ARCHIVIO ONLINE di Marco BAVA , per un Nuovo Modello di Sviluppo

 

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Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,5-19
“In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».”

 

 

LA FRAGILITA' UMANA DIMOSTRA LA FORZA  E L'ESISTENZA DI DIO: le stesse variazioni climatiche e meteriologiche  imprevedibili dimostrano l'esistenza di DIO.

Che lo Spirito Santo porti buon senso e serenita' a tutti gli uomini di buona volonta' !

CRISTO RESUSCITA PER TUTTI GLI UOMINI DI VOLONTA' NON PER QUELLI DELLO SPRECO PER NUOVI STADI O SPONSORIZZAZIONI DI 35 MILIONI DI EURO PAGATI DALLE PAUSE NEGATE AGLI OPERAI ! La storia del ricco epulone non ha insegnato nulla perché chi e morto non può tornare per avvisare i parenti !  Mb 05.04.12; 29.03.13;

 

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Marco Bava: pennarello di DIO, perseverante autodidatta con coraggio e fantasia , decisionista responsabile.

Sono quello che voi pensate io sia (20.11.13) per questo mi ostacolate.(08.11.16)

La giustizia non esiste se mi mettessero sotto sulle strisce pedonali, mi condannerebbero a pagare i danni all'auto.

(12.02.16)

TO.05.03.09

IL DISEGNO DI DIO A VOLTE SI RIVELA SOLO IN ALCUNI PUNTI. STA' ALLA FEDE CONGIUNGERLI

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI SIA SANTIFICATO IL TUO NOME VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ COME IN CIELO COSI IN TERRA , DAMMI OGGI LA POSSIBILITA' DI NON COMMETTERE ERRORI NEL CERCARE DI REALIZZARE NEL MIGLIOR MONDO POSSIBILE IL TUO VOLERE.

TU SEI GRANDE ED IO NON SONO CHE L'ULTIMO DEI TUOI SERVI E DEI TUOI FIGLI .

SIGNORE IO NON CONOSCO I TUOI OBIETTIVI PER ME , FIDUCIOSO MI AFFIDO A TE.

Difendo il BENE contro il MALE che nell'uomo rappresenta la variabile "d" demonio per cui una decisione razionale puo' diventare irrazionale per questa ragione (12.02.16)

Non prendo la vita di punta faccio la volonta' di DIO ! (09.12.18)

La vita e' fatta da cose che si devono fare, non si possono non fare, anche se non si vorrebbero fare.(20.01.16)

Il mondo sta diventando una camera a gas a causa dei popoli che la riempiono per irresponsabilità politica (16.02.16)

I cervelli possono viaggiare su un unico livello o contemporaneamente su plurilivelli e' soggettivo. (19.02.17)

L'auto del futuro non sara' molto diversa da quella del presente . Ci sono auto che permarranno nel futuro con l'ennesima versione come : la PORSCHE 911, la PANDA, la GOLF perche' soddisfano esigenze del mercato che permangono . Per cui le auto cambieranno sotto la carrozzeria con motori ad idrogeno , e materiali innovativi. Sara' un auto migliore in termini di sicurezza, inquinamento , confort ma la forma non cambierà molto. INFATTI la Modulo di Pininfarina la Scarabeo o la Sibilo di Bertone possono essere confrontate con i prototipi del prossimo salone.(18.06.17)

La siccità e le alluvioni dimostrano l'esistenza di Dio nei confronti di uomini che invece che utilizzare risorse per cercare  inutilmente nuovi pianeti dove Dio non ha certo replicato l'esperienza negativa dell'uomo, dovrebbero curare l'unico pianeta che hanno a disposizione ed in cui rischiano di estinguersi . (31.10.!7)

L'Italia e' una Repubblica fondata sul calcio di cui la Juve e' il maggiore esponente con tutta la sua violenta prevaricazione (05.11.17)

La prepotenza della FIAT non ha limiti . (05.11.17)

I mussulmani ci comanderanno senza darci spiegazioni ne' liberta'.(09.11.17)

In Italia mancano i controlli sostanziali . (09.11.17)

Gli alimenti per animali sono senza controllo, probabilmente dannosi,  vengono utilizzati dai proprietari per comodita', come se l'animale fosse un oggetto a cui dedicare il tempo che si vuole, quando si vuole senza alcun rispetto ai loro veri bisogni  alimentari. (20.11.17)

Ho conosciuto l'avv.Guido Rossi e credo che la stampa degli editori suoi clienti lo abbia mitizzato ingiustificatamente . (20.11.17)

L'elicottero di Jaky e' targato I-TAIF. (20.11.17)

La Coop ha le agevolazioni di una cooperativa senza esserlo di fatto in quanto quando come socio ho partecipato alle assemblee per criticare il basso tasso d'interesse dato ai soci sono stato o picchiato o imbavagliato. (20.11.17)

Sono 40 anni che :

1 ) vedo bilanci diversi da quelli che vedo insegnati a scuola, fusioni e scissioni diverse da quelle che vengono richieste in un esame e mi vengono a dire che l'esame di stato da dottore commercilaista e' una cosa seria ?

2) faccio esposti e solo quello sul falso in bilancio della Fiat presentato da Borghezio al Parlamento sia andato avanti ?

 (21.11.17)

La Fornero ha firmato una riforma preparata da altri (MONTI-Europa sono i mandanti) (21.11.17)

Si puo' cambiare il modo di produrre non le fasi di produzione. (21.11,17)

La FIAT-FERRARI-EXOR si sono spostate in Olanda perche' i suoi amministratori abbiano i loro compensi direttamente all'estero . In particolare Marchionne ha la residenza fiscale in Sw (21.11.17)

La prova che e' il femore che si rompe prima della caduta e' che con altre cadute non si sono rotte ossa, (21.11.17)

Carlo DE BENEDETTI un grande finanziere che ha fallito come industriale in quanto nel 1993 aveva il SURFACE con il nome QUADERNO , con Passera non l'ha saputo produrre , ne' vendere ne' capire , ma siluro' i suoi creatori CARENA-FIGINI. (21.11.17)

Quando si dira' basta anche alle bufale finanziarie ? (21.11.17)

Per i consiglieri indipendenti l'indipendenza e' un premio per tutti gli altri e' un costo (11.12.17)

La maturita' del mercato finanziario e' inversamente proporzionale alla sottoscrizione dei bitcoin (18/12/17)

Chi risponde civilmente e penalmente se un'auto o un robot impazziscono ? (18/12/17)

Non e' la FIAT filogovernativa, ma sono i governi che sono filofiat consententogli di non pagare la exit-tax .(08.02.18) inoltre la FIAT secondo me ha fatto più danni all'ITALIA che benefici distruggendo la concorrenza della LANCIA , della Ferrari, che non ha mai capito , e della BUGATTI (13.02.18).

Infatti quando si comincia con il raddoppio del capitale senza capitale si finisce nella scissione

Tesi si laurea sull'assoluzione del sen.Giovanni Agnelli nel 1912 dal reato di agiotaggio : come Giovanni Agnelli da segretario della Fiat ne e' diventato il padrone :

https://1drv.ms/b/s!AlFGwCmLP76phBPq4SNNgwMGrRS4

 

Prima di educare i figli occorre educare i genitori (13.03.18)

Che senso ha credere in un profeta come Maometto che e'un profeta quando e' esistito  Gesu' che e' il figlio di DIO come provato  per ragioni storiche da almeno 4 testi che sono gli evangelisti ? Infatti i mussulmani  declassano Gesu' da figlio di DIO  a profeta perché riconoscono implicitamente l'assurdità' di credere in un profeta rispetto al figlio di DIO. E tutti gli usi mussulmani  rappresentano una palese involuzione sociale basata sulla prevaricazione per esempio sulle donne (19.03/18)

Il valore aggiunto per i consulenti finanziari e' solo per loro (23.03.18)

I medici lavorerebbero gratis ? quante operazioni non sono state fatte a chi non aveva i soldi per pagarle ? (26.03.18 )

lo sfregio delle auto di stato ibride con il motore acceso, deve finire con il loro passaggio alla polizia  con i loro autisti (19.03.18)

Se non si tassa il lavoro dei robot e' per la mancata autonomia in termini di liberta' di scelta e movimento e responsabilita' penale personale . Per cui le auto a guida autonoma diventano auto-killer. (26.04.18)

Quanto poco conti l'istruzione per l'Italia e' dimostrato dalla scelta DEI MINISTRI GELMINI FEDELI sono esempi drammatici anche se valorizzati dalla FONDAZIONE AGNELLI. (26.04.18) (27.08.18).

Credo che la lotta alla corruzione rappresenti sempre di piu' un fattore di coesione internazionale perche' anche i poteri forti si sono stufati di pagare tangenti (27/04/2018).

Non riusciamo neppure piu' a produrre la frutta ad alto valore aggiunto come i mirtilli....(27/04/2018)

Abbiamo un capitalismo sempre piu' egoista fatto da managers che pensano solo ad arraffare soldi pensando che il successo sia solo merito loro invece che di Dio e degli operai (27.04.18)

Le imprese dell'acqua e delle telecomunicazioni scaricano le loro inefficienze sull'utente (29.05.18)

Nel 2004 Umberto Agnelli, come presidente della FIAT,  chiese a Boschetti come amministratore delegato della FIAT AUTO di affidarmi lo sviluppo della nuova Stilo a cui chiesi di affiancare lo sviluppo anche del marchio ABARTH , 500 , A112, 127 . Chiesi a Montezemolo , come presidente Ferrari se mi lasciava utilizzare il prototipo di Giugiaro della Kubang che avrebbe dovuto  essere costruito con ALFA ROMEO per realizzare la nuova Stilo . Mi disse di si perche' non aveva i soldi per svilupparlo. Ma Morchio, amministratore delegato della FIAT, disse che non era accettabile che uno della Telecom si occupasse di auto in Fiat perche' non ce ne era bisogno. Peccato che la FIAT aveva fatto il 128 che si incendiava perche' gli ingegneri FIAT non avevano previsto una fascetta che stringesse il tubo della benzina all'ugello del carburatore. Infatti pochi mesi dopo MORCHIO  venne licenziato da Gabetti ed al suo posto arrivo' Marchionne a cui rifeci la proposta. Mi disse di aspettare una risposta entro 1 mese. Sono passati 14 anni ma nessuna risposta mi e' mai stata data da Marchionne, nel frattempo la Fiat-Lancia sono morte definitivamente il 01.06.18, e la Nissan Qashai venne presentata nel 2006 e rilancia la Nissan. Infatti dal 2004 ad oggi RENAULT-NISSAN sono diventati i primi produttori al mondo. FIAT-FCA NO ! Grazie a Marchionnne nonostante abbia copiato il suo piano industriale dal mio libro . Le auto Fiat dell'era CANTARELLA bruciavano le teste per raffredamento insufficente. Quella dell'era Marchionne hanno bruciato la Fiat. Il risultato del lavoro di MARCHIONNE e' la trasformazione del prodotto auto in prodotto finanziario, per cui le auto sono diventate tutte uguali e standardizzate. Ho trovato e trovo , NEI MIEI CONFRONTI, molta PREPOTENZA cattiveria ed incompetenza in FIAT. (19.12.18)

(   vedi :  https://1drv.ms/w/s!AlFGwCmLP76pg3LqWzaM8pmCWS9j ).

La differenza fra ROMITI MARCHIONNE e' che se uno la pensava diversamente da loro Romiti lo ascoltava, Marchionne lo cacciava anche se gli avesse detto che aumentando la pressione dei pneumatici si sarebbero ridotti i consumi.

FATTI NON PAROLE E FUMO BORSISTICO ! ALFA ROMEO 166 un successo nonostante i pochi mezzi utilizzati ma una richiesta mia precisa e condivisa da FIAT : GUIDA DIRETTA.  Che Marchionne non ha apprezzato come un attila che ha distrutto la storia automoblistica italiana su mandato di GIANLUIGI GABETTI (04.06.18).

Piero ANGELA : un disinformatore scientifico moderno in buona fede  su auto elettrica. auto killer ed inceneritore  (29.07.18)

Puoi anche prendere il potere ma se non lo sai gestire lo perdi come se non lo avessi mai avuto (01.08.18)

Ho provato la BMW i8 ed ho capito che la Ferrari e le sue concorrenti sono obsolete ! (20.08.18)

LA Philip Morris ha molti clienti e soci morti tra cui Marchionne che il 9 maggio scorso, aveva comprato un pacchetto di azioni per una spesa di 180mila dollari. Briciole, per uno dei manager più ricchi dell’industria automotive (ha un patrimonio stimato tra i 6-700 milioni di franchi svizzeri, cifra che lo fa rientrare tra i 300 elvetici più benestanti).E’ stato, però, anche l’ultimo “filing” depositato dal manager alla Sec, sul cui sito da sabato pomeriggio è impossible accedere al profilo del manager italo-canadese e a tutte le sue operazioni finanziarie rilevanti. Ed era anche un socio: 67mila azioni detenute per un investimento di 5,67 milioni di dollari (alla chiusura di Wall Street di venerdì 20 luglio 2018 ). E PROSSIMAMENTE  un'uomo Philip Morris uccidera' anche la FERRARI .   (20.08.18) (25.08.18)

verbali assemblee italiane azionisti EXOR :

https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pg3Y3JmiDAW4z2DWx

verbali assemblee italiane azionisti FIAT :

https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76phApzYBZTNpkGlRkq

 

Prodi e' il peccato originale dell'economia italiana dal 1987 (regalo dell'ALFA ROMEO alla FIAT) ad oggi (25.08.18)

L'indipendenza della Magistratura e' un concetto teorico contraddetto dalle correnti anche politiche espresse nelle lottizzazioni delle associazioni magistrati che potrebbe influenzarne i comportamenti. (27.08.18)

Ho sempre vissuto solo con oppositori irresponsabili privi di osservazioni costruttive ed oggettive. (28.08.18)

Buono e cattivo fuori dalla scuola hanno un significato diverso e molto piu' grave perche' un uomo cattivo o buono possono fare il bene o il male con consaprvolezza che i bambini non hanno (20.10.18) 

Ma la TAV serve ai cittadini che la dovrebbero usare o a chi la costruisce con i nostri soldi ? PERCHE' ?

Un ruolo presidenziale divergente da quello di governo potrebbe porre le premesse per una Repubblica Presidenziale (11.11.2018)

La storia occorre vederla nella sua interezza la marcia dei 40.000 della Fiat come e' finita ? Con 40.000 licenziamenti e la Fiat in Olanda ! (19.11.18)

I SITAV dopo la marcia a Torino faranno quella su ROMA con costi doppi rispetto a quella francese sullo stesso percorso ? (09.12.18)

La storia politica di Fassino e' fatta dall'invito al voto positivo per la raduzione dei diritti dei lavoratori di Mirafiori. Si e' visto il risultato della lungimiranza di Fassino , (18.12.18)

Perche' sono investimenti usare risorse per spostare le pietre e rimetterle a posto per giustificare i salari e non lo sono il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni ? perche' gli 80 euro a chi lavora di Renzi vanno bene ed i 780 euro di Di Maio a chi non lavora ed e' in pensione non vanno bene ? (27.12.18)

Le auto si dividono in auto mozzarella che scadono ed auto vino che invecchiando aumentano di valore (28.12.18)

Fumare non e' un diritto ma un atto contro la propria salute ed i doveri verso la propria famiglia che dovrebbe avere come conseguenza la revoca dell'assistenza sanitaria nazionale ad personam (29.12.18)

Questo mondo e troppo cattivo per interessare altri esseri viventi (10.01.19)

Le ONG non hanno altro da fare che il taxi del mare in associazione per deliquere degli scafisti ? (11.02.19)

La giunta FASSINO era inutile, quella APPENDINO e' dannosa (12.07.19)

Quello che l'Appendino chiama freno a mano tirato e' la DEMOCRAZIA .(18.07.19)

La spesa pubblica finanzia le tangenti e quella sullo spazio le spese militari  (19.07.19)

AMAZON e FACEBOOK di fatto svolgono un controllo dei siti e forse delle persone per il Governo Americano ?

(09.08.19)

LA GRANDE MORIA DI STARTUP e causato dal mancato abbinamento con realta' solide (10.08.!9)

Il computer nella progettazione automobilistica ha tolto la personalizzazione ed innovazione. (17.08.19)

L' uomo deve gestire i computer non viceversa, per aumentare le sue potenzialita' non annullarle  (18.08.19)

LA FIAT a Torino ha fatto il babypaking a Mirafiori UNO DEI POSTI PIU' INQUINATI DI TORINO ! Non so se Jaky lo sappia , ma il suo isolamento non gli permette certo di saperlo ! (13.09.19)

Non potro' mai essere un buon politico perche' cerco di essere un passo avanti mentre il politico deve stare un passo indietro rispetto al presente. (04.10.19)

L'arretratezza produttiva dell'industria automobilistica e' dimostrata dal fatto che da anni non hanno mai risolto la reversibilità dei comandi di guida a dx.sx, che costa molto (09.10.19)

IL CSM tutela i Magistrati dalla legge o dai cittadini visti i casi di Edoardo AGNELLI  e Davide Rossi ? (10.10.19).

Le notizie false servono per fare sorgere il dubbio su quelle vere discreditandole (12.10.19)

L'illusione startup brucia liquidita' per progetti che hanno poco mercato. sottraendoli all'occupazione ed illude gli investitori di trovare delle scorciatoie al alto valore aggiunto (15.10.19)

Gli esseri umani soffrono spesso e volentieri della sindrome del camionista: ti senti piu' importante perche' sei in alto , ma prima o poi dovrai scendere e cedere il posto ad altri perche' nessun posto rimane libero (18.10.19)

Non e' logico che l'industria automobilistica invece di investire nelle propulsione ad emissione 0 lo faccia sulle auto a guida autonoma che brucia posti di lavoro. (22.10.19)

L'intelligenza artificiale non esiste perche' non e' creativa ma applicativa quindi rischia di essere uno strumento in mano ai dittatori, attraverso la massificazione pilotata delle idee, che da la sensazione di poter pensare ad una macchina al nostro posto per il bene nostro e per farci diventare deficienti come molti percorsi dei navigatori  (24.11.19)

Quando ci fanno domande per sapere la nostra opinione di consumatori ma sono interessati solo ai commenti positivi , fanno poco per migliorare (25.11.19)

La prova che la qualità della vita sta peggiorando e' che una volta la cessione del 5^ si faceva per evitare i pignoramenti , oggi lo si fa per vivere (27.11.19)

Per combattere l'evasione fiscale basta aumentare l'assistenza nella pre-compilazione e nel pagamento (29.11.19)

La famiglia e' come una barca che quando sbaglia rotta porta a sbattere tutti quanti (25.12.19)

Le tasse sull'inquinamento verranno scaricate sui consumatori , ma a chi governa e sa non importa (25.12.19)

Il calcio e l'oppio dei popoli (25.12.19)

La religione nasce come richiesta di aiuto da parte dei popoli , viene trasformata in un tentativo di strumento di controllo dei popoli (03.01.20)

L'auto a guida autonoma e' un diversivo per vendere auto vecchie ed inquinanoroti , ed il mercato l'ha capito (03.01.20)ttadini

Il vero potere della burocrazia e' quello di creare dei problemi ai cittadini anche se il cittadino paga i dipendente pubblico per risolvere dei problemi non per crearli.  Se per denunciare questi problemi vai fuori dal coro deve essere annientato. Per cui burocrazia=tangente (03.01.20)

Gli immigrati tengono fortemente alla loro etnina a cui non rinunciano , piu' saranno forti le etnie piu' queste  divideranno l'Italia sovrastando gli italiani imponendoci il modello africano . La mafia nigeriana e' solo un esempio. (05.01.20)

La sinistra e la lotta alla fame nel mondo sono chimere prima di tutto per chi ci deve credere come ragione di vita (07.01.20)

Credo di avere la risposta alla domanda cosa avrebbe fatto Eva se Adamo avesse detto di no a mangiare la mela ?  Si sarebbe arrabbiata. Anche oggi se non fai quello che vogliono le donne si mettono contro cercando di danneggiarti. (07.01.20)

Le sardine rappresenta l'evoluzione del buonismo Democristiano  e la sintesi fra Prodi e Renzi,  fuori fa ogni logica e senza una proposta concreta  (08.01.20)

Un cavallo di razza corre spontaneamente e nessuno puo' fermarlo. (09.01.20)

PD e M5S 2 stampelle non fanno neppure una gamba sana (22.01.20)

non riconoscere i propri errori significa sbagliare per sempre (12.04.20)

 

 

LA mia CONTROINFORMAZIONE ECONOMICA  e' CONTRO I GIOCHI DI POTERE,  perche' DIO ESISTE,  ANCHE SOLO per assurdo.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO MA NON LO SA, E' TALMENTE CATTIVO CHE IL BENE NON PUO' CHE ESISTERE FUORI DA QUESTO MONDO E DA QUESTA VITA !

PER QUESTO IL MIO MESTIERE E' CAMBIARE IL MONDO !

LA VIOLENZA DELLA DISOCCUPAZIONE CREA LA VIOLENZA DELLA RECESSIONE, con LICIO GELLI che potrebbe stare dietro a Berlusconi. 

IL GOVERNO DEGLI ANZIANI, com'e' LICIO GELLI,  IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO perche' vetusto obsoleto e compromesso !

E' UN GIOCO AL MASSACRO dell'arroganza !

SE NON CI FOSSERO I SOLDATI NON CI SAREBBE LA GUERRA !

TU SEI UN SOLDATO ?

COMUNICAMI cio' pensi !

email

 

 

Riflessioni ....

Sopravvaluta sempre il tuo avversario , per poterlo vincere  .Mb  15.05.13

Torino 08.04.13

Il mio paese l'Italia non crede nella mia teoria economica del valore che definisce

1) ogni prodotto come composto da energia e lavoro:

Il costo dell'energia può tendere a 0 attraverso il fotovoltaico sui tetti. Per dare avvio la volano economico del fotovoltaico basta detassare per almeno 20 anni l'investimento, la produzione ed il consumo di energia fotovoltaica sui tetti.

2) liberalizzazione dei taxi collettivi al costo di 1 euro per corsa in modo tale da dare un lavoro a tutti quelli che hanno un 'auto da mantenere e non lo possono piu fare per mancanza di un lavoro; ed inoltre dare un servizio a tutti i cittadini.

3) tre sono gli obiettivi principali della politica : istruzione, sanita', cultura.

4) per la sanità occorre un centro acquisti nazionale  ed abolizione giorni pre-ricovero.

vedi PRESA DIRETTA 24.03.13

chi e' interessato mi scriva .

Suo. MARCO BAVA

 

I rapporti umani, sono tutti unici e temporanei:

  1. LA VITA E' : PREGHIERA, LAVORO E RISPARMIO.(02.02.10)
  2. Se non hai via di uscita, fermati..e dormici su. 
  3. E' PIU'  DIFFICILE  SAPER PERDERE CHE VINCERE ....
  4. Ciascun uomo vale in funzione delle proprie idee... e degli stimoli che trova dentro di se...
  5. Vorrei ricordare gli uomini piu' per quello che hanno fatto che per quello che avrebbero potuto fare !
  6. LA VERA UMILTA' NON SI DICHIARA  MA SI DIMOSTRA, AD ESEMPIO CONTINUANDO A STUDIARE....ANCHE SE PURTROPPO L'UNIVERSITÀ' E' FINE A SE STESSA.
  7. PIU' I MEZZI SONO POVERI X RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO, PIU' E' CAPACE CHI LO RAGGIUNGE.
  8. L'UNICO LIMITE AL PEGGIO E' LA MORTE.
  9. MEGLIO NON ILLUDERE CHE DELUDERE.
  10. L'ITALIA , PER COLPA DI BERLUSCONI STA DIVENTANDO IL PAESE DEI BALOCCHI.
  11. IL PIL CRESCE SE SI RIFA' 3 VOLTE LO STESSO TAPPETINO D'ASFALTO, MA DI FATTO SIAMO TUTTI PIU' POVERI ALMENO 2 VOLTE.
  12. LA COSTITUZIONE DEI DIRITTI DELL'UOMO E QUELLA ITALIANA GARANTISCONO GIA' LA LIBERTA',  QUANDO TI DICONO L'OVVIETÀ'  CHE SEI LIBERO DI SCEGLIERE  E' PERCHE' TI VOGLIONO IMPORRE LE LORO IDEE. (RIFLESSIONE DEL 10.05.09 ALLA LETTERA DEL CARDINALE POLETTO FATTA LEGGERE NELLE CHIESE)
  13. la vita eterna non puo' che esistere in quanto quella terrena non e' che un continuo superamento di prove finalizzate alla morte per la vita eterna.
  14. SOLO ALLA FINE SI SA DOVE PORTA VERAMENTE UNA STRADA.
  15. QUANDO NON SI HANNO ARGOMENTI CONCRETI SI PASSA AI LUOGHI COMUNI.
  16. L'UOMO LA NOTTE CERCA DIO PER AVERE LA SERENITA' NOTTURNA (22.11.09)
  17. IL PRESENTE E' FIGLIO DEL PASSATO E GENERA IL FUTURO.(24.12.09)
  18. L'ESERCIZIO DEL POTERE E' PER DEFINIZIONE ANDARE CONTRO NATURA (07.01.10)
  19. L’AUTO ELETTRICA FA SOLO PERDERE TEMPO E DENARO PER ARRIVARE ALL’AUTO AD IDROGENO (12.02.10)
  20. BERLUSCONI FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI (17.03.10)
  21. GESU' COME FU' TRADITO DA GIUDA , OGGI LO E' DAI TUTTI I PEDOFILI (12.04.10)
  22. IL DISASTRO DELLA PIATTAFORMA PETROLIFERA USA COSA AVREBBE PROVOCATO SE FOSSE STATA UNA CENTRALE ATOMICA ? (10.05.10)
  23. Quante testate nucleari da smantellare dovranno essere saranno utilizzate per l'uranio delle future centrali nucleari italiane ?
  24. I POTERI FORTI DELLE LAUREE HONORIS CAUSA SONO FORTI  PER CHI LI RICONOSCE COME TALI. SE NON LI SI RICONOSCE COME FORTI SAREBBERO INESISTENTI.(15.05.10)

  25. L'ostensione della Sacra Sindone non puo' essere ne' temporanea in quanto la presenza di Gesu' non lo e' , ne' riservata per i ricchi in quanto "e' piu' facile che in cammello passi per la cruna di un ago ..."

  26. sapere x capire (15.10.11)

  27. la patrimoniale e' una 3^ tassazione (redditi, iva, patrimoniale) (16.10.11)

  28. SE LE FORZE DELL'ORDINE INTERVENISSERO DI PIU'PER CAUSE APPARENTEMENTE BANALI CI SAREBBE MENO CONTENZIOSO: CHIAMATO IL 117  PER UN PROBLEMA BANALE MI HA RISPOSTO : GLI FACCIA CAUSA ! (02.04.17)

  29. GRAN PARTE DEI PROFESSORI UNIVERSITARI SONO TRA LE MENTI PIU' FRAGILI ED ARROGANTI , NON ACCETTANO IL CONFRONTO E SI SENTONO SPIAZZATI DIVENTANO ISTERICI ( DOPO INCONTRO CON MARIO DEAGLIO E PIETRO TERNA) (28.02.17)

  30. Spesso chi compera auto FIAT lo fa solo per gratificarsi con un'auto nuova, e basta (04.11.16)

  31. Gli immigrati per protesta nei centri di assistenza li bruciano e noi dobbiamo ricostruirglieli  affinché  li redistruggono? (18.10.20)

  32. Abbiamo più rispetto per le cose che per le persone .29.08.21

     

L'obiettivo di questo sito e una critica costruttiva  PER migliorare IL Mondo .

  1. PACE NEL MONDO
  2. BENESSERE SOCIALE
  3. COMUNIONE DI TUTTI I POPOLI.
  4. LA DEMOCRAZIA AZIENDALE

 

L'ASSURDITÀ' DI QUESTO MONDO , E' LA PROVA CHE LA NOSTRA VITA E' TEMPORANEA , OLTRE ALLA TESTIMONIANZA DI GESU'. 15.06.09

 

DIO CON I PESI CI DA ANCHE LA FORZA PER SOPPORTALI, ANCHE SE QUALCUNO VORREBBE FARMI FARE LA FINE DI GIOVANNI IL BATTISTA (24.06.09)

 

 

IL BAVAGLIO della Fiat nei miei confronti:

 

IN DATA ODIERNA HO RICEVUTO: Nell'interesse di Fiat spa e delle Societa' del gruppo, vengo informato che l'avv.Anfora sta monitorando con attenzione questo sito. Secondo lo stesso sono contenuti in esso cotenuti offensivi e diffamatori verso Fiat ed i suoi amministratori. Fatte salve iniziative autonome anche davanti all'Autorita' giudiziaria, vengo diffidato dal proseguire in tale attivita' illegale"
Ho aderito alla richiesta dell'avv.Anfora, veicolata dal mio hosting, ricordando ad entrambi le mie tutele costituzionali ex art.21 della Costituzione, per tutelare le quali mi riservo iniziative esclusive dinnanzi alla Autorita' giudiziaria COMPETENTE.
Marco BAVA 10.06.09

 

TEMI SUL TAVOLO IN QUESTO MOMENTO:

 

IL TRIBUNALE DI  TORINO E LA CONSOB NON MI GARANTISCONO LA TUTELA DEL'ART.47 DELLA COSTITUZIONE

Oggi si e' tenuta l'assemblea degli azionisti Seat tante bugie dagli amministratori, i revisori ed il collegio sindacale, tanto per la Consob ed il Tribunale di Torino i miei diritti come azionista di minoranza non sono da salvaguardare e la digos mi puo' impedire il voto come e quando vuole, basta leggere la sentenza SENT.FIAT Mb

 

Tweet to @marcobava

08.03.16

 

 

 

TEMI STORICI :

 

 

VIDEO DELLA TRASMISSIONE TV
Storie italiane
Puntata del 19/11/2019

SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI

https://www.raiplay.it/video/2019/11/storie-italiane-504278c4-8e8c-4b79-becc-87d5c7a67be6.html

 

10° Convegno
 
La grafopatologia in ambito giudiziario
L’applicazione della grafologia in criminologia, nelle malattie neurologiche e psichiatriche nel contesto giudiziario
 
Roma, 7 Dicembre 2019
 
Auditorium Facoltà Teologica “S. Bonaventura”
Via del Serafico 1 - Roma

 
alle ore 17,50
 
Vincenzo Tarantino
Gino Saladini
 
Elio Carlos Tarantino Mendoza Garofani
Grafologo giudiziario, esperto in fotografia forenseGiornalista, Criminologo
 
Il “suicidio” di Edoardo Agnelli: aspetti medico-legali criminologici e grafopatologici.

 

 

 

 

Edoardo Agnelli è stato ucciso?" - Guarda il video

I VIDEO DELLE PRESENTAZIONI GIA' FATTE LI TROVI SOTTO

LA PARTE DEDICATA AD EDOARDO AGNELLI SU QUESTO SITO

 PERCHE' TORINO HA PAURA DI CONOSCERE LA VERITA' SULLA MORTE DI EDOARDO AGNELLI ?

Il prof.Mario DE AGLIO alcuni anni fa scrisse un articolo citando il "suicidio" di EDOARDO AGNELLI.  Gli feci presente che dai documenti ufficiali in mio possesso il suicidio sarebbe stato incredibile offrendogli di esaminare tali documenti. Quando le feci lui disconobbe in un modo nervoso ed ingiustificato : era l'intero fascicolo delle indagini.

A Torino molti hanno avuto la stessa reazione senza aver visto ciò che ha visto Mario DE AGLIO ma gli altri non parlano del "suicidio" di Edoardo AGNELLI ma semplicemente della suo morte.

Mb

02.04.17

 

 

 

grazie a Dio , non certo a Jaky,  continua la ricerca della verità sull'omicidio di Edoardo Agnelli , iniziata con i libri di Puppo e Bernardini, il servizio de LA 7, e gli articoli di Visto,  ora il Corriere e Rai 2 , infine OGGI e Spio , continuano un percorso che con l'aiuto di Dio portera' prima di quanti molti pensino alla verita'. Mb -01.10.10

 

 

 

 

VIDEO SU INCHIESTA GIORNALISTICA MORTE DI EDOARDO AGNELLI CHE PER ME NON SI E' SUICIDATO

 
Europa Più - 80 METRI DI MISTERO from europa più magazine on Vimeo.

 

 

LIBRI SULL’OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

www.detsortelam.dk

www.facebook.com/people/Magnus-Erik-Scherman/716268208

 

ANTONIO PARISI -I MISTERI DEGLI AGNELLI - EDIT-ALIBERTI-

 

CRONACA | giovedì 10 novembre 2011, 18:00

Continua la saga della famiglia ne "I misteri di Casa Agnelli".

 

 

Il giornalista Antonio Parisi, esce con l'ultimo pamphlet sulla famiglia più importante d'Italia, proponendo una serie di curiosità ed informazioni inedite

 

 Per dieci anni è stato lasciato credere che su Edoardo Agnelli, precipitato da un cavalcavia di ottanta metri, a Fossano, sull'Autostrada Torino - Savona, fosse stata svolta una regolare autopsia.

Anonime “fonti investigative” tentarono in più occasioni di screditare il giornalista Antonio Parisi che raccontava un’altra versione. Eppure non era vero, perché nessuna autopsia fu mai fatta.

Ora  Parisi, nostro collaboratore, tenta di ricostruire ciò che accadde quel giorno in un’inchiesta tagliente e inquietante, pubblicando nel libro “I Misteri di Casa Agnelli”, per la prima volta documenti ufficiali, verbali e rapporti, ma anche raccogliendo testimonianze preziose e che Panorama di questa settimana presenta.

Perché la verità è che sulla morte, ma anche sulla vita, dell’uomo destinato a ereditare il più grande capitale industriale italiano, si intrecciano ancora tanti misteri. Non gli unici però che riguardano la famiglia Agnelli.

Passando dalla fondazione della Fiat, all’acquisizione del quotidiano “La Stampa”, dalla scomparsa precoce dei rampolli al suicidio in una clinica psichiatrica di Giorgio Agnelli (fratello minore dell’Avvocato), dallo scandalo di Lapo Elkann, fino alla lite giudiziaria tra gli eredi, Antonio Parisi sviscera i retroscena di una dinastia che, nel bene o nel male, ha dominato la scena del Novecento italiano assai più di politici e governanti.

Il volume edito per "I Tipi", di Aliberti Editore, presenta sia nel testo che nelle vastissime note, una miniera di gustose e di introvabili notizie sulla dinastia industriale più importante d’Italia.

 

 

 

Mondo AGNELLI :

Cari amici,

Grazie mille per vostro aiuto con la stesura di mio libro. Sono contenta che questa storia di Fiat e Chrysler ha visto luce. Il libro e’ uscito la settimana scorsa, in inglese. Intanto e’ disponibile a Milano nella librerie Hoepli e EGEA; sto lavorando con la distribuzione per farlo andare in piu’ librerie possibile. E sto ancora cercando la casa editrice in Italia. Intanto vi invio dei link, spero per la gioia in particolare dei torinesi (dov’e’ stato girato il video in You Tube. )

http://www.youtube.com/watch?v=QLnbFthE5l0

Thanks again,

Jennifer

Un libro che riporta palesi falsita' sulla morte di Edoardo Agnelli come quella su una foto inesistente con Edoardo su un ponte fatta da non si sa chi recapitata da ignoto ad ignoti. Se fosse esistita sarebbe stata nel fascicolo dell'inchiesta. Intanto anche grazie a queste salsita' il prezzo del libro passa da 15 a 19 euro! www.marcobava.it

 

 

AGNETA

 

 

SE VUOI COMPERARE IL LIBRO SUL SUICIDIO SOSPETTO DI EDOARDO AGNELLI A 10 euro manda email all'editore (info@edizionikoine.it)  indicando che hai letto questo prezzo su questo sito , indicando il tuo nome cognome indirizzo codice fiscale , il libro ti verrà inviato per contrassegno che pagherai alla consegna. 
NON DIMENTICARE CHE:

Le informazioni contenute in questo sito provengono
da fonti che MARCO BAVA ritiene affidabili. Ciononostante ogni lettore deve
considerarsi responsabile per i rischi dei propri investimenti
e per l'uso che fa di queste di queste informazioni
QUESTO SITO non deve in nessun caso essere letto
come fonte di specifici ed individualizzati consigli sulle
borse o sui mercati finanziari. Le nozioni e le opinioni qui
contenute in sono fornite come un servizio di
pura informazione.

Ognuno di voi puo' essere in grado di valutare quale livello di
rischio sia personalmente piu' appropriato.


MARCO BAVA

 

 

 

 

  ENRICO CUCCIA ----------MARCO BAVA

 

 

 

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La ringraziamo sinceramente per il Suo  interesse nei confronti di una produzione duramente colpita dal recente terremoto, dalle stalle, ai caseifici fino ai magazzini di stagionatura. Il  sistema del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono stati fortemente danneggiati con circa un milione di forme crollate a terra a seguito delle ripetute scosse che impediscono a breve la ripresa dei lavori in condizioni di sicurezza. Questo determina di conseguenza difficoltà nella distribuzione del prodotto “salvato”, che va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Abbiamo perciò ritenuto opportuno mettere a disposizione nel sito http://emergenze.coldiretti.it tutte le informazioni aggiornate relative alla commercializzazione nelle diverse regioni italiane anche attraverso la rete di vendita degli agricoltori di Campagna Amica.

 

Cordiali saluti.

Ufficio relazioni esterne Coldiretti

 

 

 

 

 

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ULTIMO AGGIORNAMENTO 27/09/2021 00.42.56

 

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LE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI

BOSSI PRODI DE BENEDETI GIANNI AGNELLI SCALFARI 1 SCALFARI 2 PANELLA GIANNI AGNELLI 2

ORIGINALI CUSTODITI DALLA BIBLIOTECA DI SETTIMO TORINESE

SE VUOI AVERE UNA COPIA  DELLE LETTERE DI EDOARDO AGNELLI  :

 https://1drv.ms/f/s!AlFGwCmLP76pgSdXDIwzmDgGSLkE

 

COMODATO EA COMODATO D'USO DI VILLA SOLE DOVE VIVEVA EDOARDO AGNELLI

DOCUMENTi SULLA DICEMBRE SOCIETA' SEMPLICE CHE CONTROLLA STELLANTIS

DICEMBRE 2021

DICEMBRE 1984

 

il mio libro sui Piani INDUSTRIALI

Libro Mb

LA MIA TESI DI LAUREA IN GIURISPRUDENZA SUL PROCESSO AL SENATORE AGNELLI  PER AGIOTAGGIO

CON SENTENZA NEL 1912

TESI SEN AGNELLI

 

VEDERE  COME LAVORA UIBM

CACAO&MIELE\7228-REG-1547819845775-rapp di ricerca.pdf

 

 NOVITA del SITO OGGI  :  

VIDEO INFORMA della settimana  Mb

  tutte da leggere :

 

27.09.21
  1. LA LEZIONE DELL'ELETTORATO  TEDESCO NON SI FERMERA' IN GERMANIA E TRAVOLGERA' ALMENO ANCHE ITALIA E FRANCIA.
  2. IN ITALIA ARRIVERANNO I MILITARI AL POTERE OLTRE CHE SULL'IMPOSIZIONE DEL VACCINO ?
  3. SENZA IMBROGLI ELETTORALI GLI ELETTORI RISPONDONO ALLE REPRESSIONI CON IL VOTO.
  4. QUANDO SI SCELGONO CANDIDATI SBAGLIATI COME DAMILANO A TORINO, O GENERALI CHE CONVINCONO O SOSTENGONO DRAGHI AD IMPORRE IL VACCINO, GLI ELETTORI SI ESPRIMERANNO DI CONSEGUENZA RISPONDENDO DEMOCRATICAMENTE ALLE REPRESSIONI DI STILE EGIZIANO-CINESE.
  5. LA TATTICA DI PRODI PER IL QUIRINALE ALLA FINE DIRA' , COME HA GIA' DETTO DRAGHI "SONO STATO CHIAMATO DAL PARLAMENTO E NON POSSO DIRE DI NO !" Il lungo e non sempre passionale fidanzamento tra il Pd e il Movimento Cinque stelle si sta trasformando in una cosa seria e Romano Prodi ha il sospetto di avere indicato la rotta "giusta" ai Dem: «L'intesa sul salario minimo? È giusto cercare accordi su temi così concreti – dice il Professore a La Stampa – io non voglio essere invadente ma il Pd con chi può federarsi se non con i Cinque stelle?». Certo, il sistema mediatico è sempre alla caccia di epocali "svolte" nel mondo politico, ma è altrettanto vero che per la prima volta Pd e M5S convergono su una riforma sociale di "struttura", che può aiutare a trasformare un'intesa nata due anni fa per caso in un'alleanza politica a tutto tondo.
  6. Before Prodi-DRAGHI bring Europe to China I suggest a EUROPEANCOMMUNITY without the countries of the East.
  7. Lituania: “Buttate i telefoni cinesi, rubano dati e sono censurati”
    Vilnius chiede ai propri cittadini di abbandonare i modelli Xiaomi e Huawei: avrebbero un software di censura e invierebbero dati riservati a Singapore. Sostegno dagli USA, l'ira di Pechino che minaccia ritorsioni.

    Huawei risponde alla Lituania sul caso telefoni censurati: “Rispettiamo leggi e regolamenti”
    La compagnia cinese replica alle accuse di Vilnius sulla censura dei propri dispositivi, rivendicando la correttezza del proprio operato.
  8. 20 ANNI FA PROPOSI ALLA BANCA OF CHINA di entrare in Fiat. Mi risposero di no. Ora dopo essere entrati nella Psa ne stanno uscendo. E PSA si e' comperata la Fiat. Oggi  il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping rivendica il diritto di imporre la sua logica dittatoriale al mondo, se no si comporta come tutti i dittatori di tutti i tempi. Dov'e' il Winston Churchill che si oppose ad Hitler quando tutti gli altri lo accettavano come avviene oggi nei confronti della Cina da parte dell'Europa ?
  9. Cina e GREEN PASS sono un possibile pericolo civile che ci propone Draghi non delle opportunita'.

    Mb

 

26.09.21
  1. TO.25.09.21

    ALLA CONSOB
    AL PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE MEDIOBANCA
    AL PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE GENERALI

    Il sotttoscritto MARCO BAVA socio sia di Mediobanca sia di Generali denucia come censurabile, sia al collegio sindacale di entrambe le societa', ai sensi dell'art.2408 cc, sia alla Consob la irregolarita' del prestito titoli Generali «sottoscritto – spiegano dalla banca – con una primaria controparte di mercato». L'operazione, tecnicamente «su base chiusa», avrà durata «di circa 8 mesi e comunque almeno fino all'assemblea di Assicurazioni Generali chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione». E dà a Mediobanca la disponibilità di altre 70 milioni di azioni oltre a quelle che ha già, un 4,42% in più da schierare il prossimo aprile.
    Tale operazione non e' possibile in quanto i titoli Generali non sono al portatore per cui il diritto di voto dell'intestatario puo' essere solo delegato non dato in prestito.
    Chiedo quindi un'indagine al fine di vietare l'esercizio del diritto di voto a Mediobanca per titoli Generali avuti in prestito d'uso finanziario non legale.
    Con ossequio.
    Marco BAVA
  2. Gli omicidi dei difensori dell’ambiente e della terra hanno raggiunto un livello record nel 2020. La violenta espropriazione di risorse nel Sud del mondo è continuata senza sosta nonostante la pandemia

    Secondo i nuovi dati diffusi da Global Witness ben 227 persone sono state uccise nel 2020 mentre cercavano di proteggere foreste, fiumi e altri ecosistemi da cui dipendeva il loro sostentamento. Una lenta ma costante crescita di assassinii che mette in evidenza solo una cosa: l’accaparramento violento delle risorse è continuato senza sosta anche nonostante la pandemia.

    Dal 2012, Global Witness ha raccolto dati sulle uccisioni di coloro che tentato di difendere la terra e l’ambiente e ogni anno mette a fuoco un quadro cupo, con prove che suggeriscono che con l’intensificarsi della crisi climatica, aumenta anche la violenza contro coloro che proteggono il nostro Pianeta.
    È ormai chiaro, insomma, che lo sfruttamento e l’avidità umana che guidano la crisi climatica stanno anche guidando la violenza contro i difensori del territorio e dell’ambiente. E secondo il rapporto annuale della ONG, lo scorso ha perso la vita, uccise, 227 persone impegnate a tutelare la distruzione dell’ambiente. Un terribile record di omicidi, il numero più alto mai registrato.
  3. Due giorni fa è giunto in Veneto un furgone proveniente dalla Francia, carico di 20 cuccioli di Beagle di appena 4 mesi. Purtroppo, però, i cani non erano destinati all’adozione. Ad aspettarli c’era un triste destino: i cagnolini, infatti, sono stati portati al centro sperimentale Aptuit (di proprietà della multinazionale farmaceutica tedesca Evotec) di Verona. Arrivati in Italia per diventare cavie da laboratorio.

    Aptuit è uno dei centri più grandi d’Italia dove vengono testati e sviluppati nuovi farmaci e in, assenza di alternative scientificamente riconosciute, ricorre alla sperimentazione sugli animali. A denunciare la vicenda sono gli attivisti dell’associazione Centopercentoanimalisti, che la sera dell’8 settembre hanno organizzato un blitz a sorpresa davanti ai cancelli della sede dell’Aptuit, in via Flaming a Verona.

    I manifestanti hanno affisso anche uno striscione in difesa dei poveri cuccioli che subiranno di tutto e di più. Ma dopo circa 15 minuti di protesta, gli agenti della vigilanza hanno allertato le forze dell’ordine, arrivate con una volante.

    La Aptuit si vanta di essere il centro di sperimentazione più veloce: il che significa le sofferenze più intense per le vittime, che saranno alla fine uccise – commentano gli animalisti – La sperimentazione su altri Animali non ha nessun valore per gli umani: ogni organismo ha sviluppato risposte diverse agli stimoli, anzi questa falsa ricerca è spesso fuorviante. Questo è risaputo. Dietro la sperimentazione animale (vivisezione) c’è solo un giro di affari miliardario e questo è l’unico motivo per cui viene mantenuta.

    Beagle, una delle razze più usate come cavia da laboratorio

    I Beagle, divenuti noti grazie alla storica (ed emozionante) chiusura dell’allevamento del Green Hill, rientrano tra i cani più utilizzati nell’ambito della sperimentazione animale. Si tratta di una razza dal carattere dolce ma deciso. Ma vi siete mai chiesti perché spesso sono usati come animali da laboratorio? A spiegarlo è la LAV (Lega Anti Vivisezione)

    È stato selezionato per la taglia, la lunghezza del pelo agevole per iniezioni e prelievi, la resistenza cardiaca, il temperamento docile e la capacità di vivere in gruppo, in modo da essere facilmente stabulato e costare meno. Le applicazioni su questa specie sono moltissime: studi di tossicità per sostanze industriali; tossicità per le sostanze d’abuso, come alcol e stupefacenti; trapianto di organi e tessuti; cancro; test bellici; ricerca di base in qualsiasi settore (compresi quelli sulla deprivazione materna e sull’erezione, prodotta fisicamente, tramite scosse elettriche e impianti odontoiatrici per testare nuovi apparecchi sulla dentatura del cane con estrazioni e trapianti negli alveoli). Si può utilizzare qualsiasi parte dell’organismo, cervello compreso, del cane come delle altre specie. Le statistiche confermano un dato preoccupante: l’assenza di diminuzione del ricorso ai beagle, e agli animali in generale, e l’aumento dell’uso di animali in campi fortemente invasivi come le modificazioni genetiche che fanno nascere animali già ammalati e/o sofferenti dalla fase gestazionale.

    In realtà la legge italiana limita fortemente il ricorso ai cani nei laboratori, concedendo un’autorizzazione solo in casi specifici. Purtroppo, però, sono tanti i laboratori che utilizzano come cavia il migliore amico dell’uomo. Nel nostro Paese sono circa 600 i cani che ogni anno vengono sottoposti a test tossicologici, prove per farmaci e per la produzione di apparecchiature.
  4. Ecco Green Hill. Ecco da cosa sei fuggita, insieme ad altri migliaia di beagle. Mia inseparabile e amata compagna di vita, tu sei nata in questo inferno. Un inferno dove probabilmente saresti stata uccisa, visto che appena sei arrivata tra le nostre braccia ti abbiamo curato proprio la rogna demodettica. Saresti stata eliminata come un inanimato prodotto fallato.

    ‘Sacr’, diminutivo di sacrificato, è il codice utilizzato nel database aziendale per i cani soppressi. Perché dentro Green Hill di Montichiari i beagle non erano esseri viventi, ma numeri su cui lucrare. Dentro Green Hill conveniva sfruttare le fattrici fino all’inverosimile, trattandole come macchine riproduttive, piuttosto che curare gli esemplari malati. Come è accaduto anche alla tua mamma.

    Tutto questo, Vivi, tu lo sai, perché lì dentro hai passato i primi mesi della tua vita, di cui porti indelebili i segni non solo nell’orecchio tatuato, ma anche nell’anima. Una verità che fino a oggi è sempre rimasta nascosta dietro quel filo spinato. E che oggi il processo sta varcando, udienza dopo udienza. Testimonianza dopo testimonianza.

    Eppure qualcuno ha provato persino a insinuare che anche di dopo gli affidi ci sia stata una impennata nei decessi dei cani. Forse Marshall and Co. hanno dimenticato lo scopo per cui vi facevano nascere. Inutile dire che la liberazione, lo spiega anche la Lav, abbia, al contrario, drasticamente ridotto la mortalità. Per ogni cane deceduto all’anno durante l’affido, sarebbero morti tra i 19 e 87 beagles, se gli stessi fossero rimasti all’interno di Green Hill. Un’analisi dei decessi effettuata sulla base dei documenti provenienti dall’azienda e sequestrati nel luglio 2012. Eppure, dopo il danno, ti tocca anche la beffa.

    Ma noi non dimentichiamo. Ogni giorno ti guardo negli occhi e penso a chi non ce l’ha fatta a fuggire da una terribile e innaturale vita in gabbia. A chi non ha mai corso sull’erba. A chi ha incontrato la morte. A chi è vittima dell’indifferenza e della sopraffazione. A chi conosce le mani umane solo nella paura.

    Per questo tu non sei “solo un cane”, ma un potente simbolo di giustizia e libertà. Ecco perché bisogna raccontare questa storia triste. Per non dimenticare tutto quello che abbiamo letto, ascoltato e visto… PERCHE’ TU VIVI, PERCHE’ TUTTI SIANO ‘VIVI’.
  5. Finalmente la Banca centrale cinese (Pboc) ha rinnovato il suo duro approccio sui bitcoin e le criptovaute, definendo illegali tutte le transazioni e le attività in valuta digitale e promettendo una ferma repressione sui mercati. Lo si legge in una nota dell'Istituto. La Banca centrale, si legge in una lunga nota postata sul suo sito web, ha chiarito "non hanno lo stesso status giuridico della moneta in corso legale e non possono essere distribuite sul mercato come moneta". Inoltre, prosegue la nota della People's Bank of China, scambi e transazioni in valuta virtuale sono definite "attività finanziarie illegali e sono severamente vietate".

    Negli ultimi anni, le transazioni di bitcoin e di altre criptovalute "hanno prevalso, sconvolgendo l'ordine economico e finanziario, favorendo il riciclaggio di denaro sporco, la raccolta illegale di fondi, la frode, gli schemi piramidali e altre attività illegali e criminali" e mettendo "a serio rischio la sicurezza dei beni delle persone".

    In conformità con la decisione del Comitato Centrale del Partito comunista e del Consiglio di Stato (il governo centrale), la Banca centrale, in collaborazione con i dipartimenti competenti, ha emanato una serie di politiche e misure per chiarire che "le valute virtuali non hanno corso legale", vietando "alle istituzioni finanziarie lo sviluppo e la partecipazione ad attività legate alla valuta virtuale, e le transazioni nazionali", nonché "il finanziamento dell'emissione di token".

    L'ultima mossa giunge a chiusura di una progressiva campagna della Banca centrale contro le criptovalute che hanno visto nei mesi scorsi l'abbattimento delle attività di mining, di produzione delle valute virtuali, in tutte le province del Paese, al punto che molti player cinesi hanno trasferito le proprie attività negli Stati Uniti.
  6. Solo Conte non ha capito di cosa e' capace Chiara Appendino :La Corte d'Appello di Torino ha respinto nei giorni scorsi l'istanza di sospensiva della sentenza con cui, in un giudizio di primo grado, la Città era stata condannata a risarcire 29 residenti del quartiere San Salvario. Per cosa? Per i danni causati dalla malamovida.
    La notizia è stata resa nota ieri dal pool di legali che ha seguito la class action (Silvia Bortolotti, Marco Buffa e Alessandro Sodde).
    A questo punto il Comune dovrà procedere al versamento del maxi-indennizzo stabilito dai giudici a beneficio dei ricorrenti. Una sentenza che farà scuola. E non solo per l'ingente importo deciso dal Collegio giudicante pari a 1, 2 milioni di euro circa, ovvero oltre 40mila euro a testa, ma anche in tema di diritto.
    Ma cosa veniva contestato al Comune in sintesi? Semplice: Palazzo civico non avrebbe assunto le contro misure indispensabili a contenere entro i limiti di legge i rumori notturni che la movida a San Salvario notoriamente si trascina appresso.
    Era stato il giudice Rosanna Musa, Tribunale civile seconda sezione, a seguito di accurate rilevazioni dei rumori notturni ad aver ritenuto fondate le rimostranze dei residenti. La cifra complessiva statuita a titolo di risarcimento, spalmata sul singolo ricorrente prevede un indennizzo di circa 40 mila euro ciascuno: 500 euro a settimana per ogni mese di malamovida. In definitiva secondo il giudice il Comune con le omissioni raccontate sopra, avrebbe violato il diritto alla salute, al riposo e alla tranquillità notturna dei residenti. E la decisione è maturata anche sulla base di specifiche rilevazioni dell'Arpa eseguite a partire dal 2013 e proseguite nel 2014, nel 2017 e 2018 fino al 2020.
    L'origine dei rumori - si legge in sentenza - è stata individuata «nelle urla, negli schiamazzi e nel parlato ad alta voce che scaturisce dal flusso massiccio e costante di persone che transitano, stazionano e intralciano le vie e il largo Saluzzo e di avventori dei locali commerciali in genere».
    Nel dettaglio la soglia che secondo il piano di classificazione acustica del Comune nella zona di San Salvario è di 45 decibel. Valore che - come sottolineato in più di una relazione i tecnici dell'agenzia regionale per l'ambiente - in via Baretti, corso Marconi, via Saluzzo e Principe Tommaso nei giorni della movida notturna è stata sempre superato nell'ordine di 10 decibel. Il picco si è raggiunto in largo Saluzzo, dove l'eccedenza ha toccato anche 20 decibel in più.
    All'epoca dell'istruttoria processuale la replica dell'amministrazione era già parsa generica. «I problemi collegati alla movida - avevano fatto sapere da Palazzo Civico - non sono riconducibili esclusivamente alla mancata adozione di un piano dell'inquinamento acustico, come affermato nella decisione del Tribunale, ma hanno carattere ben più ampio, con aspetti di ordine pubblico e di tutela delle attività economiche del territorio». Inoltre, in tema di movida, «la Città di Torino ha adottato nel tempo ordinanze e regolamenti e anche stipulato accordi con associazioni di categoria del commercio». Non è bastato a convincere il giudice. E anche la richiesta di congelare il pagamento dell'indennizzo milionario è stato respinto. —
  7. Non sarebbe meglio fare prima il tampone e poi il vaccino, visto che chi ha  avuto il Covid non deve fare il vaccino ? Ancora un fine settimana in piazza per le unità mobili vaccinali della Regione Piemonte in occasione di grandi eventi. Un servizio pensato per dare la possibilità a chi non è ancora vaccinato di farlo e contemporaneamente di effettuare un tampone rapido gratuito per ottenere il Green Pass per partecipare alla manifestazione.
    Questa volta i camper messi a disposizione dalla Croce Rossa faranno tappa ad Asti e a Torino: ad Asti, per la Douja d'Or, l'unità mobile vaccinale sarà in piazza Alfieri, dalle 9 alle 21, domenica 26 settembre. A Torino, per Tennis&Friends, l'Unità Mobile sarà al Circolo della Stampa Sporting di corso Agnelli 67/a dalle 8,30 alle 18,30 sabato 25 e domenica 26 settembre. Si cerca così di convincere le persone che ancora sono indecise e anche sul fronte dei sanitari no vax i numeri stanno diminuendo.
    Effetto pure delle sospensioni che procedono ormai spedite. Dei 3.200 operatori che all'inizio di settembre risultavano ancora non vaccinati oggi circa mille ci hanno ripensato. Un terzo. Ora rimangono no vax soprattutto tra oss e operatori sociosanitari, poi infermieri e infine medici.
    Dai dati aggiornati a ieri in Piemonte il 74% dei pazienti Covid che si trovano in questo momento ricoverati in terapia intensiva non è vaccinato. In particolare dei 23 ricoveri attuali in terapia intensiva 17 riguardano pazienti non vaccinati (13 uomini e 4 donne), altri 6 sono invece pazienti vaccinati ma con un quadro clinico serio per patologie pregresse (3 uomini e 3 donne).
    Dei 180 ricoveri in terapia ordinaria i pazienti non vaccinati sono 107. E ieri sono state 19.626 le persone che hanno ricevuto il vaccino. A 10.280 è stata somministrata la seconda dose, 1865 hanno ricevuto la terza dose. Ad esempio, all'ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano da martedì scorso ad oggi oltre 500 pazienti oncologici hanno ultimato la vaccinazione addizionale per soggetti classificati estremamente vulnerabili, secondo un elenco di patologie definite da una circolare del Ministero della Salute. Sono inoltre iniziate da lunedì 20 settembre, con termine previsto nella prossima settimana, le vaccinazioni di tutti i pazienti vulnerabili previsti dal decreto, tra cui pazienti emato-oncologici, sclerosi multipla in trattamento, dializzati, trapiantati midollo.
    Intanto ieri l'Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 213 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19, pari all'0,8% di 26.497 tamponi eseguiti. Resta invariato il numero dei ricoveri in terapia intensiva (sono 23) mentre sale quello dei ricoveri non in terapia intensiva che sono 181 (+5). Sono tre i decessi.
  8. I piani di decarbonizzazione più ambiziosi riservano all’idrogeno verde un ampio spazio di manovra nel futuro a medio e lungo termine. Ma anche negli scenari più contenuti, il vettore sta conquistando un ruolo da co-protagonista, parte essenziale del sistema energetico e industriale di domani. Questa rinnovata attenzione sta indubbiamente aiutando le tecnologie, lungo l’intera catena del valore dell’H2, a raggiunger la maturità di mercato. Tuttavia, la diffusione su larga scala è ancora lontana e di costi di questo segmento, rimangono alti. Al momento, infatti, i principali benefici in termini di economia di scala si possono trovare unicamente negli elettrolizzatori di grandi dimensioni (sopra 1 MW).

    A scattare una fotografia del comparto per capirne l’evoluzione da qui al 2050, è oggi un gruppo internazionale di ricercatori. Gli scienziati hanno pubblicato in questi giorni, sulla rivista RRL Solar, l’articolo “Il vero costo dell’idrogeno fotovoltaico”. Come lo stesso titolo fa facilmente intendere, gli autori hanno studiato la produzione del vettore alimentata unicamente da energia solare, valutando le proiezioni di capitale (CAPEX) e di spesa operativa (OPEX).

    “Di recente sono stati pubblicati molti rapporti sull’idrogeno pulito – si legge nell’articolo – ma pochissimi hanno utilizzato una proiezione futura aggiornata e realistica del costo livellato dell’elettricità (LCOE) per il fotovoltaico”. Questo dato è essenziale dal momento che la maggior parte del costo livellato dell’idrogeno (LCOH) è rappresentato dal prezzo costo dell’elettricità. “Un altro aspetto è che l’attuale mercato degli elettrolizzatori è ancora molto immaturo, la maggior parte dei progetti sono su misura, sensibili al sito e piuttosto piccoli, e non esiste ancora una vera produzione di massa. L’effetto di ridimensionamento è molto significativo e per questo motivo non è consigliabile utilizzare CAPEX passati per piccoli progetti (<1 MWel in media) con progetti realmente utilitaristici (>100 MWel )”.
    Lo studio, impiegando tassi di apprendimento storici, ha formulato delle proiezioni dei costi futuri insieme a diversi scenari di crescita del volume. E ha calcolato il costo livellato dell’idrogeno per 10 località nel mondo – tra cui Roma – con diversi livelli di irraggiamento e con diversi tassi di costo medio ponderato del capitale (WACC). Il risultato? Ne “Il vero costo dell’idrogeno fotovoltaico” si prevede che la spesa in conto capitale per l’elettrolizzatore per un grande sistema su scala utility diminuirà dagli attuali 400 €/kW a 240 €/kW entro il 2030: raggiungendo gli 80 €/kW nel 2050. La progressiva diminuzione del costo fotovoltaico, porterà a una diminuzione dell’LCOH dagli attuali 31–81 €/MWh (1,0–2,7 €/kg di H2 ) a 20–54 €/MWh ( 0,7–1,8 €/kg di H2 ) entro il 2030. E a 10-27 €/MWh (0,3–0,9 €/kg H2 ) entro il 2050, a seconda della località. La quota del costo dell’elettricità fotovoltaica nell’LCOH aumenterà dall’attuale 63% al 74% entro il 2050. Ecco perché il futuro dell'auto e' nell'idrogeno verde non nelle batterie come ha fatto lo scaltro Elon Musk.

Mb

 

25.09.21
  1. Nella conversazione fra Jaky e Elon : 2 a 0. Jaky e' stato piu' coerente di Elon sulle energie rinnovabili rispetto al nucleare, per le scorie che ci saranno sempre, anche se De Scalzi nega l'evidenza.
  2. Come si pagheranno gli oneri di sistema infiniti per lo smaltimento del nucleare ?
  3. Infatti Jaky con stile e semplicita' ha riportato Elon sulla retta via .
  4. Ma la stampa comprata dalle pubblicita' Eni non si e' fatta sfuggire l'occasione per sponsorizzare il nucleare, falso pulito, di De SCALZI !
  5. Quando si parla di nucleare , anche oggi da parte del governo DRAGHI, con una leggerezza interessata non si parla dei costi di smaltimento !
  6. Per cui il modello cinese del nucleare viene importato senza consapevolezza di costi e conseguenze, perche' i conti si fanno sempre alla fine, come per gli inceneritori !
  7. Concessioni autostradali, UE avvia procedura contro l’Italia. Ma sono cinque le misure contro Roma
    Il pacchetto mensile di infrazione della Commissione richiama il Paese su diversi temi, incluso il mancato recepimento delle regole che dovrebbero ammodernare il Paese con fibra e internet veloce
    ..Tutto quello che Draghi non dice !
  8. Come le dichiarazioni false sul green pass obbligatorio che rende sicuri : falso per la antigenicita' del virus chimera cino-americano .
  9. Di fatto il green pass obbligatorio dimostra come la Germania sia riuscita ad imporre la tassa del suo vaccino solo all'Italia che di fatto e' una colonia tedesca gestita dai governatori Draghi e Prodi.
  10. La strada cinese di Prodi e Draghi e' veramente una buona strada ? La storia di Xu Jiayin, il fondatore di Evergrande, è lo specchio della corsa cinese verso la prosperità, cominciata negli Anni 80.
    Xu è nato nel 1958 in campagna, da una famiglia poverissima. La madre morì quando lui non aveva ancora compiuto un anno, il padre era un reduce della guerra di liberazione contro i giapponesi. Erano i tempi del Grande balzo in avanti ordinato da Mao, che portò al disastro economico e alla carestia.
    Xu Jiayin ricorda di essere stato sempre affamato da bambino e poi da ragazzo: «Per tutta la mia infanzia ho mangiato solo patate dolci e pane cotto al vapore, i vestiti erano stracci pieni di toppe». A quel tempo «sognavo solo di lasciare i campi, trovare un lavoro in fabbrica e mangiare meglio».
    Dopo la Rivoluzione culturale, chiusa nel 1976 alla morte di Mao, il diciottenne Xu ottenne una borsa di studio che gli permise di andare all’università, ingegneria metallurgica, poi fu impiegato in un’acciaieria statale.
    «Devo tutto allo studio e al Partito comunista che mi ha permesso di studiare», ha detto nel 2017, dopo essere diventato un capitalista d’assalto, con la benedizione del Partito-Stato.
    La sua ascesa non è diversa da quella di centinaia di altri capitani d’industria cinesi: alla fine degli Anni 80 sfruttò la grande apertura al mercato ordinata da Deng Xiaoping e la possibilità data ad alcuni di «arricchirsi per primi, perché anche arricchirsi è glorioso». Ora paga la nuova parola d’ordine lanciata da Xi: «Prosperità condivisa, basta con l’espansione caotica del capitalismo».
    Nel 1996 l’ingegnere metallurgico fondò a Guangzhou (Canton) l’azienda di costruzioni Hengda, che presto ribattezzò Evergrande, mezzo inglese e mezzo italiano per dire «Grande per sempre».
    Servivano case per gli operai che affluivano in massa in città dalle campagne, grandi edifici per gli uffici e l’ex ragazzo di campagna costruisce i primi palazzoni, torri di cemento e acciaio che diventano il simbolo del boom cinese.
    Si impose presto come il re dei costruttori di Canton e si meritò anche un nome in cantonese: Hui Ka Yan. Evergrande ha alimentato e sfruttato la grande urbanizzazione cinese, costruendo migliaia di grattacieli in tutta la Repubblica.
    Nel 2017, con 47 miliardi di dollari di fortuna personale, il super-palazzinaro fu classificato «uomo più ricco della Cina». Ha goduto a lungo di ottime relazioni politiche, si dice anche con il fratello dell’ex primo ministro Wen Jiabao. Nel 2009 ha quotato Evergrande a Hong Kong, raccogliendo miliardi di dollari. Ma sul mercato delle obbligazioni il suo gruppo è diventato sinonimo di eccessivo indebitamento, di quella bolla immobiliare che da anni è considerata il principale rischio finanziario della Cina.
    Xu Jiayin alias Hui Ka Yan è andato avanti per la sua strada di successi ed eccessi. Nel 2010 ha costruito il club calcistico Evergrande Guangzhou, spendendo centinaia di milioni per giocatori e allenatori comprati all’estero (il nostro Marcello Lippi campione del mondo lo ha guidato al successo in vari campionati, ora è guidato da Fabio Cannavaro).
    Un segno della fitta trama di relazioni personali arriva nel 2014, quando vende metà della squadra a Jack Ma per 200 milioni di dollari: una cifra esorbitante. Il fondatore di Alibaba raccontò così l’investimento: «L’altra sera ero un po’ ubriaco, ho incontrato il mio amico Xu Jiayin che mi ha proposto l’affare e gli ho staccato un bell’assegno».
    Un investimento da ubriachi: ora che la bolla del pallone si è sgonfiata in Cina, rischia di crollare anche il progetto che doveva dotare l’Evergrande dello stadio più grande e più bello del mondo, una struttura a forma di fiore con capienza di 100 mila posti a sedere.
    È finito male anche l’investimento di Evergrande nell’auto elettrica: una incursione che non ha prodotto nemmeno un prototipo. Il miliardario rosso ha cominciato a scoprire di avere problemi quando nel 2017 Xi Jinping ha osservato che «la casa serve per viverci, non per speculare».
    Era il primo avvertimento del vento che stava per cambiare. Ora che il castello di carte immobiliare di Evergrande si è afflosciato, il Partito-Stato manovra per evitare che il crac annunciato contagi la seconda economia del mondo.
    I tecnocrati di Xi hanno in mano tutte le leve dell’economia nazionale e sapranno pilotare il ritorno a terra. Ma i sogni di grandezza di Xu sono finiti, anche se il miliardario ha giurato di battersi fino in fondo, evocando toni da ultima spiaggia che ricordano Winston Churchill: «Usciremo dai nostri giorni più bui, lo spirito di Evergrande non ammette la parola sconfitta, i nostri uomini in prima linea debbono continuare a costruire e consegnare palazzi e case», ha scritto in un messaggio ai circa 200 mila dipendenti. Sul web cinese l’accoglienza non è stata quella sperata: «Starnazza come un’anatra zoppa», ha scritto un investitore che aveva comprato le obbligazioni. Vogliamo seguire questa strada ?
  11. La censura alla cinese da i primi segnali : Il Tribunale di Roma ha oscurato un'inchiesta pubblicata sul sito Fanpage. it in cui l'onorevole Claudio Durigon, ex sottosegretario all'Economia della Lega costretto a dimettersi per le sue tendenze mussoliniane, diceva che non bisognava preoccuparsi dell'inchiesta sui 49 milioni di euro che la Lega avrebbe sottratto perché il generale della Guardia di Finanza «l'abbiamo messo noi». Diffamazione, sostiene il gip del tribunale di Roma Paolo Andrea Taviano. Censura, nessuno può sequestrare un'inchiesta prima che sia accertata la verità, rispondono Pd, M5s, Iv. In silenzio la destra. A loro basta la parola del gip, ex candidato della Fiamma Tricolore. —
  12. I colpi in faccia sono forti. Gli spaccano due denti e un labbro, poi lo zigomo. Luca (nome di fantasia) è coraggioso e non vuole piangere, anche perché come ripete la mamma che aiuta a tenerlo fermo mentre gli zii lo colpiscono, «a 11 anni ormai si è grandi». Lui alla fine non ce la fa, il dolore è troppo forte, ma va bene, perché «accussì pare cchiù overo» (è più verosimile). Niente partita a pallone con gli amici, niente tv, si va in ospedale a farsi medicare. E a raccontare una bugia: al pronto soccorso bisogna dire che il sangue, i traumi e le tumefazioni sono la conseguenza di un brutto incidente stradale. Ed ecco il perché di tanto accanimento manco fosse un pestaggio da film, doveva sembrare il risultato di un impatto violento dentro una macchina. Il seguito lo hanno ricostruito i carabinieri di Caserta, ma è facile da immaginare: un referto stilato da un medico (in assoluta buona fede) che raggirato dalle false dichiarazioni parla di «incidente» e un paio di buoni avvocati in perfetta malafede che si occupano delle pratiche per il risarcimento dall'assicurazione. Una bieca truffa perfettamente organizzata. O quasi. Perché dopo una lunga indagine, ieri mattina i militari, coordinati dai magistrati di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito sei arresti (5 ai domiciliari e una in carcere, a cui vanno aggiunti altri 20 indagati a piede libero) con l'accusa di associazione a delinquere, oltre che furto, estorsione e traffico di droga perché alcuni componenti della banda si dedicavano contemporaneamente ad altre attività illegali. Ed è stata proprio una di queste imprese parallele (un giro di assegni clonati) a far scoprire l'organizzazione. Da lì, gli investigatori guidati dal capitano Pietro Tribuzio sono risaliti ad altri movimenti sospetti, come un caso di «cavallo di ritorno» – cioè un furto seguito da estorsione – ai danni di una donna. Infine, i segugi dell'Arma hanno puntato quello che è apparso subito come un sistema finalizzato a truffare varie compagnie assicurative denunciando incidenti mai avvenuti.
    A capo della banda, una coppia di quarantenni senza scrupoli e noti alle forze dell'ordine, lui già ai domiciliari per altri reati (e ora in carcere), lei pregiudicata, due balordi che tuttavia sono riusciti a mettere in piedi un'operazione che ha fruttato oltre 100mila euro grazie alla partecipazione di alcuni conoscenti, alcuni dei quali non hanno avuto remore nel mettere a disposizione i propri figli e a partecipare direttamente alle ignobili bastonature, tenendoli fermi o persino colpendoli (il più piccolo ha 10 anni). E ugualmente spregevole è apparsa la fattiva collaborazione dei due legali, che pur essendo dei nomi abbastanza noti nel Casertano non si sono fatti scrupolo alcuno a partecipare direttamente all'affare e, come precisano gli investigatori, elargire consigli e suggerimenti al turpe ma limitato capobanda. —
  13. Nagel imparera' a perdere per mancanza della  presigiosa autorevolezza che aveva Cuccia :
    Alla vigilia del comitato nomine di Generali, previsto per oggi, Mediobanca spara la sua prima cannonata in quella che si annuncia una lunga battaglia. Con una mossa a sorpresa, Piazzetta Cuccia, già prima azionista del Leone con circa il 12,9%, aumenta la sua potenza di fuoco fino al 17,22% dei diritti di voto. Non lo fa acquistando azioni, ma attraverso un prestito titoli «sottoscritto – spiegano dalla banca – con una primaria controparte di mercato». L'operazione, tecnicamente «su base chiusa», avrà durata «di circa 8 mesi e comunque almeno fino all'assemblea di Assicurazioni Generali chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione». E dà a Mediobanca la disponibilità di altre 70 milioni di azioni oltre a quelle che ha già, un 4,42% in più da schierare il prossimo aprile.
    Si profila, per l'appunto, una battaglia a colpi di azioni, gli schieramenti sono già in campo con possibilità di ricomposizione pressoché nulle. Quella dell'ad Alberto Nagel appare una risposta diretta al patto di consultazione messo in campo da Francesco Gaetano Caltagirone (vicepresidente del Leone, secondo socio col 6,2%) e da Leonardo Del Vecchio (5,1%) a cui, da ultima, si è aggiunta la Crt col suo 1,23%. In tutto un 12,53% schierato – e pronto con una propria lista – per cambiare tutto alle Generali, a cominciare dall'ad, Philippe Donnet, giudicato inadeguato quanto ad acquisizioni, organizzazione del gruppo e della sua struttura tecnologica.
    Mediobanca invece, appoggia in pieno la scelta del consiglio delle Generali che, avvalendosi di una modifica statutaria approvata all'unanimità, vuole indicare una propria lista con cui – e la cosa è stata confermata di recente in una riunione dei consiglieri non esecutivi – riconfermare Donnet. Per Mediobanca, questa, è la soluzione migliore, e Donnet è il manager giusto per andare avanti.
    Al punto che fonti vicine all'istituto guidato dall'ad Nagel parlano del prestito titoli come di un «un'operazione fatta a tutela dell'investimento in Generali, tenuto conto del contributo significativo che apporta ai risultati della banca e per evitare una destabilizzazione strategica ed operativa che condizioni negativamente i conti». Si tratta insomma di preservare il valore economico che Trieste ha per Piazzetta Cuccia. Del resto Mediobanca, in virtù dell'influenza notevole che esercita sulla compagnia (non solo con la quota superiore al 10% ma anche con la presenza fissa di almeno un consigliere non indipendente, Clemente Rebecchini) consolida il bilancio delle assicurazioni triestine: ciò, anche nell'ultimo bilancio chiuso a giugno (e ieri approvato dal cda di Piazzetta Cuccia che ha convocato l'assemblea per il 28 ottobre) ha comportato un apporto di 273,4 milioni su utili complessivi di 808 milioni. Non solo Mediobanca – complici regole meno severe sul capitale con la proroga del cosiddetto "compromesso danese" – non è mai scesa dal 13% del Leone: ora rilancia.
  14. La stampa di parte c'e' in ogni paese , ma in Italia per giustificarsi usa lo slogan del complottismo, aggiunto ora anche a quello internazionale delle fake news. Per cui le stragi di stato, la P2 e l'omicidio di Aldo Moro ed  Edoardo Agnelli  sono complotti con molti morti ingiustificabili ....
  15. Gli italiani vogliono dei presidenti della repubblica che li rappresenta senza voler sapere e capire ?
  16. Per cui le critiche al referendum con spid sono di parte perche' il potere vuole sfruttare tutto quello che puo' per solo se, sino a quando puo'. E chi si oppone deve essere eliminato con ogni mezzo.
  17. Quello che non finisce mai di stupirmi  e'  che pare  vogliamo che i sottodei Prodi Draghi Letta Salvini,  decidano del nostro futuro, perche' la maggioranza di noi, abbia di fatto rinunciato per disperazione ed educazione a decidere del suo futuro.
  18. Le ragioni educative che risalgono ai genitori ,  alla scuola alla tv commerciale che ti hanno insegnato a credere ubbidire e combattere a loro per loro. E nonostante questi italiani , indottrinati e schiavizzati dalla Tv , a combattere per il consumismo fine a se stesso , non escono da questa schiavitu'  anche se fanno esperienze e maturano.
  19. Faro' la fine di Sacco e Vanzetti ?
  20. Intanto se invece di dare soldi a fondo perduto si fosse investito in incentivi a riconversioni energetiche rinnovabili, avremmo meno lavoratori senza lavoro, ed aziende energivore, e piu' infermieri riconvertiti con i soldi della cassa integrazione.
  21. Tutto cio' dimostra gi orizzonti limitati di Prodi-Draghi-Letta+Salvini-Giorgietti.  
  22. Io la penso come Akio Toyoda che torna sulla questione della transizione verso l’auto elettrica dopo una presa di posizione nel dicembre del 2020 (qui la news) nella quale, in qualità di presidente della JAMA, l’associazione dei costruttori giapponesi, si diceva scettico sui tempi troppo ristretti che le autorità stanno ipotizzando per l’eliminazione dei motori termici. Nei giorni scorsi il presidente della Toyota è tornato su questo tema parlando dell’aspetto più industriale della questione. Secondo quanto riporta Autonews, Toyoda osserva che il percorso stabilito dal governo giapponese, che vuole una sostanziale ridurre delle emissioni di gas serra nazionali già entro il 2030 per poi arrivare alla neutralità nel 2050, dovrebbe essere armonizzato meglio alla realtà produttiva, vera linfa vitale del Giappone.

    ESPORTAZIONI, ADDIO? - Toyoda ha ricordato, durante una riunione della Japan Automobile Manufacturers Association, che “il Giappone è un paese dipendente dalle esportazioni. La neutralità del carbonio pone quindi una grave questione occupazionale. Alcuni politici dicono che dobbiamo trasformare tutte le auto in veicoli elettrici o, addirittura, che l'industria manifatturiera è obsoleta. Io non ritengo che questo sia giusto né vero. Per proteggere i posti di lavoro e la vita dei giapponesi, penso invece che occorra mettere il nostro futuro sulla stessa linea degli sforzi fatti finora". Toyoda ha ricordato che il Giappone produce circa 10 milioni di veicoli all'anno, di cui circa il 50% viene esportato. Le previsioni al 2030 indicano che il Paese produrrà 8 milioni di veicoli l'anno con motori a combustione, inclusi ibridi e plug-in: se essi venissero cancellati per legge questo paralizzerebbe il mercato del lavoro.

    NOI RIDUCIAMO LA CO2 - Toyoda conclude quindi che "questo significa che la produzione di oltre 8 milioni di unità andrebbe persa e quindi la nostra industria automobilistica metterebbe a rischio buona parte parte degli attuali 5,5 milioni di posti di lavoro. Se dicono che i motori a combustione sono il nemico, la maggior parte dei veicoli sarebbe semplicemente non prodotta". Toyoda osserva poi che "il governo giapponese ha fissato vari target ma essi sembrano più in linea con le tendenze normative Europee che con la situazione giapponese. Ogni Paese dovrebbe avere un approccio alla neutralità del carbonio basato sulle proprie situazioni". Secondo i calcoli di Toyota, i suoi 18,1 milioni di veicoli ibridi venduti nel corso degli anni hanno avuto lo stesso impatto sulla riduzione dell'anidride carbonica di 5,5 milioni di auto a batteria, una quantità che nessuna casa automobilistica ha finora raggiunto.

    ANCORA INDIETRO SULLE ELETTRICHE - Notiamo poi che in Giappone le auto elettriche sono ancora molto poco diffuse: nel primo semestre sono stati consegnati 777.000 veicoli elettrificati (circa il 40% del totale immatricolato) ma le elettriche non sono arrivate a 8.500 e di queste circa 3.200 erano d’importazione. Quindi il 97 percento di tutti i veicoli elettrificati erano ibridi, cioè con un motore endotermico. La Toyota, nello stesso periodo, ha venduto poco più di 500 elettriche in Giappone: 497 crossover Lexus UX 300e e 74 minicar Toyota C+pod, veicoli agli antipodi come tipologia.
  23. Se Evergrande andasse a gambe all’aria, per il comparto dell’auto arriverebbero nuove difficoltà: e questa sarebbe un’ulteriore mazzata nella non certo facile situazione della filiera, già da tempo alle prese con la crisi dei semiconduttori e degli aumenti delle materie prime. Ma andiamo con ordine.
    I prezzi delle auto in Europa aumenteranno dal 2022?

    Uno dei settori in cui Evergrande si è cimentata è quello dell’auto elettrica, attraverso Evergrande Nev (ovvero “New Energy Vehicles”), fondata nel 2019 e le cui radici vanno trovate anche in una precedente acquisizione delle attività di Saab. In pochi mesi, quello che era l’ultimo arrivato nel settore dell’auto fece un passo da gigante, in virtù di una maxi-capitalizzazione nell’ordine di 90 miliardi di dollari ed un portafoglio di progetti piuttosto corposo, sebbene da spalmare a lungo termine: entro il 2035, attraverso l’altrettanto nuovo “brand” Hengchi, il “capitolato” di intenti prevedeva il lancio di sei auto elettriche di alta gamma. Come il SUV “3” protagonista di un’anteprima al Salone di Shanghai 2021, progettato (in Italia) da Mike Robinson per Icona Design.

    La questione-chiave è legata ad un grande dubbio: la nuova lineup sarebbe già stata delineata, eppure alla luce dei fatti nessuno è in grado di dire se i progetti saranno effettivamente tradotti in pratica. Già nella seconda parte dell’estate 2021, il titolo Evergrande Nev era arrivato a perdere circa il 90% del proprio valore, proprio a causa delle difficoltà della holding principale.

    Da qui l’incertezza: nel caso di un fallimento di Evergrande, la neonata branca auto ne seguirebbe le sorti. Con in più un problema ulteriore: le conseguenze sarebbero più ampie. Per meglio analizzare questa ipotesi, è necessario riavvolgere il nastro di qualche anno e tornare all’epoca del “caso” Lehman Brothers, dove una crisi finanziaria ebbe delle ripercussioni sul comparto automotive.
    La grande crisi del 2008

    I libri di storia ricorderanno a lungo il 15 settembre 2008: Lehman Brothers, schiacciata da 600 miliardi di dollari di debiti finanziari e 160 miliardi di dollari in obbligazioni, depositò istanza di fallimento in quanto il “passivo” era troppo elevato in ordine alla ben conosciuta bolla dei subprime. Sebbene gli USA, in precedenza, avessero tentato con ogni mezzo il salvataggio di importanti banche, nel caso di Lehman Brothers non ci fu niente da fare, il mondo bancario statunitense non si lascò convincere dai “piani alti” politici, e per uno dei più storici istituti di credito di New York venne decretato il collasso.

    Immediatamente – come rapido è il propagarsi delle notizie nell’era del digitale – i mercati finanziari mondiali vennero presi dal panico. E fu lì che iniziò una delle più gravi situazioni di difficoltà dai tempi della Grande Depressione scaturita dal “Giovedì nero” di Wall Street del 24 ottobre 1929. Enormi somme di denaro bruciate in pochi giorni, ai minimi termini la fiducia degli investitori, delle stesse banche (che dovettero correre subito ai ripari e chiedere una “pezza” da parte di Washington dopo anni di temerarietà finanziaria) e dei consumatori.

    Come risultato, in capo ad una manciata di mesi si determinarono elevata disoccupazione, crollo dei consumi e degli investimenti, una miriade di aziende “a terra”. Nel 2009, poi, l’apoteosi: due colossi dell’industria americana – di più: due simboli della storia USA – come Chrysler e General Motors invocarono il “Chapter 11”. Solamente Ford riuscì ad evitare per un pelo il disastro, grazie ad un maxi-prestito accordato dall’amministrazione Bush ed al denaro che aveva in cassa per via delle precedenti vendite di Jaguar, Land Rover e Volvo e delle partecipazioni in Mazda.
    Ripercussioni in Europa

    La crisi del 2008-2009 non si fece attendere al di qua dell’Oceano: furono soprattutto i grandi istituti di credito britannici, francesi e tedeschi – cioè quelli maggiormente legati al comparto immobiliare americano – ad accusare i contraccolpi della stretta sui crediti che si verificò tra le banche mondiali, tanto da dover chiedere una mano ai rispettivi Governi nazionali ma anche alle istituzioni europee (anche, va detto, per via della garanzia accordata dalla Federal Reserve).

    Da lì, la grave congiuntura che tenne banco, per almeno due anni, in Europa. E fu una crisi non solamente finanziaria, ma anche – essendo questi settori spesso correlati – sociale e politica. Incidentalmente, il comparto automotive fu uno dei primi ad essersi trovato in difficoltà. Se in Germania, grazie ad una massiccia presenza in Cina – già all’epoca in “escalation” nel settore dell’auto – le grandi Case costruttrici riuscirono a salvarsi, in Francia fu l’allora presidente Nicolas Sarkozy ad intervenire, mediante la concessione di un prestito da 3 miliardi di euro, per dare una boccata d’ossigeno a Peugeot ed a Renault.

    Il rimborso fu rapido (già nel 2011 venne estinto), tuttavia il “rosso” nei bilanci si fece sentire notevolmente, tanto che PSA dovette nel 2012 (quando cioè da molte altre parti il peggio era già passato) chiedere un nuovo prestito pubblico (7 miliardi di euro), ed ancora più avanti (2014) arrivò una nuova ancora di salvezza. Le conseguenze? Eccole: lo Stato francese divenne azionista di rilievo, insieme al “colosso” cinese Dongfeng, e la famiglia Peugeot dovette dire addio al controllo dell’azienda. Diverso è il caso dell’Italia: il Gruppo Fiat, guidato da Sergio Marchionne, riuscì – seppure fra notevoli difficoltà – a contenere le perdite, e diede il via (con molto coraggio, in quanto ciò avvenne nel 2009, quando la crisi era nel pieno della sua gravità) all’”agreement” con Chrysler che, in capo ad un lustro, sarebbe evoluto nella nascita di Fca da cui, via via, è stata generata Stellantis.
    Ecco perché, quali che siano eventuali conseguenze, la crisi Evergrande è un caso politico e non soltanto finanziario: il copione già in parte scritto dall’epoca Lehman Brothers assegna al Governo nazionale – che intervenga oppure no – un ruolo di primo piano.

    In effetti, ci si trova di fronte ad una situazione paradigmatica: il mercato immobiliare cinese è da diverso tempo in piena bolla creditizia cui hanno contribuito notevoli e costanti iniezioni di denaro da parte di Pechino che, per non rischiare di essere contagiato dalle crisi occidentali (Lehman Brothers appunto, ma anche il debito Eurozona, la crisi della Grecia e “last but not least” le incertezze legate alla Brexit) non ha esitato a rimpinguare il mercato con continue liquidità e dato facilmente carta bianca alle banche per erogare i crediti connessi ai programmi di investimento nelle infrastrutture e in materia urbanistica.
    Maggiore autorità dal Governo

    Questo, fino a poco tempo fa. La situazione è gradualmente mutata: con l’obiettivo di scongiurare fughe di capitali e frenare un eccessivo liberismo, l’esecutivo comunista cinese ha provveduto con un ulteriore giro di vite ad imporre maggiore autorità in materia economico-finanziaria, anche per evitare fenomeni di rabbia sociale.

    Un esempio su tutti, ben noto, riguarda Ali Baba, il cui fondatore Jack Ma – che non era tenero nei confronti dell’apparato finanziario cinese – non si è più fatto sentire. Per ampiezza di settori di interesse, il caso Evergrande è se possibile ancora più vasto: in ballo non c’è solamente il comparto immobiliare, ma anche banche, assicurazioni e – in ultimo – gli stessi investitori e non necessariamente (non solo) piccoli risparmiatori, quanto anche grandi aziende, cinesi e pure occidentali.
    Evitare l’effetto domino

    Ecco perché i 300 miliardi di debiti che pesano su Evergrande (quasi un terzo dei quali sono con le banche) pesano ancora di più del “semplice” valore in cifre: si teme, in buona sostanza, un effetto-domino che contagerebbe i consumi di beni non primari tuttavia importanti, come è appunto l’auto. Con la differenza (e non è cosa da poco) che in tredici anni esatti – cioè dall’”esplosione” della vicenda Lehman Brothers – il comparto automotive si è evoluto in maniera epocale, e proprio in materia di elettrificazione: a questo è direttamente legata, per intenderci, la crisi dei chip ed i prezzi sempre più elevati che i Gruppi occidentali devono affrontare per approvvigionarsene (soprattutto, per restare in Europa, i “brand” tedeschi che in Cina sono arrivati ad ottenere fino a un terzo dei livelli di vendite complessivi).

    In effetti, è recente il monito di Xiao Yaqing, ministro dell’Industria cinese, per un veloce riassetto del comparto auto in Cina rivolto ad una sostanziale riduzione delle aziende (e sono qualcosa come 300) che attualmente formano il tessuto produttivo. Se quindi il Governo cinese deciderà per il salvataggio di Evergrande (ma non è affatto scontato per l’orientamento “anti-Paperoni” adottato dall’esecutivo), a farne le spese potrebbe essere proprio la Divisione automotive.

Mb

 

24.09.21
  1. Riusciremo  restituire del soldi del Prnn ?
  2. L'Italia sarà sempre più come le startup : un pozzo senza fondo ?
  3. Saranno sempre i soliti a prendere i soldi privi di idee valide ?
  4. Cosa e come cambierà l'Italia con i soldi del Prnn ?
  5. La restituzione dei soldi del Prnn credo sia un assioma indiscutibile anche per Draghi !
  6. Come pensa di restituirli Draghi se non con le tasse MODELLO GRECIA?
  7. Tutti noi dovremo sottostare alle regole imposte alla Grecia, che non aveva neppure piu' i mezzi per spegnere gli incendi ?
  8. Paragonare Draghi a Ciampi non credo sia una nota di merito visto i costi che ha imposto per la difesa inutile della lira !
  9. Questi sono i modelli cinesi verso cui ci stanno portando con i fondi del Prnn DRAGHI-PRODI-LETTA mentre Assemblea nazionale del popolo potrebbe non rinnovare il mandato a Xi Jinping nel 2023  ?
  10. ByteDance, la società madre di TikTok, ha annunciato sabato 18 settembre che la versione cinese della famosa applicazione di video brevi, chiamata Douyin, non sarà più accessibile agli utenti sotto i 14 anni per più di quaranta minuti al giorno e tra le 22 e le 6 del mattino. Come in Occidente, questa breve applicazione video è molto popolare in Cina, dove ha quasi 500 milioni di utenti - scrive Le Monde.
    Douyin ora passa automaticamente i minori di 14 anni alla "modalità giovani", una versione alternativa del social network che include video sulle arti, la storia e la scienza. Per evitare che il blocco venga aggirato, ByteDance ha lanciato un concorso di caccia ai bug del software. Ma non è chiaro quanto diligentemente l'azienda controlli l'età e l'identità degli utenti che si iscrivono con un account falso, con ByteDance che consiglia anche ai genitori di registrare il loro bambino sulla piattaforma da soli o di attivare manualmente la "modalità giovani".
    Può sorprendere che un importante social networker limiti l'uso dei suoi servizi da solo, tagliando le sue entrate pubblicitarie ed esponendosi alla concorrenza. Ma questo annuncio deve essere visto nel contesto molto particolare della ripresa del controllo da parte dello stato sui miliardari della tecnologia e le loro aziende e servizi nel periodo precedente la campagna di Xi Jinping per la rielezione al vertice dello stato cinese.
    A giugno, la Cina ha rivisto la sua legge sulla protezione dei minori, richiedendo ai social network di limitare il consumo. La legge specifica che "la società, le scuole e le famiglie devono condurre un'educazione ideale (...). Lo Stato incoraggia e sostiene la creazione e la diffusione di contenuti online che favoriscono la crescita sana dei minori". Fissa anche l'obiettivo di "impedire che i minori diventino dipendenti dalla rete".
    Il 3 agosto, lo stato cinese è andato oltre e ha vietato ai minori di usare i videogiochi online durante la settimana, limitando il consumo settimanale a tre ore. Cinque mesi prima, la società leader mondiale dei videogiochi online, Tencent, aveva cercato di risolvere il problema del sovraconsumo segnalato dalle autorità imponendo un "blocco digitale" su alcuni giochi per i minori di 13 anni. Questa iniziativa è stata probabilmente troppo timida, poiché non ha dissuaso lo Stato dal legiferare.
  11. La leva del debito è stata utilizzata senza freni in Cina nell'ultimo decennio per alimentare la crescita economica. Da tempo gli indicatori mostrano forti squilibri nel settore delle società non finanziarie il cui indebitamento - stando all'ultimo rapporto sul debito globale dell'Institute of International Finance - è arrivato a valere il 159,2% del Pil contro una media globale che si attesta intorno al 100 per cento. Sebbene nei paesi sviluppati l'indebitamento delle società non finanziarie sia cresciuto molto causa Covid, la Cina continua a svettare in questa classifica. E sono anni che questo fenomeno va avanti.
    Con gli addetti ai lavori che si dividono tra chi lancia campanelli d'allarme e chi tende a minimizzare anche tenendo conto della forza della seconda economia globale e del potere di uno stato autoritario come la Cina che in passato si è sempre dimostrato in grado di spegnere sul nascere i focolai di crisi. Il maxi-debito immobiliare Il comparto immobiliare, che vale il 29% del Pil, è senza dubbio quello in cui il ricorso al debito è stato più massiccio.
    Da uno screening su banca dati S&P Market Intelligence sul debito lordo delle società cinesi (quotate e non) che hanno reso pubblici i dati di bilancio emerge un ammontare complessivo che sfiora i 3300 miliardi di dollari di controvalore. Una cifra che rappresenta, con ogni probabilità, una stima per difetto dell'ammontare reale del debito del comparto edilizio cinese che in buona parte sfugge alle rilevazioni delle banche dati estere. C'è una tendenza che in ogni caso emerge con tutta evidenza dai dati: è un debito che cresce a ritmi sostenuti.
    Senza fare un confronto con i livelli di 10 anni fa, che potrebbe essere viziato dal fatto che l'accesso ai dati non era completo, basta fare un raffronto con i dati del 2015 per notare un raddoppio del controvalore lordo. E il trend si conferma anche nel momento in cui si prende a riferimento il debito al netto della liquidità che è passato da 1100 a 2100 miliardi di dollari tra il 2015 e il 2020. La leva finanziaria Dietro la grande corsa del mattone cinese c'è la benzina del debito.
    È normale che sia così per un settore, l'immobiliare, che strutturalmente deve ricorrere a questo canale per finanziare i nuovi progetti. C'è da dire che nella Repubblica popolare il ricorso alla leva finanziaria è stato decisamente più aggressivo che altrove. Prova ne sia che, mediamente, il rapporto tra debito e capitale è più alto qui che nel resto del mondo. Se si prendono gli aggregati di bilancio di S&P Market Intelligence emerge che in media il debito lordo vale il 135% dell'equity contro il 107% medio delle società immobiliari europee.
    Il rischio contagio C'è un gran dibattito in questi giorni tra gli addetti ai lavori se il caso Evergrande possa o meno essere paragonabile alla crisi di Lehman Brothers del 2008. È opinione condivisa tra gli addetti ai lavori che non si possa fare un parallelo tra i due crack. Un po' perché il settore è diverso, un po' perché il contesto in cui si manifesta è diverso e un po' perché l'economia cinese, a differenza degli Stati Uniti del 2008, è ancora relativamente chiusa e questo mette tutto sommato al riparo il resto del mondo da eventuali effetti collaterali. Resta il fatto che, ad oggi, nessuno può prevedere come evolverà la crisi.
    Di sicuro il centralismo autoritario cinese, tanto efficace nel contenere il contagio da Covid 19, dovrà dare prova di saper contenere una nuova tipologia di contagio: quello finanziario. Evergrande, per quanto eclatante viste le dimensioni, non è un caso isolato. Segnali di stress se ne sono già visti nei mesi scorsi.
    Nel primo semestre dell'anno ci sono state insolvenze sul debito delle società non finanziarie per 116 miliardi di yuan (18 miliardi di dollari). Sono numeri record. Le autorità cinesi sono ben al corrente di questo problema. Dell'eccesso di indebitamento delle società immobiliare e dell'eccesso di offerta nel mercato dell'edilizia residenziale. Una cura dimagrante è stata imposta ai big del settore e in molti credono che Pechino sia orientata a non salvare Evergrande per farne un esempio per tutte le altre. Resta da capire se il gioco vale la candela.
  12.  (ANSA) - Hengda, unità principale di Evergrande, allontana lo spettro default, dichiarando in un file alla Borsa di Shenzhen che effettuerà domani un pagamento di interessi obbligazionari dando sollievo ai mercati globali sulle turbolenze finanziarie del secondo sviluppatore immobiliare cinese, oberato da 305 miliardi di dollari. La compagnia ha affermato, dopo aver trovato un accordo con i titolari della emissione obbligazionaria, di poter onorare "232 milioni di yuan (35,9 milioni di dollari, ndr) di coupon onshore con scadenza 23 settembre". Nessuna menzione, invece, è sui rimborsi degli interessi sugli offshore bond.
    L' accordo con gli obbligazionisti nazionali dovrebbe consentire a Evergrande di evitare il default, almeno per ora. Nel file inviato alla Borsa di Shenzhen, Hengda, la principale unità immobialire sul fronte interno, ha dichiarato di aver negoziato un piano per pagare gli interessi dovuti sull'emissione di bond 2025, pari a 232 milioni di yuan (35,9 milioni di dollari).
    Nessuna menzione, invece, sugli interessi per 83,5 milioni su una emissione a 5 anni scadenza marzo 2022 denominata in dollari Usa, con una dimensione di emissione iniziale di circa 2 miliardi, ha ricordato Standard & Poor's. Altri 47,5 milioni di interessi soni in scadenza il 29 settembre per un'emissione marzo 2024, Nella sua dichiarazione, Hengda ha rilevato che gli investitori "che hanno acquistato e detenuto le obbligazioni" prima del 22 settembre 2021 "hanno diritto al pagamento degli interessi".
    Evergrande, malgrado i suoi 200.000 dipedenti e gli altri 3,8 milioni di occupati legati all'indotto, sta affrontando "sfide affrontare senza precedenti" a causa del debito monstre di 305 miliardi di dollari. Standard & Poor's ha chiarito di ritenere che le autorità di Pechino non sarebbero intervenute nella crisi del gruppo di Shenzhen, salvo in caso di contagio e default nel settore immobiliare su vasta scala. Tuttavia, perché la fiducia ritorni in modo più significativo, sarà necessario che il mercato veda i piani di ristrutturazione per Evergrande, attualmente ancora tutti da definire.
  13. La crisi economica in Cina si riflette anche nel calcio e le conseguenze sono pesanti, inimmaginabili fino a qualche tempo fa. Ne sa qualcosa il Guangzhou Evergrande, che sta trattando con il suo allenatore — Fabio Cannavaro, il capitano dell'Italia campione del mondo a Germania 2006 e Pallone d'Oro di quell'anno — la risoluzione del contratto.
    Una notizia inattesa sul piano sportivo ma ineluttabile in quanto il colosso immobiliare cinese è sull’orlo del tracollo finanziario. Una vicenda, tra l'altro, che sta agitando le Borse internazionali ed è seguita con apprensione.
    Come riporta il portale cinese online Sohu.com, Cannavaro non è rientrato a Guangzhou per allenare la squadra giovedì 23 settembre, giorno previsto per il ritorno. Ma non è una vicenda che ha colto di sorpresa il club.
    Anzi, c'è un accordo fra le parti: stanno trattando una risoluzione consensuale sul quinquennale che scadrà a fine 2023 e prevede un ingaggio netto di 12 milioni di euro per l'ex capitano della Nazionale.
    La situazione è delicata, le cifre in ballo sono alte, la trattativa è ancora in corso ed è per questo che anche Cannavaro non ha commentato la vicenda in queste ore. A sostituirlo, secondo i media cinesi, dovrebbe comunque essere l'attuale capitano della squadra Zheng Zhi.
    Quello che sta accadendo al Guangzhou Evergrande dimostra quanto sia sottile il filo che unisce i ricchi proprietari cinesi ai club del paese. Si tratta di una società importante — la maggioranza delle quote è nelle mani dell'Evergrande Group, che sta appunto attraversando una devastante crisi finanziaria, e la minoranza di Alibaba Group — che nella sua storia ha vinto otto campionati cinesi, due coppe della Cina, quattro Supercoppe cinesi e due Champions asiatiche.
    Soltanto qualche mese fa la Chinese Super League aveva dovuto affrontare il fallimento dello Jiangsu, campione in carica (aveva battuto in finale proprio il Guangzhou Evergrande di Cannavaro), l'altro club di proprietà della famiglia Suning insieme all'Inter.
  14. Il sistema autoritario e le clientele servono per controllare le menti e limitarle mentre la libertà apre le menti per le soluzioni.
  15. Peggioramento riscontrato nelle ultime settimane nelle forniture di semiconduttori rende sempre più fosche le prospettive economiche del settore automobilistico globale. La società di consulenza AlixPartners ha infatti rivisto al rialzo, anche di parecchio, le sue stime sulle perdite di fatturato legate alla crisi dei chip: le attuali carenze potrebbero costare ai costruttori 210 miliardi di dollari di ricavi (circa 180 miliardi di euro al cambio attuale), oltre il 7,5% dei 2.755 miliardi incassati complessivamente nel 2020 secondo le elaborazioni della McKinsey.
    Le stime sui volumi. La nuova previsione implica un deciso e progressivo peggioramento della situazione alla luce delle stime fornite a gennaio e, successivamente, a maggio. A inizio anno erano state messe in preventivo perdite di fatturato per 60,6 miliardi di dollari (circa 52 miliardi di euro), che cinque mesi dopo erano già salite a 110 miliardi di dollari (poco più di 90 miliardi di euro). Gli esperti di AlixPartners hanno anche tagliato le loro stime sul fronte dei volumi produttivi: l’anno è destinato a chiudersi con la perdita di 7,7 milioni di veicoli, quasi il doppio rispetto ai 3,9 milioni previsti quattro mesi fa. Del resto, le principali società di consulenza stanno da mesi rivedendo al ribasso le proprie previsioni per tener conto del rapido deterioramento di un contesto operativo che sta portando a continue sospensioni delle attività manifatturiere: la Toyota, che tra tutti i costruttori è stata in grado di limitare al meglio l’impatto della crisi dei semiconduttori, ha annunciato una riduzione di ben il 40% dei volumi attesi per il mese di settembre. Anche per questo motivo e per includere la perdita di 7,4 milioni di veicoli nei primi nove mesi dell'anno, la scorsa settimana IHS Markit ha effettuato un taglio sulle prospettive per l’intero settore per il 2021, il 2022 e perfino il 2023.
    Le cause. "Tutti - ha spiegato Mark Wakefield, corresponsabile del settore automobilistico di AlixPartners - speravano che la crisi dei chip si sarebbe attenuata, ma eventi sfortunati come i lockdown per il coronavirus in Malesia e i continui problemi in altre parti del mondo hanno esacerbato la situazione". Tra l’altro, i costruttori stanno affrontando anche altre difficoltà produttive: mancano materie prime, resine speciali, acciaio e, perfino, manodopera in alcuni Paesi. E questi sono solo alcuni esempi, ma la lista è ancor più lunga. "Nel settore automobilistico, non ci sono più ammortizzatori in grado di assorbire gli shock quando si tratta di attività produttive o approvvigionamento dei materiali", ha aggiunto il managing partner Dan Hearsch. "In sostanza, qualsiasi carenza o interruzione della produzione in qualsiasi parte del mondo colpisce le aziende di tutto il mondo e gli impatti sono ora amplificati da tutte le altre carenze".

Mb

 

23.09.21
  1. (ANSA) - Il governo cinese non fornirà "alcun supporto diretto al gruppo Evergrande. Riteniamo che Pechino sarebbe costretta a intervenire solo se ci fosse un contagio di vasta portata che causasse il fallimento di molti importanti sviluppatori ponendo rischi sistemici all'economia".

    Standard & Poor's, in una nota, ha rilevato che "gli effetti negativi diretti di Evergrande sui progetti di altri importanti player sarebbero gestibili, anche in uno scenario predefinito", mentre le banche sarebbero in grado di gestire il colpo. L'agenzia di rating Usa, inoltre, ha tagliato il giudizio di Sinic Holdings Group a 'CCC', con outlook negativo.

    "Riteniamo che il settore bancario cinese possa digerire un default di Evergrande senza interruzioni significative, anche se siamo consapevoli dei potenziali effetti a catena", ha aggiunto nella nota l'agenzia di rating Usa che, in precedenza, aveva affermato che l'indebitamento di Evergrande "sarà probabilmente smontato" insieme alla vendita di asset.
    Giovedì, Standard & Poor's aveva tagliato il rating su Evergrande, portandolo a 'CC' e con outlook negativo, a causa "dell'estremamente alto rischio di non pagamento" del debito nei tempi dovuti. La mossa si era aggiunta alle analoghe misure decise nei giorni scorsi da Moody's e Fitch, sempre in base a un quadro in forte e rapido deterioramento.
  2. La rete di società off-shore nel patrimonio di Marella La guerra legale a Ginevra
    Così Margherita vuole azzerare l’eredità di Gianni Agnelli


    Corriere della Sera 21 Sep 2021di Mario Gerevini e Fabrizio Massaro

    Il documento riservato Morgan Stanley attribuisce a Marella Caracciolo un patrimonio pari a 900 milioni dollari

    «Confermate gli atti dell’eredità di Gianni Agnelli». «No, azzerate tutto, fin dal 2004». Ecco le carte della causa civile svizzera tra John Elkann e la madre Margherita Agnelli, che va avanti da anni nel riserbo più totale. Il 13 settembre il tribunale di Ginevra ha fissato definitivamente la propria competenza dopo un’infinita sequenza di diatribe, rimpalli ed errori processuali. In gioco miliardi e potere, compresa la cassaforte Dicembre, oggi al 60% di John Elkann e al 20% ciascuno dei fratelli Lapo e Ginevra, vertice di un impero da 30 miliardi che attraverso Exor ha quote tra l’altro in Stellantis (14,4%), Ferrari (23%), Juventus (64%), Repubblica e Stampa. Il Corriere ha consultato vari atti del procedimento da cui si scopre anche che Marella Caracciolo, la vedova dell’Avvocato morta nel 2019, ha lasciato un testamento datato 12 agosto 2011 e aggiornato il 14 agosto 2012 e poi il 22 agosto 2014. Unici eredi, i tre nipoti Elkann.

    C’è un passaggio nella ricostruzione dei giudici che lascia intuire quanto i rapporti famigliari siano dominati da sospetti, diffidenze e condizionati da codici e strategie legali. È il giorno doloroso in cui i tre Elkann, la madre e gli altri nipoti (Margherita ha avuto altri cinque figli con il secondo marito Serge de Pahlen), accorrono a Villa Frescot: la nonna Marella è morta all’alba. «Lo stesso giorno — è scritto negli atti —, cioè il 23 febbraio 2019 John, Lapo e Ginevra Elkann, tramite l’avvocato Harold Frey di Zurigo, hanno presentato un’istanza contro la madre nel cantone di Berna: hanno concluso che il patto era valido e che Margherita Agnelli non era l’erede della defunta». Il nodo è proprio questo. Negli uffici giudiziari di Place du Bourg de Four, nel cuore di Ginevra, ora si giocano i supplementari di una lunga saga familiare.

    Il patto del 2004

    Tutto ha origine nel 2004 dal patto madre-figlia sulla successione dell’Avvocato. A Margherita vanno beni per un totale di 1,3 miliardi in cambio della rinuncia all’eredità del padre. Con un «patto successorio» la figlia rinuncia poi alla futura eredità della madre. Ma nel 2007 Margherita va in tribunale sospettando l’esistenza di miliardi nascosti all’estero. Le sue pretese vengono definitivamente respinte dalla Cassazione nel 2015. La guerra legale cambia solo campo di battaglia.

    Nel 2009 è Marella ad aprire il fronte ginevrino chiedendo una pronuncia di validità dei patti con la figlia. La domanda viene per due volte ritenuta «inammissibile» dai giudici. Marella ci riprova nel 2016, con il nipote John al suo fianco in giudizio. Margherita contrattacca chiedendo ai giudici di considerare nulle le intese del 2004. Il motivo? Occorreva la forma notarile. Dopo 17 anni e nonostante le sconfitte in Italia, Margherita tiene aperta la partita.

    La rete off-shore

    Altre carte svizzere — di cui il Corriere è in possesso — farebbero presumere l’esistenza di un patrimonio finora sconosciuto. Sono documenti depositati in un procedimento penale intentato da Margherita contro Morgan Stanley e archiviato dai giudici di Zurigo, relativi a una ventina di società off-shore in paradisi fiscali come le British Virgin Islands. Di quattro — Bundeena Consulting, Silver Tioga, Layton e dell’unica nota, Sikestone — Marella Caracciolo è indicata come beneficiario economico. Morgan Stanley le attribuisce un patrimonio di 900 milioni di dollari. Altre 15 società sono ricondotte genericamente a «Members of the Agnelli family». Le date sui beneficial owners sono successive sia alla morte di Gianni Agnelli (2003) sia ai patti madre-figlia (2004). Anche questi documenti sarebbero confluiti nella causa di Ginevra. Perché Marella si intesta società offshore? Dove è finito quel tesoro? E chi sono i «Members of the Agnelli family»?

    I legali dei fratelli Elkann avevano già fatto sapere che gli assetti della Dicembre non possono essere messi in alcun modo in discussione. Ora, interpellati dal Corriere, affermano che la tesi di un «presunto tesoro nascosto è una storia assai vecchia e da tempo conclusa: tutte le autorità svizzere cui Margherita si era rivolta accusando la madre le hanno dato sempre torto. Margherita de Pahlen ha stipulato gli accordi successori quando la Fiat era in difficoltà ed ha così deciso di preferire, alla Fiat, ingentissime attività liquide e straordinarie opere d’arte. Non ha mai sostenuto di essere stata in alcun modo ingannata o indotta in errore. Ha avuto quello che ha voluto».
  3. Non si arresta la scia di frodi e sequestri nel settore agroalimentare del nostro Paese. Ancora una volta nel mirino delle forze dell’ordine due aziende che producono salsa di pomodoro, questa volta in Sicilia e in Calabria. In provincia di Siracusa i Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare hanno scoperto un’impresa che usava l’indicazione geografica protetta Pomodoro di Pachino IGP nelle etichette delle conserve, pur non essendo autorizzata né dal Consorzio di Tutela né dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

    Per il rappresentante legale dell’azienda è scattata subito una pesante sanzione di 5mila euro, oltre al sequestro di 9.812 bottiglie di salsa di pomodoro (circa 5.500 kg), del valore di euro 30.000; anche se la rintracciabilità ha dimostrato l’uso di pomodorini di Pachino IGP certificati nei prodotti.

    Ma non finisce qua. In provincia di Reggio Calabria, invece, i carabinieri hanno accertato che durante lo scorso anno un’altra azienda aveva messo in commercio un quantitativo di pomodoro di origine italiana superiore a quello effettivamente acquistato (circa 9.000 kg in più).

    In particolare, la vendita di pomodoro origine Italia si è concentrata nel periodo in cui la stessa ditta aveva importato diverse tonnellate (circa 70) di pomodoro dall’estero. Per questo motivo il rappresentante legale e l’addetto alla vendita sono stati denunciati per frode nell’esercizio del commercio.

    Leggi anche: #PassataPetti, la truffa più grande di Italia ci ricorda l’importanza di farci la salsa di pomodoro da soli
    Operazione “Scarlatto Quattro”: l’ultima di una lunga serie

    Non è affatto un buon momento per le conserve e le passate di pomodoro. Da alcuni mesi le frodi nel settore sono diventate davvero numerose. L’operazione appena condotta, che prende il nome di “Scarlatto Quattro” è soltanto l’ultima di una lunga serie. Tutto è partito ad aprile scorso, con il maxi scandalo che che ha coinvolto azienda Petti, poi è seguita l’operazione “Scarlatto due” (che ha portato al sequestro di 821 tonnellate di concentrato di pomodoro proveniente dall’Egitto e contaminato da pesticidi) e poi ancora la “Scarlatto tre” (con 270 tonnellate di conserve sequestrate un deposito di San Marzano sul Sarno). Insomma, acquistare salsa e altre conserve prodotte con pomodori certificati e davvero Made in Italy è diventata un’impresa sempre più difficile a causa di Mafia CAMORRA ed 'nadrangheta associate alla mafia cinese.
  4. Dopo l’ondata di protesta a livello internazionale, il primo ministro delle Isole Fær Øer si è detto pronto a avviare una valutazione dei regolamenti relativi all’antica pratica della caccia ai delfini
    L’ennesima mattanza di cetacei, che si è consumata negli scorsi giorni alla Isole Fær Øer, ha scosso attivisti e cittadini di tutto il mondo. Quella che si è da poco conclusa è stata una delle peggiori stragi di delfini e globicefali di sempre, con un tragico bilancio di circa 1500 cetacei uccisi, e quest’anno si sono moltiplicati gli appelli e le petizioni per fermare quest’assurda tradizione che va avanti da secoli nell’arcipelago danese e che prende di Grindadráp (che in lingua faroese significa letteralmente “caccia alle balene”). I poveri mammiferi marini vengono uccisi dai cacciatori con arpioni, coltelli e persino trapani.
    Nel corso degli anni la pratica, autorizzata dalla legge, è stata interessata da una serie di nuove misure, tra cui l’introduzione dell’obbligo per i cacciatori di possedere un certificato di formazione ufficiale che li abilita all’uccisione degli animali. Ma, dopo l’ondata di proteste scaturita dall’uccisione di circa 1500 animali in poche ore, il governo delle Fær Øer ha annunciato di essere pronto a rivalutare le dinamiche della “caccia alle balene”.
    Il governo ha deciso di avviare una valutazione dei regolamenti sulla cattura dei delfini atlantici – ha dichiarato il primo ministro delle Fær Øer, Bárður á Steig Nielsen. – Anche se queste cacce sono considerate sostenibili, esamineremo da vicino le cacce ai delfini e quale ruolo dovrebbero svolgere nella società faroese.
    Solitamente durante l’antico rito, risalente all’era dei Vichinghi, vengono cacciati circa 600 esemplari, ma alcuni casi si raggiungono cifre inquietanti, come accaduto quest’anno.
    In un’intervista con la BBC, lo stesso presidente della Faroese Whalers Association, Olavur Sjurdarberg, ha riconosciuto che le uccisioni sono state eccessive.
    La gente è sotto shock. È stato un grosso errore – ha ammesso Sjurdarberg. – Quando è stato trovato il branco, hanno stimato che fossero solo 200 delfini. Solo quando è iniziato il processo di uccisione hanno scoperto il vero numero di animali.
    Adesso le parole del primo ministro delle Isole Fær Øer accende un barlume di speranza almeno per i metodi utilizzati per le uccisioni e per le cifre di esemplari cacciati, ma purtroppo l’abolizione di questa pratica barbara sembra ancora molto lontana anche perché il governo faroese ci ha tenuto ad evidenziare che “la caccia ai globicefali nelle Isole Faroe è sostenibile e che il numero di globicefali nell’Atlantico nordorientale è abbondante”.
    Come se ciò fosse sufficiente per dare il via libera alla mattanza…
  5. Con le energie rinnovabili i produttori di energia elettrica guadagneranno sugli oneri di sistema che non sono controllabili.
  6. Negli ultimi giorni, i mercati borsistici globali sono entrati in una fase di crescente volatilità e incertezze. Pesano una serie di fattori negativi, ma il più importante arriva dalla Cina: il colosso dell'immobiliare Evergrande è sull'orlo di un crollo che, per le possibili ripercussioni finanziarie, potrebbe replicare la storica bancarotta della statunitense Lehman Brothers. Se così fosse, il mondo delle quattro ruote dovrebbe affrontare nuovi ostacoli su una strada diventata sempre più tortuosa per colpa della crisi dei chip e dei rincari delle materie prime. Evergrande, lo ricordiamo, ha anche una branca automobilistica, sotto il nome di Evergrande New Energy Group, fondata nell’agosto del 2019, che a un anno dalla nascita aveva già una capitalizzazione di quasi 90 miliardi di dollari e una valigia di promesse che si stavano incarnando in una gamma di vetture elettriche hi-end: sei modelli da commercializzare entro il 2035 con il neonato marchio Hengchi, alcuni disegnati dall’ex prima matita della Mini, Anders Warming, un’altra, la Suv di lusso 3 (sui nomi delle auto ai cinesi manca ancora un po’ di fantasia…) disegnata in Italia da Mike Robinson per Icona Design e presentata lo scorso aprile al Salone di Shanghai. Automobili praticamente pronte per il mercato, ma che ora non si sa neppure se vedranno mai la luce. Il titolo della Evergrande Nev alla Borsa di Hong Kong ha perduto quasi il 90% del suo valore in poche settimane, tirato in basso dalle sorti della capogruppo. Se Evergrande dovesse fallire, le conseguenze però non sarebbero soltanto la sparizione della sua divisione auto, ma si manifesterebbero ripercussioni di più vasta portata, con una sorta di effetto domino.

    Il caso Lehman Brothers. Bisogna tornare indietro di qualche anno per capire come una crisi finanziaria possa avere ripercussioni sul mondo dell'auto. È il 15 settembre del 2008 e la Lehman Brothers, sotto il peso di oltre 600 miliardi di debiti bancari e di quasi 160 miliardi di obbligazioni, deposita l'istanza di fallimento: sono troppo alte le perdite legate alla sua eccessiva - e per certi versi folle - esposizione alla bolla dei mutui subprime. Nei mesi precedenti, gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per salvare altre grandi banche dal fallimento, ma per l'istituto di credito newyorkese non c'è più nulla da fare: i vertici delle istituzioni politiche statunitensi non riescono a convincere il ceto bancario Usa a organizzare un "paracadute" e lasciano collassare una delle banche storiche di Wall Street. Alla notizia della richiesta di fallimento, si scatena il panico sui mercati finanziari di tutto il mondo e inizia una delle peggiori crisi - se non la peggiore in assoluto - affrontate dai Paesi occidentali dai tempi della Grande Depressione: miliardi e miliardi di dollari bruciati in pochi giorni si traducono ben presto in un crollo della fiducia tra gli investitori, i consumatori e ancor di più tra le banche, costrette a stringere i cordoni della borsa e a chiedere l'intervento salvifico di Washington dopo le follie finanziarie degli anni precedenti. Nel giro di pochi mesi, una crisi di natura esclusivamente finanziaria si trasforma in un collasso economico: disoccupazione alle stelle, consumi in caduta libera, crollo degli investimenti e migliaia di aziende di qualsiasi dimensione e livello letteralmente sul lastrico. Il culmine lo si raggiunge nel 2009, quando l'America assiste, quasi attonita, al fallimento di due simboli della sua storia industriale: la General Motors e la Chrysler, per colpa della stretta creditizia e del crollo della domanda di mercato, presentano l'istanza per accedere al Chapter 11, mentre la Ford si salva per il rotto della cuffia grazie a un prestito miliardario dell'amministrazione Bush e grazie alla liquidità accumulata negli anni precedenti con la vendita di marchi (Volvo, Jaguar, Land Rover) e partecipazioni (Mazda).

    Il contagio in Europa. Bastano poche settimane e la crisi arriva in Europa: le grandi banche francesi, tedesche e britanniche, fortemente esposte all'immobiliare statunitense, iniziano a risentire della stretta creditizia in atto sul mercato interbancario globale e sono costrette a chiedere l'intervento dei governi nazionali e delle istituzioni europee (un ruolo lo gioca anche la Federal Reserve nel garantire prestiti in dollari). Il dado è ormai tratto: l'Europa entra in una pesante crisi economica, sociale e pure politica. A pagarne le prime conseguenze è il settore automobilistico. In Francia, l'allora presidente Nicolas Sarkozy interviene per salvare la Peugeot e la Renault con un prestito di 3 miliardi di euro. Il finanziamento viene rimborsato già nel 2011 ma la crisi è profonda. Lo dimostrano anche le difficoltà e le perdite di bilancio mostruose della ex Peugeot-Citroën, che già nel 2012 chiede un nuovo aiuto pubblico da 7 miliardi e due anni dopo accetta un nuovo salvataggio: lo Stato diventa, così, un azionista rilevante, insieme alla cinese Dongfeng, e i Peugeot perdono il controllo dell'azienda. In Italia, la Fiat riesce a limitare con difficoltà le perdite ma compie il grande passo nell’epicentro della crisi: è del 2009 l'accordo con la Chrysler che porterà nel 2014 alla nascita della Fiat Chrysler Automobiles. I tedeschi, invece, riescono a salvarsi dallo tsunami grazie al predominio su ampie fasce su quel mercato cinese che oggi è diventato un enorme punto interrogativo.

    La nuova Lehman? La questione Evergrande è un caso non solo finanziario ma, come nel caso della Lehman Brothers originaria, anche politico perché la grande domanda degli ultimi giorni verte sull’intervento o meno delle autorità politiche centrali. La società di Shenzhen non è altro che la punta dell'iceberg di un mercato immobiliare da anni nel pieno di una bolla creditizia gonfiata dai continui stimoli economici voluti da Pechino. Per evitare il contagio delle varie crisi ‘occidentali’ (da Lehman Brothers al debito dell'Eurozona, dalla Brexit alla Grecia), la Cina ha immesso sul mercato un'enorme ammontare di liquidità e concesso alle banche una grande libertà nell'erogazione del credito necessario per sostenere soprattutto gli investimenti nelle infrastrutture e nell'urbanizzazione. Negli ultimi mesi, però, la situazione è cambiata. Per frenare la fuga di capitali, e ancor di più le eccessive spinte liberiste, il partito comunista ha aumentato il proprio autoritarismo, rafforzando i controlli e chiedendo una maggior vigilanza agli istituti di credito, con l’obiettivo di aumentare la presa sulla vita quotidiana del Paese e prevenire forme di instabilità sociale. Qualche esempio: il fondatore di Alibaba, Jack Ma, è letteralmente sparito dopo alcune critiche rivolte al sistema finanziario nazionale, mentre il colosso della distribuzione Suning, noto in Italia in ambito calcistico per la proprietà dell'Inter, è stato sostanzialmente statalizzato. Con la Evergrande, la posta in gioco è ben più alta: il fallimento avrebbe effetti a catena sul mercato immobiliare, le banche e le assicurazioni. Sul tavolo ci sono 300 miliardi di dollari di debiti, per quasi un terzo nei confronti delle banche. A pagarne il conto sarebbero anche tutti gli investitori che hanno scommesso sull'azzardo immobiliare cinese: non si tratta solo di quei piccoli risparmiatori che hanno già manifestato la loro rabbia presso la sede della Evergrande, ma anche di grandi realtà cinesi e perfino occidentali. Tutto ciò produrrebbe un contagio sull'economia reale, che andrebbe a influenzare per prima cosa i consumi di beni discrezionali, come le automobili. In sostanza si replicherebbe l'effetto domino avvenuto 13 anni fa negli Stati Uniti.

    Le conseguenze per l'auto. Ecco perché, con le vicende di Evergrande, si teme una nuova Lehman Brothers, per quanto ci sia chi esclude conseguenze all'estero e preveda effetti solo a livello locale. In ogni caso, per l'auto non ci sarebbero più ancore di salvezza come in passato, visto il prezzo che i mercati occidentali stanno pagando per la crisi dei chip; e questo vale ancor di più per le Case tedesche, che ormai in Cina generano oltre un terzo delle loro vendite globali. C'è comunque chi ritiene che, alla fine, Pechino lascerà fallire l'azienda per lanciare un chiaro segnale soprattutto a imprese private che hanno giocato troppo d'azzardo, come nel caso della stessa Evergrande: negli anni, la società fondata da Xu Jiayn ha investito anche nel calcio, nell'agroalimentare e perfino nella mobilità elettrica. A tal proposito, non va dimenticato come recentemente il ministro dell'industria Xiao Yaqing abbia rivelato l'auspicio del governo di assistere a un rapido consolidamento del settore che vada a ridurre drasticamente le oltre 300 realtà presenti sul mercato. A tal proposito, se Pechino opterà per un intervento di salvataggio, verrà imposta una drastica cura dimagrante alla Evergrande, con la dismissione delle attività in campo automobilistico (nate tramite l'acquisizione della Nevs, ex proprietaria della Saab), sulle quali, peraltro, ha messo gli occhi l'ambiziosa Xiaomi. Peccato che, per ora, dalla sacre stanze del potere cinese non sia arrivato alcun segnale: Pechino rimane alla finestra, e così aumentano l'incertezza e l'instabilità.

Mb

 

22.09.21
  1. I sistemi per la guida autonoma della Tesla sono sempre più al centro delle attenzioni delle autorità statunitensi. In particolare, il National Transportation Safety Board (Ntsb) ha messo nel mirino l’aggiornamento Beta del Full Self Driving, la versione più completa del software per la guida automatizzata in dote alle elettriche californiane. Le nuove funzioni saranno messe a disposizioni, almeno inizialmente, solo a una cerchia ristretta di clienti coinvolti in un programma specifico, ma sono già oggetto di critiche da parte dell’agenzia governativa: il presidente Jennifer Homendy, in un’intervista al Wall Street Journal, ha definito l’approccio della Tesla "fuorviante e irresponsabile” e ha invitato il costruttore a rinviare il lancio dell’aggiornamento tecnologico.

    Problemi di sicurezza. Nello specifico, Homendy ha chiesto alla Casa di risolvere alcuni problemi sul fronte della sicurezza prima di rilasciare le nuove funzioni in ambito urbano o in altre aree critiche. A suo avviso, infatti, la Tesla “ha chiaramente indotto in errore numerose persone spingendole ad abusare della tecnologia dell'Autopilot”. Per ora si tratta solo di raccomandazioni: il National Transportation Safety Board può solo rivolgere suggerimenti e consigli e non ha alcun potere investigativo o sanzionatorio, come la Nhtsa. La National Highway Traffic Safety Administration ha già avviato diverse indagini sull’Autopilot e l’ultima riguarda il possibile coinvolgimento di veicoli Tesla in 11 incidenti con veicoli di primo soccorso. In ogni caso, negli ultimi anni le autorità statunitensi, e anche diversi esponenti politici, hanno lanciato allarmi sull'abuso dei sistemi di guida autonoma e sui relativi rischi per l’incolumità di conducenti, passeggeri o pedoni.

    La ricerca del MIT. A tal proposito, è particolarmente interessante il risultato della ricerca "A Model For Naturalistic Glance Behavior Around Tesla Autopilot Disengagements” condotta dal Massachusetts Institute of Technology di Boston, secondo la quale i sistemi di assistenza alla guida della Tesla stanno modificando i comportamenti degli automobilisti, aumentando la distrazione e riducendo l’attenzione necessaria per prevenire dei sinistri. In particolare, lo studio ha ravvisato che, quando l’Autopilot è abilitato, i conducenti tendono ad allontanare i propri occhi dalla strada sempre più frequentemente, e per periodi più lunghi, rispetto alla guida manuale. La ricerca, la prima a utilizzare dati e informazioni raccolti in situazioni reali per verificare l’attenzione degli automobilisti, conferma in via empirica alcune osservazioni elaborate dal National Transportation Safety Board sulla base di numerosi incidenti mortali. Per l’agenzia, i livelli di attenzione dei conducenti si sono rivelati inadeguati e i sistemi di sicurezza non sufficienti per prevenire un uso improprio dell’Autopilot. Del resto, in numerosi video su Youtube si vedono i conducenti delle elettriche di Musk intenti a leggere il giornale o a dormire mentre viaggiano nonostante la stessa Tesla raccomandi di prestare la massima attenzione: nel manuale d’uso viene espressamente chiesto di tenere sempre le mani sul volante, anche con la guida automatizzata inserita.
  2. Cosa penseranno i ragazzi quando si accorgeranno che le istituzioni gli hanno mentito sulle certezze del vaccino ?
  3. Perche' il covid non si cura al posto di pagare e fare un vaccino sperimentale ed inutile ?
  4. Gli elettori di Letta quando scopriranno che parla senza sapere nulla del Covid , continueranno a credergli ? Come i loro antenati non hanno creduto alle foibe ?
  5. La scelta politica del vaccino ha fatto una scelta di tempi e risorse sul vaccino invece che sulle terapie, nonostante si sapesse da ameno un anno che i virus sono antigenici, cioe' non hanno vaccini. Per cui oggi ci troviamo a spendere sempre piu' soldi per vaccini, che inspiegabilmente aumentano, che non servono, e senza cure che invece servirebbero.
  6. La copertura tecnica del Cts e' stata fatta con una scelta politica dei componenti che dovevano solo confermare delle proprietà del vaccino che non ha.
  7. Per tutti i partiti che hanno appoggiato il vaccino non dovrebbero essere piu' votati perche' non credibili.
  8. Ora dopo il vaccino ci vogliono imporre il nucleare: «Draghi è noto per la capacità di fare miracoli. La magia più importante durante il G20 di Roma sarebbe lo stanziamento dei 100 miliardi di dollari all'anno, che i Paesi ricchi hanno promesso a quelli in via di sviluppo per contrastare i cambiamenti climatici». Jeffrey Sachs, direttore del Center for Sustainable Development alla Columbia University e consigliere del segretario generale dell'Onu, si rivolge al premier italiano per fare una differenza concreta, nel giorno del suo intervento al Palazzo di Vetro sul clima. Quindi tende la mano al ministro per la Transizione ecologica Cingolani sul nucleare: «Questa tecnologia significa diverse cose, è una conversazione che dobbiamo avere».
    Quale sarà l'obiettivo indispensabile della Cop26 di Glasgow?
    «Tutti dovranno impegnarsi a raggiungere zero emissioni entro il 2050, o prima. Una sola frase. Poi discuteremo dettagli, modalità, investimenti, piani finanziari, ma da Glasgow bisogna uscire con un accordo chiaro sull'obiettivo. Ne abbiamo bisogno per i disastri climatici visti quest'anno, e per studi come l'ultimo dell'Onu, secondo cui l'accelerazione del riscaldamento globale è tale che esiste il 40% di possibilità di un aumento delle temperature di 1,5 gradi nei prossimi 5 anni. Siamo sull'orlo del precipizio, non c'è più tempo».
    La Cina si è impegnata a raggiungere zero emissioni nel 2060, è abbastanza?
    «E' un punto di partenza. Io credo possa farlo entro il 2050, perché è un leader mondiale del fotovoltaico a basso costo, le turbine eoliche, l'idro, le smart grid, la trasmissione dell'energia a lunga distanza. Gli Usa dicevano di voler cooperare con Pechino sul clima, ma nel frattempo ogni aspetto della loro politica è aggressivo, incluso l'accordo Aukus per i sottomarini nucleari all'Australia, pericolosa escalation».
    Gli Usa puntano a ridurre le emissioni tra il 50 e il 52% sotto i livelli del 2005, entro la fine del decennio. Basta?
    «Sarà decisiva la nuova politica per la decarbonizzazione, che il Congresso discuterà fra due settimane. Questo voto sarà critico per la vita politica dell'amministrazione, e quanti progressi potremo fare. I repubblicani restano fermamene contrari ad agire, e alcuni democratici traballano».
    Come si convince Nuova Delhi, terzo inquinatore mondiale, che non si è neppure impegnata ad arrivare a zero emissioni?
    «"Ministry for the Future", il bestseller di Kim Stanley Robinson, comincia con un'ondata di caldo che uccide 20 milioni di persone in India. E' un romanzo, ma descrive la realtà. E' triste ed ironico che proprio l'India, uno dei Paesi più vulnerabili al riscaldamento globale, non abbia fatto gli aggiustamenti più basilari, perché produce l'energia col carbone, e per mancanza di coraggio e finanziamenti. Ma questo è un sintomo della situazione globale. Le discussioni tra Usa e India riguardano i militari, la Cina, non il clima. E' la tragedia del mondo: perdiamo tempo con manovre da Guerra Fredda, invece di risolvere l'emergenza concreta difronte a noi».
    Perché sono importanti i 100 miliardi per i Paesi poveri?
    «Servirebbero diverse centinaia di miliardi. E' una vergogna, abbiamo perso non solo gli anni di Trump, ma anche quelli di Obama. Questo impegno è sul tavolo da 12 anni, ma non c'è mai stato un piano serio. E' solo un decimo dell'1% della produzione mondiale, e sono prestiti, non soldi regalati. Una grande azienda sarebbe capace di raccoglierli sul mercato, e invece il mondo frena sulla questione esistenziale della nostra era. Il G20 sarà cruciale per promuovere risposte su ampia scala».
    Lo ritiene l'obiettivo più importante per il vertice di Roma?
    «Sarebbe magnifico. Il premier Draghi sa come far accadere cose magiche. Non so se ci sono abbastanza tempo e fiducia, da qui a fine ottobre, ma arrivare alla Cop26 di Glasgow con questa svolta sarebbe un risultato storico».
    Le fonti di energia fossili vanno bandite?
    «Possono conservare una piccola nicchia, a seconda del successo della tecnologia per catturare il carbonio, ma è chiaro che siamo alla fine della storia dell'uso in sicurezza delle fonti fossili, perché i disastri stanno già avvenendo».
    Il ministro della Transizione ecologica Cingolani ha detto che bisogna riaprire il discorso sul nucleare.
    «Significa tante cose diverse. Un giorno avremo la fusione, completamente diversa dall'attuale tecnologia della fissione. Ci sono vari sistemi. La Cina guarda al ciclo del combustibile al torio, i reattori modulari offrono sicurezza automatica. Alcuni Paesi vanno verso il nucleare, non c'è dubbio. Bisogna guardare tutte le opzioni, poi dipenderà dal contesto».
  9. E' la storia della Embraco  si ingigantisce da Chieri all'Italia : quando ho detto pubblicamente davanti a CALENDA che la storia dei robottini per pulire i pannelli fotovoltaici che l'Embraco avrebbe dovuto produrre, era una favola, hanno creduto a Calenda e non a me ! Come sta accadendo con la documentata antigenicita' del Covid !
  10. A scuola insegnano la acricita' che porta all'appiattimento mentale attraverso le imposizioni prima degli insegnati poi delle lobby di potere ai cittadini elettori condizionati dall'opinione pubblica creata dalla stampa dipendente come quella del gruppo Gedi.
  11. POI ARRIVANO I MILITARI A VACCINARCI CONTRO UN VIRUS AGENICO, CHE NON HA VACCINI , PERCHE' ?

Mb

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21.09.21
  1. Le scuole hanno riaperto da una settimana e decine di classi e migliaia di studenti sono già in quarantena a causa dei contagi di Covid-19.
    Purtroppo non è possibile aver dati più precisi, perché il sistema di monitoraggio dei contagi non è ancora stato attivato.
    E anche quando lo sarà, non c’è certezza che produca dati aperti, tempestivi ed affidabili: uno strumento fondamentale per gestire la scuola meglio di come è stato fatto un anno fa.
  2.  Nel 1994 la multinazionale inglese Gkn, oggi proprietà di un fondo inglese, Melrose, acquisisce lo stabilimento Fiat di Novoli. Nel 1996 avviene il trasferimento a Campi Bisenzio dove si producono semiassi e giunti per Fca.
    E’ ovvio che per i dirigenti del fondo inglese, che a malapena sanno dov’è l’Italia, i problemi dei lavoratori di Campi Bisenzio siano lontani anni luce e decidere il loro licenziamento equivale alla cessione di un macchinario.
    Se gli azionisti e dirigenti di Gkn Italia fossero toscani forse si porrebbero il problema di licenziare 422 dipendenti creando problemi a 422 famiglie.
  3. I suggest making the auto industry focus on green hydrogen as the battery supply chain is completely in the hands of China.
  4. Se volete sapere come finira' la favola di Draghi-Prodi sulla Cina eccovi una anticipazione :(ANSA) - Evergrande affonda sulla prospettiva di default alla Borsa di Hong Kong, cedendo il 18,11% e scivolando ai nuovi minimi storici di 2,08 dollari di Hk, con una perdita del valore schizzata all'87% nell'ultimo anno. Il secondo sviluppatore immobiliare della Cina è alle prese col debito monstre di 305 miliardi di dollari: la scorsa settimana le banche creditrici hanno appreso dal governo cinese che la società mancherà ai suoi obblighi legati ai prestiti. Lo sviluppatore immobiliare più indebitato al mondo dovrà affrontare gli oneri di una serie di coupon di bond offshore, a partire da giovedì, con cedole per settembre da 129 milioni.
    Evergrande ha già mancato da maggio i pagamenti a investitori e appaltatori del debito al dettaglio. L'indicazione del governo centrale ai principali istituti di credito dela compagnia è di estendere i pagamenti degli interessi o rinnovare i prestiti, mentre gran parte degli analisti è dell'opinione che sia improbabile un salvataggio diretto da parte del governo.
    Evergrande dovrebbe pagare 83,5 milioni di dollari di interessi il 23 settembre per i bond a scadenza marzo 2022, mentre cioè un altro pagamento pendente di 47,5 milioni di interessi in scadenza il 29 settembre per l'emissione marzo 2024. Entrambe le obbligazioni sarebbero inadempienti se la compagnia non dovesse saldare gli interessi entro 30 giorni dalle date di pagamento programmate. In qualsiasi scenario di default, Evergrande dovrà ristrutturare il debito, ma gli analisti si aspettano un basso tasso di recupero da parte degli investitori.

Mb

 

20.09.21
  1. Usa, Gran Bretagna e Australia hanno lanciato un partenariato per la zona indo-pacifica volta a contenere 'la minaccia cinese'. La nuova alleanza si chiamerà Aukus e consentirà tra l'altro all'Australia di dotarsi di sottomarini a propulsione nucleare. Why don't you also propose to European countries to join AUKUS?

  2. La società ha creato tanti sotto dei come Draghi, Prodi, Letta , Salvini e mi stupisco di stupirmi che molti europei non vogliano costruirsi il loro futuro, ma lo abbiano affidato e lo affidino a loro, per educazione  , e neppure l'esperienza ti rende libero.

  3. Il CTS crede di essere quello che non e' , inoltre tutti i suoi componenti parlano liberamente per l'intero Cts !

  4. Prodi ieri ha concordato una intervista con la Annunziata dove gli e' stata fatta alcuna domanda sulla sua candidatura alla Presidenza della Repubblica, ed i suoi rapporti sulla Cina ! Quindi con Prodi rimaniamo nelle grandi ideologie, nei grandi concetti, per arrivare ai soliti compromessi di potere, prima l'est in Europa, ora l'Europa verso la Cina. Per cui le conseguenze del prodismo, possono essere maggiori di quelle viste finora ed immaginabili. I soliti apparenti grandi progetti di Prodi con grandi spazi discrezionali da parte sua per arrivare dove vuole lui senza dirlo, ma si scopre dopo con conseguenze sociali imposte come l'allargamento ad est dell'unione europea, o la partecipazione italiana alla nuova via della seta cinese.

Mb

 

19.09.21
  1. LA TASSAZIONE DELLA CO2 non risolve il problema dell'inquinamento. Ma intanto la paghiamo perche' la Commissione Europea ha deciso di farcela pagare !
  2. Draghi-Prodi-Merkel hanno deciso di portare l'EUROPA alla Cina . Cosa ne pensano in Usa ? If Prodi becomes president of the republic in Italy, and Letta president of the council, and Draghi president of the European council, Europe will increasingly ally itself with China.Sempre tempesta perfetta sul mercato dell'auto. La ripresa blanda dall'emergenza Covid-19 e soprattutto la mancanza di chip: ecco i principali fattori che incidono negativamente sulle vendite. La crisi dei chip, in particolare, rallenta e blocca le linee produttive, comportando ritardi nelle consegne dei nuovi veicoli.
    A soffrire sono tutti i big: -20,4% a luglio e -14,3% in agosto il gruppo Volkswagen, -26,2% e -29,4% Stellantis, -41,1% e -22,6% Groupe Renault. In Europa Occidentale, intanto, il dato positivo sul 2020 tra gennaio e agosto (+12,7% in virtù degli incentivi varati dai governi), non viene preso in considerazione dagli addetti ai lavori; di fatto, come spiega Gian Primo Quagliano (Centro studi Promotor), «il segno più deriva solo dal rimbalzo scontato del mercato rispetto a un anno penalizzato dalla pandemia».
    Ecco allora il confronto sullo stesso periodo del 2019, ritenuto più realistico: -24,4%. «Ma gli scorsi luglio (-23,6% sul 2020) e agosto (-18,1% su un anno fa) - aggiunge Quagliano - hanno registrato un peggioramento che dovrebbe accentuarsi nei prossimi mesi sempre a causa dei chip». Una situazione, in proposito, destinata a proseguire fino al 2022 inoltrato.                                                                                                                                            Inoltre  Evergrande crolla alla Borsa di Hong Kong, accusando a ridosso della pausa degli scambi un tonfo che sfiora il 13%: -12,93%, a 2,29 dollari di Hk. I titoli scontano un editoriale di Hu Xijin, direttore del Global Times, secondo cui la compagnia, alle prese con una gravissima crisi finanziaria, non dovrebbe scommettere sul salvataggio del governo in quanto si ritiene "troppo grande per fallire", ma usare i mezzi di mercato per salvarsi. Hu ha aggiunto nell'intervento sul suo account WeChat di non vedere rischi sistemici. A Shenzhen, intanto, proseguono le proteste dei piccoli investitori intorno al quartier generale della società.

    Hu, inoltre, ha osservato di non pensare che un fallimento di Evergrande possa innescare una tempesta finanziaria sistemica come Lehman Brothers, perché la compagnia è un'attività immobiliare e i tassi sugli acconti in Cina sono molto alti. Il Global Times è un tabloid nazionalista pubblicato dal Quotidiano del Popolo, la voce del Partito comunista, ma le sue opinioni non riflettono necessariamente il pensiero ufficiale della leadership, pur avendo un notevole seguito.

    Con passività totali di 305 miliardi di dollari, Evergrande è alle prese con una gravissima crisi di liquidità e sta cercando di raccogliere fondi e rinegoziare i prestiti in scadenza con le banche, mentre è in bilico tra un disastroso tracollo con impatti di vasta portata sulla stabilità del sistema finanziario e immobiliare cinese, un collasso gestito o un salvataggio del governo.                                                                                                                    La Banca Mondiale ha ritirato un rapporto che aveva scritto sulle condizioni per le attività imprenditoriali nei paesi membri, ma a farne le spese potrebbe essere la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva. Il problema infatti è che il testo era stato ritoccato, per far risalire in classifica la Cina, nella speranza che contribuisse di più alle istituzioni finanziarie internazionali. Uno dei funzionari che si era speso di più per accontentare Pechino era stata propria la Georgieva, allora alla Banca Mondiale, e quindi adesso è finita nella bufera, al punto che il dipartimento al Tesoro americano vuole investigare la dinamica dell'incidente.
    Lo studio Doing Business valuta le condizioni in cui le imprese operano nei paesi, da vari punti di vista. In sostanza misura questi parametri non solo per stilare la classifica dei bravi, ma soprattutto per invitare chi sta più indietro a fare gli adeguamenti necessari all'applicazione delle pratiche migliori. Tutti i membri ovviamente tengono a fare bella figura, non solo per una questione di immagine, ma anche per la capacità di attirare investimenti e business.
    Nel 2018 Paul Romer, allora capo economista della Banca Mondiale, in un'intervista al Wall Street Journal aveva avanzato il sospetto che il rapporto fosse suscettibile a pressioni politiche. Era seguita un'indagine interna, che ha portato ora alla cancellazione del testo scritto nel 2017. In quel periodo la Banca stava negoziando un aumento di capitale da 13 miliardi di dollari, e Pechino era una delle fonti su cui puntava. Nell'ottobre del 2017 la Georgieva aveva convocato il direttore per la Cina e il responsabile di Doing Business, criticando come avevano gestito la Repubblica popolare nello studio. Quindi, sempre secondo il Wall Street Journal, aveva chiesto di verificare se fosse possibile modificare alcuni parametri, in modo da migliorare la posizione di Pechino. Alla fine la Cina era salita dall'85esima posizione alla 78esima, e Georgieva aveva ringraziato uno dei capi della ricerca perché aveva fatto «la sua parte di multilateralismo». Nell'aprile del 2018 l'accordo per l'aumento di capitale era stato finalizzato, con l'appoggio della Repubblica popolare, anche se non è noto quanto la vicenda dello studio avesse contribuito al via libera.
    Georgieva ha commentato così: «Sono in fondamentale disaccordo con i risultati e le interpretazioni della Investigation of Data Irregularities, per quanto concerne il mio ruolo nel rapporto Doing Business del 2018». La portavoce del dipartimento al Tesoro LaManna ha però risposto: «Questi sono risultati seri e il Tesoro sta analizzando l'indagine. La nostra responsabilità primaria è garantire l'integrità delle istituzioni finanziarie internazionali». Dall'Oms alla Banca Mondiale, la Cina è sospettata di usare metodi poco ortodossi per accrescere la sua influenza, e gli Usa non possono chiudere un occhio in questo momento di alta tensione. —
  3. Dopo il Prosecco, tocca all’aceto balsamico rischiare di veder nascere una brutta copia di se stesso e questa volta la battaglia in vista per la tutela del prodotto è con la Slovenia. E' chiaro che nonostante le enunciazioni , l'Italia  nelle scelte europee conta meno dell'Est ! Nonostante nella GDO ESSEL Esselunga chiuda il primo semestre con profitti in salita a fronte di vendite favorite dall'abolizione delle misure restrittive dovute alla pandemia, che avevano invece caratterizzato l'anno precedente.
    In particolare il gruppo dei supermercati - di cui lo scorso giugno ha preso la guida operativa Marina Sylvia Caprotti - ha fatto segnare un utile netto di 221,1 milioni (+72%), dopo avere realizzato ricavi per 4,332 miliardi (+6,7%).

    Il margine operativo lordo adjusted è passato a 380,9 milioni e gli investimenti sono stati di 180,3 milioni. Questo malgrado da un lato i prezzi a scaffale siano scesi dell'1,7% e dall'altro, a causa dell'inflazione, ci siano stati rincari dal fronte dei fornitori.

    Esselunga ha inoltre erogato sconti ai clienti per 791 milioni, oltre 100 milioni in più rispetto all'anno precedente. La posizione finanziaria netta del gruppo è negativa per circa 1,8 miliardi ma, senza l'impatto dei leasing operativi, sarebbe migliorata di circa 10 milioni rispetto al 2020; ha poi pesato anche la chiusura della campagna Fidaty quinquennale.
    Tra gennaio e giugno Esselunga ha inoltre messo mano alle proprie linee di credito per legarle direttamente al Piano di sostenibilità 2020-2025. I prestiti erano stati sottoscritti in occasione del riassetto del gruppo, con il passaggio delle quote di minoranza di Giuseppe e Violetta Caprotti, figli di primo letto del fondatore Bernardo Caprotti (scomparso nel 2016), in Supermarkets Italiani a Superit Finco della seconda moglie Giuliana Albera e appunto di Marina Sylvia. Il margine delle linee di credito, legato al target cambiamento climatico, si prefigge la riduzione del 30% delle emissioni di gas serra entro il 2025.
  4. I messaggi tra Ursula von der Leyen e l’amministratore delegato di Pfizer sono al centro di un’indagine UE
    La mediatrice europea, Emily O'Reilly, ha aperto un'indagine sul rifiuto dell'esecutivo comunitario di fornire l'accesso pubblico alle informazioni relative all'acquisto di dosi di vaccino COVID-19 discusse dalla presidente della Commissione
  5. Transizione digitale, tante promesse ma poche novità dal discorso di von der Leyen sullo Stato dell’Unione
    Durante il suo intervento, la presidente della Commissione UE ha espresso grosse preoccupazioni sul "ruolo ridotto" dell'Europa nella catena di approvvigionamento dei semiconduttori: "C'è in gioco la nostra sovranità tecnologica"
  6. Polonia, “gravi passi indietro” sullo Stato di diritto. Gli eurodeputati chiedono di attivare condizionalità sui fondi UE
    Approvata la risoluzione del Parlamento UE che condanna gli attacchi alla libertà di stampa, all'indipendenza dei giudici e ai diritti delle comunità LGBT+. Scontro con le destre di ID ed ECR: "Non è solo Varsavia ad avere un problema, ma tutta l'Unione

Mb

 

18.09.21

1) IL POTERE DI PALENZONA NON TRAMONTA MAI : PURTROPPO !

Grandi manovre istituzionali, anche romane, in casa Amazon. E non solo per l’accordo sindacale sulla logistica firmato ieri dalle federazioni Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti con Amazon Logistica con il plauso anche del ministro del Lavoro, Andrea Orlando (Pd). Dall’altra parte si muove anche Amazon Web Services, che – insieme alle altre Big Tech americane (Google, Microsoft e Oracle) – sta giocando la partita del Cloud Nazionale arbitrata dal ministro per la Transizione Digitale, Vittorio Colao.

Una partita fatta anche di un lavoro di relazioni istituzionali – anche dette lobbying – portate avanti direttamente da queste aziende ovvero con l’aiuto di società di consulenza e advisor di alto profilo. Peraltro nulla di diverso da quanto fanno, sia loro che le aziende italiane e non, presso le istituzioni dell’Unione Europea. Un esempio è Microsoft, che da tempo lavora con Ambrosetti – The European House, il più grande think tank italiano, e spesso si avvale del supporto relazionale del banchiere e del ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti nel governo Monti, Corrado Passera, che ha peraltro portato tempo fa la sua Illimity proprio sul cloud di Microsoft, società con cui ha rapporti professionali dai tempi in cui era amministratore delegato di Intesa Sanpaolo.

Google sembra invece aver scelto una via diversa. La partnership siglata con Tim le consente di stare un passo indietro sul tema cloud, lasciando spazio alla società guidata dall’amministratore delegato Luigi Gubitosi. Anche Amazon e la sua divisione cloud Amazon Web Services lavorano con vari think tank come ad esempio Astrid dell’ex ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, come del resto altre multinazionali e società italiane. Sul lato relazionale la novità è che Amazon Web Services collabora con Fabrizio Palenzona, che ha un ruolo di senior advisor per la società di Seattle.

Un nome di peso per il ramo italiano del colosso del cloud: Palenzona, politico ex Margherita, ha ricoperto svariati ruoli di primo piano in aziende (come Adr), banche (è stato a lungo vicepresidente di Unicredit), fondazioni creditizie (deus ex machina della fondazione Crt) e dell’associazionismo confindustriale (Aiscat e Assaeroporti), oggi è presidente del gruppo Prelios, Palenzona, uscito immacolato (archiviazione) da un’inchiesta che lo ha toccato qualche anno fa, è persona rispettata in tutto l’agone politico e finanziario, e gli sono riconosciute doti di mediatore.

I rapporti fra Palenzona e l’attuale presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, non sono stati eccelsi: Palenzona è uscito dal vertice di Aiscat (l’associazione confindustriale che rappresenta le concessionarie autostradali) dopo scontri proprio con Bonomi, ma ha mantenuto ottime relazioni con Autostrade, e non è più presidente neppure di Assaeroporti (dove è stato eletto presidente l’ex manager statale Carlo Borgomeo, già ai vertici della controversa Sviluppo Italia, antesignana di Invitalia ora guidata da Domenico Arcuri) in rappresentanza di Gesac, la società che gestisce gli scali napoletani. Ma la confindustriale Assaeroporti è alle prese con una scissione capeggiata dalla romana Adr e dalla veneta Save, i maggiori player del settore insieme con la milanese Sea.

Da tempo, comunque, Palenzona è diventato una figura centrale per la Confcommercio, sempre nel settore dei trasporti. Palenzona poco meno di un anno fa ha passato il testimone di Conftrasporto a Paolo Uggè. Palenzona, da vice presidente confederale, seguirà più da vicino l’attività di Confcommercio Imprese per l’Italia, con particolare attenzione ai temi del trasporto, si leggeva in una nota dell’associazione. E Amazon Logistica, dopo lunghi scambi e grazie al lavoro comune di Amazon con Palenzona e Uggé, ha scelto da tempo di aderire a Conftrasporto di Confcommercio piuttosto che a Federtrasporto (Confindustria) presieduta da Alberto Brandani (esponente Udc, già all’Anas e presidente della fondazione Formiche).

C’è un motivo fondamentale, secondo fonti sindacali: nel centro logistico di Amazon a Piacenza si applica il contratto del commercio e dunque è stato fisiologico per la società del gruppo avere fin dall’inizio rapporti con la Confcommercio.

Amazon, a quanto risulta a StartMag, a livello territoriale collabora con Assolombarda. Ma a livello nazionale il colosso dell’e-commerce fa parte a tutti gli effetti del sistema di Confcommercio, come testimonia l’intesa sindacale firmata ieri (che pur essendo stata definita storica dal governo e dalle federazioni di settore è stata relegata oggi a un pezzettino di pagina 14 dal quotidiano confindustriale il Sole 24 Ore e senza richiamo in prima pagina).

Le relazioni istituzionali di Amazon Web Services a livello associativo passano, oltre che per Assolombarda, attraverso l’adesione – nel campo del digitale – ad Assintel di Confcommercio e non invece ad Anitec-Assinform di Confindustria. Questione prettamente politica. L’associazione confindustriale del digitale è ritenuta – si bisbiglia in ambienti di Confcommercio – egemonizzata da Tim, con Gubitosi vice presidente di Confindustria con delega al digitale, e Microsoft, che ne fa parte da un ventennio. L’assenza del maggiore operatore di cloud al mondo, e la conflittualità tra alcune aziende che potrebbe peggiorare alla chiusura della gara cloud, potrebbe risultare in una patata bollente per il il presidente di Anitec-Assinform Marco Gay.


2) ROVINARE LE DIETE BREVE  PAGA

Accordo tra Ferrero e sindacati sul premio individuale legato agli obiettivi (Plo). La multinazionale di Alba guidata da Giovanni Ferrero distribuirà ai propri dipendenti in Italia, circa 6mila tra impiegati e operai (restano esclusi i dirigenti, ndr) nella busta paga di ottobre un importo medio di circa 2.200 euro (leggermente variabile rispetto alla sede di lavoro). Il premio è determinato dall'andamento di due parametri, il risultato economico, unico per tutta l'azienda (che concorre a determinare il 30% del premio), e il risultato gestionale (70% del premio) legato all'andamento specifico di ogni stabilimento.


Nel corso dell'incontro in video conferenza, le parti hanno analizzato gli andamenti di mercato, le prospettive produttive aziendali, i programmi di investimento per gli stabilimenti e le unità aziendali italiane, le tendenze occupazionali nonché le iniziative previste dal vigente accordo integrativo aziendale.

«In un anno caratterizzato ancora dagli effetti della pandemia Covid 19, l'attenta attuazione di tutte le misure di sicurezza previste dalla legislazione e dai protocolli nazionali, ha consentito a tutti i dipendenti di lavorare in piena sicurezza», si legge in una nota in cui Ferrero e sindacati esprimono «piena soddisfazione per tutte le attività fatte a garanzia della tutela e sicurezza dei lavoratori».

3) UNA GRANDE LEGGEREZZA DI BANCA  GENERALI

«Ho trovato una soluzione con Banca Generali a Milano, solo per ritirare gli assegni (a proposito: se torna negli Emirati Arabi rischia di essere arrestato). Mi hanno risposto che è possibile e domani andrò personalmente a Milano per discutere con l'amministratore delegato di Banca Generali della posizione di Yorgen». Il mittente del messaggio è Mirko Albertazzi, manager e imprenditore con diverse attività tra Montecarlo, Emirati arabi, Albania e Turchia. Destinatario è Paul Hili, imprenditore di una importante famiglia maltese. Yorgen, l'uomo che rischia di essere arrestato, è Yorgen Fenech, l'imprenditore maltese imputato come mandante di uno dei più feroci crimini avvenuti in Europa in anni recenti: l'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, a Malta il 16 ottobre 2017. L'email risale all'aprile 2019, nel pieno delle indagini internazionali a carico di Fenech e fa parte degli atti del processo contro l'imprenditore, attualmente in carcere.
La «mancia»
Nei primi mesi del 2019, Fenech si trovava in una situazione complicata: gli inquirenti stavano stringendo il cerchio su di lui, pianificava di lasciare l'isola – una delle ipotesi è di raggiungere la Sicilia in barca e da lì qualche altro paese europeo – e doveva trovare una banca disposta ad accogliere i denari della sua Wings Development. Si tratta del nome assunto dal marzo 2017 da 17 Black, la società sulla quale stava indagando Daphne Caruana Galizia, in quanto la riteneva il collettore di tangenti destinate ai politici maltesi.
La banca della Wings Development era l'emiratina Noor Bank che chiude a febbraio 2019. È a quel punto che l'imprenditore Paul Hili lo ha messo in contatto con Mirko Albertazzi, con il quale si scambia qualche messaggio. Arriviamo così al mese di maggio 2019, quando Albertazzi scrive a Hili che addirittura Banca Generali è disponibile ad aiutare Fenech. L'email del broker si chiude così: «Mi hanno assicurato (da Banca Generali, ndr.) al 90% che non ci sono problemi ad andare avanti e raggiungere l'obiettivo. Yorgen darà una mancia («tip» in inglese) quando tutto sarà fatto». Agli atti del processo, oltre a una serie di messaggi tra Fenech e Albertazzi, anche le foto inviate dall'imprenditore al broker italiano di due assegni da depositare in una banca europea.
L'ufficio stampa della banca italiana nega che l'amministratore delegato di Banca Generali Gian Maria Mossa abbia mai avuto rapporti con Albertazzi e che l'incontro citato nella mail sia avvenuto. Da Banca Generali si sottolinea inoltre che informazioni di questo genere danneggiano l'immagine del manager e della banca. Secondo quanto ricostruito, in quei giorni Albertazzi avrebbe effettivamente avuto contatti con un manager dell'istituto italiano, ma non con Mossa.
Non è l'unica vicenda delicata che si trova a dover gestire la controllata del Leone. La banca infatti sta riacquistando in questi giorni dai suoi clienti una serie di cartolarizzazioni di crediti sanitari per un totale di poco meno di mezzo miliardo. L'operazione, annunciata nel luglio scorso, ha comportato un onere di 80 milioni già contabilizzati nei conti del semestre.
Lo scontro tra i soci
Ancor più delicato è rapporto tra i soci nella battaglia in corso per il Leone. Nel cda di Banca Generali siede infatti – come indipendente – il segretario generale di Fondazione Crt, azionista di Trieste con l'1, 4% e possibile nuovo «pattista» al fianco di Del Vecchio e Caltagirone. Lo stesso Lapucci siede anche nel cda di Caltagirone spa. Banca Generali nella primavera del 2020 era sta al centro dello scontro tra i soci del Leone, quando Del Vecchio e Caltagirone si opposero alla cessione del pacchetto di maggioranza dell'istituto all'altro azionista forte del Leone, Mediobanca. I due medesimi fronti che si stanno scontrando oggi sul nome del prossimo amministratore delegato di Trieste.
La vicenda dei crediti sanitari era emersa lo scorso anno, quando un'inchiesta del Financial Times aveva svelato che alcuni dei crediti cartolarizzati provenivano da aziende in odore di Ndrangheta. A impacchettare questi titoli è stata una società lussemburghese, Cfe. La stessa che ha venduto tutte le cartolarizzazioni poi piazzate da Banca Generali ai suoi clienti.
Bankitalia ha avviato una serie di approfondimenti presso gli intermediari che hanno operato nel settore delle cartolarizzazioni di crediti sanitari, con ispezioni mirate che hanno portato anche a provvedimenti sanzionatori. —
 

Mb

 

17.09.21

1) LA DANIMARCA ED I DANESI NON SANNO COS'E' LA DEMOCRAZIA FUORI SUBITO DALL'EUROPA

Le immagini del mare di sangue che ha invaso lo specchio d'acqua adiacente alla spiaggia di Skálabontnur sull'isola di Eysrturoy hanno ormai fatto il giro del mondo generando un'onda di rabbia, indignazione rispetto a quella che è senza mezzi termini un crimine di natura. Una strage (la più numerosa della storia recente visto che sono stati superati i 1200 animali uccisi nel 1940) in cui è stata cancellata la vita di millecinquecento globicefali sacrificati sull'altare di una tradizione, il Grindadráp, che sembra essere diventato un colossale monumento alla crudeltà.
Mattanze simili, anche di pochi esemplari, avvengono anche più volte l'anno e, denunciano i ricercatori, mettono seriamente a rischio la popolazione atlantica di globicefali per la sua ridotta capacità riproduttiva (partoriscono ogni 4-5 anni). Eppure parliamo di isole evolute, di piccole comunità che non hanno bisogno di uccidere cetacei per sopravvivere.
Nella tradizione vichinga uccidere un globicefalo era il rito di passaggio dalla pubertà all'era adulta, ma anche una facile occasione di procacciarsi cibo.
Perché i globicefali? Perché questi animali, tra i cetacei più gregari, sono talmente sociali da chiamarsi delfini pilota o balene pilota e perché se uno dei leader spiaggia o si trova in difficoltà il gruppo non lo abbandona mai. Ancora più barbaro, sfruttare quella solidarietà familiare per uccidere.
Gli animali, prima, accerchiati dalle imbarcazioni, sono stati spinti verso la costa e uccisi con arpioni, coltelli e in alcuni casi anche trapani elettrici in un mare di sangue.
Una barbarie che non ha più alcuna ragione di continuare.
Il perpetuarsi di una mattanza che ogni anno chiude il cuore apre la strada a due interrogativi a cui è necessario dare una risposta. In primo luogo una tradizione, per quanto antica, può giustificare una strage di animali? E poi, il genere umano è l'unica specie della biosfera ad avere diritti?
Alla prima domanda è facile rispondere. Ricordo bene la brutalità delle mattanze in tonnara, la camera della morte e i riti dei tonnaroti, perché fino a qualche anno fa , anche nel nostro Paese si uccidevano i tonni con gli arpioni, pratiche simili a quelle delle Isole Faroe, giustificate da antichi riti popolari. Dobbiamo alla mobilitazione del mondo ambientalista e alla crescente sensibilità dell'opinione pubblica, l'abolizione di tanta crudeltà.
Per risponde al secondo interrogativo serve un'assunzione di responsabilità collettiva che condanni e bandisca per sempre la «caccia della vergogna». Una risposta urgente. Negli ultimi 50 anni, secondo i dati del Living Planet Report, abbiamo assistito ad un crack biologico, perdendo circa due terzi delle popolazioni di vertebrati a livello globale. Un vero e proprio tracollo che impone una rivoluzione culturale. Il genere umano non può continuare a immaginare il proprio rapporto con la natura che lo circonda e che gli permette di vivere, senza un limite. E, soprattutto, non può continuare a pensare a sé stesso come l'unico soggetto di diritti sul pianeta.
La crisi di biodiversità che accompagna il progresso dell'umanità impone un cambio di paradigma nel nostro modo di stare sulla Terra. Dobbiamo cominciare a immaginare la biodiversità come un patrimonio comune. Un patrimonio che tutti abbiamo il dovere di rispettare e difendere. Un patrimonio che appartiene alla nostra esistenza e dal quale dipende il nostro benessere, la nostra salute, la nostra vita.
Ecco perché pratiche come quella del «Grind» non sono semplicemente tollerabili. Il mare di sangue che ha scosso le nostre coscienze non può restare confinato nella baia dell'indignazione ma deve incanalarsi in qualcosa di più, nella richiesta di porre fine, una volta per tutte, alla crudeltà gratuita che, sotto la maschera degli usi, fa strage di animali. È necessario un intervento della comunità internazionale (ma sarebbe opportuno che anche l'Europa, terra dei diritti, in quest'occasione dicesse la sua) per riconoscere i diritti della biosfera.
Dalle foreste ai cetacei, dalle specie in via di estinzione agli impollinatori è nostro dovere difendere la vita che ci circonda ed evitare che la nostra specie resti intrappolata nella gabbia della crudeltà che insieme al sangue ha violentato le acque della spiaggia di Skalabotnur. —

2) l prezzo dell'alluminio ha sfiorato i 3mila dollari alla tonnellata quando poco più di un anno fa segnava 1.477 dollari, quasi la metà: è il record dal 2008. Il mondo industriale che vive di questa materia prima è preoccupato. La faccenda è epocale perché si sta modificando l'assetto produttivo di un bene che è sempre vissuto in un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta.

Invece nell'ultimo anno, a parte il Covid, si è assistito a un inaspettato vigore da parte della Cina, che sta riorganizzando le sue fabbriche più obsolete per renderle meno inquinanti e aumentarne la capacità produttiva. Così il Paese asiatico, che è il primo produttore al mondo con 37 milioni di tonnellate all'anno (sui 67 di tutto il pianeta), ha cominciato a essere anche importatore: nel 2020 ha importato un milione di tonnellate di alluminio «primario» (quello che proviene dal minerale), dieci volte la quantità dell'anno prima.
Per ogni tonnellata di prodotto alla quotazione va poi aggiunto un «premio», che è la somma di spese accessorie quali il margine dell'operatore, i costi logistici e quelli finanziari, così che una tonnellata di materia prima viene consegnata in fabbrica a non meno di 4mila dollari. L'alluminio fa parte della nostra vita quotidiana: dal rotolo di pellicola metallica che usiamo in cucina alla lattina di birra, dalla struttura dei serramenti alla carrozzeria di treni e aeroplani, dai motori delle auto ai cavi dell'energia, tutto è in alluminio e nelle sue tante leghe.


L'Italia è un grande utilizzatore: il fatturato complessivo 2020 del segmento delle prime lavorazioni è stato di 9,2 miliardi, il 40% di export. Il tessuto industriale nel nostro Paese è composto di circa 500 aziende con oltre 15mila dipendenti; il polo principale è in Lombardia. L'utilizzo pro capite è di circa 30 chilogrammi all'anno. L'alluminio ha un'altra proprietà preziosa: è riciclabile praticamente al 100% per un numero infinito di volte, un bel vantaggio in tempi di ecosostenibilità.

L'alluminio riciclato (quello secondario) copre in Italia circa il 35% del fabbisogno, il resto è costituito dal metallo grezzo ottenuto dalla bauxite. In tutto il mondo la propensione è di andare verso un alluminio green. «L'Europa, invitando alla transizione energetica, ha messo più o meno direttamente l'alluminio al centro dei programmi di sviluppo», osserva Mario Conserva, segretario generale di Face, la federazione europea dei consumatori di alluminio.

«Ci attendono grandi prospettive di sviluppo, tuttavia quella stessa Europa sta da anni vessando la propria industria con i dazi sull'alluminio grezzo che pesano per quasi il 2% sul fatturato complessivo».

Mb

 

16.09.21

PERCHE' L'OBBLIGO VACCINALE nonostante Mu che buca i vaccini anti Covid. Mu è l'ultima mutazione del virus censita dall'Organizzazione mondiale della sanità, che a fine agosto l'ha inserita nell'elenco delle cosiddette «varianti di interesse», cioè quelle da monitorare con attenzione, perché responsabili di focolai in singoli Paesi e perché presentano caratteristiche potenzialmente in grado di rendere il virus più trasmissibile e capace di eludere gli anticorpi.
In Italia sono stati registrati in tutto 79 casi, ma solo 4 nell'ultimo mese. Ad aprile, in provincia di Brescia, si era verificato un hicluster che ha coinvolto sette persone, tutti viaggiatori arrivati dall'estero. Proprio i ricercatori degli Spedali civili di Brescia, con uno studio pubblicato a fine luglio sul Journal of Medical Virology, hanno evidenziato un calo dell'attività neutralizzante dei sieri dei vaccinati con Pfizer nei confronti della variante Mu: la protezione immunitaria sembra meno brillante rispetto al ceppo originario o alla variante Alfa. Un'altra ricerca dell'università giapponese di Kyoto ha concluso che Mu è «altamente resistente» sia ai sieri di persone vaccinate (sempre con Pfizer), sia ai sieri di persone guarite dal Covid. Gli ultimi dati preliminari (pubblicati il 7 settembre) dicono che Mu è due volte più trasmissibile del ceppo originario (la Delta, per fare un paragone, lo è fino a otto volte di più) e che elude gli anticorpi delle vecchie infezioni nel 37% dei casi.

Per un mondo meno inquinato il conto inizia a farsi salato: «Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, dal prossimo salirà del 40%: tutto questo succede perché aumentano il prezzo del gas a livello internazionale e il prezzo dell'anidride carbonica prodotta e la transizione ecologica non può essere fatta a spese delle imprese e delle categorie vulnerabili» avverte Roberto Cingolani intervenendo a un convegno della Cgil a Genova.
Non è un passo indietro sulla svolta verde, non potrebbe esserlo dall'uomo che guida il ministero della Transizione energetica, «ma abbiamo il dovere di affrontare le cose». Gli aumenti in arrivo per famiglie e imprese sono il combinato disposto di due fattori: da una parte la ripresa economica spinge la domanda e le quotazioni delle materie prime, dall'altra i diritti per le emissioni di anidride carbonica sono raddoppiati per le politiche ambientaliste dell'Ue.

Un primo intervento è atteso già nel dl Concorrenza, dove il governo pensa di inserire una sforbiciata alla mole di balzelli caricati sulle bollette per coprire una miriade di voci di spesa: bonus elettrico, incentivi alle rinnovabili, costi per lo smantellamento delle centrali nucleari.

Il tema fondamentale e' che non dovrebbero esistere i  diritti per le emissioni di anidride carbonica perche' non incentivano la loro riduzione ma spostano i costi sul consumatore senza favorire investimenti.

Come per l' aumento del costo delle offerte di telefonia mobile e fissa. O almeno di quelle offerte attraverso le quali, sul canone mensile, viene spalmato anche il costo di acquisto dell'ultimo modello di smartphone o del modem necessario a collegarsi alla banda ultralarga.

È l'effetto perverso di una norma inserita nel decreto legislativo che recepisce la nuova direttiva europea sul codice delle Comunicazioni elettroniche. Il testo, che sarà esaminato giovedì in Parlamento, prevede infatti che i contratti di telefonia, sia mobile che fissa, non potranno avere una durata superiore a 12 mesi.

Oggi il limite è di 24 mesi, e la stessa direttiva indica i due anni come tetto massimo di durata degli accordi tra compagnie e consumatori. Il rischio, paventato da diversi operatori, è che rendendo così rigide le regole e la scadenza dei contratti così ravvicinata, le offerte che inglobano oltre ai costi di chiamate e connessioni, anche la vendita di altri beni come gli smartphone, i modem o anche i costi di attivazione, possano diventare troppo elevati per i consumatori.

La richiesta insomma, sarebbe quella di lasciare la scadenza dei 24 mesi, o quantomeno lasciare la libertà al consumatore stesso, se vincolarsi con la compagnia per un periodo più lungo senza prevedere la necessità di una decadenza automatica del contratto.

Ma quello della durata degli accordi non è l'unico punto dolente del provvedimento all'esame della Camera. Ci sono anche altri passaggi decisamente punitivi per le telecom e che, secondo l'industria, potrebbero mettere seriamente a rischio gli investimenti previsti per la transizione digitale finanziati anche attraverso il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza.

Vengono, per esempio, aumentati, e di molto, i diritti amministrativi e i contributi per l'uso delle frequenze. Un aumento di costo di circa il 50 per cento rispetto a quello attuale (che per alcuni operatori porta addirittura al raddoppio degli oneri).

Un aggravio che per l'intero settore è stato quantificato in circa 100 milioni di euro. Non è una cifra indifferente per un comparto, quello delle telecomunicazioni, che non naviga nell'oro. Anzi.

Ormai la profittabilità è inferiore al costo del finanziamento del capitale. Tanto che, secondo alcune stime riservate che circolano tra gli operatori, gli aggravi determinati dal recepimento all'italiana del codice delle Comunicazioni, potrebbero portare a una riduzione ulteriore dell'8 per cento della forza lavoro nei prossimi tre anni.
Si tratterebbe di altre 8 mila persone destinate a uscire dalle imprese del settore su un totale di circa 100 mila occupati, dopo che il comparto delle telecom ha già perso il 20 per cento dell'occupazione nell'ultimo decennio. Il provvedimento inoltre, introduce anche un fortissimo aumento del potere sanzionatorio da parte delle Authority.

Le multe che sarà possibile comminare alle imprese del settore vengono quadruplicate, e potranno arrivare fino al 5 per cento del fatturato per i casi più gravi. Peccato però, che non vengano poi specificate quali sono esattamente le violazioni che potrebbero avere come conseguenza le salatissime sanzioni, lasciando un potere ampiamente discrezionale che rischia di legare ulteriormente le mani agli operatori soprattutto su offerte e sistemi di fatturazione.
Molte delle norme maggiormente punitive per il settore, sono state introdotte dal legislatore italiano anche se non espressamente previste dalla normativa europea. Dopo il passaggio in Parlamento, una volta acquisiti i pareri delle Commissioni, il provvedimento dovrà tornare in consiglio dei ministri per la sua approvazione definitiva. Le norme, insomma, potrebbero vedere la luce in tempi molto stretti.

APPLICAZIONI DISTORSIVE CON AVVIENE PER L'ALIENAZIONE PARENTALE e' un'anomalia comportamentale finalizzata al business delle comunita' su cui molti tacciono.

Come lo sfruttamento dei minori dei Rom, una realta' verificabile da chi lo vuole fare  !

O come in Cina per Alipay, la super app tuttofare da oltre un miliardo di utenti lanciata nel 2004 e nata come un sistema di pagamento online che negli anni si è trasformata in una vera e propria banca che gestisce oltre la metà di tutte le transazioni online in Cina, dovrà essere spacchettata.

I regolatori di Pechino avevano già ordinato ad Ant Group - la fintech a cui fa capo Alipay, la società con cui Ma ha saputo rivoluzionare la finanza e i comportamenti dei cinesi, digitalizzando pagamenti e prestiti - di separare in società differenti le attività di Huabei (pagamenti con carta di credito virtuale) e Jiebei (piccoli prestiti non garantiti).

Ora il Partito, in questo ennesimo capitolo della lotta ingaggiata con il miliardario di Hangzhou, vuole tracciare una ulteriore e ancora più netta divisione tra le attività di pagamento e quelle di prestito, oggi integrate in una unica piattaforma. Così Huabei e Jiebei dovranno diventare delle app distinte. Mentre Ant dovrà trasferire i dati creditizi degli utenti, sulla cui base valuta il loro rating, in un'ulteriore società, una joint venture partecipata da attori statali.
Quella mole di dati sulle spese di oltre un miliardo di persone al Partito fa gola. «Il governo ritiene che il potere monopolistico delle Big Tech venga dal controllo dei dati e vuole porvi fine», ha spiegato una fonte vicina ai regolatori di Pechino citata dal Financial Times , che ieri per primo ne ha dato notizia. Alibaba, il colosso dell'ecommerce di Jack Ma, seconda colonna del suo impero, ne ha ovviamente subito risentito in Borsa: meno 4,3% a Hong Kong ieri.
Jack Ma è stato il primo imprenditore hi-tech a finire nel mirino del Partito già a novembre dello scorso anno. Prima con lo stop all'Ipo da record in Borsa per la sua Ant da 31,4 miliardi di euro, e poi con la maxi multa da 2,3 miliardi ad Alibaba per abuso di posizione dominante. La stretta su Ant era arrivata proprio per "colpa" di Huabei e Jiebei. «L'enorme crescita delle attività di prestiti», scrive il quotidiano economico britannico, era «in parte responsabile dell'Ipo» prevista a novembre 2020.

«Le dimensioni di CreditTech - l'unità di Ant che include proprio Huabei e Jiebei - che lo scorso anno ha contribuito a erogare circa un decimo dei prestiti al consumo di tutta la Cina, ha sorpreso e preoccupato i regolatori», continua il giornale. In futuro la nuova società dovrebbe funzionare così: le richieste di prestito degli utenti di Alipay verranno inoltrate a questa nuova creatura a partecipazione pubblica e, soltanto se otterranno il via libera, verranno trasmesse all'app di pagamento per l'erogazione.

Un processo oggi integrato e di fatto istantaneo, domani sarà spezzettato. Nella nuova joint-venture dei dati Ant avrà una quota del 35%, la stessa del Zhejiang Tourism Investment Group, la società dell'omonima provincia dove ha sede il colosso di Ma. Il resto sarà diviso tra azionisti pubblici e privati. Al momento Ma dovrebbe mantenere il controllo operativo, con lo Stato però a supervisionare tutto, ancora più da vicino. Un modello preoccupante che Merkel e Draghi potrebbero importare in Europa con il cinico e superficiale opportunismo prodiano su cui chi tace acconsente e chi parla sara' punito come accade in Cina, Afaghanistan ed Egittto ! Pluriversioni talebane.

A circa mezz'ora di auto dalla città di Herat c'è una scuola in cui si parla italiano, almeno nel nome. È la «Maria Grazia Cutuli School», presidio culturale situato nella porzione più ad Ovest della provincia afghana, dove sino all'8 giugno era di stanza il contingente militare italiano.È intitolata alla giornalista uccisa venti anni fa dai taleban con tre colleghi mentre attraversava le gole di Sorobi, nel tentativo di raggiungere Kabul. Erano le prime fasi dell'invasione dell'Afghanistan in seguito agli attacchi dell'11 settembre 2001.  . I taleban tentano di imporsi col terrore.
Il fratello, Sharif Ahmad, anche lui impiegato nell'Istituto, racconta di essere stato costretto a non tornare a casa per evitare guai. Nuove minacce sono arrivate perché le insegnanti donne tengono lezioni ai bambini maschi: «Preside stai attento, ti troviamo e ti ammazziamo». Ma la vera blasfemia della scuola Cutuli è nel nome, i carnefici non possono accettare che la vittima, per di più donna, diventi martire ed esempio per le nuove leve dell'Afghanistan. «Ci taglieggiano non ci fanno arrivare i soldi - dice il preside - non sappiamo come pagare gli stipendi alle maestre, tra un mese saremo costretti a chiudere». Il modo per evitare di morire strangolati c'è, cambiare il nome alla scuola, questo vogliono i miliziani secondo Ahmad. Il preside rivolge un appello all'Italia: «Aiutateci, sostenete la causa della scuola Cutuli», per fare onore alla giornalista caduta, per dare un futuro ai bimbi di Jebrael e per impedire che ad Herat venga ammainato l'ultimo tricolore.

Mb

 

15.09.21

Costano troppo poco le rinnovabili per incentivarle. Cosi si e' distrutta l'industria delle rinnovabili per cui aumenti in arrivo per famiglie e imprese sono il combinato disposto di due fattori: da una parte la ripresa economica spinge la domanda e le quotazioni delle materie prime, dall'altra i diritti per le emissioni di anidride carbonica sono raddoppiati per le politiche ambientaliste dell'Ue. Già nel terzo trimestre il costo dell'elettricità per l'utenza era aumentato del 9,9%, e quello del gas (salito da 6 a 58 euro per MWh in un anno) del 15,3%. Ma la bolletta elettrica sarebbe schizzata del 20%, se il governo non fosse intervenuto per calmierarla mettendo sul piatto 1,2 miliardi ricavati dalla vendita di quote di emissioni.

Intanto Allarme nel Parco nazionale del Gran Paradiso i risultati del monitoraggio della «Carovana dei ghiacciai» di Legambiente sono preoccupanti: i corpi glaciali nell'area protetta sono in tutto una novantina, in meno di due secoli hanno perso il 65% della loro superficie, passando da circa 88 chilometri quadrati a meno di 30. La carovana ha osservato il Ghiacciaio della Capra, nel versante piemontese, e i tre principali ghiacciai della Valnontey in Valle d'Aosta: Tribolazione, Grand Croux e Money.
Quello della Capra ha registrato nel 2018 il collasso di una grotta glaciale che ha determinato un arretramento di ben 110 metri. La situazione della massa di ghiaccio sopra il Serrù, scelto perché è quello che arriva alla quota più bassa nel Gran Paradiso (2.480 metri), è quasi stazionaria da allora perché i detriti rocciosi che lo ricoprono garantiscono un minimo di sopravvivenza.

L'indifferenza ci rendera' sempre piu' deboli in un futuro sempre piu' incerto:Le colate detritiche che interessano i rii lungo le pendici del Rocciamelone sono da sempre fonte di preoccupazioni per gli abitanti di Novalesa, Mompantero e Venaus. Negli ultimi decenni hanno creato spesso situazioni di allerta, data la gran quantità di materiale solido che l'acqua impetuosa ha trascinato a valle in occasione di forti temporali. Il Comune di Novalesa ha quindi deciso di monitorare, avvalendosi di esperti del Cnr, questo pericoloso fenomeno per elaborare specifici piani di intervento e protezione civile. Lo studio senza costi per l'ente locale avrà durata di cinque anni e interesserà l'intera conca di Novalesa: in particolare il rio Marderello, uno dei più soggetti a questi fenomeni. Gli esperti si avvarranno anche di dati raccolti in occasione degli eventi parossistici del 2015-2017. Già prima della sua conclusione sono attese importanti indicazioni per pianificare opere di riduzione del rischio idrogeologico in Val Cenischia.

(ANSA) - MILANO, 05 FEB - L'anti-infiammatorio Anakinra, usato per il trattamento dell' artrite reumatoide, riduce la mortalità dei malati gravi di Covid-19 in modo significativo, se dato in fase precoce della malattia, a differenza di un altro anti-infiammatorio, il tocilizumab, sperimentato nei mesi scorsi. Lo indica uno studio dell'ospedale San Raffaele di Milano, pubblicato sulla rivista Lancet Reumathology.

La ricerca, coordinata da Lorenzo Dagna e Giulio Cavalli, ha messo a confronto l'efficacia di due diversi tipi di anti-infiammatori su pazienti con forme gravi di Covid-19: anakinra (inibitore dell'Interleuchina IL-1), e tocilizumab e sarilumab (inibitori di IL-6). E' così emerso che, a differenza di questi ultimi, solo con anakinra si ha una riduzione sostanziale della mortalità, ma se dato tempestivamente ai pazienti. "I tassi di mortalità del Covid-19 sono in buona parte associati all'emergere, nei pazienti con forme gravi della malattia, della cosiddetta sindrome da tempesta citochinica, uno stato iper-infiammatorio caratterizzato da una risposta immune eccessiva e dannosa", spiega Dagna.
"Fin dall'inizio si è ipotizzato che le citochine più coinvolte nel processo infiammatorio fossero IL-1 e IL-6 - continua - I primi tentativi di trattamento si erano concentrati sull'inibizione di IL-6, soprattutto attraverso la somministrazione di tocilizumab", che però ha mostrato di avere una scarsa efficacia. Il San Raffaele è stato il primo istituto a testare anakinra, farmaco utilizzato abitualmente per l'artrite reumatoide e altre gravi malattie infiammatorie. La ricerca dimostra inoltre l'importanza di intervenire in fase precoce, quando i danni della malattia sono ancora contenuti.
(ANSA).

Perche' Draghi-Speranza non la indicano nella profilassi linee guida per la cura del Covid che invece continua a prevedere vigile attesa?

Quanti soldi pubblici ha speso l'Appendino a Torino per strutture per l'auto a guida autonoma invece che assistita ?

Intanto la Nhtsa (National Highway Traffic Safety Administration), l’autorità statunitense per la sicurezza nel mondo dei trasporti, ha esteso a quasi tutto il settore automobilistico l’indagine avviata ad agosto sull’Autipilot della Tesla. In particolare, l’ufficio investigativo dell’agenzia di Washington ha inviato una lettera a 12 costruttori, tra cui Ford, General Motors, Toyota e Volkswagen, per chiedere dati e informazioni riguardo ai loro principali sistemi di assistenza alla guida. Nello specifico, la Nhtsa sta svolgendo approfondimenti sulle tecnologie che consentono la guida assistita di livello 2 secondo la scala Sae (in base al quale il conducente può lasciare all’auto il controllo di acceleratore e sterzo in determinate circostanze).

L’indagine. Nella missiva, l'agenzia federale chiede alle Case automobilistiche di garantire il massimo della collaborazione. L'inchiesta è partita in seguito a diversi incidenti che hanno coinvolto delle Tesla e dei mezzi di soccorso: si tratta di 11 sinistri (con 17 feriti e un morto), avvenuti a partire da gennaio 2018, in cui le elettriche sono entrate in collisione con uno o più veicoli coinvolti in incidenti e già oggetto di un primo intervento medico. Alcune squadre di investigatori sono state inviate sui luoghi dei sinistri, riscontrando che questi "si sono verificati per la maggior parte dopo il tramonto" nonostante le precauzioni messe in campo dai soccorritori (coni stradali, frecce illuminate e altro ancora). In tutti i casi, è stato rilevato l’utilizzo dell’Autopilot, o di altri dispositivi per il controllo della velocità.

Le richieste. Ora, la Nhtsa, per valutare appieno il funzionamento dei sistemi di assistenza alla guida, ha esteso l’indagine chiedendo numerose informazioni dettagliate: il numero delle auto con tecnologie di Livello 2 prodotte, vendute e in circolazione sulle strade degli Stati Uniti, il chilometraggio effettivo, l’elenco di eventuali aggiornamenti dei software, i reclami degli acquirenti, incidenti e cause legali in corso o future. I costruttori dovranno anche descrivere in dettaglio le tipologie di strade e le condizioni di guida raccomandate per l’utilizzo degli Adas e, perfino, i metodi per aumentare l’attenzione dei conducenti durante l’uso dei sistemi. In sostanza, l’agenzia vuole ottenere dai costruttori qualsiasi informazione in grado di consentire ai suoi funzionari di avere una conoscenza a 360 gradi delle tecnologie per la guida autonoma. La Ford, la GM e il gruppo Stellantis sono tenute a rispondere alla Nhtsa entro il 3 novembre, mentre tutte le altre hanno tempo fino al 17 novembre. Chi non rispetta i termini, o si rifiuta di soddisfare le richieste dell’autorità, rischia di incorrere in sanzioni fino a 115 milioni di dollari (poco più di 97 milioni di euro al cambio attuale).

Nel menefreghismo totale e reale dei politici : ASTENSIONE AL VOTO come e' possibile per tutte le votazioni !

Mb

 

14.09.21

L'Italia sembra sempre piu' una pedina nelle mani della Germania, come tutta l'EUROPA, per colpa dei politici con non fanno l'interesse dei propri elettori:

«Gli investitori guardano l'Italia». È il titolo di un articolo pubblicato ieri dalla Frankfurter Allgemeine am Sonntag. «Il governo Draghi procura buon umore, e l'Europa i soldi necessari. Di questo i titoli potrebbero approfittare». Se in passato l'Italia era il Paese dei «sogni per le vacanze», ma non certo un «paese favorito sui mercati», «le cose adesso cambiano». «Attualmente infatti gli analisti consigliano soprattutto le azioni italiane. Una cosa che non accadeva da tempo», si legge. «I presupposti per una svolta in Italia sono migliori che nei decenni precedenti», spiega Florian Hense, di Union Investment. Fra le ragioni le risorse del Recovery e le riforme di Draghi.

Infatti Matteo Salvini  salvaguardia gli interessi del Papeete Beach di Milano Marittima che nel 2019 ha fatturato 3, 2 milioni di euro ne sborsa 10 mila per concessioni.

In totale nel 2019, ultimo dato disponibile, lo Stato aveva messo a bilancio 115 milioni di euro di introiti, di cui però solo 83 sono stati effettivamente riscossi con l'arretrato che è arrivato a quota 235 milioni considerando tutti gli importi non pagati dal 2007 a oggi.

E Salvini non ha protestato perche' prende gli applausi di quelli che continua a prendere in giro .

In media ogni concessione vale dunque 9. 200 euro, ma gli importi versati dagli stabilimenti balneari sono molto più bassi. Basti pensare che solo col «Decreto agosto» dell'anno passato il canone minino da 362, 90 euro è stato portato a 2. 500 euro. Parliamo insomma di poche decine di milioni a fronte di un giro d'affari complessivo per il settore degli stabilimenti balneari che prima della crisi Nomisma stimava in circa 15 miliardi all'anno.
Eclatante è soprattutto il divario tra l'onere versato ed i ricavi delle spiagge vip. Tanto per fare tre esempi il Twiga di Briatore, a Marina di Pietrasanta, versa 17. 619 euro di canone annuale ma ne incassa ben mille al giorno per un solo gazebo

L'Agcm, , ricorda che già nel 2018 ha provveduto a segnalare «l'uso distorto dello strumento delle concessioni» e quindi torna a chiedere di «evitare i rinnovi automatici» sottolineando l'importanza del ricorso di modalità di affidamento competitive. In cima alla lista ci sono proprio le concessioni demaniali e marittime, che in barba alla direttiva Bolkestein, giusto nel 2018 su pressione soprattutto della Lega (che guardava alle successive Europee) il governo Conte1 ha deciso di prorogare senza alcun tipo di gara per ben 15 anni. Ovvero sino al 2033.

E' l'Europa by Germany che vuole l'Italia campo profughi dell'Europa, mantenuto dagli italiani che lavorano in Europa per la Germania.

Come i soldi degli afghani sono controllati dai talebani :Migliaia di afghani hanno atteso anche oggi per ore all'esterno delle banche del loro Paese, per poter ritirare la quota settimanale di 200 dollari. Negli ultimi giorni, i taleban paiono aver tentato di stabilire un sistema organizzato per consentire ai clienti di prelevare denaro dai conti correnti, ma la situazione è rapidamente deteriorata. Fuori dalla New Kabul Bank, la prima banca privata dell'Afghanistan, fondata nel 2004, quasi 2mila persone si sono radunate ieri per chiedere accesso al proprio denaro. Uno di loro, Zaidullah Mashwani, ha raccontato che per il terzo giorno è andato alla banca sperando di ottenere i 200 dollari. Ogni notte i taleban fanno un elenco di clienti idonei per il giorno successivo. «Questo è il nostro denaro. Le persone hanno il diritto di averlo», ha detto Mashwani, «nessuno ha soldi. Il governo taleban deve fare qualcosa in modo che possiamo ottenere il nostro denaro».

Ma con i pozzi petroliferi si controlla il mondo : Biden ha ordinato di togliere il segreto, e durante l'anniversario di sabato l'Fbi ha pubblicato un rapporto di 16 pagine su "Encore", l'inchiesta riguardo Riad. Il testo si concentra sull'aiuto che Nawaf Al-Hazmi e Khalid Al-Mihdhar, i primi due attentatori arrivati negli Usa all'inizio del 2000, avevano ricevuto in California dall'ex impiegato statale saudita Omar al-Bayoumi e dal funzionario del consolato di Los Angeles Fahad al Thumairy. Kristen negli attentati aveva perso il marito Ron, e insieme ad altre tre vedove aveva formato il gruppo delle "Jersey Girls", determinante nella creazione della Commissione d'inchiesta sull'11 settembre.

Riflessioni che mi sarei aspettato da Draghi e Mattarella:

L'ultimo lavoro di Ai Weiwei parla di Cina eppure, in parte, racconta un'esperienza comune.
«L'essere umano non è pronto a reagire ai disastri inediti, il Covid-19 ha travolto tutti. La Cina ha un regime autoritario e può trasformare in un attimo uno Stato in un esercito e un esercito in un ospedale. Se un sistema totalitario vuole sfruttare il virus per aumentare il controllo non deve dare spiegazioni, non deve confrontarsi con la democrazia, può sacrificare ogni libertà e togliere la voce ai cittadini: non c'è una stampa libera che può parlare loro. Non è certo un modello, come si vede nel documentario».

«L'Occidente cerca da sempre un equilibrio tra le libertà individuali e i poteri di uno Stato. Ci sono delle difficoltà, durante una sfida come quella contro la pandemia si perdono dei pezzi, ma più si guadagna esperienza più si aggiusta il tiro e nel processo si può pure imparare qualcosa, assimilare buone pratiche. In
«Ogni restrizione delle libertà imposte per speciali circostanze sono considerate una minaccia. In Oriente e in Occidente» .

«Non credo si possa imporre una scelta così, nessuno ha diritto di chiedere ai cittadini di autonegarsi una libertà per poter circolare. Si sacrifica troppo: qui si parla di vincolare la possibilità di comunicare, di muoversi, di guadagnare. La vaccinazione dipende da un convincimento privato. Imporla è stonato: sembra avere un fine, l'emergenza, ma il mezzo, l'annullamento di una decisione personale, è sproporzionato».
Resto fermo sul fatto che la libertà non è oggetto di scambio. Mai».

Mb

 

13.09.21

SE PRODI finisse al Quirinale , nominerebbe al governo Letta, con l'appoggio esterno di Berlusconi gestito da Gianni Letta ,  troncando in un solo colpo SALVINI , MELONI e RENZI ed accontentando EUROPA e Travaglio !ima

A DRAGHI la prossima presidenza del Consiglio Europeo in attesa di prendere il posto di Prodi, anche se dopo l'obbligo vaccinale non cambiasse proprio  nulla questo inverno rispetto a quello del 2019 in poi.

Perche' insistere con i vaccini quando sono accatastati negli scaffali delle farmacie già da anni e costano quasi sempre meno di 10 euro, ma ora potrebbero tornare sotto i riflettori in veste di paladini della lotta al Covid. Sono i magnifici 9 vecchi farmaci, approvati dall'Fda americana dal lontano 1971 in poi, passati ora al setaccio dai ricercatori dell'Università di Manchester e che in laboratorio si sono mostrati capaci di bloccare la replicazione del SarsCov2 nelle cellule umane. Dati ancora parziali ma solidi, tanto da essere pubblicati nella rivista scientifica Plos Pathogens, la stessa scelta dal nostro prestigioso Iss per pubblicare un suo studio, quello sul ruolo che l'interferone sembra svolgere nel prevenire la malattia da Covid.
Contro il virus si rispolverano i vecchi farmaci ma se ne continuano a ricercare di nuovi, perché come ha di nuovo ribadito il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, i vaccini vanno bene per ridurre al minimo i danni, ma l'immunità di gregge con questo virus è una chimera. Per cui la guerra si vincerà solo con una cura capace di bloccarlo quando entra nel nostro organismo, superando i limiti dei pur efficaci monoclonali. Che prima di tutto costano tanto, tra mille e duemila euro. E poi per funzionare devono essere somministrati per via endovenosa quando i sintomi ci sono già ma prima che la malattia assuma forme gravi.
I primi test in laboratorio
Non hanno certo un problema di prezzo i vecchi medicinali esaminati dai ricercatori di Manchester, che alla fine ne hanno selezionati nove, che almeno in laboratorio hanno dimostrato di saper mettere la museruola al virus. Per farlo hanno utilizzato una versione del SarsCov2 «etichettato» con un enzima luminescente per quantificare la carica virale delle cellule umane infettate, che sono poi state messe in contatto con i farmaci old style, 9 dei quali hanno bloccato la replicazione del virus. Tra questi ci sono due antimalarici: l'amodiachina, che in Marocco si vende a meno di un euro e l'atovaquone, che di euro ne costa invece 48. L'esame lo ha superato anche la bedaquilina, un anti micobatterico utilizzato soprattutto contro le forme più ostiche delle tubercolosi, che la Johnson&Johnson, proprietaria di uno dei vaccini contro il Covid, ha deciso lo scorso anno di vendere a solo un euro e mezzo la pillola. Costa poco, 7 euro, anche l'ebastina, vecchio antistaminico fino ad oggi indicato nel trattamento sintomatico di forme allergiche, come rinite e congiuntivite allergica. Promettono bene anche l'antipertensivo manidipina, il panobinostat per il trattamento del mieloma multiplo, l'impronunciabile methanesulfonate e l'abemaciclib, due medicinali usati nel trattamento di alcune forme di cancro. A chiudere la lista la comune vitamina D, indicata per chi ne ha poca nel proprio organismo e che in questi casi potrebbe non sconfiggere ma ridurre l'impatto del Covid nell'organismo.
«Gli alti costi e i lunghi tempi di approvazione associati allo sviluppo di nuovi farmaci rendono la riproposta di quelli esistenti per il trattamento di malattie comuni o rare un'idea sempre più attraente», scrivono gli autori dello studio. Le idee promettono bene. Ma per passare ai fatti occorreranno ora studi più approfonditi. Quindi nessuno creda di aver trovato l'alternativa ai vaccini. Se le speranze sono ben riposte si vedrà presto. Per ora l'avvertenza è: evitare inutili corse in farmacia.
Lo sguardo al futuro
La ricerca guarda al passato ma punta ovviamente anche al futuro. Di nuovi e sempre più efficaci monoclonali ne stanno arrivando altri, ma all'orizzonte ci sono anche altre nuove molecole. La Commissione europea ha promesso che entro ottobre metterà a punto un portafoglio di almeno 10 potenziali nuove terapie. Quattro sono anticorpi monoclonali attualmente in revisione in tempo reale da parte dell'Ema, un altro è un immunosoppressore, tutti sotto esame avanzato dell'Ema. Tra quelli in sperimentazione a promettere meglio degli altri è però il molnupiravir, che testato sull'uomo con un dosaggio di due pillole al giorno per cinque giorni ha mostrato di poter eliminare il virus dal tratto rinofaringeo dove più si annida.
Da Israele a far sperare è invece una molecole in codice, CD24, una glicoproteina espressa dal nostro sistema immunitario, il cui ruolo fisiologico consiste nel ridurre la risposta infiammatoria. La sua attività è ridotta in stati infiammatori gravi come ad esempio le sepsi. Da qui l'idea di impiegarla per prevenire o curare il quadro più grave di Covid 19, la cosiddetta «tempesta citochinica», che altro non è se non una condizione di iperattivazione incontrollata del sistema immunitario deleteria per l'organismo.
A oggi sono stati condotti studi iniziali, di fase I e fase II, il primo su 30 persone e il secondo su 90, tutte con Covid. I benefici clinici sono tuttavia stati notevolissimi se è vero che prima 29 pazienti su 30 e poi 84 su 90 sarebbero guariti in massimo cinque giorni. Bisogna ora attendere la conclusione degli studi. Se davvero tutto andasse per il meglio, il farmaco potrebbe essere reso disponibile già nel corso del 2022.

Tanto le popolazioni, non vogliono capire !

E stampa, politici e CTS lo negheranno come hanno fatto con il plasma di De Donno?

Non mi sono chiare le differenze fra costoro e il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi che sostiene «Strategia nazionale» sui diritti umani per sostenere che il vero «approccio dittatoriale» è quello di voler imporre all'Egitto una visione occidentale della tutela di questi diritti fondamentali. Un'imposizione, ha ribadito, che non tiene conto dei tempi lunghi necessari per tutelare anche altri diritti come quelli alla salute, al lavoro, alla casa in un Paese da cento milioni di persone come l'Egitto peraltro minacciato dal terrorismo islamico.
Parlando a braccio in una sala congressi della capitale amministrativa che sta sorgendo a est del Cairo, Al Sisi ha notato che in platea c'erano molti "stranieri", tra cui diversi ambasciatori. E rivolto quindi anche alle capitali occidentali, Sisi ha sostenuto che «ognuno crede di essere migliore degli altri» e vuole imporre il suo modello «ad altre società»: ma, ha avvertito, «per favore tenete a mente che questo potrebbe essere un approccio dittatoriale». Ciò che è «il massimo per le vostre società» potrebbe non esserlo «per le nostre», ha aggiunto ribadendo un concetto già espresso in passato.

Ed a voi dal momento che Draghi ha detto si all'obbligo vaccinale, rincarati senza giustificazione del 25% ?

Perché Draghi non impone l'obbligo della assicurazione sulla casa per terremoto e danni ambientali che bloccherebbe il clientelismo politico sui danni per la ricostruzione ?

 

 

onno

12.09.21

OBIETTIVO DRAGHI-MATTARELLA : PRODI AL COLLE ?

E' inconcepibile che DRAGHI non abbia sbottato quando i produttori di vaccini, capovolgendo le leggi di mercato care a Draghi,  hanno rincarato del 25% il prezzo con una vaccino obbligatorio ingiustificato sponsorizzato da Draghi attraverso Speranza che avrebbe dovuto scendere di almeno il 50%.

Draghi tace, e paga con i nostri soldi i rincari del vaccino.

E' assurdo.

Ma questa e' solo una delle prove del servilismo della stampa di regime, che prima ci dice che i produttori di vaccini non guadagnano, e poi che i vaccini ci salveranno dal Covid. Perche' volete credere alla favole ?

I rapporti Draghi-Berlusconi sono ottimi, anche se Berlusconi e' imputato di mafia ed in aula si avvalso della facoltà di non rispondere.

Complottismo ? Come le Stragi di STATO di : p.za Fontana, LOGGIA, la Stazione di Bologna, l'Italicus e la trattava ?

Pagate ed organizzate da servizi segreti e P2 , su ordine di quale importante uomo politico ?

Ormai si e' capito che Speranza pur di mantenere i potere ha imparato da  Dalema a mettere la faccia, su tutto e sempre, pur di no perdere i potere della sanita' pubblica.

Intanto il Covid continua a non venire curato a casa . Perche ?

Invece di fare lo stretto di Messina e dare i soldi a Mafia e 'nadraggheta non sarebbe meglio assumere medici , rifare ospedali  per aumentare la prevenzione ?

Come mai invece i partiti ed il governo Draghi vogliono fare il ponte o il tunnel sullo o sotto lo stretto di Messina costato molto ai cittadini con vantaggi a chi ha incassato ?

Letta e Prodi ambasciatori cinesi oltre burattinai del governo Draghi ?

Oggi i servizi segreti quale disegno politico appoggiano ? Di chi ? Per quale finalità ?

ASTENSIONE AL VOTO , ANDANDO A VOTARE COSI DI ABBASSANO LE % DELLE PREFERENZE

 

 

11.09.21

La scelta TALEBANA di iniziare oggi un nuovo governo, senza elezioni, dimostra l'ostilità' talebana verso l'intero occidente.

Qualcuno si e' chiesto che futuro avranno gli afghani ? e tutto il mondo libero ?

Quella velata ostilità verso i medici obiettori.

Perché nessuno si pone il perché i medici non vogliono vaccinarsi ? Ci sono medici di serie A che possono parlare e sentenziare sulla vita o la morte ed altri che debbono taciiere ed ubbidire ?

Ci fossero delle vere certezze scientifiche sulla vaccinazione tutti i medici sarebbero i primi a vaccinarsi.

E' evidente che non ci sono  basta leggere i bugiardini dell'Ema che non sono corretti dal Ministero della Sanita'.

Quelli che sostengono che il vaccino blocca il virus mentono sapendo di mentire !

Perche' non si danno informazioni corrette sui limiti del vaccino ammessi anche dai produttori ?

Estromettendo sempre piu' medici dalle strutture per obiezione al vaccino chi ci curerà ?

Draghi ci ha pensato, o lo ha delegato a Speranza ?

Il grenn pass non puo' portare all'immunita' di gregge perche' Baric e Shi hanno costruito il virus del covid variabile per rendere i vaccini inefficaci.

Lo ha capito e spiegato anche Salvini in televisione ospite a "L'aria che tira", ha detto che «il vaccino non mi rende totalmente immune. Le varianti nascono come reazione al vaccino». «Le varianti nascono - ribatte Galli - sotto la pressione immunitaria dell'ospite. Le mutazioni si creano casualmente e se una si rende più efficiente si afferma. Ma se non hai fatto il vaccino oggi con la variante Delta rischi di finire in ospedale». —

Peccato che anche i vaccinati prendono la variante delta.

E poi nel frattempo quante altre varianti si sono sviluppate ?

Il covid si può e deve curare subito a casa !

Forse questo e' l'inizio dell'introduzione del modello cinese , secondo Draghi ?

Una Cina che invece di orientarsi verso la democrazia intensifica l'indottrinamento modello Mao dopo 60 anni !

Capisco che Draghi taccia ma l'Assemblea nazionale del popolo cinese se ne rende conto ?

Che differenza c'e' fra Edogan ed Orbam ?

Che Egogan ha rapporti con Draghi ed Orban con la Meloni !

Con questi signori non si dialoga : o si ubbidisce o si e' fuori !

Un futuro di blocchi contrapposti può esistere ?

 

 

10.09.21

Chi si dichiara contrario al telelavoro lo fa per difendere gli interessi dell'indotto del lavoro in ufficio non perche' sia più produttivo. Le interessenze economiche  dei nostri politici possono diventare illimitate.

L'indottrinamento della stampa per credere nel vaccino e' infondato anche per i produttori basta leggere il bugiardino

Ma soprattutto la linea filo cinese si allarga con molta miopia sulle conseguenze.

La maggiore personalità del secondo giorno del Forum Ambrosetti, tradizionalmente dedicato all'agenda europea, è stato Bruno Le Maire, ministro dell'Economia francese. Suo l'intervento più originale e che più ha coivolto la platea dei presenti. Per l'Europa «serve un nuovo approccio geopolitico - ha detto - dobbiamo diventare una superpotenza, con Cina e Usa». Ogni blocco - è la sintesi - ha i suoi obiettivi strategici. «La Cina ha la via della seta, gli Usa lo spazio». E l'Europa? «Con la pandemia entriamo davvero nel 21esimo secolo: che ruolo vogliamo svolgere? Vogliamo porci l'obiettivo di lanciare un nuovo modello strategico»?
Dal canto suo il ministro di Macron ha ricordato che la Francia è pronta a fare la sua parte grazie al gran lavoro svolto in questi mesi: i livelli economici tornano oltre il pre-covid già da quest' anno, la crescita va verso quota 6% e sono pronte tutte le riforme necessarie per aumentare la competitività delle aziende francesi. Come a candidarsi per la leadership economica Ue. Una caratteristica che noi italiani ben conosciamo per varie esperienze di governance in comune.

Per questo il Giornale ha chieso a La Maire come si fa a conciliare il suo modello competitivo europeo con le rivalità economiche e finanziarie dei singoli stati membri. Per far nascere campioni industriali europei serve armonia che è spesso merce rara. Sull'asse Roma Parigi c'è già qualche esempio: la prima è Stellantis, ma anche Euronext o Stm. E tra i privati, Luxottica, Telecom.

Il ministro ha chiarito il suo pensiero eludendo in buona parte la questione, ma allargando l'orizzonte: «Servono tre pilastri: selezione dei settori dove possiamo essere competitivi; capacità di finanziamento, per la quale l'unione bancaria è fondamentale; e soprattutto collaborazione, non possiamo permetterci di competere tra noi. Ci sono tre Paesi in Europa, Italia, Francia e Germania: su singoli progetti dobbiamo metterci insieme e decidere chi guida la ricerca, chi la produzione».
Il concetto è chiaro: non c'è nessun Paese europeo che ha competenze, risorse, capitale per fare da solo. E il blocco europeo che può competere con Asia e Usa si può generare solo dal triangolo geografico che si è chiuso dopo la Brexit. Un esempio di industria del triangolo? «Bisogna investire in tecnologia: non serve avere indipendenza politica, se poi dipendiamo da altri Paesi sulla tecnologia, come succede per esempio con i semiconduttori in arrivo dalla Cina». E i problemi dell'occupazione nelle joint.venture transfrontaliere a velocità e sistemi fiscali differenziati? «C'è spazio per tutti - dice Le Maire - basta trovare un sistema di condivisione corretto ed equo».

Certo, fuori gioco la Gran Bretagna e con la Germania alle prese con il dopo Merkel, l'impressione è che Le Maire pensi a una Francia leader comunitaria, nel solco di Macron. Ma se anche così fosse, l'Italia del Next Generation Eu può giocarsi la sua partita, puntando sulle tante eccellenze tecnologiche, nella difesa e sulla forza della manifattura. Dopodiché il tema degli equilibri nella gestione delle partnership italo-francesi resta non tanto uno scenario per l'Europa che verrà, quanto più un problema molto concreto, economico e politico: se la gestione dell'occupazione negli stabilimenti italiani di Stellantis si muove seguendo logiche sociali destabilizzanti, l'obiettivo della competitività internazionale finisce come minimo in secondo piano, sostituito da una grana di dimensioni nazionali.
 

Inoltre Eni rilancia i business lucrosi e pericolosi.
Energia pulita e virtualmente inesauribile. Eni compie un primo passo in avanti concreto verso l'avvio dell'industrializzazione del processo di fusione a confinamento magnetico, «lo stesso processo - sintetizzano dal gruppo di San Donato - che sta alla base della generazione di energia nel Sole e nelle stelle».

L'annuncio dei primi risultati su questo fronte arriva da Cfs (Commonwealth fusion system), spin off del Mit di cui Eni è principale azionista dal 2018, iniziativa che ha raccolto più di 200 milioni di dollari, di cui 84 in un series A2 dell'anno scorso, da un panel di investitori che comprenderebbe, seppure con una quota minima, anche Bill Gates e Jeff Bezos. La società ha condotto il primo test al mondo del magnete con tecnologia superconduttiva Hts, creando le condizioni per confinare il plasma nei futuri reattori.

Il cammino è ancora lungo: il primo impianto sperimentale vedrà la luce nel 2025 e solo nel 2031 la tecnologia sarà disponibile. Ma in Eni c'è grande aspettativa per lo sviluppo della tecnologia proprietaria e della piattaforma creata dal Mit, nel quale il gruppo di San Donato è intenzionato a mantenere un ruolo rilevante anche nei successivi step di crescita del progetto.
«Lo sviluppo di tecnologie innovative è uno dei pilastri su cui poggia la strategia di Eni volta al completo abbattimento delle emissioni di processi industriali e prodotti, nonché la chiave per una transizione energetica equa e di successo - spiega l'amministratore delegato, Claudio Descalzi -.

Per Eni la fusione a confinamento magnetico occupa un ruolo centrale nella ricerca tecnologica finalizzata al percorso di decarbonizzazione, in quanto potrà consentire di disporre di grandi quantità di energia prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile e senza emissione di gas serra, cambiando il paradigma della generazione di energia. Il risultato ottenuto durante il test dimostra l'importanza strategica delle nostre partnership di ricerca e consolida il nostro contributo allo sviluppo di tecnologie game changer».

«Il test - spiega Francesca Zarri, Director Technology, R&D & Digital del gruppo di San Donato - è il primo dei tre pilastri previsti dalla road map del progetto verso l'industrializzazione. Abbiamo dimostrato che è possibile generare il campo magnetico più elevato possibile e in grado di contenere il plasma che un domani genererà l'energia dal processo di fusione.
Il prossimo step, nel 2025, prevede la realizzazione di Sparc, un primo impianto sperimentale a produzione netta di energia e successivamente quella del primo impianto di taglio industriale, Arc». Una volta in produzione, gli impianti «avranno dimensioni paragonabili a quelle di una centrale a gas - spiega -, con turbine standard, allacciate a un'infrastruttura elettrica, senza particolari complessità infrastrutturali».

La differenza è rappresentata dal combustibile: «una quantità pari a una bottiglietta da mezzo litro basterà ad alimentare per un anno una centrale da 150-200 Mw» spiega Zarri. Il gruppo Eni, attraverso Eni Next, è il maggiore azionista del progetto, nel quale ha versato 50 milioni di dollari in un primo round del 2018, somma alla quale è seguita la quota relativa al successivo round di finanziamento (gli altri principali sostenitori sono Temasek , Equinor, Devonshire partners, Breakthrough Energy, The Engine, Future Ventures, Hostplus, Khosla, Moore Strategic, Safar Partners, Schooner Capital, Starlight): «ci abbiamo creduto, abbiamo lavorato per introdurre un approccio industriale in un test puramente scientifico - aggiunge la manager del gruppo di San Donato-. Il nostro interesse è rimanere protagonisti all'interno della compagine, portando il progetto fino in fondo».

In parallelo, Eni sta lavorando anche con Enea al progetto Dtt per l'ingegnerizzazione e la costruzione di una macchina Tokamak (una «ciambella» ottenuta assemblando magneti superconduttori) dedicata alla sperimentazione di componenti che dovranno gestire le grandi quantità di calore che si sviluppano all'interno della camera di fusione: «è già attiva una supply chain italiana per questo progetto - conclude Zarri -, che in futuro si potrà ulteriormente sviluppare. Da questo punto di vista Eni può far leva su un buon posizionamento».

Il business di Stato con i nostri soldi continua con ITA


(INTERVISTA COMPLETA: https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/exclusive-ryanair-ready-wait-years-boeing-cut-max-price-says-oleary-2021-09-08/)

Ryanair non vede l’ora del decollo di Italia Trasporto Aereo al posto di Alitalia. Ma pensa che il passaggio di consegne non possa avvenire senza alcun costo per la newco pubblica dal momento che avvia le operazioni utilizzando gli asset di un’Alitalia che secondo la Commissione europea ha ricevuto aiuti di Stato illegali. Per questo intende fare ricorso al Tribunale Ue contro il via libera di Ita da parte di Bruxelles.

È quanto anticipa al Corriere della Sera in una lunga intervista a Milano Michael O’Leary, amministratore delegato del gruppo Ryanair che include oltre al colosso low cost irlandese anche le maltesi Malta Air e Lauda e la polacca Buzz. Nel capoluogo lombardo O’Leary ha annunciato nove nuove rotte nei prossimi mesi, cinque da Bergamo-Orio al Serio e quattro da Milano Malpensa, più altre cinque dagli scali di Roma (Fiumicino e Ciampino).

Nella stagione invernale 2021-22 Ryanair opererà oltre 2.100 rotte in Europa e prevede di ritornare ai livelli pre-Covid già l’estate prossima a Milano Malpensa e Bergamo-Orio al Serio.

«Senza addizionale comunale potremmo basare altri 49 aerei e arrivare a 60 milioni di passeggeri», dice O’Leary riferendosi ai 6,5 euro pagati per ogni viaggiatore in partenza (7,5 euro dagli scali della Capitale, ndr). Ryanair è da tempo il primo vettore in Italia per traffico. «Molte persone faranno le loro vacanze estive ancora in Europa nel 2022», prevede l’ad. «L’Italia ha il prodotto migliore e gli aeroporti migliori di Spagna, Grecia e Portogallo per accogliere i turisti». A ottobre la low cost annuncerà anche il nome del suo country manager in Italia. «Abbiamo ricevuto finora tremila candidature per un posto», dice.

Com’è andata l’estate nel suo complesso?

«Abbiamo toccato il -15% del 2019, ci siamo insomma avvicinati ai valori prima della pandemia. Nella stagione invernale prevediamo di mettere in vendita gli stessi sedili pre-Covid, ma ci aspettiamo un tasso di riempimento inferiore, attorno al 90%, e 10 milioni di viaggiatori imbarcati al mese fino a dicembre.

E in Italia?

«La ripresa c’è stata davvero a luglio: il traffico è composto per il 75% da flussi internazionali per il 25% da quelli nazionali. Ma questo inverno cresceremo sul domestico anche perché la nuova Alitalia sarà più piccola. Penso che andremo verso un 60% internazionale e 40% nazionale. Stiamo costruendo il network domestico con più di cento rotte».

Parteciperete alla gara per il brand di Alitalia?

«No».

Però ci avete fatto un pensiero...

«Sì, ma solo come azione di disturbo, per tentare di far pagare a Ita di più per rilevare il marchio».

E perché non parteciperete?

«Siamo grandi e famosi in Italia, non abbiamo bisogno di quel nome. Certo, Alitalia è tra i brand più famosi d’Italia, ma è sempre stata una compagnia di m... Ma ora non vediamo l’ora che il passaggio di consegne tra Alitalia e Ita avvenga nel modo più rapido possibile. In Ryanair siamo impegnati a tornare ai valori pre-Covid e chissà forse siamo diventati più vecchi e maturi».

Inoltre l'aumento del costi dell'energia impedirà ogni ripresa economica.

Elettricità, gas, diritti per la CO2, persino il vecchio carbone di cui puntiamo a liberarci. Sui mercati energetici ogni giorno (o quasi) è segnato da una raffica di record. I prezzi, in rialzo da mesi, hanno addirittura accelerato la corsa durante l'estate - stagione di vacanze e di termosifoni spenti, in cui in teoria non dovrebbero crearsi forti tensioni - portandosi in Europa a livelli senza precedenti.

È un rally che sta diventando sempre più preoccupante per le possibili ricadute sull'economia: bollette troppo pesanti rischiano di frenare la ripresa post Covid e di alimentare ulteriormente l'inflazione, in una fase già critica a causa delle strozzature che tuttora bloccano le supply chain, provocando rincari e difficoltà di approvvigionamento di molte materie prime e componenti, a cominciare dai microchip. Per le banche centrali - compresa la Bce, che si riunisce oggi - è una situazione delicata e da gestire.


Un ritiro anticipato degli stimoli per raffreddare l'inflazione potrebbe mettere in pericolo la crescita, ma le politiche monetarie espansive mal si conciliano con l'aumento dei prezzi al consumo, soprattutto se questo dovesse rivelarsi più duraturo dell'auspicata «fiammata temporanea». La componente energia, volatile come quella dei prezzi alimentari, non entra nella cosiddetta inflazione "core", a cui guardano i banchieri centrali. Ma rincari esasperati in bolletta rischiano di trasmettersi fino agli ultimi anelli della catena del valore e di persistere a lungo.


Nell'Eurozona ad agosto l'inflazione si è impennata al 3%, il massimo da un decennio, e la voce più pesante era proprio quella dell'energia, con un aumento del 15,4% su base annua. Ma anche l'inflazione "core" ha iniziato a risvegliarsi: all'1,6% è la più alta dal 2012. C'è solo da augurarsi che davvero rimanga un fenomeno transitorio. Oggi come oggi, tuttavia, è difficile vedere la luce in fondo al tunnel, sia per i problemi di rifornimento e di trasporto delle merci - che restano in gran parte irrisolti - sia per le condizioni dei mercati energetici, che rischiano addirittura di peggiorare con l'arrivo dell'inverno, soprattutto in caso di temperature molto rigide.

Se negli shock energetici del passato era il petrolio ad essere protagonista, stavolta l'epicentro è il mercato del gas: il prezzo del combustibile è quintuplicato nell'ultimo anno sui principali hub europei, spingendosi ieri sopra 55 euro per Megawattora. La salita, sempre più impetuosa, è legata a carenze di offerta che hanno ostacolato la ricostituzione delle scorte per l'inverno e trascina con sé anche i prezzi dell'elettricità: sul mercato all'ingrosso in Italia ci sono stati picchi mai visti, superiori a 150 /MWh nei giorni scorsi. Intanto anche i diritti europei per l'emissione di CO2 bruciano un record dietro l'altro, mantenendosi sopra 60 euro per tonnellata, quasi il doppio rispetto a inizio anno. Nello stesso periodo il carbone ha guadagnato il 70% superando 120 dollari per tonnellata in Europa (ma il gas è così caro da renderlo comunque conveniente). Il petrolio stesso - così come i carburanti alla pompa - non è certo economico: il Brent scambia sopra 70 dollari al barile, in rialzo del 40% da gennaio.

Ma anche l'oro nero è stato sorpassato dal gas, che - fatte le dovute equivalenze - ormai vale più di 100 dollari al barile, fa notare Bloomberg. E il peggio forse deve ancora venire. «I problemi non sono nemmeno cominciati - avverte Julien Hoarau di Engie EnergyScan - L'Europa dovrà affrontare un inverno segnato dalla scarsità di offerta. Se avremo di nuovo un fenomeno meterologico come la Beast of the East (l'ondata di gelo estremo del 2018, Ndr) non sarei sorpreso di vedere prezzi spot a tre cifre». «Lo spettro della povertà energetica potrebbe abbattersi rapidamente sull'Europa», rincarano gli analisti di Citi. Anche senza sorprese climatiche «i prezzi di gas e carbone resteranno probabilmente elevati fino a fine anno» , prevede Stefan Konstantinov di ICIS Energy, perché l'offerta è troppo limitata e i consumi cresceranno.

L'inverno è ormai alle porte, il nuovo anno termico comincia il 1° ottobre. E le scorte di gas europee sono a livelli di guardia, ai minimi da 10 anni per questo periodo: in media gli stoccaggi sono pieni al 69% (dati Gie). L'Italia sta un po' meglio con l'83%, ma l'anno scorso in quest' epoca erano al 95%. Per ora non ci sono carenze. Prima di tutto perché il sole splende. Ma anche perché i prezzi record di fatto hanno già scoraggiato la domanda di gas nel termoelettrico (in qualche caso purtroppo a favore del carbone e non solo delle rinnovabili). In Italia, secondo un'analisi di Staffetta Quotidiana, i consumi delle centrali sono calati del 6,9% ad agosto rispetto a un anno prima.
I guai rischiano di arrivare con l'inverno, quando l'Europa potrebbe sperimentare carenze di energia tali da costringere a rallentare la produzione industriale, avvertono gli esperti. Non sarà il Gnl - né dagli Usa né da altre origini - a venirci in soccorso, se non a prezzi ancora più alti di quelli attuali: la scarsità di gas non è un problema solo europeo e l'Asia è in competizione per attirare carichi spot. Restano le forniture via tubo, che però scarseggiano. Dal Mare del Nord arriva pochissimo gas, a causa di manutenzioni più volte rinviate causa Covid. L'Algeria ha avvertito di «problemi upstream» che per tutto settembre potranno provocare cadute fino al 25% dei flussi verso l'Italia.


E poi c'è la Russia, che in passato ci ha salvato più volte dall'emergenza, ma che da mesi si limita a rispettare gli obblighi contrattuali, senza offrire forniture extra: un mistero che ha spinto molti analisti a ipotizzare una forma di ricatto, per forzare la mano sul Nord Stream 2. Ora tuttavia sta crescendo il sospetto (già avanzato due mesi fa dal Sole 24 Ore) che Gazprom in realtà non riesca a fare di più. È emerso che a inizio agosto c'è stato un incendio nell'impianto di trattamento del gas di Urengoy, in Siberia occidentale, di cui tuttora si osservano ricadute: cali di fornitura dal gasdotto Yamal-Europe, che non si spiegano con teorie del complotto. La stessa Russia inoltre ha scorte di gas troppo basse, che il Governo ha imposto di ricostituire con priorità assoluta rispetto al rifornimento dei clienti europei. Per centrare l'obiettivo servono iniezioni di 280 milioni di metri cubi al giorno fino a fine ottobre, stima Bloomberg: volumi pari all'80% delle normali forniture di Gazprom all'Europa occidentale.

 

 

09.09.21

Ho notato con dispiacere la ripresa sul nucleare ed ho capito chi c'e' dietro : l'ENI  TEST DI MAGNETE FUSIONE NUCLEARE

(ANSA) L'Eni ha annunciato che la società CFS, partecipata dal gruppo italiano come maggiore azionista e dal Mit di Boston, ha condotto con successo il primo test di un supermagnete che dovrebbe contenere e gestire la fusione nucleare di deuterio e trizio. CFS prevede di costruire entro il 2025 il primo reattore sperimentale e di produrre energia per la rete già nel prossimo decennio.

Senza il nucleare l'ENI rischierebbe la fusione con ENEL, leader delle rinnovabili.

ENI, ENERGIA PULITA COME DAL SOLE NEL PROSSIMO DECENNIO

(ANSA) "La fusione a confinamento magnetico, tecnologia mai sperimentata e applicata a livello industriale finora, è una fonte energetica sicura, sostenibile e inesauribile, che riproduce i princìpi tramite i quali il Sole genera la propria energia, garantendone una enorme quantità a zero emissioni e rappresentando una svolta nel percorso di decarbonizzazione".

Così l'Eni in un comunicato stampa annuncia il successo del primo test di un supermagnete per contenere e gestire la fusione nucleare. CFS, aggiunge la nota, prevede di "immettere energia da fusione nella rete elettrica nel prossimo decennio".

l test ha riguardato l'utilizzo di elettromagneti di nuova generazione per gestire e confinare il plasma, ovvero la miscela di deuterio e trizio portata a temperature altissime da fasci di onde elettromagnetiche, e ha dimostrato la possibilità di assicurare l'innesco e il controllo del processo di fusione, dimostrando l'elevata stabilità di tutti i parametri fondamentali.

Sulla base dei risultati del test, CFS conferma la propria "roadmap", che prevede la costruzione entro il 2025 del primo impianto sperimentale a produzione netta di energia, denominato SPARC, e successivamente quella del primo impianto dimostrativo, ARC: il primo impianto capace di immettere energia da fusione nella rete elettrica che, secondo la tabella di marcia, sarà disponibile nel prossimo decennio.

SPARC sarà realizzato assemblando in configurazione toroidale (una ciambella detta "tokamak") un totale di 18 magneti dello stesso tipo di quello oggetto del test. In tal modo sarà possibile generare un campo magnetico di intensità e stabilità necessarie a contenere un plasma di isotopi di idrogeno a temperature dell'ordine di 100 milioni di gradi, condizioni necessarie per ottenere la fusione dei nuclei atomici, con il conseguente rilascio di un'elevatissima quantità di energia. In pratica, lo stesso fenomeno che avviene nelle stelle come il Sole.

Eni è impegnata da tempo in questo ambito di ricerca e nel 2018 ha acquisito una quota del capitale di CFS per sviluppare il primo impianto che produrrà energia grazie alla fusione. Contestualmente, l'azienda ha sottoscritto un accordo con il Plasma Science and Fusion Center del Massachusetts Institute of Technology (MIT), per svolgere congiuntamente programmi di ricerca sulla fisica del plasma, sulle tecnologie dei reattori a fusione, e sulle tecnologie degli elettromagneti di nuova generazione

(ANSA) "Per Eni, la fusione a confinamento magnetico occupa un ruolo centrale nella ricerca tecnologica finalizzata al percorso di decarbonizzazione, in quanto potrà consentire all'umanità di disporre di grandi quantità di energia prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile e senza alcuna emissione di gas serra, cambiando per sempre il paradigma della generazione di energia e contribuendo a una svolta epocale nella direzione del progresso umano e della qualità della vita".

Lo scrive in un comunicato l'Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, "Lo sviluppo di tecnologie innovative - ha aggiunto descalzi - è uno dei pilastri su cui poggia la strategia di Eni volta al completo abbattimento delle emissioni di processi industriali e prodotti, nonché la chiave per una transizione energetica equa e di successo. Il risultato straordinario ottenuto durante il test dimostra ancora una volta l'importanza strategica delle nostre partnership di ricerca nel settore energetico e consolida il nostro contributo allo sviluppo di tecnologie game changer".

 

08.09.21

DIFRONTE ALLA GRANDE IGNORANZA COMPORTAMENTALE DEI PARTITI che fingono di gestire la democrazia mentre puntano solo agli interessi personali  suggerisco l' ASTENSIONE AL VOTO

Andando a votare per evitare che QUESTA CLASSE POLITICA INAFFIDABILE ED INAMOVIBILE possa continuare a mantenere il potere .

 

Sopratutto in previsione della elezione del Presidente della Repubblica !

Anche perche' Draghi ci sta consegnando alla Cina che ha chiuso a sorpresa il mese di agosto con un surplus commerciale di 58,34 miliardi di dollari, in rialzo sia sui 56,59 miliardi di luglio sia sui 51,05 miliardi attesi alla vigilia.

Malgrado i segnali poco incoraggianti tra focolai di variante Delta e colli di bottiglia della catena dei rifornimenti, i dati diffusi dalle Dogane cinesi si sono rivelati più solidi delle previsioni: l'export ha avuto un'accelerazione inaspettata con un balzo annuo del 25,6% (contro il 19,3% di luglio e il 17,1% atteso) a 294,32 miliardi, mentre l'import è salito del 33,1% (a fronte del 28,1% di luglio e del 26,8% stimato) a 235,98 miliardi.

La solida domanda globale ha compensato alla fine le pressioni sull'economia dovute alla ripresa dei casi interni di Covid-19, al blocco dei porti e al rialzo dei costi delle materie prime, in uno scenario che era apparso di rallentamento.


Molti analisti si aspettano che la Banca centrale fornisca un ulteriore taglio alle riserve obbligatorie entro la fine dell'anno dopo quello di luglio. La Cina sembra aver in gran parte contenuto gli ultimi focolai di coronavirus della variante Delta, varando misure tra cui test di massa per milioni di persone e restrizioni di viaggio di vario grado, sempre ad agosto.

Da segnalare, inoltre, il rialzo dell'export dei beni legati all'elettronica per la prima volta in otto mesi, mentre, quanto all'import, il balzo è stato spinto dai costi delle materie prime, come petrolio e carbone, che hanno più che compensato i minori acquisti di beni all'estero.

 

 

07.09.21

La variabilita' del Covid potrebbe spiegare perche' non ha vaccini.

Invece di esacerbare gli animi sulla vaccinazione obbligatoria non sarebbe meglio dare informazioni chiare e trasparenti sulla esenzione ?

Come sarebbe utile sapere quanti esponenti del CTS hanno rapporti economici diretti ed indiretti con i produttori dei vaccini ?

Anche perche' se non basta ne' la prima, ne' la seconda ne' la terza dose, del vaccino , significa che non e' risolutivo !

Se il vaccino serve perche' avra' dosi illimitate ?

Mb

 

06.09.21

Il rapporto fra Draghi e Mattarella e' molto chiaro :

1) Mattarella chiama Draghi al governo

2) Non ricordo interventi cosi marcati di  Mattarella come la richiesta di obbligatorietà del vaccino dopo un si di Draghi , mai spiegato,  ad una risposta  in conferenza stampa. Perche' ?

3) Non capisco invece l'irritazione di Draghi, motivata invece male, alla richiesta di candidatura alla carica di Presidente della Repubblica. Intanto non smentisce.

 

05.09.21

Quanto investe Enea nel nucleare e perche' ?

 

 

04.09.21

DRAGHI che non conosco,mi rircorda ,  il modo di parlare ambiguo di GIANNI AGNELLI che ho conosciuto. Solo che Agnelli vedeva i limiti di Romiti, Draghi non quelli di Speranza.  Sull'obbligo vaccinale infatti Draghi e' stato un po' ambiguo.E non ha spiegato nulla ! Infatti Draghi spiega solo quello che vuole quando lo vuole !

Chissa' come mai tutti i vaccinati che prendono il COVID  sono e in Israele ed in Gran Bretagna quando in Italia sono tutti non vaccinati ?

Anche HIV visto che non ha vaccino puo' essere un virus Chimera ?

Intanto Draghi pare ignorare che :

L’uso del 5G in mix con il 4G sta dimostrando ottimi risultati sul fronte della capacità di banda, ma l’Italia non registra velocità di connessione al pari di Germania e Regno Unito. È quanto emerge dalle rilevazioni di Opensignal che ha analizzato l’impatto di diverse quantità di spettro 5G e 4G sull’esperienza mobile 5G complessiva degli utenti. “Sorprendentemente la nostra ricerca mostra che gli utenti in Germania, Italia e Regno Unito hanno registrato velocità di download medie 5G significativamente più elevate quando a fronte dell’uso di spettro aggiuntivo 4G”, si legge nel report.

Le prime reti 5G si affidano molto al 4G utilizzando la tecnologia di accesso Nsa (not stand alone). Con l’Nsa uno smartphone deve connettersi ad almeno una banda 4G. In pratica, uno smartphone si connetterà spesso a più bande 4G insieme al 5G e la capacità 4G contribuisce alla velocità complessiva del 5G. La disponibilità di larghezze di banda più elevate dello spettro 4G è essenziale per la prossima generazione di reti mobili. Quando uno smartphone si connette a più frequenze dello spettro, o portanti, contemporaneamente viene chiamato Carrier Aggregation (CA).

“In Italia, abbiamo notato un aumento della velocità media di download 5G sperimentata dagli utenti Opensignal quando è stata utilizzata più larghezza di banda 4G. Aumenti che però non sono stati così sostanziali come nel caso della Germania o del Regno Unito”.

Con un blocco continuo di 20 MHz dello spettro 5G nella banda 3,7 GHz e un ulteriore 5-20 MHz di larghezza di banda 4G utilizzata, gli utenti in Italia hanno registrato una velocità media di download 5G di 46,5 Mbps. Tuttavia, un ulteriore 40 MHz di larghezza di banda 4G (45-60 MHz) ha contribuito a raddoppiare le velocità del 108,8%, fino a 97,1 Mbps.

“Quando abbiamo esaminato un blocco di spettro 5G continuo di 40 MHz nell’intervallo dello spettro 3600-3800 MHz, abbiamo osservato velocità di download 5G medie di 86,2 Mbps quando è stata utilizzata una larghezza di banda 4G aggiuntiva di 45-60 MHz. Con almeno due vettori aggiuntivi (o 40 MHz) di larghezza di banda 4G, ciò ha portato la velocità media 5G degli utenti a 107,9 Mbps – un aumento del 25,2% – con il blocco delle stesse dimensioni di 40 MHz di larghezza di banda 5G utilizzato”.

L’analisi mostra che con la tecnologia Carrier Aggregation l’uso delle bande 4G da parte degli smartphone aiuta a migliorare la velocità media di download 5G, soprattutto in Germania e Regno Unito, e in misura minore in Italia.

“Gli operatori che desiderano offrire un’esperienza mobile 5G di alta qualità devono anche garantire che la loro base di rete 4G sia solida. L’aggregazione dei vettori aumenterà di importanza con le imminenti implementazioni del 5G, facilitando l’estensione della copertura 5G e l’aumento della capacità della rete

 

 

03.09.21

INACCETTABILE che il PUN, acronimo di Prezzo Unico Nazionale, sia cresciuto ancora, segnando a luglio di quest’anno un nuovo massimo storico. Il prezzo medio di acquisto sulla borsa elettrica ha toccato i 102,66 euro il MWh, valore in aumento del 21 per cento su giugno 2021. Ma soprattutto superiore del ben 170,1 per cento rispetto a luglio 2020. A darne notizia è come sempre il GME, nel suo aggiornamento mensile sugli esiti del marcato elettrico. La dinamica rialzista del PUN in parte asseconda il nuovo boom dei consumi che, lasciatisi ormai alle spalle le restrizioni dei primi mesi di pandemia, hanno ripreso a galoppare. E complici temperature mensili superiori alla media del periodo, hanno facilmente superato i 30 miliardi di kWh.

Lievitano le bollette: elettricità +9,9%, gas +15,3%

Ma la domanda elettrica è solo una parte dell’equazione. A pesare sul PUN italiano sono stati anche e soprattutto i costi di generazione “ancora progressivamente e significativamente crescenti lungo tutto il corso del mese”, scrive il GME. Duplice la causa: da un lato la situazione risente della progressiva risalita del prezzo del gas naturale, innescata a sua volta sia da consumi primaverili sostenuti che da una ridotta fornitura per il nord Europa. E che ha lasciato indietro il riempimento degli stoccaggi. Condizioni che hanno fatto sì che a luglio 2021 il Punto virtuale di scambio (PVS), ossia punto di incontro tra domanda e offerta del mercato del gas in Italia, abbia toccato i 35,73 euro il MWh.

Dall’altro lato, c’è l’ETS europeo che nei giorni ha addirittura superato il valore record di 60 euro a tonnellata di CO2. “La spinta rialzista – spiega il Gestore – risulta solo in parte attenuata dalla crescita dell’import netto e, su base annuale, da una maggiore offerta rinnovabile”. Quanto registrato in Italia si sta ovviamente osservando anche ne resto dell’Europa, con nuovi picchi sulle principali borse elettriche. “L’analisi per gruppi di ore mostra prezzi tra i più elevati dell’ultimo decennio nelle ore di picco e ai massimi in quelle a basso carico[…] in generale sempre superiori ai 60 euro il MWh come mai accaduto in passato per un rapporto di picco/baseload a 1,08”.

Gia'  le bollette di luce e gas erano tornane a lievitare. nel terzo trimestre 2021. Nel dettaglio, per una famiglia tipo in tutela si prospetta un rincaro della bolletta elettrica del 9,9% .

 

 

 

QUERELA DELLA ASTM

 

 

TORINO 17.05.19
 
ALLA CONSOB

 
Il sottoscritto MARCO BAVA  socio ASTM segnala che in data 16.05.19 nel corso dell'assemblea degli azionisti ASTM il presidente Gross Pietro mi ha invitato "ad uscire e farmi curare " in quanto ritiene che i miei interventi siano degli sfoghi.
Inoltre nella votazione del cda il mio voto negativo e' stato considerato doppio per le 2 liste invece che essere conteggiato solo per 1^ sola lista.
Vi invito ad intervenire visto che il prof,Gross Pietro, uno degli uomini piu' potenti del paese,  e' solito apostrofarmi, come gia' segnalato senza che evidentemente siate intervenuti,  con frasi di scherno difronte all'uditorio a modo del pollice verso dell'imperatore romano al Colosseo nei confronti del gladiatore che era condannato a morte.
 
Marco BAVA 

 

 

 

 

MEMORANDUM ELETTORALE

LA TASSA NOVAMONT-BASTIOLI DI RENZI

Cosa dice la direttiva europea Quasi tre anni fa, il 29 aprile 2015, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva 2015/720. Il testo ne modifica una precedente (94/62/CE), adottata per prevenire o ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente. Con questo atto, il Parlamento europeo, considerando che “le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron («borse di plastica in materiale leggero»), (…) diventano più rapidamente rifiuto e comportano un maggiore rischio di dispersione di rifiuti, a causa del loro peso leggero”, obbliga gli Stati membri ad adottare misure per diminuire in modo significativo il loro utilizzo. Secondo la direttiva europea per raggiungere questo scopo, gli Stati membri possono prevedere “il mantenimento o l’introduzione di strumenti economici nonché restrizioni alla commercializzazione (…)”. Le misure adottate, si legge ancora nella direttiva, includono l’una o l’altra delle seguente opzioni o entrambe, lasciando libertà di scelta ai singoli paesi: a) L’adozione di misure che assicureranno un livello di utilizzo annuale non superiore a 90 borse di plastica di materiale leggero per ciascun cittadino entro il 31 dicembre 2019 e a 40 borse di plastica di materiale leggero per persona entro il 31 dicembre 2025 o “obiettivi equivalenti in peso”. b) L’adozione di strumenti volti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, a meno “che non siano attuati altri strumenti di pari efficacia”. Le borse di plastica in materiale ultraleggero (ossia con uno spessore inferiore a 15 micron) possono essere escluse da tali misure. Entro il 27 novembre 2021, la Commissione europea presenterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’efficacia delle misure adottate dai singoli paesi. La procedura d’infrazione aperta contro l’Italia A gennaio del 2017, la Commissione europea apre cinque procedure di infrazione verso l’Italia, tra cui quella per il “mancato recepimento della direttiva 2015/0720/UE (…) per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero”. Il recepimento della direttiva europea da parte dell’Italia L’Italia recepisce questa direttiva europea tramite la conversione in legge del decreto del 20 giugno 2017 che contiene “disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”. Nel farlo, si modifica il decreto legislativo n.152 del 2006 che tratta di norme in materia ambientale. Le misure del decreto di questa estate puntano a favorire una riduzione dell’utilizzo di borse di plastica e a informare del loro impatto sull’ambiente tramite campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione dei consumatori. L’articolo 226-bis, “fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili”, al comma 1 vieta la commercializzazione di quelle di plastica in materiale leggero che non hanno precise caratteristiche stabilite dalla legge, mentre al comma 2 stabilisce che non possono essere distribuite a titolo gratuito: “a tal fine il prezzo di vendita deve risultare dallo scontrino”. Con l’articolo successivo, poi — il 226 ter–, si avvia “una progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero (ndr cioè con uno spessore inferiore a 15 micron)” che non hanno precise caratteristiche, certificate da organismi accreditati, come la biodegradabilità e la compostabilità "secondo la norma armonizzata UNI EN 13432:2002". In base alla legge, la riduzione dovrà avvenire tramite questi passaggi: a) Dal 1º gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%. b) Dal 1º gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50%. c) Dal 1º gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60%. Anche in questo caso, le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e devono avere il prezzo di vendita nello scontrino. Gli esercizi commerciali che violeranno la legge saranno puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro. Il prezzo dei sacchetti e il costo medio all’anno a famiglia Nella legge dello scorso agosto non si stabilisce un prezzo dei sacchetti. Il Fatto alimentare scrive che i prezzi rilevati al 2 gennaio — in base ai primi dati diffusi da Assobioplastiche — si attestano prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi. Come spiegato da Polimerica non si tratta di una tassa, perché “i proventi (…) non finiranno nelle casse del tesoro,

Ricorda di citare la fonte: https://www.valigiablu.it/legge-sacchetti-biodegradabili/
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l provvedimento favorirà i produttori di bioplastiche, aggiungendo però che “Novamont non è l’unica azienda a produrre bioplastiche per film, anche se è il principale fornitore di polimeri biobased e compostabili in Italia” e che “uno dei competitor — solo per citare il più noto — è il gruppo tedesco BASF”. Bastioli, intervistata dal Corriere della sera, ha definito «oltraggiosa» la tesi secondo cui la scelta introdotta dal governo sia un regalo alla Novamont "che è a monte della filiera della bioplastica". A Repubblica, alla domanda del giornalista che chiedeva quanto avrebbe guadagnato l'azienda grazie alle biobuste, l'ad di Novamont ha risposto: «Noi nel 2016 abbiamo fatturato 170 milioni di euro, con circa una quota di mercato del 50% a livello europeo. Se invece parliamo dei numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali, di tutte le imprese, che sono circa 150» aggiungendo che «dunque c'è una filiera integrata, ampia» e che «se il mercato crescerà anche noi potremmo ottimizzare le capacità produttive e potremmo avere anche noi la nostra fetta di mercato, se saremo bravi». Sulla sua partecipazione alla Leopolda nel 2011, Bastioli ha affermato che non fu Renzi a invitarla all'evento, ma Ermete Relacci: «mi disse che avevo un progetto interessante e dovevo presentarlo lì. Quando poi Renzi è diventato presidente me ne sono tenuta ben alla larga dalla Leopolda». "Cosa c'è da sapere" sull'infografica del Partito democratico Due giorni fa sulla pagina del Partito democratico è stata pubblicata una card per spiegare alcune questioni emerse nel dibattito intorno alla legge che stabilisce il pagamento dei sacchetti per la spesa. La stessa card presenta però delle semplificazioni che non permettono di inquadrare al meglio la questione di cui si sta discutendo. via Partito democratico Al punto 1) si legge che "l'Italia ha adottato una direttiva europea 2015/720) per evitare il rischio di infrazione". Il governo italiano ha infatti adottato la direttiva europea per non essere multata, dopo l'apertura dell'infrazione nel gennaio scorso. Bisogna però specificare che l'atto normativo europea del 2015 non obbligava gli Stati membri ad adottare una precisa soluzione per la riduzione dell'utilizzo dei sacchetti di plastica, ma lasciava libertà di scelta ai singoli paesi tra le varie opzioni presentate. È il governo italiano, così, che ha scelto quella specifica soluzione di cui si sta parlando in questi giorni. Il punto 2) non è chiaro. La legge parla di sacchetti biodegradabili a pagamento. Quindi come il pagamento possa incentiva il riciclo di vecchi sacchetti di plastica è oscuro. Al punto 3) e 4) si parla dei costi dei sacchetti. Nel punto 4 viene affermato che se un esercizio commerciale chiede "un contributo superiore ai due centesimi per sacchetto (...) è illegale". Nella legge (3 agosto 2017, n. 123 ) però non viene stabilito il costo del singolo sacchetto, quindi non si capisce come farlo pagare più di due centesimi possa risultare "illegale". Lo stesso sito d'informazione del Partito democratico, Democratica, in un articolo scrive che "non c’è un prezzo fissato dalla legge, perché la legge non può imporre un prezzo a un prodotto". I primi dati attuali del costo dei sacchetti provengono da Assobioplastiche e dicono che si attesta prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi Il Partito democratico ha poi rettificato "parzialmente il quarto punto della card", specificando che "imporre un prezzo superiore ai due centesimi per sacchetto non è illegale, ma è comunque ingiustificato". Sul punto 2) della card, il Pd, inoltre, ha spiegato "che il riciclo dei sacchetti si riferisce ad altri tipi di applicazioni, e non al riuso degli stessi sacchetti per nuovi acquisti di frutta e verdura". Aggiornamento 3 gennaio 2018, ore 20:10: l'articolo è stato aggiornato dopo un confronto sulla nostra pagina Facebook. Aggiornamento 4 gennaio 2018, ore 13:36: l'articolo è stato aggiornato specificando in chiaro ulteriori passaggi della legge italiana, con le dichiarazioni del Ministero dell'Ambiente, con quelle di Catia Bastioli ai media, con "le cose da sapere" sulla card del Partito democratico e la posizione del Ministero della Salute.

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Cosa dice la direttiva europea Quasi tre anni fa, il 29 aprile 2015, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva 2015/720. Il testo ne modifica una precedente (94/62/CE), adottata per prevenire o ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente. Con questo atto, il Parlamento europeo, considerando che “le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron («borse di plastica in materiale leggero»), (…) diventano più rapidamente rifiuto e comportano un maggiore rischio di dispersione di rifiuti, a causa del loro peso leggero”, obbliga gli Stati membri ad adottare misure per diminuire in modo significativo il loro utilizzo. Secondo la direttiva europea per raggiungere questo scopo, gli Stati membri possono prevedere “il mantenimento o l’introduzione di strumenti economici nonché restrizioni alla commercializzazione (…)”. Le misure adottate, si legge ancora nella direttiva, includono l’una o l’altra delle seguente opzioni o entrambe, lasciando libertà di scelta ai singoli paesi: a) L’adozione di misure che assicureranno un livello di utilizzo annuale non superiore a 90 borse di plastica di materiale leggero per ciascun cittadino entro il 31 dicembre 2019 e a 40 borse di plastica di materiale leggero per persona entro il 31 dicembre 2025 o “obiettivi equivalenti in peso”. b) L’adozione di strumenti volti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, a meno “che non siano attuati altri strumenti di pari efficacia”. Le borse di plastica in materiale ultraleggero (ossia con uno spessore inferiore a 15 micron) possono essere escluse da tali misure. Entro il 27 novembre 2021, la Commissione europea presenterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’efficacia delle misure adottate dai singoli paesi. La procedura d’infrazione aperta contro l’Italia A gennaio del 2017, la Commissione europea apre cinque procedure di infrazione verso l’Italia, tra cui quella per il “mancato recepimento della direttiva 2015/0720/UE (…) per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero”.

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Cosa dice la direttiva europea Quasi tre anni fa, il 29 aprile 2015, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva 2015/720. Il testo ne modifica una precedente (94/62/CE), adottata per prevenire o ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente. Con questo atto, il Parlamento europeo, considerando che “le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron («borse di plastica in materiale leggero»), (…) diventano più rapidamente rifiuto e comportano un maggiore rischio di dispersione di rifiuti, a causa del loro peso leggero”, obbliga gli Stati membri ad adottare misure per diminuire in modo significativo il loro utilizzo. Secondo la direttiva europea per raggiungere questo scopo, gli Stati membri possono prevedere “il mantenimento o l’introduzione di strumenti economici nonché restrizioni alla commercializzazione (…)”. Le misure adottate, si legge ancora nella direttiva, includono l’una o l’altra delle seguente opzioni o entrambe, lasciando libertà di scelta ai singoli paesi: a) L’adozione di misure che assicureranno un livello di utilizzo annuale non superiore a 90 borse di plastica di materiale leggero per ciascun cittadino entro il 31 dicembre 2019 e a 40 borse di plastica di materiale leggero per persona entro il 31 dicembre 2025 o “obiettivi equivalenti in peso”. b) L’adozione di strumenti volti ad assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, a meno “che non siano attuati altri strumenti di pari efficacia”. Le borse di plastica in materiale ultraleggero (ossia con uno spessore inferiore a 15 micron) possono essere escluse da tali misure. Entro il 27 novembre 2021, la Commissione europea presenterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’efficacia delle misure adottate dai singoli paesi. La procedura d’infrazione aperta contro l’Italia A gennaio del 2017, la Commissione europea apre cinque procedure di infrazione verso l’Italia, tra cui quella per il “mancato recepimento della direttiva 2015/0720/UE (…) per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero”. Il recepimento della direttiva europea da parte dell’Italia L’Italia recepisce questa direttiva europea tramite la conversione in legge del decreto del 20 giugno 2017 che contiene “disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”. Nel farlo, si modifica il decreto legislativo n.152 del 2006 che tratta di norme in materia ambientale. Le misure del decreto di questa estate puntano a favorire una riduzione dell’utilizzo di borse di plastica e a informare del loro impatto sull’ambiente tramite campagne di educazione ambientale e di sensibilizzazione dei consumatori. L’articolo 226-bis, “fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili”, al comma 1 vieta la commercializzazione di quelle di plastica in materiale leggero che non hanno precise caratteristiche stabilite dalla legge, mentre al comma 2 stabilisce che non possono essere distribuite a titolo gratuito: “a tal fine il prezzo di vendita deve risultare dallo scontrino”. Con l’articolo successivo, poi — il 226 ter–, si avvia “una progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero (ndr cioè con uno spessore inferiore a 15 micron)” che non hanno precise caratteristiche, certificate da organismi accreditati, come la biodegradabilità e la compostabilità "secondo la norma armonizzata UNI EN 13432:2002". In base alla legge, la riduzione dovrà avvenire tramite questi passaggi: a) Dal 1º gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%. b) Dal 1º gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50%. c) Dal 1º gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60%. Anche in questo caso, le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e devono avere il prezzo di vendita nello scontrino. Gli esercizi commerciali che violeranno la legge saranno puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro. Il prezzo dei sacchetti e il costo medio all’anno a famiglia Nella legge dello scorso agosto non si stabilisce un prezzo dei sacchetti. Il Fatto alimentare scrive che i prezzi rilevati al 2 gennaio — in base ai primi dati diffusi da Assobioplastiche — si attestano prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi. Come spiegato da Polimerica non si tratta di una tassa, perché “i proventi (…) non finiranno nelle casse del tesoro, ma resteranno ad esercenti e grande distribuzione, a copertura dei maggiori costi dei sacchetti biodegradabili e biobased rispetto a quelli tradizionali”. L’Osservatorio di Assiobioplastiche ha calcolato inoltre che, stando ai dati dell’analisi Gfk-Eurisko presentati nel 2017, “ipotizzando che ogni spesa comporti l’utilizzo di tre sacchetti per frutta/verdura, il consumo annuo per famiglia dovrebbe attestarsi a 417 sacchetti, per un costo compreso tra 4,17 e 12,51 euro (considerando appunto un minimo rilevato di 0,01 e un massimo di 0,03 euro)”, riporta l’Ansa. Posso portarmi i sacchetti da casa, riutilizzandoli? Federdistribuzione — che riunisce le imprese distributive operanti nei settori alimentare e non alimentare — in un comunicato del 3 gennaio ha spiegato che sul tema è intervenuto il Ministero dell’Ambiente precisando “che la vigente disciplina ambientale non prevede il riutilizzo delle borse ultraleggere”. Per motivi igienico sanitari, quindi, si dovrebbe consentire solo l’utilizzo di quelle che sono “integre e conformi, al pari di quelle distribuite nei punti vendita”. Visto però che, continua Federdistribuzione, il Ministero dello Sviluppo Economico, in una circolare di dicembre scorso, “ha affermato (ndr salvo diverso avviso del Ministero della Salute) anche la possibilità per i consumatori di utilizzare nei punti di vendita sacchetti ultraleggeri ‘già in loro possesso’, risulterebbe, in linea teorica, possibile quest’ultima pratica solo alle seguenti condizioni: ● Utilizzo di sacchetti nuovi e integri. ● Utilizzo di sacchetti conformi a quanto indicato dalla normativa ambientale e igienico sanitaria. ● Utilizzo di sacchetti idonei al contatto con gli alimenti. ● Utilizzo di sacchetti con lo stesso peso dei sacchetti ultraleggeri distribuiti nei negozi dal 1° gennaio 2018, stante l’impossibilità di ritarare le bilance di volta in volta in base al diverso imballaggio del consumatore”. Il Ministero dell'Ambiente ha poi comunicato di star verificando con il Ministero della Salute «la possibilità di consentire ai consumatori di usare sporte portate da casa in sostituzione dei sacchetti ultraleggeri, convinti come siamo che il miglior rifiuto è sempre quello che non si produce», ha scritto il Sole 24 Ore. Il 4 gennaio il Ministero della Salute, tramite il segretario generale del dicastero Giuseppe Ruocco, ha annunciato che non esiste la possibilità di riutilizzare i sacchetti per la spesa di frutta e verdura per il rischio di eventuali contaminazioni, ma ha poi aggiunto di non essere contrario "al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa, a patto che siano monouso e idonei per gli alimenti". Ruoco ha poi continuato dicendo che l'esercizio commerciale "avrebbe ovviamente la facoltà di verificare l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti". Se peso i singoli prodotti senza imbustarli, pago lo stesso i sacchetti? Sui social gira molto una foto in cui si vedono delle arance non imbustate con sopra attaccate le etichette del prezzo. Un tentativo per aggirare le nuove regole e non pagare il sacchetto. Ma, come spiegato da Maddalena Balacco su Pianeta Donna, “per legge e per comodità, la busta viene contata ogni qual volta si passa un codice a barre alimentare per alimenti sfusi sul lettore. Quindi, nel caso in oggetto, la persona avrà pagato una busta per ogni alimento, evidentemente andandoci a perdere”. Il Salvagente, verificando come funziona questo meccanismo facendo la prova in due supermercati di Roma, ha mostrato poi come, una volta arrivato al pagamento, nel primo caso "il cassiere ci ha stornato il costo del sacchetto prima ancora che lo chiedessimo" mentre nell'altro supermercato "ci è toccato pagare lo shopper fantasma". In un servizio di RaiNews, un dipendente Coop ha infatti spiegato che nel caso in cui si etichetti il prodotto senza imbustarlo, «la cassiera ha facoltà di stornare il costo del sacchetto e quindi ritorna il prezzo finito al chilo». Si tratta di un provvedimento “per far ricca la manager renziana”? Il Giornale ha pubblicato un articolo dal titolo “La tassa sui sacchetti di plastica fa ricca la manager renziana” in cui si domanda chi ci guadagna dal provvedimento. Il quotidiano, che parla di “coincidenze”, fa il nome di Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, “l’unica azienda italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l’80%” del mercato. Nell’articolo Bastioli viene definita “una capace manager che ha incrociato più volte la strada del Pd e di Renzi": "Nel 2011 partecipa come oratore alla seconda edizione della Leopolda (...)”. Nel 2014, durante il governo Renzi, Bastioli viene nominata presidente di Terna (operatore di reti per la trasmissione dell'energia elettrica ) dopo essere stata indicata da Cassa Depositi e Prestiti (titolare del 29,8% del capitale sociale di Terna). Ruolo poi confermato anche nel 2017. Dieci anni prima, in Germania, le era stato conferito il premio "European inventor of the year" (istituito dall’Ufficio europeo dei brevetti) per i brevetti sulle bioplastiche. Un messaggio con un contenuto simile ha girato molto anche su diversi social. Sempre Polimerica spiega che è indubbio che il provvedimento favorirà i produttori di bioplastiche, aggiungendo però che “Novamont non è l’unica azienda a produrre bioplastiche per film, anche se è il principale fornitore di polimeri biobased e compostabili in Italia” e che “uno dei competitor — solo per citare il più noto — è il gruppo tedesco BASF”. Bastioli, intervistata dal Corriere della sera, ha definito «oltraggiosa» la tesi secondo cui la scelta introdotta dal governo sia un regalo alla Novamont "che è a monte della filiera della bioplastica". A Repubblica, alla domanda del giornalista che chiedeva quanto avrebbe guadagnato l'azienda grazie alle biobuste, l'ad di Novamont ha risposto: «Noi nel 2016 abbiamo fatturato 170 milioni di euro, con circa una quota di mercato del 50% a livello europeo. Se invece parliamo dei numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali, di tutte le imprese, che sono circa 150» aggiungendo che «dunque c'è una filiera integrata, ampia» e che «se il mercato crescerà anche noi potremmo ottimizzare le capacità produttive e potremmo avere anche noi la nostra fetta di mercato, se saremo bravi». Sulla sua partecipazione alla Leopolda nel 2011, Bastioli ha affermato che non fu Renzi a invitarla all'evento, ma Ermete Relacci: «mi disse che avevo un progetto interessante e dovevo presentarlo lì. Quando poi Renzi è diventato presidente me ne sono tenuta ben alla larga dalla Leopolda». "Cosa c'è da sapere" sull'infografica del Partito democratico Due giorni fa sulla pagina del Partito democratico è stata pubblicata una card per spiegare alcune questioni emerse nel dibattito intorno alla legge che stabilisce il pagamento dei sacchetti per la spesa. La stessa card presenta però delle semplificazioni che non permettono di inquadrare al meglio la questione di cui si sta discutendo. via Partito democratico Al punto 1) si legge che "l'Italia ha adottato una direttiva europea 2015/720) per evitare il rischio di infrazione". Il governo italiano ha infatti adottato la direttiva europea per non essere multata, dopo l'apertura dell'infrazione nel gennaio scorso. Bisogna però specificare che l'atto normativo europea del 2015 non obbligava gli Stati membri ad adottare una precisa soluzione per la riduzione dell'utilizzo dei sacchetti di plastica, ma lasciava libertà di scelta ai singoli paesi tra le varie opzioni presentate. È il governo italiano, così, che ha scelto quella specifica soluzione di cui si sta parlando in questi giorni. Il punto 2) non è chiaro. La legge parla di sacchetti biodegradabili a pagamento. Quindi come il pagamento possa incentiva il riciclo di vecchi sacchetti di plastica è oscuro. Al punto 3) e 4) si parla dei costi dei sacchetti. Nel punto 4 viene affermato che se un esercizio commerciale chiede "un contributo superiore ai due centesimi per sacchetto (...) è illegale". Nella legge (3 agosto 2017, n. 123 ) però non viene stabilito il costo del singolo sacchetto, quindi non si capisce come farlo pagare più di due centesimi possa risultare "illegale". Lo stesso sito d'informazione del Partito democratico, Democratica, in un articolo scrive che "non c’è un prezzo fissato dalla legge, perché la legge non può imporre un prezzo a un prodotto". I primi dati attuali del costo dei sacchetti provengono da Assobioplastiche e dicono che si attesta prevalentemente su una media di 2 centesimi a busta, ma variano da 1 a 3 centesimi Il Partito democratico ha poi rettificato "parzialmente il quarto punto della card", specificando che "imporre un prezzo superiore ai due centesimi per sacchetto non è illegale, ma è comunque ingiustificato". Sul punto 2) della card, il Pd, inoltre, ha spiegato "che il riciclo dei sacchetti si riferisce ad altri tipi di applicazioni, e non al riuso degli stessi sacchetti per nuovi acquisti di frutta e verdura". Aggiornamento 3 gennaio 2018, ore 20:10: l'articolo è stato aggiornato dopo un confronto sulla nostra pagina Facebook. Aggiornamento 4 gennaio 2018, ore 13:36: l'articolo è stato aggiornato specificando in chiaro ulteriori passaggi della legge italiana, con le dichiarazioni del Ministero dell'Ambiente, con quelle di Catia Bastioli ai media, con "le cose da sapere" sulla card del Partito democratico e la posizione del Ministero della Salute.

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Diritti degli azionisti

La Direttiva 2007/36/EC stabilisce diritti minimi per gli azionisti delle societa' quotate in Unione Europea. Tale Direttiva stabilisce all'Articolo 9 il diritto degli azionisti a porre domande connesse ai punti all'ordine del giorno dell'assemblea e a ricevere risposte dalle societa' ai quesiti posti.

 

Considerando le difficolta' che spesso si incontrano nel proporre domande e nel ricevere risposte in tempo utile, in particolare per quanto riguarda gli azionisti individuali impossibilitati a partecipare alla assemblea, e considerando che talvolta vi e' poca chiarezza sulle modalita' da seguire per porre domande alle societa',

 

Ritiene la Commissione:

che il diritto degli azionisti a formulare domande e ricevere risposte sia adeguatamente garantito all'interno dell'Unione Europea?

che la possibilita' di porre domande e ottenere risposte solo nel caso l'azionista sia fisicamente presente nell'assemblea sia compatibile con la Direttiva 2007/36/EC?

 

In che modo la Commissione ritiene che le societa' quotate debbano definire e comunicare le modalita' per porre domande da parte degli azionisti, in modo da assicurare che tale diritto sia rispettato appieno? Sergio Cofferati

 

 

 

 

 

 

IL MIO LIBRO "L'USO DELLA TABELLA MB nei CASI DI PIANI INDUSTRIALI: FIAT, TELECOMITALIA ED ALTRI..." che doveva essere pubblicato da LIBRAMI-NOVARA nel 2004,  e' ora disponibile liberamente  CLICCA QUI 

 

In data 3103.14 nel corso dell'assemblea Fiat il presidente J.Elkann mi fa fatto allontanare dalla stessa dalla DIGOS impedendomi il voto eccone la prova:   

DOC DIGOS

 

E' IN CORSO UNA CAUSA CIVILE PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO ai  sensi dell'art.2377 cc punto 4.

 

 

Sentenze  

1) IL 21.12.12  alle ore 09.00 nel TRIBUNALE TORINO aula 80 C'E'  STATA LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE  PER LA QUERELA DELLA  FIAT,  PER QUANTO DETTO nell'ASSEMBLEA FIAT 2008 .UN TENTATIVO DI IMBAVAGLIARMI, AL FINE DI VEDERE COME  DIFENDO I MIEI DIRITTI E DI TUTTI GLI AZIONISTI DI MINORANZA NELLE ASSEMBLEE .

 Mb

SCAPARONE     SENT Mb

il 24.11.14 alle ore 1200 si tenuto al TRIBUNALE DI TORINO aula 50 ingresso 19 l'udienza finale del mio processo d'appello in seguito alla querela di Fiat per aver detto il 27.03.2008 all'assemblea FIAT che ritengo "Marchionne un'illusionista temerario e spavaldo" e che "la sicurezza Fiat e' responsabile della morte di Edoardo Agnelli per omessa vigilanza". In 1° grado ero stato assolto anche in 2° e nuovamente sia FIAT che PG hanno impugnato per ricorso in Cassazione che mi ha negato la libertà di opinione con una sentenza del 14.09.15.

SOTTO POTETE TROVARE LA DOCUMENTAZIONE

SENT 2013   FIAT 2013  PM 2013 SENT 2015  FIAT 2015  PG 2015  SCA 14.11.14 SCA 24.11.14  SENT CASS

2) il 21 FEBBRAIO 2013  GS-GABETTI sono stati condannati per agiotaggio informativo.

SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULL'ERRORE DEL TRIBUNALE DI TORINO NELL'ASSOLVERE GABETTI E GRANDE STEVENS

SENT CASS  SENT AP TO

 

Ifil-Exor: no risarcimento a parti civili, Consob punta a Cassazione

Borsa Italiana-21/feb/2013

Come parti civili si erano costituite la Consob e due piccoli azionisti, tra cui MarcoBava, noto per il suo attivismo in molte assemblee. "Non so ...

 

SU INTERNET IL  LIBRO DI GIGI MONCALVO  SULL'OMICIDIO DI EDOARDO AGNELLI

PRES LIBRO   COP LIBRO DICEMBRE

Edoardo, un Agnelli da dimenticare

 

Marco Bernardini non ha le prove del suicidio io ho molte prove dell'omicidio che sono state illustrate in 5 libri di cui l'ultimo e' l'ultimo di Puppo :

EDOARDO AGNELLI, UN GIALLO TROPPO COMPLICATO - DIRITTO DI CRONACA

Ma Lapo ricorda il suo cane :

http://www.today.it/rassegna/morto-cane-lapo-elkann-comodino.html

 

 

 

La vostra voce in Europa - Consultazioni aperte - IT

 

 

www.italiachecambia.org

www.jobyourlife.com

www.osservatoriodannoallapersona.org

www.valserena.it PER PRODOTTI NATURALI

 rowdfundingbuzz.it

 

http:/fliiby.com/marcobava/?utm_source=in150&utm_medium=email&utm_campaign=life_cycle

 

http://paoloferrarocdd.blogspot.it/

 

 

 

Sarà operativa dal 9 gennaio la nuova piattaforma per la risoluzione alternativa delle controversie online messa in campo dalla Commissione europea. Gli organismi di risoluzione alternativa delle controversie (Adr) notificati dagli Stati membri potranno accreditarsi immediatamente, mentre consumatori e professionisti potranno accedere alla piattaforma a partire dal 15 febbraio 2016, all'indirizzo

http://ec.europa.eu/consumers/odr/

 

   

 

 

 

 

http://www.freevillage.it/ sito avv.Mario Piccolino ucciso il 29.05.15

 

 

 

 

VIDEO Mb

https://youtu.be/ACwrglgdOeA

https://youtu.be/gQoC1u6yWOM

https://youtu.be/pJ3Y_oSqMV8

https://youtu.be/cSQo3ljpM-Y

 

 

 

 http://www.barattobb.it/

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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FRA GLI OBETTIVI :

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2) SATURAZIONE CON L'UTILIZZO MULTI ORARIO DELLE STRUTTURE COME UFFICI, STRADE...

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5) SOSTITUZIONE DEL PETROLIO CON CHIMICA GREEN  

6) COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DEGLI AZIONISTI NEI PROCESSI PER REATI SOCIETARI

 IL 31.10 15  la sentenza del PROCESSO CONTRO GERONZI E CRAGNOTTI PER ESTORSIONE NEI CONFRONTI DI PARMALAT ha ammesso il danno per i soci Parmalat .     

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per non fare diventare l'ITALIA un'hotspot europeo dell'immigrazione in quanto bisogna resistere come italiani nel nostro paese dando agli immigrati un messaggio forte e chiaro : ogni paese puo' svilupparsi basta impegnarsi per farlo con le risorse disponibili e l'intelligenza , che significa adattamento nel superare le difficolta'.

Inventarsi un lavoro invece che fare l'elemosina.

Quanti miracoli ha fatto Maometto rispetto a Gesu' ?

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obiettivi:

1) esame d'italiano e storia italiana per gli immigrati

2) lavori socialmente utili

3) pulizia e cucina autonoma

3 gennaio 1917, Suor Lucia nel Terzo segreto di Fatima: Il sangue dei martiri cristiani non smetterà mai di sgorgare per irrigare la terra e far germogliare il seme del Vangelo.  Scrive suor Lucia: “Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “Qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”. interpretazione del Terzo segreto di Fatima era già stata offerta dalla stessa Suor Lucia in una lettera a Papa Wojtyla del 12 maggio 1982. In essa dice:  «La terza parte del segreto si riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no [si ascolteranno le mie richieste la Russia] spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte” (13-VII-1917). La terza parte del segreto è una rivelazione simbolica, che si riferisce a questa parte del Messaggio, condizionato dal fatto se accettiamo o no ciò che il Messaggio stesso ci chiede: “Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, etc.”. Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi. Se non rinunciamo al cammino di peccato, di odio, di vendetta, di ingiustizia violando i diritti della persona umana, di immoralità e di violenza, etc. E non diciamo che è Dio che così ci castiga; al contrario sono gli uomini che da se stessi si preparano il castigo. Dio premurosamente ci avverte e chiama al buon cammino, rispettando la libertà che ci ha dato; perciò gli uomini sono responsabili».

Le storie degli immigrati occupanti che cercano di farsi mantenere insieme alle loro famiglie , non lavoro come gli immigrati italiani all'estero:

1)  Mi trovavo all'opedale per prenotare una visita delicata , mentre stato parlando con l'infermiera, una donna mi disse di sbrigarmi : era di colore.

2) Mi trovavo in C,vittorio ang V.CARLO ALBERTO a Torino, stavo dando dei soldi ad un bianco che suonava una fisarmonica accanto ai suoi pacchi, arriva un nero in bici e me li chiede

3) Ero su un bus turistico e' salito un nero ha spostato la roba che occupava i primi posti e si e' messo lui

4) Ero in un team di startup che doveva fare proposte a TIM usando strumenti della stessa la minoranza mussulmana ha imposto di prima vedere gli strumenti e poi fare le proposte: molto innovativo !

5) FINO A QUANDO I MUSSULMANI NON ACCETTANO LA PARITA' UOMO DONNA , ANCHE SE LO SCRIVE IL CORANO E' SBAGLIATO. E' INACCETTABILE QUESTO PRINCIPIO CHE CI PORTA INDIETRO.

6) perche' lITALIA deve accogliere tutti ? anche gli alberghi possono rifiutare clienti .

09.01.19

Tutti i nulllafacenti immigrati Boeri dice che ne abbiamo bisogno : per cosa ? per mantenerli ?

04.02.17l

L'ISIS secondo me sta facendo delle prove di attentato con l'obiettivo del Vaticano con un attacco simultaneo da terra con la tecnica dei camion e dal cielo con aerei come a NY l'11.09.11.

Riforma sostenuta da una maggioranza trasversale: «Non razzismo, ma realismo» Case Atc agli immigrati La Regione Piemonte cambia le regole Gli attuali criteri per le assegnazioni penalizzano gli italiani .

Screening pagato dalla Regione e affidato alle Molinette Nel Centro di Settimo esami contro la Tbc “Controlli da marzo” Tra i profughi in arrivo aumentano i casi di scabbia In sei mesi sono state curate un migliaio di persone.

Il Piemonte è la quarta regione italiana per numero di richiedenti asilo. E gli arrivi sono destinati ad aumentare. L’assessora Cerutti: “Un sistema che da emergenza si sta trasformando in strutturale”. Coinvolgere maggiormente i Comuni.In Piemonte ci sono 14.080 migranti e il flusso non accenna ad arrestarsi: nel primo mese del 2017 sono già sbarcati in Italia 9.425 richiedenti asilo, in confronto ai 6030 dello scorso anno e ai 3.813 del 2015. Insomma, serve un piano. A illustrarlo è l’assessora all’Immigrazione della Regione Monica Cerutti, che spiega come la rete di accoglienza in questi anni sia radicalmente cambiata, trasformando il sistema «da emergenziale a strutturale».

La Regione punta su formazione e compensazioni mentre aumentano i riconoscimenti In Piemonte 14 mila migranti Solo 1200 nella rete dei Comuni A Una minoranza inserita in progetti di accoglienza gestiti dagli enti locali umentano i riconoscimenti delle commissioni prefettizie, meno rigide rispetto al passato prossimo: la tendenza si è invertita, le domande accolte sono il 60% rispetto al 40% dei rigetti. Non aumenta, invece, la disponibilità a progetti di accoglienza e di integrazione da parte dei Comuni. Stando ai dati aggiornati forniti dalla Regione, si rileva che rispetto ai 14 mila migranti oggi presenti in Piemonte quelli inseriti nel sistema Sprar - gestito direttamente dai Comuni - non superano i 1.200. Il resto lo troviamo nelle strutture temporanee sotto controllo dalle Prefetture. Per rendere l’idea, nella nostra regione i Comuni sono 1.2016. La trincea dei Comuni Un bilancio che impensierisce la Regione, alle prese con resistenze più o meno velate da parte degli enti locali: il termometro di un malumore, o semplicemente di indifferenza, che impone un lavoro capillare di convincimento. «Di accompagnamento, di compensazione e prima ancora di informazione contro la disinformazione e certe strumentalizzazioni politiche», - ha precisato l’assessora Monica Cerutti riepilogando le azioni previste nel piano per regionale per l’immigrazione. A stretto giro di posta è arrivata la risposta della Lega Nord nella persona del consigliere regionale Alessandro Benvenuto: «Non esistono paure da disinnescare ma necessità da soddisfare sia in termini di sicurezza e controllo del territorio, sia dal punto di vista degli investimenti. Il Piemonte ha di per sé ben poche risorse, che andrebbero utilizzate per creare lavoro e risolvere i problemi che attanagliano i piemontesi, prima di essere adoperate per far fare un salto di qualità all’accoglienza». Progetti di accoglienza Tre i progetti in campo: «Vesta» (ha come obiettivo il miglioramento dei servizi pubblici che si relazionano con i cittadini di Paesi terzi), “Petrarca” (si occupa di realizzare un piano regionale per la formazione civico linguistica), “Piemonte contro le discriminazioni” (percorsi di formazione e di inclusione volti a prevenire le discriminazioni). Inoltre la Regione ha attivato con il Viminale un progetto per favorire lo sviluppo delle economie locali sostenendo politiche pubbliche rivolte ai giovani ivoriani e senegalesi. Più riconoscimenti Come si premetteva, aumentano i riconoscimenti: 297 le domande accolte dalla Commissione di Torino nel periodo ottobre-dicembre 2016 (status di rifugiato, protezione sussidiaria e umanitaria); 210 i rigetti. In tutto i convocati erano mille: gli altri o attendono o non si sono presentati. I tempi della valutazione, invece, restano lunghi: un paio di anni, considerando anche i ricorsi. Sul fronte dell’assistenza sanitaria e della prevenzione, si pensa di replicare nel Centro di Castel D’Annone, in provincia di Asti, lo screening contro la tubercolosi che dal marzo sarà attivato al Centro Fenoglio di Settimo con il concorso di Regione, Croce Rossa e Centro di Radiologia Mobile delle Molinette.

INTANTO :«Non sono ipotizzabili anticipazioni di risorse» per l’asilo che Spina 3 attende dal 2009. La lunga attesa aveva fatto protestare molti residenti e c’era chi già stava perdendo le speranze. Ma in Circoscrizione 4, in risposta a un’interpellanza del consigliere della Lega Carlo Morando, il Comune ha messo nero su bianco che i fondi dei privati per permettere la costruzione dell’asilo non ci sono. Quella di via Verolengo resta una promessa non rispettata. Con la crisi immobiliare, la società Cinque Cerchi ha rinunciato a costruire una parte dei palazzi e gli oneri di urbanizzazione versati, spiegò mesi fa l’ex assessore Lorusso, erano andati per la costruzione del tunnel di corso Mortara. Ad ottobre c’è stata una nuova riunione. L’esito è stata la fumata nera da parte dei privati. «Sarà necessario che la progettazione e la realizzazione dell’opera vengano curate direttamente dalla Città di Torino», scrive il Comune nella sua risposta. Senza specificare come e dove verranno reperiti i fondi necessari, né quando si partirà.

 

Tunisia. Frattini: "Proporremo immigrazione circolare" - Il portale dell ...

www.stranieriinitalia.it/.../tunisia-frattini-qproporremo-immigrazione-circolareq.html

20 gen 2011 - L'immigrazione "circolare" è quella in cui i migranti, dopo un certo periodo di lavoro all'estero, tornano nei loro Paesi d'origine. Un sistema più ...

Tutto è iniziato quando è stato chiuso il bar. I 60 stranieri che erano a bordo del traghetto Tirrenia diretto a Napoli volevano continuare a bere. L’obiettivo era sbronzarsi e far scoppiare il caos sulla nave. Lo hanno fatto ugualmente, trasformando il viaggio in un incubo anche per gli altri 200 passeggeri. In mezzo al mare, nel cuore della notte, è successo di tutto: litigi, urla, botte, un tentativo di assalto al bancone chiuso, molestie ai danni di alcuni viaggiatori e persino un’incursione tra le cuccette. La situazione è tornata alla calma soltanto all’alba, poco prima dell’ormeggio, quando i protagonisti di questa interminabile notte brava hanno visto che sulle banchine del porto di Napoli erano già schierate le pattuglie della polizia. Nella nave Janas partita da Cagliari lunedì sera dalla Sardegna era stato imbarcato un gruppo di nordafricani che nei giorni scorsi aveva ricevuto il decreto di espulsione. Una trentina di persone, alle quali si sono aggiunti anche altri immigrati nordafricani. E così a bordo è scoppiato il caos. Il personale di bordo ha provato a riportare la calma ma la situazione è subito degenerata. Per ore la nave è stata in balia dei sessanta scatenati. All’arrivo a Napoli, il traghetto è stato bloccato dagli agenti della Questura di Napoli che per tutta la giornata sono rimasti a bordo per identificare gli stranieri che hanno scatenato il caos in mezzo al mare e per ricostruire bene l’episodio. «Il viaggio del gruppo è stato effettuato secondo le procedure previste dalla legge, implementate dalle autorità di sicurezza di Cagliari – si limita a spiegare la Tirrenia - La compagnia, come sempre in questi casi, ha destinato ai passeggeri stranieri un’area della nave, a garanzia della sicurezza dei passeggeri, non essendo il gruppo accompagnato  dalle forze di polizia. Contrariamente a quanto avvenuto in passato, il gruppo ha creato problemi a bordo per tensioni al suo interno che poi si sono ripercosse sui passeggeri». A bordo del traghetto gli agenti della questura di Napoli hanno lavorato per quasi 12 ore e hanno acquisito anche le telecamere della videosorveglianza della nave. Nel frattempo sono scoppiate le polemiche. «I protagonisti di questo caos non sono da scambiare con i profughi richiedenti asilo - commenta il segretario del Sap di Cagliari, Luca Agati - La verità è che con gli sbarchi dal Nord Africa, a cui stiamo assistendo anche in questi giorni, arrivano poco di buono, giovani convinti di poter fare cio’ che vogliono una volta ottenuto il foglio di espulsione, che di fatto è un lasciapassare che garantisce loro la libertà di delinquere in Italia. Cosa deve accadere per far comprendere che va trovata una soluzione definitiva alla questione delle espulsioni?»  In ostaggio per ore Per ore la nave è stata in balia dei sessanta scatenati, che hanno trasformato il viaggio in un incubo per gli altri 200 passeggeri  21.02.17

Istituto comprensivo Regio Parco La crisi spegne la musica in classe Le famiglie non pagano la retta da 10 euro al mese: a rischio il progetto lanciato da Abbado, mentre la Regione Piemonte finanzia un progetto per insegnare ai bambini italiani la lingua degli immigrati non viceversa.

 Qui Foggia Gli sfollati di una palazzina crollata nel 1999 vivono in container di appena 24 mq Qui Messina Nei rioni Fondo Fucile e Camaro San Paolo le baracche aumentano di anno in anno Donne e bambini Nei rioni nati dopo il sisma le case sono coperte da tetti precari, spesso di Eternit Qui Lamezia Terme Oltre 400 calabresi di etnia rom vivono ai margini di una discarica a cielo aperto  Qui Brescia Nelle casette di San Polino le decine di famiglie abitano prefabbricati fatiscenti Da Brescia a Foggia, da Lamezia a Messina. Oltre 50 mila italiani vivono in abitazioni di fortuna. Tra amianto, topi e rassegnazione Caterina ha 64 anni e tenacia da vendere. Con gli occhi liquidi guarda il tetto di amianto sopra la sua testa: «Sono stata operata due volte di tumore, è colpa di questo maledetto Eternit». Indossa una vestaglia a righe bianche e blu. «Vivo qui da vent’anni. D’estate si soffoca, d’inverno si gela, piove in casa e l’umidità bagna i vestiti nei cassetti. Il dottore mi ha detto di andare via. Ma dove?». In fondo alla strada abita Concetta, che tra topi e lamiere trova la forza di sorridere: «A ogni campagna elettorale i politici ci promettono case popolari, ma una volta eletti si dimenticano di noi. Sono certa che morirò senza aver realizzato il mio sogno: un balcone dove stendere la biancheria». Antonio invece no, lui non ride. Digrigna i denti rimasti: «Gli altri li ho persi per colpa della rabbia. In due anni qui sono diventato brutto, mi vergogno». Slum, favela, bidonville: Paese che vai, emarginazione che trovi. Un essere umano su sei, nel mondo, vive in una baraccopoli. In Italia sono almeno 53 mila le persone che, secondo l’Istat, abitano nei cosiddetti «alloggi di altro tipo», diversi dalle case. Cantine, roulotte, automobili e soprattutto baracche. Le storie di questi cittadini invisibili (e italianissimi) sono raccontate nel documentario «Baraccopolis» di Sergio Ramazzotti e Andrea Monzani, prodotto da Parallelozero, in onda domenica sera alle 21,15 su Sky Atlantic Hd per il ciclo «Il racconto del reale». Le baraccopoli sono non luoghi popolati da un’umanità sconfitta e spesso rassegnata. Donne, uomini, bambini, anziani. Vittime della crisi economica o di circostanze avverse. Vivono in stamberghe all’interno di moderni ghetti al confine con quella parte di città degna di questo nome. Di là dal muro la civiltà. Da questo lato fango, calcinacci, muffa, immondizia, fogne a cielo aperto. A Messina le abitazioni di fortuna risalgono ad oltre un secolo fa, quando il terremoto del 1908 rase al suolo la città. Qui l’emergenza è diventata quotidianità. Fondo Fucile, Giostra, Camaro San Paolo. Eccoli i rioni del girone infernale dei diseredati. Legambiente ha censito più di 3 mila baracche e altrettante famiglie. I topi, invece, sono ben di più. A Lamezia Terme oltre 400 calabresi di etnia rom vivono ai margini di una discarica. Tra loro c’è Cosimo, che vorrebbe andare via: «Non per me, ma per mio figlio, ha subìto un trapianto di fegato». A Foggia gli sfollati di una palazzina crollata nel 1999 vivono nei container di 24 mq. Andrea abita invece nelle casette di San Polino a Brescia, dove un prefabbricato fatiscente è diventato la sua dimora forzata: «Facevo l’autotrasportatore. Dopo due ictus ho perso patente e lavoro. I miei figli non sanno che abito qui. Non mi è rimasto nulla, nemmeno la dignità». Sognando un balcone «Il mio sogno? È un balcone dove stendere la biancheria», dice la signora Caterina nIl documentario «Baraccopolis» di Sergio Ramazzotti e Andrea Monzani, prodotto da Parallelozero, andrà in onda domani sera alle 21.15 su Sky Atlantic Hd per il ciclo «Il racconto del reale». Su Sky Atlantic Il documentario 3 domande a Sergio Ramazzotti registra e fotografo “Così ho immortalato la vita dentro quelle catapecchie” Chi sono gli abitanti delle baraccopoli? «Sono cittadini italiani, spesso finiti lì per caso. Magari dopo aver perso il lavoro o aver divorziato». Quali sono i tratti comuni? «Chi finisce in una baracca attraversa fasi simili a quelle dei malati di cancro. Prima lo stupore, poi la rabbia, il tentativo di scendere a patti con la realtà, la depressione, infine la rassegnazione». Cosa ci insegnano queste persone? «È destabilizzante raccontare donne e uomini caduti in disgrazia con tanta rapidità. Sono individui come noi. La verità è che può succedere a chiunque». Baraccopolid’Italia

01.03.17

GLI ITALIANI AIUTANO più FACILMENTE GLI EXTRACOMUNITARI RISPETTO AGLI ITALIANI.

 

 

 

SE VUOI SCRIVERTI UN BREVETTO CONSULTA dm.13.01.10 n33

13/01/2010 - Decreto ministeriale del 13 gennaio 2010, n. 33 - Uibm

 

 

 

CORRISPONDENZA sulla Xylella fastidiosa con la UE luglio 2018

XYLELLA\18-07-31-ARES 4037967.pdf

XYLELLA\18-07-31-ARES 4037967-cover.pdf

 

 

 

Mutui, la prova della truffa Via a rimborsi per 16 miliardi

Dopo tre anni ecco la sentenza Ue sull'Euribor truccato da banche estere. Ma si può far causa pure alle italiane

Giuseppe Marino - Sab, 19/11/2016 - 15:52

La Commissione europea, tre anni dopo aver condannato quattro tra le più grandi banche europee per aver truccato il tasso di interesse che incide sui mutui di milioni di cittadini europei, ha finalmente tolto il segreto al testo della sentenza. E quel documento di trenta pagine potrebbe valere, solo per gli italiani che hanno un mutuo sulle spalle, ben 16 miliardi di euro di rimborsi da chiedere alle banche.

La storia parte con la scoperta di un'intesa restrittiva della concorrenza, ovvero un cartello, tra le principali banche europee. Lo scopo, secondo l'Antitrust europeo, era di manipolare a proprio vantaggio il corso dell'Euribor, il tasso di interesse che funge da riferimento per un mercato di prodotti finanziari che vale 400mila miliardi di euro. Tra questi ci sono i mutui di 2,5 milioni di italiani, per un controvalore complessivo stimabile in oltre 200 miliardi. L'Euribor viene calcolato giorno per giorno con un sondaggio telefonico tra 44 grandi banche europee, che comunicano che tasso di interesse applicano in quel momento per i prestiti tra banche. Il risultato del sondaggio viene comunicato all'agenzia Thomson Reuters che poi comunica il valore dell'Euribor agli operatori e al pubblico. L'Antitrust ha scoperto che alcune grandi banche, tra il 2005 e il 2008, si erano messe d'accordo per falsare i valori comunicati e manipolare il valore del tasso secondo la propria convenienza. «Alcune volte, -recita la sentenza che il Giornale ha potuto visionare- certi trader (omissis...) comunicavano e/o ricevevano preferenze per un settaggio a valore costante, basso o alto di certi valori Euribor. Queste preferenze andavano a dipendere dalle proprie posizioni commerciali ed esposizioni»

Il risultato ovviamente si è riflettuto sui mutui degli ignari cittadini di tutta Europa, che però finora avevano le unghie spuntate. Un avvocato di Sassari, Andrea Sorgentone, legato all'associazione Sos Utenti, ha subissato la Commissione di ricorsi per farsi consegnare il testo della sentenza dell'Antitrust che condanna Deutsche Bank, Société Genéralé, Rbs e Barclay's a pagare in totale una multa di oltre un miliardo di euro.

La Ue ha sempre rifiutato adducendo problemi di riservatezza delle banche, ma alla fine l'avvocato ha ottenuto una copia della sentenza, seppur in parte «censurata». E ora il conto potrebbe salire. E non solo per quelle direttamente coinvolte, perché il tasso alterato veniva applicato ai mutui variabili da tutte le banche, anche le italiane, che ora potrebbero dover pagare il conto dei trucchi di tedesche, francesi e inglesi. Sorgentone si dice convinto di poter ottenere i risarcimenti: «Secondo le stime più attendibili -dice- i mutuatari italiani hanno pagato interessi per 30 miliardi, di cui 16 indebitamente. La sentenza europea è vincolante per i giudici italiani. Ora devono solo quantificare gli interessi che vanno restituiti in ogni rapporto mutuo, leasing, apertura di credito a tasso variabile che ha avuto corso dal 1 settembre 2005 al 31 marzo 2009».

27.01.17

 

 

Come creare un meeting su Zoom? In un periodo in cui è richiesto dalla società il distanziamento sociale, la nota app per le videoconferenze diventa uno strumento importante per molte aziende e privati. Se partecipare a un meeting è un processo estremamente semplice, che non richiede neppure la registrazione al servizio, discorso diverso vale per gli utenti che desiderano creare un meeting su Zoom.

Ecco dunque una semplice guida per semplificare la vita a coloro che hanno intenzione di approcciare alla piattaforma senza confondersi le idee.

Come si crea un meeting su Zoom

Dopo aver scaricato e installato Zoom, e aver effettuato la registrazione, si dovrà dunque effettuare l’accesso premendo Sign In (è possibile loggare direttamente con il proprio account Google o Facebook, comunque). A questo punto, bisogna procedere in questo modo:

  • Fare tap su New Meeting (pulsante arancione)
  • Scegliere se avviare il meeting con la fotocamera accesa o spenta, tramite il toggle Video On
  • Premere Start a Meeting

A questo punto è stata creata la videoconferenza, ma affinché venga avviata è necessario invitare i partecipanti. Per proseguire sarà necessario quindi:

  • Fare tap su Participants (nella parte in basso dello schermo)
  • Premere su Invite
  • Scegliere il mezzo attraverso cui inviare il link di partecipazione ai mittenti (tramite e-mail o messaggio, per esempio)

Una volta invitati gli utenti, chi ha creato il meeting avrà la possibilità di fare tap su ognuno di essi per utilizzare diverse funzioni: per esempio si potranno silenziare, piuttosto che chiedergli di attivare la fotocamera, eccetera.

Zoom, anche su dispositivi mobile

Zoom (immagine: Zoom).

Facendo tap sul pulsante Chats (in basso a sinistra dello schermo), inoltre, si potranno inviare messaggi di testo a tutti i partecipanti o solo a uno di essi. Una volta terminata la videoconferenza, la si potrà chiudere facendo tap sulla scritta rossa End in alto a destra: si potrà in ultimo scegliere se lasciare il meeting (Leave Meeting), permettendo agli altri di continuare a interagire, o se scollegare tutti (End Meeting).

 

 

Windows File Recovery recupera i file cancellati per sbaglio

È la prima app di questo tipo realizzata direttamente da Microsoft.

A tutti - beh, a quanti non hanno un backup efficiente - sarà capitato di cancellare per errore un file, non solo mettendolo nel Cestino, ma facendolo sparire apparentemente per sempre.

Recuperare i file cancellati ha tante più possibilità di riuscire quanto meno la zona occupata da quei file è stata sovrascritta, ed è un lavoro per software specializzati.

Fino a oggi, l'unica possibilità per i sistemi Windows era scegliere programmi di terze parti. Ora Microsoft ha rilasciato una piccola utility che si occupa proprio del recupero dei file.

Si chiama Windows File Recovery ed è disponibile gratuitamente sul Microsoft Store.

Si tratta di un programma privo di interfaccia grafica: per adoperarlo bisogna quindi superare la diffidenza per la linea di comando che alberga in molti utenti di Windows.

L'utility ha tre modalità base di funzionamento. Default, suggerita per i drive Ntfs, si rivolge alla Master File Table (MFT) per individuare i segmenti dei file. Segment fa a meno della MFT e si basa invece sul rilevamento dei segmenti (che contengono informazioni come il nome, la data, il tipo di file e via di seguito). Signature, infine, si basa sul tipo di file: non avendo a disposizione altre informazioni, cerca tutti i file di quel tipo (Microsoft consiglia questo sistema per le unità esterne come chiavette Usb e schede SD).

Windows File Recovery è in grado di tentare il recupero da diversi filesystem - quali Ntfs, exFat e ReFS - e per apprendere il suo utilizzo Microsoft ha messo a disposizione una pagina d'aiuto (in inglese) sul sito ufficiale.

Qui sotto, alcune schermate di Windows File Recovery.

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Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=28141

 

Bloatbox ripulisce Windows 10 dalle app indesiderate

Bastano pochi clic per eliminare tutto il bloatware preinstallato.

Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=28201

Non si può dire che Windows 10 sia un sistema operativo essenziale: ogni nuova installazione porta con sé, insieme al sistema vero e proprio, tutta una serie di applicazioni che per la maggior parte degli utenti si rivelano inutili, se non fastidiose, senza contare le aggiunte dei singoli produttori di Pc.

Rimuoverle a mano una a una è un compito tedioso, ma esiste una piccola applicazione che facilita l'intera operazione: Bloatbox.

Nata come estensione per Spydish, app utile per gestire le informazioni condivise con Microsoft da Windows 10 e più in generale le impostazioni del sistema che coinvolgono la privacy, è poi diventata un software a sé.

Il motivo è un po' la medesima ragione di vita di Bloatbox: non rendere Spydish troppo "grasso" (bloated), ossia ricco di funzioni che, per quanto utili, vadano a incidere sulla possibilità di avere un'applicazione compatta, efficiente e facile da usare.

Bloatbox si scarica da GitHub sotto forma di archivio .zip da estrarre sul Pc. Una volta compiuta questa operazione non resta altro da fare che cliccare due volte sul file Bloatbox.exe per avviare l'app.

La finestra principale mostra sulla sinistra una colonna in cui è presente la lista di tutte le app installate in Windows, tra cui anche quelle che normalmente non si possono disinstallare - come il Meteo, Microsoft News e via di seguito - e quelle installate dal produttore del computer.

Ciò che occorre fare è selezionare quelle app che si intende rimuovere e, quando si è soddisfatti, premere il pulsante , che le aggiungerà alla colonna di destra, dove si trovano tutte le app condannate alla cancellazione.

A questo punto si può premere il pulsante Uninstall, posto nella parte inferiore della colonna centrale, e il processo di disinstallazione inizierà.

L'ultima versione al momento in cui scriviamo mostra anche, nella colonna di destra di un pratico link per effettuare una "pulizia generale" di una nuova installazione di Windows 10, identificato dalla dicitura Start fresh if your Windows 10 is loaded with bloat....

Cliccandolo, verranno aggiunte all'elenco di eliminazione tutte le app preinstallate e considerate bloatware. Chiaramente l'elenco può essere personalizzato a piacere rimuovendo da esso le app che si intende tenere tramite il pulsante Remove selected.

 

 

 

 

Il sito che installa tutte le app essenziali per Windows 10

Bastano pochi clic per ottenere un Pc perfettamente attrezzato, senza dover scaricare ogni singolo software.

Reinstallare il sistema operativo è solo il primo passo, dopo un incidente al Pc che abbia causato la necessità di ripartire da capo, tra quelli necessari per arrivare a riavere un computer perfettamente configurato e utilizzabile.

A quel punto inizia infatti il processo di configurazione e di installazione di tutte quelle grandi e piccole applicazioni che svolgono i vari compiti ai quali il computer è dedicato. Si tratta di un'operazione che può essere lunga e tediosa e che sarebbe bello poter automatizzare.

Una delle alternative migliori da tempo esistente è Ninite, sito che permette di selezionare le app preferite e si occupa di scaricarle e installarle in autonomia.


Da quando però Microsoft ha lanciato un proprio gestore di pacchetti (Winget) sono spuntate delle alternative che a esso si appoggiano e, dato che funziona da linea di comando, dette alternative si occupano di fornire un'interfaccia grafica.

Una delle più interessanti è Winstall, che semplifica l'installazione delle app dai repository messi a disposizione da Microsoft.

Winstall è una Progressive Web Application (Pwa), ossia un sito da visitare con il proprio browser e che permette di scegliere le app da installare sul computer; in questo senso, dal punto di vista dell'uso è molto simile al già citato Ninite.

Diverso è però il funzionamento: se Ninite scarica i singoli installer dei vari programmi, Winstall si appoggia a Winget, che quindi deve essere preventivamente installato sul Pc.

Inoltre offre una propria funzionalità specifica, che il suo sviluppatore ha battezzato Featured Pack.

Si tratta di gruppi di applicazioni unite da un tema o una funzionalità comune (browser, strumenti di sviluppo, software per i giochi) che si possono selezionare tutte insieme; Winstall si occupa quindi di generare il codice da copiare nel Prompt dei Comandi per avviare l'installazione.

In alternativa si può scaricare un file .bat da eseguire, che si occupa di invocare Winget per portare a termine il compito.

I Featured Pack sono infine personalizzabili: gli utenti sono invitati a creare il proprio e a condividerlo.

Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=28369

 

 

Cos’è e a cosa serve la pasta madre

La pasta madre è un lievito naturale che permette di preparare un ottimo pane, ma anche pizze e focacce. Conosciuta anche come pasta acida, la pasta madre è un impasto che può essere realizzato in diversi modi. Ad esempio, la pasta madre si può ottenere prelevando un impasto del pane da conservare grazie ai “rinfreschi”, oppure preparando un semplice impasto di acqua e farina da lasciare a contatto con l’aria, così che si arricchisca dei lieviti responsabili dei processi fermentativi che consentono la lievitazione di pane e altri prodotti da forno.

Gli impasti preparati con la pasta madre hanno generalmente bisogno di lievitare per diverse ore, ma il risultato ripaga dell’attesa: pane, pizze e focacce risulteranno infatti più gonfi, più digeribili, conservabili più a lungo e con un sapore decisamente migliore.

La pasta madre, inoltre, accresce il valore nutrizionale del pane e di altri prodotti da forno. Negli impasti preparati con la pasta madre diverse importanti sostanze rimangono intatte e, grazie alla composizione chimica della pasta madre, il nostro organismo riesce ad assimilare meglio i sali minerali presenti nelle farine.

I lieviti della pasta madre, poi, favoriscono la crescita di batteri buoni nell’intestino, favorendo un buon equilibrio del microbiota e migliorando così la digestione. È importante anche notare che il pane preparato con lievito naturale possiede un indice glicemico inferiore rispetto al pane realizzato con altri lieviti. Questo significa che quando i carboidrati presenti nel pane vengono assimilati sotto forma di glucosio, questo si riversa più lentamente nel flusso sanguigno, evitando picchi glicemici.

Oltre a conferire al pane proprietà organolettiche e nutrizionali migliori, la pasta madre presenta altri vantaggi. Grazie ai rinfreschi, si può infatti avere a disposizione questo straordinario lievito naturale a lungo; in più, la pasta madre può essere preparata con vari tipi di farine, anche senza glutine.

La dieta senza glutine è l’unica terapia per le persone celiache e per chi presenta sensibilità verso le proteine del frumento e in altri cereali come orzo e farro. Inoltre, ridurre il consumo di glutine può migliorare alcuni disturbi intestinali ed è consigliato anche a chi vuole seguire un regime alimentare antinfiammatorio.

 

 ATTENZIONE MOLTO IMPORTANTE PER LA TUA SALUTE :

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Nostra Madre Terra - Articoli

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Dai termovalorizzatori alla raccolta differenziata

http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2548

 

Video Marco Bava Giuseppe Catizone 6 marzo 2009

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  Videoinforma :  www marcobava.it