ARCHIVIO ONLINE di Marco BAVA , raccolta deleghe per le assemblee degli azionisti e costituzione di parte civile gratuita degli azionisti nei procedimenti penali per un Nuovo Modello di Sviluppo

 

Sommario (Frame)
NUOVO MODELLO DI SVILUPPO (EX CIVILTA' COSTITUZIONALE)
COMMENTI VISITATORI
ECOLOGIA-AMBIENTE-ALIMENTAZIONE
ECONOMIA
DIRITTO-GIUSTIZIA
TOPINO-NOVARA
EDOARDO AGNELLI
Marco BAVA
RELIGIONE-VATICANO
ARCHIVIO STORICO PAGINE PRINCIPALI  E LINK
VIDEO-ASSEMBLEE-LEZIONI-CONVEGNI
TORINO
REGIONE PIEMONTE
PIANI INDUSTRIALI DI Mb
TECNOLOGIA
STEFANO MONTANARI
PROPOSTE AL GOVERNO E PETIZIONI AL PARLAMENTO EU
REPORT-RAI-TV
ESPOSTI FATTI DA MARCO BAVA
BEPPE SCIENZA
RACCOLTA DELEGHE ED ASSEMBLEE AZIONISTI
INTERVENTI MARCO BAVA ASSEMBLEE AZIONISTI
COSTITUZIONI DI PARTE CIVILE DI MARCO BAVA
NORMATIVE
CROWDFUNDING
HORIZON 2020

 

 

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QUESTO SITO e' nato il 05.06.2000 dal 03.09.01 si e' trasferito da ciaoweb ( fondato da FIAT-IFI ed ora http://www.laparola.net/di RUSCONI) a Tiscali perche' SONO STATO SCONNESSO SENZA ALCUN PREAVVISO NE' MOTIVO ! CHE TRISTEZZA E DELUSIONE ! Dopo per ragioni di spazio il sito e' diventato www.marcobava.it

se vuoi essere informato via email degli aggiornamenti scrivi a:email

ATTENZIONE !

DAL 25.03.02 ALTRI BOICOTTAGGI MI SONO STATI POSTI IN ATTO , PER CUI NON E' PIU POSSIBILE INSERIRE I FILES DEI VERBALI D'ASSEMBLEA : L'INGRESSO AI FILES ARCHIVIATI SU YAHOO NON PUO' PIÙ ESSERE PUBBLICO se avete altre difficoltà a scaricare documenti inviatemi le vostre  segnalazioni e i vostri commenti e consigli email. GRAZIE !   

 

 

Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,5-19
“In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».”

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12; 29.03.13;

 

 

Archivio personale online di Marco BAVA

OPINIONI ai sensi art.21 Costituzione

 per un nuovo modello di sviluppo

 

UDIENZE PUBBLICHE 

IN CORSO

1) Processo MPS  2 SIENA MILANO .

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

Sopravvaluta sempre il tuo avversario , per poterlo vincere  .Mb  15.05.13

Torino 08.04.13

Il mio paese l'Italia non crede nella mia teoria economica del valore che definisce

1) ogni prodotto come composto da energia e lavoro:

Il costo dell'energia può tendere a 0 attraverso il fotovoltaico sui tetti. Per dare avvio la volano economico del fotovoltaico basta detassare per almeno 20 anni l'investimento, la produzione ed il consumo di energia fotovoltaica sui tetti.

2) liberalizzazione dei taxi collettivi al costo di 1 euro per corsa in modo tale da dare un lavoro a tutti quelli che hanno un 'auto da mantenere e non lo possono piu fare per mancanza di un lavoro; ed inoltre dare un servizio a tutti i cittadini.

3) tre sono gli obiettivi principali della politica : istruzione, sanita', cultura.

4) per la sanità occorre un centro acquisti nazionale  ed abolizione giorni pre-ricovero.

vedi PRESA DIRETTA 24.03.13

chi e' interessato mi scriva .

Suo. MARCO BAVA

 

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

  28. SE LE FORZE DELL'ORDINE INTERVENISSERO DI PIU'PER CAUSE APPARENTEMENTE BANALI CI SAREBBE MENO CONTENZIOSO: CHIAMATO IL 117  PER UN PROBLEMA BANALE MI HA RISPOSTO : GLI FACCIA CAUSA ! (02.04.17)

  29. GRAN PARTE DEI PROFESSORI UNIVERSITARI SONO TRA LE MENTI PIU' FRAGILI ED ARROGANTI , NON ACCETTANO IL CONFRONTO E SI SENTONO SPIAZZATI DIVENTANO ISTERICI ( DOPO INCONTRO CON MARIO DEAGLIO E PIETRO TERNA) (28.02.17)

  30. Spesso chi compera auto FIAT lo fa solo per gratificarsi con un'auto nuova, e basta (04.11.16)

  31. Gli immigrati per protesta nei centri di assistenza li bruciano e noi dobbiamo ricostruirglieli  affinché  li redistruggono? (18.10.20)

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

- GESU' HA UNA DELLE PAGINE PIU' POPOLARI SU FACEBOOK...
http://bit.ly/qA9NM7

 

The InQuisitr - La pagina Facebook "Jesus Daily" è popolarissima e più seguita perfino di quella di Justin Bieber. Con 4 o 5 posts al giorno, le "parole di Gesù" servono a incoraggiare la gente, racconta il Dr. Aaron Tabor, responsabile della pagina. Altre due pagine Facebook cristiane fanno parte della top 20 delle pagine più visitate del social network.

06.09.11

 

 

Annuncio Importante che ha causato la nostra temporanea interruzione !

Cari Utenti

Questo e' il messaggio che non avrei mai voluto scrivere... ma purtroppo devo mettervi al corrente dei fatti: HelloSpace chiudera'.

E purtroppo non e' un pesce d'aprile fuori periodo, ma la dura verita'.

E' stato bello vederlo crescere e con esso veder crescere i vostri siti, vedere le vostre idee prendere vita, vedere i nostri impegni concretizzati in questo fantastico progetto. Ma come ben sapete, qualsiasi cosa ha un inizio ed una fine. E quella di HelloSpace sta arrivando, nonostante nessuno lo avesse immaginato (me compreso), o almeno non ora.

Non scendo nei dettagli delle motivazioni che mi hanno condotto a questa decisione, ma vi assicuro che prima di prenderla ho valutato tutte le possibili alternative...

Il nostro progetto, come ben sapete, e' nato gratuito per voi utenti finali, tuttavia ci comportava delle spese che sono via via cresciute.

Tutto questo grazie al circuito di banner adsense, che ci permetteva di pagarci le risorse necessarie per far si che HelloSpace 'vivesse'.

Cio' che e' successo e' adsense ha bannato, senza voler sentir ragione alcuna, nonostante svariate richieste di rivalutazione e di spiegazioni, l'intero dominio. Distruggendo cosi' il futuro di quel progetto per il quale abbiamo passato ore e ore, notti e notti, a programmare, configurare, testare, reingegnerizzare...

Non mi resta molto da aggiungere, se non invitarvi a fare una copia di tutti i vostri contenuti (file e db) ENTRO IL 6 DICEMBRE.

Desidero ringraziare infine tutte le persone che, in un modo o nell'altro, hanno contribuito a farci crescere.


Grazie,

Giuseppe - Tommaso

HelloSpace.net

io non so quanto tutto cio sia vero di fatto mi sta creando un disagio che ho risolto con l'apertura in contemporanea di un nuovo sito parallelo a questo :

www.marcobava.it

 

 

 

LA PIÙ GRANDE STATUA DI CRISTO AL MONDO BATTE QUELLA DI RIO DE JANEIRO
http://bbc.in/byS6sZ

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

IL TRIBUNALE DI  TORINO E LA CONSOB NON MI GARANTISCONO LA TUTELA DEL'ART.47 DELLA COSTITUZIONE

Oggi si e' tenuta l'assemblea degli azionisti Seat tante bugie dagli amministratori, i revisori ed il collegio sindacale, tanto per la Consob ed il Tribunale di Torino i miei diritti come azionista di minoranza non sono da salvaguardare e la digos mi puo' impedire il voto come e quando vuole, basta leggere la sentenza SENT.FIAT Mb

 

Tweet to @marcobava

08.03.16

 

 

  

COSTITUENDA ASSOCIAZIONE PER UN

NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

 

 

SI ACCETTANO ISCRIZIONI

STATUTO

mailto:nuovomodellodisviluppo@email.it

  

 

FRA GLI OBETTIVI :

1) RIUSO TOTALE

2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

3) TELELAVORO

4) Commercio equo-solidale.

5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN  

6) COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DEGLI AZIONISTI NEI PROCESSI PER REATI SOCIETARI

 IL 31.10 15  la sentenza del PROCESSO CONTRO GERONZI E CRAGNOTTI PER ESTORSIONE NEI CONFRONTI DI PARMALAT ha ammesso il danno per i soci Parmalat .     

SENT CRAGN MOTIV 1 MOTIV 2 MOTIVAZ 3

 

 

  

COSTITUENDA ASSOCIAZIONE:

NO-ISIS.cloud

www.no-isis.cloud

per non fare diventare l'ITALIA un'hotspot europeo dell'immigrazione in quanto bisogna resistere come italiani nel nostro paese dando agli immigrati un messaggio forte e chiaro : ogni paese puo' svilupparsi basta impegnarsi per farlo con le risorse disponibili e l'intelligenza , che significa adattamento nel superare le difficolta'.

Inventarsi un lavoro invece che fare l'elemosina.

Quanti miracoli ha fatto Maometto rispetto a Gesu' ?

SI ACCETTANO ISCRIZIONI : STATUTO

PROGR ELET

scrivere a :

mailto:no-isis@outlook.con

@mbnoisis

www.facebook.com/No-isiscloud-1713403432283317/

obiettivi:

1) esame d'italiano e storia italiana per gli immigrati

2) lavori socialmente utili

3) pulizia e cucina autonoma

3 gennaio 1917, Suor Lucia nel Terzo segreto di Fatima: Il sangue dei martiri cristiani non smetterà mai di sgorgare per irrigare la terra e far germogliare il seme del Vangelo.  Scrive suor Lucia: “Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “Qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”. interpretazione del Terzo segreto di Fatima era già stata offerta dalla stessa Suor Lucia in una lettera a Papa Wojtyla del 12 maggio 1982. In essa dice:  «La terza parte del segreto si riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no [si ascolteranno le mie richieste la Russia] spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte” (13-VII-1917). La terza parte del segreto è una rivelazione simbolica, che si riferisce a questa parte del Messaggio, condizionato dal fatto se accettiamo o no ciò che il Messaggio stesso ci chiede: “Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, etc.”. Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi. Se non rinunciamo al cammino di peccato, di odio, di vendetta, di ingiustizia violando i diritti della persona umana, di immoralità e di violenza, etc. E non diciamo che è Dio che così ci castiga; al contrario sono gli uomini che da se stessi si preparano il castigo. Dio premurosamente ci avverte e chiama al buon cammino, rispettando la libertà che ci ha dato; perciò gli uomini sono responsabili».

Le storie degli immigrati occupanti che cercano di farsi mantenere insieme alle loro famiglie , non lavoro come gli immigrati italiani all'estero:

1)  Mi trovavo all'opedale per prenotare una visita delicata , mentre stato parlando con l'infermiera, una donna mi disse di sbrigarmi : era di colore.

2) Mi trovavo in C,vittorio ang V.CARLO ALBERTO a Torino, stavo dando dei soldi ad un bianco che suonava una fisarmonica accanto ai suoi pacchi, arriva un nero in bici e me li chiede

3) Ero su un bus turistico e' salito un nero ha spostato la roba che occupava i primi posti e si e' messo lui

4) Ero in un team di startup che doveva fare proposte a TIM usando strumenti della stessa la minoranza mussulmana ha imposto di prima vedere gli strumenti e poi fare le proposte: molto innovativo !

5) FINO A QUANDO I MUSSULMANI NON ACCETTANO LA PARITA' UOMO DONNA , ANCHE SE LO SCRIVE IL CORANO E' SBAGLIATO. E' INACCETTABILE QUESTO PRINCIPIO CHE CI PORTA INDIETRO.

6) perche' lITALIA deve accogliere tutti ? anche gli alberghi possono rifiutare clienti .

09.01.19

Tutti i nulllafacenti immigrati Boeri dice che ne abbiamo bisogno : per cosa ? per mantenerli ?

04.02.17l

L'ISIS secondo me sta facendo delle prove di attentato con l'obiettivo del Vaticano con un attacco simultaneo da terra con la tecnica dei camion e dal cielo con aerei come a NY l'11.09.11.

 - PER AFFRONTARE LA CRISI DEI PROFUGHI, L’ITALIA HA GIÀ SBORSATO 8,4 MILIARDI - INSIEME ALL’EMERGENZA TERREMOTO, PUO’ MANDARE ALL’ARIA I PIANI DEL GOVERNO SUL DEBITO PUBBLICO - DALL’INIZIO DELL’ANNO SONO OLTRE 7 MILA I PROFUGHI SBARCATI IN ITALIA: DI QUESTO PASSO SI BATTERÀ OGNI RECORD

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Mario Sensini per il “Corriere della Sera”

 

Ieri le motovedette della Guardia costiera ne hanno sbarcati 623: 251 a Porto Empedocle e 372 a Lampedusa. Stamattina è attesa ad Augusta la Nave Acquarius, con a bordo altri 783 migranti. Negli ultimi due giorni ne sono stati soccorsi nel mare del Canale di Sicilia, e accolti in Italia, circa 1.600.

 

Ieri la Marina libica ne ha bloccati altri 400 a poche miglia da Sabrata, e nonostante gli accordi tra Tripoli ed il governo italiano, criticati anche dalla Cei, e i nuovi impegni presi dai leader europei al vertice di Malta, il flusso dei disperati dalle coste libiche verso il nostro Paese non si arresta.

 

SPESA RECORD

Dall' inizio dell' anno sono oltre 7 mila i profughi sbarcati in Italia, e di questo passo si batterà ogni record. Quello dei migranti accolti (176 mila nel 2016), ma anche quello della spesa pubblica necessaria per il soccorso e l' accoglienza, che secondo il governo contribuisce in modo determinante, insieme all' emergenza dovuta al terremoto, a mandare fuori linea il debito pubblico. Fino al punto di spingere Bruxelles a valutare una procedura d' infrazione alle regole sui conti pubblici. Il che sarebbe una doppia beffa per l' Italia, che da anni lamenta lo scarso impegno degli altri Paesi nel fronteggiare i flussi migratori.

 

 

In un rapporto appena inviato alla Commissione Europea sui "fattori rilevanti" che influenzano l' andamento del debito pubblico, il ministero dell' Economia sottolinea che quest' anno la spesa per l' immigrazione rischia di arrivare al record storico di 4,2 miliardi di euro. Nel 2016, al netto dei contributi della Ue (che sono stati pari ad appena 120 milioni) sono stati spesi 3,3 miliardi. Per il 2017 ne sono stati stanziati 3,8 e senza tener conto dei 200 milioni del «Fondo per l' Africa» per investire nei Paesi da cui partono i flussi di immigrazione più importanti.

 

Ma quella prevista in bilancio è una cifra che «se il trend degli ultimi mesi dovesse continuare», si legge nel Rapporto, potrebbe crescere di altri quattrocento milioni.

La crisi costa 8 miliardi Si spenderà il triplo rispetto alla media degli anni tra il 2011 e il 2013, prima dell' esplosione della crisi migratoria: tra 2,9 e 3,2 miliardi in più. Se poi si considera la maggior spesa in termini cumulati la dimensione dei costi sostenuti dall' Italia per l' emergenza assume proporzioni gigantesche. Secondo il ministero dell' Economia, dal 2014 al 2017 lo Stato avrà speso tra 8 e 8,4 miliardi di euro in più rispetto al periodo 2011-2013.

 

Così cresce il debito L' Italia pretende che questa spesa sia considerata «eccezionale» e dunque non conteggiata nel calcolo del disavanzo annuale monitorato per verificare il rispetto degli impegni di bilancio. La Commissione, però, è disposta a riconoscere come «eccezionale» non tutta, ma solo la spesa eccedente rispetto all' anno prima. In ogni caso, che pesi o meno sul deficit pubblico, la spesa si scarica sul debito.

 

Nel 2017, sottolinea il rapporto, la spesa per l' accoglienza è stimata in 2,3 miliardi di euro (1,9 l' anno scorso), quella per il soccorso in mare e i trasporti sarà pari a 860 milioni di euro (nel 2016 furono 913).

L' assistenza sanitaria costerà 250 milioni, l' educazione (nel 2016 sono arrivati anche 26 mila minori non accompagnati) 310 milioni.

Riforma sostenuta da una maggioranza trasversale: «Non razzismo, ma realismo» Case Atc agli immigrati La Regione Piemonte cambia le regole Gli attuali criteri per le assegnazioni penalizzano gli italiani .

Screening pagato dalla Regione e affidato alle Molinette Nel Centro di Settimo esami contro la Tbc “Controlli da marzo” Tra i profughi in arrivo aumentano i casi di scabbia In sei mesi sono state curate un migliaio di persone.

Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di richiedenti asilo. E gli arrivi sono destinati ad aumentare. L’assessora Cerutti: “Un sistema che da emergenza si sta trasformando in strutturale”. Coinvolgere maggiormente i Comuni.In Piemonte ci sono 14.080 migranti e il flusso non accenna ad arrestarsi: nel primo mese del 2017 sono già sbarcati in Italia 9.425 richiedenti asilo, in confronto ai 6030 dello scorso anno e ai 3.813 del 2015. Insomma, serve un piano. A illustrarlo è l’assessora all’Immigrazione della Regione Monica Cerutti, che spiega come la rete di accoglienza in questi anni sia radicalmente cambiata, trasformando il sistema «da emergenziale a strutturale».

La Regione punta su formazione e compensazioni mentre aumentano i riconoscimenti In Piemonte 14 mila migranti Solo 1200 nella rete dei Comuni A Una minoranza inserita in progetti di accoglienza gestiti dagli enti locali umentano i riconoscimenti delle commissioni prefettizie, meno rigide rispetto al passato prossimo: la tendenza si è invertita, le domande accolte sono il 60% rispetto al 40% dei rigetti. Non aumenta, invece, la disponibilità a progetti di accoglienza e di integrazione da parte dei Comuni. Stando ai dati aggiornati forniti dalla Regione, si rileva che rispetto ai 14 mila migranti oggi presenti in Piemonte quelli inseriti nel sistema Sprar - gestito direttamente dai Comuni - non superano i 1.200. Il resto lo troviamo nelle strutture temporanee sotto controllo dalle Prefetture. Per rendere l’idea, nella nostra regione i Comuni sono 1.2016. La trincea dei Comuni Un bilancio che impensierisce la Regione, alle prese con resistenze più o meno velate da parte degli enti locali: il termometro di un malumore, o semplicemente di indifferenza, che impone un lavoro capillare di convincimento. «Di accompagnamento, di compensazione e prima ancora di informazione contro la disinformazione e certe strumentalizzazioni politiche», - ha precisato l’assessora Monica Cerutti riepilogando le azioni previste nel piano per regionale per l’immigrazione. A stretto giro di posta è arrivata la risposta della Lega Nord nella persona del consigliere regionale Alessandro Benvenuto: «Non esistono paure da disinnescare ma necessità da soddisfare sia in termini di sicurezza e controllo del territorio, sia dal punto di vista degli investimenti. Il Piemonte ha di per sé ben poche risorse, che andrebbero utilizzate per creare lavoro e risolvere i problemi che attanagliano i piemontesi, prima di essere adoperate per far fare un salto di qualità all’accoglienza». Progetti di accoglienza Tre i progetti in campo: «Vesta» (ha come obiettivo il miglioramento dei servizi pubblici che si relazionano con i cittadini di Paesi terzi), “Petrarca” (si occupa di realizzare un piano regionale per la formazione civico linguistica), “Piemonte contro le discriminazioni” (percorsi di formazione e di inclusione volti a prevenire le discriminazioni). Inoltre la Regione ha attivato con il Viminale un progetto per favorire lo sviluppo delle economie locali sostenendo politiche pubbliche rivolte ai giovani ivoriani e senegalesi. Più riconoscimenti Come si premetteva, aumentano i riconoscimenti: 297 le domande accolte dalla Commissione di Torino nel periodo ottobre-dicembre 2016 (status di rifugiato, protezione sussidiaria e umanitaria); 210 i rigetti. In tutto i convocati erano mille: gli altri o attendono o non si sono presentati. I tempi della valutazione, invece, restano lunghi: un paio di anni, considerando anche i ricorsi. Sul fronte dell’assistenza sanitaria e della prevenzione, si pensa di replicare nel Centro di Castel D’Annone, in provincia di Asti, lo screening contro la tubercolosi che dal marzo sarà attivato al Centro Fenoglio di Settimo con il concorso di Regione, Croce Rossa e Centro di Radiologia Mobile delle Molinette.

INTANTO :«Non sono ipotizzabili anticipazioni di risorse» per l’asilo che Spina 3 attende dal 2009. La lunga attesa aveva fatto protestare molti residenti e c’era chi già stava perdendo le speranze. Ma in Circoscrizione 4, in risposta a un’interpellanza del consigliere della Lega Carlo Morando, il Comune ha messo nero su bianco che i fondi dei privati per permettere la costruzione dell’asilo non ci sono. Quella di via Verolengo resta una promessa non rispettata. Con la crisi immobiliare, la società Cinque Cerchi ha rinunciato a costruire una parte dei palazzi e gli oneri di urbanizzazione versati, spiegò mesi fa l’ex assessore Lorusso, erano andati per la costruzione del tunnel di corso Mortara. Ad ottobre c’è stata una nuova riunione. L’esito è stata la fumata nera da parte dei privati. «Sarà necessario che la progettazione e la realizzazione dell’opera vengano curate direttamente dalla Città di Torino», scrive il Comune nella sua risposta. Senza specificare come e dove verranno reperiti i fondi necessari, né quando si partirà.

 

Tunisia. Frattini: "Proporremo immigrazione circolare" - Il portale dell ...

www.stranieriinitalia.it/.../tunisia-frattini-qproporremo-immigrazione-circolareq.html

20 gen 2011 - L'immigrazione "circolare" è quella in cui i migranti, dopo un certo periodo di lavoro all'estero, tornano nei loro Paesi d'origine. Un sistema più ...

Tutto è iniziato quando è stato chiuso il bar. I 60 stranieri che erano a bordo del traghetto Tirrenia diretto a Napoli volevano continuare a bere. L’obiettivo era sbronzarsi e far scoppiare il caos sulla nave. Lo hanno fatto ugualmente, trasformando il viaggio in un incubo anche per gli altri 200 passeggeri. In mezzo al mare, nel cuore della notte, è successo di tutto: litigi, urla, botte, un tentativo di assalto al bancone chiuso, molestie ai danni di alcuni viaggiatori e persino un’incursione tra le cuccette. La situazione è tornata alla calma soltanto all’alba, poco prima dell’ormeggio, quando i protagonisti di questa interminabile notte brava hanno visto che sulle banchine del porto di Napoli erano già schierate le pattuglie della polizia. Nella nave Janas partita da Cagliari lunedì sera dalla Sardegna era stato imbarcato un gruppo di nordafricani che nei giorni scorsi aveva ricevuto il decreto di espulsione. Una trentina di persone, alle quali si sono aggiunti anche altri immigrati nordafricani. E così a bordo è scoppiato il caos. Il personale di bordo ha provato a riportare la calma ma la situazione è subito degenerata. Per ore la nave è stata in balia dei sessanta scatenati. All’arrivo a Napoli, il traghetto è stato bloccato dagli agenti della Questura di Napoli che per tutta la giornata sono rimasti a bordo per identificare gli stranieri che hanno scatenato il caos in mezzo al mare e per ricostruire bene l’episodio. «Il viaggio del gruppo è stato effettuato secondo le procedure previste dalla legge, implementate dalle autorità di sicurezza di Cagliari – si limita a spiegare la Tirrenia - La compagnia, come sempre in questi casi, ha destinato ai passeggeri stranieri un’area della nave, a garanzia della sicurezza dei passeggeri, non essendo il gruppo accompagnato  dalle forze di polizia. Contrariamente a quanto avvenuto in passato, il gruppo ha creato problemi a bordo per tensioni al suo interno che poi si sono ripercosse sui passeggeri». A bordo del traghetto gli agenti della questura di Napoli hanno lavorato per quasi 12 ore e hanno acquisito anche le telecamere della videosorveglianza della nave. Nel frattempo sono scoppiate le polemiche. «I protagonisti di questo caos non sono da scambiare con i profughi richiedenti asilo - commenta il segretario del Sap di Cagliari, Luca Agati - La verità è che con gli sbarchi dal Nord Africa, a cui stiamo assistendo anche in questi giorni, arrivano poco di buono, giovani convinti di poter fare cio’ che vogliono una volta ottenuto il foglio di espulsione, che di fatto è un lasciapassare che garantisce loro la libertà di delinquere in Italia. Cosa deve accadere per far comprendere che va trovata una soluzione definitiva alla questione delle espulsioni?»  In ostaggio per ore Per ore la nave è stata in balia dei sessanta scatenati, che hanno trasformato il viaggio in un incubo per gli altri 200 passeggeri  21.02.17

Istituto comprensivo Regio Parco La crisi spegne la musica in classe Le famiglie non pagano la retta da 10 euro al mese: a rischio il progetto lanciato da Abbado, mentre la Regione Piemonte finanzia un progetto per insegnare ai bambini italiani la lingua degli immigrati non viceversa.

 Qui Foggia Gli sfollati di una palazzina crollata nel 1999 vivono in container di appena 24 mq Qui Messina Nei rioni Fondo Fucile e Camaro San Paolo le baracche aumentano di anno in anno Donne e bambini Nei rioni nati dopo il sisma le case sono coperte da tetti precari, spesso di Eternit Qui Lamezia Terme Oltre 400 calabresi di etnia rom vivono ai margini di una discarica a cielo aperto  Qui Brescia Nelle casette di San Polino le decine di famiglie abitano prefabbricati fatiscenti Da Brescia a Foggia, da Lamezia a Messina. Oltre 50 mila italiani vivono in abitazioni di fortuna. Tra amianto, topi e rassegnazione Caterina ha 64 anni e tenacia da vendere. Con gli occhi liquidi guarda il tetto di amianto sopra la sua testa: «Sono stata operata due volte di tumore, è colpa di questo maledetto Eternit». Indossa una vestaglia a righe bianche e blu. «Vivo qui da vent’anni. D’estate si soffoca, d’inverno si gela, piove in casa e l’umidità bagna i vestiti nei cassetti. Il dottore mi ha detto di andare via. Ma dove?». In fondo alla strada abita Concetta, che tra topi e lamiere trova la forza di sorridere: «A ogni campagna elettorale i politici ci promettono case popolari, ma una volta eletti si dimenticano di noi. Sono certa che morirò senza aver realizzato il mio sogno: un balcone dove stendere la biancheria». Antonio invece no, lui non ride. Digrigna i denti rimasti: «Gli altri li ho persi per colpa della rabbia. In due anni qui sono diventato brutto, mi vergogno». Slum, favela, bidonville: Paese che vai, emarginazione che trovi. Un essere umano su sei, nel mondo, vive in una baraccopoli. In Italia sono almeno 53 mila le persone che, secondo l’Istat, abitano nei cosiddetti «alloggi di altro tipo», diversi dalle case. Cantine, roulotte, automobili e soprattutto baracche. Le storie di questi cittadini invisibili (e italianissimi) sono raccontate nel documentario «Baraccopolis» di Sergio Ramazzotti e Andrea Monzani, prodotto da Parallelozero, in onda domenica sera alle 21,15 su Sky Atlantic Hd per il ciclo «Il racconto del reale». Le baraccopoli sono non luoghi popolati da un’umanità sconfitta e spesso rassegnata. Donne, uomini, bambini, anziani. Vittime della crisi economica o di circostanze avverse. Vivono in stamberghe all’interno di moderni ghetti al confine con quella parte di città degna di questo nome. Di là dal muro la civiltà. Da questo lato fango, calcinacci, muffa, immondizia, fogne a cielo aperto. A Messina le abitazioni di fortuna risalgono ad oltre un secolo fa, quando il terremoto del 1908 rase al suolo la città. Qui l’emergenza è diventata quotidianità. Fondo Fucile, Giostra, Camaro San Paolo. Eccoli i rioni del girone infernale dei diseredati. Legambiente ha censito più di 3 mila baracche e altrettante famiglie. I topi, invece, sono ben di più. A Lamezia Terme oltre 400 calabresi di etnia rom vivono ai margini di una discarica. Tra loro c’è Cosimo, che vorrebbe andare via: «Non per me, ma per mio figlio, ha subìto un trapianto di fegato». A Foggia gli sfollati di una palazzina crollata nel 1999 vivono nei container di 24 mq. Andrea abita invece nelle casette di San Polino a Brescia, dove un prefabbricato fatiscente è diventato la sua dimora forzata: «Facevo l’autotrasportatore. Dopo due ictus ho perso patente e lavoro. I miei figli non sanno che abito qui. Non mi è rimasto nulla, nemmeno la dignità». Sognando un balcone «Il mio sogno? È un balcone dove stendere la biancheria», dice la signora Caterina nIl documentario «Baraccopolis» di Sergio Ramazzotti e Andrea Monzani, prodotto da Parallelozero, andrà in onda domani sera alle 21.15 su Sky Atlantic Hd per il ciclo «Il racconto del reale». Su Sky Atlantic Il documentario 3 domande a Sergio Ramazzotti registra e fotografo “Così ho immortalato la vita dentro quelle catapecchie” Chi sono gli abitanti delle baraccopoli? «Sono cittadini italiani, spesso finiti lì per caso. Magari dopo aver perso il lavoro o aver divorziato». Quali sono i tratti comuni? «Chi finisce in una baracca attraversa fasi simili a quelle dei malati di cancro. Prima lo stupore, poi la rabbia, il tentativo di scendere a patti con la realtà, la depressione, infine la rassegnazione». Cosa ci insegnano queste persone? «È destabilizzante raccontare donne e uomini caduti in disgrazia con tanta rapidità. Sono individui come noi. La verità è che può succedere a chiunque». Baraccopolid’Italia

01.03.17

GLI ITALIANI AIUTANO più FACILMENTE GLI EXTRACOMUNITARI RISPETTO AGLI ITALIANI.

 

 

CORRISPONDENZA sulla Xylella fastidiosa con la UE luglio 2018

XYLELLA\18-07-31-ARES 4037967.pdf

XYLELLA\18-07-31-ARES 4037967-cover.pdf

 

 

 

TEMI STORICI :

 

IL 16.11.19 alle ore 18 nella CHIESA S.MARIA GORETTI SI TERRA' LA MESSA IN COMMEMORAZIONE  DI EDOARDO AGNELLI

VEDI QUI LE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI

 https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pgSdXDIwzmDgGSLkE

 

 

 

Agnelli Segreti puntata 1 "Il silenzio" - Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=GluwLstPQVk
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Perché nessun giornale e nessuna televisione ha mai parlato di quello che accadde veramente poco ...

 

Agnelli Segreti puntata 2 "Il rendiconto" - Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=0NFdL6Pky2U
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

I momenti precedenti la morte dell'Avvocato, le stanze di villa Frescot precluse a Margherita, il muro di ...

 

Agnelli Segreti puntata 3 "La Dicembre" - Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=qUSrkoqsznk
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Il primo colpo di scena ai danni di Margherita riguarda la decisione di sua madre Marella, che non ...

 

Agnelli Segreti puntata 4 "Un grande mistero alla Camera ... - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=YdFSP0y_Zd4
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Agnelli Segreti puntata 4 "Un grande mistero alla Camera di Commercio di Torino" - Gigi Moncalvo ...

 

Agnelli Segreti puntata 5 "Le lettere segrete"- Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=dVa9RYIuKbs
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Puntata dedicata alle lettere più "segrete" e riservate della storia del patrimonio di Gianni Agnelli ...

Agnelli Segreti puntata 6 "Nei paradisi fiscali" - Gigi Moncalvo - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=dV13XpJ7Hg4
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Margherita Agnelli continua la sua ricerca di informazioni sul patrimonio di suo padre custodito all ...

 

Agnelli Segreti puntata 7 "Grande Stevens non poteva non ... - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=NRk5wky5pU8
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Margherita Agnelli entra in possesso dei documenti di una importante ... puntata 7 "Grande Stevens ...

 

Agnelli Segreti puntata 8 "Condizioni inaccettabili" - Gigi Moncalvo ...

https://www.youtube.com/watch?v=-_ctVS2R8KA
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

In questa puntata Margherita Agnelli, nel suo esposto alla magistratura, illustra lo “strano” comportamento ...

 

Agnelli Segreti puntata 9 "Estorsione" e "truffa"? - Gigi Moncalvo ...

https://www.youtube.com/watch?v=lu4AwXQ0mQE
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

L'esposto alla magistratura di Margherita Agnelli ci rivela e illustra i retroscena della spartizione del ...

 

Agnelli Segreti puntata 10 "I due accordi capestro" - Gigi Moncalvo ...

https://www.youtube.com/watch?v=Kec3oy8jJVA
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Margherita Agnelli scrive una lettera a sua madre nel tentativo estremo di riallacciare i rapporti e ...

 

Agnelli Segreti puntata 11"Niente pace, solo guerra..." - Gigi Moncalvo ...

https://www.youtube.com/watch?v=OBEwZqMvE4A
23 apr 2018 - Caricato da Gigi Moncalvo

Margherita aggiunge una sua postilla autografa all'accordo transattivo con sua madre: "Accetto, ma ...

 

 

 

DOPO E.A RAFFAELLO BUCCI

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-be95167b-3325-4adb-9ff1-90ad235c26c4.html

 

 

L'OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI:

IL 16.11.17 Gigi Moncalvo ha scritto:
"Il 15 novembre di diciassette anni fa moriva Edoardo Agnelli, unico figlio maschio e uno dei tre legittimi eredi (insieme a sua madre Marella e a sua sorella Margherita) di Gianni Agnelli. E quindi del gigantesco impero economico e, soprattutto, dell’immenso patrimonio (specie all’estero) accumulato dal defunto, scomparso il 24 gennaio 2003, poco più di due anni dopo suo figlio. Anche in questa ricorrenza sarà possibile verificare come sia stato completamente cancellato il figlio “scomodo” dell’Avvocato, a partire da alcuni esponenti di quel poco che resta dell’ex Royal Family. Da anni nessun necrologio, nemmeno sui giornali della Casa, nessuna breve notizia per ricordarlo, nemmeno una messa celebrativa. Anche quest’anno solo un mazzo di fiori inviati dalla sorella nella tomba di famiglia del cimitero di Villar Perosa, e una messa celebrata col rito greco-ortodosso nella cappella di casa Agnelli-De Pahlen ad Allaman sulle rive del lago di Ginevra.
A parte questo, nemmeno un tweet (a meno che non lo scriva dopo aver letto questo articolo) di Lapo Elkann, nipote di Edoardo, che in genere è un prodigo e instancabile facitore di cinguettii telematici. Niente neppure sul sito ufficiale della Juventus, di cui Edoardo era stato consigliere. Ma in questo caso è in buona compagnia, poiché da lungo tempo il club bianconero ha dimenticato perfino di ricordare il famoso e vero “Avvocato dell’Avvocato” – altro che Franzo Grande che si è auto-attribuito questo appellativo… - , cioè Vittorio Chiusano (scomparso nel periodo tra la morte di Gianni, prima, e poi di Umberto Agnelli), per anni consigliere, poi vicepresidente e, dal 1990 al 2004, presidente della società calcistica (con lui vivo “Calciopoli” sarebbe andata ben diversamente…)
UN MOVENTE MAFIOSO - Questo anniversario della morte di Edoardo Agnelli coincide con una notizia clamorosa che, in qualche modo, rende ancora più fitto ma finalmente tenta di svelare il mistero che circonda quell’avvenimento, aprendo nuovi scenari finora sconosciuti: la comparsa in scena di un movente e di una esecuzione mafiosa. Finora sulla morte di Edoardo gli interrogativi erano questi. Fu un suicidio, come si è voluto ostinatamente far credere arrivando perfino a occultare molte verità e molti dati di fatto? Un suicidio eventualmente procurato, e da chi? Oppure, tesi fino al momento meno probabile, si trattò addirittura di un omicidio? La lacunosa e quasi inesistente inchiesta venne condotta superficialmente sia dalla Procura della Repubblica di Mondovì (il corpo di Edoardo venne trovato nei pressi di Fossano, ai piedi di un viadotto dell’autostrada Torino-Savona), sia dalla Digos di Torino (che “dimenticò” perfino di sequestrare le videoregistrazioni delle telecamere del perimetro di Villa Sole, la casa di Edoardo nella collina torinese, e interrogò in modo blando gli uomini della scorta accontentandosi di una versione scritta, prefabbricata e identica, predisposta dal Gruppo Orione, cioè la security della Fiat). Tutto ciò ha messo una pietra tombale sulla ipotesi di reato su cui l’allora Procuratore di Mondovì, Riccardo Bausone (da tempo in pensione) aprì un fascicolo: “istigazione al suicidio”. Un titolo cui non corrispose alcun atto concreto. Infatti, in questa direzione sarebbe stato ovvio interrogare per primi i genitori di Edoardo, la sorella Margherita, il cognato Serge de Pahlen (con cui quel giorno fatale ci doveva essere un incontro a Torino), lo zio Umberto Agnelli e l’altro zio (l’editore Carlo Caracciolo, con cui ci fu un’ultima telefonata prima della morte), e anche i due stretti collaboratori di Gianni Agnelli, cioè Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, che avevano avuto e avevano contatti con lo scomparso, specie il primo in ambito IFI. Invece niente. Non solo, ma a contribuire alla tesi del suicidio erano stati in questi anni certi atteggiamenti della famiglia o comunque degli ambienti Fiat che, specie nelle versioni accreditate dall’ufficio-stampa, enfatizzavano la versione “ufficiale”, manipolavano notizie di agenzia, “suggerivano” interviste con parenti ed esperti di parte, e stroncavano (non è dato sapere su ordine di chi…) ogni tentativo serio di arrivare alla verità e di mettere in dubbio ciò che si è voluto far credere per diciassette anni instillando nell’opinione pubblica solo la parola “suicidio”.
CINQUANTA LACUNE NELL’INDAGINE - Nel mio introvabile libro “Agnelli Segreti” (lo potete acquistare su www.gigimoncalvo.it), dopo aver esaminato con attenzione il fascicolo giudiziario che era secretato, avevo ricostruito una cinquantina di punti oscuri che erano in forte contrasto con la tesi del suicidio. Per cui, conclusi, che era ed è meglio definire il tutto con l’unica cosa certa: la morte di Edoardo. Dopo aver letto quella parte del mio libro, e alcuni documenti successivi, Margherita Agnelli aveva inviato un dossier (insieme al fascicolo giudiziario) ai suoi legali per esaminare se fosse possibile chiedere la riapertura del caso, un po’ come è avvenuto a Siena in tempi recenti e per un lasso di tempo più vicino alla morte, da parte della vedova di Davide Rossi, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi, anch’egli scomparso a seguito di un misterioso “suicidio”. Dopo l’archiviazione da parte della Procura di Siena, ora, dopo una inchiesta condotta dalle “Iene”, la Procura di Genova (competente per le indagini sui magistrati senesi) non ha riaperto le indagini, ma solo un fascicolo, senza però alcuna ipotesi di reato. Ma, nel caso di Edoardo, l’apporto che avrebbe potuto dare un’inchiesta tv non c’è mai stato (a parte un encomiabile tentativo qualche anno fa nel programma “Complotti” di Giuseppe Cruciani). Ed è andato semmai in senso contrario, come dimostra uno scambio di e-mail con la Procura di Mondovì, allorché “La Storia siamo noi” di Giovanni Minoli, allo scopo di visionare i documenti secretati e di filmarne alcune parti, scrisse al magistrato: “Dal fascicolo (dov’è vero che emergono alcune lacune nell’indagine svolta) il nostro medico legale neutrale sosterrà l’ipotesi della caduta in piedi (dal tipo di fratture riportate e dall’altezza rilevata dopo la caduta che risultava 20 cm in meno) confermando in sostanza l’ipotesi del suicidio”. Era incredibile: prima ancora di esaminare il fascicolo e farlo leggere ai loro “esperti”, i responsabili del programma avevano già una tesi sostenuta dal «nostro medico legale», ovviamente “neutrale”: dirà che non ci sono dubbi, Edoardo si è suicidato. E aggiungerà perfino che uno dei punti più “strani” dell’esame così poco approfondito del cadavere (scrissero una misura di 20cm inferiore all’altezza reale di Edoardo…) verrà spiegato così: Edoardo è caduto «in piedi», e a causa del violento impatto, il suo corpo si è accorciato di 20 centimetri! Ecco risolto “scientificamente” il mistero dell’errata indicazione da parte del medico legale di Fossano. Prima di morire Edoardo era alto 1,90cm, dopo la morte è diventato un metro e 70 (anche se nel referto medico, sbagliato, c’è scritto 1,75 e quindi “l’accorciamento” sarebbe stato di 15cm). Davvero interessante, per quello che era stato annunciato come un «documentario anglosassone» dal «linguaggio asciutto».
NON CI SONO IMPRONTE - Margherita Agnelli si è affidata a un pool di investigatori italiani e stranieri. I quali sono partiti da un dato: nel rapporto della polizia scientifica di Cuneo, che ha esaminato l’auto di Edoardo (una Fiat Croma grigio metallizzata, targata TO66917V appartenuta a Gianni Agnelli e su cui era montato un motore Peugeot), emerge un dato incredibile, e mai utilizzato come spunto per ulteriori indagini: “Sulle superfici esterne dell’autovettura” non sono emerse “linee di impronte papillari latenti”. Vale a dire: non c’era nessun impronta digitale. Né sulla maniglia, né sul comando di apertura del portellone posteriore (che era aperto). E nemmeno all’interno dell’abitacolo: né sul volante, né sulle chiavi di accensione, né sulla leva del cambio, né sui tasti del telefono, né nella bottiglia d’acqua accanto al posto di guida. Com’è possibile che non ci fossero impronte, dato che Edoardo non indossava mai i guanti? Trentatré fotografie documentano il lavoro della scientifica. Esaminandole con strumenti sofisticati, gli investigatori privati hanno tratto una sola conclusione: tutte le impronte sono state cancellate. Si è trattato quindi, almeno per questo aspetto, di un lavoro compiuto da esperti criminali che potrebbero aver portato l’auto sul viadotto e l’hanno poi ripulita? C’era anche Edoardo su quell’auto e da lì qualcuno lo ha lanciato nel vuoto? Gli investigatori hanno elencato una serie di elementi che potrebbero far pensare a questo. Era difficile per Edoardo parcheggiare così bene l’auto, scendere, armeggiare per salire sull’alto guard-rail tipo jersey, e gli era impossibile muoversi con agilità dato il peso che egli aveva raggiunto e la necessità di far uso di un bastone per una recente caduta in Scozia. Possibile che fosse riuscito a salire da solo su quella barriera e a scavalcarla senza che nessuno delle centinaia di automobilisti che transitavano sulle due carreggiate dell’autostrada notasse nulla?
IL MOVENTE MAFIOSO? – Se la evidente e incontestabile cancellazione delle impronte su tutte le superfici dell’auto rivelava un lavoro di autentici professionisti del crimine, occorreva ripercorrere alcuni avvenimenti accaduti nel gruppo FIAT e cercare di contestualizzarli con un eventuale movente plausibile avente come bersaglio proprio Edoardo, uno degli anelli più deboli della famiglia. Sono stati incrociati numerosi dati e controllate moltissime circostanze specie di carattere finanziario. Gli investigatori si sono soffermati su una vicenda del 1997, allorché IFIL Spa, la società di investimento controllata dagli Agnelli (tramite l’IFI), con un portafoglio di 5 miliardi di odierni euro, gestita da Umberto Agnelli e Gabriele Galateri di Genola, portò a compimento una strana operazione in uno dei settori-chiave delle sue partecipate (che spaziavano su oltre cento società, nel settore bancario, calcistico, turistico). IFIL a un certo punto decise di vendere una parte cospicua di una di queste società. E scelse (o fu “consigliata” o “costretta” a scegliere?) un signore che non aveva alcuna dimestichezza col business di quel settore, anzi il contrario. Si trattava di un piccolo fornitore di parti elettriche per le auto Fiat, proprietario di un piccolo impianto con pochi addetti. Un signore che non aveva mai manifestato alcuna propensione per quel tipo di business che gli veniva affidato da IFIL. Che, addirittura, per incoraggiarlo ad accettare attraverso il San Paolo gli garantì cospicui finanziamenti. Venne costituita una finanziaria ad hoc, e quel signore cominciò a scegliere tra i suoi parenti prossimi gli improvvisati manager per gestire quel grosso affare.
UNA SCALATA - Tutto sembrava filare per il meglio ma nel 1999 a Torino si accorsero che qualcosa non andava. Forse avevano scelto quel nome come “testa di legno” o semplice esecutore di ordini, ma invece quel piccolo imprenditore doveva essersi montato la testa, aveva fatto investimenti e acquisizioni ben al di là di quello che IFIL voleva, a poco a poco aveva osato scalare alcune società e stava diventando padrone assoluto (o si comportava come tale) di tutto quel settore dove IFIL voleva continuare a regnare. Non era possibile che costui si permettesse di portare via ciò che gli era stato fiduciariamente affidato e si appropriasse di beni non suoi, per di più senza alcun rispetto per una potenza come IFIL. Cercarono di convincerlo a fermarsi, ma ormai la macchina era lanciata. Allora ordinarono alle banche di chiudergli i rubinetti del credito e farlo rientrare. La lotta si scatenò su più fronti e il teatro delle operazioni si concentrò in Sicilia, dove tutto era avvenuto nel corso degli anni, e arrivò fino a denunce, fallimenti, curatele, amministrazioni controllate, blocchi delle attività. Con l’intervento della magistratura, i rischi di denunce per appropriazione indebita, falso in bilancio, bancarotta fraudolenta cominciarono a lambire i parenti stretti del piccolo imprenditore che comparivano come amministratori delle varie società. Uno o una di questi si confidava continuamente con una persona di fiducia (un fidanzato, una fidanzata, un amico, un’amica?). E a un certo punto annunciò: “Questi di Torino se la stanno prendendo con me. Ma devono stare attenti: non sanno che cosa significa e quali conseguenze può avere toccare me o qualcuno della mia famiglia”). Gli investigatori hanno rintracciato questo o questa testimone che avrebbe firmato una lunga dichiarazione giurata e fornito date, circostanze e particolari su questa vicenda. Concludendo con questa affermazione: “In seguito le cose precipitarono. E la frase che ricordo bene fu questa: “Adesso hanno esagerato. E allora sai che ti dico? Visto che se la sono presa con qualcuno di noi, gli faremo vedere che cosa siamo capaci di fare al qualcuno di loro, a qualcuno della loro famiglia!”.
Da qui sarebbe nata la “vendetta”, il desiderio di “fargliela pagare” a quelli di Torino, fino ad arrivare al bersaglio più vulnerabile, più fragile, meno protetto, affidando il “lavoro” a una squadra di professionisti, quelli che cancellano le impronte. Questa ricostruzione riguarda geograficamente e per molti aspetti, del passato e del presente, la zona di Castelvetrano, terra mediterranea, terra di vini marsala, in provincia di Trapani. Il luogo da cui regna, ancor oggi indisturbato, sull’immenso impero che ha creato Matteo Messina Denaro, la primula rossa di “Cosa Nostra”. Basta incrociare i dati su alcune persone originarie di Castelvetrano, molto ben collegate da anni col boss, basta legare alcune parentele con gli amministratori di certe società, per arrivare alle conclusioni cui sono giunti gli investigatori di Margherita Agnelli.
IL DUBBIO DI MARGHERITA AGNELLI - E adesso? La sorella di Edoardo è di fronte a una strada, la stessa che le si presentò anni fa quando cominciò la sua lunga battaglia per avere trasparenza sul patrimonio di suo padre: andare avanti o fermarsi? Andare avanti significherebbe presentare un dossier alla magistratura, chiedere la riapertura del caso, arrivare perfino alla richiesta di riesumazione del corpo di Edoardo per fare quell’autopsia (a diciassette anni dalla morte è ancora possibile e potrebbe dare qualche risultato interessante) che incredibilmente la Procura di Mondovì non volle ordinare, chiudendo la (cosiddetta) inchiesta in pochi giorni e trascurando ogni pista. Margherita Agnelli, stando a chi le è vicino, sembra aver commentato così le conseguenze che la sua decisione potrebbe provocare: “Già mi hanno insultata, cancellata, diffamata per il solo fatto di aver osato andare in Tribunale per chiedere il rendiconto dei beni di mio padre. Il mio figlio primogenito non mi parla da anni, non mi ha nemmeno invitato al battesimo dei suoi tre figli, né alla festa per il suo decimo anniversario di matrimonio, nonostante si svolgesse a Villar Perosa, che tra l’altro è casa mia, dato che mio padre me l’ha lasciata in eredità. Cosa succederebbe se ora chiedessi di riaprire il caso riguardante il povero Edoardo? Mi direbbero, come minimo, che questa eventuale mia iniziativa è la conferma che sono impazzita, che non ci sono più con la testa, che sono incontrollabile, che di me non ci si può fidare, che ha fatto bene la mia famiglia a rompere i ponti con me, che bisogna che qualcuno mi fermi, che non ho limiti….. Ne vale la pena? E’ il prezzo che devo pagare per conoscere finalmente un po’ di quella verità che da anni sto cercando sulla morte misteriosa del mio povero fratello?”. Come darle torto."

IO LE DO TORTO ! Mb

IL 17.11.18 ORE 18 CHIESA S.MARIA GORETTI TORINO V.P.COSSA ANG V.ACTIS

Edoardo, l’Agnelli cancellato dall’album di famiglia

Una messa di suffragio a Ginevra e una commemorazione islamica a Teheran. A sedici anni dalla sua tragica morte, sul figlio dell'Avvocato prosegue la damnatio memoriae. Cosa non nuova nella secolare storia della schiatta - di GIGI MONCALVO

Sedici anni fa, il 15 novembre, moriva Edoardo Agnelli, il figlio primogenito di Gianni e Marella. Aveva 46 anni. Il suo corpo venne trovato riverso sulle pietre accanto al torrente Stura ai piedi di un pilone dell’autostrada Torino-Savona, nei pressi di Fossano. Quel viadotto portava il nome di un indimenticato generale dei Carabinieri, Franco Romano, precipitato nell’elicottero su cui viaggiava nel dicembre 1998. Il generale, che ha lasciato una moglie e un figlio che vivono a Torino, tra l’altro era amico di Edoardo.

Questo sedicesimo anniversario avrà la caratteristica crudele e tremenda delle altre analoghe ricorrenze: l’oblìo. Edoardo è stato letteralmente cancellato dalla famiglia, o da quel poco che resta degli Agnelli (coloro che portano questo cognome per nascita oggi sono solo otto, di cui appena tre del ramo-Gianni e cinque del ramo-Umberto, in attesa che Andrea e Deniz Akalin incrementino il numero). Per ricordare Edoardo, come negli anni scorsi, non ci sarà nulla, o ben poco. Non troverete sulla Stampa, o sul Corriere della Sera o su Repubblica (di cui John Elkannè da poco diventato il secondo  azionista dopo Carlo De Benedetti) nemmeno poche righe di necrologio. Eppure Jacky non dovrebbe sborsare nemmeno un cent essendo il proprietario…

Nelle pagine di cronaca cittadina non ci sarà nemmeno una breve che annuncia una messa di suffragio. Anche perché tale cerimonia, nemmeno in privato, ci sarà, almeno in Italia. La madre di Edoardo, donna Marella, ha letteralmente cancellato dalla sua mente questa ricorrenza e probabilmente ha tentato di farlo anche con molti ricordi per lei sgradevoli. L’unica funzione di suffragio di cui si è avuta notizia si svolgerà, col rito greco-ortodosso, ad Allaman, sulle sponde del lago di Ginevra, nella piccola cappella privata che allinea alcune icone dipinte da Margherita de Pahlen, la sorella di Edoardo. Lei, il marito Sergee i cinque figli manderanno il consueto mazzo di rose rosse al cimitero di Villar Perosadove c’è la tomba di Edoardo.  Lapo? Lasciamo perdere. L’anno scorso, proprio in questo anniversario, inondò i social media di repliche alle osservazioni ironiche di Diego Della Valle sul fatto che gli Elkann erano più portati alle discoteche che al lavoro… Per zio Edoardo non sprecò nemmeno un tweet. Perfino la Juventus, allineata e prona ai voleri dell’azionista di maggioranza (ma Andrea perché non si fa valere?), ha dato una “coltellata” alla memoria: da anni sul sito ufficiale del club non c’è un ricordo di Edoardo che pure era stato consigliere di amministrazione, sedeva spesso in panchina con Trapattoni e litigò di brutto con Giampiero “Marisa” Boniperti chiedendo che la Coppa sporca di sangue vinta a Bruxelles venisse restituita e la partita col Liverpool rigiocata. Ma il sito del club non è nuovo a cadute di stile: non c’è mai nemmeno una riga nell’anniversario della morte dell’avvocato Vittorio Chiusano, il vero e unico “avvocato dell’Avvocato” che fu presidente della Juve per molti anni.

La ex-famiglia Agnelli non solo dimentica ma cancella letteralmente le figure “scomode” o considerate tali. È accaduto perfino con Virginia Bourbon del Monte, la mamma di Gianni e dei suoi sei fratelli e sorelle (Clara, Susanna, Cristiana, Maria Sole, Giorgio e Umberto), considerata “colpevole” di aver amato Curzio Malaparte, di essere morta in circostanze non commendevoli, ma soprattutto di aver frequentato il Generale Karl Wollf che fu, dal febbraio all'ottobre del 1944, il Governatore Militare e il Comandante supremo delle SS e della Polizia nel nord d’Italia. Fu proprio in virtù di questi rapporti tessuti con pazienza da Virginia Agnelli con il mondo cattolico che il generale Wollf, il 10 maggio 1944, ebbe un incontro segreto in Vaticano con Papa Pio XII, organizzato da Virginia con i buoni uffici, almeno sul fronte tedesco, del colonnello Eugene Dollmann, comandante della piazza di Roma e abituale frequentatore di casa Agnelli al Bosco Parrasio. Lo scopo di Virginia venne raggiunto:  evitare spargimenti di sangue al momento del ritiro delle truppe tedesche incalzate dagli alleati ormai sbarcati fin da gennaio ad Anzio. E, soprattutto, la revoca dell’ordine di distruggere le grandi bellezze della capitale dopo la resa. A Karl Wolff e al generale Wilhelm Burgdorf il Führer aveva affidato l’Operazione Rabat, ovvero di rapire il Papa. E Wollf, nel corso di quell’incontro, informò di persona ilPapa. Chissà perché gli Agnelli hanno sempre voluto “nascondere” le loro collusioni col fascismo (quando Gianni da soldato ebbe il primo incidente d’auto alla gamba vicino alla Linea Gotica viaggiava su un’auto del comando nazista guidata da un soldato tedesco…), pur avendo la coscienza sporca, non hanno mai perdonato a Virginia le sue “collusioni”, anche se a fin di bene, coi nazisti a Roma. Infatti, quell’episodio salvò molte vite umane e soprattutto impedì la distruzione dei monumenti più importanti della Città Eterna. Un comportamento un po’ strano, soprattutto quello del capostipite Senatore Giovanni Agnelli di cui è possibile vedere ancor oggi le immagini su youtubementre in camicia nera rende omaggio al Duce in visita agli stabilimenti della Fiat a Torino. Il nonno di Gianni era solito ripetere, a chi gli chiedeva se fosse fascista o antifascista: “Sono sia l’una che l’altra cosa. A Torino sono anti-fascista perché ci sono gli operai, i sindacati e il partito comunista. A Roma invece sono fascista perché c’è il Duce e ci sono i ministri che mi devono firmare le commesse per la guerra”.

Virginia Agnelli non è stata mai sufficientemente ricordata e onorata, edifici o scuole che le sono intitolate portano il nome di suo marito Edoardo insieme al suo. Non c’è una via che la ricordi, a parte una stradina periferica di Roma, lo stesso Gianni non partecipò ai funerali della madre. La versione ufficiale dice che era in Scandinavia per stipulare accordi commerciali, in realtà era stato il nonno a farlo partire e non perché temesse che il processo di epurazione in corso contro lui e Vittorio Vallettapotesse coinvolgere anche il nipote prediletto. Il testamento “segreto” del Senatore, scritto alcuni anni prima della morte e reso noto dopo la sua scomparsa, dimostrò quanto egli detestasse l’affascinante e indomabile nuora al punto da lasciarle poche briciole (con la clausola che venissero versate dai figli…) e nemmeno un tetto sotto il quale abitare. Per fortuna, Virginia era già morta da poco più di un mese e le fu risparmiata quest’ultima umiliazione. È stato cancellato anche Giorgio, il secondo figlio maschio di Virginia, il fratello numero sei –nato il 12 maggio 1929 –, morto a Rolle in Svizzera nel 1965 alla vigilia del suo trentaseiesimo compleanno. Era stato ricoverato in un ospedale psichiatrico dopo che Gianni e Susanna firmarono una richiesta di internamento e chiamarono i carabinieri per farlo portare via. 

Tornando a Edoardo Agnelli l’aspetto più paradossale di questo sedicesimo anniversario è che il defunto è stato commemorato solo a Teheran. Lo annuncia la giornalista iraniana Amani Raziesu ParsToday. Nel sito è raffigurato un manifesto commemorativo in cui una grande forbice taglia in due una foto con la figura di Edoardo. Dunque i tentativi di speculazione sulla sua presunta e mai provata conversione alla religione islamica continuano.

Ad alimentare tutto questo, e soprattutto la inopinata cancellazione del proprio parente, è proprio e anche il silenzio del nipote di Edoardo, John Elkann. Il quale dimostra davvero di non avere cuore per il suo sfortunato zio. E pensare che la sua ascesa “al trono” è stata favorita, non solo da Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, ma proprio grazie alla scomparsa di Edoardo e dal tipo di “ostacolo” che egli rappresentava in quanto figlio ed erede legittimo. Nella sua ultima famosa intervista a Paolo Griseri del Manifesto (15 gennaio 1998, due anni e dieci mesi prima della morte), Edoardo confermava per l’ennesima volta che, in caso di morte del padre, avrebbe fatto valere quanto previsto dalle leggi successorie italiane. Quindi, indipendentemente da ciò che c’era scritto nel testamento, avrebbe fatto valere la sua “legittima” e cioè sarebbe divenuto proprietario delle azioni della “Dicembre” e dell’“Accomandita Giovanni Agnelli” e non del corrispettivo in denaro come aveva previsto il padre, su suggerimento dei due “grandi vecchi”. Che Edoardo avesse un pacchetto di azioni delle due casseforti rappresentava un “pericolo” da evitare ad ogni costo. Si pensi che cosa sarebbe accaduto della “Dicembre” e della governance del Gruppo se Edoardo fosse stato ancora in vita dopo la morte di Gianni Agnelli. Le sue azioni ereditate e sommate a quelle della sorella avrebbero potuto determinare e condizionare certi incredibili atteggiamenti che donna Marella ha avuto in sede di successione privilegiando uno solo degli otto nipoti e dando una autentica pugnalata alla schiena alla figlia. Edoardo in vita e Margherita avrebbero potuto far cambiare idea alla madre e impedirle di consegnare il gruppo a un giovane, imberbe e inesperto nipote, a scapito anche dell’altra co-erede e degli altri sette nipoti?

John sembra aver dimenticato queste cose, e in questo periodo è occupato soltanto a far credere una cosa insostenibile e smentita da ogni documento: e cioè che egli abbia ceduto a Lapo e Ginevra una parte delle azioni della “Dicembre”. Non è vero, non può e non potrà mai farlo. Solo in caso di sua morte lo statuto prevede che i suoi figli possano diventare soci ereditando le quote del padre. E Lavinia? Anche lei potrà, ma solo a una condizione: che Gabetti, Grande Stevens padre e figlia, e Cesare Ferrero, siano d’accordo e votino a suo favore. John è uno che quando vuole dimentica, ma molto più spesso ricorda fin troppo bene. Non ha mai dimenticato quel che disse il povero Edoardo al Manifesto. Pochi giorni prima, nel dicembre 1997, c’erano stati i funerali di Giovannino, il figlio di Umberto, e il giovane John era stato imposto dal nonno Giovanni nel cda della Fiat, nonostante avesse solo 22 anni e nemmeno la laurea, tra il mormorio e le proteste degli altri soci. Edoardo non nascose nulla di se stesso quando disse, ad esempio, con ironia:  “Francesco d’Assisi era uno che soffrì molto perché era considerato un matto e venne esautorato anche dall’amministratore del suo ordine”. Edoardo aggiunse: “Allo stato attuale ho scelto di lavorare all’interno della famiglia, con il mio nome e cognome. Non ho cambiato paese e abito (…)”. 

Edoardo, in quella sua ultima intervista, dà una risposta netta sul suo, e di suo padre, “nipotino” Jacky: “Considero quella scelta uno sbaglio e una caduta di stile, decisa da una parte della mia famiglia, nonostante e contro le perplessità di mio padre, che infatti all’inizio non voleva dare il suo assenso. Non si nomina un ragazzo pochi giorni dopo la morte di Giovanni Alberto, per riempire un posto. Se quel posto fosse rimasto vacante per qualche mese, almeno il tempo del lutto, non sarebbe successo niente. Invece si è preferito farsi prendere dalla smania con un gesto che io considero offensivo anche per la memoria di mio cugino”. Edoardo, e questo è un passaggio fondamentale, afferma che suo padre nutriva perplessità per quella scelta su Jaky. Sostiene che l’Avvocato “in un primo tempo non voleva dare il suo assenso”. Forse era davvero questa la realtà. 

Il giornalista del Manifesto pone una domanda inevitabile dopo quel giudizio molto duro pronunciato da Edoardo a proposito di Jaky: “Formulato da lei potrebbe far pensare a una volontà di rivincita per non essere stato chiamato a ricoprire quell’incarico”. Ma Edoardo rincara la dose: “Ripeto che non ho alcuna intenzione di candidarmi. Ma, se fosse dipeso da me, non avrei operato quella sostituzione in tempi così stretti, né avrei fatto quella scelta. Una scelta negativa per la Fiat e per lo stesso ragazzo, un ragazzo in gamba che rischia di venire sacrificato in un gioco più grande di lui. Io ho grande rispetto per la Fiat e per i suoi manager, che sono molto bravi. Ma come si giustifica, di fronte a un’assemblea di azionisti, la presenza in consiglio di un ragazzo di 22 anni? Quali consigli può dare sulle strategie aziendali?”.

Griseri fa osservare che l’Avvocato si è già trovato a fronteggiare questo problema, nessuno dimentica come rumoreggiava la sala il giorno in cui venne annunciata la cooptazione di Jaky. Il nonno, allora, aveva risposto in prima persona, infastidito, prendendo il microfono, interrompendo i lavori e ricordando agli scettici e ai perplessi che egli stesso aveva ricoperto quell’incarico proprio a ventidue anni. “Ma erano altri tempi – replica Edoardo – e c’era un altro spirito, lo spirito di mio bisnonno, il fondatore della Fiat. Oggi invece una parte della mia famiglia si è fatta prendere da una logica barocca e decadente. Senza offesa per nessuno, siamo vicini al gesto di Caligola che nominò senatore il suo cavallo. La Fiat è un’azienda seria, non un club per ventenni. E poi quella designazione fa male al ragazzo. Se lei – chiede Edoardo - avesse un  figlio di vent’anni lo metterebbe in una situazione del genere? Un posto in consiglio di amministrazione deve essere il coronamento di una vita in azienda, non può essere dato così”.

Per saperne di più leggere Agnelli Segreti e I Lupi e gli Agnelli di Gigi Moncalvo, reperibili su www.gigimoncalvo.it o gigimoncalvo@gmail.com

 

SE VUOI AVERE UNA COPIA DEL TESTAMENTO OLOGRAFO DI GIANNI AGNELLI E DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI  :

 https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pgSdXDIwzmDgGSLkE

 

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

 PERCHE' TORINO HA PAURA DI CONOSCERE LA VERITA' SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI ?

Il prof.Mario DE AGLIO alcuni anni fa scrisse un articolo citando il "suicidio" di EDOARDO AGNELLI.  Gli feci presente che dai documenti ufficiali in mio possesso il suicidio sarebbe stato incredibile offrendogli di esaminare tali documenti. Quando le feci lui disconobbe in un modo nervoso ed ingiustificato : era l'intero fascicolo delle indagini.

A Torino molti hanno avuto la stessa reazione senza aver visto ciò che ha visto Mario DE AGLIO ma gli altri non parlano del "suicidio" di Edoardo AGNELLI ma semplicemente della suo morte.

Mb

02.04.17

 

 

TUTTO DEVE PARTIRE DALL'OMICIDIO PREMEDITATO DI EDOARDO AGNELLI     

come dimostra l'articolo sotto riportato:

È PIENA GUERRA TRA ACCUSE, SOSPETTI, RICORSI IN TRIBUNALE E CONTI CHE NON TORNANO NELLE FONDAZIONI CHE CUSTODISCONO IL TESORO DI FAMIGLIA

Ettore Boffano e Paolo Griseri per "Affari&Finanza" di "Repubblica"

È una storia di soldi, tantissimi soldi. Almeno 2 miliardi di euro secondo la versione più moderata tra quelle che propone Margherita Agnelli; un miliardo e 100 milioni a sentire invece il suo ex legale svizzero, Jean Patry, che contribuì a redigere a Ginevra il "patto successorio" del 2004 con la madre Marella Caracciolo.

Per l'Agenzia delle entrate di Torino, poi, i primi accertamenti indicano una cifra minore, non coperta però dallo "scudo fiscale": 583 milioni. Somma che Margherita non ha mai negato di aver ricevuto, ma lasciando un usufrutto di 700mila euro al mese alla madre e contestando davanti al tribunale di Torino il fatto che quel denaro, depositato all'estero su una decina di trust offshore, sia davvero tutto ciò che le spettava del tesoro personale del "Signor Fiat".

È anche la storia di una pace che non c'è mai stata, di una serenità familiare minata. E minata probabilmente ben prima di quel 24 gennaio 2003, quando all'alba Torino apprese che il "suo" Avvocato se n'era andato per sempre. Dissensi cominciati tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio degli anni '90: Margherita e il fratello Edoardo (poi suicidatosi il 15 novembre 2000) capiscono che non saranno loro a succedere al padre alla guida della famiglia e della Fiat.

Altri nomi e altre investiture sono già pronte: quella di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto, come amministratore, e addirittura del giovanissimo John "Jaki" Elkann, il primogenito di Margherita, come futuro titolare della società "Dicembre" e della quota del nonno nell'accomandita di famiglia, la "Giovanni Agnelli & C. Sapaz".

L'amarezza di quei giorni e gli scontri in famiglia restano coperti dalla riservatezza, più regale che borghese, abituale alla prima dinastia industriale italiana. Ma nel segreto i tentativi di risolvere una lite strisciante, che guarda già alla futura eredità, vanno avanti anche se con scarsi risultati.

E sempre inseguendo la speranza della "pace familiare". Alla pace, infatti, si ispira il nome suggestivo di una fondazione, "Colomba Bianca", che Agnelli ordina ai suoi collaboratori di costituire nel 1999 a Vaduz, quando la figlia Margherita protesta per i "tagli" che Gianluigi Gabetti, il finanziere di famiglia, ha imposto alla "lista delle spese" annuale per il mantenimento suo e degli otto figli (i tre avuti dal primo matrimonio con Alain Elkann e i cinque nati dall'unione con il conte Serge de Pahlen).

"Colomba Bianca" è dotata di 100 milioni di dollari. «È la nostra cagnotte (la mancia che al casinò si dà al croupier, ndr)», spiega Margherita al fratello Edoardo, ma poi scopre che ancora una volta la gestione dei soldi è saldamente in mano a Gabetti. Approfittando delle vacanze estive, allora, Margherita trasferisce tutto il denaro sui suoi conti, scatenando l'ira dei consulenti del padre.

E sempre la pace che non c'è, insidiata dalla tempesta, è richiamata anche nel nome del trust offshore "Alkyone", una fondazione di Vaduz che costituisce il capolavoro di ingegneria finanziaria di Gabetti e dell'«avvocato dell'Avvocato», Franzo Grande Stevens. Essa è stata fondata il 23 marzo del 2000, proprio con lo scopo di governare l'eredità di Gianni Agnelli. Il nome è una citazione dalla mitologia greca: ricorda la storia di Alcione figlia di Eolo, re dei venti. Trasformata in uccello, ottenne da Zeus che il mare si placasse per farle deporre le uova sulla spiaggia. I sofisticati statuti e regolamenti di "Alkyone" dicono che essa avrebbe dovuto conservare, fuori dalle tempeste familiari, il patrimonio estero di Gianni Agnelli. I "protector" e cioè i gestori erano Gabetti, Grande Stevens e il commercialista elvetico Siegfried Maron.

PATTO 2004 CON CUI MARELLA E MARGHERITA AGNELLI RINUNCIARONO A OGNI PRETESA

Ecco, è proprio qui, in quel "paradiso fiscale" di Vaduz inutilmente intitolato al pacifico mito di Alcione, che bisogna cercare i dettagli della "guerra degli Agnelli" in scena, da qualche mese, anche negli uffici dell'Agenzia delle Entrate subalpina e, per una storia collaterale, nella procura della Repubblica di Milano.

Così come i tre protector di "Alkyone sono le persone che Margherita indica come "gestori" del patrimonio personale del padre e che ha citato a giudizio (assieme alla madre) per ottenere il rendiconto della «vera eredità». Una saga complicata e dolorosa e che Margherita ha affidato, oltre al tribunale, anche a un libro di 345 pagine, scritto in francese da un analista belga ed ex 007 fiscale della Ue, Marc Hurner, stampato solo in 12 copie con un titolo molto esplicito: "Les Usurpateurs. L'histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli" e, in copertina, il disegno del palazzo di famiglia che oggi a Torino, in corso Matteotti, ospita Exor.

Anni di reciproca rabbia e di scambi di lettere tra principi del foro che hanno consolidato un gelo definitivo tra Margherita, la madre e i figli John e Lapo e che, soprattutto, si sono intrecciati con l'assetto e il controllo del gruppo ExorFiat. Nella prossima primavera il giudice torinese Brunella Rosso dovrebbe pronunciare il primo verdetto, ma è possibile che il cammino mediatico della "guerra degli Agnelli" prosegua a lungo.

Cerchiamo di capire il perché. Oggi la società "Dicembre", che fa da guida all'accomandita e al gruppo, è saldamente in mano a John Elkann così come era in passato per il nonno. Questo assetto è il risultato della strategia indicata dall'Avvocato.

Il 10 aprile 1996, infatti, Gianni Agnelli è alla vigilia di un delicato intervento al cuore: cede tre quote uguali del 24,87 per cento, alla moglie, alla figlia e al nipote, conservando per sé il 25 ,38. Alla sua morte, Marella, Margherita e John salgono ciascuno al 33,33 per cento. Prima dell'apertura del testamento, però, Marella dona il 25 ,4 per cento al nipote, trasformandolo nel socio di maggioranza assoluta con il 58,7.

Quando il notaio torinese Ettore Morone legge il testamento, il 24 febbraio 2003, la notizia della donazione scatena la lite familiare. Nelle disposizioni, Agnelli spartisce solo i beni immobili in Italia: Margherita sostiene di aver chiesto conto di tutto il resto, ma di non aver ricevuto risposta. Lo scontro, soprattutto con Gabetti e Grande Stevens, si fa durissimo: il civilista della famiglia si dimette dall'incarico di esecutore testamentario e la figlia dell'Avvocato li accusa di «essersi sostituiti al padre» chiedendo per sé «e per tutti i miei figli, il ripristino dei miei diritti».

Nel frattempo, entra in possesso di un documento in lingua inglese, il "Summary of assets", che elenca i beni esteri poi confluiti in "Alkyone": 583 milioni di euro. Dopo una tormentata trattativa, il 18 febbraio 2004 Marella e la figlia, entrambe cittadine italiane residenti in Svizzera e definite nell'atto "benestanti", stipulano un patto successorio "tombale" che prevede la rinuncia di Margherita a qualsiasi ulteriore diritto sull'eredità del padre, su quella della madre e sulle donazioni compiute da entrambi i genitori a favore di John. Inoltre, cede alla madre sia la quota di "Dicembre" sia la partecipazione nell'accomandita. La pace sembra davvero essere ritornata e a settembre Margherita partecipa al matrimonio del figlio con Lavinia Borromeo.

Ma il mito di Alcione resiste poco. In cambio delle rinunce, infatti, Margherita ha ottenuto i 583 milioni del "Summary of assets", i beni immobili e la collezione d'arte. Una parte del denaro, 105 milioni, però le è versato in forma "anonima" da Morgan Stanley nell'aprile 2007 e la richiesta di informazioni su chi ha dato ordine di pagare non ha esito. Per l'erede dell'Avvocato quella sarebbe la prova che all'estero esiste altro denaro e che i gestori sono Gabetti, Grande Stevens e Maron. Una tesi sempre contestata dai tre: Margherita e i suoi legali, infatti, non sono stati in grado di indicare un mandato scritto.

Il 27 giugno 2007, l 'avvocato Girolamo Abbatescianni e il suo collega svizzero Charles Poncet avviano la causa per ottenere il rendiconto: secondo Margherita ci sarebbero altri beni da dividere. Solo in via subordinata, invece, si chiede di dichiarare nullo il patto successorio svizzero che viola il codice civile italiano. Nel corso delle udienze e delle schermaglie procedurali, la difesa di Margherita giunge anche a quantificare il presunto ammanco nel cespite ereditario. Circa un miliardo e 400 milioni di euro, frutto di quella che Marc Hurner ribbattezza "l'Opa pur rire" ( la finta Opa ).

Si tratta della clamorosa operazione finanziaria lanciata nel 1998 dall'Ifi sulla società "gemella" del Lussemburgo, "Exor Group", attraverso prima la raccolta di un maxidividendo e poi l'acquisto con un prestito della Chase Manhattan Bank. Secondo Hurner, i veri beneficiari dell'Opa sarebbero i "soci anonimi" di "Exor Group" rappresentati da fiduciarie dietro le quali potrebbe esserci, a detta dell'analista, un unico proprietario: Gianni Agnelli. L'utile di quell'operazione sarebbe ciò che ancora manca all'eredità.

Anche questa ricostruzione è sempre stata contestata in toto dai legali dei presunti" gestori" e, all'inizio dell'estate scorsa, il giudice Rosso ha respinto la richiesta degli avvocati di Margherita di ascoltare testi e di compiere accertamenti bancari. Nell'udienza di giovedì scorso, i nuovi legali di Margherita (Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone) hanno rovesciato la precedente impostazione chiedendo, oltre al rendi• conto, anche la nullità del patto successorio.

Ora il giudice dovrà decidere se questa istanza è ancora proponibile e, soprattutto, se le convenzioni giuridiche tra Italia e Svizzera le impediscano di pronunciarsi sul documento elvetico visto che, 'nel giugno scorso, Marella ha chiesto al tribunale di Ginevra di confermarne la validità. Se però fosse accolta la tesi di Margherita, allora tornerebbe in discussione tutto il sistema di donazioni che consente al figlio John la guida istituzionale della galassia Fiat.

Le ultime possibili sorprese sull'intera saga potrebbero poi venire dalla procura di Milano, che sta indagando su una querelle tra due ex legali di Margherita, Poncet ed Emanuele Gamna, e sulla maxiparcella da 25 milioni di euro percepita da quest'ultimo assieme al collega Patry.

L'escalation giudiziaria su chi potesse manovrare quelle ingenti somme alI'estero dopo la morte di Agnelli va di pari passo con le indagini fiscali ordinate quest'estate dal ministro Giulio Tremonti (c'è il rischio di una sanzione pari a tre volte i 583 milioni del "Summary of Assets"). E sarà su questi due fronti, più che ormai nella causa civile di Torino, che si giocherà il finale di partita per il tesoro dell'avvocato.

WSJ: LA LUCE INDESIDERATA SUGLI AGNELLI...
Da "Il Riformista" - Ieri il "Wall Street Journal" ha pubblicato un articolo in cui si riportano gli ultimi avvenimenti legati alla successione dell'impero economico della famiglia Agnelli. Il titolo dice: la causa, luce indesiderata sulla famiglia della Fiat. Dopo la morte dell'Avvocato, scrive il "Wsj", alla figlia Margherita è stato tenuto nascosto un patrimonio «in denaro e in beni per più di un miliardo di euro (un miliardo e mezzo di dollari) sparsi in diversi conti bancari e compagnie di investimento fuori dall'Italia».

L'articolo fa presente che Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron dicono «di essersi solo occupati degli affari di Agnelli e di non sapere nulla di presunte somme mancanti» e spiega che la vicenda «sta appassionando la nazione che una volta considerava Gianni Agnelli in suo re non ufficiale».

Secondo il giornale, qualcuno sosterrebbe che la disputa ha scalzato il nome di Agnelli dal piedistallo: «È la prova che la dinastia è finita, dice il sindacalista Giorgio Airaudo». Dopo aver ricordato che oggi la famiglia ha una nuova leadership in «mister Elkann», che non ha voluto commentare la causa di sua madre con il quotidiano, il Wsj cita anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, quando dice che «la gente al bar non parla del processo, ma di Marchionne a Detroit, e di come questo porterà lavoro».

 

[19-11-2009]

 

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 edoardo agnelli

 

IL 15.11.2000 E' MORTO EDOARDO AGNELLI senza alcuna ragione VERA

E' NOTORIO CHE LA MORTE DI EDOARDO AGNELLI E' UN  MISTERO.

EDOARDO AGNELLI PER ME NON SI E SUICIDATO e non sono state fatte indagini sufficienti sulla sua morte, ad  iniziare dalla mancanza dell'autopsia. 

PERCHE' LE LETTERE DI EDOARDO: poiche' non e' stata fatta chiarezza sulla sua morte cerco di farne sulla SUA VITA.

PERCHE' era contro i giochi di potere che prima ti blandiscono, poi ti escludono , infine ti eliminano !

CLICCA QUI PER SCARICARE LE LETTERE DI EDOARDO...CADUTO NEL POSTO SBAGLIATO !

PER AVERE ALTRE INFORMAZIONI CLICCA QUI

O QUI

Se diranno che anche io mi sono suicidato non ci credete, cosi pure agli incidenti mortali ...potrebbero non essere causali e dovuti alla GRANDE vendetta.

LA DICEMBRE società semplice e' il timone di comando del gruppo Elkan.

Come scrive Moncalvo nel suo libro AGNELLI SEGRETI da pag.313 in poi, attraverso la Dicembre Grande Stevens controlla di fatto Jaky e la figlia di Grande Stevens Cristina ne prenderà il controllo quando Jaky morirà mentre ai suoi figli verrebbe liquidata solo la quota patrimoniale nominale.

La proposta di società ad Edoardo nel 1984-86 non si sa come sia cambiata statutariamente in quanto il documento del mio link

http://www.marcobava.it/DICEMBRE/DICEMBRE%201984.pdf

e' l' unico che sia stato dato ad Edoardo sino al 2000 quando fu ucciso proprio perche' non voleva ne' accettare l' esclusione dalla Dicembre ne' di condividerla con Grande Stevens padre e figlia , Gabetti, e Ferrero perché estranei, ne' di darne il controllo a Jaky perché inadatto , come aveva dichiarato al Manifesto con Griseri nel 1998.

Tutto ciò l' ho detto già anni fa alla giornalista Borromeo cognata di JAKY al fine che ne parlasse con la sorella, o non ha capito, o ha creduto alle bugie che le hanno detto per tranqullizzarla.

Io credo che sia nell 'interesse di tutti che vengano chiariti al più` presto sia il contenuto dello statuto della dicembre e le conseguenze che ne derivano.

 

 

 

VIDEO EDOARDO AGNELLI 1 PARTE 

 

  1. Edoardo Agnelli , martire dell' Islam - p. 1 - YouTube

    www.youtube.com/watch?v=bs3bTPhHRUw
    21/feb/2010 - Caricato da IslamShiaItalia

    Video della televisione iraniana sulla tragica fine di Edoardo Agnelli - I° parte. http://www.islamshia.org ...

  1. Edoardo Agnelli: documentario sulla sua vita prodotto da I.R.I.B. ...

    www.youtube.com/watch?v=SE83XD2ykFo
    20/nov/2011 - Caricato da Maggini-Malenkov

    Iran/ Italia; si celebra l'anniversario del martirio di Edoardo Agnelli Teheran - Oggi 16 ... You need Adobe Flash Player to watch this video.

 

http://www.youtube.com/watch?v=aASbXZKsSzE

 

 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRI SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

Thanks again,

Jennifer

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

Trovo strano che esista questa foto, fuori dal fascicolo d’indagine e di cui Jennifer non ha mai parlato con me da cui ha ricevuto tutto il fascicolo e molti altri documenti ! Mb

1- A 10 ANNI DALLA MORTE DELL’AVVOCATO, UN LIBRO FA A PEZZI QUALCHE SANTINO FIAT - 2- MARPIONNE CHE PIANGE PER LO SPOT CHRYSLER? MA MI FACCIA IL PIACERE! LUI DICE SEMPRE CHE STA PER PIANGERE, MA NESSUNO L’HA MAI VISTO IN LACRIME. DI SOLITO FAR PIANGERE GLI ALTRI (CHIEDERE A LAURA SOAVE, MAMMA DELLA 500 LICENZIATA IN TRONCO O AL SINDACALISTA RON GETTELFINGER INSULTATO DALL’IMPULLOVERATO CON UNA FRASE DA SCHIAFFI: “I SINDACATI DEVONO ABITUARSI A UNA CULTURA DELLA POVERTÀ”) - 3- E POI GLI ULTIMI GIORNI DI EDOARDO, A CUI NON VIENE DATO IL NUMERO DEL CELLULARE DEL PADRE. INGRASSATO, PAZZO, GLI UNICI AMICI SONO UN ASSISTENTE SOCIALE E UN VENDITORE DI TAPPETI IRANIANO. PREOCCUPATO DI NON ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE, LEGGE NOSTRADAMUS E AVVERTE TUTTI TRE GIORNI PRIMA, CONSEGNANDO A SUO PADRE E A UNA PERSONA DI SERVIZIO PARTICOLARMENTE CARA UNA SUA FOTO. E’ SU UN PONTE DELLA TORINO-SAVONA DA CUI SI BUTTERÀ, UN LEGGERO SORRISO. “VOGLIO ESSERE RICORDATO COSÌ”, DICE ALLA PERSONA DI SERVIZIO. MA NESSUNO SE LO FILA -

 

Michele Masneri per Rivista Studio (www.rivistastudio.com)

"A Detroit sono rimasti tutti molto stupiti leggendo il mio libro, non sapevano che in Italia si producono auto dalla fine dell'Ottocento". Lo racconta a ‘'Studio'' Jennifer Clark, corrispondente per il settore auto di Thomson-Reuters dall'Italia, fresca autrice di Mondo Agnelli: Fiat, Chrysler, and the Power of a Dynasty (Wiley & Sons editori, $29.95), primo dei volumoni in arrivo in libreria per il decennale della morte di Gianni Agnelli (2013). Il libro è bello, e forse perché non è prevista (per ora) una pubblicazione italiana, non ha i pudori a cui decenni di "bibliografiat" (copyright Marco Ferrante, maestro di agnellitudini e marchionnismi) ci hanno abituati.

E partiamo da Marchionne, figura che rimane misteriosa, monodimensionale nei suoi cliché più utilizzati - le sigarette, il superlavoro, l'equivoco identitario (l'abbraccio del centrosinistra con la definizione fassiniana di "liberaldemocratico", il ripensamento imbarazzato). L'aneddotica sindacale è una chiave interessante invece per capirne di più.

Sul Foglio dell'11 febbraio scorso, un magistrale pezzone sabbatico di Stefano Cingolani (conflitto di interessi: chi scrive collabora col Foglio, mentre Marco Ferrante è un valente Studio-so) raccontava che Ron Gettelfinger, indimenticato capo della Uaw, United Auto Workers, il sindacato dell'auto Usa, alla fine della trattativa lacrime e sangue che ha portato all'accordo Fiat-Chrysler, in cui i sindacati hanno aderito a condizioni molto peggiorative in termini di salari e di ore lavorate in cambio di una partecipazione nell'azionariato della fabbrica, "rifiuta di stringere la mano al rappresentante della Fiat".

Clark non solo conferma l'episodio ma gli dà una tridimensionalità. "Tutto vero. Me l'ha confermato Marchionne stesso. Nelle fasi più dure della trattativa, Gettelfinger e Marchionne hanno un diverbio. Marchionne, che notoriamente è un negoziatore ma non un diplomatico, dice una frase precisa: "i sindacati devono abituarsi a una cultura della povertà". Dice proprio così, "a culture of poverty". Gettelfinger diventa bianco, più che rabbia è orgoglio ferito e offesa. "Gli risponde: lei non può chiedere questo a un sindacato. A chi rappresenta operai che si stanno giocando i loro fondi pensione. Marchionne mi ha detto di essersi non proprio pentito, ma insomma...".

Sempre coi sindacati, Clark racconta che col successore di Gettelfinger, General Hollifield, volano parolacce irripetibili. Hollifield, primo afroamericano a ricoprire un posto di prestigio nell'aristocrazia sindacale americana (è vicepresidente della Uaw e delegato a trattare per la Chrysler) è grosso e aggressivo quanto Gettelfinger è azzimato e composto. La trattativa tra i due sembra un match tra scaricatori di porto. Con questi presupposti, pare un po' difficile credere alle voci (riferite dal New York Times e rimbalzate in Italia) secondo cui l'ad Fiat avrebbe pianto alla visione dello spot patriottico Chrysler a di Clint Eastwood.

Anche qui Clark spiega una sfumatura non banale. "No, non sarebbe strano. Marchionne è un uomo molto emotivo. Non sarebbe la prima volta. Per esempio, quando il presidente Obama annunciò il salvataggio Chrysler in televisione, Marchionne era in un consiglio di amministrazione di Ubs a New York. Vede la scena, si commuove e chiede di uscire dalla sala, per non farsi vedere piangere.

Attenzione, però, perché Marchionne non usa mai l'espressione "crying". Dice solo: "I almost broke down". Almost. E al passato. E a rileggere il New York Times, che racconta di come l'ad Fiat si sia commosso vedendo lo spot insieme ai suoi concessionari, anche lì si racconta come lui chiede di uscire dalla stanza, ha gli occhi lucidi. Ma nessuno lo vede poi realmente piangere. "Per lui piangere è un valore" dice Clark. Piangere va bene, perché significa tenerci molto a una cosa". Sembra sempre che stia per piangere, ma a ben vedere nessuno l'ha mai visto in azione. "Sì, è emotivo, ma non è sentimentale".

Famiglia Agnelli

Piangere va bene ma è meglio se lo fanno gli altri. Come Laura Soave, capo di Fiat Usa, "mamma" dello sbarco della 500 in America. Per la manager italiana, Marchionne organizza una strana carrambata. Salone di Los Angeles 2010: Soave decide di utilizzare per il lancio una gigantografia di una sua vecchia foto da bambina, in cui lei siede proprio nella storica 500 arancio di famiglia.

Ma Marchionne, a sua insaputa, e come un autore Rai, fa arrivare da Napoli i suoi genitori, che appaiono all'improvviso nel bel mezzo dello show. Lei piange, il suo amministratore delegato è molto soddisfatto. (Poi dopo qualche mese la Soave verrà licenziata in tronco, episodio frequente nell'epica marchionniana).

À rebours. In fondo il libro si chiama Mondo Agnelli. Incombe il decennale, tocca fare la fatidica domanda: differenze-similitudini tra Marchionne e l'Avvocato. "Marchionne è considerato molto esotico, qui. Lo era già prima, con quei maglioncini e quell'accento, ma adesso lo è ancora di più con il nuovo look barbuto. Poi fa battute, scherza con gli operai e coi giornalisti, conosce il suo potere sui media e lo esercita consapevolmente. In questo è simile all'Avvocato. Ma anche a Walter Chrysler, il fondatore del gruppo. Poi Si staglia sul grigiore. Bisogna pensare che come alla Fiat i dirigenti erano tutti torinesi, qui in Chrysler sono tutti del midwest".

"Però in America pochi si ricordano di Gianni Agnelli. Ormai le nuove generazioni non sanno nulla. Devo spiegare che l'Avvocato era amico dei Ford e dei Kennedy per suscitare qualche vago ricordo. A una presentazione a New York, quando ho detto che la Fiat è più antica della Ford, la gente era veramente stupita". Nessuno si immaginerebbe che il Senatore Giovanni Agnelli nel 1906 aprì la sua prima concessionaria americana a Manhattan, Broadway.

Ma tra i ricordi agnelliani, la parte più interessante del libro di Jennifer Clark è forse quella che riguarda gli ultimi giorni di Edoardo, il figlio sfortunato di Gianni, morto suicida nel 2000. La giornalista Reuters è andata a spulciarsi le carte della polizia torinese, perché un'inchiesta, per quanto veloce e riservata, vi fu. I dettagli sono tristi e grotteschi: Edoardo che non ha un numero privato del padre, e per parlarci deve passare a forza per il centralino di casa Agnelli; le sue ultime chiamate con il suo uomo di scorta, Gilberto Ghedini, a cui chiede piccole incombenze, come spostare l'appuntamento col dentista.

Una telefonata ad Alberto Bini, una sorta di amico-tutore che da dieci anni lo segue giornalmente dopo l'arresto per droga in Kenya nel 1990. Le conversazioni quotidiane di teologia islamica con Hussein, mercante iraniano di tappeti di stanza a Torino. È molto preoccupato per le sue finanze, cosa di cui mette al corrente il cugino Lupo Rattazzi, incredulo.

Manda qualche mail (le password dei suoi account, come ricostruisce l'indagine della polizia, sono "Amon Ra", "Sun Ra" e "Jedi"). L'ultimo file visualizzato sul suo computer è una pagina web su Nostradamus. Poi, la lenta preparazione: per tre giorni di fila, Edoardo si alza presto, si veste accuratamente, guida la sua Croma blindata fino al ponte sulla Torino-Savona da cui si butterà il 15 novembre. Tre giorni prima, consegna a suo padre e a una persona di servizio particolarmente cara una sua foto. E' su un ponte, con un vestito formale, un leggero sorriso. "Voglio essere ricordato così", dice alla persona di servizio.

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 

 

 

TORINO 24.09.10

 

GENTILE SIGNOR DIRETTORE GENERALE RAI

 

CONSIDERAZIONI SULLA TRASMISSIONE DI MINOLI LA STORIA SIAMO NOI SU “EDOARDO AGNELLI” DEL 23.09.10.

 

1)  Minoli dichiara più volte che intende fare chiarezza per chiudere il caso, ma senza un vero e proprio confronto-analisi verifica sulla compatibilità degli elementi con il suicidio in quanto :

a)  dall’esame esterno effettuato dal dott. Ellena e dopo consultazione del Manuale di Medicina Legale – Macchiarelli-Feola (che attualmente è il migliore in commercio), oltre che di altri libri di medicina legale un po’ più datati possono formulare le seguenti considerazioni:

 

“E’ esperienza comune come possano osservarsi lesioni più gravi in caso di precipitazione di un corpo di peso relativamente esiguo (ad esempio di un bambino) da un’altezza non eccessivamente elevata (1° o 2° piano di un palazzo) quando l’impatto si verifichi contro la superficie dura di un cortile o di un selciato, rispetto a quelle rilevabili in caso di precipitazione del corpo di un soggetto adulto (dunque di peso maggiore) da un’altezza superiore ai 10 metri su neve, terreni erbosi e sabbiosi o in acque sufficientemente profonde”

 

“L’arresto del corpo nella sede di impatto non è accompagnato da un arresto simultaneo di tutti gli organi interni, i quali proseguono per inerzia il loro movimento subendo lacerazioni o distacchi a livello dell’apparato di sostegno”

 

“Nel caso di precipitazioni su tutta la lunghezza del corpo (tipica delle grandi altezze), è comune la presenza di fratture costali multiple e dello sterno, fratture degli arti (monolaterali in caso di impatto al suolo su un fianco), del cranio e del bacino. Si associano invariabilmente gravi lesioni interne da decelerazione,oppure provocate da monconi ossei costali procidenti nella cavità toracica”

 

“Le lesioni esterne cutanee sono di norma di scarsa entità. Quando rilevabili sono caratterizzate da contusioni, ferite lacere e lacero-contuse che si producono soprattutto quando il corpo, nella caduta, incontra ostacoli intermedi (ringhiere, fili tesi, cornicioni, rami d’albero.

Talora la presenza di indumenti pesanti può far mancare o può attenuare le lesioni cutanee da impatto diretto contro la superficie d’arresto”

 

Nell’esame esterno, il dott. Ellena riscontrava le seguenti lesioni:

 

-       Capo: ferite diffuse al capo e al volto con lacerazioni cutanee profonde. In sede frontale sn frattura cranica con piccola breccia e fuoriuscita di modesta quantità di encefalo. Frattura ossa nasali.

Tali lesioni sono indice di una caduta con la faccia a terra, quindi con il corpo riverso bocconi.

 

-       Torace: escoriazioni multiple. Escoriazione ad impronta (collana) alla base del collo. Fratture costali multiple maggiori a sn.

Cosa c’entra l’escoriazione a collana alla base del collo? L’escoriazione è un fenomeno vitale (tentativo di strangolamento?)

 

-       Addome: escoriazioni multiple

L’escoriazione è normalmente conseguente ad uno strisciamento di un corpo contundente contro la cute. Come possono essersi formate delle escoriazioni sull’addome in un soggetto precipitato e, per di più, vestito?

 

-       Arto superiore dx: minima escoriazione al polso ed al palmo della mano.

Può essere compatibile con una caduta di questo tipo

 

-       Arto superiore sn: ferita perforante dorso avambraccio. FLC multiple alla mano sn faccia mediale esterna.

Come se le è procurate? Era vestito con le maniche lunghe?

Deve esserci una perforazione del vestito oppure la perforazione dall’interno a seguito di frattura scomposta avambraccio

 

-       Arto inferiore dx: escoriazioni diffuse faccia mediale interna

Valgono le stesse considerazioni fatte per l’addome. Oltretutto qui si parla di interno coscia presumibilmente

 

-       Arto inferiore sn: frattura femore multiple. Escoriazioni diffuse faccia mediale esterna.

Da quello che si desume sembrerebbe che il corpo sia caduto sul lato sinistro. Ma allora è caduto di faccia o di lato? Perché se è caduto di lato la lesione profonda in sede frontale sn è incompatibile con una caduta di lato. E poi com’era la frattura frontale sn? A stampo? E se era a stampo qual è l’oggetto che ha determinato tale forma di frattura?

 

-       Varie: Frattura osso mascellare. Otorragia dx. Preternaturalità del capo da frattura vertebre cervicali.

Osso mascellare quale? Destro o sinistro? L’otorragia è un segno tipico di traumi cranici gravi. Le fratture vertebrali cervicali sono segno di una precipitazione cefalica e sono associate a gravi traumi cranici (es. fratture a scoppio del cranio).

 

 

Direi che di materiale ce n’è abbastanza da chiedere a Garofalo e Testi di ricostruire l’esatta dinamica della precipitazione.

 

b)  Il dipendente dell’autostrada non poteva vedere un bel niente da sopra per il cono d’ombra del ponte , mentre il pastore poteva vedere tutto perché sotto. Solo che gli orari non collimano . Quindi un ex-carabinere indica come sua prassi professionale “non affidabili dei tesi” . Ignora che questo e’ il ruolo del giudice non dell’inquirente ? E’ per lui qual’e’ la prova scientifica ? la “abbastanza ortogonalità” fra auto e corpo ? non sa che esistono i gps per cui tale ortogonalità può essere ricreata ? Inoltre come fa a trarre indicazioni da una scena del delitto solo fotografata ? Come fa a vedere la tridimensionalità dell’impronta ? Ed analizzare il sangue? Perché non parla della terra stretta nelle mani di E.A? Come fa a raccoglierla se muore sul colpo? Da dove proveniva?

c) Il medico Testa come fa da una foto ad individuare i traumi interni ? Se cosi fosse potremmo risparmiare soldi e radiazioni ! come fa a paragonare la caduta in un aereo a quella da un ponte ? 6 mesi dopo chi e’ stato ritrovato li sotto , ha visto l’autopsia ?

d) Il cranio di E.A potrebbe essere stato colpito anche da uno dei tanti sassi presenti sul terreno, visto che la foto trasmessa ne faceva vedere proprio uno li.

e) come mai il magistrato prima di chiudere il caso autorizza il funerale ?

f)   io non ho mai sostenuto che E.A sia stato buttato giù ma che lui li non sia mai salito ma sia stato trasportato forse strangolato , viste le echimosi sul collo .

g) certo lo collana non provoca echimosi perché un frega cadendo da 73 metri.

2) autosuggestione non può averla il pastore ma solo quelli vogliono dare spiegazioni diverse al fine di ignorare i fatti , come Gelasio, Lapo, i medici interpellati e l’ex-carabiniere in quanto :

a)  non esistono prove che abbia chiamato gli amici il giorno prima , per dirgli cosa , a che ora , con che tono ?

b) inoltre non risulta da alcun atto d’indagine che in mattinata abbia sentito il padre G.A anche perché proprio il padre perche Edoardo non lo chiamasse aveva tolto la possibile selezione diretta dagli interni di Edoardo.

c) A me stesso Carlo Caracciolo editore gruppo REPUBBLICA-ESPRESSO, aveva detto che E.A gli aveva telefonato, ma non gli ho mai creduto in quanto se avesse voluto ricostruire la verità ne aveva tutti i mezzi ma non lo ha mai voluto fare nonostante io lo abbia chiesto a lui ed al suo socio De Benedetti per 10 anni !

d) Gelasio fa un discorso senza logica si commenta da se !

e) Ravera ha sbagliato altezza e peso ed ha visto la buca nel terreno ?

f)   Un impatto a 150 km ora di un auto fatta per assorbire gli urti la distrugge, il corpo umano no, allora facciamo le auto senza carrozzeria sono più sicure !

g) Certo che e possibile scavalcare il parapetto dell’’autostrada ma dipende dalla forma fisica ed E.A non era in forma fisica per farlo, se no il dr.Sodero cosa lo curava a fare se non ne avesse avuto bisogno !

h) Se E.A per scavalcare il parapetto si fosse aiutato con l’auto , come dice Sodero, come mai mancavano impronte ? Forse Testa ha una soluzione anche a questo: la lievitazione magnetica di E.A !

i)   Del tutto illogico il ragionamento di Tiziana : in preda a stato di esaltazione si butta giu’ ? con giri per 3 giorni ? e con 2 passaggi ? anche su questa stendiamo un velo pietoso come sul monologo di Lapo trasmesso senza alcuna pietà umana ! Pur di raggiungere i suoi fini Minoli da sempre non guarda in faccia a nessuno!

j)   Sodero e Gelasio poi danno 2 chiavi di lettura opposte : Sodero dice che  E.A aveva paura del dolore fisico , e pur essendo un paracadutista di getta, sapendo che poteva farsi molto male ! Infatti riesce ancora a stringere in un pugno una terra che non si e’ mai saputo da dove arriva ? Mi ricorda la tesi della pallottola di Kennedy !

k) Minoli poi afferma che non e’ vero che E.A non voleva entrare nella Dicembre e che ne chiede di farne parte ?

                                                  i.     Se lui non firma un documento non chiede un bel nulla

                                               ii.     Il documento lo hanno preparato legali e notaio

                                             iii.     Gelasio e Lupo affermano che non voleva entrare nella Dicembre

                                             iv.     Altro indice di superficiale faziosità di Minoli che non legge che la Dicembre non e’ una accomandita e non vi sono tutti gli Agnelli !

                                                v.     Come non corregge neppure l’errore riconosciuto che Romiti dal 96 al 98 era Presidente Fiat no ad.

                                             vi.     Mi domando chi preparasse a Minoli le interviste ai potenti dell’economia ! Forse ora non lo assiste piu’ troppo bravo per lui ?

 

Concludo quindi logicamente che mi sembra dimostrato che Minoli non abbia chiarito tutto anzi  la vera incompatibilità e’ fra il suicidio e gli elementi raffazzonati in modo del tutto approssimativo e confutabile gia’ sopra e come e quando vuole. Molte cordialita’.

 

 

MARCO BAVA

 

 

 EDOARDO AGNELLI? SOLO "UN CARATTERE COMPLESSO"...
Ritagliare e incorniciare la bella paginata della Stampa di Torino dedicata a Edoardo Agnelli (p.21), del quale tocca parlare solo perché giovedì va in onda un documentario di Minoli su RaiDue. Splendida la sintesi dei sommarietti. "Il giallo: per anni sono circolate ipotesi di complotti e teorie su un omicidio". "La conclusione: ma le risposte si trovano nelle pieghe personali di un carattere complesso". Ah, ecco.

20-09-2010]

 

 

1- ALL’INDOMANI DELLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" DI MINOLI SCOPPIA IL FINIMONDO - "ADESSO SI METTONO A CONFUTARE ANCHE LE POCHE COSE SICURE. E TRA QUESTE CE N’É UNA CHE NESSUNO PUÒ E POTRÀ MAI CONTESTARE: L’AUTOPSIA SUL CORPO DI - EDOARDO AGNELLI NON VENNE ESEGUITA. NEL VERBALE SI PARLA DI “ESAME ESTERNO” - 2- TUTTI ERANO CONVINTI DEL SUICIDIO E NON SI PRESERO IN CONSIDERAZIONE ALTRE IPOTESI. "IL CORPO ERA APPARENTEMENTE INTATTO, A PARTE UNA FERITA ALLA NUCA" ED È STRANO PER UN CORPO DI CIRCA 120 KG DOPO UN VOLO DI 80 METRI. IL MEDICO AGGIUNGE DI AVER NOTATO UNA SOLA “STRANEZZA”: "FU DATA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SEPOLTURA IMMEDIATAMENTE" - 3- NON ESISTE LA PROVA CHE SIA STATO GIANNI AGNELLI A “PREGARE” CHE L’AUTOPSIA NON VENISSE FATTA PROPRIO PER EVITARE DI AVERE LA CONFERMA UFFICIALE E PUBBLICA CHE SUO FIGLIO ERA UN TOSSICO-DIPENDENTE E CHE FORSE QUELLA MATTINA ERA IN PREDA ALLA DROGA

 

Gigi Moncalvo per "Libero"

 

«Adesso si mettono a confutare anche le poche cose sicure. E tra queste ce n'é una che nessuno può e potrà mai contestare: l'autopsia sul corpo di Edoardo Agnelli non venne eseguita. Misteriosamente, incredibilmente, assurdamente. Ci fu solo un sommario esame medico esterno, durato poco più di un'ora. Ed eseguito da un medico che venne chiamato dal Procuratore della Repubblica nonostante in servizio quella tragica mattina ci fosse un altro medico legale».

E, altrettanto inspiegabilmente, da parte di qualcuno c'era molta fretta per avere il nulla osta per la sepoltura in modo da poter portare via al più presto il cadavere. Fonti vicine alla famiglia - "quella vera di Edoardo e di Gianni Agnelli, e non quelle che si sono "infilate" in questa storia senza averne alcun titolo e che sono state intervistate dalla Rai" che sembra aver volutamente trascurato e ignorato chi sa echi potrebbe parlare - rispondono con indignazione a una nota dell'Ansa diffusa nel pomeriggio di ieri.

Nel dispaccio, che cita anonime «fonti investigative» - che qualcuno fa risalire a chi quel giorno coordinava e guidava le prime indagini «soprattutto dall'esterno e che in seguito ha fatto una sfolgorante carriera...» - si affermano tre cose: l'autopsia venne effettuata, lo fu «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», durò «oltre tre ore», fu un'autopsia accurata «proprio in considerazione del fatto che nulla doveva essere trascurato», all'esame autoptico era presente il Procuratore della Repubblica di Mondovì. È difficile trovare una serie di false affermazioni come in quelle poche righe. Tutto è facilmente confutabile. Vediamo, attraverso gli atti come andarono veramente le cose.

 

NIENTE AUTOPSIA - Il 23 novembre 2000, otto giorni dopo la morte di Edoardo, il dottor Mario Ellena, genovese che oggi ha 53 anni, medico presso la ASL 17 di Savigliano (Cuneo), viene convocato dal Procuratore Bausone per essere interrogato. Si limita a presentare una breve memoria "a integrazione del verbale dell'esame esterno del cadavere di Edoardo Agnelli". Nel verbale dunque si parla di "esame esterno" e non di autopsia. Il medico nella sua breve memoria, scrive di aver effettuato un primo sopralluogo a Fossano sotto il viadotto della morte «alle ore 14,30 circa».

«Terminati gli accertamenti sul posto, disponevo il trasferimento della salma presso l'obitorio comunale di Fossano al fine di effettuare l'esame esterno del cadavere, conclusosi alle 16,30». La memoria è composta di appena 17 righe: solo tre dedicate alle cause della morte, altre quattro il medico le dedica a spiegare che cosa avrebbe "visto" dentro il corpo di Edoardo se avesse eseguito l'autopsia: «L'eventuale esame autoptico avrebbe sicuramente evidenziato lesioni viscerali solo ipotizzabili dall'esame esterno, ma non avrebbe apportato nessun ulteriore elemento circa l'individuazione della causa di morte che, come già verbalizzato, è da ricondurre ad un grave trauma cranio-facciale e toracico in grande precipitato».

Quindi in due precise circostanze, di suo pugno, sotto giuramento e in una memoria scritta il Dr. Ellena afferma di aver eseguito un semplice "esame esterno". Non gli importavano altre analisi, altre prove, il prelievo di campioni, l'accertamento di eventuali sostanze nel sangue.

UN'ORA INVECE DI TRE - Il sorprendente dispaccio dell'Ansa parla, addirittura nel titolo, di un'autopsia durata "oltre tre ore". Non è vero. Lo stesso Dr. Ellena in un altro documento, stilato il 15 novembre (giorno della morte di Edoardo) - documento che fa parte del fascicolo della ASL 17 - firma l'"esito della visita necroscopica eseguita sul cadavere appartenuto in vita a Agnelli Edoardo". Il medico scrive che «l'esame esterno del corpo di Edoardo è cominciato alle 15,15 nella camera mortuaria del cimitero. La morte si ritiene risalga alle ore 11,00 e fu conseguenza di trauma cranio-facciale e toracico da grande precipitazione».

Dunque alle 14,30 il dr. Ellena ha compiuto il primo sopralluogo sotto il viadotto, poi è andato alla camera mortuaria, alle 15,15 ha cominciato l'esame esterno del cadavere, alle 16,30 - come ha scritto otto giorni dopo nella memoria consegnata in Procura - afferma di aver terminato. Ha impiegato solo un'ora e un quarto. E non "oltre tre ore". È davvero portentoso come il dr. Ellena sia riuscito nel breve lasso di tempo fra le 14,30 e le 15,15 a esaminare il corpo sotto il viadotto, stilare un primo referto, parlare con gli inquirenti, dare or- dine di trasferire il cadavere alla "morgue", salire in auto, arrivare nella camera mortuaria cominciare l'esame necroscopico.

 

Tutto è possibile ma tra il luogo della morte e il cimitero di Fossano ci vogliono almeno venti minuti di auto e i necrofori delle pompe funebri locali hanno certo corso non poco per raccogliere il cadavere con tutte le cautele del caso, caricarlo sul furgone, trasportarlo senza troppe scosse (vista la strada di campagna), scaricarlo al cimitero, portarlo nella camera mortuaria, stenderlo sul marmo e spogliarlo. Il tutto in tre quarti d'ora dal viadotto alla morgue. Il dr. Ellena non chiarisce un altro mistero.

Nel primo esame del cadavere, stilato dal medico del 118, l'altezza di Edoardo è indicata in 1,75 metri (anziché 1,90) e il peso in 80 kg (anziché 120). Ellena conferma anche in un'altra sede che non fu eseguita l'autopsia. Nell'intervista a Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero" (Koinè Edizioni, febbraio 2009), il medico racconta che venne chiamato molto tardi («dopo l'ora di pranzo», mentre Edoardo era stato trovato prima delle undici), e arrivò sul posto verso le 15, anche se nel referto aveva scritto alle 14,30. «Gli inquirenti della Polizia mi dissero che per loro non c'erano problemi, era tutto chiaro».

 

LE STRANEZZE - Insomma tutti erano convinti del suicidio e non si presero in considerazione altre ipotesi. «Il corpo era apparentemente intatto, a parte una ferita alla nuca». Ed è strano per un corpo di circa 120 kg dopo un volo di 80 metri. Il medico aggiunge di aver notato una sola "stranezza": «Fu data l'autorizzazione alla sepoltura immediatamente». Ma l'autopsia venne eseguita o no? «Questo lo deve chiedere al Magistrato. Il mio compito era quello di eseguire un esame esterno sul cadavere e di fornire, se possibile, una diagnosi di morte». Già, ma lei avrebbe potuto consigliare l'autopsia: perché non lo fece?

«Perché gli inquirenti mi sembrarono concordi e sicuri sul suicidio e perché io non trovai proprio niente di strano, o di contrario». Il giornalista sottolinea che Edoardo era alto 1,90 ma sul referto c'era scritto 1,75 e quindi il cadavere non è stato neanche misurato: «Beh, mi sembra ininfluente. È più che probabile che si sia trattato di una stima ad occhio... È possibile che mi sia sbagliato... Ma non c'entra niente con tutto il resto, che è invece importante». Dal libro di Puppo emerge un altro particolare. Il medico legale in servizio quella mattina era Carlo Boscardini, 48 anni, specialista in medicina legale, psichiatra forense, dottore in giurisprudenza.

 

«Io non ho eseguito nessun esame e non ho visto il cadavere di Edoardo Agnelli - dice il medico -. Ero in servizio, il medico di turno viene chiamato dal magi- strato, il quale, ne può chiamare anche un altro di sua fiducia. Ero a Fossano, impegnato in colloqui sociosanitari per delle adozioni. Seppi l'accaduto da alcune telefonate, all'ora di pranzo e in cuor mio mi preparai ad essere convocato. Invece nessuno mi chiamò».

E il dottor Ellena? «Era il mio superiore gerarchico all'ASL di Savigliano. Fu lui a firmare il certificato di morte, l'esame medico legale. Avendo evidentemente saputo prima di me dell'accaduto, si precipitò sul posto e furono affidate a lui le incombenze professionali. Io ho intravisto quel certificato di morte. Qualche giorno dopo il dottor Ellena venne da me e mi sventolò i fogli che aveva preparato, chiedendomi se potevo darci un'occhiata. Mi rifiutai di farlo, dal momento che non ritenevo opportuno correggere o modificare la relazione di un'ispezione cadaverica mai eseguita".

Ma perché non fu eseguita l'autopsia? "Per ché si trattava di Edoardo Agnelli. Lo chieda al magistrato...». È l'unico che può deciderla. «In casi simili viene quasi sempre decisa, magari anche per una semplice precauzione, come a coprirsi le spalle, da parte del magistrato. Ricordo un caso in cui trovammo un suicida con la pistola in mano, dopo che si era sparato un colpo in bocca e il magistrato decise lo stesso che doveva essere eseguita l'autopsia.... Il medico legale non può decidere l'autopsia, al massimo può suggerirla, altrimenti si deve attenere a quanto il magistrato dispone».

 

Edoardo stringe- va tra le mani della terra: è possibile dopo un simile volo che ci siano ancora funzioni vitali tali da muovere le dita? «Lo escludo nella maniera più assoluta. Quel luogo, fangoso, può al massimo attutire i segni evidenti dell'impatto, ma dopo un impatto da una simile altezza la morte è immediata». Il corpo di Edoardo aveva anche i mocassini ancora ai piedi? È possibile? «È piuttosto raro. Un paio di volte ho esaminato cadaveri di persone precipitate in montagna, ebbene le abbiamo ritrovate senza scarponi nei piedi».

Il procuratore Bausone, che ha 77 anni ed è in pensione dal giugno 2008, ha sempre respinto ogni richiesta dei giornalisti di esaminare il fascicolo sulla morte di Edoardo. In una lettera scrive che «gli atti non possono essere pubblicati» poiché ancor oggi coperti dal segreto istruttorio. Noi abbiamo esaminato il fascicolo e il mistero sulla morte e sulle indagini si infittisce ancora di più...

L'AVVOCATO - Chi, dunque, ha informato l'ANSA che l'autopsia venne eseguita «per espressa volontà dell'Avvocato Agnelli», ha inventato tutto. Se l'autopsia non c'è stata - e lo abbiamo provato - evidentemente non c'era nemmeno una "espressa volontà", o un "ordine" del papà del defunto, affinché ciò avvenisse. Se l'Avvocato avesse chiesto un simile "favore" non è difficile prevedere che sarebbe stato ascoltato. Ma il problema, in questi casi, non è la volontà o meno del padre del defunto: è la volontà o meno di fare chiarezza. E c'è da ritenere che non si volessero aprire i poveri resti di Edoardo ed esaminarne le viscere, non per un rispetto per quel povero corpo non così martoriato come un simile volo farebbe pensare, ma per evitare di scoprire quali sostanze ci fossero nel suo corpo o nel suo sangue.

 

Non esiste la prova che sia stato Gianni Agnelli a "pregare" che l'autopsia non venisse fatta proprio per evitare di avere la conferma ufficiale e pubblica che suo figlio era un tossico-dipendente e che forse quella mattina era in preda alla droga. Ma le esigenze di un padre e quelle della giustizia spesso divergono e queste ultime devono, o dovrebbero, sempre prevalere. Altrimenti dieci anni dopo, «anche se John Elkann ci ha aperto tutte le porte» - come ha detto Giovanni Minoli nel presentare la puntata de "la Storia siamo noi" realizzata non da lui ma da due bravi giornalisti - si rischia di far cadere sul Nonno qualche atroce sospetto postumo, invece di onorarne la memoria.

 27-09-2010]

 

 

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo640480.aspx?id=759 -LA STORIA SIAMO NOI SU EDOARDO AGNELLI

 

 

Gli Agnelli e quella società fantasma per la legge italiana

 

La 'Dicembre', fondata nel 1984, ha una visura falsa oppure vecchia di 30 anni. Dall'ostracismo a Edoardo al potere di John: quanti intrighi dietro la società.

 

di 

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17 Novembre 2016

 

Quando ha letto su Repubblicache la società 'Dicembre' della famiglia Agnelli era controllata da John, Lapo e Ginevra Elkann, Gigi Moncalvo, autore di tre libri sul patrimonio dei proprietari della Fiat ora Fca (Agnelli Segreti, I Lupi e gli Agnelli e I Caracciolo), ha fatto un salto sulla sedia: «Una balla colossale, un primo caso di piaggeria del quotidiano di Eugenio Scalfari nei confronti dei nuovi proprietari».
Del resto, la Dicembre, la prima scatola cinese e “controllante” dell'impero Agnelli, poi distribuito tra Giovanni Agnelli & co, Exor e Fca, è un rebus difficile da risolvere.
Anzi, è una vera e propria storia all'italiana di come una delle famiglie più importanti del Paese abbia potuto concludere affari nella totale omertà e compiacenza delle istituzioni per più di 30 anni.
DATI RISALENTI A 30 ANNI FA. Ora le società degli Agnelli stanno migrando in Olanda ma dal 1984, anno di fondazione della Dicembre, nessuno ha potuto mai sapere chi fossero i soci e le rispettive quote della cassaforte di famiglia.
Ancora adesso, se si fa una ricerca alla Camera di commercio, compare una visura con dati risalenti appunto a tre decenni fa.
E pensare che nel 2015 il presidente della Camera di commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, ha premiato Gianluigi Gabetti, azionista della Dicembre, come Torinese dell'anno.
Moncalvo, che ha lavorato a lungo sulla vicenda, l'ha ricostruita passo dopo passo, incrociando inchieste della procura di Milano e disposizioni testamentarie dell'Avvocato.
ALLA NASCITA CAPITALE DI 100 MLN DI LIRE. L'atto costitutivo della società è del 15 dicembre 1984.
Risulta che il capitale sia poco inferiore ai 100 milioni di lire (99.980.000).
I soci sono Gianni Agnelli (99,96 milioni di lire), Marella Caracciolo (10 mila lire), Umberto Agnelli (1.000 lire), Gianluigi Gabetti (1.000 lire), Cesare Romiti (1.000 lire).
Il 13 giugno 1989, con un nuovo atto del notaio Ettore Morone, al culmine della guerra tra Umberto e Romiti, l'Avvocato farà uscire entrambi dalla Dicembre e le loro due azioni passeranno a Franzo Grande Stevens e a sua figlia Cristina (che ha solo 29 anni).
MONCALVO: «AZIONARIATO FALSO O VECCHIO». Da notare, spiega Moncalvo, che «Agnelli preferirà dare un'azione a Cristina e suo padre piuttosto che far entrare i suoi due figli, Edoardo e Margherita».
Questa uscita di Romiti dall'azionariato, «avvenuta nel 1989 e ciononostante ancora presente tutt’oggi nei documenti ufficiali, è una delle prove che nel 2016 nel registro delle imprese presso la Camera di commercio di Torino il dato sull'azionariato della Dicembre è falso o vecchio».
John, presidente di Fca, il principale azionista, non è nemmeno indicato in quel registro in cui ogni società, per legge, dovrebbe comunicare ogni variazione societaria, statutaria e azionaria..Un nuovo atto del 3 aprile 1996 registra l’ingresso tra i soci di John e sua madre Margherita, entrambi con azioni pari a 5 miliardi di lire.
La quota di Marella sale da 10 mila lire a 5 miliardi e 10 mila lire.
Ed entra un altro nuovo socio, Cesare Ferrero, con una azione.
IL 25% A GIANNI AGNELLI. Gianni Agnelli, oltre al suo 25%, mantiene per sè l'usufrutto delle tre quote di moglie, figlia e nipote.
«C'è da notare l'articolo 7 dello statuto», evidenzia Moncalvo, «sulla successione di un socio. È quello inserito per impedire che Edoardo, in caso di morte del padre, possa ereditare di diritto una quota della Dicembre ed entrare tra gli azionisti. È una norma contraria al diritto successorio italiano che prevede la legittima per gli eredi. Lo stesso Edoardo aveva detto che, in caso di morte del padre, avrebbe fatto valere i suoi diritti successori previsti dalla legge».
Tuttavia, non ci sarà bisogno dell'articolo 7, perché Edoardo morirà nel 2000, tre anni prima di Gianni.
LO STRAPOTERE DI JOHN ELKANN. Ma non è tutto. «Va evidenziato anche l'articolo 8, per le cessioni delle quote a terzi», prosegue Moncalvo. «Nel caso in cui John volesse lasciare quote a sua moglie e ai suoi figli, sarebbero necessari due voti dei soci principali, cioè il suo e quello di Marella, e due degli altri quattro. Ma Marella è molto anziana: se non fosse in condizioni buone di salute e per caso dovesse morire, dove troverebbe John il secondo voto che gli è necessario per far entrare nuovi soci?».
La storia non finisce qui. Grazie al raffronto dei modelli unici presentati all'Agenzia delle entrate dal 2002 al 2007 si riesce a capire come è cambiato l'azionariato in aeguito alla morte dell'Avvocato.
Dopo il 24 gennaio 2003, infatti, vengono modificati i patti sociali.
LA MODIFICA ALL'ARTICOLO 7. In questo documento c'è la nuova composizione azionaria (prima che Margherita venga liquidata) e la modifica importantissima dell'articolo 7.
«È importante», spiega Moncalvo, «perché prevede che solo i figli di John (ma non sua moglie) potranno subentrare nella quota societaria del padre, ma soltanto quando questi morirà. La moglie potrà avere denaro (e poco in relazione al valore effettivo della Dicembre) quando resterà vedova».
In deroga a ciò, Lavinia Elkann potrà entrare nella Dicembre purchè non si sia separata e «a condizione che vi acconsentano le maggioranze previste per le modifiche dei presenti patti sociali».
Con John in vita, invece, non può entrare nessun nuovo socio.  
41 MLN DI PLUSVALENZA, 6 EURO DI CAPITALE. Infine si arriva al 2008, cioè all'ultima dichiarazione dei redditi nota, allegata agli atti dell'inchiesta dei pm Eugenio Fusco e Gaetano Ruta, poi archiviata per mancanza di collaborazione delle autorità giudiziarie svizzere.
Da questo documento emerge che gli azionisti sono John (58,706%), Marella (41,294%), Ferrero, Gabetti e i due Franzo Grande Stevens (un'azione ciascuno).
Spiega Moncalvo: «Quello è il primo anno, dopo la morte di Agnelli, in cui la Dicembre dichiara al fisco una plusvalenza: ammonta a 41.442.655 euro, di cui imponibili per 25.245.883, per una tassazione di 3.155.735 euro. Nella visura della Camera di commercio questa società, che nel 2007 sul 2006 ha avuto una plusvalenza di 41 milioni, ha un capitale sociale di appena 6,20 euro, diviso tra Marella con 10 azioni e Gabetti e Romiti con una…». 

 

 

 

 

 

DINASTIA DELLE QUATTRORUOTE

A “Dicembre” i segreti degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo


Pubblicato Giovedì 11 Ottobre 2012, ore 7,50

È in cima alla catena di comando che controlla Fiat, ma per 17 anni è stata “fuorilegge”. E non è l’unica stranezza. Viaggio in tre puntate di Gigi Moncalvo nel sancta sanctorum della Famiglia

E pensare che parlano, ogni due per tre, di trasparenza, limpidezza, casa di vetro, etica, valori morali. In quale categoria può essere catalogato ciò che stiamo per raccontare, e che solo su queste pagine web potete leggere? E’ una storia che riguarda la “cassaforte di famiglia”, cioè la “Dicembre società semplice”, che detiene – tanto per fare un esempio - il 33%, dell’“Accomandita Giovanni Agnelli & C. Sapaz”, cioè controlla quella gallina dalle uova d’oro che quest’anno ha consentito agli “eredi” - senza distinzioni tra bravi e sfaccendati – di spartirsi 24,1 milioni di euro (rispetto ai 18 milioni del 2011) su un utile di 52,4. “Dicembre” di fatto è la scatola di controllo dell'impero di famiglia, ed è dunque – proprio attraverso l’Accomandita - l'azionista di riferimento di Exor, la superholding del gruppo Fiat-Chrysler.

 

Non ci crederete ma la “Dicembre”, nonostante questo pedigree, fino al luglio scorso non risultava nemmeno nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino, nonostante la legge ne imponesse l’iscrizione. La “Dicembre” è una delle società più importanti del paese, dato che, controllando dall’alto la piramide dell’intero Gruppo Fiat, ha ricevuto dallo Stato centinaia di miliardi di euro di fondi pubblici. Ebbene per i registri ufficiali dell’ente presieduto da Alessandro Barberis, un uomo-Fiat, non... esisteva. Quindi lo Stato erogava miliardi a una società la cui “madre” non risultava nemmeno dai registri e che ha violato per anni la legge.

 

“Dicembre” è stata costituita il 15 dicembre 1984 con sede in via del Carmine 2 a Torino (presso la Fiduciaria FIDAM di Franzo Grande Stevens), un capitale di 99,9 milioni di lire e cinque soci: Giovanni Agnelli (col 99,9% di quote), sua moglie Marella Agnelli (10 azioni per un totale di 10 mila lire) e infine Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti e Cesare Romiti, con una azione ciascuno da mille lire. Come si vede fin dall’inizio Gianni Agnelli considerava la “Dicembre” appannaggio del proprio ramo famigliare. Poco più di quattro anni dopo, il 13 giugno 1989, c’è un primo colpo di scena: escono Umberto e Romiti e vengono sostituiti da Franzo Grande Stevens e da sua figlia Cristina. Gianni Agnelli “dimentica” di avere due figli, Edoardo e Margherita, e privilegia invece Stevens e la sua figliola, a scapito perfino di suo fratello Umberto Agnelli. Se si prova – come ho fatto io - a chiedere al notaio Ettore Morone notizie e copie di questo “strano” atto, risponde che “non li ha conservati e li ha consegnati al cliente”. Non vi fornisce nemmeno il numero di repertorio. Forse a rogare sarà stata sua sorella Giuseppina?

 

La “Dicembre” torna a lasciare tracce qualche anno più tardi, il 10 aprile 1996: c’è un aumento di capitale (da 99,9 milioni a 20 miliardi di lire), entrano tre nuovi soci (Margherita Agnelli, John Elkann, e il commercialista Cesare Ferrero), le quote azionarie maggiori risultano suddivise tra Gianni Agnelli, Marella, Margherita e John (di professione “studente” è scritto nell’atto) col 25% ciascuno, con l’Avvocato che ha l’usufrutto sulle azioni di moglie, figlia e nipote. Tutti gli altri restano con la loro singola azione che conferisce un potere enorme. Siamo nel 1996, come s’è visto, e nel frattempo è entrata in vigore una legge (il D.P.R. 581 del 1995) che impone l’iscrizione di tutte le società nel registro delle imprese. A Torino se ne fregano. Anche se la “Dicembre” ha un codice fiscale (96624490015) è come se non esistesse… Gabetti, Grande Stevens e Ferrero, così attenti alla legge e alle forme, dimenticano di compiere questo semplicissimo atto. Né si può pretendere che fossero l’Avvocato o sua moglie o sua figlia o il suo nipote ventenne, a occuparsi di simili incombenze.

 

La Camera di Commercio si “accorge” di questa illegalità solo quattordici anni dopo, il 23 novembre 2009. La Responsabile dell’Anagrafe delle Imprese, Maria Loreta Raso, allora scrive agli amministratori della “Dicembre” e li invita a mettersi in regola. Non ottiene nessun riscontro. Ma la signora, anziché rivolgersi al Tribunale e chiedere l’iscrizione d’ufficio, non fa nulla. Fino a che nei mesi scorsi un giornalista, cioè il sottoscritto, alle prese con una ricerca di dati per un suo imminente libro (Agnelli segreti, Vallecchi Editore) cerca di fare luce su questa misteriosa “Dicembre” e si accorge dell’irregolarità. Si rivolge alla Camera di Commercio, la dirigente in questione fa finta di non sapere ciò che sa dal 2009 e comincia a chiedere documenti e dati che già ben conosce. Il giornalista fornisce copia dell’atto di aumento di capitale del 1996 e indica il numero di codice fiscale, ma la Camera di Commercio pone ostacoli a ripetizione: vogliono l’atto costitutivo, quello inviato è una fotocopia, ci vuole quello autenticato dal notaio Morone. Passano i mesi, vengono fornite tutte le informazioni, il giornalista comincia a diventare fastidioso. La signora Raso non può più fare a meno di rivolgersi, con tre anni di ritardo, al Tribunale. Il giornalista va, fa protocollare le domande, sollecita e scrive. E finalmente il 25 giugno di quest’anno la dottoressa Anna Castellino, giudice delle Imprese del Tribunale di Torino, ordina l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre”, in quanto socia della “Giovanni Agnelli & C. Sapaz”. L’ordinanza del giudice viene depositata due giorni dopo. La Camera di Commercio ottemperato all’ordinanza del Giudice in data 19 luglio 2012. Possibile che ci voglia un giornalista per far mettere in regola la più importante società italiana “fuorilegge” da ben 17 anni e che oggi ha come soci di maggioranza John Elkann e  sua nonna Marella, con il solito quartetto Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia? Ma perché tanta segretezza su questa società-cassaforte? E’ il tema della nostra prossima puntata.    

 

 

RETROSCENA DI CASA REALE

Quei lupi a guardia degli Agnelli

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Venerdì 12 Ottobre 2012, ore 8,32

Chi ha in mano le chiavi della cassaforte di “Dicembre”, società semplice con la quale si comanda la Fiat-Chrysler? Nell’ombra si stagliano le figure di Gabetti e Grande Stevens. Seconda puntata

GRANDI VECCHI Grande Stevens e Gabetti

Dunque, la “Dicembre” dal 19 luglio è finalmente iscritta al registro delle Imprese della Camera di Commercio di Torino – dopo che in via Carlo Alberto hanno dormito per 14-16 anni. Ma una domanda è d’obbligo: perché tanta segretezza? Chi sono coloro che vogliono restare nell’ombra al punto che nel novembre 2009 non avevano nemmeno risposto a una richiesta di regolarizzazione., ai sensi di legge, se n’erano sonoramente “sbattuti” ed erano talmente sicuri di sé e potenti al punto che la Camera di Commercio, al cui vertice siede un loro uomo, non fece nulla dopo che la propria richiesta era stata snobbata e ignorata? Prima di arrivarci, precisiamo che la sanzione che poteva essere loro comminata per l’irregolarità, era del tutto simbolica e irrisoria: appena 516 euro.

La domanda diventa dunque questa: che cosa c’era e c’è di così segreto da nascondere – è l’unica spiegazione possibile – al punto da indurre i soci della “Dicembre”, che riteniamo essere sicuramente in possesso di 516 euro per pagare la sanzione, a evitare di rendere pubblici gli atti della società, come prescrive la legge?

 

Qui viene il bello. Questi signori, infatti, così come se ne sono “sbattuti” allora, ugualmente se ne “sbattono” oggi. E, fino ad ora, stanno godendo - ma speriamo di sbagliarci - ancora una volta della tacita “complicità” della Camera di Commercio. Infatti, l’iscrizione che noi siamo riusciti ad ottenere si basa solo su un documento: l’atto costitutivo del 15 dicembre 1984. Da esso risultano cinque soci: Giovanni Agnelli (che nell’atto viene definito “industriale”), sua moglie Marella Caracciolo (professione indicata: “designer”), Umberto Agnelli, Gianluigi Gabetti, Cesare Romiti. La società in quel 1984 aveva sede a Torino in via del Carmine 2, presso la FIDAM, una fiduciaria che fa capo all’avv. Franzo Grande Stevens, il cui studio ha lo stesso indirizzo. Il capitale sociale ammontava a 99 milioni e 980 mila lire ed era così suddiviso: Giovanni Agnelli aveva la maggioranza assoluta con un pacco di azioni pari a 99,967 milioni di lire, la consorte possedeva 10 azioni per un totale di diecimila lire, gli altri tre soci avevano una sola azione da mille lire ciascuna. Una curiosità: donna Marella a proposito di quella misera somma di diecimila lire dichiarò in quell’atto che “è di provenienza estera ed è pervenuta nel rispetto delle norme valutarie” arrivando in Italia il giorno prima tramite Banca Commerciale Italiana.

 

 

Questo, dunque, è l’unico documento che al momento da pochi mesi compare nel Registro delle Imprese. Possibile che la Camera di Commercio – presieduta dall’ex dirigente Fiat, Alessandro Barberis - non si sia ancora accorta che quell’atto, essendo vecchio di ben ventotto anni, è stato superato da alcuni eventi non secondari e che lo rendono, così come l’iscrizione, inattuale e anacronistico? Ad esempio, nel frattempo c’è stata l’introduzione dell’euro e la morte di due dei cinque soci (Gianni e Umberto Agnelli, deceduti rispettivamente nel gennaio 2003 e nel maggio 2004)? Possibile che Barberis e i suoi funzionari non si siano accorti di questo, così come del fatto che Romiti ha lasciato il Gruppo da quasi vent’anni, e non chiedano agli amministratori della “Dicembre” un aggiornamento, ordinando l’invio dei relativi atti? Tanto più - e qui vogliamo dare un aiuto disinteressato alla ricerca della verità onde evitare inutili fatiche altrui - che qualche “mutamento”, e non di poco conto, in questi anni è avvenuto nella “Dicembre” e l’ha trasformata da cassaforte del ramo-Gianni Agnelli a qualcosa di ben diverso e non più controllabile dalla Famiglia “vera” dell’Avvocato. Vediamo alcuni passaggi, dato che ciò aiuterà a capire quali sono, forse, i motivi all’origine di tanta ancor oggi inspiegabile segretezza.

 

Appena quattro anni dopo la costituzione, e cioè il 13 giugno 1989 (repertorio notaio Morone n. 53820), escono dalla società due grossi calibri come Umberto Agnelli e Cesare Romiti. Al loro posto entrano l’avv. Grande Stevens e, colpo di scena, sua figlia Cristina, 29 anni. Non è un po’ strano che vengano “fatti fuori” nientemeno che Romiti, che in quel periodo contava parecchio, e nientemeno che il fratello dell’Avvocato, e vengano sostituiti non tanto da un nome “di peso” come quello di Grande Stevens, ma addirittura anche dalla giovane rampolla di quest’ultimo, addirittura a scapito dei due figli di Gianni, e cioè Edoardo e Margherita?

Alla luce anche di questo, non ritiene la Camera di Commercio che sia bene cominciare a farsi consegnare dalla società da pochi mesi registrata d’imperio da un giudice, anche tutti gli atti relativi al periodo tra il 1984 e il 1989 che portarono a quel misterioso “tourbillon” che vede Gianni togliere di mezzo il fratello e il potente amministratore delegato Fiat, e tagliar fuori anche i propri figli per far entrare invece un avvocato e sua figlia, mettendoli a fianco del già sempiterno Gabetti?

 

 

Andiamo avanti. Della “Dicembre” non ci sono tracce - a parte un misterioso episodio avvenuto tra la Svizzera e il Liechtenstein -, fino al 10 aprile 1996. Quel giorno, sempre nello studio notarile Morone, avvengono quattro fatti importantissimi: l’ingresso di tre nuovi soci, l’aumento di capitale, il trasferimento della sede (dal numero 2 al numero 10 sempre di via del Carmine, questa volta presso “Simon Fiduciaria”, sempre di Grande Stevens), ma soprattutto la modifica dei patti sociali. Accanto a Gianni Agnelli e a sua moglie, a Gabetti, a Grande Stevens e figlia, entrano nella “Dicembre”: Margherita Agnelli (figlia di Gianni), John Philip Elkann (nipote di Gianni e figlio di Margherita, professione indicata: “studente”), e il commercialista torinese Cesare Ferrero. Il capitale viene aumentato di venti miliardi di lire, che vanno ad aggiungersi a quegli iniziali 99,980 milioni di lire. Gianni Agnelli mantiene il controllo col 25% di azioni proprie, e con l’usufrutto a vita di un altro 74,96% riguardante le azioni intestate a moglie, figlia e nipote. Ancora una volta è platealmente escluso Edoardo, il figlio di Gianni. Gli viene preferito il cuginetto che ha da poco compiuto vent’anni. Gli altri quattro azionisti hanno un’azione da mille lire ciascuno. Ma assumono (e si auto-assegnano col misterioso e autolesionistico assenso dell’Avvocato) una serie di poteri enormi, sia a loro favore sia contro i soci-famigliari di Gianni.

 

 

Prima di tutto viene previsto che se un socio dovesse morire (l’Avvocato allora aveva 75 anni ed era da tempo molto malato), la sua quota non passa agli eredi ma viene consolidata automaticamente in capo alla società con conseguente riduzione del capitale. Agli eredi del defunto spetterà solo una somma di denaro pari al capitale conferito. Vale a dire: appena 5 miliardi di lire per il 25% di quota dell’Avvocato, una somma spropositatamente inferiore al valore reale. Senza pensare alla violazione del diritto successorio italiano. L’altra clausola “folle” sottoscritta dall’Avvocato riguarda il trasferimento di quote a terzi. Infatti, se uno degli azionisti principali, alla sua morte o prima, dovesse decidere di cedere la propria quota, o una parte di essa, a terzi esterni alla “Dicembre”, ci sono due sbarramenti. E’ necessario il consenso della maggioranza del capitale. E, oltre a questo, deve esserci il voto a favore di quattro amministratori: due dei quali fra Marella, Margherita e John, e due fra il “quartetto” Gabetti-Ferrero-Grande Stevens padre e figlia. Insomma Gianni Agnelli ha consegnato ai quattro il controllo assoluto della situazione a scapito di se stesso e dei propri famigliari. Il quartetto degli “estranei” (Margherita li chiama “usurpatori”) ha aperto la strada, oltreché alla loro presa di potere, a scenari di vario tipo. Primo. Se l’Avvocato muore, suo figlio Edoardo non eredita quote della “Dicembre” ma viene tacitato con pochi miliardi. Dovrebbe fare un’azione legale contro la violazione della legge successoria italiana e rivendicare la legittima, anche per la quota di sua spettanza della “Dicembre”.

 

Secondo scenario. Se Edoardo morisse prima di suo padre - come poi avverrà, facendo pensare ad autentiche “capacità divinatorie” da parte di qualcuno -, il problema non si verrebbe a porre. E se invece – terzo scenario -, come poi è avvenuto (prova evidente che nella “Dicembre” c’è qualche chiaroveggente in grado di prevedere o condizionare il futuro), l’Avvocato morisse e il suo 25% passasse a moglie e figlia, basterà impedire un’alleanza tra le due, farle litigare, dividerle, oppure convincere la “vecchia” ad allearsi col giovane nipotino, ed ecco che figlia e vedova dell’Avvocato perderanno il controllo della “Dicembre”.

 

Chi sono i vincitori? Chi ha scelto il giovane rampollo, che deve tutto a due tragedie famigliari (la morte del cugino Giovannino per tumore e la strana morte dello zio Edoardo trovato cadavere sotto un cavalcavia) per poterlo meglio “burattinare” e comandare? Chi ha impedito in tal modo che Marella, Margherita e John invece si potessero alleare per comandare insieme o scegliere qualcuno della famiglia, o non qualche estraneo, per la sala di comando? Chi ha scelto di “lavorarsi” John e Marella, certo più malleabili e meno determinati di Margherita?

 

Un mese dopo la morte dell’Avvocato viene approvato un atto (24 febbraio 2003) che sancisce il nuovo assetto azionario della “Dicembre”. Al capitale di 10.380.778 euro, per effetto della clausola di consolidamento viene sottratta la quota corrispondente alle azioni di Gianni (cioè 2.633.914 euro). In tal modo il capitale diventa di 7.746.868 euro e risulta suddiviso in tre quote uguali per Marella, Margherita e John, pari a 2,582 milioni di euro ciascuno (quattro azioni da un euro continuano a restare nelle salde mani del “Quartetto di Torino”). Il “golpe” viene completato lo stesso giorno con la sorprendente donazione fatta dalla nonna al nipote del pacco di azioni che gli permettono al giovanotto di avere la maggioranza assoluta, una donazione fatta da Marella in sfregio ai diritti (attuali ed ereditari) della figlia e degli altri sette nipoti: John arriva in tal modo a controllare una quota della “Dicembre” pari a 4.547.896 euro, sua nonna mantiene una quota pari a 2.582.285 euro, la “ribelle” Margherita - l’unica che aveva osato muovere rilievi e chiedere chiarezza e trasparenza - viene messa nell’angolo con una quota pari a 616.679 euro. Tutto questo fino al 2003. Poi, con l’accordo di Ginevra del febbraio 2004 tra madre e figlia, Margherita uscirà definitivamente dalla “Dicembre”, quasi un anno dopo aver partecipato a un gravoso aumento di capitale.

 

Ma oggi la situazione, specie per quanto riguarda i patti sociali, qual è? John comanda davvero o no? Nel caso in cui, lo ripetiamo come nel precedente articolo, dovesse decidere di ritirarsi in un monastero o gli dovesse accadere qualcosa (come allo zio Edoardo?) chi potrebbe diventare il padrone della cassaforte al vertice dell’Impero Fiat? I bookmakers danno favorito Gabetti, ma non fanno i conti con Grande Stevens, il vero azionista “di maggioranza”, anche se con due sole azioni, grazie proprio a quella mossa del 1989 con cui fece entrare anche sua figlia….

 

Qualcuno potrebbe obiettare che oggi tra i soci della “Dicembre” ce ne potrebbero essere alcuni  nuovi, potrebbero essere i fratelli di John, cioè Lapo o Ginevra. Ma, grazie alla clausola di sbarramento approvata nel 1996, il “Quartetto” ha votato a favore dell’ingresso (eventuale) di uno o due nuovi soci o li ha bocciati? Ecco perché forse esiste tanta segretezza. Non sarebbe bene che dai registri della Camera di Commercio risultasse qualcosa di attuale e di aggiornato? Che cosa aspetta la Camera di Commercio a chiedere e pretendere ai sensi di legge che gli amministratori, così limpidi e trasparenti, della “Dicembre”, forniscano al più presto tutti i documenti? Dobbiamo di nuovo attivare le nostre misere forze e chiedere l’intervento del Tribunale di Torino e confidare nell’intervento della dottoressa Anna Castellino o di qualche suo collega? Oppure bisogna aspettare altri 15 anni?

 GLI AGNELLI SEGRETI

Dicembre dei “morti viventi”

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 13 Ottobre 2012, ore 8,21

Agli atti la società-cassaforte della famiglia, grazie alla quale controllano la Fiat-Chrysler, risulta ancora composta da Gianni e Umberto Agnelli. Compare persino Romiti. E tutti tacciono

La Stampa no, o almeno, non ancora. Invece anche (o perfino?) il Corriere della Sera si è accorto della “stranezza” - diciamo così – riguardante il fatto che la Dicembre, la società-cassaforte che un tempo era della famigliaAgnelli, anzi più esattamente del ramo del solo Gianni, e che si trova alla sommità dell’ImperoFiat (ora Exor), ha impiegato ben diciassette anni, dal 1995, per mettersi in regola con la legge in vigore da allora. La Dicembre - la cui data di nascita risale al 1984 -, finalmente è “entrata nella legalità”, e – come prevede una legge del 1995 – finalmente risulta iscritta nel Registro delle Imprese. Pur trattandosi di una società non da poco, dato che la si può considerare la più importante, finanziariamente e industrialmente del nostro Paese, la Camera di Commercio di Torino ha impiegato parecchi anni prima di accorgersi dell’anomalia, di quel vuoto che figurava nei propri registri (nonostante quella società avesse il proprio codice fiscale). Possibile che il presidente della CCIAA Alessandro Barberis, che ha sempre lavorato in Fiat, ignorasse l’esistenza della “Dicembre”? Come mai l’arzillo settantacinquenne entrato in azienda a 27 anni, rimasto in corso Marconi per trentadue anni, e poi diventato per un breve periodo, che non passerà certo alla storia, direttore generale di Fiat Holding nel 2002, e infine amministratore delegato e vicepresidente nel 2003, non ha mai fatto nulla per sanare questa irregolarità? Possibile che ci sia voluto un giornalista rompiscatole e che fa il proprio dovere, per convincere, con un bel pacchetto di corrispondenza, l’austero organismo camerale sabaudo a rivolgersi al Tribunale affinché ordinasse l’iscrizione d’ufficio. Finalmente, il 19 luglio scorso, ciò è avvenuto e l’ordine del Giudice Anna Castellino (che porta la data del 25 giugno) è stato eseguito.

 

Grandi applausi si sono levati dalle colonne del Corriere ad opera di Mario Gerevini che, in un articolo del 23 agosto, non ha avuto parole di sdegno per gli autori di questa illegalità ma ha parlato, generosamente e con immane senso di comprensione, di una semplice e banale “inerzia dettata dalla riservatezza”. Poi ha ricostruito tutta la vicenda, a modo suo e con parecchie omissioni importanti, e ha avuto di nuovo tanta comprensione, anche per la Camera di Commercio: si era accorta dell’anomalia, anzi del comportamento fuorilegge, fin dal 23 novembre 2009, aveva “già inviato una raccomandata alla Dicembre invitandola a iscriversi al registro imprese, come prevede la legge. Senza risultato. Da lì è partita la segnalazione al giudice”. Il che dimostra come in due righe si possano infilare parecchie menzogne e non si accendano legittimi interrogativi. Dunque, quella raccomandata di tre anni fa non sortì alcuna risposta. E la Camera di Commercio di fronte a questo offensivo silenzio, anziché rivolgersi subito al Tribunale, non ha fatto nulla, se non una grave omissione di atti d’ufficio. Non è dunque vero che “da lì è partita la segnalazione al giudice” dato che al Tribunale di Torino non impiegano ben tre anni per emettere un’ordinanza in un campo del genere. E’ stato invece necessaria, questa la verità, una ennesima raccomandata di un giornalista che intimava ai sensi di legge alla signora Maria Loreta Raso, responsabile dell’Area Anagrafe Economica, di segnalare tutto quanto al giudice. Visto che non lo aveva fatto a suo tempo come imponeva il suo dovere d’ufficio e, soprattutto, la legge.

 

Gerevini aggiunge che “fino a qualche tempo fa chi chiedeva il fascicolo della Dicembre allo sportello della Camera di commercio si sentiva rispondere: «Non esiste». All'obiezione che è il più importante socio dell'accomandita Agnelli, che è stata la cassaforte dell'Avvocato (ora del nipote), che è più volte citata sulla stampa italiana e internazionale, la risposta non cambiava. Tant'è che dal 1996 a oggi non risulta sia mai stata comminata alcuna ammenda per la mancata iscrizione”. Giusto, è proprio così. Ma Gerevini, rispetto al sottoscritto, per quale ragione non ha mai pubblicato un rigo su questa scandalosa vicenda, non ha informato i lettori, non ha denunciato pubblicamente questa anomalia e illegalità che ammette di aver toccato con mano? Non pensa, il Gerevini, che sarebbe bastato un piccolo articolo sul suo autorevole giornale per smuovere le acque? No, ha continuato a tacere, e a sentirsi ripetere “non esiste” ogni volta in cui bussava allo sportello della Camera di Commercio chiedendo il fascicolo della “Dicembre”. Come mai certi giornalisti delle pagine economiche, e non solo, spesso – come dicono i colleghi americani - “scrivono quello che non sanno e non scrivono quello che sanno? Forse ha ragione Dagospia che, riprendendo la notizia, la definisce “grave atto di insubordinazione e vilipendio del Corriere al suo azionista Kaky Elkann (così impara a smaniare con Nagel di far fuori De Bortoli)”? Questo retroscena conferma che il direttore del Corriere, per ora, non ha osato andare oltre tenendo in serbo qualche cartuccia, in caso di bisogno?

 

Gerevini dice che “la latitanza” della Dicembre ora è finita. Non è vero. La Camera di Commercio, infatti, nonostante sapesse tutto fin dal 2009, ha “preteso” che il giornalista che rompeva le scatole con le sue raccomandate inviasse ai loro uffici l’atto costitutivo della “Dicembre”. Fatto. Ma, a questo punto, non si è accontentata del primo esaustivo documento inviato sollecitamente, bensì ha preteso, forse per guadagnare qualche mese e nella speranza che il notaio Ettore Morone non la rilasciasse, una copia autenticata. Si è mai vista una Camera di Commercio, che nel 2009 ha già fatto – immaginiamo – un’istruttoria su una società non in regola, ed è rimasta immobile dopo che si sono fatti beffe della sua richiesta di regolarizzare la società, chiedere a un giornalista, e non agli amministratori di quella società, i documenti necessari, visto che i diretti interessati non si sono nemmeno curati a suo tempo di rispondere? Invece è andata proprio così.

 

A Torino tutto è possibile. Anche che la “Dicembre” figuri (finalmente) nel Registro delle Imprese ma solo sulla base dei dati contenuti nell’atto costitutivo del 1984 e cioè con due morti come soci, Giovanni e UmbertoAgnelli, e con un terzo socio, Cesare Romiti, che da anni ha lasciato la Fiat e che venne fatto fuori dalla “Dicembre” nel 1989, cioè ventitré anni fa. Non solo ma il capitale della società risulta ancora di 99 milioni e 980 mila lire, allineando come azionisti Giovanni Agnelli (99 milioni e 967 mila lire), Marella Caracciolo (10.000 lire, e dieci azioni), e infine Umberto Agnelli, Cesare Romiti e Gianluigi Gabetti (ciascuno con una azione da mille lire). Non pensano alla Camera di Commercio che sia opportuno, adesso che l’iscrizione è avvenuta, aggiornare questi dati fermi al 15 dicembre 1984, scrivendo alla “Dicembre” e intimandole di consegnare tutti i documenti e gli atti che la riguardano dal 1984 a oggi? Che cosa aspettano a richiederli? Forse temono che il loro sollecito rimanga di nuovo senza riscontro? Dall’altra parte, che cosa aspettano quei Gran Signori di Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, che danno lezioni di etica e moralità ogni cinque minuti, a mettersi in regola? E il grande commercialista torinese Cesare Ferrero, anch’egli socio della “Dicembre”, non sente il dovere professionale di sanare questa anomalia, anche se i suoi “superiori” magari non sono del tutto d’accordo? Ora nessuno di loro può continuare a nascondersi. E quindi diventa molto facile dire: ora che vi hanno scovato, ora che sta venendo a galla la verità, non vi pare corretto e opportuno mettervi pienamente in regola? Ora che perfino il vostro giornale ad agosto vi ha mandato questo “messaggio cifrato” non ritenete di fare le cose, una volta tanto, in modo trasparente, chiaro, limpido, evitando la consueta “segretezza” che voi amate chiamare riserbo, anche se la legge in casi come questi non lo prevede? Oppure volete che sia di nuovo un giudice a ordinarvi di farlo? E Jaky Elkann non ha capito quanto sia importante, per sé e per il proprio personale presente e futuro, che le cose siano chiare e trasparenti, nel suo stesso interesse? 

 

Il Corriere non va diretto al bersaglio come noi e non fa i nomi e cognomi: inarcando il sopracciglio, forse per mettere in luce l’indignazione del suo direttore Ferruccio De Bortoli, l’articolo di Gerevini fa capire che è ora di correre ai ripari: “L'interesse pubblico di conoscere gli atti di una società semplice che ha sotto un grande gruppo industriale è decisamente superiore rispetto a una società semplice di coltivatori diretti (la forma giuridica più diffusa) che sotto ha un campo di granoturco”. Dopo di che, trattandosi del primo giornale italiano, ci si sarebbe aspettati qualche intervento di uno dei coraggiosi trecento e passa collaboratori “grandi firme”, qualche indignata sollecitazione tramite lettera aperta al proprio consigliere di amministrazione Jaky Elkann (lo stesso che oggi controlla la Dicembre), un editoriale o anche un piccolo corsivo nelle pagine economiche o nell’inserto del lunedì, dando vita a un nutrito dibattito seguito dalle cronache sull’evolversi, o meno, della situazione e da una sorta di implacabile countdown per vedere quanto avrebbe impiegato la società a mettersi completamente in regola, con i dati aggiornati, e la Camera di Commercio a fare finalmente il suo mestiere.

 

Niente di tutto questo. E adesso? Non solo noi nutriamo qualche dubbio sul fatto che la società si metta al passo con i documenti. E, qualcuno ben più esperto di noi e che lavora al Corriere,  dubita perfino che la “Dicembre” accetti supinamente un’altra ordinanza del giudice. Ma a questo punto, svelati i giochi, la partita è iniziata e se la società di Jaky Elkann si rifiuta di adempiere alle regole di trasparenza è di per sé una notizia. Che però dubitiamo il Corriereavrà il coraggio di dare. Anche perché la posta in palio è altissima: che cosa potrebbe succedere se, ad esempio, Jaki – che è il primo azionista con quasi l’80%, mentre sua nonna Marella (85 anni) detiene il 20% - decidesse di farsi monaco o gli dovesse malauguratamente accadere qualcosa? Chi diventerebbe il primo azionista del gruppo? Non certo una anziana signora, con problemi di salute, che vive tra Marrakech e Sankt Moritz? A quel punto, ad avere – come già di fatto hanno – prima di tutti la realegovernance attuale della cassaforte sarebbero Gabetti e Grande Stevens, con Cristina, la figlia di quest’ultimo, e Cesare Ferrero a votare insieme a loro per raggiungere i quattro voti necessari come da statuto (anche se rappresentano solo 4 azioni da un euro ciascuna) per sancire il passaggio delle altre quote e la presa ufficiale del potere. Ecco, al di là di quella che sembra un’inezia – l’iscrizione al registro delle imprese e l’aggiornamento degli atti della società – che cosa significa tutta questa storia. Ci permettiamo di chiedere: ingegner John Elkann, a queste cose lei ha mai pensato? E perché le tollera?

ALMENO SUA COGNATA BEATRICE BORROMEO GIORNALISTA DEL FATTO NON L’HA MAI INFORMATA DI UNA MIA TELEFONATA DI BEN 2 ANNI FA ? Mb

 

 

Agnelli segreti
Ju29ro.com
Con Vallecchi ha pubblicato nel 2009 “I lupi & gli Agnelli”. Il 24 gennaio del 2003, a 82 anni di età, moriva
Gianni Agnelli. Nei prossimi mesi, c'è da ...

 

 

Agnelli: «Bisogna cambiare il calcio italiano»

Al Centro Congressi del Lingotto partita l'assemblea dei soci della Juve seguila con noi. Il presidente bianconero: «Bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno»

·                            Agnelli sul calcio italiano

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VIDEO Agnelli: Sogno Champions

 

 

TORINO - Stanno via via arrivando i piccoli azionisti della Juventus al Centro Congressi del Lingotto dove, alle 10.30, avrà inizio l'assemblea dei soci del club bianconero. In attesa che Andrea Agnelli apra i lavori con la sua lettera agli azionisti, la relazione finanziaria annuale unisce ai numeri la passione. Nelle pagine iniziali sono contenute le immagini salienti dell'ultimo anno, iniziato con il ritiro di Bardonecchia, proseguito con l'inaugurazione dello Juventus Stadium, la conquista del titolo di campione d'inverno e del Viareggio da parte della Primavera, e culminato con la vittoria dello scudetto e della Supercoppa. Due dei cinque nuovi volti del Consiglio di Amministrazione della Juventus non sono presenti nella sala 500 del Lingotto. L'avvocato Giulia Bongiorno è impegnata in una causa mentre il presidente del J Musuem, Paolo Garimberti, è fuori Italia per il Cda di EuroNews, ma comunque in collegamento in videoconferenza. Maurizio Arrivabene, Assia Grazioli-Venier ed Enrico Vellano sono invece in platea, come gli ad Beppe Marotta e Aldo Mazzia e il consigliere Pavel Nedved.«Da troppi anni aspettavamo una vittoria sul campo - scrive Agnelli - ma il 30° scudetto e la Supercoppa sono ormai alle nostre spalle ed è più opportuno guardare al futuro, con la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per la nostra società». La sfida all'Europa è lanciata.

AGNELLI SU CONTE -  «Conte? Noi siamo felici di Conte perché è il miglior tecnico che ci sia in circolazione e ce lo teniamo stretto». 

AGNELLI SU DEL PIERO -  "Alessandro Del Piero è nel mio cuore, nei nostri cuori come uno dei più grandi giocatori di sempre della Juve": lo ha detto Andrea Agnelli rispondendo a una domanda sull'ex capitano bianconero. "L'anno scorso - ha aggiunto Agnelli - ciò che è successo qui in assemblea è stato un tributo, perché avevamo firmato l'ultimo contratto ed era stato lui stesso a dire che sarebbe stato l'ultimo. Ora lui ha scelto una nuova esperienza, ricca di fascino: porterà sempre con sè la Juventus"."Per il futuro - ha detto Agnelli su un eventuale impiego di Del Piero nella società bianconera - non chiudo le porte a nessuno. Oggi la squadra è completa, lavora quotidianamente per ottenere gli obiettivi di vincere sul campo e di ottenere un equilibrio economico finanziario. Sono soddisfatto di tutte le persone, quindi - ha concluso - come si dice, squadra che vince non si cambia". 

«BISOGNA CAMBIARE, E SUBITO, IL CALCIO ITALIANO» - Ecco il discorso con cui Andrea Agnelli ha aperto i lavori dell'assemblea degli azionisti: «Signori azionisti, la Juventus è campione d’Italia, per troppo tempo i presidenti hanno dovuto affrontare questa assemblea senza avere nel cuore il calore che una vittoria porta con sé. Nella stagione che ci porterà a celebrare il 90° anno del coinvolgimento della mia famiglia nella Juventus,credo sia opportuno riflettere insieme sul fatto che la Juventus ha sempre promosso i cambiamenti. E' una missione alla quale questa gestione non intende sottrarsi. Quando ho ricevuto l'incarico di presidente avevo in testa chiarissimi alcuni passaggi. Il primo è cambiare la società e la squadra, un percorso in continua evoluzione, ma in 30 mesi abbiamo bruciato le tappe. Churchill diceva: i problemi della vittoria sono più piacevoli della sconfitta ma non meno ardui, lo scudetto non ci deve far dimenticare il nostro mandato, vincere mantenendo l'equilibrio finanziario. Il bilancio presenta numeri su cui riflettere, la perdita è dimezzata, e contiamo di proseguire nel percorso di risanamento».Poi il finale, con il presidente bianconero ad affrontare un tema assai caro come quello delle riforme.«Dopo 17 anni di attesa lo Juventus stadium è una realtà davanti agli occhi di tutti e sta dando i suoi frutti sia nei risultati sportivi sia in quelli economici. Dal Museum al College, sono tanti i fronti di attività come la riqualificazione dell’area della Continassa che ospiterà sede e centro di allenamento. Il cammino procede nella giusta direzione, 'la vita è come andare in bicicletta, occorre stare in equilibrio', diceva Einstein. E qui arriviamo al secondo punto: bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo, dopo i fasti degli ultimi 30 anni stiamo avendo un declino, siamo in presenza di un tracollo strutturale. E' necessaria una riforma strutturale del calcio professionistico che non può più vivere essendo considerato al pari di quello di base. Vorremmo che la locomotiva fosse in grado di procedere al pari degli altri. Oggi siamo 4°, dopo Spagna, Inghilterra, Germania, presto Francia e Portogallo li seguiranno. Riforma dei campionati, riforma Legge Melandri, riforma del numero di squadre professionistiche e del settore giovanile. Riforma dello status del professionista sportivo, tutela dei marchi, legge sugli impianti sportivi, riforma complessiva della giustizia sportiva, queste le tematiche su cui vorremmo confrontarci. Bob Dylan diceva: 'I tempi stanno cambiando' e non hanno smesso, la Juventus non intende affossare come una pietra». 

PAROLA AGLI AZIONISTI - Prima di passare al voto di approvazione del bilancio 2011-12, la parola è passata agli azionisti. Molti gli interventi: alcuni si sono complimentati con il presidente e i dirigenti per le vittorie, ma in tanti hanno sollevato dubbi sulla campagna acquisti. In particolare sono state fatte domande sul caso Berbatov, su Iaquinta e Giovinco. «Speriamo che immobile non faccia la fine di Giovinco, ceduto a 6 e pagato 11 milioni, spero che si compri Llorente» ha detto l'azionista Stancapiano. Gli ha fatto eco un altro socio bianconero: «Abbiamo comprato due punte spendendo parecchi milioni: Bendtner non l’abbiamo ancora visto, Giovinco ce l’avevamo in casa. Anziché prendere Giovinco, potevamno tenerci Boakye o Gabbiadini, che sono per metà nostri, almeno fino a gennaio per capire se sono da Juve». E c'è chi ha ricordato anche Alessandro Del Piero: «Auguri di buon lavoro al bravo e simpatico Del Piero che per tanti anni ha onorato la nostra squadra: Alex fatti onore anche in Australia». 

L'AZIONISTA BAVA - Dirompente l'intervento dell'azionista Bava che ha chiesto di conoscere gli stipendi netti dei giocatori, l'andamento dell'inchiesta sulla stabilità dello stadio, se ci sono giocatori coinvolti nel calcioscommesse, se la società ha prestato soldi ai giocatori, e in particolare a Buffon, per pagare debiti di gioco. Infine si è dichiarato contrario allo stipendio di 200 mila euro che la società elargisce a Pavel Nedved. Dopo che gli è stata tolta la parola perché ha sforato i minuti a disposizone, Marco Bava ha movimentato l'assemblea urlando e fermando i lavori. Nel suo discorso di apertura, Andrea Agnelli non ha parlato di Alessandro Del Piero. Ma nel libro che presenta il rendiconto di gestione, la Juventus ha dedicato una doppia pagina all'ex capitano bianconero, nella quale si ricordano tutti i suoi successi. Alla fine campeggia anche un "Grazie Alex" a caratteri cubitali. E alcuni azionisti si soffermati su Alex chiedendo perché non gli è stato trovato un posto in società.

APPROVA IL BILANCIO E LA BATTUTA DI AGNELLI - È stato approvato il Bilancio dell'esercizio 2011/12. Agnelli prende la parola alla fine della discussione del primo punto all'ordine del giorno: "In Italia, noi juventini siamo la maggioranza, ma ci sono anche tanti, tantissimi anti-juventini, perché la Juventus è tanto amata, ma anche tanto odiata. E' c'è molto odio nei nostri confronti ultimamente". Applausi dell'assemblea. 

LE RISPOSTE DI MAZZIA - L'ad della Juventus Aldo Mazzia ha risposto alle domande di carattere economico rivolte dagli azionisti bianconeri. In particolare, ha spiegato l'operazione Continassa.«Abbiamo acquisito il diritto di superficie per 99 anni, rinnovabile, su un'area di 180 mila metri adiacente allo Juventus Stadiun, per il costo di 10 milioni e mezzo. Questa cifra comprende anche il diritto di costruire lottizzando l’area a nostra disposizione. L'investimento complessivo ammonterà a 35-40 milioni: oltre ai 10,5 e a un milione per le opere di urbanizzazione, il residuo servirà per costruire la sede e il centro sportivo. La copertura finanziaria sarà in parte coperta dal Credito Sportivo che, il giorno dopo la presentazione del progetto, ci ha contattato manifestando interesse a finanziare l'opera. L'obiettivo è quello di arrivare al minimo esborso possibile, dotando il club di due asst importanti». Per quanto riguarda il titolo in Borsa, Mazzia ha sottolineato che «il prezzo lo fa il mercato: rispetto al valore di 0,14 euro al momento dell'aumento del capitale, oggi vale circa il 43% in più. Questo apprezzamento deriva dai miglioramenti sportivi ma soprattutto economici».

PAROLA A COZZOLINO - Azionista Cozzolino: "I consiglieri per me devono essere tutti di provata fede juventina. La Juventus è una trincea mediatica. E il Cda della Juve è più visibile di quello di Fiat. Mi rivolgo a Bongiorno, non sarà più l'avvocato che ha difeso Andreotti, ma quella che siede nel Cda juventino. Non mi convince la sua vicinanza a quegli ambienti romani e antijuventini, che hanno appoggiato il mancato revisionismo su Calciopoli. La dottoressa Grazioli-Venier la conosco poco, certo, il doppio cognome alla Juventus non porta bene... Paolo Garimberti si è sempre professato juventino ed è presidente del nostro museo, nel suo curriculum abbondano incarichi importanti nei media. Eppure non ricordo neppure un articolo a difesa della Juventus nel periodo calciopoli quando era a Repubblica e quando era presidente della Rai perché non ha arginato la deriva antijuventina della tv di Stato? Mazzia, si sa, era granata, ma in fondo lo era anche Giraudo. Le ricordo comunque che Giraudo esultava allo stadio quando segnava la Juventus, si dia da fare anche lei".

GIULIA BONGIORNO NEL CDA JUVE - Si passa al secondo punto all'ordine del giorno: nomina degli organi sociali. Si vota per rinnovare il Cda e si parla dei compensi ai consiglieri (25mila euro all'anno ad ognuno dei consiglieri). Il Consiglio proposto è: Camillo Venesi, Andrea Agnelli, Maurizio Arrivabene, Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Assia Grazioli-Venier, Giuseppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved, Enrico Vellano. Agnelli ringrazia i consiglieri uscenti, fra cui c'è l'avvocato Briamonte. 

DIECI CONSIGLIERI - L'assemblea degli azionisti Juventus ha votato la nomina dei 10 componenti del Cda bianconero. Il Consiglio avrà un mandato di tre anni e ogni consigliere percepirà 25 mila euro l'anno. Del Cda fanno parte Andrea Agnelli, Beppe Marotta, Aldo Mazzia, Pavel Nedved e Camillo Venesio, tutti confermati, e le new entry Giulia Bongiorno, Paolo Garimberti, Enrico Vellano, Assia Grazioli-Venier e Maurizio Arrivabene.

 

Marina Salvetti
Guido Vaciago

 

 

 

 

 

- TROPPA GENTE VUOLE FARSI PUBBLICITÀ SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI 

 

 

Lettera 2
caro D'Agostino, trovo il tuo sito veramente informato ,serio,ed equilibrato,fosse tutta così la comunicazione in Italia !!!!! Dopo questa piccola premessa volevo dirti alcune cose su Edoardo agnelli.Tutto quello detto scritto da vari personaggi ,giornalisti,scrittori presunti amici lo trovo molto superficiale ma solo per il fatto di farsi un Po di pubblicità o altro, ma li conosceva davvero questa gente ? Dubito molto non avendoli mai visti accanto ad edo .In questi anni ho sentito tutto ed il contrario di tutto e volevo intervenire prima ,ma solo sul tuo sito, perché ti riconosco una sicura onesta intellettuale.

 

Negli ultimi 20 anni di vita di Edoardo sono stato il suo vero amico accompagnandolo in tutte le parti del mondo,e assistendolo nel suo lavoro,c erano con noi a volte anche altri amici sempre sinceri e che stavano al loro posto non pronti,come ora a farsi pubblicità ogni volta che esce il nome dello sfortunato amico.Finisco dicendoti che,la mattina del 15 novembre 2000 giorno del fatale incidente ,edoardo fece ,prima ,solo 4 telefonate ed una era al sottoscritto come tutte le mattine 
.Ti ringrazio per la tua cortese attenzione e buon lavoro con sincera stima 
Fabio massimo cestelli

CARO MASSIMO CESTELLI , DETTO DA EDOARDO CESTELLINO, io parlo con le sentenze tu forse lo fai usando il linguaggio delle note dell'avv Anfora ? Mb

 

 


Giuseppe Puppo

3 h · 

Ringraziando Marco Bava per l'avviso che mi ha fatto utile per l'ascolto in diretta, segnalo - a tutti voi, ma, mi sia concesso, a Marco Solfanelli in particolare, in quanto editore del mio nuovo libro dedicato agli ultimi sviluppi, "Un giallo troppo complicato", in fase di stampa - che questa mattina il programma "Mix 24" su Radio24 del Sole 24 ore - emittente nazionale - condotto da Giovanni Minoli si è lungamente occupato del caso della tragica morte di Edoardo Agnelli, mistero italiano ancora irrisolto, dai tanti risvolti importanti quanto inquietanti, con ciò - ed è particolarmente degno di nota - rilanciandolo all'attenzione generale. 
In sostanza, egli ha riadattato per il mezzo radiofonico la puntata del suo programma televisivo "La storia siamo noi" andato in onda tre anni fa, pure però con un'aggiunta significativa, un'intervista a Jas Gawronski, amico dell' "avvocato" Gianni Agnelli, in cui ha fatto affermazioni molto forti sul controverso rapporto padre-figlio, che è una delle chiavi di lettura di dirompente efficacia per la comprensione dell'intero caso. 
Sia la puntata televisiva di tre anni fa, sia il programma odierno di Minoli sono facilmente rintracciabili e consultabili sul web. 
Per il resto, a fra pochi giorni per le mie ultime, sconvolgenti acquisizioni che, oltre al riesame per intero della complessa questione, sono dettagliate in "Un giallo troppo complicato"... Grazie a tutti.

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Edoardo Agnelli - L`ultimo volo (La Storia Siamo Noi) | Il documentario in streaming

ildocumento.it

Edoardo Agnelli muore il 15 novembre del 2000. Ripercorriamo la vita del rampoll...Altro...

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Gianni Agnelli e Marella Caracciolo raccontati da Oscar De La Renta: vidi l'Avvocato piangere per ...

Blitz quotidiano

ROMA – Con l'aneddotica su Gianni Agnelli si potrebbero riempire intere emeroteche. ... Lo so, c'è chi sostiene il contrario, ma è una stupidaggine.

 

 

Edoardo, l’Agnelli da dimenticare

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Lunedì 17 Novembre 2014, ore 17,12
 

Non un necrologio, una messa, un ricordo per i 14 anni dalla scomparsa del figlio dell'Avvocato. Se ne dimentica persino Lapo Elkann, troppo indaffarato a battibeccare a suon di agenzie con Della Valle. E la sua morte resta un mistero - di Gigi MONCALVO

 

Il 15 novembre di quattordici anni fa, Edoardo Agnelli – l’unico figlio maschio di Gianni eMarella – moriva tragicamente. Il suo corpo venne rinvenuto ai piedi di un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, nei pressi di Fossano. Settantasei metri più in alto era parcheggiata la Croma di Edoardo, l’unico bene materiale che egli possedeva e che aveva faticato non poco a farsi intestare convincendo il padre a cedergliela. L’unica cosa certa di quella vicenda è che Edoardo è morto. Non sarebbe corretto dire né che si sia suicidato, né che sia stato suicidato, né che sia volato, né che si sia lanciato, né che sia stato ucciso e il suo corpo sia stato buttato giù dal viadotto. Nel mio libro Agnelli Segreti sono pubblicati otto capitoli con gli atti della mancata “inchiesta” e delle misteriose e assurde dimenticanze del Procuratore della Repubblica diMondovì, degli inquirenti, della Digos di Torino. Tanto per fare alcuni esempi non è stata fatta l’autopsia, né prelevato un campione di sangue o di tessuto organico, né un capello, il medico legale ha sbagliato l’altezza e il peso (20 cm e 40 kg. In meno), non sono state sequestrate le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della sua villa a Torino, gli uomini della scorta non hanno saputo spiegare perché per quattro giorni non lo hanno protetto, seguito, controllato come avevano avuto l’ordine di fare dalla madre di Edoardo. Nessuno si è nemmeno insospettito di un particolare inquietante rivelato dalla Scientifica: all’interno dell’auto di Edoardo (equipaggiata con un motore Peugeot!) non sono state trovate impronte digitali né all’interno né all’esterno. Ecco perché oggi si può parlare con certezza solo di “morte” e non di suicidio o omicidio o altro. 

 

Dopo 14 anni l’inchiesta è ancora secretata – anche se io l’ho pubblicata lo stesso, anzi l’ho voluto fare proprio per questo -, e nessun necrologio ha ricordato la morte del figlio di Gianni Agnelli. Nella cosiddetta “Royal Family” i personaggi scomodi o “contro” vengono emarginati, dimenticati, cancellati. Basta guardare che cosa è successo alla figlia Margherita, “colpevole” di aver portato in tribunale i consiglieri e gli amministratori del patrimonio del padre: Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron (il capo del “family office” di Zurigo che amministrava il patrimonio personale di Gianni Agnelli nascosto all’estero). Margherita, quando ci sono dei lutti in famiglia, viene persino umiliata mettendo il suo necrologio in fondo a una lunga lista, anziché al secondo posto in alto, subito dopo sua madre, come imporrebbe la buona creanza. Per l’anniversario della morte di Edoardo nessun necrologio su laStampa né sul Corriere – i due giornali di proprietà di Jaky -, né poche righe di ricordo, nemmeno la notizia di una Messa celebrativa. Edoardo, dunque,  cancellato, come sua madre, comeGiorgio Agnelli, uno dei fratelli di Gianni, rimosso dalla memoria per il fatto di essere morto tragicamente in un ospedale svizzero. E cancellato perfino come Virginia Bourbon del Monte, la mamma di Gianni e dei suoi fratelli: Umberto, Clara, Cristiana, Maria Sole, Susanna, Giorgio. Gianni non andò nemmeno ai funerali di sua madre nel novembre 1945. Tornando a oggi Edoardo è stato ricordato da un paio di mazzi di fiori fatti arrivare all’esterno della tomba di famiglia di Villar Perosa (qualcuno ha forse negato l’autorizzazione che venissero collocati all’interno?) da Allaman, in Svizzera, da sua sorella Margherita e dai cinque nipoti nati dal secondo matrimonio della signora con il conte Serge de Pahlen (si chiamano Pietro, Sofia, Maria, Anna, Tatiana). Margherita ha fatto celebrare una Messa privata a Villar Perosa, così come a Torino ha fatto l’amico di sempre, Marco Bava.  

 

Tutto qui. I due nipoti di Edoardo, Jaky e Lapo, hanno dimenticato l’anniversario. Lapo ha trascorso la giornata a inondare agenzie e social network di stupidaggini puerili su Diego Della Valle. Invece di contestare in modo convincente e solido i rilievi del creatore di Hogan, Fay e Tod’s (“L'Italia cambierà quando capirà quanto male ha fatto questa famiglia al Paese"),  il fratello minore di Jaky, a corto di argomentazioni, ha detto tra l’altro: "Una macchina può far sognare più di un paio di scarpe”.  Evidentemente Sergio Marchionnenon gli ha ancora comunicato che la sua più strepitosa invenzione è stata quella della “fabbrica di auto che non fa le auto”. E al tempo stesso, evidentemente il fratello di Lapo non gli ha ancora spiegato che la FIAT (anzi la FCA) ha smesso da tempo di produrre auto in Italia, eccezion fatta per pochi modelli di “Ducato” in  Val di Sangro o qualche “Punto” a Pomigliano d’Arco con un terzo di occupati in meno, o poche “Maserati Ghibli” e “Maserati 4 porte” a Grugliasco (negli ex-stabilimenti Bertone ottenuti in regalo, anziché creare linee di montaggio per questi modelli negli stabilimenti Fiat chiusi da tempo: a Mirafiorilavorano un paio di giorni al mese 500 operai in cassa integrazione a rotazione su 2.770). Oggi FCA produce la Panda e piccoli SUV in Serbia, altri modelli in Messico, Brasile, Polonia (Tichy), Spagna (Valladolid e Madrid), Francia.

 

Eppure Lapo una volta davanti alle telecamere disse di suo zio Edoardo: «Era una persona bella dentro e bella fuori. Molto più intelligente di quanto molti l'hanno descritto, un insofferente che soffriva, che alternava momenti di riflessività e momenti istintivi: due cose che non collimano l'una con l'altra, ma in realtà era così». A Villar Perosa "ci sono state tante gioie ma anche tanti dolori". Dice Lapo: «Con tutto l'affetto e il rispetto che ho per lui e con le cose egregie che ha fatto nella vita, mio nonno era un padre non facile... Quel che si aspetta da un padre, dei gesti di tenerezza, non parlo di potere... i gesti normali di una famiglia normale, probabilmente mancavano». E poi riconosce quanto abbia pesato su Edoardo l'indicazione di far entrare Jaky nell'impero Fiat: «Credo che la parte difficile sia stata prima, la nomina di Giovanni Alberto. Poi, Jaky è stata come una seconda costola tolta. Ma Edoardo si rendeva conto che non era una posizione per lui».

 

Questo è vero solo in parte. Certo, Edoardo annoverava tra gli episodi che probabilmente vennero utilizzati per stopparlo e rintuzzare eventuali sue ambizioni, pretese dinastiche o velleità successori, anche la virtuale “investitura” – attraverso un settimanale francese – con cui venne mediaticamente, ma solo mediaticamente e senza alcun fondamento reale, concreto, sincero, candidato suo cugino Giovanni Alberto alla successione in Fiat. In realtà non c’era nessuna intenzione seria dell’Avvocato di addivenire a questa scelta, nessuno ci aveva nemmeno mai pensato davvero, se non Cesare Romiti per spostare l’attenzione dai guai giudiziari e dalle buie prospettive che lo riguardavano ai tempi dell’inchiesta “Mani Pulite”. Il nome del povero Giovannino venne strumentalizzato e dato in pasto ai giornali, una beffa atroce, mentre le vere intenzioni erano ben altre e quel nome così pulito e presentabile veniva strumentalizzato con la tacita approvazione di suo zio Gianni (lo rivela documentalmente  in un suo libro l’ex direttore generale Fiat, Giorgio Garuzzo).

 

Edoardo non conosceva in profondità questi retroscena, aveva anch’egli creduto davvero che la scelta del delfino fosse stata fatta alle sue spalle, si era un poco indispettito, non per la cooptazione del cugino, o perché ambisse essere al posto suo, ma perché riteneva che non ci fosse alcun bisogno di anticipare i tempi in quel modo, tanto più che a quell’epoca Giovannino era un ragazzo non ancora trentenne. C’era un altro punto che lo infastidiva: il fatto che Giovannino non lo avesse informato direttamente, i rapporti tra loro erano tali per cui Edoardo si aspettava che fosse proprio lui a dirglielo, prima che la notizia uscisse sui giornali. L’equivoco venne risolto in fretta. Giovannino non appena venne a conoscere l’irritazione di Edoardo per questo aspetto formale della vicenda, volle subito vederlo, si incontrarono, chiarirono tutto, il figlio di Umberto gli spiegò come stavano davvero le cose, e come stessero usando il suo nome senza che potesse farci nulla. Edoardo si indispettì ancora di più contro l’establishment della Fiat e si meravigliò che il padre di Giovannino non avesse reagito con maggiore durezza. Ma Umberto, francamente, che cosa avrebbe potuto fare? Stavano, per finta, designando suo figlio per il posto di comando e lui poteva permettersi di piantare grane?  

 

 

Poi Giovannino morì e al suo posto, pochi giorni dopo il funerale nel dicembre 1997, nel consiglio di amministrazione della Fiat venne nominato John Elkann, che di anni ne aveva appena ventidue e nemmeno era laureato. Edoardo, nella sua ultima illuminante intervista a Paolo Griseri de il Manifesto (15 gennaio 1998), dà una risposta netta sul suo, e di suo padre, “nipotino” Jaky: “Considero quella scelta uno sbaglio e una caduta di stile, decisa da una parte della mia famiglia, nonostante e contro le perplessità di mio padre, che infatti all’inizio non voleva dare il suo assenso. Non si nomina un ragazzo pochi giorni dopo la morte di Giovanni Alberto, per riempire un posto. Se quel posto fosse rimasto vacante per qualche mese, almeno il tempo del lutto, non sarebbe successo niente. Invece si è preferito farsi prendere dalla smania con un gesto che io considero offensivo anche per la memoria di mio cugino”. Edoardo, e questo è un passaggio fondamentale, afferma che suo padre nutriva perplessità per quella scelta su Jaky. Sostiene che l’Avvocato “in un primo tempo non voleva dare il suo assenso”. Forse era davvero questa la realtà. Forse Gabetti e Grande Stevens già stavano tramando per mettere sul trono, dopo la morte dell’Avvocato, una persona debole, giovane, inesperta, fragile e quindi facilmente manovrabile e condizionabile. Le trame si erano concretizzate tra la fine dell’inverno e la primavera del 1996 e la vittoria di Gabetti e Grande Stevens era stata sancita nello studio del notaio Morone di Torino il 10 aprile. Fu quello il momento in cui Edoardo venne, formalmente, messo alla porta, escludendo il suo nome dall’elenco dei soci della “Dicembre”. Anche se, in base al diritto successorio italiano, al momento della morte di suo padre Edoardo sarebbe entrato di diritto, come erede legittimo, nella “Dicembre”. La società-cassaforte che ancor oggi controlla FCA, EXOR, Accomandita Giovanni Agnelli e tutto l’impero. Una società in cui Gabetti e Grande Stevens (insieme a sua figlia Cristina) e al commercialista Cesare Ferrero posseggono una azione da un euro ciascuno che conferisce poteri enormi e decisivi.

 

Al di là di questo, c’era un’immagine che dava un enorme fastidio a Edoardo: che suo padre si circondasse in molte occasioni pubbliche, e private, di Luca di Montezemolo. In quanti hanno detto, almeno una volta: “Ma Montezemolo, per caso, è figlio di Gianni Agnelli?”. Comunque sia, un figlio, un vero figlio, che cosa può provare nel vedere suo padre che passa più tempo con un estraneo (perché è certo: Luca non è figlio dell’Avvocato, anche se ha giocato a farlo credere) piuttosto che con lui? Ad esempio in occasioni pubbliche come lo stadio, i box della formula 1 durante i Gran Premi, per le regate di Coppa America, in barca, sugli sci, in altre mille occasioni. Un giorno di novembre del 2000 un signore di Roma era nell’ufficio di Gianni Agnelli a Torino per parlare d’affari. All’improvviso si aprì la porta, entrò Edoardo come una furia ed esclamò: “Sei stato capace di farmi anche questo! Hai fatto una cosa per Luca che per me non hai mai fatto in tutta la mia vita. E non saresti nemmeno mai stato capace di fare”. Sbattè la porta e se ne andò. Una settimana dopo è morto.    

  

Comunque sia, ecco perché Jaky non ha voluto ricordare nemmeno quest’anno suo zio Edoardo. Ma Lapo, che ha vissuto una vicenda per qualche aspetto analoga a quella dello zio e che per fortuna si è conclusa senza tragiche conseguenze (l’overdose a casa di Donato Brocco in arte “Patrizia”, la scorta che anche in questo caso “dimentica” di seguirlo, proteggerlo, soccorrerlo, e infine dopo l’uscita dal coma Lapo “costretto” a vendere le sue azioni per 168 milioni di euro), non avrebbe dovuto, non deve e non può dimenticarsi di zio Edoardo. E’ proprio vero: questi giovanotti, autonominatisi “rappresentanti” della Famiglia Agnelli” mentre invece sono solo degli Usurpateurs, non sanno nemmeno in certi casi che cosa voglia dire rispetto, rimembranza, memoria, dolore, culto dei propri parenti scomparsi.

 

www.gigimoncalvo.com

 

 

Gabetti, premio fedeltà (agli Agnelli) neppure a loro ! Mb

 

Scritto da Gigi Moncalvo
Pubblicato Sabato 12 Dicembre 2015, ore 7,30
 

"Torinese dell'anno" il manager che per oltre mezzo secolo ha tenuto le fila dell'impero finanziario della Famiglia e ancora oggi ne custodisce i segreti più reconditi. Il caso della "Dicembre" e gli slurp (incauti) di Ilotte - di GIGI MONCALVO

Nei giorni scorsi Vincenzo Ilotte, che da un anno ha ereditato dall’ex dipendente Fiat,Alessandro Barberis, la presidenza della Camera di Commercio di Torino, ha accantonato tutti gli impegni di lavoro e ha dedicato molto del suo tempo per la cosa cui teneva e tiene di più: correggere, rivedere, aggiustare, il “libretto” che riguarda il “Torinese dell’anno”, Gianluigi Gabetti, che verrà premiato domenica. I problemi maggiori per Vincenzo sono venuti, non solo dal proprio ufficio stampa, ma soprattutto dal premiato, il quale ha voluto controllare tutto, sistemare ogni virgola, verificare come era stato impaginato il libretto, quali caratteri di stampa e quale carta erano stati scelti, con quale e quanto spazio erano state pubblicate le foto che egli aveva graziosamente selezionato e fornito: lui alla scrivania molto giovane con una riproduzione alle spalle (un quadro di Ben del 1969 con la scritta: “N’importe qui peut avoir une idée”), una immagine di Gabetti con suo figlio e Ilotte in piena salivazione, GLG con Elserino Piol a New York, alle spalle (come sempre) di  Gianni Agnelli che non lo guarda, con Umberto Agnelli, con Lindon Johnson, con David Rockefeller, conPertini e il marchese Diana che gli conferiscono il cavalierato del lavoro, con Marchionne e infine con la sua creatura, con tanto di braccia sulle spalle, Jaki Elkann. A proposito del quale Gabetti ha preteso fosse scritta la sua nota teoria che non trova riscontro in alcun atto ufficiale o in alcuno scritto del defunto Gianni Agnelli: “successore designato” (da chi?).

 

Con l’aggiunta di alcune falsità storiche. Ad esempio su Marchionne: “…in perfetta sintonia Gabetti e John Elkann chiamano Sergio Marchionne ad assumere la carica di Amministratore Delegato della FIAT…”. A proposito dell’equity-swap, che non viene mai chiamato con tale nome - anche perché evoca una circostanza, cioè una condanna penale e amministrativa e una prescrizione che se uno è innocente non solo dovrebbe aver rifiutato ma che invece è stata ben accolta – l’ufficio stampa di Gabetti (pardon, di Ilotte) glissa e mente: “Tocca a Gabetti il compito di difendere l’integrità del controllo della FIAT dalle speculazioni, mediante un complesso di operazioni messe in opera con l’avvocato Franzo Grande Stevens, che si concludono con un buon esito, permettendo così lo straordinario rilancio del Gruppo”. Ilotte farebbe bene a consigliare ai suoi ghost-writer di informarsi meglio: non dico di chiedere la versione del dottor Giancarlo Avenati Bassi ché sarebbe pretendere troppo, ma almeno di evitare termini come “complesse operazioni”. In questo passaggio emerge la prova che Gabetti ha corretto di suo pugno, facendo aggiungere il nome di Grande Stevens cui evidentemente ancora non ha perdonato quei vecchi guai e nella sua mente ultranovantenne è sempre convinto che in quel periodo fu Franzo a eseguire e a seguire i suoi ordini mentre egli, come sempre, nascondeva la mano e mandava avanti l’altro.

 

Ciò che, soprattutto, non va perduta, è però la testimonianza firmata da Gabetti in persona, dal titolo “Le radici della mia Torinesità”. Con il che rinnega la sua amata Ginevra, dove ha fatto andata e ritorno più volte per quanto riguarda il passaporto e la residenza, specie fiscale, in rue Jean Calvin nella città vecchia, e soprattutto aMurazzano, il paesino in provincia di Cuneodove è cresciuto e ancora abita. Gabetti sulla sua “torinesità” la prende molto alla larga, ma cita e quindi subliminalmente ti induce a pensare di essere come loro, i benefattori dell’Ordine Mauriziano che crearono l’Ospedale, i Savoia che vollero la Palazzina di Caccia di Stupinigi, i benemeriti del Monte di Pietà, “da cui sorse l’Istituto San Paolo”, coloro che vollero l’Università, l’Accademia delle Scienze e l’Istituto Galileo Ferraris, per arrivare fino “a Don Giovanni Bosco, Padre Giuseppe Cottolengo e molte altre figure spirituali”. E lui, Gianluigi, arriva fa pensare proprio – almeno nelle sue intenzioni – a San Giovanni Bosco e al Padre Cottolengo. Quando si dice la modestia!

 

LEGGI QUI L'AGIOGRAFIA DI GABETTI

 

Comunque sia, dopo tanta fatica alla fine il difficoltoso “parto” del libretto è avvenuto, e il risultato è davvero sorprendente. Sia per quello che il premiato, Gianluigi Gabetti, ha scritto di sé che per le clamorose omissioni che lo stesso insignito, ma soprattutto Ilotte hanno fatto emergere, anche se questo verbo può sembrare una contraddizione trattandosi di omissioni, silenzi, vere e proprie “omertà”. Va bene che Ilotte è un esperto di chiusure-lampo e che l’azienda di famiglia (cui stranamente dedica poche righe nel suo curriculum in cui ha fatto cancellare, chissà perché, il suo luogo di nascita e ha perfino ignorato la fondamentale e illustre figura imprenditoriale paterna), ma questa volta la chiusura è stata davvero ermetica, proprio all’altezza dei prodotti della Divisione Fonderia della “2A” di Santena, quella in cui si producono le famose zip, oltreché parti dei propulsori di autocarri.

 

Che cosa è accaduto? Ilotte forse non sa o fa finta di non sapere che la persona che ha scelto di premiare ha commesso una serie di gravi irregolarità e mancanza di riguardi, oltreché autentiche violazioni di legge, proprio nei confronti della Camera di Commercio, cioè proprio l’ente che ha deciso di sceglierlo come “cittadino benemerito”. Invece di perdere tempo a correggere, impaginare, lusingare, lisciare il pelo al noto “lupo” (in contrapposizione con gli agnelli, sia con la a maiuscola che minuscola), il presidente Ilotte doveva, avrebbe dovuto fare una cosa semplicissima. Ed è ancora in tempo a farla, così si rende conto della sola che ha propinato al buon nome di Torino e della Camera di Commercio. Deve chiamare la sua dipendente, dottoressa Maria Loreta Raso, dirigente responsabile del “Registro delle Imprese”, e chiederle: “Dato che ho deciso di premiare Gabetti, vuole per cortesia verificare in archivio se è tutto in regola per quanto riguarda costui?”. La dott. Raso aveva di fronte due opzioni: rispondere subito (poiché ben conosce la situazione) oppure guadagnare tempo, fingere di consultare le carte in archivio e dopo un po’ dare al presidente Ilotte l’agognata (da lui) risposta. Che era ed è la seguente: “Beh, guardi, caro Presidente, farebbe meglio a cambiare la scelta del premiato perché nei nostri confronti non è stato molto corretto né serio”.

 

Ilotte si sarebbe probabilmente inalberato, visto che la macchina era ormai avviata e non si poteva revocare la designazione e mandare al macero le copie del libretto così ricco di peana e di ditirambi, e si sarebbe pentito – come è ancora in tempo a fare – per la sua scelta, dettata tra l’altro, pensate un po’ ma lo ha scritto egli stesso, dal fatto che “grazie all’amicizia fraterna con suo figlioAlessandro, ho potuto frequentarlo durante ormai quasi mezzo secolo e poter così ricevere numerosi stimoli…”. Il che significa che, avendo Ilotte quarantanove anni di età, ha cominciato a frequentare Gabetti senior fin da quando il futuro presidente della Camera di commercio era nella culla e lanciava i primi vagiti. E la frase che Gabetti gli ripeteva (“Non perdere l’abbrivio”) non si sa a quale fase della vita di Ilotte si riferisca. Alla prima infanzia, quando ha smesso di gattonare e ha mosso i primi passi? Oppure quando era impegnato sul vasino? O invece quando andava all’asilo o alle elementari? Chissà. Comunque Ilotte cresceva e Gianluigi Gabetti continuava a esortarlo instancabilmente: “Non perdere l’abbrivio”. Per questo Ilotte ha sempre preferito le discese, le spinte, coloro che gli tiravano la volata, l’appoggio, il rinculo su muro di gomma che fungeva da propulsore, sempre per prendere l’abbrivio e soprattutto non perderlo. Ilotte scrive di aver scelto Gabetti “in deroga allo stile di riservatezza che ci contraddistingue” (riferendosi alla Camera di Commercio). E conclude con un autentico osanna per il premiato, sottolineando che ha contribuito “con lungimirante visione alla continuità dell’azienda e alla creazione di occupazione e innovazione”. Ilotte dall’alto della sua carica istituzionale dovrebbe ben sapere, contrariamente alla Stampa che lo sa ma non lo scrive, quanti giorni al mese viene aperto lo stabilimento di Mirafiori e per quanti, a rotazione, dei migliaia di cassaintegrati. Per non parlare di quel che resta degli altri stabilimenti…. Dovrebbe spiegare che cosa ha fatto, come presidente, per salvare l’indotto FIAT vessato, costretto a spostarsi dove FCA produce (Serbia, Polonia, Spagna, Francia, Messico, Brasile, Stati Uniti) e ormai ridotto ai minimi termini (lui dovrebbe saperlo dato che la sua azienda fornisce pezzi all’IVECO).

 

Ma torniamo alla dottoressa Raso e alla Camera Commercio presa in giro, così come il Tribunale e i Giudici delle Imprese, dal dottor Gabetti. Il premiato, in qualità di socio e amministratore della “Dicembre società semplice” - un’invenzione di Grande Stevens che racchiude la ex cassaforte della ex famiglia Agnelli, in cui oggi non figura più nessuno che porti questo cognome - ha sempre rifiutato di fornire, come impone la legge, i dati, gli atti, gli statuti, la composizione societaria, la quantità di azioni detenute dai singoli soci, che la Camera di Commercio nel corso di ventitré anni ha chiesto a lui e agli altri componenti della “Dicembre”. Il dottor Gabetti, di cui è noto il rilevante e preminente ruolo nella “cassaforte”, non ha nemmeno mai risposto alle lettere raccomandate che la dottoressa Raso gli ha inviato chiedendo di mettersi in regola e di fornire al “registro delle Imprese” presso la Camera di Commercio i dati riguardanti quella importante società che controlla dall’alto tutto l’impero ex-Fiat. E quindi anche EXOR, FCA, Accomandita Giovanni Agnelli, Juventus, e via discorrendo. Per quale ragione il dottor Gabetti, torinese dell’anno, non ha mai risposto alle richieste della Camera di Commercio, le ha ignorate, ha violato la legge? Per quale ragione ci sono volute ben due ordinanze del Giudice delle Imprese (prima la dottoressa Anna Castellino, 25 giugno 2012, e poi il dottor Giovanni Liberati, 24 maggio 2013, ha avuto bisogno di un ordine del Tribunale) per riuscire a ottenere l’iscrizione d’ufficio della “Dicembre” e soltanto nel 12 luglio 2012 ad opera, pensate un po’ del giornalista che qui scrive? Come mai, Gabetti non ha ottemperato alle fasi successive completando la documentazione mancante visto che il sottoscritto, a causa della “reticenza” del notaio Ettore Morone, ha potuto avere un solo documento rogato dallo stesso, nonostante richieste e interventi perfino del Notariato Nazionale? Chi ha “richiamato” e “tirato le orecchie” al notaio rimproverandogli di avermi mandato tale documento, e gli ha fatto scrivere una risposta successiva, di fronte alle richieste di altri documenti, che ha fatto ridere l’intero notariato italiano? E cioè (27 marzo 2012): “Gli atti da Lei richiesti non sono stati da me conservati, in quanto consegnati da me al cliente. Non ne ho quindi la materiale disponibilità e non mi è conseguentemente possibile rilasciarne copia”. E non rilascia nemmeno il numero di repertorio e nemmeno come lo ha archiviato. Il che fa sorgere una domanda: ma l’archivio dello studio Morone in quale stato è? Donna Giuseppina vuole parlare lei col suo adorato fratel Ettore?

 

Bene, a fronte di tutto questo, il presidente Vincenzo Ilotte se va a dare un’occhiata al registro delle Imprese di cui egli è, tra l’altro responsabile, troverà che la “Dicembre società semplice”, la più importante, ricca e illustre società che ricadono sotto la sua giurisdizione torinese, una società che ogni anno incassa milioni di euro di dividendi da EXOR e Accomandita Giovanni Agnelli, risulta registrata in questo singolare modo: “Codice Fiscale 96624490015. Sede legale: via del Carmine 2 (dove c’è lo studio Grande Stevens) -  Soci: CARACCIOLO Marella, anni 88; GABETTI Gianluigi, anni 91; ROMITI Cesare, anni 92”. La società risulta fondata nel 1984. Tutti sanno che Romiti non ha più nulla a che fare con la Fiat dal 1998, da ben diciassette anni. Ma non solo questo dimostra quanto sono aggiornati, e come li tiene aggiornati, il presidente Ilotte. Attenzione al colpo di scena. Il pacchetto azionario risulta così suddiviso (valori espressi ancora in lire): CARACCIOLO Marella, 10 azioni da mille lire ciascuna per un totale di 10.000 lire: GABETTI Gianluigi, una azione da mille lire; ROMITI Cesare, una azione da mille lire”. Totale: 12 azioni per un controvalore di euro 6,20. Questo vorrebbero farci credere Gabetti & C. E allora presidente Ilotte, quando sul palco premierà il torinese dell’anno, prenda l’abbrivio e in nome della limpidezza, della trasparenza, della legge, del suo dovere istituzionale gli chieda: «Senta, Gabetti, a parte questa “marchetta” che io e lei stiamo facendo su questo palco davanti a tutta questa bella gente, quand’è che finalmente si decide a mandare tutti gli atti riguardanti la “Dicembre”, la sua “Dicembre”, al mio ufficio, come prevede la legge?». Dai, Ilotte prenda l’abbrivio. E, soprattutto – come le ha detto Gabetti in questo mezzo secolo - non lo perda.

 

Post Scriptum: Se poi vuole, glieli forniamo noi i nomi e le quote societarie della “Dicembre”. In tal modo anche Jaki Elkann - tra una pausa e l’altra di quelle gare contro Lavinia, con la sua amata e inseparabile playstation, perfino quando sono allo stadio per vedere la Juve - verrà finalmente a sapere che cosa “rischia” ad avere nella “Dicembre” come soci, anche se con una sola azione, i signori  Gabetti, Grande Stevens Franzo, Grande Stevens Cristina, Ferrero Cesare. Stia sereno, neh!

 

 

 

 

 

 <http://rassegna.governo.it/> .

DOCUMENTI - ECCO IL LINK AL PDF DELLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZIONI NEL DOMICILIO DEL DEPUTATO BERLUSCONI, INVIATA DAL PROCURATORE BRUTI LIBERATI AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

PDF -

http://bit.ly/eTwkdL  17-01-2011]

 

 

Imposta su google : www.treasury.gov/initiatives/financial-stability/investment-programs/aifp/Pages e leggi contratto FIAT CHRYSLER

 

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contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.

Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.


MARCO BAVA

 

 

 

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

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SITI SOCIETARI

 

Ø     http://www.aedesgroup.com

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Ø     http://www.gabettigroup.com

Ø     http://www.mef.it/it/index.html montefibre

Ø     http://www.gruppozucchi.com

M&C SITO :  http://www.mecinv.com/

 

 

La ringraziamo sinceramente per il Suo  interesse nei confronti di una produzione duramente colpita dal recente terremoto, dalle stalle, ai caseifici fino ai magazzini di stagionatura. Il  sistema del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono stati fortemente danneggiati con circa un milione di forme crollate a terra a seguito delle ripetute scosse che impediscono a breve la ripresa dei lavori in condizioni di sicurezza. Questo determina di conseguenza difficoltà nella distribuzione del prodotto “salvato”, che va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Abbiamo perciò ritenuto opportuno mettere a disposizione nel sito http://emergenze.coldiretti.it tutte le informazioni aggiornate relative alla commercializzazione nelle diverse regioni italiane anche attraverso la rete di vendita degli agricoltori di Campagna Amica.

 

Cordiali saluti.

Ufficio relazioni esterne Coldiretti

 

 

ENI-REPORT

 

28.04.13

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-cbf04ef0-8f34-442d-9a3b-e8ef2587532a.html

 

Report, puntata 7 aprile 2013: lo Stato fallimentare
Investire Oggi
Proprio mentre sul web infiamma la polemica per la richiesta di risarcimento intrapresa dalla compagnia energetica nazionale a seguito dell'inchiesta Eni di Report (è anche partita la raccolta firme, Report: firma la petizione per il diritto di ...

 

Report - La Congregazione e l'Eni 07/04/2013
Rai.tv
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16.12.12

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-559554ac-2703-4fa1-b41d-e3a6fb6a01a0.html

 

 

 

A2A-REPORT

 

02.12.12

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-4bbfdc78-c99f-4341-a233-3723e00c78a0.html

 

 

 

 

ALITALIA-REPORT

 

07.04.13

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-4bbfdc78-c99f-4341-a233-3723e00c78a0.html

 

 

 

MPS-REPORT

 

09.12.12

 

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-8d9c77dd-a34f-4268-951d-34b2d830b2a7.html

 

 

 

http://www.matrasport.dk/Cars/Avantime/avantime-index.html

 

 

Auto e Moto d’Epoca 2013

 

- Nuovo sistema tutela auto e moto d'epoca;
- 
Veicoli d'interesse storico, la fiscalità e il redditometro;
- 
Norme per la circolazione dei veicoli storici;
- 
Veicoli d'interesse storico e collezionistico: circolazione e fiscalità 

 

 

 

http://delittodiusura.blogspot.it/2011/12/rete-antiusura-onlus.html

http://www.vitalowcost.it

http://www.terzasettimana.org

 www.attactorino.org SITO SOCIALE TORINESE

 

 

 

 http://www.giurisprudenzadelleimprese.it/

 

http://www.avvocatitelematici.to.it/

 

http://www.uibm.gov.it/

 

http://www.obiettivonews.it/

 

http://www.penalecontemporaneo.it

 

http://controsservatoriovalsusa.org/

 

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/price-sensitive/home.html?lang=it

 

http://www.societaquotate.com/

 

 

 

http://smarthyworld.com/renault.html

http://www.turbo.fr/renault/renault-avantime/photos-auto/

http://avantimeitalia.forumattivo.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/PSA_ES_e_Renault_L7X

http://www.avantime-club.eu/

http://www.centropestelli.it/  scuola di giornalismo torinese

www.foia.it x la trasparenza

http://www.lingottoierieoggi.com la storia del lingotto

www.ipetitions.com PETIZIONI

http://www.casa.governo.it GUIDA AGEVOLAZIONI CASA

http://www.comune.torino.it/ambiente/bm~doc/report-siti-procedimenti-di-bonifica_informambiente.pdf AREE EX SITI INDUSTRIALI TORINESI DA BONIFICARE

 

 

www.siope.it

 www.rinaflow.it

 

http://news.centrodiascolto.it

http://motori.corriere.it/prezzi-auto/

http://europa.eu/epso/index_it.htm

http://www.lavoro24.ilsole24ore.com/

http://www.huffingtonpost.it/

http://oggiespatrio.it/

http://www.renaultavantime.com/

http://www.solodownload.it/

http://it.miniradioplayer.net/

www.wefightcensorship.org

http://offertesottocosto.blogspot.it/

http://www.dinoferrari.altervista.org/homepage.htm

http://www.pergliavvocati.it/

 

http://www.opzionezero.org/

 

http://www.frontisgovernance.com/index.php?lang=it

 

 

Niente multe se l'autovelox non è ben segnalato

Una sentenza del giudice di pace accetta il ricorso per apparecchi non adeguatamente segnalati in prossimità degli incroci.

http://www.motori.it/attualita/19152/niente-multe-se-lautovelox-non-e-ben-segnalato.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-20+Niente+multe+se+l'autovelox+non+%c3%a8+ben+segnalato

 

TomTom GO Mobile: navigazione gratis per Android

TomTom ha rilasciato l'app GO Mobile per Android in versione freemium, cioè gratuita per chi percorre fino a 75 km al mese.

http://www.motori.it/tecnica/19173/tomtom-go-mobile-navigazione-gratis-per-android.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-22+TomTom+GO+Mobile%3a+navigazione+gratis+per+Android

 

Carburanti: arriva OsservaPrezzi, l'app del MISE

Si chiama OsservaPrezzi ed è l'app gratuita voluta dal MISE per consentire agli automobilisti di conoscere in mobilità i prezzi dei carburanti.

http://www.motori.it/attualita/19174/carburanti-arriva-osservaprezzi-lapp-del-mise.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Motori.it&utm_content=2014-05-23+Carburanti%3a+arriva+OsservaPrezzi%2c+l'app+del+MISE

 

03.06.14 

www.taxjustice.net

www.applebyglobal.com

www.asiacity.com

 

 

 

 

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 26/11/2019 15.01.27

 

MAFIA E STADI

 

VIDEO DELLA TRASMISSIONE TV
Storie italiane
Puntata del 19/11/2019

SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI

https://www.raiplay.it/video/2019/11/storie-italiane-504278c4-8e8c-4b79-becc-87d5c7a67be6.html

 

10° Convegno
 
La grafopatologia in ambito giudiziario
L’applicazione della grafologia in criminologia, nelle malattie neurologiche e psichiatriche nel contesto giudiziario
 
Roma, 7 Dicembre 2019
 
Auditorium Facoltà Teologica “S. Bonaventura”
Via del Serafico 1 - Roma

 
alle ore 17,50
 
Vincenzo Tarantino
Gino Saladini
 
Elio Carlos Tarantino Mendoza Garofani
Grafologo giudiziario, esperto in fotografia forenseGiornalista, Criminologo
 
Il “suicidio” di Edoardo Agnelli: aspetti medico-legali criminologici e grafopatologici.

 

 

L'OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI A CHI HA GIOVATO ?

04.07.19

E’ da poco uscito per Diarkos il libro di Antonio Parisi che risponde all’evocativo titolo Gli Agnelli. Il libro racconta gli aspetti più controversi e oscuri della famiglia che per oltre un secolo ha di fatto regnato sull’economia e su buona parte della politica italiana ed europea. Parisi pone l’attenzione in particolare sulla morte di Edoardo Agnelli, il figlio “scomodo” dell’Avvocato, trovato senza vita sotto un cavalcavia il 15 novembre del 2000.

Ricorderete quell’episodio come forse ricorderete i difficili rapporti tra Edoardo e il padre. Parisi va oltre e pubblica una serie di documenti che mettono in dubbio l’inchiesta (frettolosa) che sancì come suicidio la causa della morte di Edoardo. L’autore rimette tutto in gioco mostrando le incongruenze dell’epoca, i verbali, le testimonianze.

Trovate qui la recensione completa del libro.

 

Antonio Parisi ha risposto alle mie domande di

Un libro coraggioso quello che hai appena pubblicato, che parte da una morte che i torinesi ricordano bene: quella di Edoardo Agnelli. Una morte ancora oggi avvolta da molti dubbi. Perchè hai deciso di riportare all’attenzione questa storia?

Ritengo che al pari di altri casi irrisolti, la morte di Edoardo Agnelli vada chiarita. Credo che in maniera forse un po’ frettolosa si è parlato di suicidio. Ci sono però almeno una ventina di dati che contrastano contro questa ipotesi. Tra questi lo stato del corpo del povero Edoardo, che fu ritrovato dopo essere precipitato da 80 metri di altezza, sostanzialemente intatto e con i mocassini ai piedi. Gli esperti mi hanno spiegato che dopo una caduta da quella altezza persino gli scarponcini ben allaciati degli alpinisti, volano via. Tra l’altro, come ormai acclarato dalla documentazione, mi chiedo perché non fu eseguita l’autopsia su Edoardo. Edoardo, spesso infangato in vita, era invece una persona che aveva avuto una vita difficile e problematica. Era buono Edoardo, studioso di religione ma forse disprezzato in famiglia. Nel libro si raccontano alcuni episodi in cui si comprende come veniva trattato. Una volta cercarono con un trucco di fargli firmare la sua cessione dei diritti Fiat. Toccanti alcune sue lettere al padre, l’avvocato Giovanni Agnelli. Altre di queste lettere sono dure: in una, chiamando il padre “Presidente della Fiat”, gli contesta un comportamento penalmente rilevante, rammentandogli che “scopo della Fiat è costruire automobili, non incrementare la corruzione in Italia”.

Nel libro non ci sono illazioni e nemmeno ipotesi. Ci sono documenti, ci sono le evidenze sulle contraddizioni dell’epoca. Mi sembra che tu non voglia convincere il lettore ma portarlo a ragionare, a porsi domande…

Io faccio il giornalista e pertanto debbo mantenermi il più possibile ancorato alla realtà dei fatti. Questo lo posso fare solo attraverso le documentazioni legali e attraverso le testimonianze di persone. Di carte ne ho consultate a bizzeffe e qualcuna è pubblicata nel libro. Tra le persone che ho intervistato c’è un malgaro di Fossano, Luigi Asteggiano, il quale afferma che il corpo era già sul greto del fiume, dove fu ritrovato, alle 8 del mattino. Secondo l’inchiesta invece Edoardo si sarebbe buttato dal viadotto “Romano” dell’autostrada Torino-Savona alle 10 del mattino. C’è una contraddizione importante. Qualcuno ha indagato in tal senso? L’amico di Edoardo, Marco Bava, prendendo spunto da queste contraddizioni ha cercato di far riaprire il caso. Dopo la pubblicazione del mio libro, Bava dice che ci potrebbero essere novità. Vedremo.

Ti occupi della morte di Edoardo e della famiglia Agnelli da anni. Hai avuto difficoltà nel trovare un editore disposto a pubblicare questo libro? O pressioni esterne perchè non venisse pubblicato?

Sono anni che mi occupo del caso e questo grazie a due persone. Uno il già citato Marco Bava e l’altro il giornalista Giuseppe Puppo. Quest’ultimo aveva scritto il libro “80 metri di mistero” sulla morte di Edoardo. Io intervistai Puppo preparando diversi articoli e realizzando anche un servizio televisivo sul libro. In breve mi trovai coinvolto anche emotivamente nella vicenda. Proprio a seguito della mia “competenza” sul caso, e la conoscenza approfondita sulle grandi “famiglie” europee, l’editore Diarkos mi ha chiesto di scrivere Gli Agnelli. Molti colleghi mi dicono che se fosse stato vivo l’avvocato Giovanni Agnelli non sarei riuscito a pubblicare il libro. Non so se veramente è così. Certo è che ci sono stati preoccupanti depistaggi da parte di sedicenti ambienti giudiziari ed investigativi di cui do conto nel libro e nelle note. Però voglio ricordare tre episodi non piacevoli. Il primo riguarda l’articolo da me scritto per il settimanale OGGI, con intervista ad Asteggiano. La proprietà della testata allora era riconducibile insieme con tutto il gruppo RCS agli Agnelli. Ebbene dopo quell’articolo clamoroso, pur pubblicato, io sostanzialmente non ho più collaborato con la testata, tra l’altro diretta da un grande giornalista come Umberto Brindani. Il secondo episodio si è verificato durante la realizzazione del mio servizio TV sulla morte di Edoardo. Volevo intervistare a Fossano l’uomo dell’agenzia funebre che aveva rimosso il corpo. Volevo sapere se ricordava lo stato del cadavere. Ero con Bava, Puppo con al seguito la telecamera e gli operatori. Ci vuoi credere? L’uomo si è barricato nel locale dove aveva le casse da morto e si è rifiutato di parlarci. Intanto i passanti cambiavano strada: avevano paura di essere intervistati. Non sembrava di essere in Piemonte, piuttosto avevo l’impressione di essere nella Sicilia di qualche anno fa.

L’ultimo fattaccio, si è verificato un po’ di tempo fa. Ero in compagnia di un collega del gruppo Rcs. Giravamo per Roma con una mia autovettura Nissan Serena e ci siamo fermati per prendere un caffe in prossimità della centralissima Piazza del Popolo. Avevo lasciato in macchina attrezzature fotografiche del valore di alcune miglia di euro ma anche una vecchia borsa, con dentro uno strano e corposo dossier sugli Agnelli giuntomi dal Brasile. Il contenuto di quelle carte era a dir poco delicato. Ebbene, entriamo con il collega nel bar posto a pochi metri, dopo qualche minuto siamo tornati alla vettura: abbiamo trovato i vetri rotti ma mentre le attrezzature erano state lasciate al loro posto, era sparita la borsa con il dossier. Per fortuna si trattava solo di fotocopie.

Nel libro allarghi poi il campo ad altri misteri nella storia/saga della famiglia Agnelli. Come mai secondo te è una storia così piena di lati oscuri?

Vi sono diversi misteri. Tra questi quello della morte del vero fondatore della Fiat, il conte Emanuele Cacherano di Bricherano, suicidatosi la sera prima di un consiglio di amministrazione Fiat in cui voleva chiedere conto a Giovanni Agnelli (nonno dell’avvocato Gianni Agnelli) circa l’amministrazione della Fiat, che fallì nel 1908. Vi sono misteri nella fine del papà dell’avvocato, Edoardo, morto il 14 luglio 1936,con la testa mozzata. Racconto della morte della madre dell’avvocato, la principessa Virginia di Borbone, morta anche lei con il collo spezzato mentre corre dall’amante. Anche il fratello dell’avvocato ebbe una fine oascura. Si tratta di Giorgio Agnelli, la cui morte è molto simile a quella del nipote Edoardo. Qualcuno potrebbe forse parlare di karma familiare e dell’azienda. In verità non solo gli Agnelli hanno una storia piena di tragedie e lati oscuri ma anche molte altre dinastie, si pensi alla famiglia Kennedy.

Gli Agnelli sono in fondo stati (o sono ancora?) gli ultimi regnanti d’Italia e di Torino. La Mole è ancora oggi legata a filo doppio a questa famiglia?

Dopo che Torino, nel 1865, perse il ruolo di capitale del Regno d’Italia, era in qualche modo alla ricerca di un riscatto. Non bastava a Torino la presenza di alcuni membri della famiglia reale, strategicamente lasciati nella ex capitale da Casa Savoia, ci voleva di più. Questo ruolo fu in qualche modo assunto dagli Agnelli, soprattutto dopo la caduta della monarchia nel 1946. Anzi nella Repubblica gli Agnelli sono stati una sorta di surrogato della regalità in Italia. Debbo dire che Gianni Agnelli e sua moglie donna Marella, in qualche modo il ruolo lo hanno svolto bene. Oggi però questo legame tra gli Agnelli è la Mole, credo non esista più. Quella sorta di magia che si era creata tra la famiglia e la città, credo sia perso.

Il libro mette in luce ovviamente le magagne della dinastia. Torino ha però avuto anche del buono dagli Agnelli?

C’è chi accusa gli Agnelli di aver sfruttato la città di Torino e l’Italia intera. Secondo me però la storia non è fatta solo di ombre ma anche di luce. Gli Agnelli hanno contribuito a far girare la “ruota” economica di Torino ed anche a dare un certo fascino alla città. Ora che non ci sono più credo si noti il “vuoto”.

Esiste nel mondo a tuo avviso una famiglia non regnante con una storia tanto importante e lunga come quella degli Agnelli?

Ci sono famiglie non regnanti che hanno per molti decenni occupato scranni economici di tutto rispetto. Si pensi ai Rockfeller, la cui storia si intreccia, tra l’altro, con quella dell’avvocato Agnelli. Vi sono i già citati Kennedy e vi sono poi altre famiglie potentissime di banchieri, che appaiono poco ma dal potere immenso, addirittura incalcolabile. Tra questi i Rothschild.

Speri che il tuo libro possa dare una mano a riaprire il caso della morte di Edoardo Agnelli?

Io spero di si. Secondo Bava, che ha inviato diversi esposti agli inquirenti, questa potrebbe essere la volta buona per riaprire l’inchiesta. Lo merita la memoria di Edoardo, il senso di giustizia che deve animare tutti, lo meritano i sacrifici di Bava e del collega Puppo, il quale ha dovuto lasciare Torino e trasferirsi a Lecce, dove dirige un apprezzato quotidiano on line.

 

 

Il falco e il gabbiano

Condotto da Enrico Ruggeri

Da lunedì a venerdì ore 15.05 e 4.00 e sabato ore 22:00

Edoardo Agnelli, la solitudine dell'erede

 

 

https://podcast-radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2019/190603-falcogabbiano-s.mp3

 

1-L'auto di Edoardo non aveva le luci accese e le porte aperte

2-Franchini , addetto all'autostrada,  non poteva vedere nulla per ragioni di prospettiva

3-Giovannino non era l'erede designato ma Jaky a causa di un'intervista traanello su Mediobanca fatta da Friedman

4 - I pompieri non sono mai stati neppure chiamati

5- Boscardini non ha eseguito nulla tantomeno i RIS di Parma

6-Non c'e' alcuna prova sui tabulati che E.A abbia chiamato gli amici. La parola di Gelasio Caetani d'Aragona e Lupo Rttazzi (cugino ed amico di E.A) contro i tabulati.

6- Le prove con il telepass le fanno le scorte non E.A.

7-Sull'auto non sono state trovate impronte quindi  E.A non si e' mai

8-C'e' un teste che sia voi  sia Garofano ex Ris che il questore di Torino Cavaliere avete voluto ignorare perche' rivelava la menzogna del suicidio che anche voi avete sposato.

Mb 25-06-19

 

IN PREVISIONE DEL CALO DI TEMPERATURA LA CITTA’ di TORINO  E’ PRONTA AD ACCOGLIERE LE PERSONE IN DIFFICOLTA’

 

Potenziare i servizi di accoglienza per le persone senza dimora durante i mesi più freddi dell’anno e, non solo nella stagione invernale, aumentare la capacità di risposta alle necessità dei cittadini più fragili economicamente e socialmente. E offrire opportunità per intraprendere percorsi di reinclusione sociale, di uscita dalla condizione di marginalità e di riconquista di autonomia abitativa ed economica. Sono questi gli obiettivi principali del Piano di inclusione sociale approvato dalla Giunta Comunale.
 

La delibera presentata questa mattina della Vice Sindaca Sonia Schellino autorizza l’accordo di collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e gli enti del Terzo Settore per dare corso al programma rivolto ai cittadini in condizioni di marginalità estrema.  Il medesimo documento si estende, inoltre, alle iniziative che riguardano l’emergenza abitativa e sociale dei migranti che hanno lasciato le palazzine dell’area ex Moi e ai percorsi di accompagnamento all’autonomia e all’inclusione di minoranze etniche.

“Pensiamo che la coprogettazione pubblica-privata del piano di accoglienza – sottolinea Schellino - sia un modo integrato e innovativo per rispondere ai bisogni primari delle persone che vivono in strada e che, proprio quando le temperature si avvicinano o scendono sotto lo zero ne hanno più necessità, così come lo è altrettanto offrire loro la possibilità di seguire percorsi di reinclusione e di avvicinamento ai servizi sociali e sanitari”.

Ai cittadini senza dimora ospiti nei dormitori o, avvicinati in strada, saranno offerte soluzioni abitative temporanee che favoriscano spazi di autogestione. Sarà potenziata l’attività delle Unità di strada che hanno il compito di monitorare e intercettare tempestivamente le nuove situazioni di fragilità e di favorirne percorsi individuali di cura e inclusione, seguiti con il Servizio adulti in difficoltà del Comune.

Sarà aumentata la disponibilità di accoglienza notturna per le persone senza dimora e in condizioni di elevata fragilità sociale. Grazie all’impegno congiunto del servizio pubblico, del privato sociale e della diocesi saranno messi a disposizione 800 posti fino ad aprile. Inoltre, anche quest’anno verrà assicurato l’allestimento del sito temporaneo umanitario di piazza D’Armi gestito dalla Croce Rossa Italiana.

In caso di eccezionali condizioni di maltempo è previsto l’allestimento - in collaborazione con i Servizi della Protezione Civile della Città - di un ulteriore sito di accoglienza notturna.

E’ poi previsto il rafforzamento delle attività svolte in strada per i senza dimora. Diventeranno, infatti, due gli equipaggi di Boa Mobile, il servizio itinerante notturno, che contatta, monitora e offre assistenza.

La Città  inoltre ha messo in campo soluzioni di accoglienza abitativa temporanea e di accompagnamento all’inclusione sociale di medio lungo periodo, e comunque della durata di almeno un anno, rivolti ad almeno 50 persone e/o famiglie in condizioni di emergenza abitativa tra cui i migranti dell’ex MOI, nell’ambito dell’iniziativa “Migrazione, Opportunità e Inclusione” prevista dal protocollo d’intesa tra la Città di Torino, la Prefettura di Torino, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Diocesi di Torino.

 

Torino, 13 novembre 2019 (14.30 )

Comunicato 404/2019

 

 

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Marco Bava: pennarello di DIO, perseverante autodidatta con coraggio e fantasia , decisionista responsabile.

Sono quello che voi pensate io sia (20.11.13) per questo mi ostacolate.(08.11.16)

La giustizia non esiste se mi mettessero sotto sulle strisce pedonali, mi condannerebbero a pagare i danni all'auto.

(12.02.16)

TO.05.03.09

IL DISEGNO DI DIO A VOLTE SI RIVELA SOLO IN ALCUNI PUNTI. STA' ALLA FEDE CONGIUNGERLI

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI SIA SANTIFICATO IL TUO NOME VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ COME IN CIELO COSI IN TERRA , DAMMI OGGI LA POSSIBILITA' DI NON COMMETTERE ERRORI NEL CERCARE DI REALIZZARE NEL MIGLIOR MONDO POSSIBILE IL TUO VOLERE.

TU SEI GRANDE ED IO NON SONO CHE L'ULTIMO DEI TUOI SERVI E DEI TUOI FIGLI .

SIGNORE IO NON CONOSCO I TUOI OBIETTIVI PER ME , FIDUCIOSO MI AFFIDO A TE.

Difendo il BENE contro il MALE che nell'uomo rappresenta la variabile "d" demonio per cui una decisione razionale puo' diventare irrazionale per questa ragione (12.02.16)

Non prendo la vita di punta faccio la volonta' di DIO ! (09.12.18)

La vita e' fatta da cose che si devono fare, non si possono non fare, anche se non si vorrebbero fare.(20.01.16)

Il mondo sta diventando una camera a gas a causa dei popoli che la riempiono per irresponsabilità politica (16.02.16)

I cervelli possono viaggiare su un unico livello o contemporaneamente su plurilivelli e' soggettivo. (19.02.17)

L'auto del futuro non sara' molto diversa da quella del presente . Ci sono auto che permarranno nel futuro con l'ennesima versione come : la PORSCHE 911, la PANDA, la GOLF perche' soddisfano esigenze del mercato che permangono . Per cui le auto cambieranno sotto la carrozzeria con motori ad idrogeno , e materiali innovativi. Sara' un auto migliore in termini di sicurezza, inquinamento , confort ma la forma non cambierà molto. INFATTI la Modulo di Pininfarina la Scarabeo o la Sibilo di Bertone possono essere confrontate con i prototipi del prossimo salone.(18.06.17)

La siccità e le alluvioni dimostrano l'esistenza di Dio nei confronti di uomini che invece che utilizzare risorse per cercare  inutilmente nuovi pianeti dove Dio non ha certo replicato l'esperienza negativa dell'uomo, dovrebbero curare l'unico pianeta che hanno a disposizione ed in cui rischiano di estinguersi . (31.10.!7)

L'Italia e' una Repubblica fondata sul calcio di cui la Juve e' il maggiore esponente con tutta la sua violenta prevaricazione (05.11.17)

La prepotenza della FIAT non ha limiti . (05.11.17)

I mussulmani ci comanderanno senza darci spiegazioni ne' liberta'.(09.11.17)

In Italia mancano i controlli sostanziali . (09.11.17)

Gli alimenti per animali sono senza controllo, probabilmente dannosi,  vengono utilizzati dai proprietari per comodita', come se l'animale fosse un oggetto a cui dedicare il tempo che si vuole, quando si vuole senza alcun rispetto ai loro veri bisogni  alimentari. (20.11.17)

Ho conosciuto l'avv.Guido Rossi e credo che la stampa degli editori suoi clienti lo abbia mitizzato ingiustificatamente . (20.11.17)

L'elicottero di Jaky e' targato I-TAIF. (20.11.17)

La Coop ha le agevolazioni di una cooperativa senza esserlo di fatto in quanto quando come socio ho partecipato alle assemblee per criticare il basso tasso d'interesse dato ai soci sono stato o picchiato o imbavagliato. (20.11.17)

Sono 40 anni che :

1 ) vedo bilanci diversi da quelli che vedo insegnati a scuola, fusioni e scissioni diverse da quelle che vengono richieste in un esame e mi vengono a dire che l'esame di stato da dottore commercilaista e' una cosa seria ?

2) faccio esposti e solo quello sul falso in bilancio della Fiat presentato da Borghezio al Parlamento sia andato avanti ?

 (21.11.17)

La Fornero ha firmato una riforma preparata da altri (MONTI-Europa sono i mandanti) (21.11.17)

Si puo' cambiare il modo di produrre non le fasi di produzione. (21.11,17)

La FIAT-FERRARI-EXOR si sono spostate in Olanda perche' i suoi amministratori abbiano i loro compensi direttamente all'estero . In particolare Marchionne ha la residenza fiscale in Sw (21.11.17)

La prova che e' il femore che si rompe prima della caduta e' che con altre cadute non si sono rotte ossa, (21.11.17)

Carlo DE BENEDETTI un grande finanziere che ha fallito come industriale in quanto nel 1993 aveva il SURFACE con il nome QUADERNO , con Passera non l'ha saputo produrre , ne' vendere ne' capire , ma siluro' i suoi creatori CARENA-FIGINI. (21.11.17)

Quando si dira' basta anche alle bufale finanziarie ? (21.11.17)

Per i consiglieri indipendenti l'indipendenza e' un premio per tutti gli altri e' un costo (11.12.17)

La maturita' del mercato finanziario e' inversamente proporzionale alla sottoscrizione dei bitcoin (18/12/17)

Chi risponde civilmente e penalmente se un'auto o un robot impazziscono ? (18/12/17)

Non e' la FIAT filogovernativa, ma sono i governi che sono filofiat consententogli di non pagare la exit-tax .(08.02.18) inoltre la FIAT secondo me ha fatto più danni all'ITALIA che benefici distruggendo la concorrenza della LANCIA , della Ferrari, che non ha mai capito , e della BUGATTI (13.02.18).

Infatti quando si comincia con il raddoppio del capitale senza capitale si finisce nella scissione

Tesi si laurea sull'assoluzione del sen.Giovanni Agnelli nel 1912 dal reato di agiotaggio : come Giovanni Agnelli da segretario della Fiat ne e' diventato il padrone :

https://1drv.ms/b/s!AlFGwCmLP76phBPq4SNNgwMGrRS4

 

Prima di educare i figli occorre educare i genitori (13.03.18)

Che senso ha credere in un profeta come Maometto che e'un profeta quando e' esistito  Gesu' che e' il figlio di DIO come provato  per ragioni storiche da almeno 4 testi che sono gli evangelisti ? Infatti i mussulmani  declassano Gesu' da figlio di DIO  a profeta perché riconoscono implicitamente l'assurdità' di credere in un profeta rispetto al figlio di DIO. E tutti gli usi mussulmani  rappresentano una palese involuzione sociale basata sulla prevaricazione per esempio sulle donne (19.03/18)

Il valore aggiunto per i consulenti finanziari e' solo per loro (23.03.18)

I medici lavorerebbero gratis ? quante operazioni non sono state fatte a chi non aveva i soldi per pagarle ? (26.03.18 )

lo sfregio delle auto di stato ibride con il motore acceso, deve finire con il loro passaggio alla polizia  con i loro autisti (19.03.18)

Se non si tassa il lavoro dei robot e' per la mancata autonomia in termini di liberta' di scelta e movimento e responsabilita' penale personale . Per cui le auto a guida autonoma diventano auto-killer. (26.04.18)

Quanto poco conti l'istruzione per l'Italia e' dimostrato dalla scelta DEI MINISTRI GELMINI FEDELI sono esempi drammatici anche se valorizzati dalla FONDAZIONE AGNELLI. (26.04.18) (27.08.18).

Credo che la lotta alla corruzione rappresenti sempre di piu' un fattore di coesione internazionale perche' anche i poteri forti si sono stufati di pagare tangenti (27/04/2018).

Non riusciamo neppure piu' a produrre la frutta ad alto valore aggiunto come i mirtilli....(27/04/2018)

Abbiamo un capitalismo sempre piu' egoista fatto da managers che pensano solo ad arraffare soldi pensando che il successo sia solo merito loro invece che di Dio e degli operai (27.04.18)

Le imprese dell'acqua e delle telecomunicazioni scaricano le loro inefficienze sull'utente (29.05.18)

Nel 2004 Umberto Agnelli, come presidente della FIAT,  chiese a Boschetti come amministratore delegato della FIAT AUTO di affidarmi lo sviluppo della nuova Stilo a cui chiesi di affiancare lo sviluppo anche del marchio ABARTH , 500 , A112, 127 . Chiesi a Montezemolo , come presidente Ferrari se mi lasciava utilizzare il prototipo di Giugiaro della Kubang che avrebbe dovuto  essere costruito con ALFA ROMEO per realizzare la nuova Stilo . Mi disse di si perche' non aveva i soldi per svilupparlo. Ma Morchio, amministratore delegato della FIAT, disse che non era accettabile che uno della Telecom si occupasse di auto in Fiat perche' non ce ne era bisogno. Peccato che la FIAT aveva fatto il 128 che si incendiava perche' gli ingegneri FIAT non avevano previsto una fascetta che stringesse il tubo della benzina all'ugello del carburatore. Infatti pochi mesi dopo MORCHIO  venne licenziato da Gabetti ed al suo posto arrivo' Marchionne a cui rifeci la proposta. Mi disse di aspettare una risposta entro 1 mese. Sono passati 14 anni ma nessuna risposta mi e' mai stata data da Marchionne, nel frattempo la Fiat-Lancia sono morte definitivamente il 01.06.18, e la Nissan Qashai venne presentata nel 2006 e rilancia la Nissan. Infatti dal 2004 ad oggi RENAULT-NISSAN sono diventati i primi produttori al mondo. FIAT-FCA NO ! Grazie a Marchionnne nonostante abbia copiato il suo piano industriale dal mio libro . Le auto Fiat dell'era CANTARELLA bruciavano le teste per raffredamento insufficente. Quella dell'era Marchionne hanno bruciato la Fiat. Il risultato del lavoro di MARCHIONNE e' la trasformazione del prodotto auto in prodotto finanziario, per cui le auto sono diventate tutte uguali e standardizzate. Ho trovato e trovo , NEI MIEI CONFRONTI, molta PREPOTENZA cattiveria ed incompetenza in FIAT. (19.12.18)

(   vedi :  https://1drv.ms/w/s!AlFGwCmLP76pg3LqWzaM8pmCWS9j ).

La differenza fra ROMITI MARCHIONNE e' che se uno la pensava diversamente da loro Romiti lo ascoltava, Marchionne lo cacciava anche se gli avesse detto che aumentado la pressione dei pneumatici si sarebbero ridotti i consumi.

FATTI NON PAROLE E FUMO BORSISTICO ! ALFA ROMEO 166 un successo nonostante i pochi mezzi utilizzati ma una richiesta mia precisa e condivisa da FIAT : GUIDA DIRETTA.  Che Marchionne non ha apprezzato come un attila che ha distrutto la storia automoblistica italiana su mandato di GIANLUIGI GABETTI (04.06.18).

Piero ANGELA : un disinformatore scientifico moderno in buona fede  su auto elettrica. auto killer ed inceneritore  (29.07.18)

Puoi anche prendere il potere ma se non lo sai gestire lo perdi come se non lo avessi mai avuto (01.08.18)

Ho provato la BMW i8 ed ho capito che la Ferrari e le sue concorrenti sono obsolete ! (20.08.18)

LA Philip Morris ha molti clienti e soci morti tra cui Marchionne che il 9 maggio scorso, aveva comprato un pacchetto di azioni per una spesa di 180mila dollari. Briciole, per uno dei manager più ricchi dell’industria automotive (ha un patrimonio stimato tra i 6-700 milioni di franchi svizzeri, cifra che lo fa rientrare tra i 300 elvetici più benestanti).E’ stato, però, anche l’ultimo “filing” depositato dal manager alla Sec, sul cui sito da sabato pomeriggio è impossible accedere al profilo del manager italo-canadese e a tutte le sue operazioni finanziarie rilevanti. Ed era anche un socio: 67mila azioni detenute per un investimento di 5,67 milioni di dollari (alla chiusura di Wall Street di venerdì 20 luglio 2018 ). E PROSSIMAMENTE  un'uomo Philip Morris uccidera' anche la FERRARI .   (20.08.18) (25.08.18)

verbali assemblee italiane azionisti EXOR :

https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pg3Y3JmiDAW4z2DWx

verbali assemblee italiane azionisti FIAT :

https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76phApzYBZTNpkGlRkq

 

Prodi e' il peccato originale dell'economia italiana dal 1987 (regalo dell'ALFA ROMEO alla FIAT) ad oggi (25.08.18)

L'indipendenza della Magistratura e' un concetto teorico contraddetto dalle correnti anche politiche espresse nelle lottizzazioni delle associazioni magistrati che potrebbe influenzarne i comportamenti. (27.08.18)

Ho sempre vissuto solo con oppositori irresponsabili privi di osservazioni costruttive ed oggettive. (28.08.18)

Buono e cattivo fuori dalla scuola hanno un significato diverso e molto piu' grave perche' un uomo cattivo o buono possono fare il bene o il male con consaprvolezza che i bambini non hanno (20.10.18) 

Ma la TAV serve ai cittadini che la dovrebbero usare o a chi la costruisce con i nostri soldi ? PERCHE' ?

Un ruolo presidenziale divergente da quello di governo potrebbe porre le premesse per una Repubblica Presidenziale (11.11.2018)

La storia occorre vederla nella sua interezza la marcia dei 40.000 della Fiat come e' finita ? Con 40.000 licenziamenti e la Fiat in Olanda ! (19.11.18)

I SITAV dopo la marcia a Torino faranno quella su ROMA con costi doppi rispetto a quella francese sullo stesso percorso ? (09.12.18)

La storia politica di Fassino e' fatta dall'invito al voto positivo per la raduzione dei diritti dei lavoratori di Mirafiori. Si e' visto il risultato della lungimiranza di Fassino , (18.12.18)

Peche' sono investimenti usare risorse per spostare le pietre e rimetterle a posto per giustificare i salari e non lo sono il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni ? perche' gli 80 euro a chi lavora di Renzi vanno bene ed i 780 euro di Di Maio a chi non lavora ed e' in pensione non vanno bene ? (27.12.18)

Le auto si dividono in auto mozzarella che scadono ed auto vino che invecchiando aumentano di valore (28.12.18)

Fumare non e' un diritto ma un atto contro la propria salute ed i doveri verso la propria famiglia che dovrebbe avere come conseguenza la revoca dell'assistenza sanitaria nazionale ad personam(29.12.18)

Questo mondo e troppo cattivo per interessare altri esseri viventi (10.01.19)

Le ONG non hanno altro da fare che il taxi del mare in associazione per deliquere degli scafisti ? (11.02.19)

La giunta FASSINO era inutile, quella APPENDINO e' dannosa (12.07.19)

Quello che l'Appendino chiama freno a mano tirato e' la DEMOCRAZIA .(18.07.19)

La spesa pubblica finanzia le tangenti e quella sullo spazio le spese militari  (19.07.19)

AMAZON e FACEBOOK di fatto svolgono un controllo dei siti e forse delle persone per il Governo Americano ?

(09.08.19)

LA GRANDE MORIA DI STARTUP e causato dal mancato abbinamento con realta' solide (10.08.!9)

Il computer nella progettazione automobilistica ha tolto la personalizzazione ed innovazione. (17.08.19)

L' uomo deve gestire i computer non viceversa, per aumentare le sue potenzialita' non annullarle  (18.08.19)

LA FIAT a Torino ha fatto il babypaking a Mirafiori UNO DEI POSTI PIU' INQUINATI DI TORINO ! Non so se Jaky lo sappia , ma il suo isolamento non gli permette certo di saperlo ! (13.09.19)

Non potro' mai essere un buon politico perche' cerco di essere un passo avanti mentre il politico deve stare un passo indietro rispetto al presente. (04.10.19)

L'arretratezza produttiva dell'industria automobilistica e' dimostrata dal fatto che da anni non hanno mai risolto la reversibilità dei comandi di guida a dx.sx, che costa molto (09.10.19)

IL CSM tutela i Magistrati dalla legge o dai cittadini visti i casi di Edoardo AGNELLI  e Davide Rossi ? (10.10.19).

Le notizie false servono per fare sorgere il dubbio su quelle vere discreditandole (12.10.19)

le startup bruciano solo liquidita' (15.10.19)

Gli esseri umani soffrono spesso e volentieri della sindrome del camionista: ti senti piu' importante perche' sei in alto , ma prima o poi dovrai scendere e cedere il posto ad altri perche' nessun posto rimane libero (18.10.19)

Non e' logico che l'industria automobilistica invece di investire nelle propulsione ad emissione 0 lo faccia sulle auto a guida autonoma. (22.10.19)

L'intelligenza artificiale rischia di essere uno strumento in mano ai dittatori, attraverso la massificazione pilotata delle idee, che da la sensazione di poter pensare ad una macchina al nostro posto per il bene nostro e per farci diventare deficienti come molti percorsi dei navigatori  (24.11.19)

 

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ACQUA E SALE

L'elettrodialisi è un processo per cui, applicata una differenza di potenziale, si ottiene l'allontanamento dei sali dalle soluzioni saline grazie all'impiego alternato di membrane cationiche e anioniche poste all'interno di una vasca e consententi rispettivamente il passaggio dei soli ioni positivi e dei soli ioni negativi. Applicando alle estremità di una cella una corrente continua con un certo differenziale, gli ioni positivi attraverseranno la membrana cationica, mentre gli ioni negativi attraverseranno la membrana anionica. Al termine del processo risulterà che alcuni scomparti saranno dissalati, mentre altri saranno arricchiti o di solo catione o di solo anione. Pertanto il solvente, l'acqua pura trattandosi di soluzioni acquose, risulterà presente a scomparti alternati.

L'elettrodialisi viene condotta in reattori (o celle) elettrolitiche dette celle di elettrodialisi. La tensione delle celle di elettrodialisi generalmente ha un valore elevato, può arrivare anche a centinaia di volt.

 

09.11.17

 

1.000 gradi usando la sola luce del sole, adesso si può

Ci è riuscita una startup finanziata da Bill Gates: produrrà energia pulita per l'industria.
 

Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=27770

Quando si tratta di particolari applicazioni, le energie rinnovabili non sempre sono all'altezza di quelle tradizionali.

Per esempio, raggiungere temperature particolarmente elevate - almeno 1.000 gradi Celsius - con l'energia solare è tutt'altro che semplice (finora il massimo è stato 565 gradi), eppure si tratta di temperature che sono necessarie ai processi produttivi delle aziende petrolchimiche, siderurgiche ed edilizie.

Una soluzione che finalmente consente di superare i limiti è stata però inaugurata nel deserto del Mojave, nello Stato della California (USA), grazie all'installazione di Heliogen, startup specializzata nella produzione di energia solare.

Si tratta di un particolare centrale solare: una griglia di specchi orientati automaticamente concentra la luce solare verso un unico punto, una torre in cui è contenuto del liquido che può essere riscaldato fino a 1.000 gradi.

L'intero sistema è gestito in base a modelli computerizzati, sviluppati con l'aiuto di esperti del MIT e del Caltech: questi servono per orientare gli specchi in maniera che la luce del sole venga riflessa ad angoli molto precisi, così da venire concentrate sempre nello stesso punto e permette di ottenere le temperature desiderate. Per i fan di Fallout:New Vegas, è la centrale Helios One che diventa realtà.

Heliogen spera che questa tecnologia, allo sviluppo della quale sta contribuendo anche Bill Gates tramite la propria fondazione, alle grandi industrie che hanno bisogno di calore elevato e vogliono liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili, usando al loro posto una fonte d'energia gratuita: la luce del sole.

«Se noi andiamo da un'azienda che produce cemento e le diciamo che le forniremo del calore "verde", la cui produzione non emette CO2, e che le farà anche risparmiare denaro, non ci sarà nemmeno bisogno di pensarci su prima di scegliere» commenta il fondatore di Heliogen, Bill Gross.

D'altra parte, il lavoro da fare è ancora tanto. Al momento, Heliogen sta cercando di migliorare la propria tecnologia per raggiungere i 1.500: a quel punto - spiega Gross - si potrebbe usare il calore prodotto per separare l'idrogeno nell'acqua dall'ossigeno, e creare un combustibile basato sull'idrogeno e a emissioni zero.

«Se riusciamo a produrre dell'idrogeno pulito, cambia tutto» conclude Gross. «Sul lungo periodo, vogliamo diventare un'azienda "verde" che produce idrogeno».


 
Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=27770 26.11.19

 

 

Perche' non si spendono i soldi per rendere piu' agevole pagare le tasse con i pre-compilati e senza commissioni come fanno in Portogallo  invece che introdurre l'evasometro anonimatizzato ? (03.11.19)

 

llo studio l'ennesimo strumento per contrastare l'evasione fiscale. Si tratta dell'anonimometro, che la legge di bilancio 2020 chiama "Evasometro anonimatizzato." Un sistema grazie al quale l'Agenzia delle Entrate potrà attingere in forma anonima ai dati dei contribuenti relativi alle abitudini di spesa, per procedere, in caso di scostamenti evidenti, agli opportuni controlli, per stanare gli evasori.

Vediamo cos'è, come funziona e quali vantaggi dovrebbe portare:

 
 
  1. Cos'è l'anonimometro
  2. Anonimometro anche per la Lotteria degli scontrini?
  3. Quali i vantaggi dell'anonimometro?

Cos'è l'anonimometro

 

L'anonimetro è un metodo di accertamento fiscale contenuto nella legge di bilancio, che deve essere discussa a novembre. Il funzionamento non è ancora chiaro. Per comprenderlo nel dettaglio è necessario attendere infatti l'approvazione definitiva della legge suddetta. A quanto pare però il meccanismo è totalmente informatizzato e alla base ci sarebbe l'incrocio di tutti i dati dei contribuenti, resi anonimi attraverso l'attribuzione di un codice identificativo e non tramite il codice fiscale, raccolti grazie alla fatturazione elettronica, agli scontrini elettronici e alla Superanagrafe dei conti correnti.

Il pratica il codice del contribuente verrà fatto girare nelle varie piattaforme da cui il Fisco può già attingere e da altre, a quanto pare, in arrivo. In questo modo, senza sconfinare nei limiti previsti dal Garante della privacy, l'Agenzia delle Entrate, ma anche la Guardia di Finanza potranno incrociare i dati a disposizione riferiti a un determinato contribuente, studiarne i comportamenti di spesa e comprendere, se ci sono scostamenti notevoli tra reddito dichiarato e uscite, se ha evaso le tasse o meno.

Anonimometro anche per la Lotteria degli scontrini?

 

A quanto pare si sta pensando di applicare l'anonimometro anche alla lotteria degli scontrini, l'altra misura pensata dal Governo Conte per contrastare l'evasione fiscale. La lotteria infatti si pone l'obiettivo di stimolare i contribuenti a chiedere lo scontrino e a comunicare nel contempo il proprio codice fiscale. Per poter realizzare tutto questo quindi è necessario che dal primo gennaio 2020 lotteria e scontrino elettronico partano insieme.

Ma in concreto come è possibile rendere anonimi anche i dati del contribuente per la lotteria? Attraverso la creazione di una piattaforma a cui ogni contribuente deve registrarsi, ricevendo in cambio un QR code o in alternativa un codice identificativo che può essere presentato al commerciante, al posto del codice fiscale, per esprimere il consenso alla giocata della Lotteria degli scontrini. A quanto pare però l'Agenzia, per stanare gli evasori, sta pensando anche a un'altra lotteria per coloro che pagano attraverso sistemi elettronici tracciabili.

Quali i vantaggi dell'anonimometro?

 

Il Governo, da tempo impegnato a contrastare la piaga dell'evasione fiscale, dichiara che attraverso l'introduzione dell'anonimometro conta di recuperare una parte del gettito, che negli ultimi tre mesi ha raggiunto una misura record, aumentando addirittura del 3,8 %. Il tutto nel rispetto, se possibile, della privacy dei cittadini. Insomma una vera e propria lotta ai furbetti che spendono denaro contante, frutto di attività irregolari se non addirittura illecite.

 

Lobby ebraica

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Con il termine lobby ebraica, in particolare in ambito statunitense, si suole generalmente indicare l'influenza politica che attuerebbero gruppi di pressione ebraici tramite organizzazioni, associazioni e individui legati tra loro dal comune interesse di incidere sulle istituzioni legislative, sull'industria mediatica, l'opinione pubblica, la finanza e le relazioni internazionali.[1][2]

Definizione

Il Dictionary of Politics di Walter John Raymond definisce la lobby ebraica come "un insieme di circa trentaquattro organizzazioni politiche ebraiche che negli Stati Uniti collaborano congiuntamente o separatamente per favorire i loro interessi e/o quelli dello Stato di Israele."[1] Dominique Vidal per Le Monde diplomatique ha scritto che [negli Stati Uniti] "l'autodescritta lobby ebraica è solo uno dei tanti gruppi d'influenza ad aver rapporti ufficiali messi in piedi con le autorità e le istituzioni".[3] La B'nai B'rith Anti-Defamation Commission of Australia ha definito la lobby come "un gruppo quasi inestricabile di individui e organizzazioni dedicate al sostegno delle esigenze e degli interessi della comunità ebraica".[2]

In un discorso del 2004, J.J. Goldberg, direttore editoriale del The Forward spiegò come la lobby ebraica sia un normale gruppo di interesse politico, simile ai molti altri gruppi di interesse che nella politica statunitense partecipano tradizionalmente al processo politico (nera, battista, cattolica, ecc.); la comparò, per dimensioni ed influenza, a quella cattolica, considerandola composta da una dozzina di grandi organizzazioni ed una dozzina di più piccole.[4]

Critiche

Secondo Mitchell Bard, direttore dell'organizzazione senza fini di lucro American-Israeli Cooperative Enterprise (AICE), sarebbe più corretto parlare di lobby israeliana (o sionista) in quanto in essa sono compresi sia elementi formali che informali, come l'opinione pubblica, e perché la maggior parte delle lobby è di origine non ebrea.[5] Bard ha inoltre criticato l'alone d'influenza dato alle lobby ebraiche e al termine in generale[6]:

(EN)

« Reference is often made to the 'Jewish lobby' in an effort to describe Jewish influence, but this term is both vague and inadequate. While it is true that American Jews are sometimes represented by lobbyists, such direct efforts to influence policy-makers are but a small part of the lobby’s ability to shape policy. »

(IT)

« Spesso si fa riferimento alla "lobby ebraica" nel tentativo di descrivere l'influenza degli ebrei, ma questo termine è vago e insufficiente. D'altronde è vero che gli ebrei americani sono a volte rappresentati da gruppi di pressione per sforzarsi a influenzare direttamente decisori politici, ma sono solo una piccola parte delle capacità lobbystiche d'influenzare la politica. »

Posizioni peggiorative

Diversi autori e studiosi contemporanei sostengono che la "lobby ebraica" avrebbe un importante peso circa le operazioni statunitensi in politica estera. Per esempio, Edward Tivnan, nel libro The Lobby (1988), scrisse che la lobby ebraica negli Stati Uniti "è diventata sostanzialmente, in maniera aggressiva, un gruppo di pressione proisraeliano, onnipresente ed influente sulle questioni relative al Medio Oriente, e che gli abitanti di Capitol Hill si riferiscono ad essa semplicemente come «la lobby»".[7]

Rispondendo alle accuse di forte influenza e cospirazione, diverse associazioni proebraiche hanno ribadito l'infondatezza e il carattere antisemita del concetto. Secondo la B'nai B'rith Anti-Defamation Commission of Australia, "l'ipotesi che gli ebrei abbiano un potere e un'influenza sproporzionata sul processo decisionale, è ciò che trasforma una realtà descrittiva della politica in un argomento antisemita riguardante la supremazia ebraica".[2]

Susan Jacobs della Manchester Metropolitan University, ha argomentato la questione della lobby ebraica, sostenendo che quando il termine viene usato "non menzionando altri gruppi di pressione oppure ebrei di diverse posizioni politiche circa alcune questioni calde come la questione israelopalestinese" è una forma contemporanea di teoria del complotto ebraico.[8]

Della stessa linea della Jacobs è Robert S. Wistrich dell'International Center for the Study of Anti-Semitism all'università ebraica di Gerusalemme, il quale vede in una "onnipotente lobby ebraica che impedisce la giustizia in Medio Oriente" un classico esempio moderno di stereotipi antisemiti.[9]

In Italia

Nell'agosto 2007 avevano suscitato diverse polemiche le dichiarazioni di don Pierino Gelmini alla comunità d'Aspromonte, nelle quali parlava della presenza di una "lobby ebraico-radical chic" che danneggiava e demonizzava la reputazione della Chiesa cattolica nel mondo facendo pressione sui mezzi d'informazione, alterando per esempio la vicenda dei preti pedofili. All'insorgere delle polemiche nella comunità ebraica italiana, Gelmini si scusò pubblicamente contraddicendo quanto detto prima, spiegando di come si fosse confuso perché avrebbe dovuto dire "loggia massonica-radical chic".[10]

Nel febbraio 2008 un blog anonimo pubblicò una lista[11] di 162 professori di religione ebraica con cattedra in diversi importanti atenei italiani, tra cui, principalmente, l'università La Sapienza di Roma. La lista riguardava grosso modo un ipotetico «baronaggio ebraico nelle università italiane» attraverso il quale gli studenti iscritti in esse sarebbero «vittime della manipolazione mentale di professori infeudati alle caste regnanti negli atenei, di cattedre affidate nelle mani di professori arruolati in base all'asservimento politico ai partiti, alle ideologie politiche, alle lobby di potere».

Il blog fu oscurato qualche tempo dalla polizia postale su decisione di Giuliano Amato, all'epoca dei fatti ministro dell'Interno. Le reazioni del mondo politico sia governante che dell'opposizione furono all'unanimità in sostegno degli insegnanti di religione ebraica segnalati nella lista.

Linee politiche

Contrariamente alle posizioni proisraeliane e antipalestinesi[senza fonte], nell'ottobre 2009 è stata fondata negli Stati Uniti l'organizzazione senza fini di lucro J Street, definita come la "lobby ebraica di sinistra". Il punto cardine della lobby, come dichiarato dagli intenti, è la risoluzione del conflitto israeliano-palestinese attraverso la soluzione, pacifica e comune, della realizzazione di uno Stato palestinese.[12]

 

05.09.13

ARGO 16: UN’ALTRA STRAGE ISRAELIANA IN ITALIA

di Gianni Lannes
 
Per dirla con Leonardo Sciascia: “Se un fatto non si racconta non esiste”. Bisogna ricercare. Sette anni prima della strage senza giustizia di Ustica, c’è una storia che riemerge dal passato morto e mai sepolto. La ricerca rimette indietro le lancette della storia contemporanea, ancora tutta da scrivere, e conduce a quel venerdì 23 novembre dell’anno 1973. 
 
Sabotaggio del Mossad. Poco dopo il decollo precipita al suolo un aereo militare italiano. L’inchiesta delle autorità aeronautiche dura alcuni mesi prima di concludersi con la solita archiviazione: si è trattato di un banale incidente. A metà degli anni ’80, però, dopo il braccio di ferro (1985) di Craxi a Sigonella contro Usa e Israele, i generali Miceli e Viviani avanzano pubblicamente sospetti sulla vera causa del disastro: “fu fatto esplodere manomissione dolosa… un avvertimento un po’ cruento dei servizi di Israele al governo italiano”.

 
Nel 1986 la procura della Repubblica di Venezia riapre il caso, affidandolo al giudice Carlo Mastelloni al quale viene opposto il segreto di Stato per tentare di ostacolare l’indagine. Nel marzo del 1997 Mastelloni incrimina 22 ufficiali dell’Aeronautica militare con l’accusa di “soppressione, falsificazione e sottrazione di atti concernenti la sicurezza dello Stato”. A suo giudizio “coloro che negli anni si sono occupati dell’inchiesta hanno sistematicamente occultato, falsato o distrutto ogni elemento che poteva portare sulla strada giusta”. Sono invece accusati di strage Zvi Zamir, già capo del Mossad e Asa Leven, direttore del Mossad in Italia all’epoca della strage aerea.

 
Nel fascicolo del giudice Carlo Mastelloni (il primo ed unico magistrato italiano a scoprire casualmente che ad Aviano gli USA detengono illegalmente ordigni atomici) tra le carte ingiallite rosicchiate dagli umori del tempo, c’è scritto:  

 
«Il velivolo militare C47 Dakota, denominato Argo 16 si distruggeva al suolo circa cinque minuti dopo il decollo dall’aeroporto di Venezia. Diretto ad Aviano, il velivolo nei pressi di Porta Marghera ha urtato contro un palo dell’illuminazione, successivamente ha impattato con il motore sinistro contro il solaio della palazzina del centro meccanografico dello stabilimento Montefibre, quindi, proseguendo la sua corsa, si è disintegrato esplodendo al suolo causando la morte dei quattro membri dell’equipaggio: il colonnello Anano Borreo, il tenente colonnello Mario Grande, i marescialli Aldo schiavone e Francesco Bernardini».  

Il generale Ambrogio Viviani tergiversava, asseriva di non sapere. Il magistrato gli indicò le pagine di Panorama con una sua intervista di tre mesi prima. Infatti il 18 maggio del 1986 il settimanale pubblicava una storia di copertina: “Gheddafi figlio nostro”. A pagina 42, gli intervistatori (Romano Cantore e Carlo Rossella) chiesero all’alto graduato dei servizi segreti (Sismi): 

 
«Risulta che il velivolo utilizzato, l’Argo 16, tre giorni dopo saltò misteriosamente per aria sopra il cielo dell’aeroporto Tessera a Venezia. Morirono i piloti. L’incidente apparve allora molto strano. Lei che ne pensa?».

 
Risposta testuale del generale Viviani: «A mio giudizio fu un avvertimento del Mossad, un consiglio un pò cruento per dirci di smetterla con Gheddafi e il terrorismo arabo-palestinese». 

 
Alcuni passaggi sono evidenziati. Viviani in quell’intervista in primo piano sosteneva che l’incidente al velivolo Argo 16 era “un avvertimento del Mossad”. Gli israeliani secondo l’ex capo del controspionaggio militare italiano, avevano dato «un consiglio un po’ cruento per dirci di smetterla con Gheddafi e il terrorismo arabo»

 
Un mese prima della caduta di Argo 16 - che veniva usato per i voli del servizio segreto militare - l’aereo aveva condotto in Libia 5 terroristi arabi fermati ad Ostia, mentre stavano preparando un attentato contro un aereo di linea israeliano. Il generale non confermava. Il magistrato tagliò corto: “lei rischia l’arresto”.  

 
La notizia dei giornali risale al 18 aprile 1991: un magistrato ha inviato al generale Zvi Zamir, capo del Mossad dal 1968 al 1974, un ordine di comparizione. L’alto ufficiale israeliano è incriminato per concorso in strage. I periti non hanno potuto lavorare sul materiale: i resti dell’aereo non esistono più. Ma c’è un dettaglio che i due periti hanno scoperto: quel palo contro cui avrebbe sbattuto l’aereo perdendo il controllo: 

 
«I pali dell’illuminazione attualmente presenti - scrivono nella loro relazione al magistrato - sono gli stessi del 1973. Tenendo conto delle dimensioni dei pali stessi non è tecnicamente sostenibile l’ipotesi che il velivolo abbia urtato contro il palo perdendo parte della semiala sinistra e che il palo sia rimasto assolutamente integro, come si può osservare».  

 
Secondo Mastelloni «La circostanza dunque relativa all’impatto di una delle ali del velivolo con uno dei pali dell’illuminazione è una delle più appariscenti menzogne trasmesse dagli organi competenti negli ambienti militari». 

 
La versione dei periti giudiziari è perentoria: “Argo 16 potrebbe essere precipitato perché era stato sabotato il timone di coda”. Ma di quel timone non c’è più traccia: è scomparso nel nulla, come tante altre possibili prove di questa inchiesta dimenticata in fretta. 

 
Nuova scena: aula di corte d’assise a Venezia, giovedi 30 settembre 1999. Luigi Borreo è seduto al banco delle parti civili. E’ la prima udienza di un processo con nove imputati. Uno, è l’ex capo del Mossad Zvi Zamir, accusato di strage. Gli altri otto sono ex ufficiali del controspionaggio, prima Sid poi Sismi, accusati di soppressione di prove, per aver cercato di nascondere le vere cause della sciagura. Parla la pubblica accusa:
«Con sofferenza e con grande sconforto sono costretto a chiedere l’assoluzione per la strage». 

 
Le parole del pm sollevano il brusio dei cronisti. Non bastano intuizioni e indizi, ci vogliono prove per dimostrare che l’Argo 16 è stato sabotato. Al giorno d’oggi se un auto va a sbattere contro un guard-rail, per prima cosa la si sequestra. A quel tempo, invece, il pm non ha sequestrato niente. La polizia giudiziaria, che era certamente subordinata ai servizi segreti, non ha fatto niente. Quando le indagini furono riaperte di questo aereo ormai non c’era più un pallido simulacro, tantomeno l’odore e nemmeno la polvere. Luigi Borreo ripensa alla terribile fine di suo padre, a quell’aula di tribunale, dove non c’era un avvocato che si costituisse parte civile per conto dello Stato. Come se quell’aereo non fosse italiano, come se quei piloti militari morti non fossero mai nati in Italia. Non c’è stata una strage e se ci fu, si è dissolta negli anni, dileguata nelle carte, annullata nelle prove truccate, imputridita nelle verità nascoste. In fondo non è accaduto nulla: è tutto a posto, come al solito. 

 
La corte entra in aula il 14 ottobre 1999 e annuncia che si deve procedere. Si parlerà degli arabi e degli israeliani, si discuterà di nomi che appartengono alla squallida memoria dell’Italia. Il passato sarà ancora presente per qualche attimo, inopportuno e fastidioso. Poi, il 16 dicembre 1999 l’archiviazione generale: i giudici - incredibilmente - sentenziano che l’aereo precipitò per un’avaria o per un errore del pilota.   

 
L'Ha-Mossad le-Modi'in ule-Takkidim Meyhuhadim (nome completo) al pari della Cia ha alimentato nel Belpaese la sanguinosa strategia della tensione. Ecco cosa attesta qualche brano della sentenza firmata dal magistrato Ferdinando Imposimato contro Renato Arreni, nell'inchiesta per l’assassinio di Aldo Moro:

 
«Occorre prendere atto del fatto che i servizi segreti israeliani ebbero una perfetta conoscneza del fenomeno eversivo italiano fin dal suo sorgere, inserendosi in essso con una continua azione di sostegno ideologico e materiale (…) In effetti fin da allora risultò che terroristi mediorientali legati ad Arafat e Mossad avevano deciso di trasferire in Italia il conflitto del Medio oriente».

 
E infine, le motivazioni:

 
«I servizi segreti israeliani, operando in Italia ininterrottamente almeno fino al 1976-1977, furono mossi dal fine di destabilizzazione politica e sociale in Italia (come avevano sperimentato proficuamente in altri paesi mediorientali quali il Libano, la Giordania e l’Egitto) al fine di indurre l’America a vedere Israele come l’unico punto di riferimento alleato nel mediterraneo per averne in tal modo maggiore sostegno in termini politici e militari».

 
L’Italia senza sovranità, usata indiscriminatamente da 70 anni come un campo di battaglia: basti pensare al traffico di armi intercorrente tra la loggia P2 di Cefis-Gelli ed i servizi di intelligence sionisti. Un sistema di affari clandestini consolidato infine con l’accordo di cooperazione militare sottoscritto dal governo Berlusconi. Un memorandum di intesa che prevede “acquisizioni e produzioni congiunte di armamenti come bombe, mine, razzi, siluri, carri, esplosivi ed equipaggiamenti per la guerra elettronica” e cooperazione bilaterale nel settore. Attività lucrose che restano top secret per legge, anche se un’altra legge italiana (seppure manomessa dal ministro Cesare Previti con il favore della finta opposizione di centro sinistra) vieta il commercio con nazioni in stato di guerra. Dulcis in fundo: non si comprende per quale ragione il Governo italiano abbia fornito al Mossad l’elenco completo di tutti gli agenti segreti italiani e non viceversa il Governo di Tel Aviv.
Post scriptum

 
A più di qualcuno a Roma e a Tel Aviv magari torna la memoria. Noi sappiamo…

suggerimenti di lettura:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=i

 

 

 

 

SONDAGGIO 04.11.19

Auto autonoma, gli americani non si fidano: “Il pilota umano è più sicuro”

 
Lo svela un nuovo studio Reuters/Ipsos, confermando la diffidenza degli americani sulle auto driverless emersa già un anno fa: il 70% non le comprerebbe. Servono più standard di sicurezza, ma per gli esperti è anche questione di mancata familiarità
02 Apr 2019

Patrizia Licata

Metà degli americani pensa che i veicoli totalmente automatizzati siano più pericolosi di quelli guidati dall’essere umano e circa il 70% non comprerebbe mai un’auto cento per cento driverless. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Reuters e Ipsos su un campione di 2.000 adulti negli Stati Uniti. Inoltre, il 63% non è disposto a pagare di più per avere l’opzione guida autonoma sul proprio veicolo e il 41% di chi potrebbe pagare questo optional non lo valuta comunque più di 2.000 dollari.

I risultati sono una doccia fredda per le aziende come Waymo (di Google), Uber e General Motors (tramite la controllata Cruise) che sono impegnate sullo sviluppo della guida autonoma e spingono per arrivare alla commercializzazione. Waymo ha già attivo un programma di trasporto driverless con le Chrysler Pacifica totalmente automatizzate in alcune aree di Phoenix, Arizona: il servizio funziona come un taxi collettivo.

Si tratta però di progetti pilota e ben pochi americani hanno mai viaggiato a bordo di veicoli totalmente automatizzati, osservano i ricercatori. Per gli esperti, gran parte della diffidenza di deve alla non conoscenza di questa nuova tecnologia. “Le persone si sentono più a loro agio con ciò che conoscono”, afferma Chris Thomas, co-fondatore di Fontinalis Partners e Detroit Mobility Lab. I benefici dell’auto autonoma hanno grande valore, afferma Thomas: più sicurezza sulle strade e più tempo da dedicare a noi stessi anziché guidare.

 

Per ora i risultati del sondaggio sono in linea con quanto emerso in uno studio analogo condotto da Reuters e Ipsos nel 2018 e con i risultati di altri sondaggi su americani e guida autonoma svolti da Pew Research Center, the American Automobile Association e altre organizzazioni. Gli incidenti mortali avvenuti con alcune auto driverless in fase di test hanno acuito la percezione di un sistema più rischioso, ma Dan Sperling, direttore dell’Institute of Transportation Studies della University of California, Davis, ribadisce che è solo questione di mancata conoscenza e familiarità con i veicoli automatizzati.

Gli americani per ora preferiscono appellarsi alle autorità pubbliche chiedendo norme più severe sulla circolazione dei veicoli driverless: due terzi del campione del sondaggio Reuters/Ipsos dice che le auto autonome dovrebbero rispondere a standard di sicurezza imposti dal governo più rigidi di quelli per le auto tradizionali e che le regole devono prevedere una chiara attribuzione delle responsabilità civili e penali in caso di malfunzionamento e incidente.

Una delle sfide più impegnative per le auto a guida autonoma è proprio la gestione degli imprevisti: su questo settore si stanno concentrando i ricercatori dell’Università di Stanford, che hanno iniziato a testare sul campo alcune soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Le prove sono state effettuate sul circuito di Thunderhill, in California, su due self-driving car: Niki, una Volkswagen Gti, e Shelley, un’Audi Tts.

Guida autonoma
L'ex Apple Steve Wozniak: "Sul livello 5 mi sono arreso"

Un recente intervento pubblico di Steve Wozniak, co-fondatore della Apple, ha riacceso la discussione sulle auto a guida autonoma: "Su questa idea di livello 5 (il massimo grado della scala Sae, quello che implica la piena automazione del veicolo, ndr) ho fatto un passo indietro. Mi sono davvero arreso. Non so nemmeno se accadrà nel corso della mia vita". Per l’ex socio di Steve Jobs, che ha parlato in una conferenza a Las Vegas, la guida di tutti i giorni sarebbe troppo imprevedibile e ingestibile per la tecnologia attuale: insomma, l'auto senza conducente, senza pedali né volante, è ancora un miraggio.   

Tempi dilatati. Di guida autonoma si è parlato - e si parla - parecchio: non c’è salone dell’auto che abbia superato indenne l’argomento. Ultimamente, però, l’entusiasmo sembra essersi raffreddato: se da un lato la transizione verso l’elettrico sta indubbiamente accelerando, con molte Case pronte ad accorciare le tempistiche sugli obiettivi commerciali, l'automazione presenta una tendenza opposta: chi pensava di spedire presto su strada delle auto capaci di muoversi da sole sta rivedendo i piani, posticipando le scadenze. Lo stesso vale per il mercato, perché le auto attualmente in vendita si limitano a una assistenza alla guida di secondo livello: gestiscono la marcia in autostrada regolando la velocità e la distanza dai veicoli che la precedono, mantengono la traiettoria grazie a degli interventi sullo sterzo, ma non prendono iniziative da sole (per esempio, imboccare un’uscita suggerita dal navigatore): un passo, questo, che è prerogativa del livello 3. Senza contare che la supervisione del guidatore non può mai venire meno.

Avanti con prudenza. Secondo Wozniak, l’errore sta nel pensare che l’auto possa ragionare - e quindi agire - come fa un umano quando si imbatte in novità o imprevisti. Perciò, al momento, è impensabile concepire una vettura a guida autonoma di livello 5, nella quale il conducente diventa un passeggero, i comandi classici (volante e pedali) non sono più richiesti e un computer di bordo comanda tutte le funzioni. I costruttori, che quotidianamente si scontrano con le complessità sottese allo sviluppo di questa tecnologia, sembrano fare eco a queste riflessioni, ma continuano a investire: più che altro per migliorare i sistemi di guida assistita, affinché funzionino sempre meglio in determinate situazioni (per esempio la marcia in autostrada, il parcheggio, ecc.).

C’è chi dice no. In questo scenario, l’eccezione è rappresentata, oltre che da alcune aziende extra settore come Waymo o Lyft, dalla Tesla: parlando agli investitori, Elon Musk ha annunciato che entro fine anno potrebbe rilasciare un software per abilitare la guida completamente autonoma in alcuni modelli. Precisando, tuttavia, che questi necessiteranno ancora della supervisione di un conducente.       

Auto senza conducente uccide passante, Uber riconosciuta colpevole

Secondo la commissione d'indagine, l'azienda avrebbe privilegiato la tecnologia a scapito della sicurezza.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-11-2019]


 
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Nel marzo 2018 un veicolo autonomo di Uber ebbe un incidente a Tempe, in Arizona: travolse e uccise una donna che stava attraversando la strada accompagnando a piedi la bicicletta.

Il caso scatenò immediatamente comprensibili polemiche circa la sicurezza delle auto a guida automatica, un settore che tuttora è in crescita e ancora è lungi dal raggiungere la perfezione, e naturalmente anche un'indagine da parte della NTSB. l'agenzia federale che ha il compito di indagare sugli incidenti.

Ora quelle indagini sono giunte al termine e la commissione della NTSB ha indicato all'unanimità il colpevole: Uber, che non avrebbe messo in atto tutte le misure che sarebbero state necessarie per proteggere la sicurezza degli altri utenti della strada.

«La collisione è stata l'ultimo anello di una lunga catena di azioni e decisioni prese da un'organizzazione che sfortunatamente non ha fatto della sicurezza la propria priorità principale» ha commentato il presidente della NTSB, Robert Sumwalt, il quale ha peraltro lodato la collaborazione ottenuta da Uber durante l'intera indagine.

In particolare, sotto accusa è finita la disattenzione da parte del guidatore umano, che avrebbe dovuto essere sempre attento e vigile in modo da prendere il controllo proprio in caso di decisioni errate da parte dell'intelligenza artificiale.

La commissione ha spiegato che, in base alle indagini, la guidatrice non stava prestando sufficiente attenzione all'ambiente circostante «perché durante il viaggio era visivamente distratta dal proprio cellulare personale»; pertanto, pur trovandosi dietro al volante, non ha agito prontamente.

Già lo scorso marzo la Procura dello Stato dell'Arizona ha deciso che Uber non era responsabile penalmente per quanto accaduto. La polizia invece, secondo la quale l'incidente sarebbe stato «del tutto evitabile», sta ancora conducendo le indagini e potrebbe usare le conclusioni della commissione per sostenere le accuse contro la donna alla guida, la quale «stava guardando il programma The Voice» sullo smartphone, secondo quanto dichiarato dalla polizia stessa.

La NTSB ha comunque deciso di non assegnare l'intera responsabilità all'elemento umano in quanto, in base alle indagini, buona parte della colpa resterebbe comunque a Uber, che avrebbe preso delle decisioni discutibili durante lo sviluppo del software dell'auto.

Innanzitutto, la IA non avrebbe riconosciuto la donna investita come pedone (forse a causa della bicicletta); inoltre non avrebbe valutato correttamente il rischio e non sarebbe intervenuta per evitare la «noncuranza» dell'operatrice, che a quanto pare si affidava completamente al sistema automatico.

A peggiorare il quadro c'è poi la disattivazione del sistema di frenata d'emergenza di cui è equipaggiato il modello Volvo XC90, protagonista dell'incidente; test successivi condotti da Volvo con la stessa auto e uno scenario analogo hanno mostrato che in 17 casi su 20, se la frenata d'emergenza fosse stata attiva, la collisione sarebbe stata evitata.

L'indagine si conclude quindi con una raccomandazione sentita da parte della NTSB: l'istituzione di regole più rigide per il test dei veicoli autonomi e la diffusione della consapevolezza, presso il grande pubblico, del fatto che «tutti i veicoli oggi sulla strada hanno bisogno di un operatore sempre all'erta».

«Secondo me» - ha concluso Jennnifer Homendy, membro della commissione - «hanno dato priorità all'avanzamento tecnologico anziché alla protezione delle vite».

 
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SELF DRIVING CAR

Sulle strade di Torino c’è un nuovo cartello: Attenzione, auto a guida autonoma

A Torino sono stati installati nuovi cartelli stradali per avvisare i cittadini della presenza di auto a guida autonoma. Si trovano in un circuito di 35 km tutto interno alla città che tocca i principali quartieri. “La segnaletica è stata posta in maniera preventiva” spiegano da Comune

29 Ott 2019

“Sulle strade di Torino un nuovo cartello di pericolo generico: attenzione, auto a guida autonoma! Tutti i cambiamenti sembrano strani all’inizio”. Uno startupper, Michele Romagnoli, Ceo e founder di TiAssisto24, ha segnalato su Linkedin i nuovi cartelli stradali presenti sulle strade di Torino. Che avvisano: tratto stradale utilizzato per sperimentazione veicoli a guida autonoma. All’interno della città, dunque, c’è una smart road dove circolano auto a guida autonoma.

Torino e l’auto autonoma: i cartelli nel circuito smart Road

Come riporta Repubblica.it, i pannelli per avvisare i cittadini della presenza di auto a guida autonoma sono posti “lungo corso Unità d’Italia, corso Bramante, via Nizza e corso Matteotti. L’anello tocca tutti i principali quartieri, da corso Regina a Mirafiori, passando per Crocetta e San Salvario”. Il quotidiano riporta anche che si tratta di un “circuito di 35 km tutto interno a Torino, dove aziende e società del settore mobilità e telecomunicazioni, attive soprattutto nel 5G, potranno fare test e far circolare le vetture per sperimentare i sistemi”. Al quotidiano online, l’assessore all’innovazione Marco Pironti (che ha sostituito Paola Pisano, oggi ministro dell’innovazione) ha spiegato che “Si tratta di un percorso che prende vie del centro e periferiche, inclusa anche la collina e il Lungo Po. Questo permette a chi deve studiare come si comporta la vettura di avere un ambiente diverso a seconda delle zone”.

Perché i cartelli sui veicoli autonomi

Dal Comune di Torino spiegano che la segnaletica è stata posta in maniera preventiva, poiché tra i compiti del gestore delle tratte stradali (nel caso di test urbani il Comune), rientra l’obbligo di apporre adeguata segnaletica che avvisi gli altri utenti della strada dell’eventualità di testing in corso.

Questo infatti – puntualizzano dal Comune – è uno degli obblighi previsti per quanto riguarda la corretta procedura da seguire in seguito alla concessione dell’autorizzazione ministeriale al testing contenuta Decreto Smart Road.

 

 

 

Tesla si schianta contro camion e prende fuoco, nonostante l'Autopilot

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-08-2019]


 
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L'ultimo di questi incidenti è avvenuto una sera di pochi giorni fa a Mosca, dove Alexi Tretyakov stava viaggiando sulla propria Tesla Model 3 a circa 100 km/h lungo l'anello autostradale.

A lato della strada era però fermo un camion. Né il guidatore né l'autopilot l'hanno visto, e così la Tesla vi si è schiantata contro.

L'uomo, pur con una gamba fratturata, è riuscito a uscire insieme ai suoi due bambini, che hanno riportato solo dei lividi; quindi dal pacco batterie si sono generate due piccole esplosioni e l'intero veicolo ha preso fuoco, consumandosi completamente a parte il telaio in metallo.

Le indagini sull'incidente sono ancora in corso. Tesla, che in passato in casi analoghi ha difeso il comportamento dell'Autopilot ricordando sempre che esso non è in grado di guidare autonomamente, vorrà probabilmente capire come sia riuscito a non vedere il camion, comportandosi esattamente come il guidatore umano.


 
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RESPONSABILITA’ PENALE DEGLI UMANOIDI E NELLA GUIDA AUTONOMA .

Di Marco BAVA

Premessa
L’inizio della sperimentazione della guida autonoma in Italia e della robotica domestica (UMANOIDI) impongono un’analisi sulla responsabilità penale sul tema.
Per compiere quest’analisi partiamo da un esempio : se un’auto a guida autonoma o un umanoide non vedesse piu’ perche’ si interrompe la vista di una telecamera ed investisse una persona provocandone la morte di chi sarebbe la responsabilità penale : del proprietario ? del venditore ? del costruttore ? del progettista ?
In questo studio cercheremo di analizzarlo scientificamente, forse per la prima volta.

COS’E’ LA RESPONSABILITA’ PENALE ?
L'art. 27 comma 1 della Costituzione italiana sancisce che la "Responsabilità penale è personale", Dal dettato costituzionale si hanno due significati:
· Significato minimo: ovvero divieto di responsabilità per fatto altrui, l'agente risponde esclusivamente dell'azione o omissione da lui posta in essere, escludendo quelle condotte a lui estranee.
· Significato evolutivo: ovvero "personale" inteso come "colpevole", l'agente risponderà esclusivamente di quelle condotte attive o omissive a lui ascrivibili in quanto soggetto ritenuto colpevole e dunque meritevole di pena. Tale significato può essere anche definito come principio di "Divieto di responsabilità oggettiva".

Quando si ha responsabilità penale personale ?
Secondo l'ordinamento penale, costituzionalmente orientato, la responsabilità penale può essere attribuita solo in presenza di dolo o di colpa; altre forme di imputazione, dunque, non sono ammissibili in un ordinamento penale che miri al rispetto delle garanzie costituzionali. Il nostro codice penale però, prevede alcuni casi di "responsabilità oggettiva": l'art. 42, infatti, dopo aver previsto il dolo, la preterintenzione e la colpa come criteri generali d'imputazione del fatto, dispone, con una norma di chiusura, che "la legge determina i casi nei quali l'evento è posto altrimenti a carico dell'agente, come conseguenza della propria condotta", e cioè attraverso criteri d'imputazione diversi dal dolo e dalla colpa (e dalla stessa preterintenzione che, pure, è suscettibile di dar luogo ad una forma di responsabilità oggettiva).
Ipotesi emblematiche di responsabilità oggettiva sono:
1. Aberratio delicti: Casi in cui, per un errato uso dei mezzi di esecuzione si cagiona offesa a persona non voluta, qualora l'inciso "a titolo di colpa" contemplato dall'art. 82 c.p. sia previsto quoad poenam e non per indicare il fondamento della responsabilità;
2. Reato non voluto nel caso di concorso di persone: L'art. 116 cp disciplina il reato plurisoggettivo (concorso di persone), facendo soggiacere alla pena anche colui che non volle il reato. Esempio: Tizio e Caio, con l'intento di perpetrare una rapina in banca, uccidono un dipendente che cercava di disarcionare gli aggressori. Sempronio, il "palo" dell'impresa criminale, risponderà anch'esso di omicidio, pur non volendo la perpetrazione di tale evento. Sul punto intervenne la Corte costituzionale con la sent. 42/1965.


La guida autonoma.
Un’autovettura autonoma è un veicolo automatico in grado di soddisfare le principali capacità di trasporto di una macchina tradizionale. È in grado di rilevare l'ambiente e la navigazione senza intervento umano. Esistono macchine robotiche principalmente come prototipi e sistemi dimostrativi. Dal 2014 gli unici veicoli autonomi in commercio sono navette all'aperto per zone pedonali che operano a 12,5 miglia all'ora (20,1 km/h).[1]
I veicoli autonomi scandagliano l'ambiente con tecniche come radar, lidar, GPS, e visione artificiale. Sistemi di controllo avanzati interpretano le informazioni ricevute per individuare percorsi appropriati, ostacoli e segnaletica rilevante.[2] Per definizione, veicoli autonomi sono in grado di aggiornare le proprie mappe in base a input sensoriali, permettendo ai veicoli di tenere traccia della propria posizione anche quando le condizioni cambiano o quando entrano in ambienti inesplorati.
Nel 2014 la SAE International, un ente di normazione nel campo dell'industria automobilistica, ha pubblicato un nuovo standard internazionale J3016[4] che ha definito sei differenti livelli per la guida automatica. Questa classificazione è basata su quanto il guidatore debba intervenire, più che sulle capacità del mezzo.
I sei livelli sono:
· Livello 0 - Nessuna autonomia: Il guidatore si deve occupare di ogni aspetto della guida anche quando coadiuvato dai sistemi della macchina.
· Livello 1 - Assistenza alla guida: La macchina può accelerare/frenare e sterzare autonomamente in un certo numero di situazioni, ma il guidatore deve essere pronto a riprenderne il controllo in qualsiasi momento.
· Livello 2 - Automazione parziale: Accelerazione/frenata e sterzare sono lasciati completamente alla macchina, ma il guidatore si deve occupare del monitoraggio dell'ambiente circostante in ogni caso.
· Livello 3 - Automazione condizionata: Accelerazione/frenata, sterzare, ma anche il monitoraggio dell'ambiente circostante sono compiti della macchina, ma il guidatore deve essere pronto a intervenire in caso di richiesta del sistema.
· Livello 4 - Alta automazione: Il sistema automatico è in grado di gestire qualsiasi evenienza, ma non deve essere attivato in condizioni estreme di guida come in caso di maltempo.
· Livello 5 - Completa automazione: Il sistema di guida automatica è in grado di gestire tutte le situazioni gestibili da un umano, quindi non c'è bisogno di alcun intervento da parte nostra.

La guida assistita
La guida assistita è quel tipo di guida dove la macchina "assiste" il guidatore (il quale non è esente dal porre attenzione), frenando se la macchina davanti frena, rallentando quando vi è la necessità, e cosi via. Questa è la differenza principale con la guida automatica, la quale, a differenza della precedente, è completamente autonoma alla guida e il conducente può non porre attenzione.
Molti progetti storici sull'autonomia dei veicoli hanno fatto sì che essi venissero di fatto automatizzati (creati per essere autonomi) a causa di una pesante dipendenza di suggerimenti artificiali all'interno della macchina stessa. Un controllo assistito implica delle buone prestazioni sotto incertezze significative in un lungo periodo di tempo e la possibilità di recuperare errori di sistema senza alcun aiuto esterno. Come si può notare da molti progetti esistenti, si sta cercando anche di estendere la capacità di un veicolo autonomo, implementando reti di comunicazione sia nelle vicinanze (per evitare collisioni), sia in una più lunga gittata (per evitare congestione). Portando queste influenze esterne nel processo decisionale, qualcuno potrebbe non considerare il comportamento o le capacità della macchina come autonome. Un esempio è Wod et al (2012) che scrive: "Questo articolo utilizza spesso il termine autonoma anziché il termine automatizzata. Il termine "autonomo" è stato scelto "perché è attualmente il termine in uso più diffuso (e più famigliare al grande pubblico). Tuttavia, il termine "automatizzato" è sicuramente più accurato perché connota il controllo o azioni svolte dalla macchina, mentre "autonomo" implica agire da soli e indipendentemente. Attualmente, la maggior parte dei veicoli (che non sa di avere una persona sul sedile), utilizza una comunicazione con il Cloud, o con gli altri veicoli, e non inseriscono indipendentemente la destinazione. Ecco perché il termine "automatizzato" sarebbe meglio per descrivere questo concetto di veicolo."
Come spiega Scott Washburn in un articolo: la guida autonoma è quella che Google sta cercando di implementare ed è una macchina completamente autonoma senza essere soggetta ad alcun intervento esterno. In un sistema autostradale automatizzato, ad esempio, i veicoli autonomi non hanno bisogno di nessun input aggiuntivo. Riguardo alla guida automatizzata, sostiene che essa involve alcuni livelli di coordinazione tra il veicolo e le infrastrutture stradali. In questo sistema il veicolo non è completamente indipendente.
GLI UMANOIDI
Al di là dei progetti e degli impatti positivi che questi avranno sulle nostre vite, bisogna sottolineare, però, che il comportamento dei robot è imprevedibile, dal momento che alcune intelligenze artificiali sono programmate oltre che per svolgere precise funzioni e agire in determinati modi in dati momenti, anche per imparare autonomamente e per avere capacità decisionali.
A riguardo si segnalano due orientamenti: quello dell’Intelligenza Artificiale Forte, che ritiene che le macchine siano capaci di produrre pensieri autentici e processi intellettuali identici a quelli degli umani, non vi sarebbe alcuna differenza tra cervello umano e cervello elettronico; quello dell’Intelligenza Artificiale Debole, che sostiene la non autenticità del pensiero meccanico.
Profili di responsabilità penale
Da queste due visioni scaturiscono due concezioni opposte in merito alla responsabilità penale.
1. Il robot inteso come nuovo soggetto (non-umano) di diritto penale, responsabile penalmente. Andrebbero pertanto ridefiniti tutti i concetti di capacità soggettiva, di azione, di colpevolezza; resta da chiarire anche se il robot possa essere “autore” di reati, e se sia in qualche modo rimproverabile. Insomma le attività svolte dal robot possono avere rilevanza penale?
2. Il robot inteso come mero oggetto, e come tale non responsabile penalmente. Ci si pone a questo punto il problema della responsabilità del programmatore e fino a che punto gli sia imputabile posto che la macchina intelligente è capace di prendere autonome decisioni? Ma soprattutto che tipo di responsabilità? Secondo la teoria della immedesimazione organica si ragiona in termini di dolo, dal momento che l’azione “volontaria” dell’agente non-umano rappresenta una longa manus della persona umana. Oppure a titolo di colpa qualora vengano riscontrati errori nella programmazione, costruzione, manutenzione etc.
CONCLUSIONI
a) Nessun progettista, produttore o venditore si assumerebbe delle responsabilita’ penale per un reato commesso da un veicolo a guida autonoma o da un umanoide.
b) L’unica soluzione percorribile e’ la guida assistita o l’umanoide assistito, che possa quindi venire fermato prima che compia il reato.
Il Parlamento Europeo con la Risoluzione del Parlamento Europeo del 16 febbraio 2017, pur fornendo indicazioni esclusivamente in ordine alla responsabilità civile per danni causati dai robot, offre solo spunti di riflessione anche per quanto concerne l’ambito penalistico per cui la possibilità di creare uno status giuridico ad hoc per cui , potrebbe quindi aprirsi ad un tertium genus: gli umanoidi che potrebbero diventare killer impunibili in quanto l’ipotesi di un reato commesso da un robot potrebbe essere paragonata alla fattispecie dall’art. 111 c.p.: “Chi ha determinato a commettere un reato una persona non imputabile, ovvero non punibile a cagione di una condizione o qualità personale, risponde del reato da questa commesso, […]”. Ovviamente però il principio di legalità non consente di estendere per analogia la disposizione in esame all’ipotesi di reato commesso da robot, dal momento che non è una persona.
Per quanto riguarda il nostro ordinamento dobbiamo, infine, specificare che ad oggi un robot, per quanto riesca a simulare il ragionamento umano, resta una macchina per cui l’eventuale responsabilità va imputata al programmatore e/o dell’utilizzatore cosa evitabili solo con l’esercizio con l’assistenza dell’uomo, quindi deve essere ben vigile quando assiste i servomeccanismi, come un macchinista della Tav, che se sbaglia paga.
In questo contesto la sola azione legale ammissibile per la tutela della vita e’ l’arresto automatico per colpo di sonno.
Il tutto deve essere gestito con la massima urgenza in quanto sono gia' stati introdotti in circolazione a Parigi, Stoccolma Milano veicoli a guida autonoma oltre a umanoidi in negozi nella massima insensibilità e mancanza di tutela della responsabilità penale per le eventuali vittime.
La stessa Mercedes ha preannunciato una fabbrica a Sindelfingen "Factory 56" per occupare 1000 dipendenti per auto autonome. Occorre legiferare al più presto al fine di evitare investimenti inutili che brucino posti di lavoro.

 

 

 

MEMORANDUM ELETTORALE

Manovra, tre milioni per una società di informatica sconosciuta. Esposito (Pd): "Marchetta"

Polemica caldissima intorno a un emendamendo presentato da un senatore di Ala, nascosto nelle pieghe della legge di bilancio, che ha concesso ingenti finanziamenti a un gruppo privato per la digitalizzazione del made in Italy. Ma il ministro Calenda non ne sapeva niente. E il deputato Stefano Quintarelli, ex Scelta Civica, ora nel gruppo Misto parla di: "E' un regalo di Natale a Verdini"

E' polemica sul finanziamento di tre milioni di euro, uno all'anno per tre anni, alla società IsiameD, che dovrebbe digitalizzare il made in Italy. La norma, nascosta nelle pieghe della manovra che ha appena avuto il via libera dal Parlamento, era sconosciuta al ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ed è passata con un emendamento presentato da un senatore di Ala, il gruppo di Denis Verdini, e poi però fatto proprio dal capogruppo Pd in commissione Bilancio.

La notizia esce e il dibattito, molto acceso, si sposta sui social. In rete, su Fb e su twitter, è Mario Calderini, professore ordinario presso il Politecnico di Milano, a chiedere spiegazioni direttamente agli esponenti politici: al deputato Stefano Quintarelli (ex Scelta Civica, ora nel gruppo Misto), a quelli del Partito democratico Paola Bragantini e Andrea Giorgis e ai senatori dem Stefano Esposito e Magda Zanoni, e anche al ministro Calenda.
Calderini scrive: "Andrea Giorgis, Stefano Esposito Paola Bragantini mi aiutate ad avere da Magda Zanoni una spiegazione del perché in legge di stabilità c'è un emendamento, promosso da Ala ma da lei modificato, che assegna tre milioni di euro a una società di informatica che solo da qualche mese si occupa di digitale senza alcuna forma di evidenza pubblica? Nel frattempo ho provato a capire chi ha dato parere favorevole nel governo ma al momento l'ipotesi più attendibile sono gli alieni".

Quintarelli risponde: "Regalo di Natale a Verdini". Il dem Esposito replica senza eufemismi: "Una marchetta necessaria ad avere i voti per approvare la manovra. Quando non hai i numeri subisci il ricatto dei piccoli gruppi. Per questo sono sempre stato un acceso sostenitore del maggioritario. Vedrai con il proporzionale che spettacolo".
E subito dopo, in nome della realpolitik, suggerisce ai suoi interlocutori virtuali: "Non fare mai politica perché da millenni questa è la politica ". E ancora: "Il Senato romano era così. Basta fare gli indignati".

28.12.17

 

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MEMORANDUM ELETTORALE 2

LA TASSA NOVAMONT-BASTIOLI DI RENZI

Cosa dice la direttiva europea Quasi tre anni fa, il 29 aprile 2015, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva 2015/720. Il testo ne modifica una precedente (94/62/CE), adottata per prevenire o ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente. Con questo atto, il Parlamento europeo, considerando che “le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron («borse di plastica in materiale leggero»), (…) diventano più rapidamente rifiuto e comportano un maggiore rischio di dispersione di rifiuti, a causa del loro peso leggero”, obbliga gli Stati membri ad adottare misure per diminuire in modo significativo il loro utilizzo. Secondo la direttiva europea per raggiungere questo scopo, gli Stati membri possono prevedere “il mantenimento o l’introduzione di strumenti economici nonché restrizioni alla commercializzazione (…)”. Le misure adottate, si legge ancora nella direttiva, includono l’una o l’altra delle seguente opzioni o entrambe, lasciando libertà di scelta ai singoli paesi: a) L’adozione di misure che assicureranno un livello di utilizzo annuale non superiore a 90 borse di plastica di materiale leggero per ciascun cittadino entro il 31 dicembre 2019 e a 40 borse di plastica di materiale leggero per persona entro il 31 dicembre 2025 o “obiettivi equivalenti in peso”. b) L’adozione di strumenti volti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, a meno “che non siano attuati altri strumenti di pari efficacia”. Le borse di plastica in materiale ultraleggero (ossia con uno spessore inferiore a 15 micron) possono essere escluse da tali misure. Entro il 27 novembre 2021, la Commissione europea presenterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’efficacia delle misure adottate dai singoli paesi. La procedura d’infrazione aperta contro l’Italia A gennaio del 2017, la Commissione europea apre cinque procedure di infrazione verso l’Italia, tra cui quella per il “mancato recepimento della direttiva 2015/0720/UE (…) per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero”. Il recepimento della direttiva europea da parte dell’Italia L’Italia recepisce questa direttiva europea tramite la conversione in legge del decreto del 20 giugno 2017 che contiene “disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”. Nel farlo, si modifica il decreto legislativo n.152 del 2006 che tratta di norme in materia ambientale. Le misure del decreto di questa estate puntano a favorire una riduzione dell’utilizzo di borse di plastica e a informare del loro impatto sull’ambiente tramite campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione dei consumatori. L’articolo 226-bis, “fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili”, al comma 1 vieta la commercializzazione di quelle di plastica in materiale leggero che non hanno precise caratteristiche stabilite dalla legge, mentre al comma 2 stabilisce che non possono essere distribuite a titolo gratuito: “a tal fine il prezzo di vendita deve risultare dallo scontrino”. Con l’articolo successivo, poi — il 226 ter–, si avvia “una progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero (ndr cioè con uno spessore inferiore a 15 micron)” che non hanno precise caratteristiche, certificate da organismi accreditati, come la biodegradabilità e la compostabilità "secondo la norma armonizzata UNI EN 13432:2002". In base alla legge, la riduzione dovrà avvenire tramite questi passaggi: a) Dal 1º gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%. b) Dal 1º gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50%. c) Dal 1º gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60%. Anche in questo caso, le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e devono avere il prezzo di vendita nello scontrino. Gli esercizi commerciali che violeranno la legge saranno puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro. Il prezzo dei sacchetti e il costo medio all’anno a famiglia Nella legge dello scorso agosto non si stabilisce un prezzo dei sacchetti. Il Fatto alimentare scrive che i prezzi rilevati al 2 gennaio — in base ai primi dati diffusi da Assobioplastiche — si attestano prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi. Come spiegato da Polimerica non si tratta di una tassa, perché “i proventi (…) non finiranno nelle casse del tesoro, ma resteranno ad esercenti e grande distribuzione, a copertura dei maggiori costi dei sacchetti biodegradabili e biobased rispetto a quelli tradizionali”. L’Osservatorio di Assiobioplastiche ha calcolato inoltre che, stando ai dati dell’analisi Gfk-Eurisko presentati nel 2017, “ipotizzando che ogni spesa comporti l’utilizzo di tre sacchetti per frutta/verdura, il consumo annuo per famiglia dovrebbe attestarsi a 417 sacchetti, per un costo compreso tra 4,17 e 12,51 euro (considerando appunto un minimo rilevato di 0,01 e un massimo di 0,03 euro)”, riporta l’Ansa. Posso portarmi i sacchetti da casa, riutilizzandoli? Federdistribuzione — che riunisce le imprese distributive operanti nei settori alimentare e non alimentare — in un comunicato del 3 gennaio ha spiegato che sul tema è intervenuto il Ministero dell’Ambiente precisando “che la vigente disciplina ambientale non prevede il riutilizzo delle borse ultraleggere”. Per motivi igienico sanitari, quindi, si dovrebbe consentire solo l’utilizzo di quelle che sono “integre e conformi, al pari di quelle distribuite nei punti vendita”. Visto però che, continua Federdistribuzione, il Ministero dello Sviluppo Economico, in una circolare di dicembre scorso, “ha affermato (ndr salvo diverso avviso del Ministero della Salute) anche la possibilità per i consumatori di utilizzare nei punti di vendita sacchetti ultraleggeri ‘già in loro possesso’, risulterebbe, in linea teorica, possibile quest’ultima pratica solo alle seguenti condizioni: ● Utilizzo di sacchetti nuovi e integri. ● Utilizzo di sacchetti conformi a quanto indicato dalla normativa ambientale e igienico sanitaria. ● Utilizzo di sacchetti idonei al contatto con gli alimenti. ● Utilizzo di sacchetti con lo stesso peso dei sacchetti ultraleggeri distribuiti nei negozi dal 1° gennaio 2018, stante l’impossibilità di ritarare le bilance di volta in volta in base al diverso imballaggio del consumatore”. Il Ministero dell'Ambiente ha poi comunicato di star verificando con il Ministero della Salute «la possibilità di consentire ai consumatori di usare sporte portate da casa in sostituzione dei sacchetti ultraleggeri, convinti come siamo che il miglior rifiuto è sempre quello che non si produce», ha scritto il Sole 24 Ore. Il 4 gennaio il Ministero della Salute, tramite il segretario generale del dicastero Giuseppe Ruocco, ha annunciato che non esiste la possibilità di riutilizzare i sacchetti per la spesa di frutta e verdura per il rischio di eventuali contaminazioni, ma ha poi aggiunto di non essere contrario "al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti". Ruoco ha poi continuato dicendo che l'esercizio commerciale "avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti". Se peso i singoli prodotti senza imbustarli, pago lo stesso i sacchetti? Sui social gira molto una foto in cui si vedono delle arance non imbustate con sopra attaccate le etichette del prezzo. Un tentativo per aggirare le nuove regole e non pagare il sacchetto. Ma, come spiegato da Maddalena Balacco su Pianeta Donna, “per legge e per comodità, la busta viene contata ogni qual volta si passa un codice a barre alimentare per alimenti sfusi sul lettore. Quindi, nel caso in oggetto, la persona avrà pagato una busta per ogni alimento, evidentemente andandoci a perdere”. Il Salvagente, verificando come funziona questo meccanismo facendo la prova in due supermercati di Roma, ha mostrato poi come, una volta arrivato al pagamento, nel primo caso "il cassiere ci ha stornato il costo del sacchetto prima ancora che lo chiedessimo" mentre nell'altro supermercato "ci è toccato pagare lo shopper fantasma". In un servizio di RaiNews, un dipendente Coop ha infatti spiegato che nel caso in cui si etichetti il prodotto senza imbustarlo, «la cassiera ha facoltà di stornare il costo del sacchetto e quindi ritorna il prezzo finito al chilo». Si tratta di un provvedimento “per far ricca la manager renziana”? Il Giornale ha pubblicato un articolo dal titolo “La tassa sui sacchetti di plastica fa ricca la manager renziana” in cui si domanda chi ci guadagna dal provvedimento. Il quotidiano, che parla di “coincidenze”, fa il nome di Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, “l’unica azienda italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l’80%” del mercato. Nell’articolo Bastioli viene definita “una capace manager che ha incrociato più volte la strada del Pd e di Renzi": "Nel 2011 partecipa come oratore alla seconda edizione della Leopolda (...)”. Nel 2014, durante il governo Renzi, Bastioli viene nominata presidente di Terna (operatore di reti per la trasmissione dell'energia elettrica ) dopo essere stata indicata da Cassa Depositi e Prestiti (titolare del 29,8% del capitale sociale di Terna). Ruolo poi confermato anche nel 2017. Dieci anni prima, in Germania, le era stato conferito il premio "European inventor of the year" (istituito dall’Ufficio europeo dei brevetti) per i brevetti sulle bioplastiche. Un messaggio con un contenuto simile ha girato molto anche su diversi social. Sempre Polimerica spiega che è indubbio che il provvedimento favorirà i produttori di bioplastiche, aggiungendo però che “Novamont non è l’unica azienda a produrre bioplastiche per film, anche se è il principale fornitore di polimeri biobased e compostabili in Italia” e che “uno dei competitor — solo per citare il più noto — è il gruppo tedesco BASF”. Bastioli, intervistata dal Corriere della sera, ha definito «oltraggiosa» la tesi secondo cui la scelta introdotta dal governo sia un regalo alla Novamont "che è a monte della filiera della bioplastica". A Repubblica, alla domanda del giornalista che chiedeva quanto avrebbe guadagnato l'azienda grazie alle biobuste, l'ad di Novamont ha risposto: «Noi nel 2016 abbiamo fatturato 170 milioni di euro, con circa una quota di mercato del 50% a livello europeo. Se invece parliamo dei numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali, di tutte le imprese, che sono circa 150» aggiungendo che «dunque c'è una filiera integrata, ampia» e che «se il mercato crescerà anche noi potremmo ottimizzare le capacità produttive e potremmo avere anche noi la nostra fetta di mercato, se saremo bravi». Sulla sua partecipazione alla Leopolda nel 2011, Bastioli ha affermato che non fu Renzi a invitarla all'evento, ma Ermete Relacci: «mi disse che avevo un progetto interessante e dovevo presentarlo lì. Quando poi Renzi è diventato presidente me ne sono tenuta ben alla larga dalla Leopolda». "Cosa c'è da sapere" sull'infografica del Partito democratico Due giorni fa sulla pagina del Partito democratico è stata pubblicata una card per spiegare alcune questioni emerse nel dibattito intorno alla legge che stabilisce il pagamento dei sacchetti per la spesa. La stessa card presenta però delle semplificazioni che non permettono di inquadrare al meglio la questione di cui si sta discutendo. via Partito democratico Al punto 1) si legge che "l'Italia ha adottato una direttiva europea 2015/720) per evitare il rischio di infrazione". Il governo italiano ha infatti adottato la direttiva europea per non essere multata, dopo l'apertura dell'infrazione nel gennaio scorso. Bisogna però specificare che l'atto normativo europea del 2015 non obbligava gli Stati membri ad adottare una precisa soluzione per la riduzione dell'utilizzo dei sacchetti di plastica, ma lasciava libertà di scelta ai singoli paesi tra le varie opzioni presentate. È il governo italiano, così, che ha scelto quella specifica soluzione di cui si sta parlando in questi giorni. Il punto 2) non è chiaro. La legge parla di sacchetti biodegradabili a pagamento. Quindi come il pagamento possa incentiva il riciclo di vecchi sacchetti di plastica è oscuro. Al punto 3) e 4) si parla dei costi dei sacchetti. Nel punto 4 viene affermato che se un esercizio commerciale chiede "un contributo superiore ai due centesimi per sacchetto (...) è illegale". Nella legge (3 agosto 2017, n. 123 ) però non viene stabilito il costo del singolo sacchetto, quindi non si capisce come farlo pagare più di due centesimi possa risultare "illegale". Lo stesso sito d'informazione del Partito democratico, Democratica, in un articolo scrive che "non c’è un prezzo fissato dalla legge, perché la legge non può imporre un prezzo a un prodotto". I primi dati attuali del costo dei sacchetti provengono da Assobioplastiche e dicono che si attesta prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi Il Partito democratico ha poi rettificato "parzialmente il quarto punto della card", specificando che "imporre un prezzo superiore ai due centesimi per sacchetto non è illegale, ma è comunque ingiustificato". Sul punto 2) della card, il Pd, inoltre, ha spiegato "che il riciclo dei sacchetti si riferisce ad altri tipi di applicazioni, e non al riuso degli stessi sacchetti per nuovi acquisti di frutta e verdura". Aggiornamento 3 gennaio 2018, ore 20:10: l'articolo è stato aggiornato dopo un confronto sulla nostra pagina Facebook. Aggiornamento 4 gennaio 2018, ore 13:36: l'articolo è stato aggiornato specificando in chiaro ulteriori passaggi della legge italiana, con le dichiarazioni del Ministero dell'Ambiente, con quelle di Catia Bastioli ai media, con "le cose da sapere" sulla card del Partito democratico e la posizione del Ministero della Salute.

Ricorda di citare la fonte: https://www.valigiablu.it/legge-sacchetti-biodegradabili/
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3 gennaio 2018 Tutta la verità sui sacchetti biodegradabili di Andrea Zitelli @andreazitelli_ andrea@valigiablu.it Share 2354 Tweet 0 Share 5 +1 [Tempo di lettura stimato: 8 minuti] Cosa dice la direttiva europea Quasi tre anni fa, il 29 aprile 2015, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva 2015/720. Il testo ne modifica una precedente (94/62/CE), adottata per prevenire o ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente. Con questo atto, il Parlamento europeo, considerando che “le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron («borse di plastica in materiale leggero»), (…) diventano più rapidamente rifiuto e comportano un maggiore rischio di dispersione di rifiuti, a causa del loro peso leggero”, obbliga gli Stati membri ad adottare misure per diminuire in modo significativo il loro utilizzo. Secondo la direttiva europea per raggiungere questo scopo, gli Stati membri possono prevedere “il mantenimento o l’introduzione di strumenti economici nonché restrizioni alla commercializzazione (…)”. Le misure adottate, si legge ancora nella direttiva, includono l’una o l’altra delle seguente opzioni o entrambe, lasciando libertà di scelta ai singoli paesi: a) L’adozione di misure che assicureranno un livello di utilizzo annuale non superiore a 90 borse di plastica di materiale leggero per ciascun cittadino entro il 31 dicembre 2019 e a 40 borse di plastica di materiale leggero per persona entro il 31 dicembre 2025 o “obiettivi equivalenti in peso”. b) L’adozione di strumenti volti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, a meno “che non siano attuati altri strumenti di pari efficacia”. Le borse di plastica in materiale ultraleggero (ossia con uno spessore inferiore a 15 micron) possono essere escluse da tali misure. Entro il 27 novembre 2021, la Commissione europea presenterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’efficacia delle misure adottate dai singoli paesi. La procedura d’infrazione aperta contro l’Italia A gennaio del 2017, la Commissione europea apre cinque procedure di infrazione verso l’Italia, tra cui quella per il “mancato recepimento della direttiva 2015/0720/UE (…) per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero”. Il recepimento della direttiva europea da parte dell’Italia L’Italia recepisce questa direttiva europea tramite la conversione in legge del decreto del 20 giugno 2017 che contiene “disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”. Nel farlo, si modifica il decreto legislativo n.152 del 2006 che tratta di norme in materia ambientale. Le misure del decreto di questa estate puntano a favorire una riduzione dell’utilizzo di borse di plastica e a informare del loro impatto sull’ambiente tramite campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione dei consumatori. L’articolo 226-bis, “fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili”, al comma 1 vieta la commercializzazione di quelle di plastica in materiale leggero che non hanno precise caratteristiche stabilite dalla legge, mentre al comma 2 stabilisce che non possono essere distribuite a titolo gratuito: “a tal fine il prezzo di vendita deve risultare dallo scontrino”. Con l’articolo successivo, poi — il 226 ter–, si avvia “una progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero (ndr cioè con uno spessore inferiore a 15 micron)” che non hanno precise caratteristiche, certificate da organismi accreditati, come la biodegradabilità e la compostabilità "secondo la norma armonizzata UNI EN 13432:2002". In base alla legge, la riduzione dovrà avvenire tramite questi passaggi: a) Dal 1º gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%. b) Dal 1º gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50%. c) Dal 1º gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60%. Anche in questo caso, le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e devono avere il prezzo di vendita nello scontrino. Gli esercizi commerciali che violeranno la legge saranno puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro. Il prezzo dei sacchetti e il costo medio all’anno a famiglia Nella legge dello scorso agosto non si stabilisce un prezzo dei sacchetti. Il Fatto alimentare scrive che i prezzi rilevati al 2 gennaio — in base ai primi dati diffusi da Assobioplastiche — si attestano prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi. Come spiegato da Polimerica non si tratta di una tassa, perché “i proventi (…) non finiranno nelle casse del tesoro, ma resteranno ad esercenti e grande distribuzione, a copertura dei maggiori costi dei sacchetti biodegradabili e biobased rispetto a quelli tradizionali”. L’Osservatorio di Assiobioplastiche ha calcolato inoltre che, stando ai dati dell’analisi Gfk-Eurisko presentati nel 2017, “ipotizzando che ogni spesa comporti l’utilizzo di tre sacchetti per frutta/verdura, il consumo annuo per famiglia dovrebbe attestarsi a 417 sacchetti, per un costo compreso tra 4,17 e 12,51 euro (considerando appunto un minimo rilevato di 0,01 e un massimo di 0,03 euro)”, riporta l’Ansa. Posso portarmi i sacchetti da casa, riutilizzandoli? Federdistribuzione — che riunisce le imprese distributive operanti nei settori alimentare e non alimentare — in un comunicato del 3 gennaio ha spiegato che sul tema è intervenuto il Ministero dell’Ambiente precisando “che la vigente disciplina ambientale non prevede il riutilizzo delle borse ultraleggere”. Per motivi igienico sanitari, quindi, si dovrebbe consentire solo l’utilizzo di quelle che sono “integre e conformi, al pari di quelle distribuite nei punti vendita”. Visto però che, continua Federdistribuzione, il Ministero dello Sviluppo Economico, in una circolare di dicembre scorso, “ha affermato (ndr salvo diverso avviso del Ministero della Salute) anche la possibilità per i consumatori di utilizzare nei punti di vendita sacchetti ultraleggeri ‘già in loro possesso’, risulterebbe, in linea teorica, possibile quest’ultima pratica solo alle seguenti condizioni: ● Utilizzo di sacchetti nuovi e integri. ● Utilizzo di sacchetti conformi a quanto indicato dalla normativa ambientale e igienico sanitaria. ● Utilizzo di sacchetti idonei al contatto con gli alimenti. ● Utilizzo di sacchetti con lo stesso peso dei sacchetti ultraleggeri distribuiti nei negozi dal 1° gennaio 2018, stante l’impossibilità di ritarare le bilance di volta in volta in base al diverso imballaggio del consumatore”. Il Ministero dell'Ambiente ha poi comunicato di star verificando con il Ministero della Salute «la possibilità di consentire ai consumatori di usare sporte portate da casa in sostituzione dei sacchetti ultraleggeri, convinti come siamo che il miglior rifiuto è sempre quello che non si produce», ha scritto il Sole 24 Ore. Il 4 gennaio il Ministero della Salute, tramite il segretario generale del dicastero Giuseppe Ruocco, ha annunciato che non esiste la possibilità di riutilizzare i sacchetti per la spesa di frutta e verdura per il rischio di eventuali contaminazioni, ma ha poi aggiunto di non essere contrario "al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti". Ruoco ha poi continuato dicendo che l'esercizio commerciale "avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti". Se peso i singoli prodotti senza imbustarli, pago lo stesso i sacchetti? Sui social gira molto una foto in cui si vedono delle arance non imbustate con sopra attaccate le etichette del prezzo. Un tentativo per aggirare le nuove regole e non pagare il sacchetto. Ma, come spiegato da Maddalena Balacco su Pianeta Donna, “per legge e per comodità, la busta viene contata ogni qual volta si passa un codice a barre alimentare per alimenti sfusi sul lettore. Quindi, nel caso in oggetto, la persona avrà pagato una busta per ogni alimento, evidentemente andandoci a perdere”. Il Salvagente, verificando come funziona questo meccanismo facendo la prova in due supermercati di Roma, ha mostrato poi come, una volta arrivato al pagamento, nel primo caso "il cassiere ci ha stornato il costo del sacchetto prima ancora che lo chiedessimo" mentre nell'altro supermercato "ci è toccato pagare lo shopper fantasma". In un servizio di RaiNews, un dipendente Coop ha infatti spiegato che nel caso in cui si etichetti il prodotto senza imbustarlo, «la cassiera ha facoltà di stornare il costo del sacchetto e quindi ritorna il prezzo finito al chilo». Si tratta di un provvedimento “per far ricca la manager renziana”? Il Giornale ha pubblicato un articolo dal titolo “La tassa sui sacchetti di plastica fa ricca la manager renziana” in cui si domanda chi ci guadagna dal provvedimento. Il quotidiano, che parla di “coincidenze”, fa il nome di Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, “l’unica azienda italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l’80%” del mercato. Nell’articolo Bastioli viene definita “una capace manager che ha incrociato più volte la strada del Pd e di Renzi": "Nel 2011 partecipa come oratore alla seconda edizione della Leopolda (...)”. Nel 2014, durante il governo Renzi, Bastioli viene nominata presidente di Terna (operatore di reti per la trasmissione dell'energia elettrica ) dopo essere stata indicata da Cassa Depositi e Prestiti (titolare del 29,8% del capitale sociale di Terna). Ruolo poi confermato anche nel 2017. Dieci anni prima, in Germania, le era stato conferito il premio "European inventor of the year" (istituito dall’Ufficio europeo dei brevetti) per i brevetti sulle bioplastiche. Un messaggio con un contenuto simile ha girato molto anche su diversi social. Sempre Polimerica spiega che è indubbio che il provvedimento favorirà i produttori di bioplastiche, aggiungendo però che “Novamont non è l’unica azienda a produrre bioplastiche per film, anche se è il principale fornitore di polimeri biobased e compostabili in Italia” e che “uno dei competitor — solo per citare il più noto — è il gruppo tedesco BASF”. Bastioli, intervistata dal Corriere della sera, ha definito «oltraggiosa» la tesi secondo cui la scelta introdotta dal governo sia un regalo alla Novamont "che è a monte della filiera della bioplastica". A Repubblica, alla domanda del giornalista che chiedeva quanto avrebbe guadagnato l'azienda grazie alle biobuste, l'ad di Novamont ha risposto: «Noi nel 2016 abbiamo fatturato 170 milioni di euro, con circa una quota di mercato del 50% a livello europeo. Se invece parliamo dei numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali, di tutte le imprese, che sono circa 150» aggiungendo che «dunque c'è una filiera integrata, ampia» e che «se il mercato crescerà anche noi potremmo ottimizzare le capacità produttive e potremmo avere anche noi la nostra fetta di mercato, se saremo bravi». Sulla sua partecipazione alla Leopolda nel 2011, Bastioli ha affermato che non fu Renzi a invitarla all'evento, ma Ermete Relacci: «mi disse che avevo un progetto interessante e dovevo presentarlo lì. Quando poi Renzi è diventato presidente me ne sono tenuta ben alla larga dalla Leopolda». "Cosa c'è da sapere" sull'infografica del Partito democratico Due giorni fa sulla pagina del Partito democratico è stata pubblicata una card per spiegare alcune questioni emerse nel dibattito intorno alla legge che stabilisce il pagamento dei sacchetti per la spesa. La stessa card presenta però delle semplificazioni che non permettono di inquadrare al meglio la questione di cui si sta discutendo. via Partito democratico Al punto 1) si legge che "l'Italia ha adottato una direttiva europea 2015/720) per evitare il rischio di infrazione". Il governo italiano ha infatti adottato la direttiva europea per non essere multata, dopo l'apertura dell'infrazione nel gennaio scorso. Bisogna però specificare che l'atto normativo europea del 2015 non obbligava gli Stati membri ad adottare una precisa soluzione per la riduzione dell'utilizzo dei sacchetti di plastica, ma lasciava libertà di scelta ai singoli paesi tra le varie opzioni presentate. È il governo italiano, così, che ha scelto quella specifica soluzione di cui si sta parlando in questi giorni. Il punto 2) non è chiaro. La legge parla di sacchetti biodegradabili a pagamento. Quindi come il pagamento possa incentiva il riciclo di vecchi sacchetti di plastica è oscuro. Al punto 3) e 4) si parla dei costi dei sacchetti. Nel punto 4 viene affermato che se un esercizio commerciale chiede "un contributo superiore ai due centesimi per sacchetto (...) è illegale". Nella legge (3 agosto 2017, n. 123 ) però non viene stabilito il costo del singolo sacchetto, quindi non si capisce come farlo pagare più di due centesimi possa risultare "illegale". Lo stesso sito d'informazione del Partito democratico, Democratica, in un articolo scrive che "non c’è un prezzo fissato dalla legge, perché la legge non può imporre un prezzo a un prodotto". I primi dati attuali del costo dei sacchetti provengono da Assobioplastiche e dicono che si attesta prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi Il Partito democratico ha poi rettificato "parzialmente il quarto punto della card", specificando che "imporre un prezzo superiore ai due centesimi per sacchetto non è illegale, ma è comunque ingiustificato". Sul punto 2) della card, il Pd, inoltre, ha spiegato "che il riciclo dei sacchetti si riferisce ad altri tipi di applicazioni, e non al riuso degli stessi sacchetti per nuovi acquisti di frutta e verdura". Aggiornamento 3 gennaio 2018, ore 20:10: l'articolo è stato aggiornato dopo un confronto sulla nostra pagina Facebook. Aggiornamento 4 gennaio 2018, ore 13:36: l'articolo è stato aggiornato specificando in chiaro ulteriori passaggi della legge italiana, con le dichiarazioni del Ministero dell'Ambiente, con quelle di Catia Bastioli ai media, con "le cose da sapere" sulla card del Partito democratico e la posizione del Ministero della Salute.

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Cosa dice la direttiva europea Quasi tre anni fa, il 29 aprile 2015, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva 2015/720. Il testo ne modifica una precedente (94/62/CE), adottata per prevenire o ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente. Con questo atto, il Parlamento europeo, considerando che “le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron («borse di plastica in materiale leggero»), (…) diventano più rapidamente rifiuto e comportano un maggiore rischio di dispersione di rifiuti, a causa del loro peso leggero”, obbliga gli Stati membri ad adottare misure per diminuire in modo significativo il loro utilizzo. Secondo la direttiva europea per raggiungere questo scopo, gli Stati membri possono prevedere “il mantenimento o l’introduzione di strumenti economici nonché restrizioni alla commercializzazione (…)”. Le misure adottate, si legge ancora nella direttiva, includono l’una o l’altra delle seguente opzioni o entrambe, lasciando libertà di scelta ai singoli paesi: a) L’adozione di misure che assicureranno un livello di utilizzo annuale non superiore a 90 borse di plastica di materiale leggero per ciascun cittadino entro il 31 dicembre 2019 e a 40 borse di plastica di materiale leggero per persona entro il 31 dicembre 2025 o “obiettivi equivalenti in peso”. b) L’adozione di strumenti volti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, a meno “che non siano attuati altri strumenti di pari efficacia”. Le borse di plastica in materiale ultraleggero (ossia con uno spessore inferiore a 15 micron) possono essere escluse da tali misure. Entro il 27 novembre 2021, la Commissione europea presenterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’efficacia delle misure adottate dai singoli paesi. La procedura d’infrazione aperta contro l’Italia A gennaio del 2017, la Commissione europea apre cinque procedure di infrazione verso l’Italia, tra cui quella per il “mancato recepimento della direttiva 2015/0720/UE (…) per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero”.

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Cosa dice la direttiva europea Quasi tre anni fa, il 29 aprile 2015, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva 2015/720. Il testo ne modifica una precedente (94/62/CE), adottata per prevenire o ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente. Con questo atto, il Parlamento europeo, considerando che “le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron («borse di plastica in materiale leggero»), (…) diventano più rapidamente rifiuto e comportano un maggiore rischio di dispersione di rifiuti, a causa del loro peso leggero”, obbliga gli Stati membri ad adottare misure per diminuire in modo significativo il loro utilizzo. Secondo la direttiva europea per raggiungere questo scopo, gli Stati membri possono prevedere “il mantenimento o l’introduzione di strumenti economici nonché restrizioni alla commercializzazione (…)”. Le misure adottate, si legge ancora nella direttiva, includono l’una o l’altra delle seguente opzioni o entrambe, lasciando libertà di scelta ai singoli paesi: a) L’adozione di misure che assicureranno un livello di utilizzo annuale non superiore a 90 borse di plastica di materiale leggero per ciascun cittadino entro il 31 dicembre 2019 e a 40 borse di plastica di materiale leggero per persona entro il 31 dicembre 2025 o “obiettivi equivalenti in peso”. b) L’adozione di strumenti volti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, a meno “che non siano attuati altri strumenti di pari efficacia”. Le borse di plastica in materiale ultraleggero (ossia con uno spessore inferiore a 15 micron) possono essere escluse da tali misure. Entro il 27 novembre 2021, la Commissione europea presenterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’efficacia delle misure adottate dai singoli paesi. La procedura d’infrazione aperta contro l’Italia A gennaio del 2017, la Commissione europea apre cinque procedure di infrazione verso l’Italia, tra cui quella per il “mancato recepimento della direttiva 2015/0720/UE (…) per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero”. Il recepimento della direttiva europea da parte dell’Italia L’Italia recepisce questa direttiva europea tramite la conversione in legge del decreto del 20 giugno 2017 che contiene “disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”. Nel farlo, si modifica il decreto legislativo n.152 del 2006 che tratta di norme in materia ambientale. Le misure del decreto di questa estate puntano a favorire una riduzione dell’utilizzo di borse di plastica e a informare del loro impatto sull’ambiente tramite campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione dei consumatori. L’articolo 226-bis, “fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili”, al comma 1 vieta la commercializzazione di quelle di plastica in materiale leggero che non hanno precise caratteristiche stabilite dalla legge, mentre al comma 2 stabilisce che non possono essere distribuite a titolo gratuito: “a tal fine il prezzo di vendita deve risultare dallo scontrino”. Con l’articolo successivo, poi — il 226 ter–, si avvia “una progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero (ndr cioè con uno spessore inferiore a 15 micron)” che non hanno precise caratteristiche, certificate da organismi accreditati, come la biodegradabilità e la compostabilità "secondo la norma armonizzata UNI EN 13432:2002". In base alla legge, la riduzione dovrà avvenire tramite questi passaggi: a) Dal 1º gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%. b) Dal 1º gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50%. c) Dal 1º gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60%. Anche in questo caso, le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e devono avere il prezzo di vendita nello scontrino. Gli esercizi commerciali che violeranno la legge saranno puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro. Il prezzo dei sacchetti e il costo medio all’anno a famiglia Nella legge dello scorso agosto non si stabilisce un prezzo dei sacchetti. Il Fatto alimentare scrive che i prezzi rilevati al 2 gennaio — in base ai primi dati diffusi da Assobioplastiche — si attestano prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi. Come spiegato da Polimerica non si tratta di una tassa, perché “i proventi (…) non finiranno nelle casse del tesoro, ma resteranno ad esercenti e grande distribuzione, a copertura dei maggiori costi dei sacchetti biodegradabili e biobased rispetto a quelli tradizionali”. L’Osservatorio di Assiobioplastiche ha calcolato inoltre che, stando ai dati dell’analisi Gfk-Eurisko presentati nel 2017, “ipotizzando che ogni spesa comporti l’utilizzo di tre sacchetti per frutta/verdura, il consumo annuo per famiglia dovrebbe attestarsi a 417 sacchetti, per un costo compreso tra 4,17 e 12,51 euro (considerando appunto un minimo rilevato di 0,01 e un massimo di 0,03 euro)”, riporta l’Ansa. Posso portarmi i sacchetti da casa, riutilizzandoli? Federdistribuzione — che riunisce le imprese distributive operanti nei settori alimentare e non alimentare — in un comunicato del 3 gennaio ha spiegato che sul tema è intervenuto il Ministero dell’Ambiente precisando “che la vigente disciplina ambientale non prevede il riutilizzo delle borse ultraleggere”. Per motivi igienico sanitari, quindi, si dovrebbe consentire solo l’utilizzo di quelle che sono “integre e conformi, al pari di quelle distribuite nei punti vendita”. Visto però che, continua Federdistribuzione, il Ministero dello Sviluppo Economico, in una circolare di dicembre scorso, “ha affermato (ndr salvo diverso avviso del Ministero della Salute) anche la possibilità per i consumatori di utilizzare nei punti di vendita sacchetti ultraleggeri ‘già in loro possesso’, risulterebbe, in linea teorica, possibile quest’ultima pratica solo alle seguenti condizioni: ● Utilizzo di sacchetti nuovi e integri. ● Utilizzo di sacchetti conformi a quanto indicato dalla normativa ambientale e igienico sanitaria. ● Utilizzo di sacchetti idonei al contatto con gli alimenti. ● Utilizzo di sacchetti con lo stesso peso dei sacchetti ultraleggeri distribuiti nei negozi dal 1° gennaio 2018, stante l’impossibilità di ritarare le bilance di volta in volta in base al diverso imballaggio del consumatore”. Il Ministero dell'Ambiente ha poi comunicato di star verificando con il Ministero della Salute «la possibilità di consentire ai consumatori di usare sporte portate da casa in sostituzione dei sacchetti ultraleggeri, convinti come siamo che il miglior rifiuto è sempre quello che non si produce», ha scritto il Sole 24 Ore. Il 4 gennaio il Ministero della Salute, tramite il segretario generale del dicastero Giuseppe Ruocco, ha annunciato che non esiste la possibilità di riutilizzare i sacchetti per la spesa di frutta e verdura per il rischio di eventuali contaminazioni, ma ha poi aggiunto di non essere contrario "al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti". Ruoco ha poi continuato dicendo che l'esercizio commerciale "avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti". Se peso i singoli prodotti senza imbustarli, pago lo stesso i sacchetti? Sui social gira molto una foto in cui si vedono delle arance non imbustate con sopra attaccate le etichette del prezzo. Un tentativo per aggirare le nuove regole e non pagare il sacchetto. Ma, come spiegato da Maddalena Balacco su Pianeta Donna, “per legge e per comodità, la busta viene contata ogni qual volta si passa un codice a barre alimentare per alimenti sfusi sul lettore. Quindi, nel caso in oggetto, la persona avrà pagato una busta per ogni alimento, evidentemente andandoci a perdere”. Il Salvagente, verificando come funziona questo meccanismo facendo la prova in due supermercati di Roma, ha mostrato poi come, una volta arrivato al pagamento, nel primo caso "il cassiere ci ha stornato il costo del sacchetto prima ancora che lo chiedessimo" mentre nell'altro supermercato "ci è toccato pagare lo shopper fantasma". In un servizio di RaiNews, un dipendente Coop ha infatti spiegato che nel caso in cui si etichetti il prodotto senza imbustarlo, «la cassiera ha facoltà di stornare il costo del sacchetto e quindi ritorna il prezzo finito al chilo». Si tratta di un provvedimento “per far ricca la manager renziana”? Il Giornale ha pubblicato un articolo dal titolo “La tassa sui sacchetti di plastica fa ricca la manager renziana” in cui si domanda chi ci guadagna dal provvedimento. Il quotidiano, che parla di “coincidenze”, fa il nome di Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, “l’unica azienda italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l’80%” del mercato. Nell’articolo Bastioli viene definita “una capace manager che ha incrociato più volte la strada del Pd e di Renzi": "Nel 2011 partecipa come oratore alla seconda edizione della Leopolda (...)”. Nel 2014, durante il governo Renzi, Bastioli viene nominata presidente di Terna (operatore di reti per la trasmissione dell'energia elettrica ) dopo essere stata indicata da Cassa Depositi e Prestiti (titolare del 29,8% del capitale sociale di Terna). Ruolo poi confermato anche nel 2017. Dieci anni prima, in Germania, le era stato conferito il premio "European inventor of the year" (istituito dall’Ufficio europeo dei brevetti) per i brevetti sulle bioplastiche. Un messaggio con un contenuto simile ha girato molto anche su diversi social. Sempre Polimerica spiega che è indubbio che il provvedimento favorirà i produttori di bioplastiche, aggiungendo però che “Novamont non è l’unica azienda a produrre bioplastiche per film, anche se è il principale fornitore di polimeri biobased e compostabili in Italia” e che “uno dei competitor — solo per citare il più noto — è il gruppo tedesco BASF”. Bastioli, intervistata dal Corriere della sera, ha definito «oltraggiosa» la tesi secondo cui la scelta introdotta dal governo sia un regalo alla Novamont "che è a monte della filiera della bioplastica". A Repubblica, alla domanda del giornalista che chiedeva quanto avrebbe guadagnato l'azienda grazie alle biobuste, l'ad di Novamont ha risposto: «Noi nel 2016 abbiamo fatturato 170 milioni di euro, con circa una quota di mercato del 50% a livello europeo. Se invece parliamo dei numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali, di tutte le imprese, che sono circa 150» aggiungendo che «dunque c'è una filiera integrata, ampia» e che «se il mercato crescerà anche noi potremmo ottimizzare le capacità produttive e potremmo avere anche noi la nostra fetta di mercato, se saremo bravi». Sulla sua partecipazione alla Leopolda nel 2011, Bastioli ha affermato che non fu Renzi a invitarla all'evento, ma Ermete Relacci: «mi disse che avevo un progetto interessante e dovevo presentarlo lì. Quando poi Renzi è diventato presidente me ne sono tenuta ben alla larga dalla Leopolda». "Cosa c'è da sapere" sull'infografica del Partito democratico Due giorni fa sulla pagina del Partito democratico è stata pubblicata una card per spiegare alcune questioni emerse nel dibattito intorno alla legge che stabilisce il pagamento dei sacchetti per la spesa. La stessa card presenta però delle semplificazioni che non permettono di inquadrare al meglio la questione di cui si sta discutendo. via Partito democratico Al punto 1) si legge che "l'Italia ha adottato una direttiva europea 2015/720) per evitare il rischio di infrazione". Il governo italiano ha infatti adottato la direttiva europea per non essere multata, dopo l'apertura dell'infrazione nel gennaio scorso. Bisogna però specificare che l'atto normativo europea del 2015 non obbligava gli Stati membri ad adottare una precisa soluzione per la riduzione dell'utilizzo dei sacchetti di plastica, ma lasciava libertà di scelta ai singoli paesi tra le varie opzioni presentate. È il governo italiano, così, che ha scelto quella specifica soluzione di cui si sta parlando in questi giorni. Il punto 2) non è chiaro. La legge parla di sacchetti biodegradabili a pagamento. Quindi come il pagamento possa incentiva il riciclo di vecchi sacchetti di plastica è oscuro. Al punto 3) e 4) si parla dei costi dei sacchetti. Nel punto 4 viene affermato che se un esercizio commerciale chiede "un contributo superiore ai due centesimi per sacchetto (...) è illegale". Nella legge (3 agosto 2017, n. 123 ) però non viene stabilito il costo del singolo sacchetto, quindi non si capisce come farlo pagare più di due centesimi possa risultare "illegale". Lo stesso sito d'informazione del Partito democratico, Democratica, in un articolo scrive che "non c’è un prezzo fissato dalla legge, perché la legge non può imporre un prezzo a un prodotto". I primi dati attuali del costo dei sacchetti provengono da Assobioplastiche e dicono che si attesta prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi Il Partito democratico ha poi rettificato "parzialmente il quarto punto della card", specificando che "imporre un prezzo superiore ai due centesimi per sacchetto non è illegale, ma è comunque ingiustificato". Sul punto 2) della card, il Pd, inoltre, ha spiegato "che il riciclo dei sacchetti si riferisce ad altri tipi di applicazioni, e non al riuso degli stessi sacchetti per nuovi acquisti di frutta e verdura". Aggiornamento 3 gennaio 2018, ore 20:10: l'articolo è stato aggiornato dopo un confronto sulla nostra pagina Facebook. Aggiornamento 4 gennaio 2018, ore 13:36: l'articolo è stato aggiornato specificando in chiaro ulteriori passaggi della legge italiana, con le dichiarazioni del Ministero dell'Ambiente, con quelle di Catia Bastioli ai media, con "le cose da sapere" sulla card del Partito democratico e la posizione del Ministero della Salute.

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09.09.16

L'EXOR NON E' L'EX IFI DI G.A MA QUELLA DI GABETTI

Gabetti aveva detto ad EDOARDO AGNELLI che la sua famiglia discendeva da servitori fedeli dei Savoia. Non penso che lui  sia stato un esecutore fedele delle volontà di G.A  .

L'aspetto morale degli affari non e' una questione astratta ma dipende dagli uomini che operano.

L'ALFA ROMEO  159 non fu un errore anche se non fu un successo come la 166 , che fu affinata i sabato mattina da Cantarella sulla pista di Balocco dopo che con il collaudatore Forleo (che dalla querela Fiat mi si nega) diedi i miei input di handling a Di Giusto.

Traetene voi le conclusioni !

 

17.08.16

PERCHE' VOTARE NO AL TRASLOCO DELL'EXOR ?

AVVISO DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA

L’Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre

2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi

Lingotto, per deliberare sul seguente

 

Ordine del Giorno

Parte Straordinaria

 Approvazione del progetto comune di fusione transfrontaliera per incorporazione di

EXOR S.p.A. in EXOR HOLDING N.V., società di diritto olandese interamente

controllata da EXOR S.p.A.; deliberazioni inerenti e conseguenti

Parte Ordinaria

 Integrazione dell’autorizzazione in materia di acquisto e disposizione di azioni proprie;

deliberazioni inerenti e conseguenti

 

 

VOTO NEGATIVO , per tutti i punti all’odg  

perché:

Ø      Appare immotivata la proposta di fusione in quanto sia il trasferimento all’estero di Exor sia la sua modalita’ sono stati  ampiamente  sperimentati da FIAT FIAT Industrial e Ferrari con notevoli danni per gli azionisti.

Ø      Basti solo considerare il calo borsistico avvenuto per i titoli citati per la mancanza di contedibilita’.

Ø      La struttura in cui avrebbe sede Exor non e’ significativa : Hoogoorddreef 15, 1101 BA Amsterdam (Olanda), quindi non motiva il trasferimento per di piu’ fatto con una tecnica elusiva rispetto alla Exit Tax che le societa’ che si trasferiscono all’estero dovrebbero pagare, ma che di fatto non pagano per una benevola interpretazione dell’operazione da parte della Agenzia delle Entrate.

Ø      Votando negativamente si ha quindi diritto al diritto di recesso : il diritto di recesso ex articolo 2437, comma 1, lettera c) codice civile ed ex articolo 5 decreto legislativo 108/2008 al prezzo di liquidazione di euro 31,2348 (trentuno virgola duemilatrecentoquarantotto) per ciascuna azione.

Ø      Per cui considerando che la quotazione del titolo i prospettiva potra’ seguire i calo avvenuto sia per FIAT sia per Ferrari e’ consigliabile chiedere il recesso comunque, anche se si vuole evitare l’operazione di fusione, in quanto  il perfezionamento è condizionato, tra l’altro, al fatto che l’ammontare in denaro da pagarsi agli azionisti, che abbiano esercitato il diritto di recesso e ai creditori di EXOR S.p.A. che abbiano proposto opposizione alla fusione, non ecceda complessivamente l’importo di Euro 400 milioni.

Ø      Per cui chiedendo il recesso, dopo aver votato negativamente in assemblea, si hanno 2 opzioni entrambe percorribili : incassare 31 euro per azione  o non fare passare la delibera di fusione che danneggerebbe gli azionisti di minoranza.

Ø      Altro danno della fusione sarebbero i costi d’assemblea all’estero sia per la società sia per gli azionisti.

 

 

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Procedura di sollecitazione

 

Avviso agli azionisti

Exor  S.p.A.

 

ai sensi dell’art. 136 del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 di attuazione del decreto legislativo 58/98.

Premessa

L'art. 136 del Regolamento Emittenti stabilisce che chiunque intenda promuovere una  sollecitazione di deleghe trasmette un avviso alla società emittente, che lo pubblica senza indugio sul proprio sito internet, alla Consob, alla società di gestione del mercato ed alla società di gestione accentrata delle azioni.

 

Il presente avviso è redatto da Marco BAVA, soggetto promotore di una sollecitazione - ai sensi dell'Art. 136 del Testo Unico della finanza - con riferimento all'Assemblea degli Azionisti EXOR convocata per il giorno 03.09.16 alle ore 08.00, in unica convocazione, in Torino – Via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto

 

 Il presente avviso è stato trasmesso alla società emittente (EXOR spa) alla Consob, alla società di gestione del mercato (Borsa Italiana SpA) ed alla società di gestione accentrata delle azioni (Monte Titoli SpA) in data 17.08.16

Ø      Il presente avviso contiene le informazioni richieste dal comma 2 dell'articolo 136 del Regolamento emittenti, ovvero:

 

Ø      Dati identificativi del promotore

 

          Il promotore della raccolta deleghe è Marco BAVA nato a Torino il 07.09.1957, (cf.BVAMCG57P07L219T). 

E’ laureato in Economia e Giurisprudenza , praticante legale abilitato, e mediatore ed arbitro civile.

 

 

mail:

ideeconomiche@pec.it;

marcobava@pec.ordineavvocatitorino.it ;

 

Sollecitazione delle deleghe degli azionisti EXOR SPA su tutti i punti all'Ordine del Giorno dell'Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre 2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto.

 

Ø      Società emittente le azioni per le quali viene richiesto il conferimento della delega

 

 

EXOR S.p.A.

 

Società per Azioni

Sede in Torino, Via Nizza n. 250

Capitale Sociale Euro 246.229.850

Iscritta nel Registro delle Imprese di Torino n. 00470400011

 

Ø      Per la:

 

          L’Assemblea Straordinaria e Ordinaria degli Azionisti è convocata per il giorno 3 settembre 2016, alle ore 8:00, in unica convocazione, in Torino via Nizza n. 280 - Centro Congressi Lingotto, per deliberare sul seguente

 

Ordine del Giorno

 

Parte Straordinaria

Approvazione del progetto comune di fusione transfrontaliera per incorporazione di

EXOR S.p.A. in EXOR HOLDING N.V., società di diritto olandese interamente

controllata da EXOR S.p.A.; deliberazioni inerenti e conseguenti

 

Parte Ordinaria

Integrazione dell’autorizzazione in materia di acquisto e disposizione di azioni proprie;

deliberazioni inerenti e conseguenti

 

Modalità di pubblicazione del prospetto e del modulo di delega nonché il sito internet sul quale sono messi a disposizione tali documenti: nei termini e nelle modalità di legge, comunque dal 17.08.16. sui siti

www.marcobava.it

www.idee-economiche.it

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Ø      data a partire dalla quale il soggetto a cui spetta il diritto di voto può richiedere al promotore il prospetto e il modulo di delega ovvero prenderne visione presso la società di gestione del mercato:  17.08.16.

 

Ø                le proposte di deliberazione per le quali si intende svolgere la sollecitazione sono tutte quelle all’ordine del giorno

 

Ø                Il prospetto e il modulo, contenenti almeno le informazioni previste dagli schemi riportati negli Allegati 5B e 5C, sono pubblicati mediante la contestuale trasmissione alla società emittente, alla Consob, alla società di gestione del mercato e alla società di gestione accentrata nonché messi a disposizione senza indugio sui siti internet

 

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www.omicidioedoardoagnelli.it

www.nuovomodellodisviluppo.it ;                 

 

Ø      La società di gestione accentrata informa, senza indugio, gli intermediari della disponibilità del prospetto e del modulo di delega.

 

Ø      Ai sensi del comma 5 dell’art.136 del Regolamento emittenti il promotore consegna il modulo corredato del prospetto a chiunque ne faccia richiesta .

 

Ø      Ai sensi del comma 6 dell’art.136 del Regolamento emittenti ogni variazione del prospetto e del modulo resa necessaria da circostanze sopravvenute è tempestivamente resa nota con le modalità indicate nel comma 3 del medesimo articolo.

 

Ø      Il promotore non intende richiedere :

a) alla società di gestione accentrata, i dati identificativi degli intermediari partecipanti sui conti dei quali sono registrate azioni della società emittente nonché la relativa quantità di azioni;

b) agli intermediari  i dati identificativi dei soggetti, cui spetta il diritto di voto, che non abbiano espressamente vietato la comunicazione dei propri dati, in relazione ai quali essi operino come ultimi intermediari nonché il numero di azioni della società emittente registrate sui rispettivi conti; i dati identificativi dei soggetti che abbiano aperto conti in qualità di intermediari e la quantità di azioni della società emittente rispettivamente registrata su tali conti;

c) alla società emittente, i dati identificativi dei soci e le altre risultanze del libro soci e delle altre comunicazioni ricevute in forza di disposizioni di legge o di regolamento.

Ai sensi dell’art.136, comma 8, del Regolamento emittenti a partire dalla pubblicazione dell'avviso previsto dal comma 1, chiunque diffonde informazioni attinenti alla sollecitazione ne dà contestuale comunicazione alla società di gestione del mercato e alla Consob, che può richiedere la diffusione di precisazioni e chiarimenti.

Infine, ai sensi del medesimo art.136, comma 9 le spese relative alla sollecitazione sono a carico del promotore.

Torino 17.08.16                                             Marco BAVA

 

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L'AVVERTIMENTO

Le dichiarazioni generiche del tifoso, impiegato alla Telecontrol, hanno lasciato perplessi il pm Monica Abbatecola e il capo della mobile di Torino Marco Martino. Ma che Bucci abbia fatto scena muta o che sia stato reticente non lo ha creduto chi, subito dopo, o magari appena prima dell' interrogatorio, lo avrebbe minacciato. Questo, almeno, è il sospetto degli investigatori, che ora sono chiamati ad accertare perché, poche ore dopo la deposizione come testimone, Ciccio Bucci si sia gettato da un viadotto della Torino-Savona

lo stesso SOTTO IL QUALE FU TROVATO  Edoardo Agnelli il 15.11.2000.

Una firma che inizia con la morte del gen.Romano a cui il viadotto viene intitolato .

DENUNCIA AL COLLEGIO SINDACALE JUVENTUS ED ALLA CONSOB:

dal CORRIERE DELLA SERA DEL 11.07.16

Due testimoni: uno morto, l' altro scomparso. Entrambi decisivi per rendere esplicite le considerazioni del gip Stefano Vitelli che nella sua ordinanza scrive: «Non si può concludere senza fare riferimento al preoccupante scenario che vede alti esponenti di un' importantissima società calcistica a livello nazionale e internazionale consentire di fatto un bagarinaggio abituale e diffuso come forma di compromesso con alcuni esponenti del tifo ultrà ("voi non create problemi... e noi vi facciamo guadagnare con i biglietti delle partite").

Rocco Dominello, all' epoca 38 anni, figlio di Saverio, appartenente alla cosca Pesce/Bellocco di Rosarno (il gotha della 'ndrangheta), si offre di fare da mediatore. Non chiama un criminale, né un picchiatore da stadio. Telefona ad Alessandro D' Angelo, «security manager» della Juventus. «Io voglio che voi state tranquilli e che noi siamo tranquilli e che viaggiamo insieme, allora se il compromesso è questo a me va bene! Se gli accordi saltano, ognuno faccia la propria strada». Gli accordi sono: la società (o almeno alcuni suoi dirigenti apicali) concede i biglietti che gli ultrà (o la criminalità) sfruttano per il bagarinaggio; in cambio, ottiene la calma nei rapporti con i tifosi.

Secondo l' inchiesta della Procura di Torino, tra le tribune di quello stadio, si sarebbero invece intrecciati, tra 2013 e 2014, torbidi accordi tra alcuni dirigenti della società (non indagati), ultrà e 'ndrangheta.

Il 23 ottobre 2013 si gioca Real Madrid-Juve (Champions League). E qui emerge una figura chiave dell' inchiesta. Fabio Germani: fondatore di «Bianconeri d' Italia», organizzazione no profit di tifosi. È lui che ha accreditato il giovane Dominello ai piani alti della Juve. Ed è sempre lui che, prima della partita di Champions, contatta Giuseppe Marotta, amministratore delegato bianconero. Marotta fa avere a Germani una busta di biglietti, recapitata all' hotel «Principi», raccomandando «massima riservatezza». Negli stessi giorni Dominello smercia 10 biglietti e se li fa pagare (750 euro) con un assegno intestato alla Juventus, più 200 euro in contanti, che sono il suo guadagno.

Storicamente i gruppi ultrà hanno una primaria fonte di guadagno. Quando le partite sono da tutto esaurito, hanno comunque i biglietti. Potere e guadagni che solo le società possono concedere (o meno). Secondo i pm e il gip torinesi, in questo caso è stata direttamente la 'ndrangheta a «fondare» un gruppo ultrà (i «Gobbi») per entrare nel business del bagarinaggio. Ma ogni tanto qualcosa va storto.A gennaio 2014 un tifoso manda una mail alla Juve lamentandosi di aver pagato 640 euro un biglietto per Juve-Real Madrid. La società scopre che quel tagliando rientra nella quota «nera» trattata da Rocco Dominello. Allora Stefano Merulla, responsabile «ticket office» del club, chiama il suo contatto Germani e si lamenta: «L' hai portato tu e l' hai presentato in un certo modo... non so che mestiere faccia, ma ho la percezione che abbia un' influenza abbastanza forte nella curva.
 

Come dire: lucrare sì, ma con cautela. Dalle carte si comprende che alcuni dirigenti della Juve probabilmente non avevano idea dello spessore criminale dell' interlocutore. Il security manager però, spiega il gip, «trovava comunque un espediente per aggirare i divieti ufficiali a favore di Dominello».

Il 15 febbraio 2014, in un bar di via Duchessa Jolanda a Torino, gli investigatori seguono un incontro tra Germani, Dominello e Marotta. Secondo la ricostruzione, i tre parlano di un provino alla Juve per il figlio di Umberto Bellocco, del clan di Rosarno (il ragazzo non verrà preso).
Per entrare nella curva dello Stadium, il picciotto Giuseppe Sgrò ha avuto il benestare del padrino e rassicura i suoi sottoposti: «Noi abbiamo le spalle coperte, abbiamo i cristiani che contano». Gli uomini della 'ndrangheta organizzano anche una «tavola rotonda» con gli altri ultrà per sancire il loro ingresso. Per un interesse che, di calcistico, non ha nulla: «Non ho un ca... da fare e mi butto dentro gli stadi. Se prendiamo soldi, che ca... me ne frega a me?».

 

Io non intendo suicidarmi ed eventuali incidenti potrebbero non essere causali. Mb

 

 

 

LA CHIMERA DELL'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA 

Primo incidente mortale su un’auto senza pilota . È avvenuto in Usa, i sensori della Tesla non hanno

visto un camion . Fra i dubbi anche quello sulla responsabilità legale dell’accaduto.

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04.07.16

 

La canapa può contribuire all'economia

La canapa nell’edilizia abbatte la bolletta termica

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03.07.16

 

 

 

Borsellino denunciò il legame fra mafia ('ndrangheta) e l'economia legale, che  diventa sempre più forte con la crisi economica.

Il procuratore di Reggio: ªLa ’ndrangheta è forte grazie agli investimenti nell’economia legaleº .  ªMa il territorio resta nelle loro mani Hanno risorse infniteº

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27.06.16

 

IL CONDOMINIO UCCIDE : TROPPA CONCENTRAZIONE SOCIALE AUMENTA L'ESASPERAZIONE.

Palermo Lite per i panni stesi uccide il vicino di casa . Andavano avanti da tempo le liti condominiali . Ieri pomeriggio Urla e aggressioni si scatenavano per i panni stesi, il volume della musica e l’acqua usata per lavare il balcone.

Perché nessuno ha tutelato i diritti di chi ha sparato per l'esasperazione ?

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26.06.16

 

 

IL PD RISSOSO E VENDICATIVO CONTRO TORINO SULLE NOSTRE TESTE E CON I NOSTRI SOLDI ESPOSITO=STALIN.

L’attacco di Esposito alla sindaca di TORINO ªSe cambiano i progetti a rischio i finanziamentiº  l vicepresidente della Commissione Trasportin ªSe cambia il tracciato addio ai fondi per la linea 2 del metróº Esposito (Pd) al M5S: stop slogan, diano risposte rapide.

Il bando è legato al  percorso, per rifarlo ci  vorrebbero almeno 12 mesi, i fondi non si  possono congelare  Nel piano del governo  c’è la linea 2 del metrò, se si cambia progetto  si dovrà aspettare una nuova pianificazione.

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25.06.16

 

 

LA POLITICA SEMPRE PIU' LONTANA DALLA REALTA'

Regione Piemonte : Rifiuti in discarica tariffe più care, cosi aumenteranno le discariche abusive.

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24.06.16

 

UNA FAMIGLIA EUROPEA DA CUI GUARDARSI

Scandalo intercettazioni in Spagna ªMinistro cospirò contro gli indipendentistiº

A quattro giorni dalle elezioni bufera  Partito Popolare di Rajoy

LA LAFARGE FINANZIAVA I TERRORISTI IN SIRIA IN CAMBIO DI MATERIE PRIME

Pagava il ªpizzoº all’Isis Azienda francese nel mirino.

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23.06.16

 

LE POTENZIALITA' DI MAMMA APPENDINO

Credo che il nuovo portavoce del sistema Torino sia Carbonato che da buon piemontese ha venduto la sua azienda ai cinesi ed e' presidente di papà Appendino ma non della figlia perché le mamme fanno  :

- VENEZIA Mamma salva neonato abbandonato;

- Combattono le mense scolastiche da incubo . Irregolarità in una su quattro .Il Nas: cucine sporche, cibi alterati e alimenti senza etichetta;

- Ma sopratutto educano i figli anche a dispetto dei padri :  Martello, chiodi , colle e vernici ªPiccoli Geppettoº crescono Alessandria,bambini tra i 6 e i 12 anni a un corso per falegnami.

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22.06.16

 

RENZI PINOCCHIO.

Nel 2015 record di sfollati. Più della popolazione italiana Il rapporto Unhcr: 65,3 milioni di persone costrette alla fuga.

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21.06.16

 

 

ERDOGAN PRENDE I SOLDI EUROPEI PER FARE IL KILLER ?

La denuncia delle Ong: tra le vittime 4 bambini.

Turchia, le guardie di frontiera sparano sui profughi siriani: 8 morti

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20.06.16

 

L'EGITTO BUCO NERO DEL MEDITERRANEO
L’Egitto condanna Morsi all’ergastolo per spionaggio a favore del Qatar. È IL QUARTO PROCESSO A CARICO DELL’EX PRESIDENTE La sede di Al-Jazeera al Cairo è stata chiusa dopo l’ascesa al potere del generale Abdel Fatahal-Sisi, che ha messo fuori legge i Fratelli musulmani. Per l’ex direttore delle news del canale in Egitto, Ibrahim Mohammed Hilal, e per il giornalista Alaa Omar Alaa Sablane, è arrivata invece ieri la pena capitale per spionaggio. A morte è stata condannata anche un’altra reporter, di Asmaa al Khateib, del network Rasd, vicino ai Fratelli musulmana. Ed intanto la verità su Regeni si allontana sempre di più per colpa di Renzi che protegge gli interessi dell'Eni.

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19.06.16

 

QUESTA E' LA TORINO  DI OGGI :

Cede un tombino
chiude il sottopasso
aperto al traffico
solo due giorni fa
Diventa un caso
l’inaugurazione
Il Comune: «I lavori
erano finiti.

E LA FIAT NON HA NESSUNA AUTO IBRIDA O AD IDROGENO .

In volo attorno al mondo senza un goccio di carburante . Domattina l’aereo Solar Impulse 2 potrebbe partire  per l’ultima tappa.
Giallo nei cieli: cade un drone . C’è l’ipotesi sabotaggi. PRODOTTO DALLA PIAGGIO, ERA DECOLLATO DA TRAPANI LO
SCORSO 31 MAGGIO.

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18.06.16

 

FRANCESCO DEL VATICANO INIZIA AD AVVICINARSI A FRANCESCO D'ASSISI

L’assegno argentino che fa infuriare Francesco:  Respinta una donazione del governo: il Papa teme strumentalizzazioni.

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17.06.16

 

La Orlandi cosa fara' ?

Nichelino Poco lavoro e debiti col fisco artigiano si toglie la vita.

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16.06.16

 

VALE DI PIU' REGENI O IL PETROLIO EGIZIANO ?

BRUXELLES I genitori di Regeni:ªL’Ue isoli l’Egittoº

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15.06.16

 

 

RUSSIA ED OCCIDENTE SONO COMPATIBILI ?

IN SETTIMANA I MINISTRI METTERANNO A PUNTO I DETTAGLI PER IL DISPIEGAMENTO DELLE TRUPPE. USA, GERMANIA, LETTONIA E REGNO UNITO AVRANNO IL COMANDO Nato, quattromila soldati davanti alla Russia.

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14.06.16

 

UNA COMMUNION PER SUPERARE UNA UE SEMPRE PIU' TARGATA EST

L'errore di Prodi di allargare l'Ue ad est può essere superato con la Costituzione della COMMUNION , nonostante la terza visita in Romania di Mattarella in un anno, dove gli imprenditori esportano il lavoro dalle fabbriche che chiudono in ITALIA.

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13.06.16

 

 

Rumeni Albanesi e Cinesi ci assumeranno .

Il buonismo degli italiani dopo la tolleranza per l'espasionismo dei rumeni , albanesi e cinesi ci porterà ad una inversione di ruoli a causa della nostra comoda accondiscendenza e alla fuga all'estero di giovani e vecchi per una classe politica corrotta incapace ed ignorante.

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12.06.16

 

 

Come si e' ripagata la campagna elettorale di FASSINO quando ha vinto, e come lo farà ora che perderà ?

Fassino ha vinto 5 anni fa per mancanza di alternative che oggi invece ci sono. Gli interessi in gioco tra urbanistica , fondazione bancaria S.PAOLO, e municipalizzate Iren, sono enormi. Gli uomini del Pd sono nei gangli di potere con professionalità pari a 0 basti il solo esempio della distruzione delle ACQUE POTABILI. Quanto tempo ci vorrà per togliergli un potere ingiustificato ed immeritato ? e come lo si potrà fare con un presidente di Regione privo di autonomia d'azione da sempre ? siamo forse all'inizio di un rinnovamento vero della città della Regione del Paese ? la violenza verbale e comportamentale della Fassino & C avrà toni e consegue inimmaginabili da foibe del 2016. Questo e' il vero volto di Fassino-Chiamparino e del PD finora coperto dalla iena rides Renzi. 

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11.06.16

 

Perche' la Brexit non ci sara'

Molte scelte politiche sono apparentemente democratiche , spesso i referendum appaiono scelte della maggioranza , quando di fatto le scelte sono fatte da una minoranza, che si autodefinisce illuminata. La maggioranza degli Inglesi uscirebbe dall'EU ma la sua classe dirigente non glielo permetterà perché ci perderebbe potere politico ed economico. TANTO IL REFERENDUM METTERA' A TACERE TUTTO E TUTTI.

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10.06.16

 

QUESTA E' L'AMERICA :

Così Google usa i big data per fare campagna pro-Clinton Assange svela l’impegno del colosso web in campagna

elettorale.

Abu Omar, l’ex agente Cia sarà estradata .Sabrina De Sousa: per me né grazia, né garanzie ªFinirò in galera e sono delusa . Abbandonata dal mio governo. L’ex agente Cia ha  accusato il Segretario di Stato di allora Condoleeza Rice e i vertici  della Cia in Italia.

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09.06.16

 

 

AL SALONE DELL'AUTO DI TORINO PIACE MOLTO LA FIAT 124: BRAVO ALTAVILLA !

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08.06.16

 

 

I SERVIZI SEGRETI SONO IN VENDITA AL MIGLIOR OFFERENTE ?

Una spia tra i fedelissimi di Saddam .

Ecco come Israele distrusse l’Osirak.

Il Mossad svela l’operazione Opera 35 anni dopo il raid sul reattore nucleare

Si temono infiltrazioni di jihadisti tra i palestinesi

Blitz nel campo dei rifugiati .

Uccisi tre 007 giordani

Attacco terroristico vicino ad Amman, morti anche 3 soldati: sospetti sull’Isis.

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07.06.16

 

 

QUANTO VALE TELECOM ITALIA ?

TO.23.05.16

ASSEMBLEA TELECOM DEL 25.05.16

In riferimento alla prossima assemblea TELECOMITALIA DEL 25.05.16 si consiglia il voto negativo su tutti i punti all’odg  :

Per le seguenti ragioni:

1)     Il grande rischio di obsolescenza rete che potrebbe verificarsi con la realizzazione di nuove reti in fibra ottica che TI di fatto sta ancora procrastinando.

2)     L’alto costo della acquisizione di Metroweb che sarebbe potuta avvenire prima a costi più bassi o mai se si fosse investito prima nella rete a fibra ottica.

3)     La assoluta impossibilità di investire a costi bassi e tempi rapidi nella nuova rete in quanto la domanda e’ alta anche di altri operatori che può creare saturazione ed aumento di costi.

4)     Confermare il piano industriale di un amministratore dimissionario non ne giustifica le dimissioni o la continuità per cui si potrebbe concludere che l’azienda potrebbe essere priva di un piano industriale credibile.

5)     Inoltre il precedente piano industriale si basava su forti spese per il cambio marchio che appaiono inutili e gravose. Non si conosce l’entità’ del suo ridimensionamento reale ma il cambio di statuto fa presupporre che continui confondendo ulteriormente il mercato.

6)     L’investimento dichiarato per il cambio marchio e’ stato di 250 milioni di euro pari allo stipendio annuo di 4000 persone che invece di essere messe in condizioni di lavorare al meglio vengono mandate fuori dall’azienda , ma continuano ad essere pagate. Per tutto questo sono stati accantonati in bilancio 446 milioni  nel 2015

7)      ed altri 67 nel primo trimestre 2016 :

8)     Manca del tutto una previsione di sviluppo internazionale ad esempio in IRAN.

9)     L’incremento del possesso di Vivendi non fa presupporre strategie di sviluppo per la società in cui potrebbe confluire la stessa Vivendi con le sue notevoli perdite e senza alcun vantaggio concreto industriale per entrambe.

10) Lo sviluppo di call center esterni pone Ti a rischio di utilizzi arbitrari dei data base clienti che potrebbero quindi non essere più patrimonio esclusivo della stessa.

11) Lo stesso controllo della qualità verso la clientela  non e’ certo e controllabile.

12) Agicom ha multato TI  per milioni di euro che quindi ne drenano risorse inutilmente.

13) Inoltre tali sanzioni fanno presupporre basso livello manageriale.

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06.06.16

 

 

LA FIAT CHE NON SEMBRA

TO.23.05.16

ASSEMBLEA EXOR DEL 25.05.16

In riferimento alla prossima assemblea Exor del 25.06.16 si consiglia il voto negativo sul punto 1  bilancio, e 3 remunerazione e azioni proprie della parte ordinaria per le seguenti ragioni :

1)     Alta svalutazione delle azioni Ferrari dovuta al prelievo di risorse per circa 5 miliardi e euro

2)     Alto indebitamento e rischio  FIAT e CNH

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05.06.16

 

 

DA CRAXI A RENZI IL MODELLO DELLA COOPERAZIONE

POVERTY, INC. POVERTÀ & CO.

USA 2014 - 55’ / REGIA Michael Matheson Miller / PRODUZIONE PovertyCure, Acton Media, Coldwater Media povertyinc.org

 L’Occidente si pone da sempre come protagonista assoluto dello sviluppo di tutto il Pianeta. Una concezione che negli ultimi decenni ha originato una vera e propria industria legata alle cause umanitarie, in grado di muovere miliardi di dollari e che non è mai stata così florida. Anche se i risultati sono stati discutibili, se non catastrofici, e sono ormai tanti i leader dei paesi in via di sviluppo che denunciano il problema chiedendo a gran voce un cambio di direzione. Un tema sempre più urgente, e che sempre meno potremo ignorare, come emerge dalle oltre duecento interviste raccolte da Michael Matheson Miller in venti stati diversi, dal Ghana al Perù, passando per Haiti e il Sudafrica.

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04.06.16

 

SEMPRE PIÙ CORRUZIONE NELLA SANITA' TORINESE ?

Città della Salute, i privati nella gestione del nuovo polo della salute torinese:

Il Gruppo Medtronic seguirà la parte logistica. Con quali requisiti ? quale gara d'appalto ?

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03.06.16

 

 

MENTRE SI FANNO LE CITTADELLE DELLA SALUTE SI TOLGONO I FARMACI

Farmaci rimborsabili, scure delle Regioni Il piano sospeso per tre mesi: mettere all’asta quelli ªterapeuticamente equivalentiº A rischio ci sono circa 1.500 medicinali, quasi tutti innovativi e per malati cronici

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31.05.16

 

 

I POLITICI CI DANNEGGIANO. BASTA CON I POLITICI !

La Provincia di Asti voleva abbatterli a Montafia per evitare cause negli incidenti. Il paese che ha salvato i suoi cento alberi

Ricordano i nostri caduti della Grande Guerraº.

Il leghista delle spese pazze denunciato dalla moglie del pm . La donna: ªCercava un appoggio ma mi sono rifiutata.

Per ritorsione mi ha allontanata dal mio posto in Regione.

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30.05.16

 

 

ORA I TERRORISTI NON POSSONO PIÙ INVOCARE LA PROTEZIONE DI DIO .

Dopo l’abbraccio del Papa e l’Imam ªUniti contro il terrorismoº  i terroristi non possono piu' invocare la protezione di Dio . Lo storico incontro in Vaticano dopo 10 anni di gelo non e' stato ripreso dalla TV. Perche' ?

E Al-Tayyib invita Francesco: ªVenga al Cairoº, magari potrebbe servire per fare chiarezza sulla morte di Regeni.

 

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29.05.16

 

LA GIUSTIZIA NON E' DI QUESTO MONDO

Diffamazioni, pene più alte se sono colpiti i giudici e i politici .Favorevole anche il M5S. Ma c’è chi dice: legge per

la casta dei privilegiati si associa e mette il BAVAGLIO a chi dice quello che pensa su di loro.

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28.05.16

 

 

 

VIRUS ED ANTIVIRUS DAL COMPUTER ALL'UOMO

Un «superbug» che è stato esso stesso infettato con un piccolissimo frammento di Dna chiamato «plasmide» che ha trasmesso un gene chiamato «mcr-1» e' in grado di conferire resistenza al «colistin». «Questo crea una emergenza deltutto nuova - spiega lo studio condotto dal Walter Reed National Military Medical Center. E’ davvero la prima volta che viene riscontrato il fattore mcr-1 in Usa».
Nel novembre scorso, la preoccupazione era scattata quando ricercatori cinesi ed inglesi avevano trovato batteri della razza resistente al colistin in maiali e alcune persone in Cina. La razza letale di  escherichia coli- spiegano alcuni media specializzati - è stata poi individuata in altre zone dell’Europa.

Tuttto cio' secondo me potrebbe far parte di una strategia criminal-commerciale simile a quella dei virus prodotti per alimentare la domanda di antivirus e vaccini.

L’Antitrust attacca le multinazionali dei vaccini ªServe più trasparenzaº La denuncia: troppe opacità nelle politiche dei prezzi. Il mercato da 20 miliardi di dollari è in mano a 4 aziende.

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27.05.16

 

LA TRILATERALE E' BEN PRESENTE IN ITALIA

"The Trilateral Commission" si riunita in riunione plenaria da venerdì 15 a domenica 17 marzo a Roma, mi sconvolge l'ignoranza e la superficialità dei media che scrivono tutti, mainstream e non che torna in Italia dopo 33 anni. L’Italia in passato ha ospitato una riunione plenaria a Roma nel 1983 e tre riunioni europee: Venezia nel 1990, Milano nel 2000 e l'ultima volta fu a Torino il 27 ottobre 2006, a presiederla l'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi ovvio per un ex associato, ex perchè una volta presi incarichi governativi che loro stessi si assegnano devono "ufficialmente" uscirne, esempio Federica Guidi si dimise quando diventò ministro, dovrebbero poi spiegare come mai una volta usciti vanno alle riunioni o ci tornano come l' "esimio" Prof. Mario Monti. E' tutta una commedia che indica oggi una estrema vicinanza a Renzi, che la Trilaterale sostiene con evidenza :

Venerdi 15 aprile 2016
Apertura ufficiale della Conferenza dei presidenti della trilaterale

Un progetto per il futuro dell'Italia in Europa
Dove si sta dirigendo il progetto europeo?
19h15 Ricevimento ufficiale al Quirinale, ospiti del Presidente della Repubblica
Sabato 16 aprile 2016
09h00 Il Medio Oriente in subbuglio
Dove si sta dirigendo la Russia?
Le minacce nucleari & missili della Corea del Nord
Dove si sta dirigendo la Cina?
Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti
20h00 Ricevimento a Palazzo Colonna
Domenica 17 aprile 2016
09h00 Migrazioni Internationali & flussi di rifugiati
Affrontare Turbativa Digitale


12h45 Osservazioni conclusive da parte dei Presidenti della trilaterale



THE TRILATERAL COMMISSION
Gruppo Italiano

Prof. Carlo SECCHI, Chairman, Gruppo Italiano Trilateral Commission
Amb. Ferdinando SALLEO, Vice Chairman, Gruppo Italiano Trilateral Commission
-----------------------------------------------------------------
Dr. Giuseppe BONO, CEO, Fincantieri
Dr. Enrico CUCCHIANI, CEO, TGI - Thinking Global Investments Amm. Giampaolo DI PAOLA, già Ministro della Difesa e Presidente del Comitato Militare NATO
Dr.ssa Marta DASSU’, Direttore, Aspenia
Ing. John ELKANN, Presidente, Fiat Spa
Dr.ssa Patrizia GRIECO, Presidente, Enel Spa
Dr. Yoram GUTGELD, Commissario alla Spending Review (Israeliano, doppio passaporto, ex appartenente dei servizi di intelligence israeliani, primo consigliere economico dell'ebete. NdR)
On. Enrico LETTA, Dean, Sciences Po
Dr.ssa Monica MAGGIONI, Presidente, Rai
Dr. Carlo MESSINA, Consigliere Delegato e Chief Executive Officer, Intesa Sanpaolo
Ing. Andrea MOLTRASIO, Presidente del Consiglio di Sorveglianza, UBI Banca
Dr. Gianfelice ROCCA, Presidente, Techint e Assolombarda
Dr. Marcello SALA, Vice Presidente Vicario del Consiglio di Gestione, Intesa Sanpaolo
Dr. Maurizio SELLA, Presidente, Gruppo Banca Sella
Dr. Marco TRONCHETTI PROVERA, Amministratore Delegato, Pirelli Spa
Dr. Giuseppe VITA, Presidente, Unicredit Group Spa
------------------------------------------
Sen. Mario MONTI, European Honorary Chairman
Prof. Stefano SILVESTRI, European Honorary Member
Dr. Ferdinando GIUGLIANO, David Rockfeller Fellowship Program
On. Lia QUARTAPELLE, David Rockfeller Fellowship Program Dr. Paolo MAGRI, Segretario, Gruppo Italiano Trilateral Commission
 

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26.05.16

 

A TORINO LA SPESA SANITARIA VA AI COSTRUTTORI

LO STUDIO DELL’EUROSTAT: Una morte su tre si potrebbe evitare con le giuste cure . In Europa 577 mila decessi per falle nella sanità

Italia nella media.

Intanto a TORINO il Parco della Salute cambierà un pezzo di Torino. La delibera del Comune disegna il distretto intorno agli ospedali.

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25.05.16

 

L'ORIGINE DELLE TANGENTI

Buongiorno,
si inoltrano le informazioni riguardanti i limiti massimi di spesa per lo svolgimento della campagna elettorale per le elezioni comunali.
 

L’articolo 13 della legge n. 96 del 2012 ha stabilito che, dal giorno successivo a quello di indizione delle elezioni, i candidati sindaco o consigliere comunale che intendono raccogliere fondi per il finanziamento della propria campagna elettorale lo possono fare esclusivamente per il tramite di un mandatario elettorale, designato con dichiarazione scritta.

 

La stessa legge ha introdotto dei limiti di spesa per lo svolgimento della campagna elettorale per le elezioni comunali. Per i comuni con popolazione superiore ai 500.000 abitanti i limiti sono:

 

- Candidato alla carica di sindaco: “Le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato alla carica di sindaco non possono superare l'importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di euro 250.000 e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 0,90 per ogni iscritto nelle liste elettorali del Comune”;

- Candidato alla carica di consigliere comunale: Le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato alla carica di consigliere comunale non possono superare l'importo massimo derivante dalla somma della cifra fissa di euro 25.000 e della cifra ulteriore pari al prodotto di euro 0,05 per ogni iscritto nelle liste elettorali del Comune;

- Partito, movimento o lista: Le spese per la campagna elettorale di ciascun partito, movimento o lista che partecipa all'elezione, escluse le spese sostenute dai singoli candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale, non possono superare la somma risultante dal prodotto dell'importo di euro 1 per il numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune.

 

Al fine di calcolare i limiti massimi di spesa, si precisa che gli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune alla data del 21 aprile 2016 sono: 695.300.

 

Si coglie l'occasione pergere cordiali saluti.

 

Giovanni Bella

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24.05.16

 

 

QUALCHE PROBLEMA C'E' IN EGITTO. E di Regeni non si parla piu' !

L’ombra di esercitazioni militari dietro il disastro del volo EgyptAir .I sospetti dei piloti: le brusche manovre dell’MS804 effettuate per evitare ªqualcosaº.

E di Regeni non si parla piu' !

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23.05.16

 

Uranio impoverito, Difesa condannata : UN SUCCESSO DI STEFANO MONTANARI E ANTONIETTA GATTI.

IN APPELLO IL VERDETTO CHE DÀ AI FAMILIARI UN RISARCIMENTO DI UN MILIONE E MEZZO

Per i giudici il ministero non protesse il militare dal rischio di inquinamento da sostanze tossiche.

Dopo l'uranio impoverito toccherà a tutti gli inceneritori.

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22.05.16

 

 

ORA CHE PANNELLA NON C'E' PIU' CI MANCHERA' MOLTO NON AVERLO APPREZZATO ?

Se avessimo mai pensato che PANNELLA avrebbe potuto non esserci più probabilmente lo avremmo valorizzato di più ?

Proviamo a pensare per 1 giorno che Renzi, Salvini, Grillo, Berlusconi  non ci siano più magari solo per un naufragio su un'isola per 6 mesi.

Ci mancherebbero come Pannella ?

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21.05.16

 

DOPO  Deutsche Bank  UNINTESASANPAOLO per evitare il crack del sistema europeo.

La crisi di Deutsche Bank dopo le perdite e scandali miliardari a rischio 9 mila dipendenti Il gruppo travolto da 7800 cause. L’ira dei soci in assemblea il presidente si difende: ªNoi meglio della nostra reputazione" ma i fatti non gli danno ragione .

Intesasanpaolo puo' e deve diventare la banca di riferimento del sistema europeo .

Si pone quindi il problema che l’Italia è il Paese delle banche per cui ci sono più sportelli che farmacie per cui  troppe filiali frenano le aggregazioni  tra istituti per cui Padoan in un'intervista sostiene che  nuove aggregazioni tra gli istituti avanti con le privatizzazioni.

Io propongo UNINTESASANPAOLO per evitare il crack del sistema (by marcobava).

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20.05.16

 

DAL VUOTO DI MEMORIA AL VOTO ALLA MEMORIA DI MARCO PANNELLA , IL FRANCESCANO VERO DEUTSE

Il valore umano e politico di MARCO PANNELLA e' sempre stato indiscusso ma NAPOLITANO,  il re delle contraddizioni e dell'opportunismo, non lo ha mai eletto senatore a vita, e gli elettori non lo hanno mai votato a sufficienza per potergli dare quel potere di rinnovamento che meritava. Ricordo anche una manifestazione dove fu umiliato ingiustamente da un giovane .

Renzi dice volere cambiare il mondo , Pannella lo ha fatto.

Dal vuoto di memoria al voto alla memoria sarebbe l'unica possibile scusa che si possa chiedere ad un grande innovatore ed un grande vero credente . MARCO PANNELLA OLTRE LA FORMA HA SAPUTO INTERPRETARE IL MESSAGGIO CRISTIANO più di alcuni vescovi e cardinali , Marcinkus per citarne uno mai scomunicato dalla chiesa. Sarebbe bello e giusto che il Papa gli dedicasse una messa, magari in un carcere, fra i suoi fratelli, come un novello seguace di Francesco d'Assisi .  Ciao MARCO guascone intelligente probabilmente ti stupirai di finire  in Paradiso !

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19.05.16

 

 

LONDRA LA NUOVA SVIZZERA EUROPEA  ?

La Gran Bretagna non si e' mai integrata con l'Europa e mai lo farà  perché  oggi Pechino compra un maxi-caveau di oro a Londra da 2 mila tonnellate. Ed il suo esempio da quanti altri e' già stato imitato e lo sarà in futuro ?

 

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18.05.16

 

 

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum nella finanza

Mentre in ITALIA Bpm-Banco, annunciano che in tre anni faranno oltre un miliardo di utili e la fusione costerà qua

si 500 milioni, con profitti raddoppiati entro il 2019 in USA  Buffett  punta su Apple e Yahoo ed investe un miliardo di dollari sull’iPhone.

Due paesi , due decisioni clamorosamente sbagliate incredibili per il passato la prima ed il futuro per la seconda.

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17.05.16

 

 

Per gli Inglesi siamo solo i cani da guardia degli immigrati

I Lord inglesi contro l’Europa la missione anti-scafisti è fallita. La bocciatura della Camera Alta. Frontex: ad aprile

Più sbarchi in Italia che in Grecia. L’Ue: Non c’è una nuova rotta dalla Libiaº. Il ruolo inglese in Europa e' servito soprattutto per imporci i loro comodi, approfittando delle nostre agevolazioni dei nostri servigi da cani da guardia contro gli immigrati.

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16.05.16

 

 

FIAT 4° PRODUTTORE IN EUROPA RENAULT 4° NEL MONDO

Nissan prende il 34% di Mitsubishi per 2 miliardi il gruppo Nissan-Renault, con l’ingresso di Mitsubishi, raggiungerà i 9,6 milioni di vetture vendute a livello globale poco distante dalla General Motor.

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15.05.16

 

 

 

Dopo la PIRELLI anche la FIAT ai cinesi  che intanto desiderano auto made in occidente ?

LA STAMPA VENERDÌ 13 MAGGIO 2016 : Detroit nel quartier generale  americano di Fca, a Auburn Hills ieri è stata in visita una

delegazione cinese.

TIME: MARCHIONNE FRA I PIÙ INFLUENTI NELL’AUTO . Delegazione cinese alla Fca di Detroit.

Se Marchionne vuole vendere la FIAT ai cinesi o  a Google faccia pure tanto il futuro dell'auto mondiale si chiama Tesla.

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14.05.16

 

MA NELLE SCUOLE SI INSEGNA O DIS-INSEGNA ?

A TORINO nella  scuola elementare Coppino e' stata abolita la festa della mamma

“Fate un regalo a chi vi vuole bene”. Non capisco perché avendo a disposizione 300 giorni all'anno si debba usare la festa della mamma ?

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13.05.16

 

 

LA TENSIONE PROFUGHI-TERRORISMO E' REALE

Tra i profughi del lago Ciad dove l’Europa resta un miraggio. In pochi hanno i soldi per partire, gli altri sono bloccati nei campi in mezzo al deserto.I fondi stanziati dall’Unione europea finiscono per alimentare la corruzione.

Allarme della Casa Bianca: in Europa un’ondata mai vista di foreign fighters

Missione a Bruxelles di Lisa Monaco, consigliere di Obama per l’antiterrorismo

Washington teme che i combattenti raggiungano gli Usa: l’Ue deve investire di più.

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12.05.16

 

L'ISIS E' ANCHE FRA GLI IMMIGRATI

Gli 007 europei negli hotspot in Italia , Bruxelles invierà 150 agenti dell’antiterrorismo ne  i centri di accoglienza  per identificare possibili terroristi fra i profughi . Arrestato un reclutatore sloveno.

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11.05.16

 

 

NON CI SONO PROSPETTIVE PER IL MEDIO ORIENTE

Iraq, per l’Onu adesso è genocidio. Trovate 50 fosse comuni. L’Isis ha sterminato per mesi uomini, donne e bambini

L’inviato Jan Kubiš al Consiglio di Sicurezza: ªAtroci crimini contro l’umanitàº

 

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10.05.16

 

 

COSA SERVE LA SPESA PUBBLICA SANITARIA REGIONALE ?

Anziani dimenticati senza assegno il 50%  dei non autosufficienti

Germania e Francia hanno riformato il welfare, noi no  solo il 4% degli over 65 riceve l’assistenza domiciliare. 

Intanto c'e' un'indagine della polizia nella struttura in via Pacchiotti 4 Torino , il finto medico visitava negli ambulatori dell’Asl in accordo con gli sportellisti. Ho fatte molte denuncie sul personale sanitario che tratta i pazienti con arrogante prepotenza . Nulla ed i risultati si vedono. Orari inconcepibili, strutture inefficienti, costi ingiustificati, tutto questo sta per essere dilatato con la spesa per nuova cittadella sanitaria torinese.

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09.05.16

 

 

 

Il km0 non solo uno slogan ma anche una realtà di sopravvivenza economica.

Prodotti stranieri e prezzi in picchiata. In Liguria scoppia la guerra delle acciughe
La Coldiretti: costretti a distruggere il nostro pescato.
La stagione delle acciughe si annuncia promettente ma fra grossisti e pescatori è subito polemica. I primi accusano i secondi di prendere troppi pesci e di rovinare il mercato, i pescatori reagiscono puntando il dito sui grossisti che comprano acciughe in Spagna e in Croazia e li costringono a buttare le italiane. Tutto comincia nella notte fra giovedì 28 e venerdì 29 aprile, quando sui mercati liguri vengono sbarcate 6000 casse di acciughe.

Basta con il saccheggio del mare e dei redditi di chi lavora.

 

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07.05.16

 

 

LE COMUNITA' STRANIERE DEVONO DENUNCIARE CHI DELINQUE PER ESSERE RISPETTATE

I predoni del Po razziano solo di notte, fanno strage di carpe e «siluri» che sfilettano e congelano sul posto, per poi scomparire prima dell’alba a bordo di furgoni, diretti per lo più in Romania.

La comunità rumena per essere rispettata dovrebbe denunciare ed espellere chi delinque distruggendo l'ambiente italiano.

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06.05.16

 



L'ONU DEVE INTERVENIRE SUBITO SULL'EGITTO PER FARE CHIAREZZA SULL'OMICIDIO REGENI

LA RIVELAZIONE NELLE EMAIL RISERVATE DEL MINISTERO  DELL’INTERNO INVIATE PER SBAGLIO
Il piano dell’Egitto contro la stampa ªBisogna censurare il caso Regeniº
Succede in Egitto proprio nel giorno della celebrazione mondiale della libertà di stampa. Per errore, il ministero dell’Interno ha inviato all’intera mailing list di giornalisti accreditati alcuni documenti, tra cui uno in cui la procura generale raccomanda «l’obbligo di non pubblicazione» di informazioni sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore friulano morto sotto tortura in Egitto oltre tre mesi fa.
I giornalisti hanno ricevuto anche quello che sembra un «piano segreto» per gestire la crisi che da domenica è in cor-
so tra il Ministero dell’Interno e il potente Sindacato dei giornalisti, da sempre al Cairo simbolo di dissenso e luogo –
dai tempi di Hosni Mubarak di manifestazioni e proteste.
A dare i dettagli di quello che potrebbe diventare un «Cairo-leaks» è il quotidiano al Masry al Youm, nato negli ultimi anni
dell’era Mubarak, quando la stampa aveva avuto un momento di relativa apertura, perso nei mesi successivi alla rivolu-
zione. Oggi l’Egitto è 158° su 200 Paesi nella lista della libertà di stampa di Reporters Senza Frontiere.
In un raid delle forze dell’ordine, domenica, due giornalisti del sindacato, Amr Badr e Mahmoud al-Sakka, sono stati arre-
stati: sono in custodia cautelare per 15 giorni. Il loro avvocato, Malek Adly, noto nell’attivismo anti-governativo del Cairo, sostiene che siano stati obiettivo del regime per i loro articoli critici nei confronti della recente cessione delle isole del Mar Rosso di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita.  La mail partita «per errore» parla di una «escalation» che sarebbe «un’azione deliberata portata a termine dal capo del Sindacato, Yeyhia al-Qalash, e diversi altri membri del Consiglio sindacale, per opporsi al ministero».
«Dobbiamo anticipare la malvagia e immediata campagna contro il ministero dell’Interno» , «È essenziale non fare passi indietro: la ritirata sarà giudicata come un errore e se c’è un errore ci sarà qualcuno da ritenere responsabile». Per questo, continua l’email, il mini-
stero deve ritenere le azioni del capo del Sindacato e dei vari membri come «illegali», e consiglia la presenza in televisione di analisti ed ex militari che sostengano il dicastero.  In Egitto la notizia è trattata come il nuovo «scandalo» che  imbarazza il regime e pure il
quotidiano governativo al Ahram ha chiesto il licenziamento del ministro Magdy Ab- del Ghaffar: «Ha commesso molti errori nell’ultimo periodo e il più deplorevole è il comportamento verso i giornalisti».
Per al Masry al Youm, l’errore racconta «lo stato confusionale in cui versa il ministero».

E' ora che l'ONU intervenga urgentemente ed ufficialmente per chiedere all'Egitto la verità costasse anche il posto ad AL SISI.

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05.05.16

 

 

 

I POVERI DI TORINO CHE FASSINO DIMENTICA

Dati Caritas: «Il 15% dei torinesi è in difficoltà» Separati e anziani soli i nuovi poveri. Sempre più difficile tornare indietro.

Ed il Sindaco Fassino non ci pensa ! 

 

mailto:nuovomodellodisviluppo@email.it

  

 

 

 

Il lavoro nobilita l'immigrato e crea ricchezza per il suo mantenimento

Gli immigrati rivitalizzano i borghi di montagna . Nuova manodopera fa rinascere l’economia Storie di successo dal Piemonte alla Calabria.

Altri immigrati che mettono entusiasmo nella loro nuova vita nell’Appennino parmense e garantiscono la sopravvivenza di un prodotto unico al mondo, il formaggio parmigiano di collina, che tanto significa per il Consorzio del Parmigiano-reggiano.

Roncobello, piccolo paese in provincia di Bergamo, una fra le zone più suggestive dell’Alta Valle Brembana, dove fanno piccoli lavori di manutenzione stradale, pulizia dei sentieri e taglio dell’erba «l’integrazione passa soprattutto attraverso il lavoro»

Storie che l’Uncem - Unione dei comuni di montagna - aveva presentato in Parlamento qualche settimana fa gli immigrati stanno
rimpiazzando la manodopera autoctona che non svolge più determinati mestieri e si stanno integrando sia nelle filiere di produzione agroalimentari, sia per quanto riguarda le manutenzioni ambientali e la cura del territorio.

Il lavoro in cambio del mantenimento nobilita gli immigrati con un ruolo di coordinamento da parte delle parrocchie.

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02.05.16

 

 

LE NOMINE PD SEMPRE PIU LONTANE DALL'INTERESSE DEL PAESE

L'ambientalista pentito CHICCO TESTA chiesto dai petrolieri al PD come ministro delle attività produttive

Nella lista dei nomi per il Consiglio di Stato ci sono due nomi pesanti dello staff di Renzi a Palazzo Chigi (Antonella Manzione, capo dell’ufficio legislativo, e Paolo Aquilanti, segretario generale) oltre a Saverio Capolupo. Nei mesi scorsi, più volte si era parlato della volontà del premier di nominare Antonella Manzione, capo dello staff legislativo a Palazzo Chigi, maliziosamente chiamata dagli avversari «la vigilessa» per i suoi trascorsi come capo della polizia municipale di Firenze.
I problemi sono due: Manzione non ha l’età per entrare nel Consiglio di Stato e soprattutto non ha il rango dirigenziale necessario. La prima obiezione potrà essere superadante generale uscente della  Guardia di Finanza, tre alti dirigenti di ministeri (Economia, Giustizia, Beni culturali) e tre magistrati, due dei quali targati Pd. La terna di toghe è una sorpresa, come la mancanza di prefetti e ambasciatori. 

L’altro elemento interessante nella lista di Renzi è dato dalla presenza di tre magistrati ordinari. Una arriva dalla
Cassazione. Gli altri due sono Doris Lo Moro e Lanfranco Tenaglia. Lo Moro è senatrice del Pd, dopo una lunga militanza nei Ds con incarichi di partito e nelle istituzioni calabresi.

Come si vede un elenco ampiamente ispirato dalla lobby Pd.

Intanto un ingorgo di petroliere negli oceani in attesa che salga il prezzo del greggio. Da Singapore al Texas, al largo ci sono 125 navi con a bordo 200 milioni di barili.

Altra lobby quella dei petrolieri sta nominando attraverso il Pd il nuovo ministro delle attività produttive : CHICCO TESTA , il miglior ambientalista pentito che i petrolieri inquinatori possono esibire.

Il tutto mentre pazienti sbagliati e terapie scambiate  negli ultimi 25 anni ha fatto crescere il numero di denunce del  300 % , a Milano e' morta una donna incinta , a Lucca tolgono i rene sano e 4 milioni di italiani sono in assoluta povertà.

Ma il PD lo votano solo i petrolieri e gli ambientalisti pentiti ?

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01.05.16

 

Il cancro della burocrazia

Mentre il petrolio va nel fiume a Genova e iI pm scrive che : ªLa società nascose gli allarmi sull’oleodotto"Un report segnalò i problemi. Indagato consulente .

L'ARPA non controlla ?

L’istituzione di 25 specialisti come task force per la caccia al fannullone che si annida tra i dipendenti della pubblica amministrazione  ne fa menzione nel decreto sulla misurazione e valutazione delle performance nella P.a. approdato ieri sera sul tavolo del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva.

Quindi altra burocrazia per combattere la burocrazia.

Non ne possiamo più intanto a Pisa c'e' stato un corteo contro il governo con scontri e feriti.

E' solo l'inizio.

 

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30.04.16

 

 

MENO RISORSE PIU' IMMIGRATI CHE DEBBONO MANTENERSI

Il governo tedesco si prepara a limitare l’accesso dei cittadini europei residenti in Germania alle prestazioni sociali.

D'altra parte la situazione in certi paesi come la SIRIA e' ben rappresentata da quanto ha fatto a giornalista embedded di «Addounia», la tv filo-governativa  del presidente siriano Bashar Al Assad, si è scattata una fotografia tra i corpi martoriati di alcuni  oppositori. Sorriso impeccabile, come la piega dei capelli biondissimi, trucco perfetto senza neanche una sbavatura e viso angelico, Kinana ha ricevuto su
Facebook 223 mila like. Non è la prima volta che la giornalista filo-regime pubblica sulla sua pagina Facebook foto dal fronte:  online è possibile vederla su un carro armato o insieme ai militari dopo un’operazione di morte.
Tutto ciò esprime in modo eloquente la situazione di vita in Siria , per cui e' ovvio che essendo impossibile viverci si faccia il possibile per andarsene.

A noi il compito di mettere a frutto queste risorse umane per produrre più che per consumare. Ecco perché i rifugiati ospitati debbono lavorare per ripagare il loro mantenimento.
 

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29.04.16

 

LA BANCA DELL'ETRURIA E' IL SECONDO FORZIERE D'ORO DELL'ITALIA

Tra i lingotti dei clienti, quelli utilizzati per il distretto industriale orafo di Arezzo, e
quelli di sua proprietà, Banca Etruria conserva 9 tonnellate e mezzo d’oro. Per buona
parte, è oro puro. Si tratta della più grande concentrazione d’oro, dopo quella di Banca
d’Italia. È un tesoro da 310 milioni di euro, nascosto in un caveau, almeno uno è in
una località segreta ad Arezzo.

Ecco perché e' stata salvata...

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28.04.16

 

 

Se Telecomitalia fosse fusa in Vivendi perderebbe l'indipendenza e il primato della rete

Una profonda regressione potrebbe avvenire in Telecomitalia qualora si procedesse ad una fusione con Vivendi invece che con Enel.

Un società di servizi basa il suo valore aggiunto sui dipendenti , se Telecomitalia pensa di rilanciare il titolo licenziando si sbaglia !

 

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27.04.16

 

UN PAESE IRRESPONSABILE PER LA BUROCRAZIA

La burocrazia sta uccidendo il paese ed alimenta la spesa pubblica senza dare servizi sufficienti. E'ora di dire basta alla burocrazia , con un cambiamento di politici che non costa nulla.

 

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26.04.16

 

Rania Yassen, attrice e presentatrice egiziana manda al diavolo Giulio Regeni chiediamo l'intervento immediato dell'Onu

Basma Mostafa, autrice dell'intervista alla famiglia a casa della quale erano stati trovati i documenti del ricercatore italiano, è stata presa dalle forze dell'ordine vicino a piazza Tahrir insieme a sei colleghi. Il Cairo indaga sulla Reuters: "Ha diffuso notizie false"

Giulio Regeni, la giornalista egiziana in diretta: "Andasse al diavolo"

Un affronto. Rania Yassen, giornalista per la tv saudita Al Arabiya, sostiene dal Cairo che l'omicidio di Giulio Regeni sia "un complotto". E aggiunge: "Andasse al diavolo".

La presentatrice ha aperto l'edizione del telegiornale dando la notizia dell'apertura di un’indagine contro l'agenzia di stampa Reuters, colpevole di aver diffuso notizie false a proposito del caso di Giulio Regeni. 

"Voglio dirvi una cosa - attacca la giornalista, volto molto noto - tutto questo interesse per il caso Regeni a livello internazionale, come in Gran Bretagna e Usa, indica una sola cosa: siamo davanti ad un complotto! Come se Regeni fosse il primo caso di omicidio in tutto il mondo!". Definisce “provocatorie” le eccessive previsioni e teorie sull’omicidio.

In Italia secondo la giornalista "le bande mafiose fanno di tutto". Offese che renderanno ancora più problematici i rapporti tra Italia ed Egitto, anche per l'eco mediatica che le parole di Yassen stanno avendo: "All’inizio francamente sentivo pietà nei suoi riguardi, un ragazzo ucciso, ma adesso basta, che andasse al diavolo!".

Dopo aver fatto intendere che secondo lei  Giulio Regeni facesse parte dei servizi segreti, conclude: "Non rompete insomma, siamo davvero stufi di voi".



 
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A questo punto c'e' solo la richiesta d'intervento dell'Onu per valutare misure d'intervento nei confronti dell'Egitto.

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25.04.16

 

IL DOPPIOGIOCHISMO RADICALE E L'ALIBI DELLA SPESA PUBBLICA CHE CRESCE SOLO PER TAGLIARE I SERVIZI AI CITTADINI

Ogni governo utilizza l'alibi della spesa pubblica per tagliare i servizi ai cittadini, abbiamo scoperto le Maserati de LA RUSSA al ministero della difesa, oppure che si potevano risparmiare 300 milioni di euro accorpando il referendum sulle trivelle alle elezioni amministrative, ma il doppiogiochismo del figli di PANNELLA: DELLA VEDOVA, GIACHETTI , ha portato al SI TRIVELLE, al costo di 300 milioni di euro ,  in contrasto al buon senso radicale ma con una gran bella carriera politica con Renzi.

I radicali forse troverebbero con Salvini più sinergie che con Renzi.

Non sarebbe ora che finisse il doppiogiochismno da parte di tutti quelli che a parole dicono di combattere la spesa pubblica ma nei fatti se ne avvantaggiano aumentandola per  ?

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22.04.16

 

LE RISORSE SONO LIMITATE, GLI IMMIGRATI NO.

Le risorse non aumentano in funzione delle persone che se le suddividono.

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21.04.16

 

CHI SEGUE RENZI POTREBBE MORIRE

Il petrolio può deteriorare l'ambiente. L'ambiente inquinato uccide. Chi non tutela l'ambiente uccide. Le decisioni di Renzi con il referendum sulle trivelle, può uccidere.

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20.04.16

 

Mi candido per le elezioni comunali di Torino con la LEGA NORD perché  FASSINO e' un bugiardino.

Oggi FASSINO ha garantito una sede per la collezione BERTONE acquistata dall'ASI. E' da febbraio che FASSINO ha fatto questa promessa , che finora non ha mantenuto , anche per questo ho deciso di candidarmi come consigliere comunale di Torino con la LEGA NORD. TORINO ESPOSIZIONI non ha senso che diventi la biblioteca comunale , e' nata e deve essere una pala espositivo, magari dei prototipi di auto by Torino. Questo sarebbe turismo vero del design auto  !

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19.04.16

 

 

IL RISULTATO DEL REFERENDUM SULLE TRIVELLE DIMOSTRA CHE L'ITALIA E' IN MANO AL PIAZZISTA RENZI

Se l'ITALIA va male e' a causa della disinformazione del 70% degli italiani che il piazzista Renzi sa ben strumentalizzare.

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18.04.16

 

Dov'e' la Mafia nelle vicende del petrolio in Sicilia ?

E' difficile pensare che la mafia sia scomparsa dalla Sicilia.

Colicchi, parlando con Gemelli il 7 maggio, riferisce di una cena alla quale la sera precedente aveva partecipato con Lo Bello, l’arcivescovo Vincenzo Paglia e il senatore pd Roberto Cociancich. «Gemelli - scrive la polizianel suo rapporto - domandava
se avessero parlato di Alberto (Cozzo) con Ivan. Colicchi rispondeva di sì...». Cozzo temeva che l’interrogazione di Fava potesse compromettere la sua riconferma e fa sapere a Gemelli che «Ivan» comunque gli aveva comunicato che avrebbe parlato con Fava per dissuaderlo.

Tutta la vicenda del pontile di Augusta non può vedere coinvolti solo politici, e vescovi ?

Il petrolio. Un pontile per stoccarlo. Un «clan». E un ministro «strumento inconsapevole». Era iniziata così, con le mire di Gianluca Gemelli e del suo «quartierino» sulla banchina del porto di Augusta e le manovre per ottenerla. È finita con un terremoto giudiziario che ieri ha travolto il numero due di Confindustria Ivan Lo Bello, indagato assieme all' ex commissario straordinario dell' Autorità Portuale (riconfermato dal ministero dello Sviluppo) Alberto Cozzo; il contrammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, capo della pianificazione finanziaria della Marina; il caposegreteria della senatrice pd Anna Finocchiaro, Paolo Quinto, e il lobbista della Compagnia delle Opere, Nicola Colicchi.

Il clan Per la mobile di Potenza, guidata da Carlo Pagano, i «promotori, ideatori e organizzatori» erano Gemelli e Colicchi. Lo Bello e Quinto i «partecipanti» con un «ruolo di cerniera con la politica».

Possibile che manchi la MAFIA ?

Usando le loro «entrature», secondo i pm, il clan si è mosso per vari scopi: dal pontile di Augusta a progetti nel settore petrolifero, all' energia, ai «Sistemi di difesa e sicurezza del territorio». All' ex ministro Federica Guidi, compagna di Gemelli, l' indagine dà il ruolo di «strumento inconsapevole di quello che lei stessa aveva mancato di individuare come clan». Al capo di stato Maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, la nuova accusa: aver concorso a turbare l' assegnazione della concessione del pontile. Quinto, attraverso l' avvocato Giuseppe Di Noto, si dichiara «totalmente estraneo e sicuro di chiarire».

Ivanhoe Lo Bello detto Ivan, il secondo rappresentante di massimo livello di Confindustria — dopo Antonello Montante, il delegato della legalità degli imprenditori italiani indagato per concorso esterno — precipitato nella polvere. Si erano presentati nel 2006 come la “coppia” siciliana del cambiamento, si sono rivelati i capi di cordate dalle ambigue frequentazioni ed entrambi assai sensibili al richiamo degli affari.

Influente e mai appariscente, un talento innato per la giusta distanza, tanto abile da stare in equilibrio perfetto fra il “quartierino” e le bandiere di Libera, ultimo incontro a Torino il 21 febbraio per firmare come Unioncamere uno dei soliti protocolli intorno ai quali Lo Bello ha costruito la sua immagine antimafia.

Come mai Don Ciotti non si e' mai accorto di chi fosse veramente Lo Bello ?

 Ivan è soprattutto uno che conta. Conta a Palermo e a Roma, nei salotti, in Vaticano, nei ministeri. Dalle carte giudiziarie di Potenza è affiorata la sua capacità di fare intensamente lobby. A cena con l’arcivescovo Vincenzo Paglia parla di incarichi graditi a Gemelli, l’imprenditore Nicola Colicchi azzarda che lui è stato in grado di far strappare un decreto già firmato dal ministro Delrio. Evocato in tante telefonate, indicato come «gancio», ha candidamente ammesso qualche giorno fa a Repubblica: «Ma io sul mio territorio sono un’istituzione».

Infatti Socialista in gioventù, vicino a Fabio Granata che era luogotenente di Fini in Sicilia, in stretti rapporti con un sindaco forzista di Siracusa, Ivan Lo Bello diventa Ivan Lo Bello a soli 35 anni. È il 1998 e il presidente della Regione Giuseppe Provenzano — che aveva avuto guai con il giudice Falcone per le sue consulenze al clan dei Corleonesi — su suggerimento proprio di Granata, nomina uno sconosciuto siracusano a consigliere del Banco di Sicilia. Poi ne sarà anche presidente.

L’anno per lui decisivo però è il 2006. Montezemolo vuole pulizia in Confindustria siciliana e lo sceglie come guida degli industriali dell’isola. Passano pochi mesi e si annuncia la “rivoluzione”: gli imprenditori promettono di ribellarsi al racket e di cacciare dalla loro associazione chi paga il pizzo. È l’inizio di un’avventura che finisce sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo: Lo Bello è l’uomo della svolta.

La “rivoluzione” però sarà un sogno spezzato, quel movimento dopo un po’ perde slancio e si trasforma in un gruppo di potere che occupa militarmente tutte le cariche pubbliche disponibili. Gli industriali siciliani diventano un “partito” che siede per 6 anni di fila nelle giunte regionali, decide assessori e pure presidenti, piazza i suoi fedelissimi in ogni angolo di sottogoverno. E fa affari.
 

A Catania nasce una nuova stella imprenditoriale, Mimmo Costanzo, che era stato assessore allo Sviluppo Economico della prima giunta Bianco e che Lo Bello mostra a tutti come «esempio di legalità». La stampa ne dice meraviglie. Costanzo si rivelerà — stando all’inchiesta giudiziaria sulla Dama Nera dell’Anas — un grande corruttore e il suo impero si scoprirà in odore di mafia.

Lo Bello fa finta di niente, come se Costanzo non l’avesse mai conosciuto. Come fa finta di niente quando per una truffa alla Regione va sotto processo il suo amico Ivo Blandina («Una persona molto per bene»), scelto per fare il commissario di Confindustria Siracusa. Fa finta di niente quando il suo nome è menzionato in numerose pagine del caso Guidi («Non capisco che c’entro io»), fa finta di niente quando Confindustria siciliana è trascinata nel gorgo delle indagini.

Ed ecco che allora tutto si può ricongiungere o la mafia c'e' ma non compare direttamente oppure e' comandata da insospettabili ?

 

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17.04.16

LE TRIVELLE AUTOMATICHE CHE PRODUCONO L'1% DEL FABBISOGNO ITALIANO COMPROMETTONO IL VERO PETROLIO ITALIANO : IL TURISMO.

PENSACI !

 

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16.04.16

 

 

QUANTA SANITA' PUBBLICA SI SAREBBE POTUTA PAGARE CON I 300 MILIONI DI EURO CHE COSTA IL REFERENDUM DELLE TRIVELLE A CAUSA DI RENZI  ?

Non sprechiamolo insieme alla nostra salute e di quelli che verranno dopo di noi !

 

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15.04.16

 

OCCHIO AI POSSIBILI BROGLI ELETTORALI : IL NO DI RENZI AI REFERENDUM TRIVELLE UN POSSIBILE  SCAMBIO CON PRODI PER APRIRE LA VIA PER L'IRAN .

Renzi ha la sindrome del primo della classe, per cui per arrivare per primo in Iran ha usato il nome di Prodi, in cambio sta dando una mano a boicottare il referendum delle trivelle , osteggiato dalla lobby dei petrolieri ben rappresentata da Prodi.

Per cui occhio ai possibili brogli elettorali, che in Italia hanno il precedente del referendum monarchia repubblica..
A dimostrarlo  un estratto del Decreto Luogotenenziale di indizione del Referendum per la forma di stato (il famoso referendum Monarchia-Repubblica del 1946) , il quale stabiliva le modalità del voto, ma anche dove si votasse. Fra i vari collegi ve ne era uno per la terra di Dalmatia con Zara (la Venezia-Giulia), ma anche l'Istria era compresa fra le terre della "Venezia". Cliccando sull'immagine si può vedere la scansione ingrandita e verificare i collegi)
collegi1946.gif
Queste zone erano territorio legalmente italiano, ma dato che erano occupati da Alleati (per Trieste e dintorni) , Titini (che attuavano un genocidio) ecc, si fece un decreto in cui il voto in quei collegi elettorali venne momentaneamente sospesi, MA CON LA CHIARA INDICAZIONE CHE ESSI AVREBBERO VOTATO IN SEGUITO APPENA RISTABILITO L'ORDINE. ( Clicca sull'immagine del decreto per ingrandirla)Decreto di rinvio dei collegi occupati

Fra i territori che non poterono votare contiamo Bolzano, Udine (con Pordenone), la Venezia Giulia con l'Istria, Zara con la Dalmatia.
Ma dopo soli 9 mesi la neonata Repubblica Italiana cedette temporaneamente l' Istria e Dalmatia alla Jugoslavia, e non fece mai votare Bolzano, Udine, Pordenone e Trieste. Era certo infatti che essi avrebbero votato per la monarchia ribaltando il risultato.
In pratica, dato che MILIONI DI PERSONE AVENTI DIRITTO NON HANNO POTUTO VOTARE, il referendum del 1946 non è valido internazionalmente, e non può essere usato come scusa per conoscere la volontà del popolo. Il referendum del 1946 E' NULLO giuridicamente.
O meglio, non è ancora "terminato" , ma è oggi impossibile il suo completamento , per cui e' nullo , ( a meno che Istria e Dalmatia non tornino italiane e votino).
Tutto ciò rivoluziona i rapporti giuridici fra l'attuale Stato e i suoi cittadini.
Lo Stato "Repubblica Italiana"non rappresenta i cittadini italiani, anche quelli di Istria e Dalmatia, ma in pratica tutta la Venetia .
La stessa Costituzione Italiana non vale, in quanto l'assemblea costituente non era completa dei territori veneti, quindi i costituenti non rappresentavano l'intero popolo.
Oggi i programmi che trasformano i voti  cartacei in elettronici potrebbero anche scambiare i destinatari del si  nel no, come invertire i voti per Renzi in quelli per Grillo, magari per le elezioni europee , a Torino quelli per Fassino in quelli per Airaudo o Morano o Appendino dipende dall'andamento del voto.

 

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14.04.16

 

 

I FATTI ILLECITI DEI MINISTRI ,  LE MORTI  MISTERIOSE, ED IL DOSSIER SULL'AMMIRAGLIO .

Dopo la morte di Regeni e le dimissioni della Guidi, abbiamo le dimissioni di Scajola e la morte di del tenente colonnello Omar Pace:

REGGIO CALABRIA Un teste importante, chiamato a ricostruire passaggi fondamentali per la pubblica accusa, perché a lui era toccato il compito di analizzare l’archivio di Mariagrazia Fiordelisi, impostando i successivi approfondimenti su quei file e quelle carte. Così è stato definito il tenente colonnello della Guardia di Finanza Omar Pace, l’ufficiale in forza alla Dia, che si è tolto la vita lunedì scorso, due giorni prima della sua testimonianza al processo che vede imputato anche l’ex ministro Claudio Scajola.
Il politico è accusato di aver aiutato l’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena a sottrarsi a una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa e ad occultare il suo immenso patrimonio, insieme alla moglie dell’ex collega di partito, Chiara Rizzo, al factotum dei coniugi Martino Politi, e alla storica segretaria dei due, Mariagrazia Fiordelisi. Contestazioni rafforzate dal materiale sequestrato anche all’esito della perquisizione affidata anche al tenente colonnello Pace, il giorno dell’esecuzione dell’ordinanza spedito a casa della storica segretaria dei Matacena, dove è stato rinvenuto l’archivio segreto dei due. Materiale che il tenente colonnello aveva analizzato e catalogato e su cui oggi avrebbe dovuto riferire. Un suicidio – per il quale hanno espresso dolore e rammarico anche i legali presenti oggi in aula, che per bocca dell’avvocato Corrado Politi hanno voluto esprimere le proprie condoglianze alla famiglia - su cui anche il pm della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo vuole vederci chiaro. Per questo motivo, attende la trasmissione degli atti preliminari di indagine che saranno redatti dalla Mobile di Roma, come pure i messaggi d’addio che il finanziere ha redatto prima di spararsi un unico letale colpo con la pistola d’ordinanza. Al sesto piano del Cedir – stando a quanto filtra - c’è l’obbligo di comprendere cosa abbia spinto l’ufficiale al suicidio per spazzare via qualsiasi eventuale ombra su un’indagine che, come dimostrano anche le integrazioni istruttorie di recente depositate, è lungi dall’essere conclusa.
Nel frattempo, continua l’attività dibattimentale di fronte al collegio presieduto da Natina Pratticò. Di fronte ai giudici, oggi hanno sfilato però solo i testi minori che erano stati convocati a corredo della testimonianza principale dell’ufficiale. Sulla perquisizione a casa di Mariagrazia Fiordelisi ha riferito il capitano della Guardia di Finanza Vincenzo Linella, che ha ripercorso le operazioni eseguite l'8 maggio 2014, confermando che proprio nell’archivio della segretaria è stato rinvenuto il fax inviato dall’imprenditore Vincenzo Speziali per confermare l’impegno dell’ex presidente libanese Amin Gemayel a garantire a Matacena un rifugio sicuro in Libano. Nel paese dei Cedri – si assicurava con quella missiva redatta in francese e indirizzata a «mon cher Claudio» Scajola - all’ex deputato latitante, sarebbero stati garantiti appoggi e documenti che ne avrebbero preservato la piena operatività. Sebbene la firma in calce e le conversazioni intercettate dimostrino il contrario, tanto Gemayel come Speziali hanno sempre smentito la paternità di quella lettera.
Ma ad incastrare l’imprenditore catanzarese, confermando che il numero di fax da cui è stata spedita è quello usato abitualmente da Speziali, è stato Giorgio Casciani, amministratore delegato della società 3TI Italia S.p.A. In passato – ha spiegato Casciani a inquirenti e investigatori – proprio da quel numero l’imprenditore catanzarese, per circa un anno utilizzato come agente e consulente della 3TI Italia in Libano, ha inviato all’azienda note e fatture per i rimborsi. Un dato, comprovato anche a livello documentale, che conferma il quadro che gli investigatori coordinati dal pm Lombardo hanno costruito nel corso di lunghi anni di indagine. Un mosaico dove è la ndrangheta a cementare tessere pescate dal catino della politica ufficiale e di quella ufficiosa, degli investimenti delle grandi aziende di Stato e degli interessi dei player finanziari internazionali, della massoneria e delle lobbies. Un mosaico che con il passare del tempo diventa sempre più complesso. E inquietante.

Alessia Candi

 

Ed e' pressoché incredibile che una padre di famiglia di bimbi sotto i 10 anni, esperto informatico che avrebbe potuto trovare lavoro ovunque si suicidi per un trasferimento ritenuto ingiustificato o punitivo.

Inoltre su cosa avrebbe dovuto testimoniare nel processo SACALOJA ?

Sempre in tema di corpi armati dello stato :

Un dossier anonimo contro l’ammiraglio De Giorgi: “Ecco tutte le spese pazze”
Inchiesta di Potenza, spuntano documenti sul capo di stato maggiore della Marina: «Festini e scambi di interessi con il fidanzato della ministra Guidi»:

GRAZIA LONGO
INVIATA A POTENZA

La stagione dei veleni è appena cominciata. Non si sono ancora placate le polemiche per il dossier contro il ministro Graziano Delrio, che ne spunta fuori un altro. Stavolta nel mirino c’è il capo di stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, al centro del filone siciliano dell’inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata. È probabile che di questo dossier si discuta venerdì alla Procura di Roma nell’incontro previsto fra il procuratore Pignatone e il collega di Potenza Luigi Gay quando verrà affrontato anche il dossier che riguarda il ministro. Questa tranche in particolare verrà trasferita a Roma, mentre si stanno ancora valutando eventuali altri passaggi.

Contro di lui c’è un dossier anonimo che è stato consegnato alla procura di Potenza, alla presidenza del Consiglio e al ministero della Difesa. Documenti, allegati, che contestano l’operato e le spese folli dell’alto ufficiale della Marina, in pole position, fino a poco prima dello scandalo, per diventare il nuovo capo della Protezione civile. Festini e spese pazze sono denunciate dalla gola profonda che accusa De Giorgi. Si legge ad esempio dei «festini da lui organizzati da comandante a bordo della nave Vittorio Veneto... con tanto di trasferimento a mezzo elicottero, di signorine allegre e compiacenti. O di quella volta, sempre da comandante della nave Vittorio Veneto in sosta a New York, che accolse gli invitati a un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco». Grande amante del lusso, secondo il dossier, l’ammiraglio fece spendere 42 milioni di euro per rifare l’area delle cabine degli ufficiali della nave Bergamini, dopo una visita a Fincantieri.

I LEGAMI CON GEMELLI
Nell’inchiesta di Potenza - il procuratore Luigi Gay, l’aggiunto Francesco Basentini, la pm Laura Triassi e Elisabetta Pugliese della Dna - l’ammiraglio è accusato di abuso d’ufficio. Il sospetto è che ci sia stato uno scambio di «interessi» tra lui e il fidanzato dell’ex ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. L’imprenditore petrolifero Gianluca Gemelli - anche in questo caso indagato per traffico d’influenza illecita, proprio per aver speso la posizione dell’ex ministra - avrebbe avuto il suo tornaconto grazie alla costruzione di un pontile per lo stoccaggio del petrolio. In cambio avrebbe speso la posizione della Guidi per uno stanziamento del ministero delle Finanze. Più in particolare, si trattava di gestire spese per 5,4 miliardi di euro: il progetto del rimodernamento dell’intera flotta italiana, inserito nella cosiddetta legge navale.

FESTINI E CHAMPAGNE
Nelle pagine del dossier anonimo (che come tale va preso con tutte le cautele), viene rappresentato un capo di stato maggiore che folleggiava a champagne, intimoriva i sottoposti, i quali solo per paura non ne denunciavano l’atteggiamento. Fango e menzogne contro l’ammiraglio? La sua carriera militare è senza macchia. Venerdì mattina, intanto, verrà interrogato in procura a Potenza in merito all’accusa di abuso d’ufficio. Inevitabilmente, anche se non c’entra con le indagini, l’attenzione ricadrà sul dossier e sulla sua immagine in sella al cavallo bianco.

LA GOLA PROFONDA
La gola profonda sostiene di essere un militare della Marina che preferisce restare anonimo per paura: «Non ho il coraggio di venire allo scoperto perché ho già abbondantemente pagato per non essermi piegato alle richieste del capo di Stato maggiore». De Giorgi, secondo quanto stigmatizzato nel dossier, volle spendere cifre da capogiro per il quadrato e le cabine degli ufficiali. Ben 42 milioni e 986.000 euro che l’ammiraglio «cercò di coprire con un auto investimento da parte di Fincantieri che invece non aveva alcuna intenzione di finanziare neanche parzialmente e quindi si spesero decine di milioni del contribuente».

IL BUSINESS NEL CAMPO DEI MEZZI NAVALI
C’è poi un altro importante business nel campo dei mezzi navali per attività di spionaggio e che fa parte del rinnovamento della flotta navale per oltre 5 miliardi all’attenzione della procura di Potenza: «la produzione di unità sottili stealth ad altissima velocità, con scafi e strutture di carbonio trattato con l’applicazione delle nanotecnologie». De Giorgi ci teneva tantissimo, al punto che «propose con una lettera al capo di Stato Maggiore della Difesa, l’ammiraglio Luigi Mario Binelli Mantelli, chiedendogli l’approvazione a firmare una convenzione con la società As Aeronautical». È quanto riportato in una lettera del 30 novembre 2013, allegata al dossier. La gola profonda denuncia che «l’Aeronautical Service tecnicamente non esiste e non dispone di apparecchiature, né di maestranze all’altezza. Il suo responsabile, ingegner Bordignon, millanta coperture illustri come De Giorgi e Valter Pastena». Proprio quel Pastena, consulente dell’ex ministra Guidi, anche lui indagato a Potenza.

I PARTY E I SOLDI PUBBLICI
Per quanto concerne invece i party con i soldi pubblici, l’anonimo racconta: «Famosi sono stati i festini organizzati dal comandante a bordo della Vittorio Veneto in navigazione, con tanto di trasferimento a mezzo elicottero di signorine allegre e compiacenti. O di quella volta, sempre da Comandante della Vittorio Veneto in sosta a New York, che accolse gli invitati ad un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco appositamente noleggiato. Tutti sapevano e tutti, per paura delle sue vendette, tacevano circa l’uso improprio che l’ammiraglio, una volta diventato capo delle Forze Aeree della Marina, faceva degli elicotteri e soprattutto del velivolo Falcon 20 che in versione Vip lo trasportava continuamente come in un taxi, spesso in allegra compagnia da una parte all’altra dell’Italia, per l’esaudimento di interessi personali ma a spese del contribuente».
 

Dopo tutto ciò come mai l'ammiraglio De Giorgi non viene sospeso ?

 

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13.04.16

to

a.candito@corrierecal.it

 

300 milioni di menzogne di Renzi

Domenica il voto per il referendum sulle trivelle costerà agli italiani 300 milioni di euro che si sarebbero potuti risparmiare accorpando il referendum alle elezioni amministrative. La prima menzogna di Renzi e' stata che non si poteva fare per legge. E poi l'invito al non voto perché il referendum sarebbe inutile: se lo fosse la consulta lo avrebbe bocciato. E' ovvio che questo referendum da fastidio agli interessi dei petrolieri e chi lo boicotta appartiene al partito dei petrolieri come Renzi. La prova che Renzi sta con i petrolieri e non con gli elettori del PD e' data dal governatore della Puglia , Emiliano che si  e' schierato con il SI come la LEGA di Salvini ed il movimento di Casaleggio e Grillo.

Ho contattato 2 volte CASALEGGIO, una volta per telefono su incarico di Grillo per parlagli della mia idea di raccogliere deleghe per le assemblee degli azionisti, prima che ci fosse la legge. Mi ha respinto al mittente.

Una seconda volta pubblicamente a Torino dopo la prima vittoria delle politiche: mi e' parso un personaggio molto introverso, che vivesse nel suo mondo di GAIA, che non mi appartiene.

PACE ALLA SUA ANIMA.

 

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12.04.16

 

LA LOBBY DI COMUNIONE E LIBERAZIONE e FRANCESCO DEL VATICANO

Ancora oggi Comunione e Liberazione con Colicchi , responsabile romano della Compagnia delle Opere, esercita il suo potere anche con Francesco del Vaticano : Il lobbista ciellino Colicchi e i contatti con il senatore Cociancich e monsignor Paglia.

di GIACOMO GALEAZZI E GRAZIA LONGO
ROMA

In attesa che Gianluca Gemelli venga interrogato dai pm di Potenza, affiora la rete di contatti in Vaticano di una delle figure centrali del «clan» coinvolta nell’inchiesta sul petrolio. L’ex compagno del ministro Federica Guidi, infatti, aveva scelto un pezzo da novanta come referente nel mondo cattolico. E cioè il palermitano Nicola Colicchi, imprenditore e ciellino, indagato a Milano nel 2001, presidente della Compagnia delle Opere di Roma e Lazio dal 2003 al 2009, poi nell’esecutivo nazionale, presidente di un Osservatorio per il settore no-profit alla Camera di Commercio di Roma.

Colicchi dispone di forti entrature. Il ministro vaticano della Famiglia, Vincenzo Paglia, lo frequenta dagli anni in cui era assistente spirituale alla Comunità di Sant’Egidio. «Colicchi era il responsabile a Roma della Compagnia delle Opere», spiega l’arcivescovo Paglia che però non ricorda bene la cena a casa del lobbista alla quale partecipano Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria e il senatore Pd Roberto Cociancich, responsabile Europa del partito, ex capo scout del premier Matteo Renzi, attuale presidente mondiale della Conferenza internazionale cattolica dello scoutismo e ufficiale di collegamento tra gli scout e il Vaticano

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11.04.16

 

 

MINISTRO AL POSTO DELLA GUIDI Giuseppe Di Bello,

Cosa vi aspettate che accada quando un libero cittadino rende pubblici i risultati delle analisi chimiche su un bacino idrico che serve migliaia di famiglie, denunciandone la pericolosità? Indagini, accertamenti ed eventualmente provvedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili?

Nella vicenda che raccontiamo di seguito i provvedimenti giudiziari sono, in effetti, arrivati. Non a carico di chi dovrebbe garantire la sicurezza delle acque però. Ad essere punito è stato il cittadino che s’è preso la briga di denunciare.

E il cittadino in questione è Giuseppe Di Bello, tenente della polizia provinciale di Potenza, che a causa del suo impegno a tutela dell’ambiente e della salute pubblica è stato assurdamente delegittimato. Fino alla revoca della sua qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza.

Tutto ha inizio nel gennaio 2010, quando Giuseppe Di Bello decide di andare ad effettuare, contando solo sull’appoggio di alcune associazioni e sulla collaborazione di una chimica dell’università di Siena, il prelievo di alcuni campioni d’acqua presso il lago del Pertusillo. Si tratta di un invaso da 155 milioni di metri cubi d’acqua principalmente ad uso civile, collegato attraverso un mega-condotto all’altro importante invaso di Senise (noto come Montecotugno). Quest’ultimo ha una capacità di 550 milioni di metri cubi d’acqua, sempre destinata all’uso civile.


Dalle analisi commissionate ad un laboratorio fuori regione, le acque del Pertusillo risultano soggette ad inquinamento sia di natura microbiologica (con la presenza di pericolosi batteri) che di alte concentrazioni di metalli pesanti (in particolare, ferro e manganese).

Maurizio Bolognetti, esponente dei Radicali per la Basilicata, che s’era incaricato di reperire i fondi per effettuare le analisi, ne rende pubblici i risultati. Cosa che scatena l’immediata reazione di Vincenzo Santochirico, allora Assessore Regionale all’Ambiente della Basilicata, il quale denuncia Di Bello e Bolognetti alla Procura della Repubblica di Potenza per “procurato allarme”. A suo dire, le acque del Pertusillo sono sicure.

Ulteriori fatti, come morie di pesci e la colorazione rossa delle acque per la presenza della cosiddetta “alga cornuta”, confermano tuttavia l’ipotesi che un serio problema d’inquinamento esista. Ma l’unico provvedimento che ne consegue è a carico del tenente Di Bello: sospensione dai pubblici uffici ed interruzione dello stipendio per il reato di “rivelazione di segreti d’ufficio”.


Scontata la sospensione, a Di Bello viene assegnato un incarico presso il museo e la pinacoteca provinciale.

Nel frattempo però arrivano i risultati di ulteriori analisi effettuate sulle acque ed i sedimenti del Pertusillo. I campioni prelevati nel maggio 2011 confermano il pericoloso tasso d’inquinamento e inducono alcune associazioni ambientaliste, come il nucleo di Potenza dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione animali) e EPHA (Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Salute), a scrivere, tra gli altri, al Ministero dell’Ambiente e dell’Interno per invocare l’apertura dello stato d’emergenza. Qualche mese più tardi, il Ministero dell’Ambiente risponde sollecitando le amministrazioni locali (tra cui Provincia di Potenza e Regione Basilicata) a fornire un quadro aggiornato della situazione.

Non si registrano tuttavia significativi sviluppi nella vicenda. Ad andare avanti è soltanto il procedimento giudiziario che vede il tenente Di Bello nella veste d’imputato.

E il 6 giugno 2012 arriva la sentenza di primo grado, che riconosce Di Bello colpevole e lo condanna a due mesi e venti giorni di reclusione. Trattandosi di un incensurato, la condanna non diventa effettiva. Di Bello in ogni caso non ci sta. Impugna la sentenza e il 1 ottobre 2012 fa ricorso in appello. Senza nel frattempo mettere da parte il suo impegno civile.

E’ sempre Giuseppe Di Bello, infatti, a scoperchiare un altro caso scottante.

Si tratta dell’area industriale di Tito, comune della provincia di Potenza dove sorgeva l’ex Liquichimica. L’azienda, in cui si producevano detergenti e fertilizzanti, chiude i battenti nel 1981. Da allora il terreno, circa 59 mila metri quadri, è divenuto una discarica abusiva. Nessuno se ne occupa, fino al 2001 quando lo stesso tenente Di Bello è tra gli agenti che operano il sequestro dell’area, su ordinanza del PM Henry John Woodcock.

Vengono stanziati fondi per procedere ad analisi di accertamento del grado di inquinamento dell’area, in ottica di un’eventuale bonifica. Si accerta anche la presenza di rifiuti di provenienza extra-regionale, elemento che lascia supporre la convergenza di interessi mafiosi sul sito. Nel 2006 addirittura l’azienda Daramic srl, produttrice di separatori per batteria, si autodenuncia per la contaminazione del terreno e della falda acquifera della zona. Si parla di tricoloroetilene, tricloroetano, dicloroetilene, bromodiclorometano, cloroformio, bromoformio, cloruro di vinile monomero, esaclorobutadene, tetracloroetilene e idrocarburi totali. Tutte sostanze persistenti e di sospetta o accertata tossicità, con particolare riferimento a potenzialità cancerogene, rilevate in concentrazioni un milione di volte superiori rispetto ai limiti consentiti.

Ma nonostante un riacceso interesse a partire dal 2009, quando viene presentata un’interrogazione parlamentare sulla situazione di Tito Scalo (frazione del comune di Tito, dove sorge l’area ex Liquichimica), le analisi operate nell’ottobre scorso da Di Bello evidenziano quanto il terreno sia ancora pregno di sostanze radioattive, come il radio.

L’unico caso in cui si manifesta tuttavia una chiara volontà ad andare fino in fondo nell’individuare un responsabile, un colpevole da additare, è proprio quello che ha Di Bello per protagonista.

Il 13 dicembre scorso, infatti, la prefettura di Potenza gli notifica la revoca della qualifica di agente di pubblica sicurezza. Nelle motivazioni del provvedimento si parla di “reiterato comportamento” e di “condotta di particolare gravità, tale da essere incompatibile con le delicate funzioni affidategli nella veste di adente di pubblica sicurezza”.

In realtà, dopo la denuncia relativa ai fatti del 2010 e la conseguente sospensione, la condotta di Di Bello come dipendente della provincia non ha ricevuto più alcuna contestazione. Non si capisce dunque quali siano i “reiterati comportamenti” di cui si sarebbe macchiato in veste di agente. Né, allo stesso modo, si capisce a cosa si riferisca la contestazione di “condotta di particolare gravità”, dal momento che da allora è rimasto sempre in servizio presso il museo provinciale, dove il suo operato ha incontrato la piena soddisfazione dei diretti responsabili, come testimonia il premio produzione percepito dallo stesso Di Bello nell’ottobre scorso.

“Non solo. Questo provvedimento va contro il principio di presunzione d’innocenza, che nel nostro paese vige fino al terzo grado di giudizio” – dice Di Bello. “Qui si sta applicando una sanzione disciplinare nei miei confronti quando c’è ancora un processo giudiziario in corso”.

Una vicenda che ha del paradossale. Un agente di pubblica sicurezza viene delegittimato e privato della sua carica per aver portato alla luce dei casi che riguardano la salute dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono. Con la solita tacita accusa di deturpare l’immagine di una regione, di un territorio.

Ma davvero tenere i cittadini all’oscuro di un problema, facendo finta che non esista, è tutelare l’immagine di un territorio? O forse siamo alle prese con quella “macchina del fango” così ben descritta da Roberto Saviano, che scatta ogni qualvolta vengono portate a galla verità scomode? Un perverso meccanismo che cerca di isolare e mettere in cattiva luce chi denuncia qualcosa che non va, invece di occuparsi di ciò che viene denunciato.

Sapere che in giro per le strade e i territori del nostro paese ci sono persone serie e inappuntabili, con a cuore la salute e il bene pubblico, è quanto di meglio un cittadino può auspicare da un agente di pubblica sicurezza. L’impegno di Giuseppe Di Bello è sempre stato in questa direzione. Un impegno che sa ispirare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Che ci fa sentire protetti, tutelati. Proprio l’esatto contrario di quanto fa chi, invece, ripudia e condanna questo genere d’impegno.

Roberto Caravaggi


FONTI E LINK CORRELATI:

La sentenza della Prefettura di Potenza SENT DI BEL

http://www.olambientalista.it/pertusillo-ehpa-conferma-presenza-di-metalli-pesanti-e-idrocarburi/

http://www.associazionelucacoscioni.it/rassegnastampa/i-veleni-di-tito-scalo
 

Ecco perché l'unico italiano degno di essere nominato ministro al posto della Giudi e Bi Bello.

Invito a mandare questo messaggio a @matteorenzi  ; matteo@governo.it;

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10.04.16

 

La differenza fra tedeschi e gli italiani sta nella pubblica amministrazione.

Recentemente ho dovuto utilizzare il servizio telefonico del sovra  cup della Regione Piemonte per prenotare 2 visite specialistiche una per me una per mio padre. La centralista me le ha date a distanza di 2 ore una dall'altra dicendomi di richiamare per farmelo spostare. Le ho chiesto perché non lo faceva subito lei , e lei mi ha detto che doveva rispondere ad altri. Che senso ha essere trattati come dei sudditi dalla sanità pubblica ? non la paghiamo noi ed i suoi dipendenti non dovrebbero essere i nostri dipendenti ? Ho cercato di parlare con il responsabile del sovra cup ma e' stato inutile. Ho chiamato la segretaria dell'assessore alla sanità piemontese Saitta, e prima mi e' stato risposto che loro non erano li per risolvere il mio problema che avrei dovuto sottoporre per iscritto all'urp dell'ASL compente. Ho risposto che da anni scrivo alle urp con una percentuale di risposta scritta del 10% e che avrei voluto risolvere il mio problema adesso non dopo anni . Tutto inutile erano le 16.30 di venerdì e in Regione Piemonte non c'era più nessun responsabile della sanità pubblica piemontese. Infine mi hanno dato l'email di una persona a cui invece manderò questo scritto, cosi tutti quelli che la pensano come me sanno di non votare più Saitta alle prossime elezioni.

Ho capito che la pubblica amministrazione la mantengo ma non mi serve, anzi mi tratta come un suddito, che deve solo pagare e stare zitto . Allora mi sono chiesto se la sanità non basta per me come può bastare per gli estracomunitari che la non pagano ma hanno diritto di essere curati, forse più di me, che sono vecchio e faccio visite di controllo. Allora anche se pago devo ammalarmi, non curarmi , e magari morire per lasciare tutto a  chi e' stato curato con i miei soldi ?

Lo stato d'impotenza e direttamente proporzionale all'arroganza dei politici e dei dipendenti pubblici, e di alcuni extracomunitari , che pretendono tutto. A cui i politici vorrebbero dare tutto, magari anche il voto, mentre i vecchi ed i giovani italiani se ne devono andare all'estero, magari in Germania dove lo stato difende chi ha dei diritti, ed il rispetto delle regole fa licenziare chi sbaglia.

Ma quando finiranno i nostri soldi perché moriremo o saremmo all'estero, chi pagherà lo stipendio alla centralinista del sovra cup, alle segretarie di Saitta ed allo stesso Saitta ? gli extracomunitari che magari dopo aver usato la sanità, la casa e l'auto degli italiani invocheranno l'Isis ?

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09.04.16

 

PANAMA PAPER : PERCHE' IL FILES COI NOMI IN ITALIA LO HA L'ESPRESSO DI DEBENEDETTI ?

FATTI NON OPINIONI : perché l'Espresso di Carlo de Benedetti ha il files dei Panama paper detenuto da l’Occrp (Organized Crime and Corruption Project), finanziato da Usaid, l’agenzia Usa per lo sviluppo e Soros? Sta pubblicando tutti i nomi o ne fa un filtro in funzione di cosa ? Recentemente Carlo de Benedetti ha fatto l'accordo con Jaki e Marchionne per acquisire La STAMPA . MONTEZEMOLO e' stato licenziato in 3 giorni dalla FERRARI da MARCHIONNE.

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08.04.16

 

LA SOSTITUZIONE DEI 2 MINISTRI GUIDI E DEL RIO DEGNA DI BISIGNANI O DI UN SUO ALLIEVO

Pare ci sia una regia modello Bisignani che mira alle poltrone della Guidi e di DEL RIO, ministeri molto corteggiati dalle lobby affaristiche con tutti i mezzi. Saranno Scaroni e magari un fedelissimo di RENZI i sostituiti dei nuovi ministri,  graditi al burattinaio ?

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07.04.16

 

 

 

RENZI PANAMA PAPERS COME MONTEZEMOLO ?

Donzelli: "Anche il giro intorno al premier fa affari grazie a società con sede a Panama, un legame che si intreccia anche con gli interessi di Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria"

È quanto afferma Giovanni Donzelli, coordinatore dell'esecutivo nazionale e capogruppo in Regione Toscana di Fratelli d'Italia alla luce delle notizie emerse sui cosiddetti "Panama papers".

Donzelli aveva già ricostruito i legami fra il giro d'interessi intorno al premier Renzi e gli amministratori di Banca Etruria. "Due società con sede a Panama, la Torrado Holdings e la Tressel Overseas - sottolinea Donzelli - hanno quote di capitale della Egnazia Shopping Mall, società nata per la realizzazione dell'outlet di Fasano, in provincia di Brindisi, di cui l'amministratore unico è ancora oggi Lorenzo Rosi e per cui ha svolto un ruolo da consulente lo stesso papà del premier, Tiziano Renzi. Le due società sono anche fra i fondatori della Corso Italia, nata per l'acquisto del teatro comunale di Firenze, acquistato ad aprile 2015 per 23 milioni di euro, meno della metà della cifra di valutazione fornita dal Comune di Firenze governato dall'allora sindaco Matteo Renzi".

"Le società con sede a Panama fanno riferimento ad alcuni studi, fra i quali Mossack Fonseca, da cui sono state svelate le notizie sui potenti del mondo, ma anche ad altri come Arifa, la cui sede sembra coincidere con quella di Torrado Holdings e Tressel Overseas - sottolinea Donzelli - le due società sono state anche recentemente rappresentate all'assemblea della Egnazia, da Luigi Dagostino, regista dell'operazione outlet nella quale sono coinvolti, fra gli altri, oltre a Tiziano Renzi, anche i suoi soci Ilaria Niccolai e Iacopo Focardi, l'ultimo presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi e l'amico e finanziatore di Matteo Renzi Andrea Bacci. Fra i soci della Egnazia c'è anche la Mora Real Estate, società fondata dai fratelli Moretti, creatori del marchio Lebole di Arezzo, e il cui unico socio è oggi la Real Estates Sales and Lettings con sede nel Regno Unito. Tutto senza dimenticare che società con sede nei paradisi fiscali (da Cipro al Regno Unito) figurano in quasi tutte le società che si occupano della realizzazione degli outlet da Reggello a Sanremo, passando per Fasano. Vogliamo sapere chi c'è dietro a queste società e chi porta i soldi nei paradisi fiscali - conclude Donzelli - è gravissimo che lo stesso giro intorno al premier sia collegato ai paradisi fiscali".

 

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06.04.16

 

Montezemolo da Gianni Agnelli a Renzi

Quando Montezemolo era vicepresidente della Juventus sbaglio allenatore e Gianni Agnelli  nel 1990 accolse il suggerimento di cambiare Montezemolo e Maifredi con Trapattoni, lamentandosi  che gli era costato 1 miliardo di lire.

G.A disse di Montezemolo che avrebbe dovuto decidere cosa fare da grande.

Poi  G.A gli diede la Ferrai nel 1991 con tanti soldi per vincere da dove lo licenzio in 3 giorni Marchionne nel 2014.

Nel 2015 Renzi lo nomina presidente del comitato organizzatore delle olimpiadi di ROMA DEL 2024.

Il 04.04.16 entra nella lista PANAMA PAPER , negando. I fatti gli daranno ragione ?

Nel 1985 proprio Romiti in un’intervista a Repubblica: «Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano soldi per presentare qualcuno all’avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l’altro alla Cinzano». E poi aggiunse: «Dalla Fiat lo licenziai in tronco, anche se poi formalmente risultò che si era dimesso volontariamente»

Pochi ricordano, ad esempio, che all’epoca la vicenda ebbe un seguito processuale. Montezemolo, che secondo la leggenda era solito intascare i soldi che prendeva per trovare un buco nell’agenda di Agnelli – decine di milioni – in un libro di Enzo Biagi, ammise tutto davanti al giudice istruttore Gian Giacomo Sandrelli, che, volle il caso, anni dopo faceva il sostituto procuratore quando il tribunale lo prosciolse dall’accusa di irregolarità fiscali nell’acquisto di Baggio quando era presidente della Juventus. Tutto comincia quando all’orizzonte di Montezemolo spunta Gianfranco Maiocco, che – raccontano Gomez e Travaglio nel libro La repubblica delle banane – è un rampante finanziere che, come al solito succede a quelli che usano quell’aggettivo, finisce per fare rima con bancarottiere. «Maiocco fu da me presentato ai settori di Teksid (ingegner Palazzo), di Fiat Ferrovie e di altre branche del gruppo. Maiocco mi fu anche raccomandato da Nicola Pietrangeli, il tennista».Lavora per lui, nel senso che lo presenta a tanti obiettivi sensibili, come li chiamerebbero oggi. Montezemolo dice di non aver ricevuto in totale più di un centinaio di milioni da Maiocco, ma racconta anche di soldi dati in contanti proprio nel libro di Enzo Biagi. Due anni dopo Montezemolo viene convocato da Romiti, che gli chiede di Maiocco: Montezemolo nega di aver preso soldi, ma Romiti sa che è tutto vero perché gliel’ha detto Paolo Cantarella, all’epoca suo assistente e anche conoscente di Maiocco. Il quale chiese di incontrare Romiti perché aveva «importanti notizie da riferire riguardo personaggi Fiat». Romiti mandò Cantarella in esplorazione, e lui ascoltò Maiocco chiedere alla Fiat di intervenire per far ammorbidire la presa alla Barclays Bank che lo stava perseguitando. «Al termine del colloquio mi diede dei documenti. Si trattava di schedine di contabilità in fotocopia, riguardavano l’ing. Ferdinando Palazzo e il dottor Luca di Montezemolo. Egli mi disse che si trattava di denaro che Maiocco aveva loro erogato in via riservata in funzione dell’attività svolta presso il gruppo Fiat. Mi disse di far recapitare dette schedine al dott. Romiti». Cantarella esegue, Romiti avverte Agnelli e il giorno dopo Montezemolo è in trappola.

 

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05.04.16

 

L'Europa non e' Renzi, per fortuna.

La dichiarazione in merito all’impugnazione della decisione della Commissione Europea sul trattamento fiscale di FCA in Lussemburgo Secondo alcuni resoconti di stampa pubblicati oggi, il caso in materia di aiuti di stato riguardante il trattamento fiscale ricevuto dalla controllata di FCA Fiat Chrysler Finance Europe S.A. (“FCF”) si sarebbe concluso con il recupero da parte del Granducato del Lussemburgo dei pretesi aiuti di stato illegittimi. Nei fatti sia FCA, sia il Granducato del Lussemburgo, hanno impugnato la decisione della Commissione e l’importo controverso è stato posto sotto deposito vincolato, in attesa della decisione sulle impugnazioni da parte delle Corti dell’Unione. FCA ribadisce di non aver ricevuto alcun aiuto di stato e rimane fermamente convinta del fatto che l’esame della questione da parte della Corte confermerà la legittimità del trattamento fiscale ricevuto da FCF. Londra, 4 aprile 2016.

Nel 2014 la FIAT iniziò il turismo fiscal trasferendo la sede legale in OLANDA e quella fiscale in GB. e Renzi non si sforzo' neppure di  applicare la exit tax.

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04.04.16

 

La morte di Regeni avviene in circostanze coperte dal segreto di stato Egiziano durante la visita della GUIDI

Trovo assurda la miopia che stanno dimostrando sia i politici, sia la stampa, sia gli inquirenti, sulle possibili connessioni tra l'omicidio Regeni ,  la visita in Egitto della GUIDI e le sue dimissioni.

Ipotizziamo che Regeni nelle sue indagini si fosse imbattuto in un affare come quello che e' costato la morte ad ILARIA ALPI e che riguardasse traffici apparentemente leciti fra Egitto ed Italia , e che pensava di denunciarlo proprio alla ministra Guidi, che magari ci sia riuscito indirettamente, i vari tasselli non si metterebbero a posto. Renzi riderebbe ancora ?

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03.04.16

 

RENZI DIXIT "Io penso che in questo paese abbia fatto più Marchionne, più alcuni imprenditori, che certi sindacalisti. Io sto con Marchionne .

Io penso che Marchionne abbia fatto più per Renzi che per altri italiani .

Quindi chi vota Renzi sta con Marchionne.

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02.04.16

 

Regeni fatto trovare morto in Egitto durante la visita della Guidi.

L'omicidio di Regeni e' avvenuto durante la visita della Guidi in Egitto. Le difficoltà a fare chiarezza soll'omicidio da parte delle autorità egiziane potrebbe dimostrare che tale omicidio potrebbe essere non causale . Forse  un messaggio intimidatorio alla Guidi  per dimettersi ? perché a qualcuno poteva non andar bene quello che faceva la Guidi e serviva un ministro diverso al suo posto ? Quello che e' certo e' che al fidanzato della Guidi non serviva quel lavoro per vivere da ricco con la Guidi proprietaria di www.ducatienergia.it che si occupa di energie rinnovabili . Vedremo chi sarà il successore della Guidi , forse lo designeranno Eni e Nomisma (Prodi) e Renzi prenderà atto come sempre.

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01.04.16

 

 

L'ENI uno stato sopra lo stato : si all'abrogazione della legge per le  trivelle il 17.04.16.

Il caso Guidi non e' ne' il primo ne' l'ultimo che dimostrano che l'ENI e' uno stato sopra lo stato .

Da Mattei l'ENI ha governato la politica energetica del PAESE corrompendo i politici che ne avevano nominato i vertici  di gradimento americano e corruttori dei politici. Una partita di giro che deve essere interrotta con la nomina di un ministro dell'energia INDIPENDENTE che controlli le scelte energetiche dell'Eni  e punti alle energie rinnovabili per il paese. Si all'abrogazione della legge per le  trivelle il 17.04.16.

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31.03.16

 

 

IO STO BENE SENZA INFLAZIONE E VI DIMOSTRO PERCHÉ DRAGHI SBAGLIA.

Da alcuni anni Draghi continua a stampare moneta che le banche trasferiscono agli stati per finanziare la spesa pubblica che paga di piu' qualsiasi bene e servizio, creando corruzione non occupazione.

Basterebbe diminuire il costo dell'energia con le rinnovabili e mantenendo gli stessi prezzi aumenterebbe il salario dei lavoratori che farebbero riprendere i consumi : Produzione = Energia + Lavoro (PEL ) www.pel-marcobava.eu

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30.03.16

 

GLI AZIONISTI DELLE POSTE ITALIANE RICEVONO LE RACCOMANDATE ?

Chi ha deciso di diventare azionista delle Poste Italiane ha mai ricevuto una raccomandata? Ha mai fatto la coda per andarla a ritirare? Mentre fa la coda ed abita a Milano pensi che del tempo che sta perdendo  il responsabile e' anche Corrado PASSERA candidato sindaco di Milano , coresponsabile del disastro Olivetti, promotore del dissanguamento Alitalia  e se avesse in mente di votarlo per Milano, per l'Italia immagini le possibili conseguenze del suo voto. Sul bluff delle Poste hanno prosperato e prospereranno molti , molti di più quelli che pagheranno per il disservizi mai risolti , per ora, dalle menti dei loro ben pagati responsabili.

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29.03.16

 

Modello tedesco e modello italiano

Spesso l'industria automobilistica e' lo specchio dell'economia del paese. VOLKSWAGEN=GERMANIA , FIAT=ITALIA, RENAULT=FRANCIA, ROLLS ROYCE=INGHILTERRA, TOYOTA=GIAPPONE.

Lo scandalo VOLKSWAGEN infatti ha intaccato la credibilità tedesca, ed il modello Germania e' in difficoltà. Nonostante ciò credo siamo da imitare i grandi investimenti in energie rinnovabili in cui da secondi in Europa potremmo diventare primi se ci fossero ancora gli incentivi che da ultimi ci hanno fatto diventare secondi .

Basta spostare i fondi per gli inceneritori ai quelli dei privati che investono nel fotovoltaico, e molta corruzione avrebbe meno fondi per prosperare con gli inceneritori.

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28.03.16

 

LA VITA DOPO LA MORTE

Molti  dichiarano di non credere alla vita spirituale dopo la morte , ma dai dai loro discorsi umani si comportano come se ci credano. Una delle tante contraddizioni umane. Secondo me tutti credono in Dio , ma solo i più forti lo ammettano. Infatti credere in Dio sembra una debolezza. Significa ammettere la debolezza umana che trova forza solo in DIO. Ecco perché chi ha la forza  della fede di fatto e'  più forte di chi dichiara di non credere.

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27.03.16

 

MARCHIONNE HA FRETTA DI VENDERE LA FIAT A QUALCUNO CON UN'ALLEANZA TIPO QUELLA LA STAMPA -REPUBBLICA.

Gli ingenti investimenti necessari per l'auto ad idrogeno impongono che Fiat al più presto sia venduta , prima che non valga più nulla.

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26.03.16

 

I NUOVI PARTIGIANI ITALIANI FARANNO RISORGERE L'ITALIA

Per far risorgere l'ITALIA  occorrono dei partigiani che la liberino dalla burocrazia che creata la corruzione.

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25.03.16

 

MARCHIONNE DIXIT . CHI CI CREDE ?


"Ieri con i sindacati abbiamo parlato dello sviluppo della rete industriale italiana. Se l'Alfa Romeo va, e dovrebbe andare, cominceremo ad occupare spazio. Non sappiamo ancora se Pomigliano ha la capacità per assorbire una parte della produzione del marchio: lo stiamo valutando, ma ovviamente rientrerà in gioco in qualche maniera": così si è espresso oggi Sergio Marchionne a margine della lectio magistralis tenuta all'Università di Modena.
Assunzioni e reintegri. Confermando la destinazione di nicchia del locale stabilimento Maserati ("qui resterà soltanto la produzione della 4C e di altre vetture di quel calibro: è uno stabilimento particolare per modelli particolari"), l'ad del Gruppo Fca si è soffermato anche su questioni industriali a più ampio spettro. Ricordando le prossime assunzioni di duecento persone tra Termoli e Verrone, oltre al reintegro di altrettanti addetti che torneranno sulle linee di Mirafiori, dove nasce la Suv Levante."

Mb: Sia ALFA ROMEO sia Maserati non possono avere lo sviluppo preannunciato da Marchionne perché sono obsolete.

Maserati sotto quota 50 mila nel 2016. A proposito del nuovo modello Maserati - che è stato uno dei grandi protagonisti del recente Salone di Ginevra - Marchionne è stato chiaro nel legare al suo futuro successo i risultati del marchio, che dipendono "da quante Levante riusciremo a vendere". "Credo che avrà una buona tiratura, ha affermato l'ad", ma le vendite del Tridente nell'arco del 2016 dovrebbero rimanere "al di sotto delle 50 mila unità".

Mb : Su questo concordo.

Midsize sedan: "Discussioni esplorative" in corso. Non sono mancati commenti interessanti sul versante americano del Gruppo. Sull'altra sponda dell'oceano, uno dei nodi da sciogliere è quello del futuro della "midsize sedan", la berlina di taglia media che dovrà prendere il posto dell'attuale offerta Chrysler. Oggi a Modena, Marchionne ha affermato che Fca è "in discussione esplorativa con altri Costruttori", senza scendere in ulteriori dettagli sui potenziali partner. "Non abbiamo una scadenza perché non c'è urgenza", ha aggiunto l'ad in merito al progetto. "Lo dobbiamo fare, ma lo faremo nei tempi giusti", ha concluso.

Mb : Non ci potrà riuscire perché non ha nulla da offrire che gli altri costruttori non hanno o possono avere .

La Ferrari resta a Modena. Spazio, ormai alla vigilia del Mondiale 2016, alle riflessioni sulla Formula 1 e sul Cavallino in senso lato: "La Ferrari è Modena ed è Maranello: nessuno la porterà via da qui", ha ribadito Marchionne. "Se abbiamo deciso di portarla in Borsa è per assicurarle un profilo internazionale, renderla più attraente per gli investitori di tutto il mondo, darle prospettive più solide. Quello che Ferrari sta facendo è diventare più forte, più consapevole del proprio valore e delle proprie capacità. Ma questa terra ne resterà il punto di riferimento".

Mb : Come aveva promesso investimenti che poi non ha fatto su fabbrica italia, lascera' morire anche la Ferrari da cui ha drenato 5 miliardi di euro con lo scorporo.

Obiettivi e ambizioni per la Formula 1. Grandi le ambizioni per la stagione alle porte: "L'unico obiettivo è riportare il titolo a Maranello. Non so quando succederà, ma ci proveremo da subito". Realisticamente, ha affermato Marchionne, l'intento è quello di vincere più dei tre Gp dell'anno scorso: "Abbiamo fatto il massimo e quello che vedremo sabato nelle qualifiche sarà il meglio che esprimiamo come Ferrari oggi. Se non basterà continueremo a lavorare. Sono sicuro che la macchina sia molto superiore a quella dell'anno scorso: è tutta un'altra vettura".

Mb : Se mancano i soldi per gli investimenti mancheranno anche per la F1.

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24.03.16

 

GLI IMMIGRATI ISLAMICI SEPARINO IL GRANO DALLE ERBACCE

Finalmente gli immigrati islamici sono scesi in piazza per manifestare con l'Isis. Ora separino se stessi dai terroristi denunciandoli.

Solo togliendo ai terroristi la rete di protezione dei loro fratelli islamici si potranno prevenire attentati alla vita di tutti, islamici buoni compresi .

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23.03.16

 

GLI IMMIGRATI CI ODIANO E CI VOGLIONO SOTTOMETTERE PER VENDICARSI

L'atteggiamento degli immigrati che ci osservano e si chiedono perché noi abbiamo cose che loro non hanno, pur sentendosi superiori a noi. Sopportano le  frustrazioni ed il rispetto delle regole e intanto covano la vendetta che poi sfocia nel terrorismo. Ci sono poi gli sfruttamenti sul lavoro, sessuali nel sociale. E la rabbia monta. Questo e' l'humus del terrorismo di cui pochi parlano per vera paura.

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22.03.16

 

L'ADRENALINA DEGLI ITALIANI CHE SI TRASFORMA IN ZAVORRA.

La voglia di sopravvivere degli italiani si contrappone con alla zavorra dei politici.  Le iniziative individuali per uscire dalla crisi hanno raggiunto il loro apice nella nascita e morte di Forza Italia prima, Italia dei Valori dopo e M5S domani.

Gli italiani quando vengono corrotti dai soldi della politica corrompono i paese e ne diventano la zavorra . La corruzione si associa al clientelismo, delle nomine alla carrai, ed all'opportunismo legittimato dagli scilipodi e razzi. Più testa e meno irrazionalità servirebbero a migliorare questo paese per tutti.

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21.03.16

 

 

NON BASTA IL NOBEL PER LA PACE OBAMA PER PORTARE LA DEMOCRAZIA A CUBA

Ho sempre pensato che le ragioni per cui gli Usa di Obama si fossero aperti a Cuba  fossero ragioni commerciali, il fatto che arriva Obama e Castro fa arrestare gli oppositori , invece che liberarli , lo conferma.

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20.03.16

 

L'EUROPA FA IL PONZIO PILATO DI FRONTE ALLE MATTANZE  DI ERDOGAN.

Nel corso di un processo contro di me al PM che non aveva argomenti per rinviarmi mi  disse che non avrebbe sostenuto l'accusa ma mi rinviava a giudizio ugualmente perché non voleva prendersi la responsabilità di una archiviazione . Lo definii Ponzio Pilato ed il suo capo mi minaccio di un'altra querela. Così oggi l'Europa fa come Ponzio Pilato perche'  non vuole prendesi la responsabilità di gestire il  problema immigrati appaltandolo ad Erdogan un campione di repressione antidemocratica che ha portato alla morte di un giornalista ed alla chiusura di giornali o alla nomina dei direttori di giornali , come e' successo anche nella Russia di Putin. Il ruolo che fu dei romani per Gesù' , di Gheddafi per gli immigrati ora lo assume Erdogan una causalità ? E Francesco del VATICANO tace ? Tutto ciò mentre il sindaco di Barcellona dice che la sua città' ed altre nella Spagna sono pronte ad accogliere gli immigrati ma il governo non vuole. Perché alla Spagna spettano 17.000 persone ma ne hanno sistemati solo 18 a Bilbao ?

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19.03.16

 

Il diritto di sapere dei pazienti per decidere liberamente

A chi prende qualsiasi medicina può capitare di chiedere al medico i rischi che corre , le risposte sono spesso evasive.

Oggi le informazioni sui possibili danni-rischi della netformina , per curare il diabete, sono latenti, creando disinformazione, dubbi e mancanza di trasparenza.

Tutto ciò non e' corretto, il paziente che ha diritto di sapere per poter decidere liberamente se e come curarsi o no altrimenti scatta la sfiducia del fai date : rifiuto totale dei farmaci !

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18.03.16

 

 

SE SI VENDONO PIÙ AUTO SI POSSONO ACCOGLIERE PIÙ IMMIGRATI ?

Ho ritenuto fino a ieri che la crisi economica europea non ci consentisse di accogliere  più immigrati di quanto e' avvenuto finora. Ieri leggo che la crescita del mercato dell'auto europeo a febbraio ha superato il +14%, quindi la crisi e' finita ?

Se possiamo permetterci di cambiare l'auto del +14% allora potremmo in Europa anche accogliere più immigrati di prima  almeno del +14% .

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17.03.16

 

UNA PROPOSTA AGLI ELETTORI PER LE PROSSIME ELEZIONI.

Spesso i programmi elettorali si ripetono e sovrappongono per cui e' difficile per l'elettore credere o no nei candidati sindaco ed in genere. Una soluzione potrebbe essere memorizzare nei prossimi giorni un voto tutti ciò che giorno per giorno si riscontra di positivo e negativo nei confronti dell'operato della pubblica amministrazione. Il comune mi aiuta, voto positivo o mi ostacola, voto negativo . Poi si contano i voti positivi e quelli negativi. Se i positivi superano i negativi allora l'amministrazione in carica e' credibile, se viceversa, no.

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16.03.16

 

 

BASTA POCO PER FARE FUNZIONARE UN PAESE +BANDA LARGA-COSTI ENERGETICI - BUROCRAZIA. PERCHE' NON SI FA ?

Perché si perde molto tempo per giustificare gli errori invece che superarli con delle soluzioni : ci problemi di telecomunicazioni, di costi dell'energia, di burocrazia ? Risolviamoli con uomini ed idee italiani invece che affidarci ai conquistatori esteri. Gli stranieri passano gli italiani restano. Possiamo trovare energie e forze nuove alleandoci e lavorando insieme , con burocrazia = 0.  Non costa nulla ma rende tanto.

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15.03.16

 

PROMETTERE TANTO, MANTENERE POCO= RENZI

L'atteggiamento di Renzi superficiale e semplicista che qualcuno potrebbe scambiare per ottimismo piace agli italiani incoscienti delle conseguenze pesanti che avrà sul nostro futuro come e' successo con Dalema, Belusconi, Monti e Letta. La nostra democrazia bloccata si sblocca solo con forze nuove ed indipendenti, razionali, a cui dare fiducia. La diffidenza verso il futuro vero da costruire e' il problema più grande di voi italiani elettori di Berlusconi-Renzi, un vecchio sicuro falso cambiamento.

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14.03.16

 

L'ITALIA SPENDERA' 350 MILIONI DI EURO PER STUDIARE MARTE. E' IL CASO ?

Spendere 350 milioni per studiare MARTE e' più di quanto costi la spesa sanitaria per la Valle d'AOSTA, oppure la chiusura .di 44 ospedali come il VALDESE a Torino specializzato nel tumore alla mammella.

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13.03.16

 

I campi di concentramento di Erdogan pagati dall'Europa

Le immagini dei campi di concentramento Turchi giustificano un secco rifiuto a qualsiasi forma di ricatto. Gli stessi soldi potrebbero essere utilizzati per finanziamenti a tasso 0  per il microcredito agli immigrati.

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12.03.16

 

 

AFFIDIAMO LE NOSTRE CAMPAGNE ABBANDONATE AGLI IMMIGRATI PRIMA CHE CI  ENTRINO IN CASA.

Il tema dell'immigrazione non si affronta con i muri, ma con delle soluzioni . L'alterigia degli immigrati spesso sconfina nel tentativo di prevaricazione, per parificarsi e far soccombere i nativi con il  solo mezzo che conoscono la violenza controllata sino a quando la soccombenza del nemico e' possibile . Le ragioni religiose nascondono come sempre ragioni economiche. Ma fare gli struzzi non serve per il fenomeno dell'immigrazione occorre una soluzione che dia una possibilità di riscatto a chi ci rispetta : la ripopolazione delle campagne ; prima che gli immigrati islamici ci entrino in casa , magari con la copertura di leggi . E' già successo per molti italiani più deboli , che le leggi non hanno difeso. Comunque qualsiasi esodo  deve avere un controesodo che non può prescindere da un embargo di prodotti petroliferi dai paesi in guerra per rendere meno corruttibili ed aggressivi i politici locali. La base deve essere l'abbandono del petrolio per le energie rinnovabili.

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11.03.16

 

 

 

ABBANDONARE IL PETROLIO NON SOLO PER NOSTRA SALUTE MA ANCHE PER LA NOSTRA SICUREZZA

Il petrolio in Africa non ha aumentato la qualità della vita delle popolazioni ma ne' ha finanziato le guerre, che ora l'Isis porta anche da noi.

Visto che nonostante i molteplici usi del petrolio che ci stanno avvelenando non riusciamo a dire basta, lo potremmo almeno abbandonare  per la nostra sicurezza ?

 

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10.03.16

 

 

 

UN'EUROPA IN MANO AGLI SCHETTINO

Gli elettori europei sono disorientati da governanti che vorrebbero solo il consenso e rischiano il naufragio del loro paese, per godere di privilegi smisurati. Come hanno fatto Renzi e la Boschi imponendo al Tesoro il salvataggio delle banche a loro legate. Era dal 2014 che Banca d'Italia diceva con sarebbe stato possibile il salvataggio di banche  ma loro lo hanno fatto fare lo stesso.

Purtroppo , gli elettori  non sanno ancora ne' accettare la verità ne' ragionare con la propria testa e votano come sempre gli stessi simboli .

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09.03.16

 

 

 

 

Dire semplicemente no su tutto ad Erdogan

Erdogan si sta comportando da ricattatore ed ad un ricattatore si deve dare una sola risposta: NO.

Utilizziamo i soldi ci che avremmo dovuto dare ad Erdogan per consentire agli immigrati di ripopolare le nostre campagne.

 

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07.03.16

 

 

LA TURCHIA SEMPRE PIÙ LONTANA DALLE LEGGI  EUROPEE .

SE AVESSIMO DATO RETTA ALLA BONINO che voleva la Turchia in Europa come l'avremmo potuta tenere in Europa dopo gli omicidi di stato e la abolizione di fatto della democrazia? E se avessimo eletto la Bononi presidente della Repubblica come potevamo evitare che si opponesse alla eventuale espulsione della Turchia dalla UE ?

Lo strano consenso che la radicale Bonino ha avuto nei confronti delle lobby di potere devono farci riflettere sui burattini ed i burattinai sempre più insospettabili ma intuibili.

Anche Erdogan e' stato eletto dai turchi che quindi motivano ulteriormente la loro abissale distanza dall'Europa.

Ergogan sta facendo il lavoro sporco pagato dall'Europa contro gli immigrati . E' sbagliato come sarebbe stato sbagliato portare  la Turchia in Europa. La prima volta ci siamo fermati in tempo ora pare non più.

Intanto Francesco del VATICANO loda i ponti umanitari ma non li imita. Perché ?

 

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06.03.16

 

 

L'ITALIA UNA NAZIONE BLOCCATA DAI VETI SULL' ENERGIA RINNOVABILE E SULLA  FIBRA OTTICA

Negli anni successivi a partire dal 1970, un grande impulso alla ricerca nel campo delle fibre ottiche nelle Telecomunicazioni è stato dato dal centro torinese CSELT (Gruppo STET) in particolare dopo che il prof. Basilio Catania ne divenne direttore: in questi anni la ricerca italiana nel campo era all'avanguardia a livello mondiale. Nel 1977 Torino divenne la prima città cablata con una rete ottica sperimentale, su progettazione CSELT e con la collaborazione di Sirti e Pirelli. Oggi i successori di Colanninno hanno distrutto tutto. Il fotovoltaico e' stato ucciso dai politici corrotti dalle lobby dei petrolieri Eni per prima. Hanno annullato 80.000 posti di lavoro nel fotovoltaico che viene agevolato meno delle energie tradizionali che ci avvelenano.

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05.03.16

 

 

 

L'interpretazione italiana del libero mercato delle telecomunicazioni e dell'energia ha sfasciato il sistema

Nel 1998 col la privatizzazione di Telecom Italia e' iniziato lo sfascio del sistema a causa di Colanninno a cui sono seguiti molti allievi più o meno emuli del loro precursore. Fu un grosso errore con conseguenze di esempio negativo nell'energia dove piccoli avventurieri hanno saputo fregare il mercato con la complicità di una classe politica che non cambia nei fatti. Molte idee che partono con una persona ma vengono scippate con conseguenze pari a quelle della bomba atomica. Meglio tacere che non poter controllare la propria intuizione. Occhio ai concorsi per le startup, e' li che le idee non tutelate possono venire scippate.

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04.03.16

 

 

MARCHIONNE DICE FERRARI DEBITO 0 ENTRO 2019 INTANTO EMETTERA' UN'ALTRO DEBITO DI 500 MILIONI

Per diminuire un debito non sarebbe meglio iniziare subito invece che rimandarlo ?

 

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03.03.16

 

 

JAKY VENDE LA STAMPA ED RCS

L'uscita della FIAT dalla Editoria e' solo una vendita contro carta ed una neutralizzazione della stampa De Benedettiana. Da ora in poi gli italiani potranno risparmiare tempo e denaro nei giornali e navigare a vista.

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02.03.16

 

Dopo lo scorporo della Ferrari Marchionne potrebbe proporre agli azionisti FIAT una fusione per scaricare un po' di debiti .

In passato allo scorporo della FIAT INDUSTRIAL in cui sono stati conferiti molti debiti FIAT, e' seguita la fusione con CNH. Ora vi e' stato lo scorporo della Ferrari a cui potrebbe seguire una fusione . Ci riuscirà MARCHIONNE a trovare un'altra Chrysler ? Sino a quando potrà restare a galla FCA ? Visto il rialzo borsistico FERRARI-FCA alcuni  suoi azionisti ci credono . Io no !

 

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01.03.16

 

 

I CONSUMI CALANO ANCHE PER COLPA DEI FURBI .

Il calo dei prezzi al consumo e' anche colpa dei furbi che diminuiscono la qualità dei servizi e prodotti. Fare acquisti e' diventato sempre più difficile in quanto la qualità del prodotto e del servizio e' sempre più scadente. I call center  mentono spudoratamente o sono incapaci e per avere un servizio dei chiamare almeno 3 volte. Non varrebbe la pena pagare di più e solo i migliori ? Il livello dell'informazione e pressoché ingannatorio mi riferisco alle offerte di ILLUMIA (sponsor del Meeting di RIMINI di Comunione e Liberazione) che di fatto non regala le lampadine e impone una penale nel recesso che e' contro i regolamenti dell'antitrust dell'energia e di Agrieuro che non da diritto di recesso a chi fattura con una interpretazione dei diritti dei consumatori assai stretta.

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28.02.16

 

L'INCENERITORE DI TORINO CHIUDERA' FRA 20  ANNI INTANTO I TORINESI POSSONO MORIRE

Sotto le elezioni comunali di Torino viene annunciato che l'inceneritore chiuderà fra 20 anni, intanto l'Iren ha appena rilevato il controllo dal fondo d'investimento F2i facendogli ovviamente fare una plusvalenza. Non si capisce perché non lo si chiuda subito evitando a molti torinesi di evitare di rischiare di morire , trasformando l'inceneritore in riciclatore creando molti posti di lavoro.

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28.02.16

 

LE ASSURDITA' FANTASMA DI TORINO

In questi giorni a Torino si stanno ricordando con festeggiamenti i giorni, nefasti per il debito cittadino , delle Olimpiadi invernali 2006. Oggi come allora le assurdità emergono a causa di decisioni formali assurde ed incomprensibili, come utilizzare un unico percorso per salire e scendere dalla Mole Antonellina creando code insensate per visitare gratis il museo del cinema. Se a Torino non ti danno la punizione sabauda non sono torinesi veraci, come a Milano hanno misurato dalle code il successo dell'EXPO 2015. Cose da renziani , milanesi sostenitori di SALA. Salire sui carri dei vincitori e' sempre stato lo sport preferito degli italiani fascisti di tutti i tempi , anche quelli attuali.

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27.02.16

 

INTESA S.PAOLO CERCASI PRESIDENTE NELLA FORNERO

Ieri l'assemblea degli azionisti Intesa S.PAOLO ha approvato il cambio del sistema del corporate dal duale al monistico, e' finita l'epoca BAZOLI-SALZA . Salza era già uscito da tempo per scelta del sindaco di Torino Chiamparino. Oggi al suo posto c'e' Gross Pietro. La logica vorrebbe che fosse confermato con l'assenso di Bazoli. Ma in Compagnia S.PAOLO potrebbero esserci delle opposizioni, per silurare Gross Pietro come avvenne per Salza,  e per far posto a qualcuno che avrebbe un grosso credito nei confronti di Fassino-Chiamparino. All'epoca fu scelta la Fornero che rappresenta una parte influente del potere economico piemontese, che oggi potrebbe riprovare a mettere la Fornero alla presidenza della BANCA INTESA S.PAOLO.

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26.02.16

 

 

FIAT EX  FABBRICA ITALIANA AUTOMOBILI TORINO

La FIAT se ne e' andata da Torino per non pagare più le tasse in Italia, infatti  nulla e' cambiato se non il gettito fiscale ,  per TORINO ed il Piemonte . E' giusto tutto ciò ? Secondo Gianni AGNELLI, no. Quando venne introdotta la patrimoniale sul patrimonio delle aziende GA disse che era giusto aiutare il paese. Divenne poi l'IRAP che c'e' solo in Italia , che si paga alla REGIONE e che la FIAT ora non paga più alla Regione Piemonte , dove tuttora v