto per corruzione internazionale, di arricchire il curriculum per accedere a un programma di scambio organizzato ...

 

Tiziana l'avvocato vince Masterchef: il marito coinvolto nel caso ...
corriereweb.net
L'avvocato Tiziana ha infatti sbaragliato la concorrenza battendo nella finalissima il favorito Maurizio. Dopo la vittoria è però emerso un dettaglio di non poco conto. Tiziana Stefanelli è moglie di Paolo Girasole, uomo Finmeccanica che avrebbe ...

 

Masterchef, parla Tiziana: “Mio marito sa nulla delle tangenti in ...
di Gennaro Marco Duello
Il giorno dopo la vittoria a MasterChef Italia 2, Tiziana Stefanelli difende il marito, tirato in ballo dall'intermediario svizzero Guido Haschke, socio di Carlo Gerosa, nell'inchiesta sulle presunte tangenti indiane di Finmeccanica.

 

Finmeccanica, la lettera di Grilli al Sole 24 Ore: mai chiesti favori - La risposta del direttore Napoletano

Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli scrive al direttore del Sole 24 Ore: «Non ho mai chiesto favori per me o per la mia ex moglie, Lisa Lowenstein, dalla quale sono separato da 5 anni»...»

 

Finmeccanica, Orsi e le nuove carte sulla Lega. Pansa: aiutate l'ex moglie di Grilli - Dossier

di Marco Ludovico. All'interno un'analisi di Gianni Dragoni

Gli inquirenti ricostruiscono il percorso della presunta tangente sulla vendita degli elicotteri all'India. Informativa dei carabinieri: «Così Pansa chiese aiuto per la ex moglie di Grilli»...»

 

 

FINMECCANICA 15.02.13

 

 

Finmeccanica, a Pansa tutte le deleghe di Orsi - Finmeccanica protagonista in 4 procure - Vai al Dossier

Il Cda di Finmeccanica, riunitosi oggi, ha assicurato la «piena operatività aziendale» deliberando di attribuire ad Alessandro Pansa anche le attribuzioni e i poteri, in precedenza conferiti a Giuseppe Orsi, per la gestione unitaria della società e del gruppo...»

 

 

  Finmeccanica: Fusco, il pm scomodo
Il Secolo XIX
Busto Arsizio (Varese) - Eugenio Fusco, 49 anni, il titolare del procedimento che ha portato all'arresto dell'ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi , è in magistratura dal '92 e, fino a quando non è stato applicato come procuratore facente funzione a Busto ...

La crisi Finmeccanica esplode tra gli scandali: le armi sparano debiti
Finanzanostop
Grazie ad un complesso meccanismo di scatole cinesi, rigorosamente con sedi all'estero, Finmeccanica gode d'immensi privilegi fiscali al limite dell'evasione. Negli ultimi tempi, poi, è sempre più dentro alle cronache giudiziarie, oggetto d'inchieste ...

 

Inchiesta Finmeccanica, arrestato l'ad Orsi per tangenti ...
Il Sole 24 Ore
L'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi è stata consegnata ma non ancora eseguita. I magistrati di Busto Arsizio stanno ancora cercando una soluzione idonea per l'esecuzione della ...

 

Decapitato il vertice di Finmeccanica
Corriere della Sera
L'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi è stato arrestato per ordine del giudice di Busto Arsizio. È accusato di corruzione internazionale per le tangenti che sarebbero state pagate per chiudere la vendita di 12 elicotteri al governo ...

 

Arrestato Orsi, capo di Finmeccanica Il gip: “Le tangenti filosofia ...
La Stampa
In carcere il presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi. Ai domiciliari l'amministratore delegato di Agusta Westland Bruno Spagnolini. I carabinieri del Noe del colonnello Di Caprio e del capitano Rajola hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare ...

 

Finmeccanica: arrestato presidente Orsi
ANSA.it
L'accusa nei confronti del presidente di Finmeccanica è di corruzione internazionale, peculato e concussione, per le presunte tangenti che sarebbero state pagate per la vendita di 12 elicotteri al governo indiano. Il gip di Busto Arsizio ha disposto ...

 

Finmeccanica: arrestato l'ad Orsi per corruzione internazionale
La Repubblica
Finmeccanica: arrestato l'ad Orsi per corruzione internazionale. L'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi è stato arrestato con l'accusa di corruzione internazionale. LEGGI SU REPUBBLICA.IT · LE FOTO. VIDEO. "Le colpe della politica" ...

 

India, lo scandalo Finmeccanica sfiora anche il capo dello Stato
Il Fatto Quotidiano
India, lo scandalo Finmeccanica sfiora anche il capo dello Stato. Il governo ha divulgato un documento per provare l'estraneità della politica dal giro di tangenti tra Agusta e l'ex maresciallo capo della Indian Air Force Tyagi. Ma tra chi ha dato l'ok ...

 

Finmeccanica: Berlusconi, le tangenti esistono
Milano Finanza
"La tangente è un fenomeno che esiste ed è inutile voler negare l'esistenza di questo fenomeno". Lo afferma il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, parlando della vicenda Finmeccanica, aggiungendo che "io ho fotografato la realtà globale esistente. I ...

 

Dov'è il vero business di Finmeccanica?
Città Nuova
Dal Monte Paschi a Finmeccanica, la prossima scadenza elettorale mette a nudo i problemi italiani, conosciuti e rimossi da tempo, su un sistema finanziario e industriale che necessita di profonde riforme. Il “sistema tangenti” nel commercio ...

 

Finmeccanica, l'India conferma la sospensione dei pagamenti fino ...
Quotidiano.net
Milano, 14 febbraio 2013 - Il governo dell'India ha confermato a livello ufficiale di aver sospeso i pagamenti al gruppo Finmeccanica sulla parte rimanente di una commessa di elicotteri AgustaWestland. Resteranno congelati fino a quando le indagini ...

 

Finmeccanica, Monti: nostri colossi all'estero evitino tangenti
ilVelino/AGV NEWS
“I nostri colossi all'estero possono comportarsi secondo gli standard in uso nei paesi nei quali lavorano, però se possibile, evitando fenomeni di ritorno come tangenti ai partiti italiani e a chi li ha messi in quelle condizioni”. Lo ha detto Mario ...

 

Finmeccanica: Csm ha acquisito atti ordinanza Orsi
SassariNotizie.com
24 Ore Roma, 14 feb. (Adnkronos) - Il Consiglio superiore della magistratura ha acquisito dalla Procura di Busto Arsizio gli atti relativi all'ordinanza di custodia dell'ex presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi. Lo ha reso noto il vicepresidente del ...

 

Finmeccanica, India avvia cancellazione della commessa per i ...
Il ministero della Difesa indiano ha avviato un'azione per cancellare il contratto di fornitura di 12 elicotteri AW-101 da parte della Augusta Westland, controllata ...

 

Caso Finmeccanica. La Procura di Busto Arsizio rifiuta i documenti ...
di Vito DiVentura
La Procura di Busto Arsizio ha rifiutato la richiesta avanzata dall'Ambasciata Indiana a Roma di avere i documenti relativi allo scandalo Finmeccanica,

 

India, lo scandalo Finmeccanica sfiora anche il capo dello Stato
Il Fatto Quotidiano
India, lo scandalo Finmeccanica sfiora anche il capo dello Stato. Il governo ha divulgato un documento per provare l'estraneità della politica dal giro di tangenti tra Agusta e l'ex maresciallo capo della Indian Air Force Tyagi. Ma tra chi ha dato l'ok ...

 

Monti fa lo smemorato su Finmeccanica
Il Tempo
Finmeccanica è un vecchio «pallino» di Antonio Di Pietro. Soprattutto da quando ai vertici dell'azienda è arrivato Giuseppe Orsi. Che per il leader dell'Idv ha sempre avuto un peccato originale: quello di essere «sponsorizzato» dalla Lega Nord. Per ...

 

Finmeccanica, l'India sospende i pagamenti
Corriere della Sera
L'India ha sospeso i pagamenti a Finmeccanica per la commessa da 750 milioni di dollari relativa a 12 elicotteri AgustaWestland e non accetterà la consegna di alcun velivolo fino a quando non sarà stata completata un'inchiesta della polizia indiana ...

 

Finmeccanica, ecco i verbali dei pm: "Era prassi dell'azienda pagare ...
La Repubblica
primo, un anno prima, ha parlato ai magistrati di Napoli Lorenzo Borgogni, l'ex direttore delle relazioni istituzionali di Finmeccanica. La sua è, insieme, una «ammissione di responsabilità piena e attendibile" e una "chiamata di correo". Ed è una ...

 

Finmeccanica, la pista dei fondi alla Lega
Il Messaggero
Era particolarmente stupito perché questa richiesta veniva, manco a farlo apposta, un paio di giorni dopo la nomina di Orsi quale ad di Finmeccanica. Mi disse: «La retrocessione che mi è stata richiesta magari serviva ad Orsi per ricompensare la Lega».

 

 

 

FINMECCANICA 10.02.13

 

Finmeccanica. Una holding per la guerra
Dazebao
Dopo la Fiat, Finmeccanica è la seconda holding industriale d'Italia: produce aerei, elicotteri, locomotive, carri armati, missili, satelliti e centri di telecomunicazione, con una spiccata vocazione per gli strumenti di morte da esportare ad ogni ...

 

Finmeccanica: Guarguaglini, giusto acquisto Drs ma cosi' succede ...
Al Sole: No a societa' proxy. In Finmeccanica molti indagati Roma, 17 gen - Non e' pentito Pier Francesco Guarguaglini, che ha guidato Finmeccanica dal 2002 ...

 

"Da Finmeccanica al business dei filobus Mancini parlava per conto ...
La Repubblica
È un verbale di Lorenzo Cola, fedelissimo dell'ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, già indagato per la vicenda delle false fatturazioni Enav e ora coinvolto anche in questa storia. È lui a dire che Alemanno sapeva che Mancini ...

 

Finmeccanica cala. Nuovi rumors su Ansaldo Energia - Yahoo ...
'Finmeccanica cala. Nuovi rumors su Ansaldo Energia' su Yahoo! Finanza Italia. Stando a indicazioni di stampa, le offerte preliminari per Ansaldo Energia ...

 

Finmeccanica, "Tangente da 600mila euro alla segreteria di ...
Nuovo Paese Sera
La denuncia è dell'imprenditore Edoardo D'Inca' Levis, arrestato il mese scorso, che al pm chiarisce il suo ruolo: trovare liquidità in nero per la Breda Menarini, società del gruppo Finmeccanica fornitrice di veicoli. Con quei soldi l'azienda avrebbe ...

 

Affari e Finmeccanica: ecco perché l'India trattiene i marò | LIBRE
di Giorgio Cattaneo
Giacalone: impensabile una crisi Italia-India per l'incidente dei marò, dietro al furore indiano ci sono forniture Finmeccanica e mazzette.

 

Appalti Enav, confiscato un milione alla Selex (Finmeccanica ...
La confisca arriva dopo la condanna per i reati di corruzione compiuti nell' interesse e a vantaggio della Selex sistemi integrati S.p.A. dai suoi massimi dirigenti.

 

Alemanno e Finmeccanica, relazioni pericolose
Corriere della Sera
ROMA - Quanto erano radicati e funzionali all'ottenimento di appalti i rapporti tra Finmeccanica e Alemanno? Lo spiega senza possibilità di fraintendimenti il direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni in un interrogatorio non a ...

 

Inchiesta bus, il tribunale del Riesame "Finmeccanica puntava alla ...
PROCURA "Alemanno non è indagato". Ceraudo resta in carcereCosi i giudici nel motivare il provvedimento con il quale ha confermato i sequestri effettuati ...

 

 

 

 

FINMECCANICA 29.01.13

 

Appalti Finmeccanica, inchiesta chiusa
Il Secolo XIX
Lo scorso novembre, il filone di inchiesta su Finmeccanica che vede indagato Pozzessere è stato trasferito per competenza territoriale dalla Procura di Napoli a quella capitolina, che ha confermato l'accusa di corruzione internazionale: la parte di ...

 

Finmeccanica, sequestrato un milione di euro alla Selex per gli ...
Il Messaggero
ROMA - I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ed il Ros dei carabinieri hanno proceduto alla confisca di un milione di euro nei confronti della Selex sistemi integrati,società del gruppo Finmeccanica coinvolta nelle ...

 

Finmeccanica adotta meccanismo semplificazione Consob
Dedalo News
Finmeccanica potrà «derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizione o cessione.» Lo ...

 

 

 

FINMECCANICA 16.01.2013

 

Appalti polizia, il gip "C'è un metodo-sistema Finmeccanica"
La Repubblica
Nell'ordinanza con la quale ha disposto ieri l'interdizione dai pubblici uffici dei prefetti Luigi Izzo e Giovanna Iurato, il gip di Napoli Claudia Picciotti si sofferma a descrivere il "metodo/sistema Finmeccanica". "Sulla scorta delle dichiarazioni ...

 

 

 

FINMECCANICA 15.01.13

 

Inchiesta Finmeccanica, Tarantini interrogato dai pm di Napoli
NAPOLI - L'imprenditore Gianpaolo Tarantini è stato interrogato nella sede della procura di Napoli dai pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e ...

 

Finmeccanica: da cessione Avio incasserà 260 milioni di euro ...
Dalla cessione di Avio a General Electric Finmeccanica incasserà 260 milioni di euro che verranno destinati alla riduzione dell'indebitamento di gruppo.

 

Finmeccanica lascia Fiat avio e rimane in BCV. Nuovi ordini per l ...
23 Dicembre 2012 Fonte: Finmeccanica Finmeccanica, proventi per 260 milioni di euro dall'operazione GE-Avio. Destinati alla riduzione del livello...

 

L'inchiesta Finmeccanica, talpe e veleni nei verbali e nelle ...
NAPOLI - Informatori collegati a Finmeccanica, attivi a Napoli e a Roma e dovunque ci sia da fare affari, informatori che avvertono i vertici del Viminale, ma ...

 

Ilva - L'azienda deposita memoria difensiva in Procura
OggiNotizie
Taranto - I legali dell'industria siderurgica Ilva di Taranto hanno depositato la memoria difensiva di circa 15 pagine al Tribunale d' Appello Cautelare contro la richiesta della Procura per sollevare il conflitto di attribuzione di legittimità ...

 

 

FINMECCANICA 15.12.12

 

Finmeccanica, a Ielo (esperto di tangenti rosse) il filone russo
Linkiesta.it
Il filone dell'inchiesta su Finmeccanica in Russia finisce nelle mani di Paolo Ielo, pm romano «ma di rito ambrosiano», che ha indagato in questi anni sulle tangenti rosse, da Tangentopoli con Primo Greganti fino a Massimo D'Alema e allo scandalo ...

 

Consulenze all'ex moglie di Grilli, Orsi al Messaggero: “Non ...
Il Fatto Quotidiano
Difende la 'sua' Finmeccanica dai polveroni giudiziari (“Non ha nulla da spartire con quella di ieri”), bilanci alla mano rivendica la bontà del lavoro svolto e accusa la stampa di aver fatto ricostruzioni grottesche sulle accuse piovute sulla sua ...

 

Finmeccanica: rinvio a 23/11 udienza preliminare per Marina Grossi
Borsa Italiana
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 09 nov - E' stata rinviata al 23 novembre l'udienza preliminare al tribunale di Roma che vede tra gli imputati Marina Grossi, moglie di Pierfrancesco Guarguaglini ed ex a.d. di Selex Sistemi Integrati (gruppo ...

 

Finmeccanica, a Ielo (esperto di tangenti rosse) il filone russo
Linkiesta.it
Il filone dell'inchiesta su Finmeccanica in Russia finisce nelle mani di Paolo Ielo, pm romano «ma di rito ambrosiano», che ha indagato in questi anni sulle tangenti rosse, da Tangentopoli con Primo Greganti fino a Massimo D'Alema e allo scandalo ...

 

Finmeccanica, vertice in Procura tra i pm di Roma, Napoli e Busto ...
Il Sole 24 Ore
Vertice questo pomeriggio in procura a Roma tra i pm capitolini, quelli napoletani e di Busto Arsizio per fare il punto della situazione delle reciproche inchieste su Finmeccanica. Presenti all'incontro, tenutosi nell'ufficio del procuratore Giuseppe ...

 

Patto massoneria - 'ndrangheta: la cosca spingeva per le nomine ...
L'Huffington Post
... Dda di Catanzaro, che ha svelato come la cosca dei Mancuso si interessasse - attraverso la mediazione della loggia massonica fondata da Paolo Coraci, messinese residente a Roma, a nominare persone di fiducia in 15 enti, tra cui Finmeccanica e Poste.

 

Loggia massoneria indicava nomi Cda enti
UsCatanzaro.net
... di Catanzaro su intrecci tra massoneria e la cosca della 'ndrangheta dei Mancuso. Agli atti c'é un elenco di 15 enti, tra cui Finmeccanica e Poste, nei consigli di amministrazione dei quali la loggia, nel 2010, intendeva far entrare persone ...

 

Finmeccanica, in Svizzera due conti di Pozzessere
Il Secolo XIX
I pm della procura di Napoli, che indagano sulle presunte tangenti estere di Finmeccanica, hanno trovato traccia di due conti correnti sospetti a casa di Paolo Pozzessere, il manager arrestato martedì con l'accusa di corruzione internazionale. E in ...

 

Il caso Finmeccanica e l'ipocrisia di sinistra sulle tangenti di Stato
il Giornale
diNon ho un'opinione sugli aspetti giudiziari dello scandalo Finmeccanica. Essendo un'azienda di Stato, soggetta cioè a influenze e interferenze politiche, sospetto tutto il male possibile. Allo stesso tempo mi sembra evidente che il gelido formalismo ...

 

Capitalismo e corruzione: il caso Finmeccanica
PeaceLink
Che non si possa ridurre la corruzione a puro fenomeno morale, per cui l'amoralità è causa dell'origine del fenomeno, o a fenomeno da perseguire solo penalmente, per cui basta l'azione della magistratura, lo sa perfettamente anche Finmeccanica.

 

 

Ecco come sono nati i nostri traffici a Panama
Il Secolo XIX
Ero il direttore commerciale del gruppo Finmeccanica fino a ottobre dello scorso anno quando, decidendolo in totale autonomia, decisi di dimettermi dall'incarico che ricoprivo. La principale motivazione di tale scelta era il bombardamento mediatico al ...

 

Industria Militare, il punto: le indagini della Magistratura e il ruolo di ...
DirettaNews.it
L'indagine della magistratura sulle supposte tangenti della Finmeccanica pagate sia all'estero sia a uomini politici italiani, purtroppo, non deve sorprenderci. Il settore dell'industria militare è strutturalmente atipico rispetto a quello civile, dove ...

 

Bomba Finmeccanica. L'accusa: "Scajola voleva l'11% di 2,5 miliardi ...
Il manager Borgogni ha rivelato al Pm il retroscena della fornitura di di 11 fregate militari al governo brasiliano. Intanto il titolo Finmeccanica crolla del 3% in ...

 

Finmeccanica, la versione del dirigente : così il Cavaliere mi chiese ...
Corriere della Sera
NAPOLI - Ogni commessa di Finmeccanica che veniva trattata a livello internazionale prevedeva una «tangente» per i mediatori. Le dichiarazioni dell'ex responsabile Relazioni istituzionali Lorenzo Borgogni, trovano conferma nei verbali di interrogatorio ...

 

Finmeccanica, i pm puntano a Mosca
La Stampa
Era il 10 giugno del 2010 e il «Sole 24ore» titolava: «Il ceo di AgustaWestland: «Dopo Obama faremo volare Putin». La giornalista Mara Monti chiede all'allora amministratore delegato di AgustaWestland, Giuseppe Orsi, oggi ad e presidente di ...

 

 

Inchiesta Finmeccanica, i pc al vaglio dei magistrati Graziano: Non ...
Il Denaro
Il giorno dopo le perquisizioni dei carabinieri del Noe negli uffici e nell'abitazione di Paolo Graziano, presidente dell'Unione industriali di Napoli e amministratore delegato della Magnaghi spa, i magistrati di Napoli passano al setaccio i computer e ...

 

Scajola, Finmeccanica e le presunte tangenti, la posizione di SEL
PuntoImperia
Il Circolo di Imperia di Sinistra, Ecologia e Libertà ha preso posizione in merito all'inchiesta su Finmeccanica nell'ambito della quale l'ex Ministro Claudio Scajola risulta indagato. L'ex Ministro, lo ricordiamo, risulta indagato nel filone dell ...

 

 

Finmeccanica, nei quadri societari anche un fedelissimo dell'ex ...
PuntoImperia
Finmeccanica negli ultimi giorni è finita nell'occhio del ciclone per l'inchiesta condotta dai pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e John Woodcok che ha portato all'arresto del dirigente Pasquale Pozzesere a un'ordinanza di arresto per l'ex direttore del ...

 

 

CORSERA FINMECCANICA LO SPORCO AFFARISMO DEL ...
Corsera.it
I conti si fanno presto senza però barare sulle cifre da parte di Finmeccanica. Il pagamento della tangente ad esponenti del governo indiano è stato onorato? L'annosa questione dell'arresto dei nostri Marò detenuti illegalmente in India vi ha a che fare?

 

Tangenti, la storia infinita dell'Italia corrotta. Finmeccanica, il ...
politicamentecorretto.com
Tangenti, la storia infinita dell'Italia corrotta. Finmeccanica, il senatore Esteban Caselli eletto all'estero ed una commessa da 600 milioni di euro. Redazione on 25 Ottobre, 2012 09:04:00 | 58 numero letture. Dimensione caratteri Decrease font ...

 

Finmeccanica, la tangente per la maxi-commessa (saltata) e il ruolo ...
di Pentothal
Affari, politica e il sospetto della più grande tentativo di corruzione (fallito) della storia: 275 milioni di euro di tangente da ripartire, secondo la gola profonda Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle comunicazioni di Finmeccanica, tra l'ex ...

 

Scandalo Finmeccanica, spunta il nome di Putin - Cronaca - Ultime ...
di admin
Nell'ordinanza di custodia cautelare è il gip Dario Gallo a spiegare che appaiono sospette le conversazioni tra dipendenti di Finmeccanica quando, all'inizio dell'inchiesta napoletana ormai un anno fa, decidono di non mettere ultima ora

 

FINMECCANICA: ARRESTATO DIRIGENTE PAOLO POZZESSERE
ANSA.it
"Sono in corso indagini e non posso esprimere un giudizio sulla loro possibile conclusione", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai giornalisti che lo interrogavano all'Aja sullo scandalo che sta investendo Finmeccanica anche a ...

 

Finmeccanica, l'accusa del dirigente «Il ministro chiedeva l'11% di 5 ...
Corriere della Sera
NAPOLI - Una percentuale di «ritorno» pari all'11 per cento dell'appalto che in realtà nasconde il pagamento di tangenti a politici e faccendieri. Affari conclusi o avviati in quattro Stati grazie ai buoni rapporti dell'ex presidente del Consiglio ...

 

Finmeccanica, Borgogni: “Tangenti per 550mln €, ai politici l'11% di ...
di vnicosia
Presunte tangenti per 550 milioni di euro, l'11% della commissione Finmeccanica e Fincantieri di 5 miliardi di euro della trattativa col Brasile. Lorenzo Borgogni, ex dirigente di Finmeccanica, lo rivelò durante l'interrogatorio del 10 novembre ...

 

I segreti dell'anti Draghi
Il Foglio (Abbonamento)
E certo non hanno aiutato le allusioni a contratti o consulenze affidati da Finmeccanica o aziende limitrofe alla ex moglie di Grilli, Lisa Lowenstein imprenditrice americana di gadget museali (con shop a Fiumicino, nell'epoca tardo Romiti) contenute ...

 

Filobus in cambio di tangenti: indagato Riccardo Mancini (Eur spa)
Libero News
L'indagine è uno stralcio dell'inchiesta su Finmeccanica, Enav e Selex e ha preso spunto dalle rivelazioni del commercialista Marco Iannilli, già coinvolto nel troncone principale della vicenda giudiziaria. Una vicenda complessa legata a presunte ...

 

Inchiesta Finmeccanica, adesso emergono le prove delle tangenti ...
Gliele aveva portate il figlio sessantenne, mediatore Finmeccanica in giro per il mondo, convinto che non sarebbero mai state trovate. Una mossa della quale si ...

 

 

FINMECCANICA

 

Finmeccanica, Maroni a Busto «Querelo, puro fango contro la Lega»
La Provincia di Varese
BUSTO ARSIZIO Finmeccanica, Busto e Napoli si incontrano e vengono riuniti i filoni. E l'ex ministro Maroni rilancia con una seconda querela a Borgogni, presentandosi proprio a Busto ieri. Un colloquio durato poco più di 30 minuti quello tra l'ex ...

 

Finmeccanica: Guarguaglini; estraneo a fatti, anche Gip confermera'
Borsa Italiana
Cosi' l'ex presidente e a.d. di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, a margine del consiglio direttivo di Assonime, ha risposto a chi gli chiedeva un commento alla decisione del pm che ha giudicato il manager estraneo ai fatti in uno dei filoni ...

 

Agusta cambia partner negli Usa per l'elicottero di Obama
Il Sole 24 Ore
Il gruppo Finmeccanica ha sciolto l'accordo con la Boeing per partecipare alla gara dell'elicottero del presidente degli Stati Uniti, il «Marine One». Il memorandum d'intesa, con il numero uno mondiale dell'aerospazio, firmato il 24 maggio 2010, non ha ...

 

I pm napoletani in trasferta per fare il punto sull'indagine Finmeccanica
Varese News
Proprio nel giorno in cui il segretario della Lega Nord Roberto Maroni ha ripresentato, di persona e nell'ufficio del procuratore bustocco Fusco, la querela per calunnie nei confronti di

 

Executive, in busta paga la recessione non si vede
Il Sole 24 Ore
L'ex numero uno della Finmeccanica ha ricevuto, tra l'indennità di fine mandato come a.d. nel maggio 2011 e la buonuscita per le successive dimissioni da presidente, il primo dicembre, 9,48 milioni, assegno che porta i suoi compensi totali a 11,54 milioni.

 

Finmeccanica, Orsi e altre sei persone indagate per corruzione
Il Messaggero
ROMA - Non solo il numero uno di Finmenccanica, Giuseppe Orsi, ma l'intero colosso di piazza Montegrappa, è coinvoltonell'inchiesta per corruzione e istigazione alla corruzione per l'appalto relativo alla fornitura di dodici elicotteri al governo ...

 

Finmeccanica: rinviata al 9/11 l'udienza preliminare per Marina Grossi
Borsa Italiana
Una richiesta appoggiata dal Pm, Paolo Ielo. Inoltre i difensori degli altri imputati Lorenzo Cola, ex consulente di Finmeccanica, e dell'imprenditore Tommaso Di Lernia, avevano chiesto al giudice il patteggiamento della pena. Sim. -. (RADIOCOR) 21-09 ...

 

CACCIA ALL’ORSI - NON SOLO IL NUMERO UNO DI FINMENCCANICA, GIUSEPPE ORSI, MA L’INTERO COLOSSO DI PIAZZA MONTEGRAPPA, È COINVOLTO NELL’INCHIESTA PER CORRUZIONE E ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE PER L’APPALTO RELATIVO ALLA FORNITURA DI DODICI ELICOTTERI AL GOVERNO INDIANO DA PARTE DI AGUSTA WESTLAND, QUANDO AL VERTICE C’ERA LO STESSO GIUSEPPE ORSI….

 

Spuntano le mazzette in India Finmeccanica e Orsi indagati
il Giornale
Tana per Orsi, e per la sua Finmeccanica che non si sarebbe attivata per predisporre un modello organizzativo efficace per prevenire gli illeciti. Per questo motivo, la holding aerospaziale e la controllata Agusta Westland sono state iscritte come ...

 

Finmeccanica sotto inchiesta Ipotesi: maxi-tangente in India
L'Unità
Finmeccanica indagata con l'ipotesi di corruzione internazionale e istigazione alla corruzione. L'inchiesta approdata all'inizio dell'estate a Busto Arsizio coinvolge ora anche l'azienda e non più solo il suo amministratore delegato, Giuseppe Orsi, già ...

 

Finmeccanica: avviso di garanzia per elicotteri India
Dedalo News
Finmeccanica e AgustaWestland hanno dichiarato «dichiarano la propria completa estraneità rispetto alle ipotesi di reato oggetto dell'indagine» sulla vendita di dodici elicotteri AW101 all'India. È la risposta diffusa questa sera dalle due società in ...

 

L'inchiesta è stata spostata da Napoli per competenza territoriale
TGCOM
20:45 - La società Finmeccanica è stata iscritta come persona giuridica nel registro degli indagati della Procura di Busto Arsizio in base alla legge 231 del 2001 che impone alle aziende dei modelli organizzativi per prevenire gli illeciti. Alla ...

 

FINMECCANICA NELLA BUFERA. L'IPOTESI DEI MAGISTRATI - La7
TG LA7: 41 milioni a funzionari compiacenti per ottenere dal governo indiano un appalto ...

 

SINDACO E ASSESSORE
Affari Sul Web
FINMECCANICA E LEGA, 1/3 Rai FINMECCANICA E LEGA, INDAGATO AD ORSI Il presidente e a.d. di Finmeccanica Giuseppe Orsi è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulle... FINMECCANICA E LEGA ...

 

Filobus in cambio di tangenti: indagato Riccardo Mancini (Eur spa)
Libero News
L'indagine è uno stralcio dell'inchiesta su Finmeccanica, Enav e Selex e ha preso spunto dalle rivelazioni del commercialista Marco Iannilli, già coinvolto nel troncone principale della vicenda giudiziaria. Una vicenda complessa legata a presunte ...

 

 

Il contributo Sistri si paga
Polimerica.it
Nel frattempo, il ministero ha sospeso gli effetti del contratto stipulato con la Selex, società del gruppo Finmeccanica. Si stima che i contributi già versati in questi anni dalle 300mila imprese interessate dal sistema di tracciamento elettronico dei

 

Caso Finmeccanica, Gotti Tedeschi; "False consulenze alla moglie ...
La Stampa
Collabora davvero il professore Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior, la Banca Vaticana. Sono ricchi di particolari e conferme i verbali delle sue dichiarazioni raccolte dai magistrati di Napoli e Roma ora trasmesse anche alla Procura di ...

 

TG La7 - video - 05/09/2012 : FINMECCANICA: LO SCANDALO ...
TG LA7: Secondo rivelazioni del banchiere Gotti Tedeschi, l'ad Orsi avrebbe affidato ...

 

Il Fatto Quotidiano
... consulenze della ex moglie (“Giuseppe Orsi, amministratore delegato e presidente Finmeccanica, mi disse di avere risolto e messo a posto alcuni problemi che aveva la moglie di Grilli attraverso l'affidamento, da parte di Finmeccanica, di consulenze ...

 

 

FINMECCANICA, GUARGUAGLINI: "TANGENTI A TUTTI E PER ...
L'ex capo dell'industria italiana, braccato dall'inchiesta sugli appalti Enav della ...

Terremoto News: Il Fatto: “I segreti di Finmeccanica. Tangenti su ...
Articoli e News relative a Il Fatto: “I segreti di Finmeccanica. Tangenti su tutto”. Poi ancora Trattativa su IlTerremoto.com ..

Video | Finmeccanica: Guarguaglini intervistato dal Fatto Quotidiano ...
adesso torna a parlare di Finmeccanica é Pierfrancesco ugual Bellini al vertice l' ex ...

 

I Pm: da Finmeccanica contratti di consulenza all'ex moglie di Grilli
Il Sole 24 Ore
Gli inquirenti, dunque, stanno verificando il numero, l'oggetto, il tenore delle consulenze e l'effettiva realizzazione delle prestazioni indicate nei contratti. Non solo: si tratta di capire da quali società del gruppo Finmeccanica provengono questi ...

 

Finmeccanica - Gotti Tedeschi: false consulenze alla moglie del ...
Firenze.OggiNotizie.it
L'inchiesta sui fondi neri di Finmeccanica e sul suo numero uno, Giuseppe Orsi, continua e si arricchisce di nuovi particolari, fra cui, a quanto sembra, anche la certezza sulla reale collaborazione dell'ex presidente della Banca Vaticana, Ettore Gotti ...

 

Finmeccanica: Orsi smentisce consulenze a moglie Grilli
Dedalo News
Finmeccanica: Orsi smentisce consulenze a moglie Grilli. Poche ore dopo la pubblicazione sul Corriere della Sera di un verbale d'interrogatorio nel quale l'ex banchiere Ettore Gotti Tedeschi diceva ai magistrati napoletani di aver saputo da Giuseppe ...

 

Consulenze Finmeccanica
FinanzaLive
Il quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore ha compiuto un interessante approfondimento sul caso-consulenze di Finmeccanica nei confronti di Lisa Lowenstein, ex moglie del ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Gli inquirenti della procura di ...

 

Finmeccanica, consulenze nel mirino altri accertamenti sul ruolo dell ...
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TG La7 - video - 05/09/2012 : FINMECCANICA: LO SCANDALO ...
TG LA7: Secondo rivelazioni del banchiere Gotti Tedeschi, l'ad Orsi avrebbe affidato contratti sospetti alla moglie del ministro Grilli, ma poi arriva la smentita.

 

 

Super-redditi/ Finmeccanica miniera d'oro. I Paperoni di Stato ...
Volete portare a casa un reddito di almeno un milione e mezzo di euro all'anno? Se siete giovani plurilaureati e masterizzati e avete il curriculum giusto, ...

 

P4, nuove sconfessioni alla tesi dei pm napoletani
Tempi.it
D'altra parte, un fatto analogo è già emerso in passato con il teste Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni istituzionali di Finmeccanica (altra inchiesta portata avanti da Woodcock). Borgogni è stato interrogato due volte dai pm napoletani.

 

Redditi dei manager: alla faccia della crisi
Blogtaormina
Un'inezia, tra l'altro, se paragonato agli oltre 3 milioni dichiarati dall'ad di Enel, Fulvio Conti, e ai 3,6 milioni dell'ex commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi. Cifre a loro volta quasi doppiate dall'allora presidente di Finmeccanica ...

 

Consulenze a Finmeccanica della sua ex moglie, Grilli spieghi ...
Dai verbali dell'interrogatorio all'ex presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, scrive il Corriere della Sera, emerge che Finmeccanica ha pagato l'ex moglie di ...

 

Orsi mi disse: alla moglie di Grilli consulenze false da Finmeccanica
Lo scontro con il Vaticano per le norme antiriciclaggio»

 

Finmeccanica, 'consulenze false alla moglie del ministro Grilli ...
Il ministro dell'Economia del governo Monti, Vittorio Grilli , nel polverone dell' affaire Finemaccanica. La notizia è stata rilanciata dal Corriere della Sera , che ...

 

Economia - Debutta l'elicottero senza pilota di Finmeccanica
Debutto al salone dell'industria della Difesa di Kielce in Polonia per l'elicottero senza pilota di Finmeccanica, realizzato dalla controllata Pzl-Swindnik (acquisita ...

 

Bonferroni (Finmeccanica): “Presi 100mila euro in nero da Isoldi”
Blitz quotidiano
ROMA – L'ex senatore Franco Bonferroni, consigliere di amministrazione di Finmeccanica, sentito come persona informata dei fatti dalla procura di Forlì avrebbe raccontato di aver preso 100mila euro in nero dall'immobiliarista Pierino Isoldi. “Non ...

 

TG La7 - video - 05/09/2012 : FINMECCANICA, GOTTI TEDESCHI: L ...
TG LA7: La rivelazione sarebbe contenuta in un'intercettazione telefonica nell' ambito ...

 

 

 

Caso AgustaWestland: si vede il fumo, ma non l’arrosto

La vendita degli elicotteri AW101 all’India è servita a creare all’estero provviste alle quali attingere per finanziare la Lega Nord e favorire l’ascesa di Giuseppe Orsi alla guida di Finmeccanica? Il trasferimento a Busto Arsizio dell’inchiesta nata dalle dichiarazioni di Lorenzo Borgogni non ha fermato lo stillicidio di notizie. Più che la verità, il bersaglio sembra essere la semestrale che il gruppo pubblicherà domani 31 luglio. L’ultima novità è il parere chiesto dalla stessa Finmeccanica a un avvocato inglese specializzato in casi di corruzione. Segno di sfiducia interna o mossa difensiva? Per cercare di capire quanto arrosto ci sia sotto il fumo, facciamo un passo indietro.

 

Sul "Post Sale Services Agreement" assegnato alla Global Services è difficile esprimersi, ma la vicenda degli elicotteri Westland WG30 sembra meno misteriosa. Per conoscerne l’inizio basta il classico Westland Aircraft since 1915, scritto da Derek James e pubblicato nel 1991 da Putnam. Un tomo di 516 pagine, di cui 18 per il cosiddetto "Super Lynx". L’elicottero nasceva come versione da trasporto del Lynx militare, del quale conservava i motori Rolls-Royce Gem, trasmissione e rotori unite a una nuova fusoliera in grado di ospitare fino a 14 persone.
Il concetto ricorda il primo A139 immaginato da Agusta come derivato dall’A129. In entrambi i casi l’attrattiva era quella di uno sviluppo rapido e a basso costo, unito alla comunanza sempre apprezzata dai clienti. L’A139 non andò molto lontano e la sigla fu poi riutilizzata per l’AW.139. Westland andò invece fino in fondo. Il primo WG30 (poi Westland 30) volò il 10 aprile 1979, fu certificato in Gran Bretagna due anni dopo e in USA nel 1982 (a destra, un esemplare Pan Am). La linea chiuse nel gennaio 1988, dopo il completamento di appena 40 macchine. La concorrenza, i motori Gem e la decisione britannica di mantenere in servizio Puma e Wessex avevano affondato il progetto.

I Westland indiani
In questo contesto ci si rivolse al mercato estero, in particolare all’India, che all’inizio sembrava interessata a una versione da trasporto tattico militare ma preferì poi orientarsi su quella civile a servizio dell’attività petrolifera. La decisione fu presa nel 1986 e l’acquisto fu finanziato nel 1987 dallo stesso Regno Unito nell’ambito di un pacchetto di aiuti per 65 milioni di sterline. Il quantitativo previsto era di 24 macchine della serie 160, ma sembra che ne siano stati consegnati solo 21: tre già sul registro britannico (G-BLKR, BLPR e BLTY, diventati in India VT-EKF, EKE e EKG) più 18 nuovi (da VT-EKH a EKY). La Helicopter Corporation of India (poi Pawan Hans) ne destinò due al trasporto di personalità e 19 alla Commissione Petrolio e Gas Naturale. Il loro servizio fu però breve. Il VT-EKO precipitò a Jammu nel luglio 1988, con sette vittime. Nel febbraio 1989 a Kohima andò perduto il VT-EKR, con tre morti. Quando l’11 dicembre 1989 precipitò il VT-EKQ, l’India mise a terra l’intera flotta. I WG30 finirono immagazzinati a Delhi e Bombai. Pawan Hans passò agli AS.365 Dauphin della concorrente Aérospatiale (oggi Eurocopter).

L’imbarazzo
Da qui si può passare alle pagine inglesi di Wikipedia sul Westland 30 - brevi e neutre, senza segni di manipolazione coperta da opportuni "nickname". I link rimandano al Guardian. Nell’ottobre 2000 il quotidiano scriveva che gli elicotteri avevano passato otto anni sull’aeroporto di Nuova Delhi prima di essere venduti a una società inglese (la AES Aerospace Ltd) per il recupero delle parti ancora utilizzabili. Nel gennaio 2002 il Guardian rivelava però che il contratto non era andato a buon fine, in parte perché la Civil Aviation Authority (CAA) britannica ne aveva cancellato il certificato di omologazione, rendendo i WG30 di fatto inutilizzabili. Così AES si era rifiutata di acquistare gli altri, lasciandoli in India. Fino al 2000, scriveva il giornale, la Westland (ancora tutta di proprietà dell’inglese GKN) pensava di riacquistarli per cinque milioni di sterline per trasformarli in ricambi per la flotta Lynx danese. Ma non se fece nulla. Nel 2002 il National Audit Office, una sorta di Corte dei Conti britannica, stava valutando se aprire un’inchiesta sulla vendita all’India. Ancora nel 2008 un sito internet specializzato offriva in vendita gli ultimi 14 WG30, sia pure a un prezzo poco realistico.

Il riacquisto
Quando AgustaWestland offrì i suoi AW101 all’India, i WG30 erano dunque fonte di imbarazzo in entrambi i paesi. È probabile che in questo quadro il riacquisto sia servito soprattutto a chiudere per sempre una delle pagine meno felici della storia Westland - come, d’altra parte, Finmeccanica aveva già detto a metà maggio su richiesta della CONSOB. «Peraltro - si leggeva nel comunicato -, al fine di migliorare la propria posizione competitiva sul mercato indiano, di rilevante importanza strategica per la società, AgustaWestland UK ha proceduto al riacquisto, da una società appositamente incaricata, di 14 elicotteri usati e dismessi, a seguito di due gravi incidenti, per un valore complessivo di circa 18 milioni di euro, in passato (1987) venduti ad una società del governo indiano.».
Il riacquisto è prassi diffusa, anche per sollevare il cliente dai problemi associati alla demolizione e smaltimento dei mezzi obsoleti. Quando l’Italia acquistò le aerocisterne KC-767, per esempio, Boeing si fece carico dei due DC-9 del 31° Stormo, avviando alla demolizione quello che giaceva danneggiato a Mosca e rivendendo l’altro ad Alitalia quale ausilio didattico per la formazione dei manutentori. Quando l’Aeronautica passò ai C-130J, Lockheed Martin riacquistò i C-130H, per rivenderli poi a Grecia e Brasile. Nell’ambito dell’acquisto dei C-27J, Alenia Aeronautica ha ritirato la flotta italiana di G.222 che dopo diversi anni è poi riuscita a rivendere, previo ammodernamento, all’USAF per l’Afghanistan. In campo civile si riacquistano addirittura gli aerei dei concorrenti. Lo fece la McDonnell Douglas negli anni Ottanta con i Boeing 727 di Alitalia, in procinto di passare all’MD80, lo fa Boeing con gli Airbus e Airbus con i Boeing, assumendosi il rischio di riuscire a ricollocarli o di doverli demolire. Si arriva così al parere chiesto da Finmeccanica - sembra su richiesta dei revisori dei conti esterni - all’avvocato inglese Eoin O’Shea, specializzato in corruzione (foto a sinistra). Perché andare fino a Londra? Innanzi tutto perché il soggetto contraente è AgustaWestland Ltd e la legge da applicare al contratto è quella inglese. Lo aveva già detto, qualche giorno fa, la Cassazione, precisando che i magistrati napoletani avevano formulato il reato di corruzione internazionale «solo in via alternativa e ipotetica». Il particolare non trova posto nei riassunti che accompagnano l’indiscrezione del giorno, che pure dà atto che i revisori Finmeccanica escludono che la consulenza da 6,05 mln alla Global Services Fze costituisca una mediazione sugli AW101: è successiva, è negata da AgustaWestland, è vietata dalla legge indiana.
Quando i giornali riferiscono che i contratti di consulenza e riacquisto non persuadono revisori e sindaci di Finmeccanica, AgustaWestland non solo smentisce le irregolarità ma aggiunge che carte e nomi sono già noti ai magistrati italiani e ribadisce il comunicato del 16 maggio. In questo quadro ciò che viene chiesto a O’Shea sembra essere il classico parere "pro veritate". All’avvocato saranno date le carte (in gran parte inglesi, ma certo comprendenti l’inchiesta amministrativa indiana che in marzo escluse l’esistenza di tangenti) già fornite alla magistratura (italiana) per un esame alla luce dei fatti e del diritto inglese. Potrà dire se Christian Mitchell sia il consulente commerciale storico di Westland da quasi 30 anni (come ha detto l’azienda) o uno sconosciuto (come hanno scritto i giornali).
Tutto a posto, dunque? Non avendo carte giudiziarie o rivelazioni più o meno interessate, non possiamo dirlo. Ma è chiaro che - al contrario di quanto qualcuno lascia intendere - il riacquisto non è, in sé, strano. La stessa limitata prospettiva di riutilizzazione dei WG30 non dimostrerebbe, in teoria, nulla di illecito quando messa in relazione all’importanza della commessa AW101 indiana (ben 560 mln) e alle sue potenziali ricadute in un mercato in espansione e dominato dal proprio concorrente. È probabile che la risposta di O’Shea ai revisori arrivi molto prima di quella della giustizia italiana. Se fosse positiva i media italiani le daranno la stessa rilevanza riservata alle accuse?

 

Il misterioso “banchiere di Dio” che aiuta Finmeccanica

06/07/2012 - Tra i files diffusi da Wikileaks sulla Siria una cartella dedicata a un personaggio indicato con uno pseudonimo. Chi è?

 

di Stefania Carboni

Annunci Google Messaggio Out of the Blue Ma chissenefrefa di taggare, beviti una Bavaria. www.facebook.com/bavaria

I Syria files diffusi da Wikileaks, recitano una commedia di mail e colpe dove lettere e tabulati svelano il rapporto tra Finmeccanica e il regime siriano, anche in piena guerra civile. E tra i nomi indicati sul sito della “gola profonda” di Assange c’è un capitolo dedicato ai rapporti tra Finmeccanica e il “banchiere di Dio”. Nel file allegato al rapporto , sono indicati i conti, come in un preventivo,  con il contratto stipulato con la Swo, il sistema di comunicazione del regime siriano.

LEGGI ANCHE: Le accuse dello Ior a Gotti Tedeschi - Foto

CHI E’ IL BANCHIERE DI DIO? - Il “banchiere” potrebbe essere Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior, perquisito dalla procura partenopea alla ricerca delle carte sull’affaire degli elicotteri venduti da Agusta Westland in India, quando l’attuale presidente della holding di Stato Giuseppe Orsi (indagato per corruzione e riciclaggio) era amministratore delegato della società Finmeccanica. Carte che Orsi avrebbe dato al fidato amico temendo di finire perquisito. Per questo i carabinieri hanno puntato dritti all’ex uomo forte dello Ior. Il filone è stato aperto dalle dichiarazioni dell’ex manager della holding della Difesa, Lorenzo Borgogni, che ha riferito di aver appreso da terze persone il pagamento di una tangente che Orsi avrebbe assicurato ai suoi sponsor per ottenere, così, il nullaosta alla propria nomina al vertice della multinazionale come successore di Pierfrancesco Guarguaglini. Ma Gotti Tedeschi è stato anche presidente del cda della Santander Consumer Bank, filiale italiana dell’istituto spagnolo sotto la guida di Emilio Botin. Solo qualche settimana dopo le perquisizioni, lo stesso Gotti Tedeschi avrebbe fatto le prime ammissioni davanti ai magistrati napoletani su alcuni conti aperti presso il Banco Santander, utilizzati per pagare le mediazioni degli agenti che procuravano appalti alle società di Finmeccanica in India e in Africa.

VATICANO CHIAMA SIRIA. Il collegamento tra fornitore e il regime Bashar al-Assad sarebbe secondo i conti mostrati da Wikileaks lo Ior. E’ un triangolo particolare quello che riemerge dagli ultimi file diffusi. Uno scenario descritto dal quotidiano on line Pubblico.es che dedica oggi un articolo intitolato “I misteriosi vincoli tra Finmeccanica e il banchiere di Dio”. Nella ricerca nel database  di Wikileaks però non figura il cognome di Gotti Tedeschi. C’è solo una pubblicazione diffusa il 5 luglio:

Gotti Tedeschi è entrato nel mirino della procura di Napoli, che ha ordinato una serie di perquisizioni nella sua casa romana e nei suoi uffici a Milano. Un secondo filone, rispetto a quello aperto dalla procura romana, che lo vede coinvolto nell’accusa di riciclaggio di 23 milioni di euro. La decisione di perquisire la casa e gli studi di Gotti Tedeschi sarebbe stata adottata dai pm di Napoli dopo intercettazioni telefoniche sull’utenza di Giuseppe Orsi, sotto inchiesta anche lui dopo le dichiarazioni dell’ex responsabile delle relazioni esterne Lorenzo Borgnogni.

LEGGI ANCHE: “Vuoi le intercettazioni tra Mancino e D’Ambrosio?”

IL FILO CHE UNISCE- Quello che unisce il nome dell’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi a conti e cifre relative su armamenti in Siria è l’amico Giuseppe Orsi, presidente e ad di Finmeccanica. Sono di non pochi giorni fa le rivelazioni del “sistema” emerso dalle intercettazioni telefoniche tra i due. Una delle ipotesi avanzate dai pm è che Gotti Tedeschi essendo amico del presidente e ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi, sia a conoscenza di movimenti poco chiari di denaro da parte della azienda italiana. Sempre secondo Publico tra le mani dei pm ci sarebbero carte che coinvolgono direttamente il “banchiere di Dio” e Finmeccanica. Tra i documenti sequestrati ci sono anche una serie di memorie e dati relativi alla Banca del Vaticano che Gotti Tedeschi ha affidato a due persone, da pubblicare nel caso in cui gli fosse successo qualcosa di brutto.

IL PARADISO FISCALE – Pubblico cita la notizia riportata da vari quotidiani

Sicuramente Gotti temeva per la sua vita e quando le autorità fecero irruzione in casa disse: “Pensai che fossero arrivati per uccidermi”

I sospetti sono che sia Giuseppe Orsi come Gotti Tedeschi siano legati a un eventuale paradiso fiscale di Finmeccanica. Ed è molto probabile che nel caso della vendita di TETRA di Selex in Siria, come mostrato dai Syria Files diffusi oggi da Wikileaks, ci siano stati degli intermediari “speciali”. Carte e movimenti possono garantire l’analisi della procura di Napoli a fine indagine.

 

 

 

Dal 1° gennaio 2013 pubblicità e trasparenza per le consulenze di importo superiore a 1.000 euro

 

Pubblicato in

Normativa nazionale

Data di pubblicazione:

06/07/2012


Nell’ambito delle misure per favorire la crescita produttiva ed imprenditoriale e lo sviluppo della Nazione predisposte dal D.L. 83/2012 emergono quelle relative alla trasparenza della attività dell’amministrazione pubblica e alla conoscibilità dei dati e delle informazioni relative alle decisioni che comportano spesa di danaro pubblico (art. 18).
L’obiettivo finale, si spiega nella relazione illustrativa del decreto , è quello di consentire l’uso dei dati e delle informazioni raccolti per valutare e definire politiche pubbliche, economiche ed industriali mirate su una base di conoscenza oggettiva dei fenomeni.
La valenza precettiva delle disposizioni previste è definita dallo stesso provvedimento laddove si sancisce espressamente che esse costituiscono diretta attuazione dei principi di legalità, buon andamento e imparzialità sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, e ad esse devono conformarsi, entro il 31 dicembre 2012, tutte le pubbliche amministrazioni statali, regionali e locali, i concessionari di servizi pubblici e le società a prevalente partecipazione o controllo pubblico. Le regioni ad autonomia speciale vi si conformano secondo le previsioni dei rispettivi Statuti.
Questa la strategia della trasparenza messa in piedi dal decreto:
a) si impone la pubblicità sulle reti internet della concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e dell'attribuzione dei corrispettivi

e dei compensi a persone, professionisti ed imprese per forniture, servizi, incarichi e consulenze e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’art. 12 L. 241/1990 ad enti pubblici e privati, di importo complessivo superiore a 1.000 euro;
b) nel sito internet dell’ente obbligato devono essere indicati: il nome dell’impresa o altro soggetto beneficiario ed i suoi dati fiscali; l’importo; la norma o il titolo a base dell’attribuzione; l’ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; la modalità seguita per l’individuazione del beneficiario il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonché al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o servizio;
c) i dati suddetti e tutti i dati pubblicati sui siti degli enti obbligati, nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito”, prevista dall’articolo 11, D.Lgs. 150/2009 (decreto Brunetta), devono essere di facile accesso e consultazione per tutti i soggetti potenzialmente interessati, e devono essere riportati in formato elettronico;
d) la mancata pubblicazione dei dati e delle informazioni, configura una violazione di legge e rappresentando elemento ostativo alla erogazioni degli importi stabiliti/dovuti, deve essere rilevate d’ufficio dagli organi dirigenziali e di controllo sotto la propria diretta responsabilità;
e) ancora, l’inottemperanza alla norma è rilevabile dal destinatario della prevista concessione no attribuzione e da chiunque altro vi abbia interesse, anche ai fini del risarcimento del danno da parte dell’amministrazione, mediante azione davanti al tribunale amministrativo regionale.

 

 

Wikileaks apre il capitolo siriano, “mail imbarazzanti per tutti”

    di  Redazione.  Scritto  il  6 lug 2012  

 Mail “imbarazzanti” per la Siria, ma “altrettanto imbarazzanti” per i suoi attuali nemici. Wikileaks si è infilata nel pantano siriano e lo ha fatto ieri a modo suo, pubblicando primi documenti su relazioni intrattenute tra società occidentali e governo siriano.

L’onore dell’esordio è spettato alla società italiana Finmeccanica e in particolare alla sua controllata Selex Elsag. Ieri, Wikileaks ha pubblicato diverse mail relative a un contratto risalente al 2008 per la vendita del sistema di radiocomunicazione Tetra.

Sulla base delle mail diffuse da Wikileaks e rese note in Italia dall’Espresso, sembra che Selex abbia intrattenuto rapporti con la Siria fino ai primi mesi del 2012.

Finmeccanica, da parte sua, ha sottolineato di aver fornito la versione civile del suo sistema “destinato all’impiego da parte di organizzazioni per le emergenze e il soccorso” e di aver contattato le autorità siriane soltanto per il saldo di quanto dovuto.

La rete precisa ancora Finmeccanica “è stata fornita nel pieno rispetto delle regole sull’esportazione di tali tecnologie e completata in tempi antecedenti allo scatenarsi dei conflitti interni al paese. Successivamente all’avvio dei disordini in Siria, e alle relative prese di posizione della comunità internazionale, non è stata più autorizzata – né, pertanto, eseguita – alcuna fornitura”.

Al di là delle vicende della Selex, altri capitoli siriani dovrebbero presto emergere. Secondo la presentazione che ne ha fatto lo stesso Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, nei prossimi due mesi più di due milioni di mail saranno rese pubbliche.

 

 

 

Wikileaks rivela i rapporti milionari fra Finmeccanica e il regime siriano

L'organizzazione di Juliun Assange ha cominciato a mettere in rete parte delle 2,5 milioni di mail fra industrie e politici, tutte collegate alla Siria. Per l'Italia spunta la Selex Sistemi Integrati, che fornisce a Damasco, anche quando la repressione è sotto gli occhi del mondo, tecnologie potenzialmente belliche  

di Nicolò Sapellani | 5 luglio 2012

Wikileaks ha deciso di immettere in rete 2,5 milioni di email, che svelano le comunicazioni fra politici, ministri e industrie, anche occidentali, che hanno intrattenuto rapporti con il regime siriano. Per l’Italia spunta il nome di Finmeccanica, che attraverso la sua controllata Selex Sistemi Integrati, ha venduto a Damasco tecnologie sofisticatissime, tutte potenzialmente utili per fini bellici.

“Il materiale – ha detto in un comunicato Juliane Assange, fondatore di Wikileaks, che al momento si trova nell’ambasciata ecuadoriana di Londra in attesa di sapere se la sua richiesta di asilo verrà accettata o meno – è compromettente per la Siria ma lo è anche per i suoi oppositori. Ci aiuta a non criticare solamente un gruppo o l’altro, ma a comprendere i loro interessi e pensieri. Solo se riusciremo a capire questo conflitto possiamo sperare di risolverlo”.

Finmeccanica, attraverso la Selex, come spiega l’inchiesta dell’Espresso del 12 luglio, ha permesso alla Siria di entrare in possesso sopratutto del sistema di comunicazione Tetra, venduto all’ente controllato dal governo siriano Syrian Wireless Organisation nel 2008 per 40 milioni di euro. Il sistema consiste in una rete di comunicazione senza fili, che attraverso apparecchi fissi o mobili permette di inviare dati multimediali a grande velocità. Questo può essere usato per coordinare le forze di sicurezza sul campo in tempo reale. Permette comunicazioni criptate a prova di intercettazione e collega qualunque tipo di veicolo, elicotteri inclusi. 

Ma il sistema Tetra non è l’unica tecnologia che la Selex passa a Bashar al Assad. Nelle mail rese pubbliche oggi spuntano forniture per apparecchi radio, le 3mila e 484 radio VS3000 da installare nelle auto, 1407 per le motociclette, 60 per la flotta navale, 1602 terminali fissi FC3000 e altri 30 AS3000 per gli elicotteri. E proprio dagli elicotteri spunta il particolare più inquietante.

L’11 ottobre del 2011, le proteste nel paese sono già cominciate, Simone Bonechi, Programme Manager per la Selex invia una mail a Mohammad Shoorbajee, quello che pare un intermediario fra la Selex e Damasco, in cui scrive “come già preannunciato telefonicamente abbiamo riscontrato delle difficoltà inaspettate sulla spedizione di alcuni connettori, che sono prodotti negli Usa. Come sai gli Usa non permettono la spedizione di qualsiasi prodotto elettronico costruito nel loro paese, dobbiamo trovare una soluzione alternativa”. Le soluzioni prospettate da Bonechi sono due: cercare un fornitore non americano o eliminare dalla spedizione quei particolari connettori. In chiusura assicura il presunto mediatore che farà di tutto per “verificare la prima opzione“.

Un’altra e-mail preannuncia l’arrivo degli ingegneri della Selex a Damasco, per istruire all’uso della rete di comunicazione (Tetra). Porta la data del febbraio 2012, quando il dramma del paese, dove si stima vi siano stati 15mila e 800 morti in 16 mesi, era già diventato un caso mondiale. Dalle email emerge che i contatti continuarono fino ai primi mesi di quest’anno, nel pieno della sanguinosa repressione del regime. Si accenna a una visita a Damasco l’11 febbraio di quest’anno di tecnici della società controllata da Finmeccanica, che si dovranno trattenere per una serie di incombenze come addestrare personale o riparare materiale venduto. 

 

 

“Syria Files”, le email con il regime che inchiodano Finmeccanica

I nuovi documenti segreti pubblicati da Wikileaks rivelano che Finmeccanica ha fornito al sanguinario regime di Damasco il sofisticato sistema Tetra, poi consegnato alla polizia di Muadamia e utilizzato durante la repressione in corso. Il colosso italiano si difende: “La tecnologia era solo per uso civile”. Ma alcune email risalgono al febbraio 2012, a bagno di sangue ormai cominciato.

SOCIAL:

Wikileaks colpisce ancora. E lo fa avviando la pubblicazione sul proprio sito internet di due milioni di messaggi di posta elettronica provenienti da account siriani, che coprono il periodo dal 2006 al 2012. Documenti riservati forniti preventivamente ai diversi partner europei e non, fra cui l’italiano L’Espresso. Una mole impressionante di materiale in cui, a scandagliarlo (Wikileaks ha predisposto uno strumento di ricerca multilingue per navigarvi), c’è praticamente di tutto: dalla corrispondenza intima fra i leader ai trasferimenti finanziari, da ordini commerciali a comunicazioni di altro tipo, generate dagli account di persone e di uffici di un certo rilievo. In tutto quasi 2 milioni e 500 messaggi, per oltre 650 mila indirizzi di mittenti riconoscibili, che hanno spedito a più di un milione di destinatari. 400 mila sono in arabo, 68 mila in russo, per un totale di dati di circa 100 volte quello del Cablegate, lo “scoop” che ha fatto infuriare gli americani portando alla luce migliaia di segretissimi cables provenienti dal Dipartimento di Stato USA e dalle ambasciate a stelle e strisce di tutto il mondo. Insomma, una rete di comunicazione estesa che ha al suo centro il governo sanguinario di Bashar al Assad. E fra le centinaia di migliaia di “Syria Files”, spunta anche un carteggio con Finmeccanica il cui coinvolgimento alla voce “forniture” non lascia spazio a dubbi: numerose le email che viaggiano tra il regime di Damasco, il colosso italiano e la sua controllata Selex, senza che l’azienda si ponga, almeno all’apparenza, alcun problema. Tra le liste classificate, ecco un filone relativo alla fornitura di radio alla polizia di Muadamia, un sobborgo della capitale: un contributo, questo, documentato a partire da maggio 2009 fin dentro il 2012, a ridosso dei giorni della repressione, nonostante le prese di posizione del governo di Roma, dell’alleanza internazionale di cui fa parte il nostro paese e degli inviti dell’ONU a rompere ogni sostegno e partnership commerciale. Un’altra email preannuncia l’arrivo degli ingegneri della Selex a Damasco, per istruire all’uso del sofisticato sistema di comunicazione Tetra, da impiegare anche sugli elicotteri: porta la data del febbraio 2012, quando il bagno di sangue ordinato dal presidente al Assad era già diventato un caso mondiale. Contatti intensi e continui, che rivelano il coinvolgimento nell’affare da 40 milioni di euro anche della società greca Intracom-Telecom. Prova a difendersi, Finmeccanica, attraverso una nota battuta dall’Ansa ieri sera alle 21:21: il sistema Tetra, fornito da Selex Elsag alla Siria nel 2008, “era destinato all'impiego da parte di organizzazioni per le emergenze e il soccorso (public safety). “La tecnologia fornita – spiega ancora l’azienda – è stata concepita appunto con questa finalità, ossia per un uso esclusivamente civile e non militare. Qualsiasi altro utilizzo che ne sia stato fatto è fuori dal controllo di Selex Elsag”.

 

 

Siria: Wikileaks, da Finmeccanica tecnologia per repressione

14:48 05 LUG 2012

(AGI) - Roma, 5 lug. - "Documenti imbarazzanti per il regime di Damasco, ma anche per i suoi oppositori": cosi' la portavoce di Wikileaks, Sarah Harrison, ha definito i 'Siria-file', la nuova ondata di documenti (2,5 milioni di e-mail) che l'organizzazione di Julian Assange si dice pronta a pubblicare. Un primo blocco di materiale getta nuova luce sui gia' noti legami commerciali tra il regime e Selex Elsag, societa' controllata da Finmeccanica. In particolare si tratta di mail tra le societa' siriane legate al regime e i dirigenti della Selex che nel 2008 aveva firmato un contratto da 40 milioni di euro con la Syrian Wireless Organization (Swo) per migliorare, insieme alla multinazionale Intracom Telecom (capitale greco-russo) il sistema di comunicazione Tetra, utilizzato in tutto il mondo con fini militari e di sicurezza. Dalle e-mail emerge che i contatti continuarono fino ai primi mesi di quest'anno, nel pieno della sanguinosa repressione del regime: in una mail del 2 febbraio 2012, con oggetto "Selex replica a richieste urgenti", si accenna a una visita a Damasco l'11 febbraio di quest'anno di tecnici della societa' controllata da Finmeccanica che si dovranno trattenere per una serie di incombenze come addestrare personale o riparare materiale venduto. Per Wikileaks, i nuovi file rivelano "come l'Occidente e le grandi aziende occidentali dicano una cosa e ne facciano un'altra". .

 

 

Moncada, il burattinaio tra affari e servizi segreti

Nell'inchiesta napoletana su Finmeccanica, concorso in corruzione internazionale e riciclaggio, è emerso il ruolo del potentissimo manager. [Checchino Antonini]


Checchino Antonini

giovedì 5 luglio 2012 14:52

di Checchino Antonini

Nell'inchiesta napoletana su Finmeccanica, concorso in corruzione internazionale e riciclaggio, è emerso il ruolo del potentissimo manager Moncada. L'ex presidente dello Ior intercettato dice che lui sarebbe il grande burattiniao, non un massoncello qualsiasi.

Questa è l'ipotesi: Ignazio Moncada, un "grande burattinaio", un manovratore, un big. Finito nell'ambito dell'inchiesta napoletana di Finmeccanica per essere stato al centro di un colloquio intercettato in un ristorante romano. A tavola, il presidente di Finmeccanica Giusepper Orsi, indagato, e l'ex presidente dello Ior Gotti Tedeschi. Quest'ultimo dice a Orsi di aver visto poco prima Moncada e che lui avrebbe garantito appoggio al presidente di Finmeccanica. Del resto Moncada, ex agente segreto, nato nel 1949 e cresciuto nella Torino dei grandi affari, solidificato all'ombra del garofano craxiano, è diventato uno dei grandi manager che ha più potere di un ministro, capace di amicizie bipolari (da Amato a De Michelis), Giusy La Ganga.

Moncada non è un agente della Cia o un massoncello qualsiasi, dicono i due commensali. Certo è che il presunto burattinaio, presidente della Fata del gruppo Finmeccanica, ha anche molti link dentro i servizi segreti italiani e negli ambienti investigativi sono noti i suoi rapporti con gli ultimi due capi degli 007 militari, l'ammiraglio Branciforte e il generale Santini. Il "gobbo", stando sempre a queste voci investigative, sarebbe in stretti rapporti con il vice-capo di gabinetto di Aise (ex Sismi) da cui dipendono Osint e fonti aperte. E sarebbe anche un ammiratore del generale G. S., uno 007 vicino alla pensione e destinato a diventare capocentro dei servizi segreti italiani a Beirut. Incarico che ha destato molte perplessità e malumori dal momento che il Libano è luogo strategico per seguire l'emergenza siriana, mentre G. S. non ha mai svolto attività operativa e molti leggono questo incarico come una regalia.

C'è da aggiungere che uno dei più stretti collaboratori di Orsi quando questi era in Agusta era l'ex capocentro del Sismi a Praga, mentre il "Gobbo" Moncada, molti anni fa, era lui stesso un agente segreto del Sid, come allora si chiamava lo spionaggio militare, quando il generale Gianadelio Maletti, capo dell' ufficio D del controspionaggio militare mise su una squadra di giovani funzionari e informatori col compito di controllare la sicurezza nazionale e della Nato nelle aziende che avevano rapporti con l'Est e con l' Urss. La Fata, infatti, si occupa di macchinari per fonderie e impianti per la lavorazione dell' alluminio e allora guardava parecchio a Oriente.

Sempre chiacchierato, ma mai un incidente di percorso. Unico problema nel 1994, quando si parò dei suoi legami con Michele Finocchi personaggio chiave dello scandalo del "Sisde deviato". Finocchi fu arrestato dopo una lunga latitanza in Svizzera: forse anche grazie all'aiuto di Moncada. Ma l'ipotesi finì nel nulla. Dalla Prima alla Seconda Repubblica il transito di Moncada è indolore. Si consolida la sua fama di pontiere, di procacciatore d'affari. Fino a questa inchiesta sull'affare della vendita di 12 elicotteri al governo indiano da parte di Agusta Westland, la società di cui è stato amministratore Orsi, oggi al vertice di Finmeccanica. Nell'affare sarebbe stata riconosciuta, a titolo di intermediazione, una somma che, da 41 milioni di euro iniziali, è lievitata fino alla cifra definitiva di 51 milioni. Un aumento di dieci milioni che si sarebbe reso necessario non solo per garantire il compenso pattuito con il mediatore col doppio passaporto, Guido Ralph Haschke, ma soprattutto per soddisfare le richieste, stavolta di tangenti, di un altro intermediario che avrebbe "girato" a politici della Lega parte del suo maxi onorario.

Ecco il colloquio avvenuto il 23 maggio:
Tedeschi: "Oggi sei l'unica persona che può stare lì! E loro lo sanno. Lo conosco da molti anni ed ho un'opinione precisa di Moncada. Prima, gli ho detto quello che penso e poi gli ho detto cosa pensi tu! Lui ha un'enorme stima di te, lui dice: Orsi è la persona giusta! Che va difesa e va supportata. Quindi sappi che Moncada.m'ha persino detto con quali persone ieri si è discusso il caso Orsi, e tutti, anche persone importantissime, hanno detto Orsi è una persona che va difesa e va supportata! Sappilo...
Adesso per quanto tempo, se è per mille anni o per preparare una.. un qualcosa questo nessuno lo può sapere, però oggi sei l'unica persona che può stare lì! E loro lo sanno. Intanto io scherzando gli ho detto ma gli togli la presidenza, beh se viene tolta la presidenza faccio io il presidente! Non togliamo un cazzo resta amministratore delegato e presidente!".

Orsi: "a che ora hai visto tu il gobbo? (Moncada, ndr) .Pansa (direttore generale di Finmeccanica ndr) ha preso una sberla bestiale!".

(T): "Tu hai detto.secondo te era pro-Pansa?".

(o): "Assolutamente! Lui ha sempre.."

(T): "Ma chi te l'ha detto?".

(o): "Ha sempre cincischiato con Pansa, sempre nel suo ufficio! E sempre.Pansa dice che lui c'ha tutto il supporto di Moncada..Moncada in qualche modo è parte di una lo.(loggia) di una.".

(T): "No!".

(o): "Dai Moncada è un..un cagnolino? Sì dai".

(T): "No, molto di più". (...) "Non semplificarlo come un agente della Cia o un massoncello qualsiasi..".

(o): "No un massoncello eh".

(T): "No, questo no..stai semplificando". (o): "Ah ok". (T): "No no! è..veramente un grande burattinaio!. (.) "Lo conosco da 15 anni forse..diciamo 12 13 anni.. lo conoscevo dal '99-2000, se io ti di..uno come me, rigoroso come sono, moralista anche un po', ti dico che con me è stato sempre di una lealtà, non mi ha mai mentito, non mi ha mai chiesto niente in cambio e poteva chiederlo mille volte! E' stato sempre di una lealtà di una onestà intellettuale assoluta! Per cui io guardo i risultati e non mi ha mai mentito, mai mentito! Certo fa i suoi giochi, i suoi giochi grossi, li farà anche lui, e tieni conto che lui sta nel gruppo Finmeccnica non fa un cazzo, aspe' non fa un cazzo, non ha mai fatto niente.".

 

 

Finmeccanica, appalti Enav: chiesto rinvio a giudizio per Marina Grossi

Ieri la Cassazione ha scritto che è stata provata "l'esistenza di una sistematica attività di corruzione di pubblici ufficiali". Ipotizzate mazzette per assicurarsi commesse senza gara

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 4 luglio 2012

Marina Grossi, l’ex ad di Selex e moglie dell’ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, potrebbe essere rinviata a giudizio. Lo ha chiesto la Procura di Roma e la stessa richiesta è stata inoltrata anche per altre cinque persone. Tutte sono coinvolte nel filone di inchiesta sulle presunte irrogolarità legate agli appalti Enav: quello relativo alla corruzione di un membro del cda Enav, Ilario Floresta.

I pm Paolo Ielo e Giovanni Bombardieri hanno sollecitato il processo, oltre che per Grossi e Floresta, anche per Tommaso Di Lernia, titolare della Print Sistem, Marco Iannilli, commercialista, Lorenzo Cola, ex consulente esterno di Finmeccanica e titolare della Arc Trade, e Manlio Fiore, ex direttore commerciale di Selex. Le indagini si concentrano sui versamenti a Floresta, espressione del Pdl all’interno del Cda Enav, per assicurare a Selex Sistemi Integrati, senza gara, l’appalto per la realizzazione del sistema Ads-B, che consente il monitoraggio continuo degli aerei in volo. A tutti gli imputati, per fatti avvenuti tra il 2009 e il 2010, è contestato il concorso in corruzione.

Per l’accusa Iannilli, d’intesa con Cola, il quale avrebbe agito di concerto con Grossi e Fiore, avrebbe promesso a Floresta 15mila euro al mese (una sola tranche versata da Di Lernia) su conti intestati a Floresta in Egitto e attraverso società cipriote riconducibili allo stesso Di Lernia. Non solo, Iannilli avrebbe dato al membro del Cda 299mila euro per l’acquisto di una sua casa, della quale voleva liberarsi, a El Gouna (Hurghada), in Egitto, e promesso di assegnare una commessa relativa all’Ads-B a una società alla quale era legato suo figlio. Per Marina Grossi è la seconda richiesta di rinvio a giudizio fatta dalla procura di Roma dopo quella per un giro di false fatture per operazioni inesistenti.

Intanto ieri la Cassazione ha messo nero su bianco che nella vicenda degli appalti dell’Enav è stata provata “l’esistenza di una sistematica attività di corruzione di pubblici ufficiali diretta a favorire la società Selex nell’assegnazione e nella gestione degli appalti dell’Enav”. Questo è quanto scritto dalla suprema Corte per spiegare l’inammissibilità il ricorso di Floresta, ex parlamentare di Forza Italia e componente del Cda dell’Enav. Al politico infatti il Tribunale di Roma, il 21 febbraio scorso, ha disposto il sequestro preventivo sulle somme esistenti sui rapporti finanziari accesi presso la Banca di credito cooperativo di San Marco di Calatabiano, nello specifico sui beni immobili indicati fino alla concorrenza di 250mila euro.

Secondo le dichiarazioni di Tommaso Di Lernia e Marco Iannilli, subappaltatori di Enav e Selex Sistemi integrati, Floresta avrebbe ricevuto una cifra pari proprio a 250mila euro per acquistare un immobile in Egitto. Il forzista, coinvolto in indagini per gli appalti nel settore dell’aviazione, avrebbe messo in atto delle sovrafatturazioni che sarebbero servite, scrive la Cassazione, per “creare fondi neri solo in parte impiegati per illeciti finanziamenti a partiti e/o parlamentari”.

L’immobile in Egitto è rimasto di proprietà di Floresta, che ne ha simulato l’intento di un preliminare di compravendita - perché “aveva bisogno immediato di denaro”, spiega la Cassazione – ricevendo 250 mila euro da Marco Iannilli, supappaltatore di Selex e Technosky. Quest’ultimo aveva versato la somma agendo di intesa con Lorenzo Cola. Nel dichiarare “inammissibile” il ricorso di Floresta con tanto di condanna a versare mille euro alla Cassa delle ammende, la Cassazione – nelle motivazioni depositate ieri e relative all’udienza svoltasi il 13 giugno – rileva che si tratta di una “dazione” molto “elevata”, transitata da conti “da e verso l’estero” da parte di “uno dei soggetti interessati a favorire la Selex in favore del Floresta, all’epoca componente di quel consiglio di amministrazione”.

Nel concordare sul fatto che i 250mila euro sono una tangente, i supremi giudici mettono l’accento sulla totale “assenza di qualsivoglia elemento o documentazione atto a giustificare la consegna di quell’importo”. Inoltre la Cassazione non crede che Floresta – come ha tentato di sostenere la sua difesa – “avrebbe avuto una conoscenza limitata delle pratiche curate dal cda Enav, di cui aveva iniziato a fare parte solo dal luglio 2009”. I supremi giudici ricordano poi come l’imprenditore Tommaso Di Lernia – altra fonte dell’inchiesta – con dichiarazioni attendibili, ha riferito di “aver effettuato la consegna al Floresta di 15mila euro, coerentemente con quanto fatto già in precedenza periodicamente in favore dello stesso Floresta e di altri componenti del cda Enav” che, in pratica, si facevano versare dai privati un altro ricco stipendio.

Con questa sentenza è stata convalidata l’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma lo scorso 21 febbraio. Nella stessa udienza del 13 giugno, la Cassazione – con la sentenza 25651 – ha dichiarato inammissibile il ricorso con il quale l’ex presidente dell’Enav Bruno Nieddu chiedeva il dissequestro di 200mila euro prendendo atto della decisione dei suoi difensori di ritirare il ricorso. Per il filone della corruzione negli appalti Enav, la Procura di Roma ha comunicato la chiusura delle indagini lo scorso 16 aprile. 

 

 

'affaire finmeccanica

Grilli, sospetto dei pm: raccomandò l'ex moglie?

 

  • 04/07/2012

 

I magistrati napoletani Vincenzo Piscitelli, Francesco Curcio e Henry John Woodcock, che stanno conducendo l'indagine sul "sistema nella gestione" di Finmeccanica interrogando l'attuale direttore generale Alessandro Pansa e il suo predecessore Giorgio Zappa a proposito delle consulenze dell'industria, si sarebbero imbattuti nell'inaspettato: una richiesta di raccomandazione che l’attuale viceministro all’Economia Vittorio Grilli avrebbe avanzato a vantaggio della società della sua ex moglie. La voce è stata riportata da Guido Ruotolo sulla Stampa del 3 luglio, ed è confermata dall’ex presidente dello Ior Gotti Tedeschi, che però ha precisato ai pm di non conoscere i particolari della vicenda.

Tremonti interrogato - Oggi, 4 luglio, gli stessi magistrati hanno interrogato l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, già sentito quando era membro del governo Berlusconi. Tremonti è stato ascolato per 4 ore nella caserma dei carabinieri del Noe a Roma insieme all’ad di Fata, Ignazio Moncada. L'attenzione degli inquirenti si è concentrata su appalti ad aziende del gruppo Finmeccanica anche all’estero, alla luce dei nuovi documenti acquisiti nelle recenti perquisizioni, tra cui quelle nell'abitazione dello stesso Moncada e negli uffici Fata.

 

 

I 'Syria Files' di Finmeccanica

I documenti e le mail tra il regime siriano e la Selex, società del gruppo Finmeccanica

(05 luglio 2012)

Il contratto per la fornitura alla Siria di Bashar al-Assad della tecnologia Tetra dell'azienda Selex Elsag (gruppo Finmeccanica) risale al 2008, ben prima che esplodesse la violenza contro i manifestanti che si oppongono al regime, ma le email nel database ottenuto da WikiLeaks dimostrano che forniture, assistenza e addestramento vanno avanti anche quando ormai la Siria è in piena guerra civile. La protesta contro il regime scoppia il 18 marzo 2011, il 22 aprile a Deraa vengono massacrati 72 civili nelle dimostrazioni contro il regime. Nell'ottobre 2011, i siriani chiedono a Selex degli accessori per gli elicotteri ('choppers'). L'azienda italiana ha problemi nella fornitura perché dovrebbe ricorrere a tecnologia americana e le sanzioni Usa contro la Siria impediscono la spedizione di quel materiale




Nel maggio 2011, i siriani sono interessati a un'espansione del progetto Tetra del 25%



Il 25 luglio 2011 la Selex Elsag fa sapere ai siriani che l'estensione del 25% del contratto può essere parte della discussione con la Syrian Wireless Organisation, l'ente del regime che è l'utente finale della tecnologia Tetra.

 

 

 

GUERRA

Finmeccanica, affari in Siria

Tecnologia al servizio di Assad.

Bashar al Assad.

Bashar al Assad.

 

Tecnologia avanzata italiana al servizio del sanguinario regime siriano.
Nel database di oltre due milioni di mail compromettenti che Wikileaks si è detta pronta a pubblicare il 5 luglio, c'è anche il nome di Finmeccanica.
L'organizzazione fondata da Julian Assange è in possesso di cosiddetti «Siria-files», cioè colloqui tra politici, ministri e società (anche occidentali) legati al potere di Bashar al Assad.
Fra questi, c'è il contratto per la fornitura alla Siria della tecnologia Tetra dell'azienda Selex Elsag (gruppo Finmeccanica).
Esso risale al 2008, prima che cominciasse l'ondata di violenze, ma le mail dimostrano che le forniture, assistenza e addestramento sono andati avanti anche nel mezzo della guerra civile siriana.
ACCESSORI PER ELICOTTERI. La protesta contro il regime è scoppiata il 18 marzo 2011 e nell'ottobre dello stesso anno i siriani hanno chiesto a Selex degli accessori per gli elicotteri. L'azienda italiana ha avuto problemi nella fornitura perché avrebbe dovuto ricorrere a tecnologia americana e le sanzioni Usa contro la Siria hanno impedito la spedizione di quel materiale.
SPEDIZIONI DALLA SELEX IN SIRIA. Dalle centinaia di migliaia di mail, sono emersi i rapporti commerciali tra Selex e l'ente del regime Syrian Wireless Organisation. Come rivelato da L'Espresso, una mail interna dei siriani lascia capire come componenti del sistema fornito dalla Selex siano stati ordinati per essere spediti alla polizia di Muadamia, un sobborgo di Damasco, proprio a ridosso dei giorni in cui era teatro di violenti scontri.
Un'altra mail ha preannunciato l'arrivo degli ingegneri della Selex a Damasco, per istruire all'uso della rete di comunicazione da impiegare anche sugli elicotteri: la data è febbraio 2012, quando ormai le violenze nel Paese erano ai massimi livelli.
FINMECCANICA: «SISTEMA FORNITO NEL 2008». È difficile credere che i vertici italiani di Selex e Finmeccanica non fossero consapevoli che i loro prodotti sarebbero finiti nelle mani del regime di Assad.
Con una nota però Finmeccanica ha voluto chiarire la sua posizione. «Il sistema Tetra, fornito da Selex Elsag alla Siria nel 2008, era destinato all'impiego da parte di organizzazioni per le emergenze e il soccorso ('public safety')», si legge nella nota «La tecnologia Tetra fornita è stata concepita appunto con questa finalità, ossia per un uso esclusivamente civile e non militare. Qualsiasi altro utilizzo che ne sia stato fatto è fuori dal controllo di Selex Elsag».
NESSUNA FORNITURA DOPO I DISORDINI. Finmeccanica ha rimandato al mittente ogni accusa di complicità. «La rete è stata fornita nel pieno rispetto delle regole sull'esportazione di tali tecnologie e completata in tempi antecedenti allo scatenarsi dei conflitti interni al Paese. Successivamente all'avvio dei disordini in Siria, e alle relative prese di posizione della comunità internazionale, non è stata più autorizzata, né, pertanto, eseguita, alcuna fornitura. Ogni successivo rapporto con il cliente siriano è stato unicamente finalizzato al recupero di crediti, che ammontano tutt'ora ad alcuni milioni di euro».

Il sistema Tetra può avere un uso militare

Finmeccanica ha quindi venduto alla Siria uno dei suoi prodotti leader: il sistema Tetra, una rete per le comunicazioni che permette conversazioni e trasmissione di dati. Non si tratta di un apparato dichiaratamente militare, ma può diventarlo: esso consente anche comunicazioni criptate a prova di intercettazione e collega qualunque veicolo, compresi gli elicotteri.
L'esportazione deve essere autorizzata dal governo italiano. Il contratto con la Siria vale 40 milioni e risale al 2008, quando i rapporti fra Roma e Damasco erano ottimi.
ACCORDO CON UNA SOCIETÀ GRECA. L'accordo venne siglato con una società greca, la Intracom-Telecom, e prevedeva la fornitura di Tetra alla Syrian Wireless Organisation, l'ente del governo siriano.
Selex e la greca Intracom hanno venduto Tetra alla Syrian Wireless Organisation attraverso la branca siriana della ditta di Atene: la Intracom Siria. Proprio da questa azienda è stato inviato un ordine per 500 radio mobili VS3000 della Selex, come confermato da un messaggio in data 7 maggio 2011.
«La decisione finale delle autorità italiane è stata rinviata a fine giugno», recita un'altra mail. Una volta che alcuni componenti da riparare sono stati spediti negli stabilimenti di Firenze, i siriani ne hanno cancellato la memoria «per ragioni di sicurezza». Contenevano forse dati compromettenti?
Per l'assistenza tecnica, invece, i greci indirizzavano Damasco sull'Italia: «È meglio chiedere al venditore (Selex) perchè qui non abbiamo la necessaria esperienza con la tecnologia Selex».

Riparazioni e addestramento, evitando le sanzioni

 

Tanto che alcune componenti sono del sistema di telecomunicazione sono state inviate a Firenze per essere riparate. E come testimoniato dalla mail pubblicata da Lettera43.it, gli italiani si sono trovati di fronte a delle complicazioni. In un messaggio risalente al 2011 il referente di Finmeccanica in Siria ha annunciato che il cliente si stava innervosendo perché i cavi non erano ancora stati riparati. A quel punto gli italiano hanno risposto di avere un problema con qualche componente elettronica di produzione statunitense. L'uomo di Finmeccanica ha fatto esplicito riferimento al fatto che gli Usa hanno imposto il divieto di vendita e che quindi per riparare il danno, è necessario trovare un prodotto sostitutivo fabbricato altrove. Un modo, insomma, per aggirare le sanzioni americane alla Siria.
INGEGNERI SELEX A DAMASCO. Infine, come spiegato da L'Espresso, un messaggio del 2 febbraio 2012 ha annunciato l'arrivo a Damasco degli ingegneri della Selex per istruire i tecnici della Intracom Syria sull'uso di varie componenti della tecnologia Tetra, tra i cui i terminali degli elicotteri.
Nel corso della repressione, i mitragliamenti dal cielo contro i ribelli e la popolazione in Siria hanno provocato molti dei 16 mila morti totali degli ultimi 16 mesi.

Giovedì, 05 Luglio 2012

 

 

Finmeccanica, sentito Tremonti

di Simone Di MeoCronologia articolo05 luglio 2012

 

NAPOLI - Sono indicati come gli «sponsor» di Giuseppe Orsi, il gran capo di Finmeccanica indagato a Napoli per corruzione internazionale e riciclaggio. Ed entrambi - Giulio Tremonti e Ignazio Moncada – si sono ritrovati davanti ai pm che indagano sui fondi esteri della holding di Stato.

La convocazione, in qualità di testimoni, dell'ex ministro dell'Economia e dell'amministratore delegato di «Fata», società del Gruppo di piazza Monte Grappa, è arrivata il giorno dopo la perquisizione negli uffici torinesi di quest'ultimo. Sia a Tremonti che a Moncada sono state rivolte domande relative ai rapporti tra Finmeccanica e personaggi noti dell'economia e della politica, alcuni dei quali sarebbero emersi in precedenti filoni d'inchiesta condotti sempre dalla Procura di Napoli. La nuova pista battuta dai magistrati (titolari del fascicolo, i pm Curcio, Woodcock e Piscitelli, procuratore aggiunto Greco) riguarda la presunta costituzione, all'estero, di fondi neri ottenuti attraverso fatture gonfiate e consulenze fantasma. Soldi che, secondo la ricostruzione della Procura, potrebbero essere stati utilizzati addirittura per corrompere leader politici e agevolare promozioni e avvicendamenti all'interno della multinazionale della Difesa. È il caso specifico che viene contestato a Orsi dagli inquirenti partenopei, passato dal vertice di Agusta Westland a quello di Finmeccanica – sospettano – grazie al pagamento di una maxi-tangente da 10 milioni di euro, andata in parte alla Lega Nord e probabilmente anche ad altri due partiti.

E, secondo alcune indiscrezioni, proprio del l'inarrestabile ascesa del manager di Piacenza e delle sponde che la politica gli avrebbe offerto, i pm avrebbero chiesto chiarimenti a Tremonti e Moncada. Altro argomento che è stato affrontato nel corso del faccia a faccia sono i contenuti dell'intercettazione del 23 maggio scorso, avvenuta in un ristorante romano dove s'erano dati appuntamento lo stesso Orsi ed Ettore Gotti Tedeschi. «Il sistema è in tuo favore e ti difenderà», aveva assicurato l'ex presidente dello Ior all'amico, aggiungendo di aver incontrato proprio Moncada e di essere stato messo da lui al corrente che della sua posizione si era discusso con «persone importantissime». All'attenzione degli inquirenti partenopei, chiamati a incastrare i tasselli del filone Finmeccanica con quelli provenienti dall'inchiesta che vede coinvolto Valter Lavitola con l'accusa di corruzione internazionale, sarebbe finita anche una presunta raccomandazione che il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, avrebbe rivolto a Finmeccanica per un contratto di consulenza all'ex moglie.

 

 

NAPOLI - Una conversazione «informale», «quasi scherzosa». Ha minimizzato, l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, quando ieri mattina i pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock lo hanno convocato nella caserma del Noe per chiedergli conto della conversazione telefonica intercettata con l’amministratore delegato della Fata, Ignazio Moncada, sentito subito dopo e perquisito due giorni fa.

L’ex ministro aveva chiamato l’importante uomo d’affari sei giorni fa. Per chiedergli notizie sulla situazione del gruppo Finmeccanica, comprese le future nomine e gli equilibri interni al colosso della difesa. E per sapere se i rapporti con il nuovo governo si erano fatti tesi dopo le indagini avviate dalla procura partenopea nello scorso inverno.

In particolare, Tremonti avrebbe chiesto a Moncada se avesse informazioni sul destino di Giuseppe Orsi, divenuto presidente e amministratore delegato di Finmeccanica quando lo stesso Tremonti sedeva al dicastero di via Venti Settembre e ne aveva sponsorizzato la nomina. E ancora, nella corso della telefonata i due avrebbero anche aperto una digressione sull’inchiesta palermitana dedicata alla trattativa tra Stato e mafia e alle polemiche divampate sui giornali. «Misteri» avrebbero detto entrambi, promettendo di vedersi prossimamente di persona. Ma ieri, al momento dell’audizione davanti ai pubblici ministeri, prima Tremonti e poi lo stesso Moncada avrebbero frenato in particolare su questo punto.

Spiegando che quell’allusione era uno scherzo e che non c’è nessuna informazione riservata da scoprire, perché entrambi conoscono la vicenda solo per averla letta sui giornali. Tremonti ha anche aggiunto che il suo rapporto con Moncada è solido da tempo. Un legame ormai amicale, precedente al passaggio dell’economista al vertice del ministero della Finanza, che è il primo azionista del colosso di piazza Montegrappa.

A incuriosire i magistrati, ovviamente, c’era dell’altro. Ad esempio, i riferimenti ad un fantomatico «sistema» che avrebbe potuto garantire la permanenza di Giuseppe Orsi al vertice di Finmeccanica anche se coinvolto in inchieste giudiziarie.

Ne avevano parlato lo stesso Orsi e uno dei suoi amici più fidati, l’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, il 23 maggio scorso, al tavolo di un ristorante romano, mentre una microspia della procura napoletana registrava ogni virgola. In quell’occasione, una decina di giorni dopo l’assemblea che aveva riconfermato Orsi al vertice di Finmeccanica seppure in un’atmosfera di incertezza sulla situazione giudiziaria della holding, Ettore Gotti Tedeschi aveva utilizzato espressioni assai esplicite circa l'esistenza di un gruppo di potere che sarebbe sceso in campo per difendere lo stesso Orsi, che stava attraversando un momento di forte difficoltà per essere finito nel mirino degli inquirenti napoletani.

In particolare, l’ex presidente dello Ior (si sarebbe dimesso il giorno successivo, il 24 maggio) rassicurò Orsi dicendo di aver appreso quelle informazioni nel corso di un colloquio avvenuto poco prima con il manager Ignazio Moncada, che ne aveva discusso con persone di alto rilievo.

«Il sistema è in tuo favore e ti difenderà - aveva detto senza mezzi termini Gotti Tedeschi a Orsi - Adesso per quanto tempo, se è per mille anni o per preparare un qualcosa, questo nessuno lo può sapere; però oggi sei l'unica persona che può stare lì; e loro lo sanno». E ieri, anche ascoltando Ignazio Moncada, i pubblici ministeri hanno cercato di capire quanto c’era di vero nelle parole di Ettore Gotti Tedeschi circa l’esistenza di questo «sistema» di potere che avrebbe potuto assicurare la poltrona di Orsi. Da parte sua, il manager di Fata ha riferito di non sapere granché del presunto «sistema» che avrebbe protetto il presidente di Finmeccanica.

Tuttavia, avrebbe precisato di aver percepito nell’ambiente imprenditoriale e manageriale delle aziende che ruotano intorno al colosso di piazza Montegrappa una fiducia diffusa nell’operato di Giuseppe Orsi, che più volte sarebbe stata confermata anche pubblicamente in occasione di convegni e workshop. Ma sull’esistenza di presunte cupole a difesa delle aziende controllate dal ministero delle Finanze ha detto di non aver mai sentito parlare.

Probabilmente, dopo l’interrogatorio di Gotti Tedeschi dei giorni scorsi, l’unico che potrebbe fornire qualche chiarimento sul presunto «sistema» di protezione potrebbe essere il presunto beneficiario, Giuseppe Orsi. Ma proprio ieri il suo legale, Marinella De Nigris ha fatto sapere che per il momento il manager «non ha intenzione di rendere dichiarazioni ai magistrati».

 

PUNTO 3-Finmeccanica,perquisizioni a Torino per AD Fata su richiesta pm Napoli

martedì 3 luglio 2012 20:06

 

 

(Aggiorna con dettagli da decreto perquisizione)

NAPOLI, 3 luglio (Reuters) - Due perquisizioni sono state condotte oggi a Torino su richiesta della procura napoletana nell'ambito di un'indagine che coinvolge Finmeccanica. Lo riferisce una fonte giudiziaria.

Sono stati perquisiti un locale aziendale e l'abitazione di Ignazio Moncada, AD di Fata, controllata di Finmeccanica.

La procura partenopea indaga su una commessa per 12 elicotteri da parte di AgustaWestland all'India e sui rapporti tra Finmeccanica e società svizzere di consulenza riconducibili a Guido Ralph Haschke. I magistrati napoletani ipotizzano il pagamento di tangenti, anche alla Lega Nord, accusa respinta sia dalla società che dal Carroccio.

La perquisizione odierna è stata disposta dopo un'intercettazione ambientale, che ha registrato una conversazione tra l'ex presidente dello Ior Enrico Gotti Tedeschi e l'Ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi, in cui il primo suggeriva a Orsi di rivolgersi a Moncada come persona influente e sostenendo che "il sistema" lo avrebbe protetto.

Negli estratti dell'intercettazione - riportati nel decreto di perquisizione che Reuters ha potuto visionare - Gotti ha riferito a Orsi di una conversazione che sostiene di avere avuto con Moncada, nella quale quest'ultimo gli avrebbe detto di avere discusso del caso Orsi con persone importantissime e che Orsi andava difeso.

"Il sistema è a tuo favore e ti difenderà", ha detto Gotti a Orsi come riportato nel decreto di perquisizione.

Gli investigatori segnalano inoltre che Gotti Tedeschi parla di Moncada come di "un grandissimo burattinaio".

Moncada non risulta al momento indagato.   Continua...

Napoli - Un’intercettazione ambientale tra il presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, e l'ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, impegnati in un colloquio in un locale romano, hanno spinto i pm della procura di Napoli Vincenzo Piscitelli, Francesco Curcio ed Henry John Woodcock a disporre perquisizioni nella casa e negli uffici a Torino di Ignazio Moncada, amministratore delegato della Fata, società del gruppo Finmeccanica che si occupa di progettare e realizzare impianti industriali. A Palazzo di Giustizia di Napoli sono diversi i fascicoli aperti su Finmeccanica e su cui indagano diversi magistrati. Il filone d’inchiesta sarebbe stavolta quello degli appalti la cui titolarità è della sezione reati contro la Pubblica amministrazione coordinata dal procuratore aggiunto Franco Greco. Lo stralcio dell’intercettazione riguarderebbe delle rassicurazioni fornite a Orsi dall’ex numero uno della banca vaticana proprio sulle indagini in corso. Da fonte qualitificata il VELINO apprende che nel colloquio tra i due in un locale romano, i microfoni della polizia giudiziaria avrebbero captato altri “passaggi” di interesse investigativo che, se collegati alle dichiarazioni rese proprio da Gotti Tedeschi nelle sue dichiarazioni ai pm, potrebbero dare nuovo impulso all'impianto accusatorio della procura di Napoli.   (ilVelino/AGV)

 

 

Finmeccanica, rinviata a settembre udienza preliminare per Marina Grossi

venerdì 22 giugno 2012 14:41

ROMA, 22 giugno (Reuters) - Il gup di Roma ha rinviato a settembre l'udienza preliminare del procedimento che vede coinvolta Marina Grossi, ex amministratore delegato di Selex SI (gruppo Finmeccanica), e altri imputati per una vicenda di false fatturazioni.

Nel corso dell'udienza di oggi, i legali della Selex, sostenuti anche dal pm Paolo Ielo, hanno chiesto di potersi costituire parte civile contro Grossi - accusata di appropriazione indebita ed emissione di fatture false - ma alla richiesta si è opposto l'avvocato della ex AD.

Subito dopo due degli imputati, l'imprenditore Tommaso Di Lernia e l'ex consulente esterno di Finmecannica Lorenzo Cola, hanno chiesto di poter accedere al patteggiamento, in cambio della pena di un anno di carcere.

Il gup ha rinviato dunque l'udienza al 21 settembre.

Il procedimento, nato sulla scia delle inchieste sugli appalti Enav, riguarda una serie di false fatture che per gli inquirenti Selex SI avrebbe emesso per evadere il fisco.

 

 

Warren Buffett mette il turbo alle quotazioni di Finmeccanica. Rumors sull'interesse del miliardario Usa

di Gianni DragoniCronologia articolo16 giugno 2012

Un oracolo per Finmeccanica. Warren Buffett, l'imprenditore americano considerato dalla rivista Forbes il terzo uomo più ricco del mondo nel 2011, ha messo il turbo alle quotazioni di Finmeccanica, il gruppo aerospaziale controllato dal ministero dell'Economia che da oltre due anni è finito in un tunnel del quale non si intravede l'uscita.

Buffett, detto «l'oracolo di Omaha», la città al centro degli Stati Uniti, nel Nebraska, dove è nato nel 1930, in apparenza non ha fatto nulla per Finmeccanica. È bastata la voce di un suo presunto interesse ad acquisire azioni dal Tesoro per far salire le quotazioni, alquanto depresse: il calo è del 68% dal 4 maggio 2011, quando ha preso i poteri l'attuale capoazienda, Giuseppe Orsi.

Mentre a Genova c'era lo sciopero dei metalmeccanici contro il piano industriale di Orsi che prevede la cessione di attività nel civile, Ansaldo Energia potrebbe essere venduta alla tedesca Siemens e si vuole dismettere l'AnsaldoBreda, in Borsa gli scambi si sono moltiplicati, 15,5 milioni di titoli, cinque volte e mezzo la media mensile. Dopo una sospensione per eccesso di rialzo, Finmeccanica ha guadagnato il 7,38% a 2,938 euro.

Non ci sono conferme al presunto interesse di Buffett. Del resto il governo – ha detto ieri il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli – esclude la vendita di quote delle grandi società pubbliche controllate con il 30%, come Finmeccanica, Eni o Enel. Il 30% è il limite di sicurezza che obbligherebbe un eventuale scalatore a un'Offerta pubblica su tutto il capitale. E tutti sanno che vendere a questi prezzi sarebbe una svendita.

Non è realistico pensare che il Tesoro possa cedere pacchetti di Finmeccanica a cordate di fondi come quella che, secondo voci, sarebbe guidata da Buffett. Piuttosto tra gli operatori si ritiene che siano le quotazioni molto basse di Finmeccanica (in Borsa vale 1.600 milioni) a poter attirare investitori, malgrado i conti in profondo rosso (2,34 miliardi di perdita nel bilancio "di pulizia" del 2011, ma neppure quest'anno la gestione va bene), le lotte di potere al vertice, le indagini giudiziarie che incalzano Orsi dopo aver indebolito il predecessore, Piero Guarguaglini. Si è parlato di recente anche di un interesse di Thales.

Attraverso la holding Berkshire Hathaway, Buffett possiede quote in 80 società, industriali, finanziarie, di servizi. Tra queste il 17,5% dell'agenzia di valutazione Moody's, il 12% dell'American Express, l'8,3% della Coca Cola. Buffett controlla la società NetJets, che vende voli privati (aerotaxi) offrendo pacchetti orari ai clienti. NetJets ha appena comprato 425 aerei (Bombardier e Cessna) per 9,6 miliardi di dollari.

In maggio Buffett ha detto che non avrebbe comprato azioni di Facebook perché non sa valutare società di questo tipo. Le quotazioni dopo il collocamento sono state un flop. Nella stessa occasione ha detto che se ci fosse stata un'occasione avrebbe investito volentieri in Europa.

 

 

SISTRI sospeso, la conferma anche dal Ministro Passera

Il SISTRI “sarà sospeso attraverso il prossimo DL sul quale stiamo lavorando”. Lo ha detto il Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, intervenendo all’assemblea di Confartigianato e rassicurando così il presidente dell’Associazione, Giorgio Guerrini. Questi aveva proposto di “destinare ai terremotati i 70 milioni inutilmente versati dalle imprese per il SISTRI, il famoso sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”.

Secondo Guerrini, la semplificazione della burocrazia è “una bandiera agitata non si sa più quante volte; eppure oggi gli oneri amministrativi pesano sulle aziende italiane per 23 miliardi l’anno, pari a 1 punto e mezzo di Pil. Ogni impresa deve dedicare a pratiche e scartoffie 86 giorni l’anno. Soltanto in questa legislatura sono state varate 222 norme fiscali ad alto tasso di complicazione, 1 ogni 6 giorni”. E, inoltre, “parlando di assurdità burocratiche, non si può non citare quello che è diventato ormai un simbolo delle cose da non fare: il SISTRI, il famoso sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”, aggiunge. A giudizio del leader di Confartigianato, il Sistri non va cambiato ma “va eliminato. E va sostituito con un sistema sostenibile, aderente alla realtà, flessibile, semplice e poco costoso. Si può fare, noi abbiamo fatto le nostre proposte concrete: solo così si potranno raggiungere gli obiettivi della tracciabilità dei rifiuti e della tutela dell’ecosistema, che sono anche i nostri obiettivi. 70 milioni di contributi, invece, sono stati finora versati dagli imprenditori per un servizio che non esiste: un fiume di denaro che ha finanziato solo i costi interni di un sistema mai reso operativo. Utilizziamoli, allora, per aiutare le imprese così duramente colpite dal terremoto”, ha concluso.

Subito la conferma dal ministro competente dell’esecutivo Monti. Il Ministro dell’ambiente Corrado Clini ha infatti comunicato di avere proposto al Consiglio dei Ministri (nell’ambito del decreto legge sviluppo, che dovrebbe essere approvato venerdì prossimo) la sospensione del SISTRI, per potere effettuare le verifiche richieste dopo il parere di Digitpa, l’Ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, sulla funzionalità del sistema stesso (leggi anche SISTRI, per Clini meglio la sospensione che la proroga).

Il periodo di sospensione del SISTRI, chiarisce il ministero, sarà necessario per chiarire tutti gli aspetti relativi al SISTRI, “e decidere definitivamente se il sistema funziona, se deve essere modificato o sostituito, entro al più tardi il 30 giugno 2013. Perché in ogni caso è necessario avere a disposizione un sistema efficiente per la tracciabilità dei rifiuti”.

Il SISTRI doveva entrare in piena operatività a partire dal 1° luglio 2012, dopo una serie di rinvii stabiliti a partire dal 2009. “Fermo restando che il Sistri rappresenta uno strumento necessario per la ‘tracciabilità’ dei rifiuti, come richiesto dalle direttive europee e stabilito dalla legge nazionale – spiega il ministero in una nota – a seguito delle difficoltà operative riscontrate nella fase di avvio sperimentale il Ministero dell’ambiente aveva richiesto fin dal maggio scorso alla Digitpa una valutazione sulla funzionalità del sistema”, valutazione trasmessa al ministero solo lo scorso 16 maggio 2012, in prossimità dell’entrata in funzione del SISTRI.

È un’ipocrisia. Le contraddizioni presenti nell’esecutivo mostrano la faccia del ministro Passera che dice di impegnarsi per lo sviluppo, ma poi annuncia un`azione in netta contrapposizione con questo principio. Il sistema SISTRI sarà presto sospeso per decreto legge”, protesta Giovanni Contento, segretario nazionale Uilm. “È bene che si sappia che il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti elaborato dalla società Selex service management del gruppo Finmeccanica per conto del Ministero dell’ambiente sarebbe dovuto entrare in vigore entro il primo luglio 2012. Oggi la virata improvvisa da parte del Governo sulla spinta della lobby del trasporto su gomma che parla di un servizio che fa lievitare i costi della burocrazia, ma che in realtà serviva proprio ad abbattere quei costi una volta andato a regime. Ma, è bene ribadire che il SISTRI soprattutto sarebbe stato utile in particolar modo – osserva Contento – per la lotta alle eco-mafie attraverso la fornitura ad aziende e trasportatori di due sistemi funzionali al software che assicurano la tracciabilità dei rifiuti attraverso chiavette USB per il carico dei dati, nonché scatole nere da montare sulle motrici dei camion adibiti al trasporto”.

La sospensione del sistema ufficializzata questa mattina “renderà difficile ogni tipo di controllo al riguardo. Come sindacato non siamo assolutamente d’accordo con questa scelta ed il nostro pensiero va ai circa duecento assunti della società del gruppo di Finmeccanica che finora hanno lavorato al progetto del sistema in questione che rischiano il posto dal primo del mese prossimo. Poi, c’è da considerare le oltre 325.000 imprese finora iscritte al suddetto sistema, che saranno soggette a vere e proprie condizioni di competitività illegittima. Il Governo lo tenga presente”.

 

 

Sistri, i rifiuti vanno nel cestino

Sospeso il discusso sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, che verrà rimandato alla fine del 2013 dal prossimo decreto sviluppo del governo. Annullato il contratto con Selex. Le imprese smetteranno di pagare i contributi - UPDATE

UPDATE 16:30 - Nel pomeriggio Selex ha inviato una nota alla stampa in cui effettua delle precisazioni sulle notizie in diffusione a mezzo stampa. Abbiamo riportato alcuni estratti del comunicato in calce all'articolo.

Roma - Prorogata all'ultimo giorno del 2013, l'entrata in vigore del Sistri è sempre più lontana. Il sistema per il tracciamento elettronico dei rifiuti non è pronto, almeno secondo la bozza del decreto sviluppo annunciato dal ministero dello Sviluppo economico. Sistri verrà rinviato "al fine di consentire la prosecuzione delle attività necessarie per la verifica del funzionamento del sistema".

A confermarlo è stato lo stesso ministro Corrado Passera, che ha tuttavia gettato più di un'ombra sul futuro del sistema di tracciamento dei rifiuti. "Guerrini - attuale presidente di Confartigianato, ndr - mi aveva detto: una cosa su cui ti misureremo e ti misureranno gli imprenditori è il Sistri. Mi sono convinto che il sistema andasse sospeso e questo succederà attraverso il prossimo decreto cui stiamo lavorando".

Ed è dunque un'ombra mortale che sembra proiettarsi sul Sistri. Con lo stesso decreto sviluppo, il governo annullerà il contratto stipulato tra il ministero dell'Ambiente e Selex Service, l'azienda del gruppo Finmeccanica che ha realizzato il sistema. Le imprese non dovranno più versare - almeno a partire dall'anno 2012 - i contributi legati alla loro presenza nel progetto.

Lo stesso Guerrini ha già ricordato come negli ultimi due anni più di 325mila imprenditori italiani abbiano speso circa 70 milioni di euro per iscriversi al sistema, per acquistare oltre 500mila chiavette USB e 90mila black box. Risultato: il Sistri non è mai partito, e molto probabilmente mai partirà. Chi rimborserà in quel caso le aziende? Si attendono ovviamente novità da parte del governo.

Assolutamente contrario alla sospensione del Sistri è il segretario nazionale dell'Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici (UILM) Giovanni Contento: "è una virata improvvisa da parte del Governo sulla spinta della lobby del trasporto su gomma che parla di un servizio che fa lievitare i costi della burocrazia, ma che in realtà serviva proprio ad abbattere quei costi una volta andato a regime". Per Contento, il sistema di tracciabilità dei rifiuti messo a punto da Selex Service sarebbe stato particolarmente utile per la lotta alle cosiddette eco-mafie. "Il pensiero va ai circa duecento assunti della società del gruppo Finmeccanica che finora hanno lavorato al progetto del sistema in questione, che rischiano il posto dal primo del mese prossimo. E c'è da considerare le oltre 325mila imprese finora iscritte al suddetto sistema, che saranno soggette a vere e proprie condizioni di competitività illegittima. Il governo lo tenga presente".

"È una storia che va definita - ha spiegato il ministro dell'Ambiente Corrado Clini - Ho chiesto la sospensione e non un'altra proroga al Consiglio dei Ministri in attesa di arrivare a verifiche decisive". La decisione per la sospensione è stata dunque presa per effettuare le verifiche richieste dopo il parere del Digitpa. "Il Digitpa - ha aggiunto Clini - ha trasmesso al ministero le sue valutazioni solo lo scorso 16 maggio 2012, alla vigilia dell'entrata in funzione del Sistri prevista dal 1 luglio 2012, dopo una serie di rinvii stabiliti a partire dal 2009". Tra un rinvio e l'altro, l'Italia è ancora senza un sistema avanzato per la tracciabilità elettronica dei rifiuti, richiesto tempo fa dall'Unione Europea.

Nel pomeriggio, Selex ha voluto dire la sua su alcune delle questioni in ballo: "La piattaforma digitale è attiva e funzionante dal 13 gennaio 2010 ed è stata progettata in modo da applicare le normative vigenti al momento della sua introduzione - recita il testo pervenuto a Punto Informatico - (...) Il SISTRI è basato su una piattaforma tecnologica che utilizza le migliori soluzioni presenti sul mercato. I test effettuati, anche con la supervisione di terzi, su un carico di utenti contemporanei di 4 volte superiore a quello contrattualmente definito, non hanno evidenziato anomalie. (...) Lo slittamento dell'entrata in vigore del SISTRI, verificatosi per ben 7 volte, è sempre stato dovuto a fattori esterni alla nostra Società. (...) Rinviare ancora la data del 30 Giugno prossimo o addirittura sospendere l'entrata in vigore del Sistema farebbe perdere al nostro Paese il vantaggio tecnologico finora acquisito rispetto ai partner europei e non sarebbe di certo un aiuto per le Imprese che chiedono oggi soprattutto certezza delle regole e riduzione della burocrazia negli adempimenti".

Mauro Vecchio

 

 

Rifiuti: Selex SeMa, Sistri pronto all'uso, slittamenti non causa nostra

 

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 13 giu - "La piattaforma digitale" del Sistri "e' attiva e funzionante dal 13 gennaio 2010 ed e' stata progettata in modo da applicare le normative vigenti al momento della sua introduzione. E' pertanto pronta per essere utilizzata da tutti gli utenti che, a regime, ridurranno cosi' i loro costi di circa il 70% rispetto all'attuale sistema cartaceo". Lo scrive in una nota Selex Service Management, la societa' di Finmeccanica che ha realizzato per conto del ministero dell'Ambiente il sistema di tracciabilita' dei rifiuti, dopo che ieri i ministri Passera e Clini ne hanno annunciato la sospensione

Il Sistri, che dovrebbe entrare in funzione dal prossimo 1 luglio, "e' basato - scrive ancora l'azienda - su una piattaforma tecnologica che utilizza le migliori soluzioni presenti sul mercato" e lo slittamento della sua entrata in vigore, "verificatosi per ben 7 volte, e' sempre stato dovuto a fattori esterni alla nostra societa'". "Rinviare ancora la data del 30 Giugno prossimo o addirittura sospendere l'entrata in vigore del sistema - conclude la nota di Selex SeMa - farebbe perdere al nostro Paese il vantaggio tecnologico finora acquisito rispetto ai partner europei e non sarebbe di certo un aiuto per le imprese che chiedono oggi soprattutto certezza delle regole e riduzione della burocrazia negli adempimenti".

Com-Zam

 

 

 

 

  • Così è nato il pasticcio del Sistri

Così è nato il pasticcio del Sistri

Parla il titolare della Eldim Francesco Paolo Di Martino

 


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ABRUZZO. Selex, Eldim Security, Abruzzo Engineering. E ancora, Sabatino Stornelli, Francesco Paolo Di Martino, Luigi Pelaggi. Nomi, date, ditte, pagamenti, contratti, appalti che richiamano alla mente l’affaire Sistri.

Quel sistema per il tracciamento informatizzato dei rifiuti tanto voluto dall’ex Ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per combattere le ecomafie. Ma che ha finito solo per creare una gigantesca cappa di mistero. 15 le interrogazioni parlamentari, numerosi i dubbi rimasti ancora in piedi, una serie di inchieste con decine di indagati che non si sono ancora disvelate ma che hanno prodotto una serie di perquisizioni di cui gli organi di stampa hanno pure già dato ampi resoconti.
La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti ha voluto ascoltare Francesco Paolo Di Martino, titolare della ditta Eldim Security che ha partecipato alla commessa milionaria. Di Martino ha parlato delle relazioni tra le ditte che hanno preso parte al progetto; dei rapporti di lavoro, dei contratti, non senza qualche reticenza.


LA NASCITA DEL SISTRI

La storia è vecchia. L’idea di creare un sistema di controllo dei rifiuti è partita dall’ex Ministro per l’Ambiente. Grazie ad un software specializzato, pennini Usb carichi di dati e codici si sarebbe potuto monitorare il percorso seguito dai camion, dal carico rifiuti, allo scarico. Questo doveva essere il progetto.
La posta in gioco era alta, si è parlato di centinaia di milioni di euro. Sin da subito è calato il segreto di Stato. Prestigiacomo ha affidato il compito di terminare il progetto ad un suo fido collaboratore: Luigi Pelaggi. Nessuna gara o qualcosa che vagamente somigli ad una selezione pubblica. Assoluta segretezza sui costi, riservatezza massima.
I lavori sono stati affidati, tramite trattativa privata, a una controllata del gruppo Finmeccanica: la Selex Service Management al cui vertice c’era l’abruzzese Sabatino Stornelli che ha subappaltato poi, l’affidamento di alcuni lavori del progetto Sistri ad Abruzzo Engineering, la società mista controllata dalla Regione Abruzzo, voluta da Ottaviano del Turco e fatta gestire nel suo momento “florido” dal suo braccio destro, Lamberto Quarta. «Una struttura dirigenziale manageriale da far rivoltare i cadaveri nelle tombe», l’ha definita Chiodi anni fa, lanciando un sinistro presagio.
E questo è l’inizio di una storia sempre più ricca di dettagli e misteri. Come quello di alcuni lavoratori di Abruzzo Engineering che sono stati portati a lavorare a Castellamare di Stabia per la realizzazione delle black box e delle chiavette usb che dovevano elaborare il segnale satellitare per il tracciamento dei rifiuti e che hanno poi riferito di aver lavorato solo una minima parte del tempo della trasferta.


PRESENTAZIONI
Francesco Paolo Di Martino è comparso il 30 maggio scorso davanti alla Commissione parlamentare. Si è sottoposto al fuoco di fila di domande degli onorevoli. Il titolare della Eldim è stato ascoltato come persona informata sui fatti. La sua ditta ha collaborato e collabora ancora con la Selex.
Di Martino non sembra teso. Dice che è la sua prima “udienza pubblica”. Non ha mai avuto la possibilità di spiegarsi pubblicamente. Non ha mai ricevuto alcun avviso di garanzia, né è stato mai convocato da alcun magistrato, pur avendo più volte fatto richiesta di essere ascoltato attraverso i suoi legali. Per questo motivo, «è doppiamente grato, al presidente della Commissione, dell'opportunità di chiarire, di fronte alle istituzioni dello Stato, le questioni che lo riguardano». Questa è l’occasione per tacitare le male lingue e le notizie mendaci diffuse a mezzo stampa. Tra i diffamatori c’è a trasmissione Report, colpevole di aver trasmesso, nella puntata del 13 maggio la vicenda del Sistri, di aver fornito dati non veritieri circa gli stipendi che la Eldim ha erogato al personale. E perciò meritevole di una querela. I diffamatori sono seriali e sparsi in tutta Italia se è vero che lo stesso Di Martino ha querelato una serie di giornalisti delle più varie testate dalla più autorevole alla meno influente (come per esempio PrimaDaNoi.it).
Gli è stata offerta la possibilità di conferire in sede segreta, lì in Commissione. Ha rifiutato. E’ sicuro di voler affrontare l’arena, a testa alta. 


IN COMMISSIONE

Al via le presentazioni di rito. Di Martino ha introdotto la sua azienda, il suo giro d’affari. «Sono il legale rappresentante della società Eldim Security Srl, che ha sede a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, in via Regina Margherita, n. 170. La Eldim Security Srl è stata da me costituita nel 1991, quale continuazione di una precedente ditta individuale, nata circa dieci anni prima. La Eldim Security Srl si occupa, dalla data della sua costituzione, del settore della sicurezza elettronica impiantistica: videocontrollo, antintrusione, antincendio e così via». La Eldim Security gli ha aperto porte importanti. Ne è fiero. Ha “servito” personaggi e corpi importanti come la Guardia di Finanza, l'Esercito italiano, molte Asl, comuni e quant'altro.
Poi undici anni fa ha rilevato un' impresa edile, sulle prime con l'intento di fare in casa tutte le opere edili connesse alla realizzazione di quanto, come Eldim Security, poneva in essere. Per esempio, ha realizzato tralicci per telecomunicazioni per conto dei Carabinieri e dell'Esercito italiano. Poi è arrivata la conoscenza con l'impresa Ingeco Srl e l’acquisizione.


LA SELEX

E poi i rapporti con Finmeccanica, ponte per la Selex, controllata del gruppo. Nel 2006 ha avuto la «fortuna ed e l'onore di conoscere l'ingegner Stornelli», allora legale rappresentante della Selex Service Management, attraverso l’ingegner Pasquale Liporace, funzionario di Selex Service Management, suo intimo amico da decenni, ormai scomparso.
Da allora Di Martino ha iniziato il suo rapporto con Selex. Prima piccoli servizi poco gratificanti e importanti: attività di man power, risoluzione di piccoli problemi connessi al mondo della telefonia e delle reti di telecomunicazioni. Poi le grandi soddisfazioni.
Nel 2007 un’ altra occasione. Ha acquisito una società nata dieci anni prima a Pozzuoli che si chiama Wise Spa, e si occupava di produzione software; in particolare, deteneva un prodotto di nicchia; un software, denominato Welcome, che aveva la peculiarità di poter individuare, quali fossero le posizioni nelle quali installare i ripetitori per ottenere la copertura ottimale di quel territorio. Infine, la decisione, sofferta, a giudicare dalle sue parole, di trasferire la Eldim a Roma, in via Zoe Fontana, n. 220 «per ragioni anche ambientali». C’entra la camorra? hanno chiesto in aula. Di Martino: «niente affatto».
Il trasferimento è dovuto al fatto che si stava espandendo come ditta e quindi non voleva esporsi a pressioni. In ambito familiare gli hanno dato questi consiglio.
«Siamo andati via», ha detto, «ora sono residente a Roma e a settembre mia figlia frequenterà il liceo qui. Ho deciso di sospendere, almeno momentaneamente, l'attività edile anche per stanchezza. In questo momento, sono solo 50 i lavoratori che lavorano al Sistri. Sono stati 150 nel periodo massimo, nel quale avevamo circa mezzo milione di token (pennini Usb) da dover programmare». 


«NON SO NIENTE»

Di Martino ha detto di non sapere. Di non conoscere membri del Ministero, come Luigi Pelaggi braccio destro della Prestigiacomo e primo affidatario del progetto Sistri. Ha scherzato: «avrei voluto conoscerlo non so che faccia abbia e non ho assolutamente idea di come sia stato possibile che il mio nome sia stato abbinato al suo. Per certi versi, potrei anche esserne onorato, ma non ho il piacere di conoscerlo». Non sa niente dei rapporti contrattuali tra Selex ed Abruzzo Engineering. Non ha avuto rapporti con Abruzzo Engineering (pur avendo fatto lavorare suoi dipendenti). Non sa nulla della malavita locale campana. Un giornale, Metropolis, di Castellammare di Stabia ha pubblicato un articolo diffamatorio sul suo conto, definendolo anche vicino ad ambienti di camorra. Poi ha smentito, rettificato e chiesto scusa. Il risarcimento post querela che ha chiesto al giornale è stato devoluto a due enti benefici, uno si occupa di tossicodipendenti e l'altro è il fondo delle vittime degli orfani dei Carabinieri caduti durante l'esercizio del loro lavoro. E’ pulito. Non ha carichi pendenti, ha assicurato. «Il mio certificato penale del casellario giudiziale e il mio certificato dei carichi pendenti, sono entrambi negativi». 


SELEX, «QUELLA FORTUNA»

Si entra nel vivo. Di Martino ha ringraziato Selex. E quel ponte di contatto, il suo amico, che ha gettato le basi per un rapporto duraturo con la controllata di Finmeccanica. Non ha mai avuto contrasti né con il precedente amministratore, né con il nuovo. «Al contrario», ha detto, «ritengo di essere ben voluto da tutti nell'entourage di Selex».
La Eldim ha preso parte all’offerta indetta da Selex. Ha cominciato così a collaborare con la controllata di Finmeccanica. L’offerta riguardava l’attività Sistri. Si trattava di caricare dati all'interno delle famose token, che sono delle chiavi Usb, di personalizzare i dispositivi e provvedere a spedirli in tutta Italia presso le Camere di commercio di tutt'Italia, presso gli albi trasportatori, presso le associazioni di categoria e altri soggetti istituzionali, come richiesto da Selex.
Il contratto è partito il primo dicembre 2009, relativo a 175 mila token (Usb). Nel prezzo è compresa la manutenzione degli apparati dal 1 gennaio 2010 fino al 31 dicembre 2014. Poi, è stato firmato un altro contratto che riguarda ulteriori 150 mila token e la relativa manutenzione sempre fino al 31 dicembre 2014. La cifra totale è di 9,45 milioni di euro più 8,1 per 325.000 token e la relativa assistenza fino al 31 dicembre 2014.

Marirosa Barbieri 

 

 

SISTRI pronto: Selex, sospeso per altre cause

SISTRI pronto a partire il 30 giugno per Selex-Finmeccanica, la società che ha realizzato il sistema informatico con una procedura di assegnazione dell'appalto che, tuttavia, è proprio tra le perplessità che hanno portato il Ministero a decidere per la sospensione.

Francesca Vinciarelli - 14 giugno 2012

SISTRI secondo Selex è pronto a partire da gennaio 2010

Sulla sospensione SISTRI è ferma la posizione di Selex SI– Finmeccanica, incaricata nel 2009 di realizzare il sistema di tracciabilità dei rifiuti che però da allora non è mai riuscito a partire.

La responsabilità del flop del SISTRI non sarebbe tutta di Selex, che in un comunicato stampa risponde alle accuse dichiarando che il sistema è pronto dal 2010 e che i motivi della sospensione del SISTRI sono da ricercare altrove.

Peccato che in parte questi problemi riconducano nuovamente a Selex Sistemi Informatici, e in particolare su presunte irregolarità nella procedura di gara per l’assegnazione dell’appalto.

Da precisare infatti che il polverone è stato sollevato in seguito alle dichiarazioni dei ministri Corrado Passera (Sviluppo) e Corrado Clini (Ambiente) sulla sospensione di SISTRI nel Decreto Sviluppo: uno stop definitivo piuttosto di una ennesima proroga (ipotizzata inizialmente al 31 dicembre 2012 e poi al 31 dicembre 2013).

La sospensione SISTRI è conseguente alla relazione di DigitPA, incaricata di verificare il sistema in vista della sua entrata in vigore il 30 giugno: nella valutazione vengono sollevati, tra le altre cose, dubbi proprio su Selex e sulla procedura di incarico, tanto che per prima cosa la sospensione del SISTRI ha avuto come conseguenza anche quella del contratto tra Selex e Ministero dell’Ambiente e dei contributi SISTRI 2012.

SISTRI pronto a partire il 30 giugno

La controllata di Finmeccanica non fa menzione dell’inchiesta ma si è limitata a tirarsi fuori dalle accuse di malfunzionamento: «la piattaforma digitale è attiva e funzionante dal 13 gennaio 2010 ed è stata progettata in modo da applicare le normative vigenti al momento della sua introduzione. È pertanto pronta per essere utilizzata da tutti gli utenti che, a regime, ridurranno così i loro costi di circa il 70% rispetto all’attuale sistema cartaceo».

Selex ribadisce poi che «i test effettuati, anche con la supervisione di terzi, su un carico di utenti contemporanei di 4 volte superiore a quello contrattualmente definito, non hanno evidenziato anomalie».

Nel tempo, continua la Società, SISTRI è stato aggiornato per supportare le modifiche normative introdotte dall’Amministrazione nonché le richieste delle Associazioni di Categoria.

Così come la sospensione, le 7 proroghe SISTRI sono sempre state dovute a fattori esterni a Selex, si legge nel comunicato, che poi aggiunge «le prese di posizione che si leggono su SISTRI, prive spesso di ogni riscontro oggettivo, bloccano la modernizzazione del settore e, quindi, contribuiscono alle difficoltà delle aziende, aumentando le diseconomie per le stesse e per il sistema Paese in generale».

Ritorno al sistema cartaceo?

Selex ha ricordato infine i limiti di un potenziale ritorno al sistema cartaceo per «la gestione e il controllo di un settore tanto delicato per la vita dei cittadini come quello dello smaltimento dei rifiuti speciali (secondo i dati di Legambiente solo nel 2010 sono state sequestrate 2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi gestiti illegalmente; il volume di affari stimato da Legambiente è di 3,3 miliardi di euro nel solo 2010 e 43 miliardi negli ultimi 10 anni). Inoltre l’attuale sistema cartaceo impedisce un’efficace azione di prevenzione, monitoraggio e pianificazione».

Selex si dichiara pertanto contraria a «rinviare ancora la data del 30 giugno prossimo o addirittura sospendere l’entrata in vigore del Sistema» perché «farebbe perdere al nostro Paese il vantaggio tecnologico finora acquisito rispetto ai partner europei e non sarebbe di certo un aiuto per le imprese che chiedono oggi soprattutto certezza delle regole e riduzione della burocrazia negli adempimenti».

 

 

Sistri, indietro tutta

Sospensione a tempo indeterminato per il Sistema di tracciabilità dei rifiuti. In attesa di indagini approfondite anche i pagamenti per il 2012 sono in stand-by

 

Proposta pochi giorni fa dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini ,al Consiglio dei ministri, la sospensione del sistema Sistriallo scopo – si legge nella nota emessa dal ministero -, di effettuare le verifiche sulla sua funzionalità richieste in seguito al parere del Digitpa, l'Ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazionetrasmesse al ministero lo scorso 16 maggio.

 

Ad un passo dal traguardo

Dopo una serie di innumerevoli rinvii iniziati nel 2009, questa volta non ce l'ha fatta per una manciata di giorni: doveva entrare in vigore il primo luglio prossimo.
Le questioni sollevate dalla relazione del Digitpa riguardano sia le procedure seguite da parte del ministero per l’affidamento a Selex-Finmeccanica della progettazione e realizzazione del sistema, sia i suoi costi che il suo funzionamento.
La relazione è ora stata trasmessa all’Avvocatura dello Stato e al Comando del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri per le valutazioni di competenza cui si aggiunge una valutazione interna al ministero richiesta da Clini.

Le verifiche avviate richiedono tempi non compatibili con l’entrata in funzione del Sistri il 1 luglio prossimo – annuncia la nota ministeriale -, per questo il Ministro ha proposto di sospendere gli effetti del contratto stipulato tra il ministero dell’ambiente e la Selex. Contestualmente – prosegue -, il ministro ha proposto di sospendere il pagamento dei contributi da parte delle imprese per l’anno 2012. Il periodo di sospensione - la cui durata massima è fissata al 30 giugno 2013 - sarà necessario a decidere definitivamente se il sistema funziona, se deve essere modificato o sostituito. In ogni caso – chiude la nota -, è necessario avere a disposizione un sistema efficiente per la tracciabilità dei rifiuti”, richiesto dall'Europa e di cui oggi siamo sprovvisti.

La sospensione avverrà con il prossimo decreto legge che stiamo varando", ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ribadendo l'esigenza di individuare “presto soluzioni alternative''.

 

 

 

Lo scambio di armamenti avviene spesso tramite accordi offset

Il ciclo delle armi e Finmeccanica

Finmeccanica vuole diventare un leader mondiale dell’alta tecnologia, un presidio sulle “più avanzate frontiere della conoscenza e della tecnologia applicata”

14 giugno 2012 - Rossana De Simone

“Ci sono più di 550 milioni di armi da fuoco in circolazione nel mondo. Significa che c'è un'arma da fuoco ogni dodici persone nel pianeta. La domanda è: come armiamo le altre undici?”

(Lord of War)

Durante il convegno che si è svolto a Varese nel mese di maggio sulle strategie di riconversione per un’economia forte anche senza guerra, si è discusso se la teoria economica keynesiana possa essere lo strumento più appropriato, per uscire dall'attuale crisi di fiducia verso i debiti sovrani dell'area euro. Se è così allora bisognerà prendere di petto la sfida del potere finanziario, altrimenti  l’austerità volta al risanamento dei conti pubblici, si dimostrerà la via maestra per la ripresa o il  fallimento di uno Stato. In particolare si voleva chiarire se la forma del “keynesismo militare”,  considerata come “formula” per la sopravvivenza del capitalismo Usa, fosse ancora una soluzione contro la crisi economico-finanziaria.  

La risposta è stata che questa politica oggi si è mostrata compatibile con la caduta dei salari dando luogo all'esplosione del fenomeno dei  lavoratori poveri, per cui per sostenere l’espansione economica gli si è abbinato un keynesismo… finanziario, fondato sull'indebitamento delle famiglie per rilanciare i consumi. La bolla speculativa del 2008 parte da qui,  tuttavia la crisi finanziaria non significa che un ritorno alla sola spesa militare possa essere una soluzione, in quanto non esiste più un mercato protetto dalla concorrenza, ma un mercato e una finanza globali. 

E’ risaputo che l’industria militare, sempre bisognosa di ingenti somme di denaro per finanziare sistema d’arma sempre più sofisticati e costosi, richiede una pianificazione della produzione che attualmente i singoli Stati in crisi faticano a sostenere, per cui le aziende cercano di intercettare quote significative della domanda internazionale, rendendo la competizione sui mercati sempre più  aggressiva. L’arma è una merce, e la tecnologia avanzata dei sistemi d’arma prevede che per un prodotto che sublimi un elevato contenuto di valore aggiunto (costi di progetto, lay-out, know-how), il costo unitario debba essere ottenuto dal rapporto fra costo globale e entità dimensionale della produzione. L’aspra competizione internazionale che si è creata nel mercato degli armamenti, non solo ha ridotto le barriere riguardanti il trasferimento di tecnologia anche nei paesi storicamente protezionisti (vedi USA, Gran Bretagna, Francia) ma ha anche spinto oltremodo gli Stati, le istituzioni politiche, militari e finanziarie, a supportare le proprie industrie.

L’hanno capito anche i sindacati confederali, che non si fanno remore a chiedere alle aziende di vendere le proprie merci nei paesi in conflitto e in aperta violazione dei diritti umani: “Alenia Aermacchi e Finmeccanica devono impiegare ogni massimo sforzo affinché le trattative per l’M346 avviate con i Paesi come la Polonia, Israele, ecc, si concretizzino in nuovi contratti”.

http://www.uilmvarese.it/Comunicato_incontro1662011.pdf

Ad ogni crisi aziendale i sindacati hanno sempre chiesto ai “vertici aziendali e di Finmeccanica, il Governo e i politici a livello locale e nazionale ad intervenire concretamente affinché una eccellenza produttiva e occupazionale come Alenia Aermacchi prosegua a consolidare e sviluppare programmi di fondamentale importanza per l’intero settore aeronautico e con essi la sua presenza nelle realtà nazionali e internazionali” (anno 2012) o un maggiore sforzo dello Stato nel “rifinanziare la legge 808 sui progetti di cooperazione industriale del settore, ( 270 miliardi nel triennio '93-'95), e il potenziamento della 64 e della 46 ( altri 600 miliardi fino al '95) sulla ricerca. Soldi che dovrebbero servire a trasformare il riordino delle attività' in programmi specifici e concreti” (anno 1993).

Si dimostra quindi fragile il tentativo di sollevare il problema della rincorsa al riarmo globale, se si disgiungono le fasi del ciclo di vita del prodotto arma: 

l’arma è una merce a cui vanno computati produttività, costi e commercializzazione: costruzione, consumo e smantellamento. Il prodotto arma, una volta costruito deve essere commercializzato, e una volta promosso sui mercati internazionali attraverso strutture governative che devono autorizzarne l’esportazione http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/index.html , deve essere consumato (vedi conflitti, guerre) o smantellato. Nel 2007 il segretario generale dell'Aiad, l'Associazione industrie per l'aerospazio, i sistemi e la difesa, Carlo Festucci, aveva espresso la necessità di istituire una struttura deputata per promuovere l’export italiano e sostenere le industrie nazionali all’estero, così come avviene in molti paesi come Francia, Germania, Gran Bretagna e anche in Pakistan. Secondo Festucci la legge per il controllo dell'export, la 185,  produce una regolamentazione non omogenea che causa di disfunzioni alle aziende. Sostanzialmente si vuole che controllori e controllati siano gli stessi soggetti o le medesime comunità di interessi.

Lo scambio di armamenti, indicatore infallibile delle reali relazioni politiche, economiche e strategiche tra gli Stati, avviene ormai per lo più tramite accordi offset.

Tramite cioè accordi fra Stati che, accanto alla fornitura di armi e sistemi d’arma, prevedono una gamma di servizi di assistenza regolati da subcontratti,  formazione di joint ventures,  sviluppo di una parte del prodotto nel paese acquirente (ad esempio l’assemblaggio finale), lo scambio di merci, cioè l'impegno da parte del venditore di comprare presso il destinatario prodotti di ritorno che possono essere diversi (es. petrolio) o armi prodotte dal paese acquirente.

La questione dei defense offsets pone non solo problemi di trasparenza  ma, essendo uno strumento  di politica economica, si ripercuote sul costo totale del contratto e sui lavoratori (es. delocalizzazioni di reparti produttivi). 

Per quanto riguarda la trasparenza, secondo Transparency International, che riassume le forme di corruzione legate al peso delle contropartite industriali nelle decisioni  “nelle partecipazioni o cooperazioni industriali militari, ci sono tre tipi principali di rischio di corruzione:

1. Creare un bisogno inesistente per una particolare acquisizione di un sistema d'arma;

2. Influenzare la decisione in una gara d'appalto in forme non trasparenti;

3. Utilizzare i meccanismi degli offset per ripagare politici o militari corrotti che hanno determinato l'acquisto

L'art. 346 del Trattato di Lisbona, preserva il diritto di ogni stato membro dell'Unione il diritto al segreto di stato sulla propria sicurezza e sulla produzione e approvvigionamento di armi. Questa è la parte rilevante per gli offset dell'articolo 346

(b) ogni Stato membro può adottare le misure che ritenga necessarie alla tutela degli interessi essenziali della propria sicurezza e che si riferiscano alla produzione o al commercio di armi, munizioni e materiale bellico; tali misure non devono alterare le condizioni di concorrenza nel mercato interno per quanto riguarda i prodotti che non siano destinati a fini specificamente militari.''

Unione Europea e segreto di stato: un quadro normativo ancora in piena evoluzione 

http://slsg.wordpress.com/2010/07/30/unione-europea-e-segreto-di-stato-un-quadro-normativo-ancora-in-piena-evoluzione/

Portale dell'Agenzia europea per la difesa con elenco dei regolamenti e leggi sugli offset dei paesi europei http://www.eda.europa.eu/offsets/

Offsets in Defense Trade Fifteenth Study

http://www.bis.doc.gov/news/2011/15th_offsets_defense_trade_report.pdf

In Israele, Israel Aerospace Industries, è stata multata di 260.800 dollari per aver negoziato l’esportazione di materiale militare senza l’autorizzazione del Ministero della Difesa.

Il Dipartimento del Ministero nel 2011 ha eseguito controlli e avviato 161 indagini. Per 13 casi si è avviata un’azione disciplinare. Nel 2011 il Ministero ha autorizzato più di 8.000 richieste di esportazione in 130 paesi. Recentemente la divisione export è stata coinvolta in operazioni dubbie riguardanti la vendita di armi a regimi ritenuti poco raccomandabili, effettuate da loschi rivenditori di armi. In particolare si parla di un caso di corruzione con l’India.

In realtà, anche il flusso delle armi dovrebbe essere sottoposto ad un forte controllo politico-diplomatico, ma i servizi di trasporto, che possono essere dati in outsourcing, sfuggono spesso allo stesso. La logistica, nell’epoca postfordista, è diventata infatti uno strumento fondamentale non solo dentro le fabbriche, che delocalizzano e decentrano la produzione attraverso una rete di forniture e subforniture ed esternalizzano i servizi, ma anche per tutto ciò che riguarda i trasporti (non solo di merci ma anche di truppe durante una guerra). Con l'Amministrazione Bush, la domanda logistica correlata alle spese militari ha subìto un'impennata impressionante.

Anche dirigenti dell’italiana Finmeccanica sono stati indagati per tangenti, corruzione, creazione di fondi neri, assunzioni clientelari in consigli di amministrazione, tutte vicende che hanno svelato il legame fra mondo politico, imprese, banche e mediatori istituzionali e non. Da questo punto di vista, è evidente che non solo vi è stato un buco nel controllo finanziario e operativo da parte del ministero dell’Economia, che controlla la maggioranza del Consiglio di amministrazione di Finmeccanica, ma anche nella legge italiana 185/90 che regola l’export di armi e ne vieta la vendita in paesi in conflitto.

L’attuale presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi, indagato anch’esso per corruzione e riciclaggio, ha annunciato che oltre a mettere mano su questa “spregiudicatezza gestionale”, deve mettere in ordine anche al debito di oltre 2,3 miliardi di euro.

In un suo discorso alla Convention dei Dirigenti Finmeccanica a maggio, ha dichiarato che “Ci è ben chiaro quello che Finmeccanica deve diventare: un leader mondiale dell’alta tecnologia, fortemente radicato nel settore della Difesa, ma in grado di affermarsi e trovare nuovi spazi di crescita anche nel settore civile grazie allo sviluppo di tecnologie avanzate”.

Conferma il rapporto particolare con gli Stati Uniti, oltre che nel Regno Unito, evidenziato non solo dalla partecipazione al programma F-35, ma dal rilancio delle collaborazioni industriali deciso nel workshop di maggio ospitato nell’Ambasciata d’Italia a Washington. 

All’incontro hanno partecipato l'ambasciatore a Washington, Claudio Bisogniero, il presidente e il segretario generale dell'Aiad, rispettivamente Remo Pertica e Carlo Festucci e il Foreign comparative test team (Fctt) del Pentagono, la cui funzione e' analizzare il mercato internazionale per identificare, sperimentare e acquisire prodotti standardizzati per le forze armate statunitensi. L'Fctt ha fornito alle aziende italiane informazioni sulle modalità' per accedere ai programmi finanziati dal dipartimento alla Difesa (Dod) americano, dedicati a imprese straniere. "La cooperazione tra Italia e Stati Uniti nel campo dell'industria per la Difesa e' molto solida e vitale - ha spiegato Bisogniero -, e riflette gli eccellenti rapporti bilaterali e l'elevato potenziale tecnologico e di innovazione delle aziende italiane del settore".

http://www.agi.it/iphone-pei/notizie/201205311130-...-pei0001-usa_ambasciata_italia_sviluppa_cooperazione_nella_difesa

La partecipazione italiana al progetto F-35 riporta in auge un vecchio conflitto fra manager d’ impresa e vertici delle Forze armate: Cesare Gianni, ex- Direttore Centrale e Responsabile dei Velivoli Militari Alenia, riconosce ai vertici dell'Aeronautica e Marina la prerogativa di decidere il tipo di velivolo che serve, ma critica la Difesa che nella definizione dei requisiti per il programma d'ammodernamento della flotta, si sarebbe avvalsa di competenze tecnico-industriale troppo coinvolte direttamente. "Se all'industria non è dato interferire con le scelte operative della Difesa, è improprio che la Difesa giustifichi con motivazioni industriali inconsistenti le decisioni assunte. Quello che non si può assolutamente accettare e va contestato con determinazione è che la Difesa con la scelta del Joint Strike Fighter avrebbe inteso favorire l'industria nazionale Non è così".

Dell’esclusione dalle attività di sviluppo e sperimentazione del sistema d'arma, e dalle informazioni e dati tecnici relativi riservati all'industria americana e secretati, si è ampiamente scritto.

Lo stesso della realizzazione di una linea di assemblaggio finale, che nelle condizioni imposte dal programma, rappresentano un'operazione più di facciata che di reale valore e contenuto.

Gli stessi sindacati confederali hanno più volte denunciato che se a Torino Caselle non saranno avviati presto nuovi programmi militari, questi impianti verranno "disassemblati" dalla FACO, pezzo dopo pezzo.

Diventa evidente che se la scelta dell’F-35 è in primis politico-militare e poi, forse, industriale, è senz’altro un simbolo della decisa volontà italiana di cedere parte della sovranità nazionale all’alleato americano. 

Quanto l’ “affare F-35” indebolisca Finmeccanica piuttosto che rafforzarla, è evidenziato dalla situazione di ricatto che si è creata in Canada. L’azienda madre Lockheed Martin ha avvertito il paese  che le aziende canadesi per ora coinvolte nella produzione, perderanno tutti i contratti ricevuti  se il governo decide di non acquistare il caccia stealth.

Un totale di 435 milioni di dollari sono stati assegnati a 66 società canadesi dal 1997 tramite contratto, però i ritardi e sovraccosti che affliggono l'F-35  costerebbero almeno 25 miliardi dollari al Canada, 10 miliardi in più di quello che si è riferito in Parlamento.

Data la situazione di forte indebitamento, il presidente Orsi ha ribadito la cessione di Ansaldo Energia, Ansaldo Breda e Ansaldo STS, non come necessità di fare cassa o volontà di abbandonare il campo civile, ma come scelta strategica per una nuova Finmeccanica che vuole diventare un leader mondiale dell’alta tecnologia, un presidio sulle “più avanzate frontiere della conoscenza e della tecnologia applicata”.

In questo senso persiste la convinzione che l’alta tecnologia è originata dai sistemi per la Difesa, per poi trovare applicazione anche nel campo civile. Convinzione che purtroppo si riscontra anche nelle segreterie sindacali e in tutti i partiti politici. Risulta pertanto debole la giusta contestazione che i sindacati rivolgono ai vertici di Finmeccanica, circa le cessioni nei campi energia e trasporti. Se da una parte l’approccio di Finmeccanica non è chiaro, perché dichiara di non voler fare una pura operazione di cassa, tranne poi ammettere che se ci saranno forti commesse si potrà rivedere il piano, anche la politica industriale proposta dai sindacati si ferma a metà permettendo all’holding di disinvestire in questi settori. Viceversa Alenia Aermacchi di Pomigliano (NA), che ha ospitato recentemente un meeting internazionale sul programma europeo “Clean Sky”, un progetto promosso dalla Commissione europea di cui Alenia è leader, dimostra che la tecnologia avanzata può nascere dal civile e servire scopi nobili. Il progetto ha come obiettivo quello di studiare le tecnologie e la configurazione degli aerei commerciali del futuro, con un focus sulla eco-compatibilità, sul miglioramento dell’efficienza energetica e sulla riduzione dell’impatto acustico.

Gli stabilimenti di Alenia Aermacchi di Torino e Varese invece, sono destinati a sviluppare il settore militare che, proprio in relazione all’F-35, al 346 o all’UCAV, possono sperare solo in un mondo in continua tensione che pensa di risolvere le crisi strutturali con le armi.

Il settore dell’elettronica è quello che maggior  rende visibile la trasformazione del campo di battaglia nelle nuove guerre, qui il confine fra difesa e sicurezza, interno ed esterno, si riduce.

Il nuovo business è quello della homeland security, delle attività di intelligence e della cyber security.  Orsi intende continuare nell’unificazione delle tre Selex  per sviluppare al meglio quelle tecnologie duali che si possono applicare sia in campo civile sia in campo militare. Stesso discorso vale per lo spazio dove Finmeccanica possiede Telespazio e partecipa alla Thales Alenia Space. Altre aziende come Agusta, Oto Melara e Wass puntano sulle alleanze, se Agusta è già pienamente rivolta alla Gran Bretagna, per le altre due si sta pensando a partnership come MBDA.

Le considerazioni finali che possono interessare il movimento pacifista e antimilitarista chiariscono bene con quale sguardo bisogna affrontare il tema delle industrie belliche: lo sviluppo delle tecnologie e dei prodotti è sempre finalizzato al mercato.  

 

 

Tecnologie

Sistri: se la procedura digitale non partirà il 30 giugno, si torna alla carta

Secondo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, se la tracciabilità elettronica dei rifiuti non funzionerà a dovere nei termini previsti dalla legge si potrebbe andare verso lo stop totale del sistema, per tornare alle vecchie procedure burocratiche, "con tutti i problemi che questo comporta".

energia24club.it

23 Maggio 2012

Il Sistri partirà davvero il prossimo 30 giugno? Il sistema elettronico per la tracciabilità dei rifiuti, che avrebbe dovuto assestare un colpo mortale o quasi ai traffici illegali dell'ecomafia, sta rischiando di perdersi in un pozzo senza fondo. A sentire il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, «stiamo lavorando per fare quello che è previsto dalla legge, far entrare il Sistri in funzione entro il 30 giugno». Aggiungendo, però, che «se il sistema non dovesse funzionare, dovremmo rassegnarci a quello cartaceo, con tutti i problemi che questo comporta».

Ancora nessuna certezza, quindi, sulla reale capacità del Sistri di sostituire tutta la burocrazia di carta che finora ha regolato i trasporti dei rifiuti speciali in Italia. L'idea del controllo elettronico, attraverso chiavette usb e scatole nere installate sui camion, risale al 2007 per poi concretizzarsi nel 2009 con l'ex ministro Stefania Prestigiacomo. Eppure il sistema non è mai stato pienamente operativo, collezionando una serie di rinvii (sette in totale) mentre circa 400.000 aziende hanno già pagato diversi contributi per questo servizio fantasma alla Selex service management, società del Gruppo Finmeccanica cui il Governo ha affidato la gestione di questa rete digitale. Il “click day” dell'ottobre 2011, che doveva saggiare il buon funzionamento del Sistri, si tramutò in un flop tra guasti, errori di trasmissione e perplessità dei trasportatori.

Una recente inchiesta di Repubblica ha svelato il controverso contratto “segreto” firmato nel 2009 tra Selex e ministero dell'Ambiente, con tutto il suo corollario di vantaggi per Finmeccanica. A cominciare dal rischio economico interamente a carico dello Stato (e delle aziende che pagano i contributi), per gli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche che dovrebbero sorvegliare il transito dei rifiuti nell'intera Penisola. Finora Selex ha incassato un centinaio di milioni di euro dagli iscritti al sistema, 70 milioni nel 2010 e 30 nel 2011, mentre il pagamento 2012 è slittato al 30 novembre prossimo.

Selex ha cercato di difendersi. «Abbiamo fatto diversi test che hanno coinvolto sia Legambiente sia l'Università di Roma: il sistema funziona anche con carichi molto superiori a quelli richiesti - ha dichiarato il presidente e amministratore delegato della società, Massimiliano Veltroni -. Oggi le aziende spendono tra i 750 e gli 800 milioni l'anno per la tracciabilità cartacea dei rifiuti. Con il Sistri spenderanno il 70% in meno, secondo me anche oltre». Intanto la DigitPa (l'Ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione) sta verificando, come ha ricordato il ministro Clini, le caratteristiche tecniche del Sistri e dovrebbe consegnare la sua relazione entro la fine di maggio.

 

 

Finmeccanica, Tesoro invita in futuro a evitare emolumenti come a Guarguaglini

mercoledì 16 maggio 2012 16:11

ROMA, 16 maggio (Reuters) - Il rappresentante del Tesoro all'assemblea di Finmeccanica ha invitato la società a evitare che in futuro si ripetano erogazioni di emolumenti come quelli dati all'ex presidente Pier Francesco Guarguaglini nel 2011.

Stefano Di Stefano, rappresentante del Tesoro, nel comunicare il voto positivo all'approvazione della relazione sulla remunerazione, ha invitato ad adottare una remunerazione che "spinga tutto il management alle iniziative di ristrutturazione".

"Invita a non ripetersi l'erogazione di emolumenti quali quelli dati nel 2011 all'ex presidente della società", ha poi aggiunto il rappresentante del Tesoro.

Guarguaglini, dimessosi all'inizio di dicembre in seguito alle vicende giudiziarie, ha ricevuto nel 2011, secondo quanto si rileva dal bilancio, i seguenti emolumenti: 3,891 milioni in quanto presidente e amministratore delegato (fino all'assemblea della primavera 2011), 5,590 milioni in quanto presidente dall'assemblea a dicembre e come liquidazione. In totale ha quindi ricevuto nei suoi 11 mesi di attività nel 2011 9,481 milioni.

 

 

Roma, 16-05-2012

Il consigliere di amministrazione di Finmeccanica Franco Bonferroni è indagato a Roma per illecito finanziamento ai partiti. Emerge da un documento integrativo richiesto dalla Consob consegnato agli azionisti in occasione dell'assemblea. Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio all' azienda di aver avuto un'avviso di garanzia a fine marzo.

 

A Genova cortei e blocchi stradali dei lavoratori
Traffico in tilt nel ponente genovese per lo sciopero dei lavoratori delle aziende Finmeccanica. Alcune centinaia di dipendenti del Gruppo sono scesi in piazza per protestare contro il piano industriale annunciato dall'azienda che prevede la vendita di Ansaldo Sts e di una quota di Ansaldo Energia.

I manifestanti hanno bloccato il traffico sul ponte di Cornigliano e nella rotonda di via Albareto, nel quartiere di Sestri Ponente. In concomitanza con le due ore di sciopero proclamato dai sindacati di categoria, una delegazione di sindacalisti e lavoratori ha incontrato il prefetto del capoluogo ligure per chiedere un incontro urgente al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.

 

 "Dopo aver fatto scelte sbagliate che hanno portato a costruire debiti, i dirigenti - ha dichiarato a TMNews Bruno Manganaro della Fiom Cgil- vogliono risolvere il problema con la vendita di aziende importanti che creano ricchezza per il Gruppo. Se queste aziende fossero vendute a Gruppi che oggi sono in concorrenza con Ansaldo Sts - ha sottolineato Manganaro- sarebbero messi a rischio anche molti posti di lavoro". La vendita di Ansaldo Sts e di Ansaldo Energia, secondo l'esponente della Fiom, rappresenterebbe "uno schiaffo alla città di Genova" perché si tratta di "aziende che funzionano e costruiscono ricchezza.

 Noi - ha concluso Manganaro - non siamo disposti ad accettare questo piano e quindi oggi abbiamo scioperato, bloccato la città e una nostra delegazione è stata ricevuta dal prefetto per chiedere un incontro al ministro Passera perché la situazione ora la deve prendere in mano il Governo".

 

 

Roma, 16 mag. - Selex Sistemi Integrati, controllata da Finmeccanica, ha "conferito incarico a un professionista esterno di valutare eventuali azioni di responsabilita' nei confronti degli ex amministratori della societa'". E' quanto si legge nell'informativa che Finmeccanica ha inviato alla Consob.
  L'ex ad di Selex e' Marina Grossi, moglie dell'ex presidente della stessa Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini.
  La societa' ha inoltre "conferito a un terzo indipendente (Rina Service spa) un incarico, in corso di esecuzione, di prestazione tecnica finalizzata all'analisi di congruita' del valore delle opere realizzate nei contratti di subappalto affidati da Selex Sistemi Integrati nel periodo dal 1 gennaio 2008 al 30 novembre 2011 alle societa' Arctrade srl, Print Sistem, Techno Sky e Renco per un valore totale degli ordinativi pari a circa 138 milioni di euro". L'esito finale della attivita' di verifica, si legge ancora nell'informativa, sara' riportato in un rapporto di valutazione in corso di predisposizione da parte di Rina spa. (AGI)

 

Finmeccanica: indagato consigliere Bonferroni

Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio all' azienda di aver avuto un'avviso di garanzia a fine marzo. Operai in piazza a Genova per protestare contro il piano industriale dell'azienda

Finmeccanica

Roma, 16-05-2012

Il consigliere di amministrazione di Finmeccanica Franco Bonferroni è indagato a Roma per illecito finanziamento ai partiti. Emerge da un documento integrativo richiesto dalla Consob consegnato agli azionisti in occasione dell'assemblea. Bonferroni aveva comunicato il 2 maggio all' azienda di aver avuto un'avviso di garanzia a fine marzo.

 

A Genova cortei e blocchi stradali dei lavoratori
Traffico in tilt nel ponente genovese per lo sciopero dei lavoratori delle aziende Finmeccanica. Alcune centinaia di dipendenti del Gruppo sono scesi in piazza per protestare contro il piano industriale annunciato dall'azienda che prevede la vendita di Ansaldo Sts e di una quota di Ansaldo Energia.

I manifestanti hanno bloccato il traffico sul ponte di Cornigliano e nella rotonda di via Albareto, nel quartiere di Sestri Ponente. In concomitanza con le due ore di sciopero proclamato dai sindacati di categoria, una delegazione di sindacalisti e lavoratori ha incontrato il prefetto del capoluogo ligure per chiedere un incontro urgente al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.

 

 "Dopo aver fatto scelte sbagliate che hanno portato a costruire debiti, i dirigenti - ha dichiarato a TMNews Bruno Manganaro della Fiom Cgil- vogliono risolvere il problema con la vendita di aziende importanti che creano ricchezza per il Gruppo. Se queste aziende fossero vendute a Gruppi che oggi sono in concorrenza con Ansaldo Sts - ha sottolineato Manganaro- sarebbero messi a rischio anche molti posti di lavoro". La vendita di Ansaldo Sts e di Ansaldo Energia, secondo l'esponente della Fiom, rappresenterebbe "uno schiaffo alla città di Genova" perché si tratta di "aziende che funzionano e costruiscono ricchezza.

 Noi - ha concluso Manganaro - non siamo disposti ad accettare questo piano e quindi oggi abbiamo scioperato, bloccato la città e una nostra delegazione è stata ricevuta dal prefetto per chiedere un incontro al ministro Passera perché la situazione ora la deve prendere in mano il Governo

 

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Anticipazione

Esclusivo: alla Lega sovranista di Matteo Salvini piace offshore

Da Bergamo al Lussemburgo, via Lugano. Lungo questa direttrice si dipanano gli affari dei cassieri del partito scelti dal segretario neo ministro degli Interni. L'inchiesta su L'Espresso in edicola domenica 3 giugno